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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:43
    Ritorni

    Mari in burrascamossi dal vento.

    Sibili all'alba

    schizzi dal cielo.

    Quadri d'autore

    immersi nel blu

    ora nascosti

    riemersi.

    Sensazioni di colori

    parole impresse

    nella memoria.

    Infiniti scorci.

    Schiarite

    affetti che ritornano

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:09
    Andromaca

    La sua pelle è soffice
    come cotone,
    avvolge un corpo
    di strisce di seta,
    ha nello sguardo
    la bellezza della notte,
    nella mente
    la purezza della vergine,
    ka sua voce è
    melodiosa e metallica,
    come un coro
    di Angeli meccanici.
     
    L'ho creata in 7 dì
    e non può parlare,
    ha l' Amore che non ho
    ma la so ascoltare,
    nutrendola di ciò che è
    solo miele e fiori,
    è viva dentro me
    come se non esistesse.
     
    Versando
    vino e lacrime,
    ti tengo vicina a me
    per perderti dentro.
    Ridendo e scherzando
    sulla tua curiosità
    ti rinchiudo per difenderti
    nella ragnatela
    di sospiri e gemiti,
    che è la mia gelosia,
    vuoi che ti veneri.
     
    Ti ho creata
    senza concepirti,
    senza capire che
    sei il bene che non ho,
    infilami le unghie nella schiena
    mentre entro in te,
    mordimi mia bambola
    fatta di solo amore;
    uccidimi mia bambola
    che prova solo dolore.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:05
    Viaggio autunnale

    Ti guardo lontana, 
    pochi sedili sono
    distanze sideree.
    Giochi con i capelli,
    con i soffici ricci
    che vorrei carezzare.
    Perchè il mio spirito
    è un ancora che mi 
    impedisce di raggiungerti?
    Perchè non posso
    compiere questi
    pochi passi e averti?
    Viaggi, fisici ed
    onirici, baci rubati
    solo alla mente, follie!

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:05
    Viaggio autunnale

    Ti guardo lontana, 
    pochi sedili sono
    distanze sideree.
    Giochi con i capelli,
    con i soffici ricci
    che vorrei carezzare.
    Perchè il mio spirito
    è un ancora che mi 
    impedisce di raggiungerti?
    Perchè non posso
    compiere questi
    pochi passi e averti?
    Viaggi, fisici ed
    onirici, baci rubati
    solo alla mente, follie!

  • 03 ottobre 2013 alle ore 23:06
    Oblò

    Il giorno si precipita
    lontano e stracciato,
    io lo copro di tende rosse e nere.
    Il risveglio non smette le sue sentenze oscure
    che sbattono su oblò come vele morte.
    La vita è un salto impossibile
    fuori dal letto, è un luogo di palude,
    monosillabe guerce.
     

  • 03 ottobre 2013 alle ore 22:13
    Poveri disperati

    Poveri disperati
    che non vedono
    luce negli occhi
    di mete lontane
    raggiunte con barconi
    strapieni, imbarcando
    acqua, negli strapiombi
    del cuore, che si dispera
    per una terra lasciata
    nelle mani di uomini
    malvagi, assetati
    di sangue, fucilando
    innocenti, per arrancare
    tesori, sfruttando povere
    realtà, di viaggi, mai incominciati

     

  • 03 ottobre 2013 alle ore 20:38
    Sentimento del verme

    Difficile condividere la tristezza di un verme
    una vita a strisciare nella polvere
    finendo di volatile o pesce mangime.

    Ha vita breve nutrita da carogne
    figlio di morte affezionato alla madre
    nè vede vecchiaia prima di tornare.

    Pazzesco partecipare la gioia
    del nato nelle ciliege mature
    signore di dolcissima polpa.

    Fantastica dimensione giovanile
    di un Gigino che l'azzurro saluta
    e spensierato si lascia beccare.

