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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 ottobre 2013 alle ore 13:47
    Sei Cento Quattordici

    Le parole hanno fatto le valigie,
    alla chetichella fuori dalla porta,
    sgattaiolate come la goccia dal
    rubinetto libertino. Non c'è stato
    il tempo di salutarle, tutte impressionate
    dal tuo nome, decalcomania di breve
    durata, marchio sul trancio migliore,
    codice da pezzatura, tatuaggio  da
    fine galera. Le parole sono andate
    via qualche giorno fa con la faccia
    dei turisti che rimpiccioliscono
    a via Magruni dove i limoneti
    colano come fontane, le fontane
    sono serie e la resina, calamita
    con bouquet, è sirena ai gradini.
    Adesso, sinceramente, non so
    più come chiamarti, indicarti
    mi è difficile: sei una piazza?
    O un vicolo? Forse una scorciatoia,
    il complotto di due percorsi
    somiglianti.  E' che loro, le parole,
    avevano tutto: il criterio dei tuoi
    occhi, la fronte del tuo sorriso e
    adesso, senza quel sussidio,
    quello stipendio di suggerimenti,
    non riesco a tirare  in piedi
    la tua forma. Pertanto taccio,
    più silenziosa di qualsiasi silenzio
    perchè è questa mano che smette di parlare.

  • 23 ottobre 2013 alle ore 13:32
    Bisbiglio

    Si fa la muta,
    come un uccello a primavera;
    nel silenzio dei giorni storti,
    quando vorresti che fossero più obliqui.

    Il canto spezza il suono,
    troppe le parole gettate via;
    basta un po di vento
    e torna una bugia.

  • 23 ottobre 2013 alle ore 13:08
    Castello

    In un paese un castello
    teneva passaggi segreti
    in caso d'assedio ai signori
    serviti in tempi lontani.

    La sala che ora è cappella
    terribili feste serviva 
    con una botola in mezzo
    che a tradimento s'apriva.

    Di pace illusi nemici 
    intenti a balli sfrenati
    i piedi da un pozzo 
    avevano presi d'un tratto.

    Occulta una leva
    d'abisso fauci schiudeva
    e lame taglienti trovava
    chi prima lieto danzava.

    Di fama sinistra ammantato
    a Dio fu dedicato
    ma senti certe notti
    gridare ancora i morti.

  • 23 ottobre 2013 alle ore 11:57
    Deliri risorgenti

    Racchiusa.
    In un istante non effimero
    Ma sempre cangiante.
    E vivo.
    Ticchettio d’orologio che conduce all’estasi dei sensi.
    Voluttà di un sogno
    senza fine.
    Trasecolare di un palpito d’anima.
    Gemito d’orrore, ch’è paura d’abbandono:
    Mai più!!
    Il verde dell’ulivo che accompagna le mie stagioni…
    Alberi che son miei.
    Mi baciano.
    Con dolcezza.
    Scorre linfa nelle loro vene d’acqua:
    L’oro che cerco in una tubatura di colore.
    Gioia dionisiaca
    Mai frustrata,
    Rinascente purpurea,
    Mai sazia
    D’amore invincibile.
    Spazza la vergine terra dell’insondabile mare di donna,
    Sempre toccata
    Dall’irrigazione autunnale.
    Gocce di me.
    Distillate.
    In pomeriggi assolati,
    Assonnati e vigorosi.
    Respiri di prateria odorosa.
    Quando ci sei, andrai..
    Per i tuoi impulsi selvaggi.
    Bestiolina
    Che annusa,
    Fiuta e rifugge.
    Calca di foglie.
    Le pesto protestano:
    “Facci danzare sull’asfalto,
    Rugiada sul tuo viso”
    Farfalle amorfe che prendono vita.
    S’agitano stravolte.
    “Portaci nei viaggi”
    Lambiscono la soglia del viso.
    Toc toc.
    “Prego, care, sfiorate quel corpo.
    È delicato e diafano.
    Brilla da dentro.
    Trasluce, in un coro di manghi.”
    Spiaggia che si fa sera,
    Che diventa rampante,
    S’inerpica tra gl’occhi dei folli,
    E beve alla salute del mago.
    - Tranquilla profondità di sentire
    Riposo dai fanghi del creato
    Tutto sminuzzato-.
    Un passero inumidisce le labbra indurite.
    C’erano un tempo.
    Le ha dimenticate?
    S’è doppiato il capo.
    Strappo..
    Chi è laggiù?
    Una luna che rende il cielo di zolfo.
    Respiralo!
    Aiuta la purificazione.
    Tisana di suoni ancestrali.
    E così sia,
    Mia amante gioiosa,
    E scherzosa,
    E adorata farfuglia.
    Godi il silenzio che fruscia.
    E poi più nulla.
     

