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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 12 dicembre 2013 alle ore 20:53
    A Cannero

    Seduto in panchina
    nel chiaroscuro delle pecorelle
    in cielo avide di lago
    me ne sto concentrato 
    di primavera a sentire 
    i primi passi leggeri
    mentre dorme il vento
    stordito dai gialli profumi
    di mille mimose.

  • 12 dicembre 2013 alle ore 14:53
    non è tempo di portare a casa

    non è tempo di portare a casa

    non è tempo di portare a casa niente

    è tempo di lasciare tutto lì sulla strada

    è tempo di dimenticare tutto

    le cose e le zavorre

    fardelli che fanno male al cuore

    è tempo di lasciare tutto 

    che forse a qualcuno ancora servirà

    ora lo so, se non apro le mani adesso 

    rimarrò per la mia breve e fugace illusione di sempre

     con un pugno di nulla da contemplare la sera prima di dormire

     un vuoto a perdere

    un granello di sabbia nella mia clessidra della vita e del tempo perso nel nulla

    no, non è più tempo di portare a casa 

    non lo è mai stato

    quello che si riporta a casa marcirà sotto la pioggia e seccherà al sole

    quello che si lascia per strada diventerà una sacra semina per tutti 

    e porterà buoni frutti per tutta la vita

    quello che si lascia sulla strada della vita ritornerà 

    ancora

    e per sempre

    e così sia

    .............................................................

    chi al momento di partire ha dato tutto sè stesso 
    sulle strade della vita, 
    ritornerà per sempre

    chi lascia tutto, 
    abbraccia l'eternità

    ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/non-e-tempo-di-portare-casa.html

     5 dicembre 2013
    dedicato a Madiba
     

  • 12 dicembre 2013 alle ore 14:29
    Spinge oggi il pensier

    Spinge all’improvviso sorto il pensier alla ricerca ardua
    del tuo viso che sfuocato è il ricordo tuo e come cancellato.
    Perché mi chiedo allor ora m’assale questo tumulto forte?
    Perché ombre nere obliate del passato son a ritornar nel tempo ?
    perché a un dolor antico e spento nuovo dolore oggi risorge?
    Impotente è il voler nostro nullo e perdente nel non dimenticare
    quando per oscura malia s’apre alla mente il libro del passato.

  • 11 dicembre 2013 alle ore 23:34
    Io piango

    Io piango
    nel vedermi bambino
    trastullante per le vie del borgo
    ora che bambino non sono più
     
    Io piango
    nel vedermi giovane
    colmo di deità e di sogni
    svaniti per sempre
    ora che giovane non sono più
     
    Io piango
    nel vedermi padre
    giocherellare con i miei figli piccoli
    che diventati maturi
    ora non giocano più
     
    Io piango
    nel vedere questa fluida società
    crudele e ossessa
    che scorre come un fiume in rapida
    trascinando con sé
    i sentimenti puri
     
    Io piango
    nel percepire che ormai
    si è fatta sera
    e il sonno è prossimo a venire.

  • 11 dicembre 2013 alle ore 19:09
    (Dove una volta il cuore)

    La striscia bionda di quel mare
    isola viaggiante nelle spume
    che ancora mi stordisce

    il viso sottolineato
    che lascia vuoto il collo
    alla bottiglia verde del respiro

    il mio tappeto in preda all'ombra
    e poi, l'immagine di me
    avete visto? La notte ero io
    quella digiuna in piedi
    alle sue stelle morbide di pane

    io, che ancora vivo,
    stretta
    la tessitura pallida inviolata

    dove una volta, il cuore.

  • 11 dicembre 2013 alle ore 15:22
    Perchè non ti ribelli,coscienza mia ?

    Animato da una smisurata
    volontà di dominio e d'umiltà

    narro la mia storia

    affinché

    non se ne perda la memoria

    a riflettere sull'ambiguita '
    dei miei pensieri

    e sulla fragilità dell'anima

    nel fuoco incrociato del loro scontro

    Possa io redimermi
    ed esser degno di te,coscienza mia!
     

  • 11 dicembre 2013 alle ore 9:06
    Bizzarra

    Bizzarra la giornata di giugno
    d'una primavera piovosa
    nostalgica dell'autunno
    quasi d'inverno premessa.

