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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 23 dicembre 2013 alle ore 23:31
    Arie natalizie

    Tremule luci
    m'avvolgono

    nel silenzio profondo
    del crepuscolo

    in prossimità della sera 

    Soffi di pace
    sento diffondersi
     
    ad avanzare tranquilla

    come tranquillo è
    un volo di gabbiano 
    in cerca del nido
     
    e alterno lusinghe a preghiere

    senza appropriarmi di pensieri
    che non mi appartengono

    nell'armonico piacere
    d'ascoltare l'eco dell'equilibrio

    che soddisfa il mio Spirito

    calmo come una nave
    che gode tranquilla
    il riposo di un porto sicuro

    dopo aver solcato
    mari in tempesta.

  • 23 dicembre 2013 alle ore 21:33
    Il suono

    Un rumore odo
    venire da lontano
    sempre più vicino
    ora meglio l’odo
    Sei tu che vieni verso me
    a passo svelto verso me
    ti avvicini a me
    ti fermi accanto a me
    Vorresti dire qualcosa a me
    ma non riesci a parlare a me
    per paura o vergogna verso me
    ma io intuisco il tuo amore
    Mi accorgo solo ora
    di aver immaginato la scena
    di avere in futuro paura
    di doverla rivivere ancora una volta
    Solo attraverso la poesia
    riesco a sciogliere la catena
    della mia quotidiana realtà
    e raggiungerti ancora una volta.
     

  • 23 dicembre 2013 alle ore 20:29
    Sei Cento Sessantatrè

    Quando verrà la porta non cigolerà,
    il cane mai abbaia contro padrone
    ed il gatto non scatterà la testa
    curiosa incuriosita dal passo
    innovativo. Le sedie riconosceranno
    il calore, radar sotto plancia, spiegate
    le bandiere ed il ritardo sulla tavola
    araldo, i pavimenti saluteranno la posa
    del peso già sperimentato.
    E tutte le stoffe tutte, lavette e merlettini,
    i cuscini impronta e le due sagome
    evaporate al letto, Sindone di una data
    e di un banchetto, bianco dolce indurito
    e dimenticato, e le posate ed i ferri morticini
    gelidi nella cassetta degli attrezzi e la cotenna
    onda dei coppi versus pioggia, insomma tutti
    scardineranno il silenzio in onore dell'oratrice.
    In un'ora imprecisa che il sud non conosce,
    entrerà l'accolta: oh incastro di talento!
    Palla in buca! Dio che avvita il nocciolo
    alle valve ben salate  e cuce il frutto
    come un Santino fra le assi arancio
    dell'albicocca, tutto perfetto.
    Suo è il piede per la scarpetta: calza!
    Alleluja! Così vengono certi miracoli:
    eccola che entra, sicuramente  e facile.
    Irrorata, già massaggiata, oleata con
    l'oleosa agilità della chiave nella toppa-
    cappotto. Perdono per la  figliola prodiga:
    è di ritorno l'infreddolita.

  • 23 dicembre 2013 alle ore 10:08
    Haiku

    Mondo crudele!
    Contempliamo la festa,
    Del Santo Natale.
     

  • 23 dicembre 2013 alle ore 10:06
    Neve a Natale

     
    Arriva la prima neve
    L’inverno è alle porte
    Con le sue lunghe notti;
     
    Non si ode una voce
    La neve è copiosa
    E’ un nuovo scenario;
     
    E’ un Bianco Natale
    Tra il rumore del mare
    E le grandi tavolate;
     
    Si va tardi a letto
    Un'altra attesa è alle porte:
    L’arrivo del Capodanno.
     

  • 23 dicembre 2013 alle ore 10:04
    È Natale

    È Natale!
     
    Un desiderio di pace
    Avvolge e coinvolge
    L’universo e le case;
     
    La neve cade a fiocchi
    E profuma l’aria
    Delle sere stellate.
     
    È Natale!
     