  • 03 ottobre 2013 alle ore 9:56
    Il caporale

    Geniale follia
    si annida in autriaco caporal.
    Trascinatore di popolo,
    rivendicatore di torti,
    trascina la nazione
    in gineppraio di morti.
    Missione suprema:
    estirpar la gramigna semita.
    Erba temuta e aborrita,
    perche' alla ricerca di un messia
    che del caporal e' feroce avversario.
    Ma l'antro della iena
    e' nero simulacro.
    La belva innata,
    nella tana intrappolata,
    priva di carne umana,
    bevendo il suo stesso sangue
    si e' saziata.

  • 02 ottobre 2013 alle ore 22:13
    Fata Morgana

    Controversie accese
    a sforzarmi d'aggiustare
    i moti del cuore
    col suo battito magico
    fatto di silenzi
    interrotti solo dai rumori
    di questa vita infame
    nell'illusione
    che rende vivo
    e incancellabile
    il loro effluvio 
    nella sofferenza
    che si impadronisce
    dell'anima
    lungo le asprezze
    della verità
    che involontariamente
    mi portano
    verso mete inimmaginabili 
    molte volte peggiori
    di quelle che il destino
    ha preparato
    dentro la trappola
    che mi rende felice
    delle bellezze
    che mi circondano
    .
    cesaremoceo

  • 02 ottobre 2013 alle ore 21:29
    Cinque Cento Novantaquattro

    Anche io posso farlo, che credi?
    Quante volte vorrei urlare che anche io so
    impastare due bei mocciosi con il moccolo
    al naso  e le bolle in applauso fra la prima, dolorosa
    dentizione ed il mento umidiccio come uno scalino
    dopo la pioggia. Anche io so montare due gambe
    intorno ad un sedere appena passato di crema,
    avvitare due braccia in miniatura da sorreggere a
    destra e poi a manca perchè non comandino ai
    piedi direzioni e cadute, anche io so annodare
    bavette e fiocchetti, girare il fagotto nella freccia
    del sonno migliore, soffiargli via  dal pancino
    il flauto impertinente  della vorace
    suzione, tamponargli l'udito perchè
    non dia ingresso alle fitte. Anche io,
    anche io so livellare pappine, erodere
    biscotti col favore del latte, offrire salvagenti
    alle rosee gengive in tumescenza da
    fioritura.  Ma tu non mi ascolti e vai
    avanti a vivere il tuo bordello di carte
    e di guai da asciugare come le stoviglie
    a fine pasto. E qui non c'è tempo e tutto
    il tempo che avevo avrebbe già potuto
    prendersi un nome, una cuccia ed un
    collare e quando intorno scodinzolano
    razze e padroni, io continuo ad urlarti
    che so farlo anche io. E forse anche meglio
    se solo tu  venissi per una volta, anche all'imbrunire,
    a portarmi le cose di cui ho bisogno: dalla
    lista che ti affidai non hai depennato
    ancora nemmeno una voce.
     

  • 02 ottobre 2013 alle ore 20:29
    haiku n. 120 (in un angolo)

    in un angolo
    in disparte se ne sta
    zitta la luna

  • 02 ottobre 2013 alle ore 18:35
    Miele

    La notte sulle tue dita
    ha sapore di miele
    aperto di nascosto
    e capricci di bambina.

    Amore e propoli colano
    sul tuo morbido sesso
    che lascia le sue tracce lisce
    sul mio ventre
    tra le lenzuola scure.

    Passami il barattolo
    che hai aperto di nascosto
    e dammi le tue dita.
    Sei un mondo da assaggiare.

