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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 19 gennaio 2014 alle ore 9:35
    Il poeta si sforza

    Il poeta si sforza
    scrivendo emozioni
    che non riuscirebbe a descrivere
    se non con la carta ed una penna
    su fogli svolazzanti senza voce
    ma silenzio assoluto. Se manca
    l'ispirazione si chiude come un eremita
    cercando parole che non escono
    dal suo cuore rattristato
    in attesa di un'altra sua nuova ispirazione
    leggendosi dentro, nei sentimenti

  • 18 gennaio 2014 alle ore 23:29
    Haiku

    Alberi muti
    Le foglie son cadute
    Freddo l'inverno

  • 18 gennaio 2014 alle ore 23:16
    Haiku

    Non voglio andare
    Ti prego di restare
    Amo la luce

  • 18 gennaio 2014 alle ore 21:18
    Nozze di zaffiro

    Rapido passa il tempo

    a tremolare i sorrisi sulle labbra
    screpolate dalla senilità
     
    Noi a nutrirci di piaceri e pene

    concimando il terreno dei sentimenti

    con reciproche complicità

    per esser migliori
    ancora l'uno dell'altra
     
    a fortificarci nelle lotte dello spirito

    reminescenti ebbezze
    della vissuta gioventù

    e arrivare alla pienezza
     
    consapevoli delle virtù
    dei nostri difetti

    nel desiderio intatto

    di continuare a vivere
    in una sola carne

    e accompagnarci insieme
    nella pace del nostro
    sereno crepuscolo
    .
    cesaremoceo

  • 18 gennaio 2014 alle ore 19:41
    L'ADDIO DEL SACCO

    attaccato a un soffitto
    Pende li,
    Pende in bilico, solo
    Il sacco,
    Pende triste 
    Pende e si dondola stanco 
    Malconcio il sacco 
    Di pugni e calci
    Esausto e vecchio
    Marcio e lercio 
    Solo il sacco.
    Attaccato al soffitto 
    E il buio
    E il sacco stanco affannato
    Di cazzotti in faccia
    Di calci ai fianchi
    Di legnate dietro
    Fra collo e spalle.
    Pende il sacco 
    E piange
    Solo
    Il sacco 
    Urla di silenzi assordanti
    Di solitudini alte
    Come di montagne enormi
    Invalicabile.
    Attaccato dondola il sacco stanco
    Marcio e lercio
    Di pugni e calci
    Esausto e vecchio
    Fermo.
    Immobile l'addio del sacco
    Muto e vuoto 
    Di buio e nero
    Cupo.
    Attaccato al soffitto 
    Fermo 
    E non è sudore
    Quello che scende 
    Copioso 
    È pianto.
    L'addio del sacco.

  • 18 gennaio 2014 alle ore 12:59
    Destino

    E' tutto scritto
    pagina per pagina
    il libro del Futuro.

    Leggere è cosa proibita
    dall'invisibile inchiostro
    per benevolenza divina.

    Scegliamo in apparenza
    sperando e temendo
    fra le occasioni di vita.

    Presentimenti abbiamo
    quando troppa è la gioia
    che finirà ben presto.
     

  • 18 gennaio 2014 alle ore 11:23
    Onirico

    L’arte alla sera rimescola le carte
    e il castello precipita sull’asse di picche.
    La donna di cuori, cortigiana mondana,
    sceglie, a caso, nel mazzo il bacio della rana.

    E la pioggia punteggia,
    puntiglia lo stagno addormentato.

    Ché il vilipendio arpeggia nel vivere contenzioso.
    Sento quella voce,
    una bambina piange l’Euripide sbranato,
    l’opera marcisce nella replica del gran finale
    e quattro cani mescolano i sudori del mondo
    che evaporano e raggiungono il limbo
    alla sommità del quale il corpo ci si butta
    e il cervello va via, intontito, stordito,
    ingannato da trame d’organza sfilacciate
    nel correo delle curve fatali della storia
    e l’allentata corda di memoria sancisce
    il diverso canone per ciascuno
    e la rata scaduta dimentica il pensiero
    che s’allontana rapido dal sentiero
    per inoltrarsi ad alte quote
    dove il vento spira così fresco e libero.

    La pioggia naufraga il cambio di stagione
    e il vestito della mente sdrucciola
    nel rovescio del tempo.

    L’arte alla sera rimescola le carte.

