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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 febbraio 2014 alle ore 15:59
    Zio Enzo.

    Dall’alba della mia infanzia
    giungono a me
    i tuoi occhi profondi
    e azzurri,
    pieni di ombre
    nello sguardo fermo.
    Porta bianca, chiusa,
    antica,
    grande,
    e le nostre due immagini,
    la mia di bimba,
    proiettata nel futuro,
    la tua di uomo giovane,
    già destinato alla sofferenza
    e le tue grandi,
    lunghe,
    gentili mani
    a ritagliare ballerine
    nei fogli a righe
    di un quaderno di scuola.
    Ballerine legate per la mano,
    ritagliavi, zio Enzo.
    A che valse nella tua vita,
    l’intelligenza,
    la genetica pervasa di futuro,
    la cultura,
    l’amore,
    se non poterono salvarti
    dal tuo dimani?
    Ritorni ame
    Quest’oggi,
    da una foto,
    ma più profondamente
    t’avevo impresso
    e mai dimenticato
    per il gentile amore
    che mi hai dato.
    Biancolina.

     

  • 26 febbraio 2014 alle ore 9:55
    L'Uomo Civetta

     
     
    Lui!
    Non era del posto
    Veniva da lontano

    Abitava una casetta
    Vicino al Cimitero.
     
    La gente aveva paura
    E lo chiamavano “Solitario”.
     
    Parlava pochissimo
    E lo faceva con la civetta
     
    Dalle ali mozzate
    Che viveva con lui.
     
    Uomo lugubre sciancato
    Nasone lo sparapalle
     
    A chi gli faceva scongiuri
    Gli sputava sentenze
     
    Lo fissava negli occhi
    E lo prendeva di mira;
     
    Il futuro era bello e segnato
    Al quel povero malcapitato.
     
    Come un albero in frutto
    Colpito da un fulmine
     
    Era destinato a patire
    La sua lenta agonia.
     
    Tutte le mattine
    Si girava il paese
     
    E quando centrava il bersaglio
    Avvisava l’amico cassamortaro
     
    A tangente versata
    Si metteva all’opera.
     
    Questa era la lugubre esistenza
    Dell’uomo civetta-camposanto.
     

  • 26 febbraio 2014 alle ore 9:50
    Senza Senno

     
     
     
    …nuvole incerte
    Dall’andare affaticato
    Hanno offuscato il cielo
     
    Ora il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    E su di un mare chiassoso
     
    Sotto la pioggia urla forte
    È un mormorio insistente
    Sull’inquietudine stagnante
     
    E mentre la natura vuole ridere
    Ed il sole sprizzare la sua gioia
    L’uomo avido del potere
    Progetta e si dispera…
     

  • 26 febbraio 2014 alle ore 1:11
    Respiri

    Respiro selvaggio, carezza rubata,
    sguardo fugace, tempo furtivo,
    ali di ragazza che cavalcano il cielo
    scavando un solco tra le grigie nubi.
    Angelo libero, rubami l'anima,
    strappami il petto e prendi il mio cuore,
    fuggi lontano e non riportarlo più indietro,
    questa mia vita ti appartiene,
    in questa notte di respiri stridenti,
    respiri che affogano nella nebbia,
    respiri che tagliano sorrisi, respiri,
    sono solo respiri, i miei e i tuoi.

  • 26 febbraio 2014 alle ore 1:09
    Donna

    Nessuno può donare il calore di una donna.
    Una donna è dolcezza, delicatezza,
    gentilezza, affetto, calore, amore, intimità,
    moglie, madre, figlia, sorella, amica.
    Una donna è una rosa in pieno inverno,
    una pioggia che rinfresca d'estate,
    un sole sempre acceso.
    Una donna è sana,
    forte e fragile ma non può ferire,
    non ha artigli né spine per poterlo fare,
    è un profumo che va sempre di moda.
    Una donna è un angelo in terra
    venuto per cambiare il mondo.

  • 26 febbraio 2014 alle ore 0:36
    Attimi

    L'amore nasce da una semplice amicizia,
    dal rispetto e dalla fedeltà,
    da un sorriso o da una semplice carezza,
    da un piccolo bacio a un bacio carnale.
    Ciò che passa sotto le vesti dell'anima
    non si spoglia mai,
    ciò che attraversa il cuore
    resta nel cuore eternamente.

  • 25 febbraio 2014 alle ore 20:55
    O' CORE S'E' SPUSTAT'

    O’ core s'è spustat’,
    sé né jut’ iss sul’
    miez’ a’ na’ via,
    senza chiù sole’,
    senza chiù ammore,
    senza chiù
    na’ justa direzione,
    sulament’
    n’ ombra e’ tempesta
    attuorn’ a’ stù core.
     