    L'estate se ne sta all'uscio
    del suo tempo in attesa
    sempre che il sole sia bravo
    a scacciare ogni nuvola.

    Sono fiorite le rose
    il gelsomino profuma
    per l'amorosa stagione.

    E la finestra s'appresta
    per l'accoglienza alla luce
    chiara che i cuori riscalda.

  • 11 dicembre 2013 alle ore 1:11
    Poesia rossa

    Sangue di sangue
    di sangue dissanguato
    sanguinolento,
    esangue,
    lungo le vie di fuga
    sangue di sanguesuga.

    Sangue d'amore
    rappreso
    messo al laccio
    secco in provette d'odio
    sangue di sanguinaccio.

    Sangue carmineo
    rosso od arrossato
    anemico,
    imbiancato,
    libero schiavo imprigionato.

    (In emoglobiche catene
    liberato).

  • 10 dicembre 2013 alle ore 22:59
    Frizzante Armonia

    Dipingo con gli occhi il tramonto
    Sospiro in questo dolce mio incontro.
    Coloro d'azzurro il mio cielo
    amor che lasciasti io vedo.

    Sei terra preziosa e lucente
    in questo orizzonte invitante.
    Sei fuoco che scalda il mio cuore
    sei acqua che nutre un bel fiore.

    Fanciulla dal semplice fare
    i miei palpiti tu fai accelerare
    pensando ai tuoi biondi capelli
    splendenti come cari gioielli.

    Ti porto con me oramai!
    in dolce, frizzante armonia...
    tu sei la mia bella pazzia
    mia amabile... intensa poesia.

  • 10 dicembre 2013 alle ore 21:23
    Scheggia d'amore

    Un solo frammento dell' amore
    che fluisce tra i solchi
    scavati dal tempo,
    la pelle indurita
    dagli attacchi
    di arpie malvage,
    basterebbe a inondare
    di preziose scintille
    la tua anima graffiata
    da lame al veleno.

     

  • 10 dicembre 2013 alle ore 21:16
    Armonie diseredate

    Lascio andare la memoria
    oltre il tempo

    che impietosamente scorre

    a incalzare ricordi
    e recuperare tradizioni
    amate nel passato

    sapori e profumi
    prede delle turbe della mente

    Vagabondo nell'oscurità dei pensieri

    con gli occhi a scrutare
    oltre il buio del mio Essere

    ignorando dove mi porti quel sentiero

    se nell'irrealtà delle convenienze 
    o nella frenesia di giorni
    strascicati di vane speranze

    emozioni che comunque
    lasciano segni marcati nell'anima

    rughe di povertà

    scavate dal tormento
    d'essere derubato del futuro

    in questa vita
    che insegna a essere guerrieri

    senza pensare al domani 

    a mimetizzarsi
    fino a diventare l'ombra di se stessi

    nell'insicurezza
    che trasforma in mostri angosciati
    .
    cesaremoceo

  • 10 dicembre 2013 alle ore 11:47
    Basta poco

    Di poesia lunga ohimè che me n'annego
    pure molti gradiscono tal mare a naufragare.

    A me abitatore e frequentante il lago
    correr per vela lieve spinto da vento piace
    e stare sotto costa con un barchino corto.

    Mi basta poco canto a dar sereno al cuore
    lungo mi viene a noia e toglie sogni al sonno.

  • 10 dicembre 2013 alle ore 11:07
    GIGANTI

    Giganti piccoli piccoli,
    nei vostri micromondi,
    profeti di verità assolute,
    assolutamente patetici.

  • 10 dicembre 2013 alle ore 10:30
    Il Natale

     
     
    I pensieri di oggi
    Sono scintille di Dio!
    Gli Angeli del cielo
    Padroneggiano nell'aria
    Come Aquile dell'Immenso
    E si nutrono del nostro credo.
     
    Esserci e credere in Lui
    Questo è il Natale
    Dentro il mio cuore
    Che palpita di gioia.
     
    E questa gioia di fede
    Deve essere amore
    E Pace nel Mondo.
     