    Diversi i colori
    Diversi i semi
    Quattro “decolletè”

    Il due di briscola, la dama da scartare

  • 18 gennaio 2014 alle ore 9:06
    Ai Miei Genitori

     
    Ho sempre giocato
    Con le stelle
    Senza capire i loro segnali!
    Ora siete lontani
    Ma pur sempre vicini.
    Loro hanno una cosa mia
    Nella cassaforte delle luci
    Ed io non ho la chiave…
    Segnali!
    Tregue!
    Troppe le emozioni
    Nei giorni corti,
    Nei giorni lunghi.
    Vorrei quella chiave!
    Perdonatemi!
    Donatemi!
    Pregate!
    Beneditemi!
    Mi manca il tempo dei sogni.
     

  • 17 gennaio 2014 alle ore 22:09
    Un'insolita tormenta

    Sognare di vivere
    nel tempo, come
    un silenzio vibrante
    che penetra nel sentimento
    d'amore, a due passi
    da un'insolita tormenta

  • 17 gennaio 2014 alle ore 22:01
    Miracolo della natura

    Come piccolo prodigio
    compari nell’intelletto mio
    a suggerire il pensiero mio
    ad accendere l’animo mio
    Con te solo provo io
    nascosto sentimento mio
    per te amore mio
    per te non sono più io
    Sono io che te cerco
    sono io che te non più vedo
    sono io che te non più scorgo
    sono io che te non più miro
    Appari quando te penso
    scompari tu subito
    fugace immagine d’attimo
    lasci tu vivido ricordo
    A meno di pensarti non posso
    a meno di immaginarti non posso
    vivere senza te non posso
    restare da solo non posso.
     

  • 17 gennaio 2014 alle ore 21:59
    Fratello di corde

    "Come stai?"
    E abbozzasti tra i denti
    il sorriso più dolce.
    "Come stai?"
    E la paura si sciolse
    dentro al tuo abbraccio
    di fratello di corde,
    e con essa un dolore.
    "Come stai?"
    Te ne andavi
    e tu lo sapevi,
    te ne andavi
    però sorridevi,
    te ne andavi 
    e non lo sapevo,
    te ne andavi 
    ed io non capivo,
    te ne andavi 
    e non comprendevo
    quanto già tu mi eri fratello.
    Questa vita
    che corre bastarda
    e tra le dita ti sfugge
    come fragile vento
    è barista che ti girà il caffè
    zuccherato al cianuro.
    "Come stai?"
    Ti vorrei poter dire
    che stasera mi manchi,
    che ti sento fratello,
    anche oggi che ti porto nel cuore,
    fratello di corde,
    fratello maggiore.

  • Patire i fardelli
    che costringono
    a venire a patti
    con i sogni

    suggestioni drammatiche
    che soggiogano
    e infittiscono
    le interiorità 

    Tenere al sicuro
    dentro la mente
    i propri pensieri

    avendo poco
    da scegliere 

    nel bel mezzo
    delle peripezie
    della vita

    e tanto da fare
    per mantenere 
    l'onore
    delle parole date
     
    andare avanti
    pur sotto la canicola
    delle imposizioni 

    e placare
    i sussulti del cuore
    in attesa del Cielo
    .
    cesaremoceo

  • 17 gennaio 2014 alle ore 18:16
    Cariosside

     
    E' Novembre!
    Cariossidi dorate
    Appena seminate
    Dormono nel freddo letto.
    Hanno sete!
    Hanno bevuto!
    Ubriache d'acqua si gonfiano
    Sollevano la crosta rullata
    Aspettano il sole.
    Arriva il caldo nell’aria
    E l'embrione partorisce:
    radici, stelo e foglioline.
    Il calore avanza
    E la piantina danza
    Si nutre, cresce e si indora.
    Maturano i chicchi di grano.
    Questo è:
    “Il ciclo della vita”.
     

