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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:40
    6 OTTOBRE

    Oggi anche il cielo piange
    Di separazioni e addii
    Di distanze e abbracci.
    Speranza di svegliarsi dai brutti sogni,
    E alzarsi, e giocare, e amarsi ancora.
    Oggi anche il cielo è triste
    Di saluti nuvolosi
    Di tuoni in cuore e lampi negli occhi.
    Speranze di squarci di bel tempo
    Sereni cieli e altalene sorridenti.
    Oggi anche il cielo piange
    Dei tuoi occhi belli
    Delle tue mani sul mio viso
    Delle tue idee per non lasciarmi andare.
    A presto mio cuore
    A presto mio respiro.
    -Vincent cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:39
    -TUTTI-

    Per chi ora si desta
    per chi invece a dormir
    s'appresta.
    Per i bambini che il primo sguardo alla vita
    per chi è al tramonto e saluta saggio il vissuto.
    Per chi è facile e tutto lineare
    per chi soffre da matti e tutto è peggiore.
    Per i ricchi e potenti
    per i poveri e innocenti.
    Per chi vive vivendo
    per chi muore ignorando.
    Per chi solo gioie e amore
    per chi son lacrime amare.
    Per chi ora si desta
    per chi invece a dormir
    s'appresta.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:37
    SOGNO DI BACI

    Sogno
    uno di quei baci attesi,
    uno di quei baci di cervello e mente,
    di testa e cuore.
    Sogno
    un bacio lungo, silenzioso e assordante,
    di batterie nel petto
    di fuochi pirotecnici, di stelle filanti,
    di musica in testa.
    Sogno
    uno di quei baci attesi,
    uno di quei baci di cervello e mente,
    di testa e cuore.
    Sogno
    un bacio di abbracci e corpi, di danze,
    di uno sciogliersi assieme,
    di emozioni e profumo di fragola,
    di sapori d'estate.
    Sogno
    uno di quei baci attesi,
    uno di quei baci di cervello e mente,
    di testa e cuore.
    Sogno
    un bacio di foglie d'autunno,
    di pineta, alberi e nuvole,
    di aria fresca e di sole acceso.
    Sogno baci di stelle filanti,
    uno di quei baci attesi,
    di cervello e mente,
    di testa e cuore,
    è musica questo sogno.

    -Vincent Cernia-

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:34
    -Felicità a domicilio-

    Felicità a domicilio
     
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    e ne riempii un sacchetto, e con lei un mucchio di stelle,
    e con lei presi anche la luna e ne feci un regalo.
    Viaggiai tra sogni e realtà,
    e camminando tra prati e nuvole ne raccolsi l'essenza,
    mi chinai su un sorriso e lo resi amore,
    mi chinai su un problema e lo resi speranza,
    mi accostai al pettegolezzo e lo tramutai in un frutto.
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    e ne riempii un sacchetto, e con lei una rondine dagli occhi radiosi,
    e un sole caldo che m'accompagnava nel viaggio.
    Arrivai dietro la tua finestra e chiamandoti svuotai al cielo il suo contenuto,
    arrivai al tuo cuore senza far rumore,
    arrivai alle tue labbra senza sentirne l'odore.
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    e lo feci,
    e il percorso diventò di seta,
    e la pioggia amara la tramutai in bosco verde,
    in promesse mantenute.
    Mi chiedesti di portarti la felicità,
    eccola a te,
    dono e purezza,
    di tela il sacchetto, di cuore rosso in petto.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 21:22
    Indelebli emozioni(di fine gennaio)

    .
    La mente che
    vola a quel giorno
    a fantasticare
    e rivivere emozioni
    ormai indelebili nell'anima.
    Conservo quelle gocce di pioggia
    tra pagine di carta cerata,
    a stirarle con la ragione soggiogata
    dall'inquietante bellezza
    di quei sublimi momenti
    Erro per chimeriche strade,
    tracciate di verita'
    riflesse dalla luce abbagliante
    d'immaginari mirabili tramonti ;
    raggi infiniti di aneliti mai spenti
    nell'inopprimibile desiderio
    di continuare a vivere
    e svelare strenue passioni ,
    in labirintici percorsi
    senza che la tristezza
    contamini il cuore
    o ne spenga il sorriso.

    cesaremoceo

  • 22 ottobre 2013 alle ore 18:31
    L'Amore

    Il mondo conosca
    com’è l’amore!

