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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 13 gennaio 2014 alle ore 14:37
    Sospesi nel vuoto

    Protestiamo, con quale
    obbiettivo? Non sapremo
    dove il vento ci condurrà
    dove vedremo la luce
    che vorremmo vedere
    nei passi futuri dei nuovi
    nascituri sprovvisti
    di documenti certi
    per il prossimo avvenire
    che non lo immaginiamo
    neppure, nella sfera
    dei punti fermi, sospesi
    nel vuoto

  • 13 gennaio 2014 alle ore 9:12
    vita, soluzione, ricetta, ossessione

    vita, soluzione, ricetta, ossessione
    oggi il tuo sguardo era serio,
    i tuoi occhi erano scuri e tesi
    non vedevano me di fronte, cercavano oltre 

    mostrava paura il tuo bel viso e rabbia
     più il tempo passava e meno tempo rimaneva a noi
     per volerci bene
    per cullarci in un santo e salvifico abbraccio 
    per sorridere al nuovo giorno in arrivo
     e regalarci ancora un po’ di tempo buono
    ancora un po'
    di tempo 
    buono

    ma così va la vita, così vanno le cose, 
    e noi a volte siamo deboli, fragili 
     ci lasciamo guidare dalle ossessioni
    ci lasciamo fuorviare dalla paura, dal terrore
    e la ragione a volte non la ricordiamo più
    la ragione 
    a volte
    non la ricordiamo 
    più

    vita
    ossessione e passione
    determinazione e incertezza
    tormento e delizia
    vita

    proviamo a immaginare la soluzione, la ricetta
    per arrivare dal punto A al punto B mescolare e amalgamare gli ingredienti sopraindicati
    le dosi possono variare a seconda del momento e della stagione dell’anima e del cuore

    lasciare riposare e macerare per un po’
      il tempo può variare a seconda del percezione di sicurezza e accettazione

    cuocere poi a fuoco lento
     sempre a fuoco lento
     perché gli ingredienti possano così poco a poco fondersi e unirsi in un solo abbraccio
     in un sapore santo e unico
    il sapore della vita che scorre nel cuore e nell’anima degli uomini
    nel cuore 
    e nell’anima
    degli uomini

    vita, soluzione, ricetta, ossessione
    oggi il tuo sguardo era serio,
    i tuoi occhi erano scuri e tesi
    non vedevano me di fronte, cercavano oltre 

    mostrava paura il tuo bel viso e rabbia
     più il tempo passava e meno tempo rimaneva a noi
     per volerci bene
    per cullarci in un santo e salvifico abbraccio 
    per sorridere al nuovo giorno in arrivo
     e regalarci ancora un po’ di tempo buono
    ancora un po'
    di tempo 
    buono

    ti ho visto piangere
    non avere paura
    fai di me la tua unica ragione di vita per un momento
    e sorridimi
    saremo allora liberi
    liberi
    e così sia

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/01/vita-soluzione-ricetta-ossessione.html

  • 12 gennaio 2014 alle ore 20:30
    Solo noi

    come un fiume in piena
    come una cascata maestosa
    comeu n uragano di parole
    e poi all'orizzonte la quiete
    quando tutto dorme
    quando il mondo si ferma
    quando sta per sorgere il sole
    albe e tramonti di noi stessi
     

  • 12 gennaio 2014 alle ore 20:29
    Teatrando

    folle magia
    magica atmosfera
    rumoreggiare composto
    emozioni buie
    calore avvolgente
    scie di luci e sensazioni
    sipario che si apre e protegge
    fantasie
    su palchi del passato
    cigolare di tavole
    giovani idee per il futuro
    teatrando
     

  • 12 gennaio 2014 alle ore 20:18
    Bondage

    Brucio ancora dentro, come fiamma
    di candela, pensando alle lacrime 
    che non verserai ed alle corde
    che non legheranno i tuoi polsi.
    Brucio come fiamma e sospiro 
    come brezza, sapendo che gli occhi
    tuoi non vengono bendati nelle 
    vaghezze dell'amore, che non sarai
    più costretta e schiava come volevi
    e come so che ancora vorresti.
    Ti penso ancora e sorrido, mentre
    il mio tè finisce di infondersi ed il
    miele, che un tempo la tua pelle
    conobbe, di sciogliersi in lui, come
    tu scioglievi il tuo ego in me nel
    piacere di essere dominata.

  • 12 gennaio 2014 alle ore 16:49
    Legame

     
    Fra l'uomo e Dio
    Una goccia d'amore!
     
    In un fiore
    La libertà!
     
    Nella notte
    Tutto si può!
     
    Entrare nella luce
    Senza uscirne mai.
     