  • 02 ottobre 2013 alle ore 16:23
    Viaggio onirico

    Viaggiai verso il tuo cuore
    affogato dall’odierno frastuono
    inaridito dal turpe abbandono
    arreso allo squallore effimero.
    Volevo fare breccia in esso
    sconquassarlo e scardinarlo
    per risvegliare in te
    la voglia d’amare
    e stimolare nel tuo animo virtuoso
    il desiderio della dolcezza infinita
    che inebria e manda in estasi.
    Volevo esplorare la tua intimità
    negante allora la bramosia d’amore
    protesa alla smania innata
    che inneggia alla voluttà improvvisa.
    Viaggiai verso i tuoi sentimenti
    per esplorare le parti più recondite di te
    bramanti di intensa passione
    e protese verso una fervida eccitazione.
    Viaggiai con le ali della fantasia
    verso di te che m’accogliesti
    dopo aver perso, novello Ulisse,
    la bussola che conduce
    al senso della vita.
     

  • 02 ottobre 2013 alle ore 16:04
    L'essenza millenaria

    L’essenza millenaria

    Bianche garze nel diafano infi nito
    cercano il nido negli incavi del cielo,
    nei limiti della luce, nelle acque di fuoco delle nuvole.
    Il bisbigliare delle saett e, il bagliore delle gemme!
    Scendono verso la nott e del cielo
    mormorando la millenaria essenza.
    Aleggiano nella luce delle sabbie annerite,
    con il sogno che si slava nel terrore delle ore…
    Grazia si schiude nel crepuscolo dei giorni.

    Il fuoco zoppicante dalle spighe sparse,
    un sogno ardente scurisce dai papaveri.
    Dove ti aspett a, rabdomante, la pietra-luce?

  • 02 ottobre 2013 alle ore 16:00
    Conoscere

    Conoscere

    Conoscere è intuizione di Oscurità,
    è stupore inappagato.
    Arriva nell’alba dei gigli, con la sua aria di tenerezza,
    con l’affl izione della sua assenza.
    Con la passione brumosa di una sera che declina.
    Scendo verso il declivio dei cerchi,
    aspett ando nella speranza che fugge
    con la benedizione dei morti.
    Scendo verso le ombre spezzate dalle madreselve.

    Un aleggiare d’eternità
    romperà la congiura,
    svelerà il passo della notte.
    E apparirà il sole del matt ino
    nelle soglie dello specchio.

  • 01 ottobre 2013 alle ore 20:21
    haiku n. 119 (il vento gioca)

    il vento gioca
    con nuvoloni neri -
    luce a singhiozzo
     

  • 01 ottobre 2013 alle ore 18:00
    Illusioni

    Dall'alba al tramonto
    percorriamo il sentiero degli affanni,
    popolato da insidie e inganni.Ci industriamo
    a cercare l'impossibile,
    abbiamo paura dell'invisibile
    e la ricerca
    di maghi e cartomanti
    rende piu' rassicuranti.
    Camuffare la codardia
    nel piu' plateale orgoglio;
    affidare a venditori di fumo
    l'incertezza del domani.
    e non capire in tempo
    che la candela e' gia quasi tutta
    consumata nel nulla.

  • 01 ottobre 2013 alle ore 16:16
    Le mani aperte

    Filtra la luce
    tra gli spazi vuoti
    alimentando fame
    e stoboscopiche visioni.

    Mi calzano a pennello
    le ore di questo tempo nuovo
    come bottoni nuovi
    a chiuder vecchi occhielli.

    E questa mano
    che ho davanti al viso
    ha le falangi aperte
    a focalizzare meglio i raggi.

    Sono mie ora
    queste intermittenze,
    non interruzioni,
    per meglio definire
    il cambio della rotta.

  • 01 ottobre 2013 alle ore 16:12
    Haiku

    Fluttuano le ali
    su perle striate di blu
    Il sogno va oltre!

