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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 dicembre 2013 alle ore 2:10
    Ho un po'...

    Ho un po' di problemi,
    alcuni son sciocchi
    altri son seri.
     
    Ho un po' di pensieri,
    alcuni son dubbi leggeri
    altri son pesanti fardelli.
     
    Ho un po' di paranoie,
    alle volte non ci faccio caso
    altre son sotto al mio naso.
     
    Ho provato quindi
    a rinchiuderli in ogni modo,
    nei bicchieri,
    nelle bottiglie,
    dentro una stanza,
    dentro un viaggio,
    dietro al coraggio,
    dietro la paura,
    alle convinzioni degli altri.
     
    Credevo,
    di aver finito,
    vinto
    ma ogni cosa lasciata
    è ricominciata da sè.

  • 01 dicembre 2013 alle ore 23:43
    Le mie mani

    Le mani non ci appartengono
    e vivono per conto proprio.
    Benvenuta ovvietà.

    Si da il caso che le mie hanno velocità
    e abilità differenti.
    Si esprimono anche in modo diverso.

    La prima si direbbe che scriva.
    La seconda contempla, immobile.

    Aspettando il suo turno.

    Conscia che il suo turno, forse, non arriverà mai.

  • 01 dicembre 2013 alle ore 21:24
    Fragilità

    Caduta dell'anima
    in stato di fragilità
    fa paura anche la sabbia
    fa paura ripetere le parole
    ripeto tre volte un nome
    ma è di persona che non ritorna
    e vorrei volare nel futuro
    più che camminare nel presente
    che mi fa sbavare morbosamente
    lasciandomi essere putrefatto

  • 01 dicembre 2013 alle ore 17:41
    La Pioggia

    Pioggia…
    Mille sguardi
    Ti aspettano!
     
    Pioggia…
    Dove ti sei cacciata!
     
    Pioggia…
    Mordi la terra
    Piangi sul mare
    Riempi i fiumi!
     
    Pioggia…
    Echeggi nella grotta
    E quando mi affaccio
    Bagni il mio volto…
     
    Pioggia…
     

  • 01 dicembre 2013 alle ore 15:43
    Vorrei togliere tutti gli specchi che ho attorno

    Dentro la nostalgia
    di malinconici momenti

    ho ripensato al tempo
    in cui la vita e' stata dura

    nell'unico obiettivo
    di costruire il mio futuro

    Così imparai
    a temere che il Cielo
    si fosse scordato di me

    a camminare
    sulle strade della discordia

    a guardare dentro notti buie
    e incontrare le ombre dell'anima

    Io prigioniero
    di sensi spogliati dei sentimenti

    nei miei pianti
    a chiedermi il perché

    e cercare invano una mano calda

    le cui carezze ricomponessero
    i miei pezzi in frantumi
    .
    cesaremoceo

  • 01 dicembre 2013 alle ore 14:58
    Giardino fiorito

    Quando felice sei
    ad un giardino assomigli
    ad un verde prato con fiori
    appena sbocciati
    appena nati
    non ancora aperti
    ancora chiusi
    Come l’ape vola di fiore in fiore
    allo stesso modo dal prato tu cogli ogni fiore
    rosso fuoco o giallo limone
    azzurro cielo o bianco latte
    lucido o lussureggiante
    bello o meno attraente
    piccolo o grande
    Come il vento nell’aria turbina
    allo stesso modo si muove la tua chioma
    liscia e perfetta
    di eguale lunghezza
    nera e ramata
    scura e chiara
    lucente e opaca
    La tua contentezza
    calma la mia anima
    calma la mente mia
    rasserena la mia ricordanza
    accompagna la mia rimembranza
    è vicina all’illusione mia
    ammirabile cuore dell’estasi mia.
     

  • 01 dicembre 2013 alle ore 9:20
    Perenni eterni pensieri (Impressioni)

    Adesso non ci sei
    la tua anima
    se ne è andata
    accumulando
    l'incertezza di una vita
    spesa male
    L'hai ridotta a brandelli
    nei ricordi sempre accesi
    con la fermezza dei tuoi sbagli
    e delle tue illusioni
    che hanno distrutto l'amore
    che viaggia spesso
    nel suo passato
    che non dimenticherà mai
    portandoselo appresso
    con i suoi bagagli
    di perenni, eterni pensieri