  • 25 febbraio 2014 alle ore 20:50
    La donna dai capelli di fuoco

    Tu sei la maschera del mio cure
    Nascondi il male che vi è racchiuso,
    percorrendo lenta le mie vene
    ripulendole dalle mie paure sintetiche.
    Resto sveglio,
    in questa valle desolata,
    sentendomi morto
    perché sei lontana,
    come adamo che vede
    il paradiso sparire.
    Raccogli tutto il tuo calore
    E avvicinati piano a me,
    sciogli la neve di plastica
    che avvolge il mio spirito.
    Sono vivo nel buio
    della tua lontananza,
    quando la speranza
    silente muore,
    quando l’inferno si spegne
    dentro di me.

  • 25 febbraio 2014 alle ore 20:49
    Mosche

    (Disse il profeta cieco):
    Dove mi conduci, bambina!
    Si sta facendo pian piano mattina!
    Verrà la pioggia, verranno uragani,
    o nemici da paesi lontani?
    (La bimba dagli occhi rossi rispose):
    Non so dove ti sto portando,
    ma il pericolo sta pian piano aumentando.
    Senti dentro cosa sto vedendo,
    anche l'inferno si sta infiammando.
    (il profeta sconvolto):
    Sento solo la morte e la sua litania
    il genere umano sta smarrendo la via!
    Perché mi trascini e vuoi fuggire
    torniamo dietro li potremmo salvare.
    (La bambina ridendo):
    Fuggire, io non oso!
    ti sto solo portando verso l' eterno riposo.
    Nemmeno l'uomo si è salvato
    dalla furia di un dio adirato,
    la sua era è stata una delle più fosche,
    ma ora  la terra è il dominio delle mosche!

  • 25 febbraio 2014 alle ore 13:01
    Appesi alle gocce

    Appesi alle gocce aspettiamo
    che ci si possa asciugare
    mentre le nubi ci avvolgono
    continuando a stringere
    ogni contrada nell'umido.

    Usare l'appello politico giova?

    O nuvole fate le brave
    andate a bagnare il deserto
    dove il sole poltrisce
    il volto nelle dune specchiando
    e l'astro qui torni a brillare!

  • 25 febbraio 2014 alle ore 13:00
    Avrò diritto di guarire anch'io

    Allenarmi a gareggiare con l'anima

    a lanciare sentimenti e passioni
    piu' in alto possibile

    superando una dopo l'altra 
    condizioni di turbe interiori

    Navigare a vista

    nel ritmo coreografato della vita

    remando solo con le mie forze

    con la diffidenza a ossessionarmi
    dentro astrusità
    che affondano le radici nel passato

    senza pensare
    la barca possa colare a picco
    da un momento all'altro

    uccidendo l'apatia
    con il gioco di luci e d'ombre della fantasia

    e nei dolori e insoddisfazioni
    prendere in prestito i moti dell'anima

    prima che passi il tempo massimo
    del mio vivere
    .
    cesaremoceo

  • 24 febbraio 2014 alle ore 17:33
    Siamo ancora qui

    "SIAMO ANCORA QUI" Noi due ancora insieme,è passata una vita dalla nostra adolescenza,grazie per tutto. Camminando insieme, i nostri occhi si sono intrecciati,le nostre risate, e i nostri sguardi sono una sola cosa,il vento ci accarezzava i capelli, le ore e i minuti sembrano non passare mai con te, la felicità mi riempie il cuore di gioia.C'è il sole,i tuoi occhi brillano per quanto sia bello stare insieme, ma arriva un momento che i nostri cuori s'incrociano, e rimangono stretti l'un l l'altra come in un abbraccio.MI fai vivere grandi emozioni,quando sono con te,vorrei non andare mai via.Il giorno e Ho visto il sole, ma non ho mai conosciuto una persona speciale come te.Guardo il cielo, e penso a te.Un angelo è sceso dal cielo per rendermi felice, quell'angelo sei tu Ringrazio Santa Rita con tutta me stessa, per questo regalo che non tradiro' più,ma sarò così fedele come nella fede che nessuno potrà mai separarci.Amico,se potessi ti porterei in paradiso per stare sempre insieme.Il mio pensiero raggiunge il tuo nell'animo.Nella nostra vita,sono cresciuta con te ma non sapevo che fosse così facile raggiungere la felicità in un mondo così piccolo con te amico mio. Ti voglio bene.

