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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 15 ottobre 2013 alle ore 22:39

    TEMPESTE

    Tempeste
    distruggono
    case di cartapesta,
    raggiungono
    pensieri inviolati
    li lacerano
    in mille stracci
    che il fuoco rende cenere.
    Tempeste
    di colori ardenti
    si insinuano
    in un corpo fragile
    nei pugni chiusi
    e sputano scintille
    di spaventosi fulmini.
    Tempeste
    nelle vene palpitanti,
    sangue impazzito
    di paura.
    Aspettando la quiete,
    aspettando il pianto.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 22:09
    Come tela di ragno

    Con flemma
    il ragno tesse la sua tela,
    vi è subdola maestria
    nel suo incessante movimento.
    Viscida
    la sua bava
    con sapienza va intrecciando
    ad ordire
    argentee e silenziose trame.

    Lavora di malizia
    l'abile stratega,
    e al centro
    di un ricamo ingannatore
    aspetterà la preda.
    Somiglia un pò
    al tuo gioco,
    quella tela....
    sottile lavorio
    a cercar di ripiegar pensieri
    come origami della mente.

    Nessuna preda
    cadrà nella sua rete,
    mi terrò lontana
    dall'indissolubile presenza.
    Conosco il ragno
    che non ha sentimento
    e solo da lontano
    ascolterò la trama
    della sua canzone.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 19:46
    Immagino

    Immagino la morte

    Vestita del mio corpo

    Vestita dei miei anni

    Vestita dei miei ultimi sospiri

    Non vi è alcun timore

    Pensando ad essa

    Poiché la morte è nulla

    Paragonata all'addio
     

  • 15 ottobre 2013 alle ore 19:13
    Ambivalenze

    Tremendi ed amabili
    sono i resti del passato,
    piccole immagini, momenti
    e mementi che ci formano e spaventano.
    Dedico ogni sospiro a
    quello che sono stato,
    genitore di quello che sono.
    Genesi e morte in un sol corpo.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 19:08
    Passi

    Guardo dietro di me e
    vedo la strada percorsa,
    tortuosa e stretta, lunga,
    che nel momento di percorrerla
    faceva paura, ma ora 
    è passata, ed altra passerà.
    Piccoli passi, come teneri
    echi di luce sul suolo,
    piccole firme su un sentiero
    sempre diverso e sempre uguale.
    Strade reali e metafisiche
    che si uniscono e si separano,
    ad ogni bivio una scelta,
    ad ogni scelta un'occasione ed
    una rinuncia. Eterna danza
    tra i bilanci di una vita.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 15:34
    Stupa

    Resta a questo tempo,
    non solo la tua lontana voce
    o la mano a sfiorare la terra
    ma la gioiosa ed inattesa voglia
    di parlare di strade nuove al mondo
    senza negare vita o felicità
    esaltando l’intima essenza
    i nobili colori di un uomo
    ed i suoi riflessi sui tre mondi.
     
    Resta a questo tempo, la tua parola semplice
    mai di saccente velata
    ma nuda come l’animo genitore
    eppur capace di scuotere foreste
    o circondarsi di novelle curiosità
    di chi stanco a seguire inumane perfezioni
    sogna di ritrovare la via
    che da se stesso porta a se stesso.
     
    Nel silenzio della mente vive la tua bellezza
    rovinata da falso oro ai tuoi piedi
    protetta da chi conserva in grembo
    l’emozione nata dal sapere
    che il corpo ha finalmente navigato
    tra passato, presente e futuro
    concependo l’estremo desio
    di non essere immortale esempio
    ma di svelare al comune udito
    che il suono del risveglio
    pulsa nell’Io.

    Raffaele di Ianni.
     