  • 12 gennaio 2014 alle ore 11:44
    Terreni di trincea

    Terreni di trincea
    che richiamano
    a quando lasci la tua terra natia
    soldati e baionette
    li rivedi là
    ad aspettare il fischio della morte
    a scrivere nervosamente alla propria amata
    custodendo la propria verità
    in mezzo al nulla
    una speranza
    dentro all'orrore
    dentro al dolore
    dentro al terrore
    nel buio
    scarnificato
    una fiammella resiste
    tenace
    nessuno spegnerà mai
    l'Umano
    domanda che si eleva
    su di un deserto minato
    inestinguibile
    Rosa di Allendale
    e ringrazio qualunque dio esista
    per il mio desiderio invincibile
    in questa notte carsica
    dove ritorno
    - come amico, compagno, fidato -
    in mezzo a quei soldati,
    i miei fratelli
    uomini
    mai dominati
    dalle tenebre dell'abisso
    sempre richiamati
    da una piccola luce
    che li aspettava lassù
    "Perchè?"

  • 12 gennaio 2014 alle ore 9:57
    Goccia Di Mare Goccia Di Luna

     
    Bella
    Bionda
    Goccia di luna
    Goccia di mare
    Divina mistura
    Di bellezza
    E di purezza
    Pelle bianca
    Pelle vellutata
    Bagnata di pioggia
    Con il sole sulla pelle
    E dentro agli occhi
    Ti illumini d'Immenso.
    L'Immenso mi illumina
    Attimo per attimo
    Respiri i miei pensieri
    E voli via…
    Nel mio cuore rimane
    Solamente una avventura.
     

  • 11 gennaio 2014 alle ore 22:20
    Amarsi

    Amarsi, nel rispetto
    di un silenzio che guarda
    il mondo, con la parte
    di un pensiero che gestisce
    un sentimento, coltivandolo
    nell'amore, di un ricordo bello
    come il fiore innaffiato
    in campi distesi di grano
    al sole lavorati
    nella tranquillità della natura
    che ci riporta ai bei tempi andati
    della gente contadina

  • 11 gennaio 2014 alle ore 21:52
    La mia fede

    Brezza

    che nel tuo spirar
    divieni vento impetuoso

    soffia forte nella mia coscienza

    togli la coltre di polvere
    che offusca ai miei occhi
    la speranza

    e

    come le fate
    che indossano abiti lunghi
    per nascondere le deformità

    vestimi d'innocenti guizzi luminosi

    a farsi strada
    tra le ombre della mia senilità

    fa che le mie albe
    non rimangano inutili risvegli

    nel riflesso dei turbamenti
    avviluppati nell'inquietudine
    delle paure interiori

    E' tempo di andare

    e ancora echeggiano nel cuore
    i miraggi della gioventù 

    mentre le campane dell'anima
    suonano a festa
    nelle chiose confuse della mente

    a impormi questo sacrificio 
    quale penitenza dei miei peccati

    averti raccolta e coltivata
    appena partorita dal Cielo
    .
    cesaremoceo

  • 11 gennaio 2014 alle ore 20:46
    Ha occhi...l'orizzonte

    Ha occhi ammaliatori
    l'orizzonte che ho davanti...
    da calici di cielo
    io ne berrò tutti i colori
    fino ad ubriacarmi.

    S'invola la memoria
    con l'eleganza del gabbiano
    per soffermarsi
    sul soave confine
    dove il mare ama
    la Prima Stella,
    dove il vento convoglia ricordi
    in un riflesso di luna.

    E' lì che il cuore
    si lava da ogni veleno,
    nel silenzio della lontananza
    che si fa presenza,
    dove oltre
    lo sguardo non sa andare.
    Dove ci si può assopire
    con le labbra
    sporche di malinconia.

  • 11 gennaio 2014 alle ore 15:51
    Motel

    c’è sempre posto in quel motel
    nascosto dalla tangenziale anonimo
    come quegli anonimi che entrano
    a testa bassa per poi velocemente uscire
    a testa bassa seguiti da altri anonimi
    che consumato il gioco ormonale
    sacrificando il pasto di un toast farcito
    rientrano in un altro anonimo posto
    attesi dal frishhh frishhh di una fotocopiatrice
    da cui abortiscono fogli in A4
    di succulente ricette cenette
    della sera nel ritrovato e caldo nido
    delle false e reciproche certezze

  • 11 gennaio 2014 alle ore 11:48
    Ai miei figli Riccardo e Kevin (poesia in rima)

    Mi piace pensarvi
    e mi piace abbracciarvi.

    Mi piace baciarvi
    e mi piace amarvi.

    Ma piango spesso al sol pensier di perdervi.