  • 17 gennaio 2014 alle ore 17:56
    pronti, partenza, via!

    pronti, partenza, via!

    la vita è una lunga corsa a tappe
    alcune di queste sono prevedibili, lente e lunghe
    altre sono impreviste e veloci, 
    come in un temporale estivo, i lampi

    il vero pericolo è quello di non prepararsi a dovere
    e così correre le tappe lunghe come fossero corse di velocità su una pista di atletica
    e al contrario quelle veloci senza il giusto sprint finale
    senza prontezza senza il vero slancio necessario 
    a tagliare il traguardo avendo speso tutto
    ogni goccia di sudore
    ogni sogno dello spirito, ogni battito del cuore

    il vero pericolo è quello di non indossare le giuste scarpe 
    e rimanere così senza suole a metà della corsa
    senza spinta e senza ammortizzatori per il cuore e per l’anima
    stremati e sfiduciati dai nostri stessi errori
    dai nostri sbagli dalle nostre debolezze e dai nostri dubbi

    il segreto sta quindi nell'essere pronti ed allenati 
    e saper riconoscere al momento giusto
     il passo corretto
    la giusta mossa
    e attrezzarsi propriamente per il lungo o breve viaggio che sia

    quindi allacciate le scarpe

    pronti
    partenza
    via!
    e cosi sia 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/01/pronti-partenza-via.html

  • 17 gennaio 2014 alle ore 17:55
    Haiku

    Aria di sabbia
    S'odon canti di danza
    L'africa è sogno!

  • 17 gennaio 2014 alle ore 10:46
    Io E Lei

    Io ritorno da me
    Senza chiedermi perché!
    Tu ritorni da te!
    È un'esigenza di vita
    È giusto che sia così
    Anche se qualcosa
    Palpita nell'aria.
    Questo canto libero
    È tutto nuovo
    È già vecchio.
    Percorriamo
    Respiri futuri
    E nella fantasia
    Cloneremo nuove storie
    Per non morire
    Uccisi dalla solitudine.
     

  • 17 gennaio 2014 alle ore 10:44
    Il Suo Sorriso

    Incapace di volare
    Alla ricerca di quiete
    Nell’oscuro silenzio
     
    La strada è incerta
    Volo fra gli angeli
    A rubare emozioni
     
    Confido in risorse
    Innate nel mio Io
    Ritrovo il mio Dio
     
    Il Suo viso sorride
    Una luce mi cinge
    È l’amore voluto.
     

  • 16 gennaio 2014 alle ore 22:02
    Ciò che siamo è dono di Dio

    Abbattere i rimorsi
     
    terribili spaventi 
    che invadono

    quando si gioca
    con l'anima
     
    scontrarsi

    senza paura
    gli uni degli altri

    fino a ritrovarsi

    nel continuo
    incontrarsi

    desiderare
    sognare
    bramare

    e sconfinare 
    dentro isole
    di dolore

    senza voler sapere
    quanto
    è lunga la vita
    e...vivere di felicità 
    .
    cesaremoceo

  • 16 gennaio 2014 alle ore 20:40
    D'un bacio

    Ci morirei
    in fondo ai tuoi occhi.
    Giacerei esanime,
    esangue
    sul fondo del tempo
    con le braccia
    intorno ai tuoi fianchi
    spirando di passione
    e di amore
    in un bacio.

  • 16 gennaio 2014 alle ore 13:52
    dita

    a qualche metro
    dalla tua riposante keyboard
    con cui le tua dita cazzeggiano
    per tutti il dì, altre dita si disperano
    tra i capelli e basta una sola porta
    divisoria per essere segregati
    in un coma farmacologico.

  • 16 gennaio 2014 alle ore 10:18
    Quando tutto ci appartiene

    Quando tutto ci appartiene
    finiamo nel buio
    in vuoti che si liberano
    sconvolgendo la mente
    grossolanamente, rendendo
    disumano il mondo, che ci circonda
    nella nebbia abbagliante e sempre egoista
    con fasci di luce spente.
    Il tempo muore, mentre il cielo
    piange le ferite, che cancellate
    emergono e diventano più grosse
    al passar del treno precipitoso
    dentro un tunnel interminabile

  • 15 gennaio 2014 alle ore 21:38
    I miei sogni

    I miei sogni fluttuano
    attorno ai desideri

    con le onde della fantasia
    a lambire le rive dell'anima

    mormorando parole d'amore

    gemiti soffocati

    con le guance in fiamme
    e gli occhi scintillanti
     
    a scrutare al di la dei ricordi

    svestire il velo di muffa
    che ricopre il passato

    col suo veleno che ancora
    fa appassire i fiori più belli

    e ritrovarsi sempre

    a dover combattere
    tra il dovere e il piacere.
     