    Dall’alba al mattino
    Un bisogno d’amore
    Penetra i nostri cuori;
     
    Tra i colori della festa
    Un raggio di speranza
    E una rara indifferenza.
     
    È Natale.
     

  • 23 dicembre 2013 alle ore 0:44
    Tammuriata

    Muovi i tuoi passi sicuri
    tra i due cerchi di fuoco
    che delimitano i confini
    del mio sguardo
    stregato dal movimento sinuoso
    del tuo ventre.
    Tamburi
    come appoggi che affiorano
    da botole aperte offrono
    mattonelle sonore
    ai tuoi piedi eleganti
    che scattano,
    si fermano e su loro stessi girano
    mentre tra le dita colorate di rosso
    stringi una spada
    e mi ricambi gli occhi...
    ...e tra i denti
    mordo tentazioni
    frammenti di danza
    ed acini d'uva.

  • 22 dicembre 2013 alle ore 22:08
    Battito d'Ali

    Cerco in un sogno,
    anima mia, 
    battito d'ali leggero e 
    gioviale che 
    possa dar luce 
    al cuore fecondo,
    in tenero sguardo 
    d'affetto profondo. 

  • 22 dicembre 2013 alle ore 20:20
    Haiku

    Rose d'inverno
    Le vibranti emozioni
    di un sogno audace

  • 22 dicembre 2013 alle ore 16:01
    Anima mia

    gioisci anima mia 
    della buona sorte;
    gioisci anima mia
    del  tuo dolore.
    Ricerca o anima mia
    liberazione
    dal travaglio interno
    e non cercar
    la morte.
    Guarda la paura 
    come amica
    guardala in faccia e
    poi procedi innanzi.
    Di ogni tua lacrima
    anima mia gioisci
    poichè tu vivi
    e irradi la tua luce

  • 22 dicembre 2013 alle ore 15:40
    Haiku

    Soffio di vento
    mi porge la tua voce
    Ora sei con me
     

  • 22 dicembre 2013 alle ore 15:11
    Divieto di inversione a U

    Allegre emozioni
    risuonano dentro al cuore
    a ricordare
    intime burrasche giovanili

    Strana vita e strano destino
    m'adagiò a volare
    sulle ali dell'amore

    felici armonie
    che ci hanno attirato
    l'un l'altra

    orde di sentimenti

    astuzie consapevoli
    a vestire di frenesie quei momenti

    e incunearsi
    tra le viuzze tortuose dell'anima

    trasformandole
    in autostrade del desiderio

    raggiunger quelle mete
    ed affrettarsi a liberare la fede

    con la tenerezza
    a dare il suo compenso

    rifugiarsi nell'intimo lieto dell'appagamento

    e non tornare più indietro 
    in questo gaio cammino
    .
    cesaremoceo

  • 22 dicembre 2013 alle ore 15:06
    L'altro oblio

    Nell'elegante volo
    danzan le mani
    sui miei occhi
    tra paso doble
    e volo della morte.
    Le due movenze,
    di premurosa madre
    che richiama gli occhi
    a non allontanarsi
    dalla bocca
    e di amante calda
    che fa perdere i sensi
    nei suoi sensi,
    mi portano a navigarti i seni
    dove naufrago
    verso un altro oblio...
    ...ed è pericoloso.

  • 22 dicembre 2013 alle ore 10:38
    Spettacolo

    Cosi' bella 
    alla luce dello schermo 
    sento le voci 
    e la storia 
    passa dal tuo viso 
    E il tuo sorriso 
    fa cantare l'universo 
    in dolby surround 