    Commento sulla poesia.
    Questa poesia vuol essere un messaggio a tutti i genitori: - Amate i vostri figli più della vostra vita.
    È la cosa più bella e più semplice che si possa fare.

  • 11 gennaio 2014 alle ore 11:43
    SE

    ... nel desiderare di avvolgerci a noi,
    cercandosi dentro momenti brevi ed effimeri, a pochi attimi da noi,
    senza prendersi...

    Riscoprendo gesti dolci e perduti
    di abbracci e volti luminosi
    senza permettere alla nostra solitudine di ucciderne uno solo,
    anche il più piccolo,
    spingendo il cuore a battere come mai prima.

    Nella notte umida, nebbiosa
    alla ricerca disperata di una luce e tenerla con noi.

    Non fosse altro per dire domani alle nostre anime che abbiamo cercato con tutte le nostre forze di non morire.

    Se ci fossimo sfiorati, 
    ti avrei preso con me. 

  • 11 gennaio 2014 alle ore 10:44
    Era Quasi Mio Padre

     
    Il fiume della vita
    Da veloce scorre lento
    Sordo e silenzioso.
    Nell'aria cupa d'agosto
    Non si ode più
    Lo striscio dei rettili
    le rondini si sono levate alte.
    Il giorno cede la sua luce diffusa
    Tace ogni cosa sulla terra arida
    Si dorme quasi il sonno dell'abbandono.
    Il suo viso pareva dirmi:
    Sento che è finito
    Il gusto per la natura.
    La mia vita è un ingombro!
    Ed io vi prego:
    Niente lacrime,
    Non piangete sul presente
    Tanto meno sul futuro!
    Non innalzate preghiere
    Aspettandovi elargizioni
    Il randare inizia e finisce.
    Io godo alla sola idea
    Del richiamo selvaggio…
    Vi prego gente:
    Non innalzate preghiere,
    Voi sapete il perché…".
     

  • 10 gennaio 2014 alle ore 21:59
    Resta qui

    Ti ho vista così piccola, stesa in quel lettino. 
    Così fragile e impalpabile, così non tu.
    Una quercia che non ha più radici.
    Ho cercato i tuoi occhi perchè solo quando ti guardo negli occhi io ti ritrovo e mi rassicuro e tu mi avvolgi col tuo sguardo e sei ancora tu.
    Sto disperatamente cercando di stringerti tra le dita per non lasciarti scappare via come farebbe un palloncino dalle mani di un bambino.
    Ma non ci riesco e tu diventi un pò più piccola ogni giorno, ogni giorno un pò più lontana, ogni giorno un pò più non tu!
    E il mio vuoto si allarga di ora in ora e ho paura che niente e nessuno riusciranno mai a colmarlo di quel che sto perdendo...perchè sto perdendo te, una parte di me.

  • 10 gennaio 2014 alle ore 21:31
    Ne vincitore ne vinto

    Mai la gioia mi mancò

    tra afflizioni e delusioni
    dei giorni d'attese
     
    con i  pensieri che m'avviavano
    verso baratri profondi

    e deserti immensi di sentimenti

    inariditi nei sogni infranti

    E accettare

    esitante

    speranze disilluse

    orizzonti distanti

    vivacità rinsecchite

    spazientite

    stancamente trasportate dall'alito
    sgorgato dai sospiri dell'anima

    in subbuglio per gli appuntamenti 
    mancati nei sogni

    dimora celeste dei desideri

    rifugio in cui concedo ai miei dolori

    di ripassare le sinfonie che fan vibrar
    le corde del cuore

    e nella platea di queste emozioni 

    conservare sempre
    un posto libero per amare
    .
    moceocesare

  • 10 gennaio 2014 alle ore 8:41
    Un sospiro mi coglie

    Guardo te
    o splendida luna
    col tuo chiarore
    offuschi la luce delle stelle
    tremolanti di passione
    per lei che già è andata via.
    Guardo te
    o luna fulgida
    col tuo brillio
    percorri lentamente
    l’arco che t’appartiene
    nell’opaco firmamento
    allungando il tuo bagliore
    come un esile nastro d’argento

    sulle quiete acque lacustri
    dov’ella amava specchiarsi.
    Guardo te
    o luna lucente
    nella tua magnificenza
    un mesto ricordo mi sovviene
    un sospiro mi coglie
    ché il tuo riflesso
    possa accendere
    ancora una volta
    il viso di lei.