  • 23 ottobre 2013 alle ore 11:48
    Vulcano

    Sabbia

    Nera

    Sabbia

    Vulcanica sabbia………

    Che intontisci le menti dei viaggiatori.

    Sirene che risuonano nelle notti insonni.

    Non le odi

    Mentre piangono la tua sorte - Ulisse dei mari mai visti?

    Sono fangose le tue suole;

    Vanno alla ricerca di una casa che non trovi

    Ma poi approdi

    E vedi!

    Chi, forse,

    Non speravi più d’immaginare.

    Non conosci il tuo destino,

     Eppure lo accetti

    Esule, in terra straniera.

     E vai…..

    Continui a percorrere il filo

    Di una storia non scritta

    E che non sapremo mai:

    Perché è tua.

    E tu non lo sai mentre consumi la tua pelle al sole,

    Sbattuto dai venti-

    Tempeste che toccano il cuore-

    Non il nostro, Il tuo…..

    Sì, il tuo cuore di uomo

    Impavido, eroico----------- Piccolo uomo

    Sei tra noi.

    Ogni volta diverso

    Anche se unico.

    Faro che guidi la notte

     La rotta dei nostri confini.

    Insondabile, dolce uomo

    Ti guardo mentre valichi il mare.

    E sei bello

    Perché non conosci paura

    E’ in te:

    Le confidi i tuoi inguaribili segreti.

    E lei si fa arguta consigliera.

    Parlale ancora.

    Sono Penelope

    Ma poi non più.

    Anch’io mi trasformo, e ti ascolto

    Con languidi occhi d’acciaio.

    Parlaci sempre,

    Non tacere: su, vieni!

    E fai gonfiare le mie vele.

    T’aspetto!

  • 23 ottobre 2013 alle ore 11:36
    Notturno

    Fruscìo di capelli sul mondo
    spazzolati dalla brezza di te
    annodati ora non più;
    qui sono
    sparsa
    adagiata sui miei letti di luce.
     

  • 23 ottobre 2013 alle ore 10:08
    Se t'incontrassi!

    E se ti incontrassi? 
    ahh se ti incontrassi 
    no ma se ti incontrassi.. 
    non lo so che farei.. 
    forse.. 
    forse.. 
    ma forse è meglio se non ti incontrassi!

  • 23 ottobre 2013 alle ore 10:06
    Senza Titolo

    io ti amo perché sei.. (qualcosa di bello che non mi so spiegare)
    tu non mi ami, e vabè pazienza!
    direte, ma come pazienza..
    eh pazienza, non mi scassate le fragole nel tinello
    poi.. succede che mentre ti amo.. .. a volte...
    comincio ad assomigliarti.. 
    ma non che prendo le tue fattezze.. no.. 
    diventerei un androgino 
    (il che basterebbe a rendermi un essere perfettamente autonomo) 
    no, in pratica un giorno mi sveglio, e sono te..
    il che di per sé è un guaio!
    poi scopro che quando sono te, mi sento te.. 
    parlo canto muovo le mani e sono le tue.. 
    gesticolo nervosamente, parole che saltellano dalla mia bocca 
    e sembrano proprio uscire dalla tua.. con la stessa dolcezza, forza 
    e pure antipatia, 
    quanto mi odio, quando odioso, mi faccio odiare come io odio te.
    ...sicuro non sono te, quando chiedo a qualcuna di fare le cose zozze.. 
    insomma io non lo so cosa voglio dire con quest'ammasso 
    nevrotico serale di parole sparse a cazzo.. 
    ma secondo me, mannaggia a te.. ti assomiglio e questo a chi non lo sa, piace..
    e si innamorano di me.. no, aspe, è di te che si innamorano (ma non lo sanno)
    lo vedi? c'è un tale caos in giro 
    che siamo tutte metà incomplete sparse a prendere l'amore sbagliato
    in tutto ciò mi domando.. io.. dove cazzo sono finito?