  • Pensiero per il giorno di Natale, per quanto strano possa sembrare
    ultimamente sempre più spesso mi trovo a considerare
    "Come farò le cose quando sarò vecchio?"
    per quanto ne sappiamo noi
     il Sole continuerà a sorgere ogni mattina con la stessa intensità
    per quanto ne sappiamo, durante il nostro breve passaggio terreno, 
    il giorno tornerà sempre uguale con la stessa vitalità
    per quanto ne sappiamo noi, la notte continuerà ad accoglierci tra le sue braccia
    sempre uguale sempre la stessa
    sempre uguale
    sempre la stessa
    e allo stesso modo tornerà a rinnovarsi sempre immutabile e persistente il ciclo delle stagioni
    per quanto ne sappiamo
    per quanto ne sappiamo noi
    altro è il nostro destino
     per noi nulla rimane uguale,  nemmeno le nostre azioni
    neppure le più semplici, le più meccaniche e ripetitive
    nemmeno quelle minime e apparentemente insignificanti
    e marginali
    marginali
    ultimamente sempre più spesso mi trovo a pensare
    "Come farò le cose quando sarò vecchio? Come farò?"
    e soltanto al pensiero tutto acquisisce una dimensione differente
    sotto la luce di questo interrogativo tutto brilla di luce nuova
    luce nuova e inconsueta
    perché le stesse cose che faccio adesso avranno allora intensità e valore diverso e immenso
    immenso!
    altre cose invece le farò, forse, in modo distorto diseguale e strano
     altre ancora non le farò più,
    nemmeno ricorderò come farle,
    neppure la mia ombra e la mia impronta saranno uguali
    neppure la mia ombra
    e la mia impronta
    saranno le uguali
    ultimamente sempre più spesso mi trovo a considerare
    "Come farò le cose quando sarò vecchio?"
    mille volte le stesse azioni e mille volte ancora le emozioni
    eppure mai uguali mai più le stesse
     nemmeno le più meccaniche
    nel movimento nella frequenza nella velocità o nella lentezza,
    le nostre piccole azioni quotidiane
    in apparenza sempre uguali
    eppur distinte
    azioni minime e marginali

    come farò le cose non so, ma di una cosa ho certezza
    quando sarò vecchio, se il cielo me lo concederà,
    saprò stringerti la mano più forte
    saprò guardarti più intensamente
    saprò accoglierti tra le mie braccia e saprò attendere paziente e trepidante il tuo abbraccio
    sempre più bello
    sempre più intenso
    sempre nuovo e unico
    quando sarò vecchio
    non saprò più fare molte cose
    oppure se le farò, saranno più deboli, grigie e leggere le mie azioni
    eppure nel cuore saranno immense, saranno migliori saranno come un temporale fuori stagione
    un temporale benefico fuori stagione
    un temporale provvidenziale dopo la lunga e arida stagione estiva
    per quanto ne sappiamo adesso
    il mondo tornerà a svegliarsi tutt’intorno a noi domani,e ancora
    sempre uguale sempre lo stesso
    invece noi no, 
    noi no!
    ma non ho paura adesso e non ne avrò allora
    quando sarò vecchio
    solo poche cose saprò fare allora, 
    poche cose, ma non avrò timore
    se il cielo me lo concederà
    ti stringerò la mano più forte
    e più forte sentirò il tuo abbraccio intorno a me
    intorno a me
    per quanto ne sappiamo
    pensiero per il giorno di Natale,
    per quanto strano possa sembrare.

  • 21 dicembre 2013 alle ore 22:02
    L'amore non si serve a porzione

    Eccitarsi e fremere

    nel piacere di essere
    vittima sacrificale
    del nostro destino

    e vivere
    di silenziose soddisfazioni
    nell'impaziente desiderio di Te 

    nell'attesa del giusto momento
    per varcare la Tua porta 
    e apprezzare la gioia della Tua Natura
     
    senza badare ai contenuti

    Parlare d'amore
    in quei momenti intrisi di tenerezze

    e avvinghiarmi forte al cuore
    fino a poterlo baciare

    Frugare tra i cassetti del futuro
    nel tripudio delle emozioni
    e trovare i sogni ancora intatti