  • 15 ottobre 2013 alle ore 14:44
    Quello che resta

    Ci divideremo le carcasse delle carcasse,
    ciò che lasceranno a terra gli avvoltoi
    (improponibili resti anche per loro)
    come giocatori in borsa
    intenti a spartirsi divedendi assenti
    in un palazzo d'aria.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 14:14
    Sei Cento Dieci

    Sono più libera di me:
    dal carico non si direbbe ma
    nelle ossa ho ore d'aria e forma
    di piuma. Quando il mondo mi
    fa tana,  sigillo meglio le paratie
    seminate lungo i fianchi, branchie,
    bianche truffatrici dell'apnea.
    Il mio midollo è disponibile in sughero,
    birillo in standing ovation, erculea
    resistenza fra i liquidi e gli spurghi.
    Si, sono più libera di me: ho vocazione
    da pennuto, cresco come un souffle,
    guardatemi dal vetro lievitare ad uso vela.
    Eppure la testa, maledetta,  sta sempre
    là, zavorra e contrappeso,  a ricordarmi
    la facilità del precipizio.
    Dritta come una punta, l'asperità
    in attesa del palloncino a zonzo, cappuccetto
    rosso trova il lupo, prognata
    Parca in imboscata, infida zanzara succhia elio.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 12:36
    ti penso

    Ti penso,sento la vibrante presenza
    del tuo esistere che mi pervade
    emozionadomi l'anima
    Scorrono immagini sul fondo dei miei occhi
    sono i tuoi volti con cui danza
    il mio cuore.
    Ti penso,mentre freme ogni stilla di me
    per  abbracciarti,sfiorare con le labrra
    i tuoi begli occhi e
    sussurrandoti ....T'amo
    baciarti mio vero Amore!
     

  • 15 ottobre 2013 alle ore 8:10
    Per dissetare

    Per dissetare anguria ed ananassi 
    attirano comunque siano presi
    con la voglia ardente di gelati
    nella calura insolita dei giorni
    che anzitempo fa aperti i bagni
    al mare fra le rocce e gli arenili.

    Ora è di gite a laghi sotto i monti
    col fresco venticello nei giardini
    con rivi, fonti e alberi fioriti
    dal piacere dei cuori ricercati
    lievi abbian essi o grevi gli anni 
    felici come se di baci ricambiati.

    Dalla sete lo sai vengon miraggi
    questi che sopra leggi sono miei
    ti sian ventagli se tu caldo senti
    gradevoli e senza complicazioni
    suggerimenti di versi canori
    che niente costa a te tenere tuoi.

  • 14 ottobre 2013 alle ore 18:00
    Rose scarlatte

    Lo so vorresti le pernici
    dopo tante rose
    ma via volano quelle
    appena il nome dici
    queste da amor gradite
    il cuor ama infinite.

    Le più belle
    sontuose ho trovate.

    Sono rose scarlatte
    sbocciate
    a te l'ho dedicate
    vellutate
    ti parlano d’amore
    profumate.

  • 14 ottobre 2013 alle ore 17:38
    lacrima

    Non sono che una lacrima;
    una sola direzione prende il mio cammino:
    solo e sempre scendere.
    Ognuno mi ha conosciuto:
    la gioia e la mestizia nel lamento
    di un lattante;
    la solitudine di un errante;
    il congedo di un morente.
    Il pensiero mi forgia,
    il sentimento mi avviluppa,
    il volto mi tradisce.
    Vorrei essere d'acqua dolce
    per zuccherar ogni amarezza,
    ma cio' non mi e' concesso.
    Vorrei scomparir dalla faccia della terra
    per annullar la radice del dolore.
    Vorrei diventar stilla di rugiada
    per abbeverar chi ha sete di acqua e di giustizia.
    Non sono altro che una lacrima
    che mai muore
    perche' sgorga da una fontana
    sempre zampillante
    che e' l'umanita'.

  • 13 ottobre 2013 alle ore 21:14
    Briciole di speranza

    Ove muore il tempo
    si contan le paure

    grida assordanti
    di occhi che sgranano

    sorpresi nelle emozioni
    a piangere dentro l'anima

    che si piega al suo stesso pianto

    nel tramonto della speranza

    che si affaccia

    tra ombre e sospiri di lacrime

    all'orizzonte

    mentre sgorgano ancora
    quei pianti

    a bagnare i sogni infranti
    .
    cesaremoceo

  • 13 ottobre 2013 alle ore 18:12
    Signora! Luna

     
    Dolcezza Universale!
     