  • 24 febbraio 2014 alle ore 16:49
    nulla da dichiarare

    al mio arrivo il doganiere mi chiese

    lei ha qualcosa da dichiarare? 

    io ragionai un attimo e risposi fissandolo negli occhi

    sì!
     dichiaro di aver vissuto 
    dichiaro la mia sussistenza in vita
    dichiaro la mia ignoranza
    dichiaro di essere in viaggio per non so dove
    in viaggio
    per non so 
    dove

    il gendarme mi ascoltò con attenzione
    e  perentoriamente sentenziò al mio cospetto 
    l’inoppugnabile verdetto 

    quanto lei dichiara non costituisce reato, 

    disse con fare presuntoso e autorevole portamento, 

    tutto ciò non ha valore pecuniario né contingente 
    non è convertibile in moneta sonante!

    sentenziò la guardia palesando nei miei confronti la propria ripugnanza 
    poi sorrise con superiorità e con la mano mi fece segno di proseguire
    di continuare il mio randagio peregrinare verso l’ignoto 
    con in tasca un lasciapassare, un salvacondotto di superficialità e di indifferenza

    e così con il mio bagaglio pieno di domande, proposte, 
    di ansie e di preghiere
    accessori inutili e senza valore per la dogana del centro dell'impero e delle periferie dell'uomo,
    in pace io proseguii il mio pacifico migrare

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/02/nulla-da-dichiarare.html

  • 24 febbraio 2014 alle ore 16:39
    La Mia Collina

     

    Sotto i raggi del sole
    Che riscalda e illumina
    L’anima della mia vita
    Si eleva al cielo
    Il tiepido respiro
    Come l’onda vaporosa
    Della verde collina
    Che sussurra gioiosa
    Alla mia esistenza.
    Oh come vorrei fermare
    Nei luoghi e nel tempo
    Queste immagini familiari
    Anche per provare nel cuore
    La calma e il silenzio di sempre.
     

  • 24 febbraio 2014 alle ore 16:34

    L’Uomo Civetta
     
     
    Lui!
    Non era del posto
    Veniva da lontano

    Abitava una casetta
    Vicino al Cimitero.
     
    La gente aveva paura
    E lo chiamavano “Solitario”.
     
    Parlava pochissimo
    E lo faceva con la civetta
     
    Dalle ali mozzate
    Che viveva con lui.
     
    Uomo lugubre sciancato
    Nasone lo sparapalle
     
    A chi gli faceva scongiuri
    Gli sputava sentenze
     
    Lo fissava negli occhi
    E lo prendeva di mira;
     
    Il futuro era bello e segnato
    Al quel povero malcapitato.
     
    Come un albero in frutto
    Colpito da un fulmine
     
    Era destinato a patire
    La sua lenta agonia.
     
    Tutte le mattine
    Si girava il paese
     
    E quando centrava il bersaglio
    Avvisava l’amico cassamortaro
     
    A tangente versata
    Si metteva all’opera.
     

  • 24 febbraio 2014 alle ore 16:33
    Sei Cento Settantotto

    La domenica non ci appartiene, sai
    la domenica  dei polli al forno in
    cremazione, la domenica dei
    pigiami che tardano a spogliare
    i manichini dei lavoratori -pausa-
    stop meritato, la domenica che
    la piazza è un ossobuco ed il
    sole il pio midollo sbrodolato
    oltre l'argine, fiumacciolo in
    pubertà-incontinenza, certi
    tabù già superati.
    La domenica delle briciole
    sputate come forfora dalle
    tovaglie, del campanile aizzato,
    membro giraffa accanto alla pleura
    biancolina delle Chiese.
    Si sfuma bene il sugo e
    trema dalla plancia lo schizzo
    ai commensali. E tutta quella
    sonnolenta, blu lentezza che prende
    dopo le quindici tra il goal e la
    passeggiata,  la spesa e i
    rimandati comandamenti al
    lunedì, e tutta quella forma
    che hanno i musi delle montagne
    prima dell'accalappio scaltro
    della sera, e tutta quella fila
    di formiche in orario  all'altare
    ed al segno della pace.
    Tutte queste cose mai
    ci apparterranno finchè
    sarò quello che tu non hai.
    La domenica pulita come un gallinaio
    aspirato dalla chiocciatrice,  marinato
    budello da rimpinzare con la
    pastiche di prezzemoli  ed erbe
    in rugiadina, la  domenica signorina
    corteggiata da corteggiare e con
    l'imene più avaro della cruna
    al filo. La domenica no, non
    ci conosce. O meglio, sa di te
    che stai dove io arrivo solo
    col sogno: e mi ti immagino
    potente e fiero, bue sacro al
    rientrare, una casa semplice
    col cane arruffato, i fiori eccitati
    e la lavanda in circolo, ad alzarmi
    verso il cielo tipo ostia, ma arcobaleno
    e con pazienza assistere al
    mio miracolo. Io ad inglobarmi
    un altro te, fotocopietta ancora
    informe, il nome scelto insieme
    e di domenica. Domenica
    da sala parto, da campo,  da pranzo,
    da sistemerò più tardi,da pomeriggio
    bava che risale lungo i vetri
    la gialla-scia-pigrizia.