  • 22 ottobre 2013 alle ore 23:06
    Vorrei lasciare

    Il mio tempo
    è fiume in piena
    che dirige verso il piano
    dileguandosi veloce
    per sparire ed esser nulla...
    nell'immensità del mare
    È uno spazio virtuale
    affidato a me per poco
    ed io essere mortale
    per impronta
    vorrei poter lasciare
    pochi versi
    ma essenziali...
    che spingano a pensare.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:58
    -MARE E PENSIERI-

    E d'innanzi a me il mare
    la sabbia, e io seduto.
    E d'innanzi a me il mare,
    è bagnata, dura, è fredda
    è compatta,
    come quando piove e poi rasserena.
    E d'innanzi a me il mare
    mosso, arrabbiato,
    e lo guardo fisso
    e sembra minacciarmi.
    Il cielo è cupo e chiuso,
    fra il grigio e il nero
    e d'innanzi a me il mare.
    E i miei pensieri come di lui il colore,
    e il vento li trascina di qua e di la 
    come gli uccelli, che sbandano
    al cielo felici.
    E il faro, e la luce gira , e, impulsi di luce
    ed io lo guardo fisso, a impulsi i pensieri,
    e arriva lontano
    e d'innanzi a me il mare.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:57
    PUGLIA

    Le salentine melodie serali
    le magiche meraviglie d'intere apuliche terre.
    Dalle curve nel cielo e nel mare
    di garganiche viste,
    alle distese d'ulivi brindisine,
    alle spiagge di mar d'amare
    tarantine
    e le salentine melodie serali.
    Tamburellanti e lunghe passeggiate baresi
    e cielo, e terra e mare.
    E' puglia che salta di gioia
    è puglia che pulsa di vita
    è puglia di terra e cielo
    è puglia di sabbia e mare.
    Mia puglia natia
    mia puglia d'amor.
    -Vincent Cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:56
    IL TRENO

    Triste è sempre il ritorno
    Del treno che in avanti va
    Del ricordo che come i binari ti rimangon dietro.
    Triste è la corsa 
    Triste è l'arrivo.
    - Vincent cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:54
    STRETTA A ME

    A te la mia testa, il mio respiro e il mio cuore, a te le mie lacrime e le mie risate, il mio esser pazzo e il mio esser vivo, a te che sei tutto!
    ...ti ho stretta a me, ovunque tu sia... Ovunque, ti ho stretta a me.... 
    -Vincent cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:53
    A MIA FIGLIA

    Scendono sole le lacrime 
    quando il ricordo si avvicina a un triste addio,
    scendono senza parlare
    come le cascate che si tuffano in acqua
    come le onde che sbattono su scogli tristi.
    Muti i singhiozzi prima della partenza,
    con gli occhi chiusi ti penso
    con gli occhi aperti ti vedo felice, inconsapevole tu,
    non sai la distanza sarà un lacerarsi di cuori
    una fitta
    come di spine e dolore.
    Tu che mi abbracci d'affetto
    tu che mi ascolti e sorridi
    tu che mi consoli parlandomi forte.
    Scendono sole le lacrime
    provi a fermarle 
    provi a bloccare questo stronzo dolore,
    il più brutto
    di distanza ancor più lontana
    di sentimento unico di figli e di padri.
    Sarò li
    ogni mio istante
    di testa e di cuore,
    sarò li
    ogni mio istante
    di mani e carezze
    di salti sul letto
    di giochi e risate.
    Scendono sole le lacrime
    quando il ricordo si avvicina a un triste addio,
    scendono
    mute
    stronze
    cattive.
    Muti i singhiozzi
    e grida il cuore
    e urla il mio dolore.
    Ti amo
    sia vicina
    ti amo
    pur lontana
    sei e sarai di fianco nel letto
    abbracciati io e te
    e guarderò il cuscino
    e accarezzerò il pensiero.
    -vincent cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:51
    EGOISMI