    Il sole sfinito dalle sue ore
    Si è spento sul tuo mondo
    E Tu Signora… Luna
     
    Adornata di stelle luminose
    Nel chiaro scuro dei ricordi
    Sogni amore fiammeggiante.
     
    Ora il mio cuore mi sussurra
    Di volare nell’ incantevole
    Dei tuoi momenti senza età
     
    Il mio tempo si è fermato
    E implora stelle nascenti
    In questi miei giorni futuri
     
    I miei occhi inseguono
    Fiumi di luce celestiale
    Intanto asciugo lacrime.
     

  • 13 ottobre 2013 alle ore 17:28
    Se

    Se provassi un po' a spiarmi con dolcezza
    se riponessi la leggerezza
    in un angusto ripostiglio
    non mi parleresti cosi'.
    Una cappa di sospetto mi circonda
    in ogni momento.
    I tuoi sguardi furtivi cercano invano
    i miei.
    Ma gli occhi si nascondono
    dietro una lena di serieta' ipercostruita,
    di alacrita' esasperata:
    tanto e' il disagio di affrontare il tuo viso.
    Se conoscessi la mia storia
    non m parleresti cosi'.
    L'arroganzaa ossessionante
    rivelano un desiderio velato
    di comunicare con me.
    Ma il cuore non risponde
    la mia bocca parole non effonde.
    M'hai in fretta isolato dalla schiera
    dei tuoi amici:: sono tanto diverso da te.
    Ma se leggessi sino in fondo il mio comportamento
    inquieto, discreto, che assumo pe rprovocare te
    finiresti di detestarmi,capiresti che tra noi
    un dialogo e' possibile.
    Io di te sono simile..

  • 13 ottobre 2013 alle ore 15:47
    Haiku

    Sfioro i petali
    Sento il profumo di lei
    Magia dei sensi!

  • 13 ottobre 2013 alle ore 15:43
    haiku n 122 (urla più forte)

    urla più forte
    nell'arringa finale -
    vento d'autunno

  • 13 ottobre 2013 alle ore 14:30
    Sei Cento Nove

    Sono venuta da una tua costola e non
    credo ad altri accadimenti per essere
    così simile alla tua trama.
    Quel giorno in cui ti disossarono la forma
    appuntita, più o meno non so, tanti anni fa
    e tu sentisti lancinante il dolore, una fitta
    fu improvvisa, mentre ridevi e gonfiavi
    il petto per farti sollevare agli adulti,
    e l'apnea senza un tuffo per padre.
    Venivo così fatta di te, del tuo disimpegno
    a cercarti una scusa per stare meglio
    in mezzo alla vita  o forse chissà fatta
    del tuo stesso sangue in modo sinistro,
    un sortilegio antico, una faccenda fra
    maghe, una conta di streghe. Alcune
    cose non vanno spiegate: stanno piantate
    nel cuoio della terra , tante strette
    impunture poi fanno il destino.
    A svelarle ci pensa il tempo, scoperchiando
    alla sorpresa l'intruglio e dove adesso
    in te è il prurito sta asciutto il  taglio da cui arrivo.
     

  • 13 ottobre 2013 alle ore 10:36
    L'infanzia rubata

    Che ne sarà di te
    piccolina rapita
    dall'odio resa bomba
    inesplosa per caso?

    Ti salverai piccina
    che tendi la manina
    chiedendo l'elemosina
    guidata dal fratello?

    E tu bimbo guerriero
    più di te grande l'arma
    come finisti al gioco
    del dare e avere morte?

    Domande come queste
    ahimè non son legate
    a storie ormai remote.

    Tutto il progresso nostro
    mantiene questa faccia
    violenta di miseria
    nel corpo e nello spirito.

    Se nulla valgon versi
    a liberare schiavi
    denuncino gli orrori
    vergogne per gli uomini.