  • 24 febbraio 2014 alle ore 12:33
    c’è un luogo …

    c'è un luogo luminoso
    dove dolcezza e bellezza si fondono
    è qui tra le mie mani
    lo conosco bene
    è il volto tuo sereno
    è così da quando ti incontrai
    è armonia
    caldi colori negli occhi
    seta in fili nei lunghi capelli
    onde di tenerezza
    delicate parole su labbra morbide
    è sinfonia
    mi basta un bacio
    una sola carezza
    e nell'aura del tuo riflesso
    radioso anch'io risplendo
     

  • 24 febbraio 2014 alle ore 8:32
    Io cerco bellezza

    Nell'amore bellezza esiste
    nell'odio bruttezza m’appare.
    La bellezza è!
    La bruttezza non è!
    Io cerco bellezza  
    in un quadro d'autore
    in un magnifico romanzo
    in una poesia sublime
    in una carezza
    in un sorriso
    in una parola dolce
    nell'assaporare un cibo delicato
    nel respiro di fragranze estasianti
    liberate nell'aria primaverile
    nei meravigliosi quadri cangianti
    che la natura dona al tramontar del sole
    nella condivisione dei sentimenti positivi
    Trovo bellezza
    in tutto ciò
    che mi dà
    gioia e serenità epicurea
    che mi fa esplodere
    i sentimenti latenti
    che ho nel cuore.

  • 24 febbraio 2014 alle ore 0:10
    M'affacciai alla finestra

    M’affacciai alla finestra
    solitario con l’anima mesta
    tersa era la notte
    in quel dì di festa.
     
    Guardai in cielo
    colmo di genuino sfavillio
    di tremolanti stelle.
     
    Ne sorpresi una
    che tra tante lucenti
    pulsava ampiamente.
     
    L’osservai
    e l’anima mia scosse
    che dalla mestizia
    alla gaiezza mosse.
     
    Ora ogni notte
    m’affaccio
    la cerco
    ma non la trovo
    e l’anima mia
    l’inquietudine assale.
     

  • 23 febbraio 2014 alle ore 19:21
    a volte vorrei

    a volte vorrei scordare che esisti
    e che ti amo
    per non dover sopportare questa tortura
    questo stillicidio di incomprensioni
    l'angoscia per le tue fughe improvvise
    l'equilibrismo squilibrato tra incubo e sogno
    le affannose rincorse senza mai prenderti
    ma nel mio cuore batti
    e così sempre mi ricordo che esisti
    e che non sarebbe amore con te
    senza questa tortura
     

  • 23 febbraio 2014 alle ore 14:38
    Non sono i desideri

    Non sono i desideri
    che ci portano
    ad un bivio
    obbligandoci
    a fermare
    i limiti del tempo
    ma la vita
    che insensibile
    non ubbidisce
    non si piega
    al nostro volere
    condannando
    destini già pronti
    a morire, vendicandosi
    per quello che han
    dovuto subire
    nel coltivare il male

     

  • 23 febbraio 2014 alle ore 13:54
    Vorrei

    Vorrei rileggerti
    vedendoti crescere
    e passo dopo passo
    sulle righe del mio cuore
    ascoltare l'ispirazione
    sperando che arrivi
    a colorare le mie attese
    di speranza
    e viaggiare
    nella giusta direzione
    dimenticando per un attimo
    nebbie fitte
    nostalgiche, per seguire
    strade tracciate
    da antichissime anime
    dalla vita mediocre
    che adorava la semplicità
    in tutto quello che faceva
    tra terre coltivate
    dove crescevano cibi
    genuini
    ancora rammentati
     

  • 23 febbraio 2014 alle ore 10:40
    Nel Cuore

     
     
     
    Nel sole
    La mia gioia!
     
    Nelle nuvole
    Vagano mille storie!
     
    Nella luna
    I miei sogni.
     

  • 22 febbraio 2014 alle ore 17:11
    Haiku

    Sfere di ghiaccio
    L'ira di astri stizziti
    Sa acre piegarsi!

     

  • 22 febbraio 2014 alle ore 15:02
    Pensiero intenso

    Entrasti come sogno 
    nella vita buia e spenta
    sfiorando con le mani
    i miei occhi un po' assopiti,
    apportando luce, 
    profondo amore,
    nuova linfa a tal dolore
    che oramai non è più!
    Sei sollievo per la mente,
    desiderio senza fine,
    passione assai pregiata,
    vortice d'acqua pura...
    che rapisce i sensi miei
    sorridendo al cuore,
    a cotanto...
    amatissimo splendore.