  • canzone per il giorno di festa
     di cosa parliamo quando parliamo di sconfiggere la discriminazione
    oggi è festa
    è un buon giorno
    oggi io canto
    canto ancora un sogno
    mentre il Sole splende
    il cuore batte forte
    proviamo io e te
     a sconfiggere la discriminazione
    e tu non guardarmi male
    se mio figlio grida di allegria
     e salta tutt'intorno
     nel giorno di festa
    perché oggi è festa
    è festa!
    no, non squadrarmi ancora
     se mi vedi la sera in strada
     con abiti sporchi per il lavoro
    è santo il lavoro
    è santo
    no, non fissarmi così intensamente
     se rido a squarciagola
     all'arrivo di un amico caro
    lui arriva da lontano 
    ed è tanto tempo che non lo vedo
    e il tempo trascorso 
    fa male al cuore
    fa male al cuore
    no, non distogliere lo sguardo
     se incrociandoti per strada io sorrido e ti dico buongiorno
    oggi è un buon giorno
    oggi è un buon giorno!
    e io sono solo una donna come te
    io sono solo un uomo come te
     e mio figlio è solo un figlio
     come il tuo
    sono il futuro
    sono i nostri figli!
    oggi è festa
    è un buon giorno
    oggi io canto
    canto un sogno
    mentre il Sole splende
    il cuore batte
    e lo stesso sangue scorre 
    nelle nostre vene
    di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione
    la mattina sull'autobus
     non pensarci due volte a sederti al mio fianco
    al mio fianco
    il posto è libero
     e tu sei benvenuto!
    e no, non innervosirti se
     con cuffie ipod e nostalgia nel cuore
     intono il mio canto
    è solo un canto malinconico
    è solo un canto di casa 
     e non ridere della coda di persone fuori al freddo 
    ad aspettare un permesso di soggiorno per un sogno
     un permesso per un sogno
    io sono solo e sono lontano da casa
    di cosa parliamo quando parliamo di combattere la discriminazione
    un sogno
    è solo un sogno

    oggi anch'io ho un sogno,
     sogno che un giorno
    si spegna per sempre
     quest'ansia che porto dentro,
     questa paura che porto nel cuore
     paura che a volte provo anche solo a respirare,
     a vivere e camminare per strada,
     paura come fosse una lama conficcata nel cuore
    nel cuore
    io sogno per un giorno di essere invisibile
    solo per un giorno di poter guardare il mondo 
    e che nessuno si soffermi a guardare me
    io sogno un giorno di sedermi al Sole e sorridere 
    ridere, ridere senza più paura,di alzare la voce,
     ridere e cantare a squarciagola
    senza  ansia o timore paura né nostalgia nel cuore
    di cosa parliamo quando parliamo di sconfiggere la discriminazione
    oggi è festa
    è un buon giorno
    oggi io canto
    canto un sogno
    mentre il Sole splende
    il cuore batte
    ed lo stesso sangue scorre 
    nelle nostre vene
    io sono solo una donna come te
    io sono solo un uomo come te
    e mio figlio è solo un figlio come il tuo
    come tuo figlio
    i nostri figli
    il nostro futuro
    di cosa parliamo quando parliamo di sconfiggere la discriminazione oggi
    oggi anch'io ho un sogno
    sogno un giorno di festa
    sogno di camminare al tuo fianco
    al tuo fianco camminare
    camminare a testa alta
    occhi ben aperti sotto il Sole
    ed un sorriso da condividere come fosse pane
    un sorriso da condividere come pane
    io e te in cammino mano nella mano sotto il Sole
    ecco di cosa parliamo quando parliamo di sconfiggere la discriminazione
    canzone per il giorno di festa
    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/01/canzone-per-il-giorno-di-festa-di-cosa.html

    Il 15 gennaio 1929 nasceva, ad Atlanta, Martin Luther King 
    dedicata a Martin Luther King, a Malcolm X e a tutti quelli che ancora credono al sogno più grande, sconfiggere la discriminazione!

  • 15 gennaio 2014 alle ore 13:53
    Haiku

    Trema la voce,
    non è il gelo d'inverno.
    Ti sento ed è gioia!

  • 15 gennaio 2014 alle ore 12:08
    E lo chiamano "asino"...

    Ho chiesto a un ciuco
    nella tiepida stalla
    di mettersi in gioco
    elevandosi bestia
    a onorevole soglio.

    E convinto sembrava
    della gloria del posto
    ma negando a sorpresa
    m'assordò con gran raglio.