  • 12 ottobre 2013 alle ore 20:57
    Le radici del cuore

    Il piacere immenso dell'amore
    mi trascina con sè

    nel suo fresco gusto

    portandomi lontano
    dai miei tormenti

    dentro sogni di libertà

    a perdermi in quest'armonia

    guidato dalla mia anima
    brillante della sua luce stellare

    in ogni emozione che la pervade

    nel suo viaggio fantastico e surreale

    col profumo del suo silenzio
    a cullare la mia allegria 

    scaldare la mia quiete

    sentire l'eco dei miei sentimenti
    e scialacquare in bramose passioni
    .
    cesaremoceo

  • 12 ottobre 2013 alle ore 20:02
    Scena

    Ti ricordi quando
    ci vedevamo
    a Milano
    lungo il Naviglio
    Una passeggiata
    in una notte stellata
    a me abbracciata
    a me stretta stretta
    Un bar scegliemmo
    allegri chiacchierammo
    poscia più volte ci stringemmo
    poscia più volte ci baciammo
    Il tempo volò subito
    fu già buio
    ora di ritorno
    lasciar ci dovemmo
    Incancellabile ricordo
    rimane in alcune foto
    che a guardare resto
    con triste occhio.
     

  • 12 ottobre 2013 alle ore 18:10
    Depressione

    Abisso senza fine e' meta
    di felicita' impoverita.
    La difficolta' a comunicare
    con gesti e parole
    aggredisce un cuore che batte piano piano,
    nel suo inguaribile grigiore.
    Depressione e' il mio nome.
    Sono la bestia che stordisce ogni azione.
    I miei sotterfugi sono numerosi;
    a nulla serve il farmaco che con parsimonia assumi:
    l'angoscia e' freno che ogni istante
    mordi e consumi.
    L'ansia ricorrente
    ti regalo in abbondanza;
    di attacco di panico ti mitragliero'
    ad oltranza;
    in una pubblica piazza
    o in uno stretto ascensore
    il ghigno della bestia
    fa di te cio' che vuole;
    irridendo senza scampo,
    imperlando di sudore,
    soffocando grida d'aiuto
    in fossa profonda,,
    immergendoti
    nella piu' appiccicosa fanghiglia.

  • 12 ottobre 2013 alle ore 15:28
    Claustrofobie mentali

    Intorno a me,
    si alzano
    palazzi di vetro.
    Immobili
    come felini
    mi scrutano,
    avvolti
    in uno scialle di silenzi.
    Sento il peso
    dei loro occhi,
    claustrofobica paura
    della solitudine.

  • 12 ottobre 2013 alle ore 13:59
    Sei Cento Otto

    Le nubi sono buoi dal giogo furioso
    oggi che tutta l'ombra gode
    come il gatto accarezzato
    per bene ed il sole ha versato l'ultimo
    sangue, martire festeggiato nei giorni
    pari. Quello che volevo dirti sta
    intirizzito sopra tre foglie di un grande
    castagno, nello sfogo dei ricci e nelle
    costole delle vie incrinate dal
    temporale: proprio ieri ancora tossivano
    solleticate dai tacchi che l'estate
    ha spezzato. Quello che volevo dirti
    sanno ripeterlo mastici, macerie
    e torbidi gufi: è tipo rintocco, moto
    perpetuo. Non c'è più mistero, i codici
    scassinati, le dighe violate,
    i dubbi risolti come i nodi dal talento dell'ago.

  • 12 ottobre 2013 alle ore 12:50
    Chi è il saggio?

    S'immagina di solito saggio un vecchio
    e scapestrato un giovane
    tant'è che a parti invertite
    s'avverte da una parte un miracolo
    dall'altra vergogna per un disastro
    eppure ognuno ha i suoi percorsi
    c'è il giovane che si finge vecchio
    con tanto d'occhiali e di barba
    ma non disdegna l'anziano
    rifiutare agli anni la resa
    perché la vita è imprevedibile
    e gioia non ama consigli.