     
    Sorrisi e silenzi,
    calde primavere,
    tiepide estati,
    senza il freddo
    del triste inverno.
     
    Su questo amore,
    forza inebriante,
    respiro di anime,
    non  s’adagerà
    l’oblio notturno.
     
    Il mondo conosca
    questo nostro amore…

    23.10.13

  • 22 ottobre 2013 alle ore 14:20
    Atlanti

    Noi abbiamo
    tra le mani l'aria
    che ha attraversato foglie,
    e non sappiamo
    di essere la curva del cielo,
    l'improvviso evento
    prima della pagina combusta
    nello spettro della luce.
    Noi abbiamo detto cose
    prive di pena, compatte,
    interrotte dal tempo
    e abbiamo pianto.
    Abbiamo molte lacrime e
    tendini tesi e bocche ed ossa,
    siamo i millenni e le ere, i sotterranei
    ma non sappiamo, del viaggo
    di essere gli atlanti
    e andiamo in sogno
    cancellando i giorni.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 13:18
    Cavallo

    Di nascosto guardo 
    un cavallo pascolare:
    splendido animale
    elegante pure nel brucare.

    Il trotto paziente lodo
    che premia il sorriso
    di un bimbo malato
    cui s'è affezionato.

    Nel chiasso m'appena
    della corsa e della sfida
    con nelle orecchie l'urla
    paurose della sferza.

    Vorrei vederlo libero al galoppo
    come talvolta concede la sorte
    all'anima che aspira alla bellezza
    di scalpitare senza più sostare.

  • 22 ottobre 2013 alle ore 12:49
    Sei Cento Tredici

    Mia piccola sciagura, che tempo fa
    lì da te? Qui le auto hanno lasciato
    il posto alle foglie  ed una mosca infesta
    il castagno avviluppato;le mie ossa
     disposte a xilofono  fanno
    strani gargarismi, ogni tanto un fremito
    di qualcosa che verrà. Mia piccola
    sciagura, sicario del silenzio, so che
    le gru hanno smesso la ferrosa nidiata
    sopra i cumuli e le macerie, un camposanto
    di cementi sventrati è ciò che resta
    della più folle delle stagioni.
    A te nei piedi è ancora intatta
    la macabra oscillazione e tutto è
    sbieco, tutto penzola  e va
    alla terra come ad un cuscino.
    Magari reggendo te reggeranno
    le case ed i viadotti,  e spurgheranno
    il rischio dalle ferrovie, il collasso
    e l'implosione.  Tu, mia piccola
    sciagura, re di stenti e scarti
    a buon mercato, dovevi forse
    essere eletto prima. Prima degli sfaceli,
    dei cartoni sotto l'orologio della stazione,
    dei fiumi in tracimazione.
    Mio dio senza miracoli, non una
    chiesa a consacrarti, solo questa
    mia struttura, sana a giorni alterni.
    Sconsacrato dal passato, perseguitato
    ed allontanato con disgusto:  un pappatacio
    nella fulva brughiera del cane da passeggio.
     

  • 21 ottobre 2013 alle ore 22:54
    Se solo sapessi ciò che voglio !

    Io sono un fuggiasco
    adolescente,
    molte volte
    non so cosa desidero,
    perdendomi in sensazioni
    miste di vittorie e paure,
    che mi fan sentire
    inquieto e bisognoso,
    nei miei capricci segreti
    e nelle mie fantasie private,
    a inventarmi in una nuova futura
    versione di me stesso.
    E questa nuova persona,
    mi chiedo,chi sarà mai ?
    .
    cesaremoceo

  • 21 ottobre 2013 alle ore 22:14
    Perdersi

    Mi sono persa
    tra mille pagine di un folle ibro...
    Che porta indietro nel tempo
    la mia mente...
    Addolcita da folli pensieri.
    Pensieri folli,
    difficili da capire 
    ma profondi per immergersi dentro
    e perdersi per un'istante in quell'attimo di follia
    che domina la mente.

  • 21 ottobre 2013 alle ore 21:37
    Ti Scrivo...

    TI SCRIVO,
    SENZA USARE NE CARTA NE PENNA E NEMMENO...IL RESPIRO
    SOPRA IL VETRO APPANNATO DAL TEMPO CI TENGO I MIEI SOGNI
    E OGNI ISTANTE CHE VIVI DA SOLO,CON TE IO LO...VIVO.