    Sorridere a bocca piena
    e sensi sazi 
    a godere di quella intimità

    e ricomporre la vita
    .
    cesaremoceo

  • 20 dicembre 2013 alle ore 21:26
    Coltelli che non tagliano

    Cercare e trovare
    spiragli di verità

    tra rivoli d'ombra
    e seducenti
    bagliori di luce

    nel continuo
    costruire e distruggere
    del mio Io

    disperso nell'universo effimero
    della confusione

    Incoronato dai tormenti

    sto a recuperare
    i trucchi imparati sulla strada
     
    sfidare cattiverie palesi
    tra idee represse
    in cerca di stranezze

    e il cuocere 
    in un brodo insipido di giuggiole

    e saziarmi della pasta
    di cui sono fatto
    .
    cesaremoceo

  • 20 dicembre 2013 alle ore 21:17
    Notte

    Parte oscura del giorno
    sei mistero qual donna
    dal vellutato mantello
    Notte ai segreti amica
    che la luce schivano
    perché non li sciolga.

    I tuoi arcani portano
    brividi di fredda paura
    col rischio del desiderio
    avido d'insolita vista
    atta a vincere il buio
    e su salire alla Luna.

  • 19 dicembre 2013 alle ore 21:14
    Sessantotto

    Col  petto palpitante
    e le corde della pena
    sempre in tiro 

    ho ancora vibranti nei ricordi

    urla di uomini
     
    bocche affamate

    chiedere imploranti 
    un pò di futuro

    e rischiare di vivere
    protagonisti del niente

    dentro complotti di fragili illusioni
    che contrabbandano i sogni
     
    rubando la dignità

    in quella realtà 
    assediata da colpi di scena 

    e il castigo
    a seguire le orme del peccato
    .
    cesaremoceo

  • 19 dicembre 2013 alle ore 19:14
    haiku n. 128 (un luccichio)

    un luccichio
    balugina sull'onde -
    alba radiosa

  • 19 dicembre 2013 alle ore 18:00
    Verso il tramonto, poi l'alba.

    Verso il tramonto
    va, a passi incerti,
    l'esule fiamma
    della mia anima.

    Mescolarsi vuole
    al caldo splendore,
    che sprofonda 
    nel buio universo.

    Poi l'alba, sì attesa,
    affonda i ricordi
    del lungo esistere
    in un mare di luce.

     

  • 19 dicembre 2013 alle ore 12:34
    Orologio

    Oddio, ti vedo doppio -
    mi fai proprio paura, orologio,
    compagno del mio bicchiere mezzo vuoto.

    Dentro te battono gli eventi
    e rintoccano come le mezzanotte fatale
    spaventa l'animo teso.
    E poi cosa sono?
    Spettri della memoria
    che deformano la mia lente gravitazionale.

  • 18 dicembre 2013 alle ore 21:29
    Risplenderà un nuovo arcobaleno ?

    Vedo uomini accecati dall'odio

    costretti dalla vita a indossare
    le maschere cangianti della viltà 

    e combattere tra loro
    per salvarsi dalla fatica del vivere

    divorati dai dubbi

    dimissionati dai sentimenti
     
    precipitano verso il buio più profondo
    allontanandosi dalla luce del sole

    tra pessimismo e disincanto
     
    sapori e saperi del presente
     
    E pensare
    a quanto farebbe bene al cuore
    cercare una ragione di vita !

    Ma la bocca tace

    la mente è spenta

    e gli occhi proiettano
    le più brutte visioni del futuro.
     

  • 18 dicembre 2013 alle ore 21:23
    Aria di primavera

     Le nostre anime
     si incontreranno
     la stessa via percorreranno
     Le nostre anime
     insieme vivranno
     anche se per poco
     Le nostre anime
     insieme aspetteranno
     questo periodo
     Le nostre anime
     insieme discorreranno
     un nuovo inizio
     Le nostre anime
     insieme vedranno
     un nuovo evento
     Le nostre vite
     una svolta avranno
     Amore condurranno.
     

  • 18 dicembre 2013 alle ore 17:32
    Invan la foglia cerco

     
    Invan oggi la foglia cerco che ingiallita
     dispersa è al vento con le sue sorelle
     a lei le speranze mie in primavera posi
    deluse al pari suo ingiallite e al vento perse.