    L'egoismo rende l'uomo cattivo
    Lo rende cieco e avido
    Ipocrisia moderna
    Maschere di cera.
    L'egoismo rovina
    L'egoismo alla fine logora,
    Logora l'egoista stesso.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:46
    PENSIERO

    Il mio pensiero vola oltre ogni ostacolo,
    fluttua,è leggero nell'aria.
    Racconta di storie passate
    e riallaccia periodi.
    E' futuro.
    Il mio pensiero corre veloce,
    più veloce del vento
    e si ferma
    e ragiona.
    Beve,fuma
    e felice canta stonato.
    Il mio pensiero
    è ubriaco.
    -VINCENT CERNIA-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:45
    -PER TE-

    Basta un solo minuto
    Un solo sguardo
    Un sorriso strappato.
    Basta un parlar timidi Noi
    Semplicemente 
    Come un concerto d'autore
    Come un calice di vino
    Basta un solo minuto.
    Chiederti nulla
    Basta un sorriso
    Come di vento e fresco
    Come di tepore caldo in inverno
    Come De andrè che canta per me.
    Basta un sorriso strappato
    Un rubarti con gli occhi un istante.
    Basta questo, e felici i sogni
    E notti rilassate
    E lievi carezze
    E i capelli profumano di te
    Del tuo essere tu.
    Basta un solo minuto
    Un solo sguardo
    Un sorriso rubato.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:40
    6 OTTOBRE

    Oggi anche il cielo piange
    Di separazioni e addii
    Di distanze e abbracci.
    Speranza di svegliarsi dai brutti sogni,
    E alzarsi, e giocare, e amarsi ancora.
    Oggi anche il cielo è triste
    Di saluti nuvolosi
    Di tuoni in cuore e lampi negli occhi.
    Speranze di squarci di bel tempo
    Sereni cieli e altalene sorridenti.
    Oggi anche il cielo piange
    Dei tuoi occhi belli
    Delle tue mani sul mio viso
    Delle tue idee per non lasciarmi andare.
    A presto mio cuore
    A presto mio respiro.
    -Vincent cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:39
    -TUTTI-

    Per chi ora si desta
    per chi invece a dormir
    s'appresta.
    Per i bambini che il primo sguardo alla vita
    per chi è al tramonto e saluta saggio il vissuto.
    Per chi è facile e tutto lineare
    per chi soffre da matti e tutto è peggiore.
    Per i ricchi e potenti
    per i poveri e innocenti.
    Per chi vive vivendo
    per chi muore ignorando.
    Per chi solo gioie e amore
    per chi son lacrime amare.
    Per chi ora si desta
    per chi invece a dormir
    s'appresta.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:37
    SOGNO DI BACI

    Sogno
    uno di quei baci attesi,
    uno di quei baci di cervello e mente,
    di testa e cuore.
    Sogno
    un bacio lungo, silenzioso e assordante,
    di batterie nel petto
    di fuochi pirotecnici, di stelle filanti,
    di musica in testa.
    Sogno
    uno di quei baci attesi,
    uno di quei baci di cervello e mente,
    di testa e cuore.
    Sogno
    un bacio di abbracci e corpi, di danze,
    di uno sciogliersi assieme,
    di emozioni e profumo di fragola,
    di sapori d'estate.
    Sogno
    uno di quei baci attesi,
    uno di quei baci di cervello e mente,
    di testa e cuore.
    Sogno
    un bacio di foglie d'autunno,
    di pineta, alberi e nuvole,
    di aria fresca e di sole acceso.
    Sogno baci di stelle filanti,
    uno di quei baci attesi,
    di cervello e mente,
    di testa e cuore,
    è musica questo sogno.