    TI SCRIVO,
    ATTRAVERSO I TUOI OCCHI ORMAI SPENTI,PENSA IO...GRIDO
    SONO A UN PALMO DISTANTE DA TE MA E' UN PALMO INFINITO
    CI SEPARA LA CARNE CHE HO ADDOSSO,E' IL MIO...VESTITO.

    TI SCRIVO,
    E NON USO PAROLE SCONTATE,PERCHE' HO...CAPITO
    SE NON HAI PIU' LACRIME DENTRO,LO SAI,C'E' UN MOTIVO
    LE HAI VERSATE IN UN POZZO BELLISSIMO IN CUI IO MI...AMMIRO.

    TI SCRIVO,
    E MI CHIEDO CHE SENSO PUO' AVERE,SE POI RESTI...VUOTO
    SENZA LACRIME LO SO NON SI MUORE,MA FORSE PER POCO
    ALLA FINE DIVENTI UN DESERTO,UN DESERTO DI...FUOCO.

    TI SCRIVO,
    E TI CHIEDO DI STARE ATTENTO A QUELLO CHE...DICO
    LA RISPOSTA A TUTTO IL DOLORE E' L'AMORE INFINITO
    NON PUOI ESSERE VIVO DAVVERO,SE NON VIENI...UCCISO.

  • 21 ottobre 2013 alle ore 20:30
    Vampiri

    Nelle viscere del mondo
    siamo nati
    senza vedere la luce
    e senza piangere,
    perchè già
    sapevamo che
    avremmo pianto
    troppo crescendo.
    Scegliemmo la via
    che nel sangue
    ci portò lontano
    in una notte senza alba.
    Non ricordo
    quando morì mia
    Madre ma fu
    almeno un secolo fà,
    non piansi
    già la mia anima
    non c'era piu.
    Da allora ho
    solo sete
    e semino morte
    per poter bere.
    Stanotte ho scelto te
    sei felice,
    stanotte ho scelto te
    bambina.
    Se fai la brava
    ti do la caramella,
    se sarai buona
    ti terrò stretta,
    ti farò uscir di notte
    fino all' alba,
    e l'odioso
    sole ci cercherà
    ma noi non ci
    faremo trovare.

  • 21 ottobre 2013 alle ore 20:24
    Viaggi

    Seduto, in silenzio al mio posto
    mentre tutto si allontana,
    si perde, in un passato vicino 
    e lontano, confine tra tempo e spazio.
    Ed ogni parte della macchina
    diventa un pò mia,
    le ruote che girano,
    il tremolio dei sedili,
    la corrente nei cavi.
    Preferisco i treni vuoti,
    perchè il silenzio mi aiuta
    a perdermi, perchè il silenzio
    mi aiuta a diventare parte del viaggio.

  • 21 ottobre 2013 alle ore 18:49
    Ermetico

    Chiuso in un piccolo vano,
    decanti i classici ,frutto di lunghi
    e autodidatti studi.
    Linguaggio semplice e forbito,
    in uomo che sublima il patior.
    Musica in versi scrivi nel pentagramma
    di una rima.
    La chiave d'inizio
    un impegno sociale, che proclama
    con risolutezza e temerarieta',
    l'ammirazione per i patrioti della liberta'.
    Un satellite nello spazio
    attira la tua attenzione,
    nel magnificare i progressi
    della scienziata umanita'.
    una sofferta riflessione
    sul dramma della solitudine interiore,
    che cerca invano una convincente risposta
    ad inquietanti quesiti mai risolti.
    Musica soave,
    a tratti eterea e celestiale, per le mie orecchie.
    Note solenni per una ristretta cerchia di iniziati,
    che amano la vita ,non temono la morte,
    comprendono cio' che esprimono
    parole allegoriche e contorte.
    Al cugino Salvatore

  • 21 ottobre 2013 alle ore 17:13
    Grave

    Grave
    scende il dolore
    su membra provate
    da mille tempeste.
    Un velo
    di perfette ragnatele
    che le mie mani
    vorrebbero distruggere
    ma che rimangono attaccate
    alle mie dita senza forza.
    Grave
    è l'animo mio
    che non conosce pace
    ormai da troppo tempo.
    e si trascina
    spento
    nella notte.

  • 21 ottobre 2013 alle ore 17:09
    E ti vengo a cercare

    E ti vengo a cercare...
    A volte sei così vicina
    che potrei coglierti
    allungando un poco la mia mano.
    Ma non voglio farlo
    non ora:
    Voglio essere certa
    che questa sia l'ultima volta.
    E non smetto di cercarti
    ti farò mia
    quando sentirò odore di rosa
    e non avrò paure.
    Solo allora ti afferrerò
    pace, a lungo desiderata
    e sarà per sempre.