  • 01 ottobre 2013 alle ore 13:46
    Mai ti rinnegherò

    Mai ti rinnegherò
    anche se mi disturberai la vita.
    Mangia sul mio letto,
    sul mio petto,
    assapora il mio disgusto.
    Sdraia la tua bocca sul cuscino umido
    di pianti imputriditi,
    gusta il sapore amaro del mio sangue
    pulsante di fatica d’amore.
    Le mie ultime spasmodiche emozioni
    sventrano il mio corpo
    privandolo del nutrimento.
    Impazzita trottola,
    instancabilmente ruoti intorno alla mia sagoma invisibile,
    sbandi e ti rialzi
    e mi vuoi ancora su questo letto di storie affannate,
    in questo uragano di squarci al sangue ormai velenoso.
    Rianima le mie vene immancabilmente fragili,
    stanche,
    giammai ti ripudierò.

  • 01 ottobre 2013 alle ore 12:52
    Poema del tempo

    Aprirono la porta
    al ladro
    che trovò
    vuota la dimora

    Lei rimirava 
    l'uomo 
    che aveva dato vita
    ad una famiglia
    di rami 
    ora uniti
    ora  scissi in milioni di pezzi
    Ma anche le rocce
    si sgretolano
    Gli alberi 
    spezzano 
    le foglie
    E gli uragani 
    tornano
    a mietere
    i campi
    Con grida antiche

    C'era un bagliore
    negli occhi
    dell'uomo

    Un lampo
    da due finestre
    umide
     Come chi sa 
    che sta per andare via

    Il tempo rubava tutto
    e lei rimirava
    quegli oggetti
    inanimati

    Che facevano gli uomini
    potenti
    ma senza fibra

    L'eterno
    allora
    discendeva 
    sottile
    di lama
    nei silenzi
    Portando
    l'anima 
    nei sogni astrali

    Anche le rocce
    si sgretolano
    e gli uragani
    urlano

    L'uomo
    è un bambino
    e gioca a scacchi
    indisturbato
    col suo destino

  • 30 settembre 2013 alle ore 21:28
    Cinque Cento Novantatre

    Anche tu sei un tiranno: non importa
    quanto bene indossi i tuoi capi o
    quante volte ti lavi. Anche tu sotto il piede
    o fra le ascelle ed il recinto con cui controlli
    gli appetiti hai il tuo bel genocidio, lo sterminio
    di massa, paure per redini e repressione come
    sperone.Un giorno hai deciso del mio ventre e
    del suo circondario, delle cose che dovevano
    essere o non essere di mia competenza.
    Anche tu sei un tiranno ed ora ti godi le spoglie
    del tuo malcostume, l' asciutto massacro
    che mi rende deserta, l'osceno spettacolo della
    mia carne ancora cucita così come nacque.
    Soddisfatto esibisci in una teca questo
    imbuto che non conosce passanti e resta
    al proprio posto, inutile quanto un traforo mai deflorato.

  • 30 settembre 2013 alle ore 18:04
    Invidia

    Turpe sentimento
    che veste l'anima
    di abito nero e trasandato;
    irreversibile fallimento di un uomo,
    angosce per le proprie mancanze,
    vuoto incolmabile di pensieri e ideali.
    Riconoscimento inconfessato
    di possedere
    un'aura infausta e negativa.
    Mostro senza testa
    che tutto corrode e distrugge,
    illanguidendo
    ogni altrui potenzialita' creativa
    e destinato fatalmente
    all'autodissoluzione.

  • 29 settembre 2013 alle ore 14:45
    haiku n. 118 (sole all'occaso)

    sole all'occaso -
    assonanza tonale 
    all'orizzonte

  • 28 settembre 2013 alle ore 21:00
    Traguardo d'ottimismo

    Lo sguardo pulito sul mondo

    a sperare
    ancora e sempre
    nel migliore domani

    farsi curare
    da ogni tipo di sogni

    fino al raggiungimento
    dell'equilibrio
    e la serenità interiore

    saperne trarre
    insegnamenti e vantaggi

    oltre gli ostacoli e le avversità

    guardare avanti
    senza distorsioni negative

    a identificare la fonte primaria
    del proprio futuro

    e rendere lieve la vita.