  • 09 dicembre 2013 alle ore 20:43
    Verità rammendate

    Con le lacrime a parlare
    al posto di spiegazioni negate

    bruciare al fuoco dei pensieri
    che scaldano notti di paure

    e domandarsi come mettere
    i cerotti nell'anima ferita

    False illusioni
    evaporate come fumo negli occhi

    sguardi posati su bare vuote

    già odoranti di morte

    in attesa d'essere sotterrate
    in sterminati campi di parole

    traslate nell'inghippo della memoria

    nell'inonscio che emerge
    a risvegliare desideri inibiti
    e conflitti irrisolti

    nei limiti oscuri di un  passato
    che ritorna prepotente
    .
    cesaremoceo

  • 09 dicembre 2013 alle ore 15:11
    il Sigillo Bianco

    Il sigillo bianco
     Aleggia l’angelo grigiastro nella infinita notte bianca.
    Qualcosa rimase,
    qualcosa lasció nella notte infinita.
    Mistero dell’alba,
    abisso bieco,
    speranza soffocata,
    verde appassito,
    radice calpestata, ‘’
    cuore aperto che piange…
    per gli altri, per il dopo, inseguendo lontananze.
    Guizza livida l’ira,
    si ammantó la stella caduta,
    festeggiarono perfino le sue illusioni…
    gli sottrassero l’allegria.
     
    Dammi, Signore, l’invisibile tua spada di pietra,
    stupore del mio cuore macchiato di un sigillo calcinato.
     
     
    El sello 
     
    Aletea el ángel grisáseo en la sin fin noche blanca.
    Algo se quedó, algo dejó en la infinita noche.
    Misterio de la alborada,
    estrujo de esperanza,
    verde marchito,
    raíz machacada.
    Lividez temblorosa.
    Corazón abierto que llora...
    por los otros, por el después, timoneando lejanías.
    Serpentea violácea la ira,
    se cobijó la estrella caída,
    hasta se le agasajó su desvarío ilusorio...
    Le sustrajeron la alegría.
     
    Dame, Señor, tu invisible espada de piedra,
    asombro de mi corazón manchado por un sello calcinado.
     
     
    Francesca Lo Bue
     da “Moiras” Edizioni Scienze e Lettere - Roma 2012 -
     
     
     

  • 08 dicembre 2013 alle ore 21:11
    Vedo il buio attorno

    Affezionarmi a frivole lusinghe
    tra le cupe nubi dello smarrimento 

    nelle notti insonni e senza stelle

    specchi rifrangenti 
    della solitudine che mi pervade

    a raccontare al cuore nuove verità

    arruolate in quell'amorevole follia

    e deviare l'anima su percorsi bui

    sentieri del non ritorno
    senza vie d'uscita 

    Avverto un non so che d'indefinito
    nel tentativo di scutare il futuro

    con l'impressione
    di entrare in spazi vuoti

    a fantasticare come viverci dentro
    e conservare tutto me stesso
    .
    cesaremoceo

  • 08 dicembre 2013 alle ore 14:30
    Sottofondo

    Tamburi battenti
    cornamuse sonanti
    flauti parlanti
    famosi cantanti
    inneggianti
    Alla tua beltà
    alla tua leggiadria
    alla tua gentilezza
    alla tua grazia
    lodanti
    Le virtù tue
    le gote tue
    le labbra tue
    le risa tue
    magnificanti
    I bei capelli
    le belle mani
    i bei diti
    i bei arti
    La musica s’interrompe
    ritorno alla realtà triste
    non riesco più a scorgere te
    non riesco più a vedere te
    non sei tu più vicina a me.
     

  • 07 dicembre 2013 alle ore 22:21
    Goccia di Luce

    Porta le tue mani 
    sul mio cuore; 
    stringi forte a me 
    l'anima oltraggiata,

    quel tuo gran sospiro
    che risuona nella mente, 
    nel profondo... 

    d'ogni affetto;
    Genera in te
    purezza 
    d'amorevol sentimento!

    Goccia di luce fraterna inondi 
    la voce che pulsa in 
    suoni d'armonioso incanto;

    unione impeccabile 
    di sensi apporterà
    profondo senso 
    di stima, 

    di ricercata e mai 
    trovata celebrità, in dolce...
    tua sublime realtà!

  • 07 dicembre 2013 alle ore 22:17
    L'ultima recita

    Pulisci la tua faccia,ora,
    pagliaccio,
    anche stasera
    hai recitato bene la tua parte
    sulla pista della vita.