  • 21 ottobre 2013 alle ore 16:39
    routine

    l’aria di chiuso pesava
    sul sentimento affogato
    in un bidet scrostato
    iconografia di sessi atrofizzati
    i cui liquidi, un tempo, zampillavano
    per, poi, ricadere sulla moquette
    orgasticamente
    orgiasticamente
    maculata

  • 21 ottobre 2013 alle ore 15:27
    spettatori

    se rispettassimo il disegno della natura
    non insozzeremmo quella tela
    per riprodurre “ ad personam “
    illusorie visioni all’obnubilato spettatore.
    l’acquaragia della storia
    pulisce i pennelli.
    il restauro costa troppo,
    val poco quella copia,
    e la tipografia guadagna
    sul cospicuo numero
    delle false aspettative.

  • 21 ottobre 2013 alle ore 10:30
    E' l'attendere (Impressioni)

    E' l'attendere
    quello che afferra
    il tempo
    incattivendosi
    quando non riesce
    ad acciuffarlo
    per mettersi
    daccordo, nel darsi una mano
    e progettare un piano
    con tutte le norme
    dei piani interiori
    e vincoli messi in conto
    rischi che correranno
    negli ordini imposti

  • 20 ottobre 2013 alle ore 22:39
    Vivere oggi

    Tutti a raccogliere
    i disastri della vita

    e districarsi negli abissi

    tra il tutto e il nulla

    a cercare il buon senso
    perso tra i meandri

    del poter odiare
    senza farsi riconoscere

    nel piacere
    di questa consapevolezza

    e nel nome della libertà
    di esercitare i propri diritti

    nell'oblio che atterrisce
    dentro opprimenti oscurità

    vivendo le occasioni 
    scaturite dalle avversità

    e realizzarsi nella capacità
    di godere delle stesse

    nella ruota della vita

    che gira tra abiette malinconie
    e struggenti nostalgie
    .
    cesaremoceo

  • 20 ottobre 2013 alle ore 17:55
    Roba da domenica

    E' mattina di domenica,
    ho appena fatto la cacca
    ma non ho carta igienica
    né un fazzoletto in tasca.

     

  • 20 ottobre 2013 alle ore 13:29
    Sei Cento Dodici

    Amabili le tue ossa sporgenti,
    alberi fuori sagoma segnalati
    da una gobba della pelle. 
    Ed tuoi piedi, freddi puntali sul
    pavimento, cacciati dalle decorazioni
    dei calzini, oltre il tunnel dell'ultimo
    paio di scarpe. Tutti conoscono
    il nitrito dei tuoi muscoli, zoppi
    purosangue destinati alla
    pallottola. Con te tutto è fine,
    penuria, magari, poi lusso, rinuncia,
    spina allunata sulla lingua dallo
    shuttle di un'occasione, fiotto di digiuni,
    spiccioli che fanno un capitale,
    ho mangiato e non soffro,
    ho lo stomaco randagio.
    Amabile il tuo petto, sfitta
    mansarda ventilata dagli
    spifferi, privè dove i piccioni
    trovano sempre come incastrare
    i becchi.  La tua attitudine è
    vestirti da pozzanghera, insignificante
    pancia scoppiata dalle suole
    levatrici: ma solo là dentro
    il cielo è alla toilette e
    tutti siamo più veri davanti ad uno specchio.

  • 20 ottobre 2013 alle ore 10:13
    Gli alberi

    Ma guardali con la loro voglia di cielo!

    E' una gara a chi va più alto
    a chi sfida i soffi di vento
    e sono tanti radicati nel mondo
    filtri che ce lo rendono vivo
    per l'aria che respiriamo.

    Sono gli alberi, amico!

    Giunti che siamo a febbraio
    col gelo che picchia di meno
    contro l'azzurro cristallo
    i verdi ed i brulli notiamo
    pennelli che lo ricamano.

  • 20 ottobre 2013 alle ore 3:24
    Incastro di pezzi

    C'erano solo pezzi.
    Tanti pezzi di me,
    e anche tanti di te.

    Li raccogliemmo e,
    senza accorgerci,
    li unimmo insieme.

    Ora ti tengo in me
    e tu mi tieni in te.
    Diventammo uno.

    Mi amo, tu ti ami,
    e così ci amiamo.