  • 10 gennaio 2014 alle ore 7:19
    Se ascoltassi

    Se ascoltassi staresti meglio
    non sentiresti quel nodo
    in gola che ti penetra dentro
    ripudiando te stesso
    nella sommità del tuo cuore
    che t'incatena, e sommerge
    un mondo migliore
    come lo vorresti
    e sempre sognato
    al mattino che si specchia
    nell'alba, di un sogno cercato

  • 10 gennaio 2014 alle ore 3:57
    La carcassa

    Come non senti?
    Non senti nella stanza accanto?
    Ride.
    Non ti sei accorto dei buchi in giardino?
    Che le piante stanno morendo?
    Prova a guardarti il dorso delle mani
    Tremano.
    Nel silenzio della tua solitudine
    Non ti accorgi delle ragnatele sui muri?
    Non li vedi i vermi sotto il letto?
    Sei la mia carcassa
    La mia parte errata
    Sei tu l'errore al quale devo rimediare
    Sei tu il mio debito con Dio
    Cosa ho fatto?
    Come ho potuto?
    La natura.
    Cosa mi hai lasciato?
    Ti guardo,ti studio da anni.
    Sei la mia parte malata,debole.
    E' tutto chiaro ora.
    Sono qui per lavare le tue colpe
    Per farti capire cosa vuol dire perdere

  • 09 gennaio 2014 alle ore 21:45
    Falsata immagine

    Una notte mi svegliai
    da brutti sogni
    da terribili incubi
    Tu mi apparivi
    bella come l’aurora
    vestita di tenue rosa
    Scomparivi dietro nuvola
    subito riapparivi
    il sole con il suo bagliore ti oscurava
    Come voluto avrei
    tornare indietro all’aurora
    e fermare l’ora
    per sempre averti accanto a me da sola
    Come sarebbe bello
    ridurre la lontananza
    vivere insieme adesso
    potere parlare ora
    senza spedire più lettera
    Il tempo fugge
    velocemente scorre
    sorge il sole
    l’aurora più non c’è
    vivo nel mondo senza te
    aspetto il giorno di rivedere te.
     
     

  • 09 gennaio 2014 alle ore 21:21
    Noi siamo le scelte che facciamo

    Non sono stato mai
    un grande estroverso Io

    Incompreso piango a divorar le ore
     
     a cercare le mie orme per il mondo

    fragili ricordi del mio calpestar la vita

    E liberare istinti profondi
    a rivelare tenui raggi di sole

    scoloriti e spenti

    umiliazioni e ferite
    prim'attori di questa farsa che è la vita

    a recitare 
    nella natura mutevole della felicità

    mentre l'anima vive a fatica 
    nel proseguir del tempo

    nell'oggi senza più alcun ieri
     
    a perdersi in vane estasi 

    gemiti dell'insana follia
    che dimora nella coscienza 

    fin quando passata la tempesta

    ritorna l'anelito di un'eternità
    finalmente dolce
    .
    cesaremoceo

  • 09 gennaio 2014 alle ore 19:10
    Amica mia Straniera

    Nuova linfa entra in te, 
    dolce cuor che sei in me.
    Porta gioia, tanto splendore...
    dopo lacrime e vil sudore.

    Sei Diamante luccicante
    Melodia affascinante,
    emozione assai galante
    dolce...tenera badante.

    Orsù dunque! La vita chiama...
    E' il paese che ti ama
    e ti porta al sentimento,
    in totale miglioramento.

    La tua terra ti consola!
    Lei che t' ama e che ti adora..!
    nell'aurora che ti sfiora
    e di sogni ti colora.

    Via sei andata...Tu,oramai!
    Gioia in cuor ritroverai...
    nella calma terra tua
    tra valli in fior e fili d'erba.

    Vuoto lasci in pena e affanno
    passato or ora fragile anno
    Biondi capelli più non saranno
    ad allietare occhio in incanto.

    Che confusione; quanta emozione.
    Lacrime amare mi fan compassione,
    adesso che tu non ci sei più
    a dar esempio di grande virtù.

  • 09 gennaio 2014 alle ore 8:22
    Ecco l'alba del nuovo dì

    Ecco l’alba del nuovo dì
    sfavillio effonde nel mio cuore
    illuminando l’amore
    che provo per  te.
    I tenui colori nascenti
    sempre più intensi
    fortificano veementemente
    il sublime sentire
    che nutro verso di te.
    L’aria prima fosca
    la tua luce
    coi suoi fervidi raggi,
    o nobile alba,
    rende ancor più limpida e tersa
    bollendo
    le eccelse emozioni
    che stimoli nel mio cuore.
    Dolce e chiara
    m’appare la tua carità
    divina Mater Matuta
    che tanto fervore
    all’animo mio infondi.

  • 09 gennaio 2014 alle ore 0:18
    Un filo di sole

    Aquilone che si libra in aria,libero,il cielo,aria,un filo...
    Aquilone solo,un sospiro,cade,di nuovo la terra.
    La terra,e con lei la sua ultima emozione volata via con l'utlimo sospiro di sole,d'estate.