    Scrosciavano gli applausi
    e risate fragorose
    coprivano un dolore troppo grande
    per quel cuore
    troppe volte rattoppato.
    Ma era immenso
    il tuo sorriso disegnato
    e così bene quel cerone
    nascondeva il nodo in gola.

    Pulisci la tua faccia,ora
    pagliaccio,
    la recita è finita.
    Metti via quella parrucca
    e strucca pure la tua lacrima
    per far posto
    a quella vera.
    Non piangere pagliaccio,
    la vita ti ha beffato
    uccidendo tutti i sogni
    a te... che li donavi,
    e tu, deluso
    la congedi
    proprio come sull'arena
    con un ultimo tuo inchino.
    Ma stavolta senza pubblico pagante.

    Dormi pure,ora
    pagliaccio
    e sogna,come quando eri bambino
    di quella rosea nuvola
    che volevi per cuscino.

  • 07 dicembre 2013 alle ore 17:07
    Tormentato Amore

    Cosa porta questo vento?
    Frammenti di cuori infranti
    alimentano sogni smarriti
    e matasse di grovigli fruscianti.

    L'aria risuona con forza
    fra le fronde,
    una melodia distorta
    l'energia che mi confonde.

    Le tue parole
    bisbigliate in lievi cadenze
    colorano briciole di memoria,
    nei vuoti grigi delle assenze.

    La tormenta che scuote le chiome
    s'arrende e tutto tace,
    nello specchio di cielo terso
    il desiderio d'amore giace.

    2013©LeonardoPambianco
     

  • 07 dicembre 2013 alle ore 12:15
    Riflessioni

    Compagni, amici, andati
    perduti ormai da tempo;
    facce, sorrisi, voci scomparse
    dal reale, vive nella mente
    e nello spirito, come gli abbracci.
    Piangi i tuoi caduti, oggi,
    sotterrali, bruciali, dedicagli tempo;
    ma domani, ricorda, fatti
    forza, torna presto a
    sorridere e pensa solo
    al cibo e al alcool diviso con loro.
    Lasciali morti nella bara ma
    vivi nel fuoco del tuo cuore,
    non fare di un bel passato il tuo loculo.

  • 07 dicembre 2013 alle ore 12:09
    Balisong

    Oscilla velocemente, come
    fosse un pendolo rapidissimo,
    lampi di luce l’accompagnano
    corpo di metallo in movimento.
    Danza irrequieta e tremula
    in una mano esperta fida
    la lama, danza dentro
    e fuori l’impugnatura, feroce,
    piccola tigre ammaestrata,
    ipnotica e letale forgiatura.

  • 07 dicembre 2013 alle ore 11:18
    La Mezza Luna


    Datemi una penna,
    Un foglio di carta,
    La solitudine,
    Il silenzio
    E vi regalerò una poesia
    Più o meno bella
    Ma, dettata dal cuore.
     
    Con la voce ferma in gola
    Per via d’una emozione ardente,
    Si blocca nella mente
    Il tempo vissuto
    E le usuali speranze.
     
    Una storia di vita
    E di tempo sciupato
    Fra ombre furtive
    E segreti celesti
    In silenzi squassanti.
     
    L’animo sogna
    Quello che c’è
    E quello che non c’è,
    Dolcezze amare
    Per un sole che muore.
     
    Nebbie, ombre, sogni
    Ed intensi odori.
     
    Nelle vene fermenta
    Sangue e verità
    Di quello che c’è…
     

  • 07 dicembre 2013 alle ore 8:39
    Mi sono svegliato

    Mi sono svegliato con un sorriso
    che voglio infondere a te
    perché tu sorrida
     
    Mi sono svegliato con un pensiero felice
    che voglio consegnare a te
    perché tu sia radiosa
     
    Mi sono svegliato con la gioia nel cuore
    che voglio trasmettere a te
    perché tu goda del nuovo giorno
     
    Mi sono svegliato
    colpito da un raggio di sole
    che mi ha propinato il fervore
    per credere in te
     
    Mi sono svegliato
    e il primo pensiero è volato
    verso di  te
    come un messaggio
    voglioso di sorprenderti
    in armonica sintonia.