  • 01 dicembre 2013 alle ore 8:06
    Stretta nelle crome

    Erano note acute

    di urla dolci

    forse un archetto a pizzicare ardito

    su corde emozionate

    quanto fragili

    o dita affusolate di un artista

    a lisciare coralli nell’oceano

    Io ero pentagramma

    e madreperla

    e tu guizzavi tra le righe asciutte

    dei miei dolori

    linfa di un sorriso

    a pennellare chiavi di violino

    con i velluti ruvidi e un po’ tristi

    di quel dannato blues

    ma non bastava

    e scivolando in fondo alle mie corde

    forgiato ad arte da un liutaio esperto

    legno d’acacia

    o forse di ciliegio

    rimodellasti  i giorni del futuro

    curve sinuose

    calde di universo

    grida di diapason per arginare i forse

    e le tue dita a premere languori

    e ad  avvolgermi stretta

    nelle crome

  • 01 dicembre 2013 alle ore 0:29
    Libera

    Tornai a respirare
    il giorno in cui
    scardinai lo scoglio dei miei "perchè".

    E il mare, mi fecondò d'azzurro.

    A testa alta
    sparsi nel vento
    ceneri di un amore
    bruciato in fretta
    come resina di quercia.

    E chiusi il cuore
    in una scatola di latta.

  • 01 dicembre 2013 alle ore 0:08
    Mascherocrazia

    E' l'idolatra
    o il nauseabondo ostentatore di virtù
    che fa vomitare il mio destriero?
    Come giumenta soppressa
    imbevuta di ettolitri di rabbia
    e accesa da un cerino
    di gratuito, inutile sessismo
    ho visto morir sul rogo
    nitrendo di dolore l'ironia.
    L'ho guardata spirare lentamente
    con gli occhi madidi di lacrime
    poi ho scosso la testa
    sorridendo nel mio pianto
    e ho pensato: "Che imbecilli!"

  • 30 novembre 2013 alle ore 21:03
    Inibizioni

    Smarrire l'indole naturale
    con cui si è soliti esprimersi 

    mormorare le delusioni
    con toni ironici

    costretto da profonde inquietudini

    e naufragare nel mare
    delle più grandi frustrazioni

    con la follia a raggiunger l'assurdo
    nelle dispute interiori

    mentre le ali del cuore
    si librano libere 

    d'arrivare all'immensita' dell'anima

    dove tra quelle tenebre
    trovare una flebile folgore

    che possa diventare
    spiraglio di consolazione

    affascinare con la sua luce magica

    e guardarla ancora
    con innocenti occhi di fanciullo
    .
    CesareMoceo

  • 30 novembre 2013 alle ore 20:10
    Un brutto sogno

    Senti il lupo ululare nella notte
    scosti la tendina alla finestra
    scorgi la luna piena abbagliante
    scorre un brivido lungo la schiena.

    Filtra verdastro un vapore
    forma una nube stranissima
    figura umana dall'immagine 
    ferisce un sibilo la stanza.

    Hai fatto a cena indigestione
    riletto di recente Dracula
    dal film t'ha colto suggestione?

    Confessa pure la ragione vera
    hai provato un'evocazione.
    Cessa però perché non ti prenda!

  • 30 novembre 2013 alle ore 18:28
    Il Buio Per Amico

     
    Il buio per amico
    Una stanza
    Un tavolo
    Un lume
    Ed io
    Annego la rabbia
    In un calice di vino
    E con esso
    La tristezza mia.
    Nasce
    La quiete nell'animo
    L'amore nella fantasia
    Nasce
    Il buio per amico!
     

  • 30 novembre 2013 alle ore 12:46
    Sei Cento Cinquantotto

    Tutto finisce: Venere era solo
    un lampione e per oscurarla
    servirà ancora una generazione
    di nuovi, tonti moscerini.
    Sui dorsi delle colline, la neve
    è soma  discreta.
    Io credo che non avrebbero dovuto
    tranciare i fili del terrazzo,
    antennume del panoramico insetto,
    e nemmeno sollevarne le mattonelle,
    febbrile desquamazione e ferrare
    il cavallo blu con zoccoli omogenei
    di cotto cool. Io credo che non avrebbero
    dovuto cambiare in studio il salotto,
    inselvatichire il giardino, lasciare
    che si scrostasse la caldaia,bianca
    testuggine rugginosa, applique  in
    decomposizione, intorno i bulbi
    delle tubature accorrono devoti,
    salvifichi come i liquidi anti
    disidratazione al degente.
    Io credo che era bella con l'edera
    barbuta in verde avanzata, con il
    citofono schizofrenico e le persiane
    che ragliavano secche ad ogni buongiorno.
    Tutto finisce: l'ultima volta che ti sono
    passata dentro,stavi tutta impettita
    davanti al sole ed al martedì.
    Dalla tua pancia arrivavano vocine
    e bambini, cigolii di bici, schiaffi
    alla biancheria dopo battesimo.
    E non c'era nessuna certezza che
    tu mi guardassi e mi riconoscessi,
    che dalle mie ginocchia irrobustite
    dagli anni riaffiorasse appiccicoso
    il pus trasparente della prima caduta,
    il canyon di quel taglio a Natale,
    o che dal mio viso spuntasse il
    rossore della Comunione.
    Non che ripensassi ai miei piedi infilati
    fra le ringhiere: " Gerani, spostatevi,
    è mia nipote!" mentre Settembre
    ruminava le ossa ad Agosto e color
    cartone arrivava puntuale
    la scuola  a portarmi con se'.