    -Vincent Cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:34
    -Felicità a domicilio-

    Felicità a domicilio
     
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    e ne riempii un sacchetto, e con lei un mucchio di stelle,
    e con lei presi anche la luna e ne feci un regalo.
    Viaggiai tra sogni e realtà,
    e camminando tra prati e nuvole ne raccolsi l'essenza,
    mi chinai su un sorriso e lo resi amore,
    mi chinai su un problema e lo resi speranza,
    mi accostai al pettegolezzo e lo tramutai in un frutto.
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    e ne riempii un sacchetto, e con lei una rondine dagli occhi radiosi,
    e un sole caldo che m'accompagnava nel viaggio.
    Arrivai dietro la tua finestra e chiamandoti svuotai al cielo il suo contenuto,
    arrivai al tuo cuore senza far rumore,
    arrivai alle tue labbra senza sentirne l'odore.
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    e lo feci,
    e il percorso diventò di seta,
    e la pioggia amara la tramutai in bosco verde,
    in promesse mantenute.
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    eccola a te,
    dono e purezza,
    di tela il sacchetto, di cuore rosso in petto.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:22
    Indelebli emozioni(di fine gennaio)

    .
    La mente che
    vola a quel giorno
    a fantasticare
    e rivivere emozioni
    ormai indelebili nell'anima.
    Conservo quelle gocce di pioggia
    tra pagine di carta cerata,
    a stirarle con la ragione soggiogata
    dall'inquietante bellezza
    di quei sublimi momenti
    Erro per chimeriche strade,
    tracciate di verita'
    riflesse dalla luce abbagliante
    d'immaginari mirabili tramonti ;
    raggi infiniti di aneliti mai spenti
    nell'inopprimibile desiderio
    di continuare a vivere
    e svelare strenue passioni ,
    in labirintici percorsi
    senza che la tristezza
    contamini il cuore
    o ne spenga il sorriso.

    cesaremoceo

  • 22 ottobre 2013 alle ore 18:31
    L'Amore

    Il mondo conosca
    com’è l’amore!

     
    Sorrisi e silenzi,
    calde primavere,
    tiepide estati,
    senza il freddo
    del triste inverno.
     
    Su questo amore,
    forza inebriante,
    respiro di anime,
    non  s’adagerà
    l’oblio notturno.
     
    Il mondo conosca
    questo nostro amore…

    23.10.13

  • 22 ottobre 2013 alle ore 14:20
    Atlanti

    Noi abbiamo
    tra le mani l'aria
    che ha attraversato foglie,
    e non sappiamo
    di essere la curva del cielo,
    l'improvviso evento
    prima della pagina combusta
    nello spettro della luce.
    Noi abbiamo detto cose
    prive di pena, compatte,
    interrotte dal tempo
    e abbiamo pianto.
    Abbiamo molte lacrime e
    tendini tesi e bocche ed ossa,
    siamo i millenni e le ere, i sotterranei
    ma non sappiamo, del viaggo
    di essere gli atlanti
    e andiamo in sogno
    cancellando i giorni.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 13:18
    Cavallo

    Di nascosto guardo 
    un cavallo pascolare:
    splendido animale
    elegante pure nel brucare.

    Il trotto paziente lodo
    che premia il sorriso
    di un bimbo malato
    cui s'è affezionato.

    Nel chiasso m'appena
    della corsa e della sfida
    con nelle orecchie l'urla
    paurose della sferza.

    Vorrei vederlo libero al galoppo
    come talvolta concede la sorte
    all'anima che aspira alla bellezza
    di scalpitare senza più sostare.