  • 30 novembre 2013 alle ore 11:19
    Box

    Scatola
    di giochi e di ramarri
    di schiamazzi e bicicletta
    cavalcata nel tramonto
    senza fretta.
    Scatola vuota
    e piena che strabuzza
    di manie, idee chiare
    e forme indefinite
    di fogli bianchi,
    di gomme e di matite.
    Scatola bomba
    e di pistole ad acqua
    di calze nere a rete,
    rossetto, alcool e granatina,
    scatola di nitroglicerina.
    Scatola nera,
    ma più che nera grigia
    e misteriosa
    impacchettata in fogli d'osso
    con la coccarda rosa.

  • 30 novembre 2013 alle ore 11:15
    18 anni

    Giostrano le ore per
    allietare questo giorno
    e sorridere alla girandola del
    tempo che ti invita
    a salire sul podio
    nascente della maggiore età.
    Oh capitano, mio capitano, andiamo...

  • 30 novembre 2013 alle ore 11:14
    Sorsi di vita

    Odo bacco, 
    letizie
    e suon di gran festa,
    una cantina in musica 
    nella valle di una stagione in fermento.
    Spezie di opere d’arte,
    coppe magiche nei giardini dell’uva in fiore,
    nell’aria tintinnii di calici freschi.
    Svetta il sole sugli sguardi,
    un meraviglioso bouquet di profumi
    inonda finestre di mille colori.
    Sorsi di vite,
    di mille euforie,
    brindisi a nuovi orizzonti,
    un raggio di primavera perenne.

  • 30 novembre 2013 alle ore 10:08
    Certe Notti

     
     
     
    Certe notti
    Sono particolari
    Ti negano al sonno
    E ti regalano
    Una serena pace.
     
    Mentre tutti dormono
    La quiete spinge a giocare
    Al gioco delle combinazioni:
    Può andare bene
    Può andare male
    E' il gioco del destino.
     
    Meno male che…
    Ci sono gli Angeli
    Che ci proteggono!
     
     
    AFFETTI
     
     
     
    Affetti coccolati
    Silenziosamente
    Nel buio.
     
    Intensi nei sogni
    Nelle notti di luce.
     
    Frammenti di stelle
    Dell'immenso cosmo
    Illuminano anime
    Bisognose di luce.
     
    E' Dio che ci protegge.
     

  • 30 novembre 2013 alle ore 9:58
    Quando la bocca parla

    Quando la bocca parla ed al cuore quello che dice non arriva, il sospiro si fa lento
    mantenendo un segreto, alle foci di un torrente venoso, che si allontana all'ingresso
    di una delicata, dolcissima tramontana

  • 29 novembre 2013 alle ore 21:07
    Ipocrisia e speranza

    Sentire ancora
    il tempo dalla mia parte

    dopo aver sognato
    insurrezioni e rivolte

    ed esser rimasto dentro
    a ciò che ho combattuto

    Sto sempre quì

    custode di quella memoria

    a tacere le mie ambizioni
    sotto le vesti ipocrite dell'umiltà

    con i pensieri caduchi

    uno a uno a un passo dall'abisso

    inconcepibile

    strampalato

    contorto 

    a non saper più come vestire
    la nudità dell'anima

    e viver nella sagacia perenne
    di riscoprire le tante verità

    per non restare soltanto un ascoltatore

    nel silenzio rassegnato del mondo 

    eterna distanza tra me e il cielo

    ed amar la vita felice di esserci
    .
    cesaremoceo

  • 29 novembre 2013 alle ore 12:28
    Sei Cento Cinquantasette

    Quell'estate volevi comprare
    un gazebo da spiaggia:sotto riunire,
    calumet della pace, il circo delle
    buone abitudini. Tu progettavi ed io,
    lungo il corso che dava sul fiume,
    putridume e spaccio, cercavo
    le mie stelle. Mai ti  mostravo i
    fianchi speronati dal desiderio
    di quelle vie appiccicate alla terra
    in formato collage, mosaico di
    alberi giallognoli e vecchie botteghe.
    Quell'Agosto, Agosto era caldo
    fino al casello che ci inghiottiva
    per darci ai monti, e nella piazza
    antistante il bar, cieco quanto il
    bastardo  di qualche facile gattaccia,
    blu di divani e di insegna, sedeva
    sedata dal tedio la gioventù
    del Molise: giacche ed alcolici,
    risa, discoteche, distanti maliarde.
    Io mi sentivo sicura sui ciottoli
    ripidi, autostrada di discese e
    salite: una gradinata cingeva
    il monumento maggiore. Messo
    al centro, naso quasi aquilano,
    odorava di antico e di guerre,
    di fascismo e cannoni dimenticati
    come dentiere. Quanto ho amato
    quella sera d'estate nessuno
    potrà mai saperlo e quanto
    ero certa del mio bacino e
    delle cose che per le mie
    gambe erano tutto.
    A proposito: un giorno mi sfilarono
    gli stivali verdi. Quelle lucertole
    tutte tacchi e punte tonde cavesi,
    sono state arrendevoli ed obbedienti
    alla mano che corse esperta ad
    aprirgli le bocche.
    Si afflosciarono uno sull'altro:
    svenuto il destro, il sinistro
    sopportò poco il peso del primo caduto.
    Forse allora mi sono ammalata,
    quando trovandomi scalza sul
    pavimento dei tali, ho avuto
    freddo. Ed il freddo mi ha risucchiata.
    Giù, fino in fondo.
    Un draculino soddisfatto non ha tenuto
    conto di quanto mi fosse già vicino alle
    ossa con quella sola, veloce suzione granata.
     

  • 29 novembre 2013 alle ore 11:44
    Il Vuoto

    …E la bianca strada imbrecciata
    Nasce dagli occhi del mio cuore
    Per perdersi nel groviglio Infinito
    Dei sentimenti non sempre limpidi
    Che vivono in una stella lucente
    O in un frammento di lucciola vagante
    Restia a morire.
    Luce madre, amore vivo
    Luce figlia, amore…
    Che alimenta e nutre l'anima
    Un cuore vermiglio
    Puro e palpitante.
    Solo
    In una stanza
    A disegnare con la mente
    E nulla nei pensieri.
    Sull'album nasce un viso:
    Espressione travagliata
    Lineamenti stanchi
    Sguardo sofferto.
    Negli occhi solo Nebbia
    E quando si dissolve
    Solo delusione.
     
     
     

  • 28 novembre 2013 alle ore 21:03
    Anime senza corpo

    Spogliarsi
    da ogni maschera
    mettersi nudi
    a esibire il carattere
    senza nascondersi
    in false ipocrisie
    e pseudodrammi personali
    inibizioni a sprofondare
    in sonni senza sogni
    restare sospesi
    nel timore che la realtà
    spezzi eventuali deliri dell'anima
    insaziabili appetiti
    surreali frutti della fantasia
    "Miranda" con nuovi petali
    e irresistibile profumo
    a limitare la naturale spontaneità
    della vita
    .
    cesaremoceo
     

  • 28 novembre 2013 alle ore 17:43
    Dietro un sorriso

    Abito dentro me
    Dentro i mei pianti
    Abito dove nessuno 
    Può raggiungermi.

    Abito dietro un sorriso
    O dietro uno sguardo malinconico
    Abito dove nessuno 
    Può sentirmi.

    Può sentire le mie sofferenze 
    I miei lamenti
    Abito dove tu hai già abitato
    Dove il tuo cuore ha sofferto
    Abito dentro me.

    In quest’angolo buio
    Che ha un nome: il mio.

     

  • 27 novembre 2013 alle ore 23:56
    Nelle tue parole, trovo

    Nelle tue parole
    avvolgenti d’incanto
    e solitarie,
    trovo una reminiscenza,
    un tempio libero
    in cui pregare,
    un paesaggio
    di antiche montagne
    in cui respirare,
    un’ombra sacra
    che mi accompagna
    nei luoghi più cupi
    bisognosi
    di un sole nascente,
    una canzone calma
    e lontana
    che racconta anche di me
    e che solo aprendo
    le porte scheggiate
    dell’anima
    riesco ad ascoltare.