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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 dicembre 2013 alle ore 12:54
    Le mie poesie

    Le mie non son poesie.
    Sono pensieri che partono dal cuore
    e finiscono su di un foglio di carta.
    La poesia è anche questo; è soprattutto questo.
    I poeti non scrivono poesie,...no!
    Ma piccoli o grandi pensieri.
    Pensieri che rendono vive le parole.

    No…, le mie non sono poesie.
    Sono semplici frasi.
    Frasi che rendono la mia vita
    un po’ meno sofferente del solito.

     

  • 27 dicembre 2013 alle ore 12:00
    Nei tuoi quattro pensieri

    Rimani pure nelle tue quattro mura.
    Ho visto riti e persone,
    assaggiato storie 
    e liberato idee.
    Ho chiamato vita una sensazione..
    Tu resta in piedi dietro di me.
    Puoi andar via,
    se vorrai,
    nel tempo che rimane.
    Nelle tue quattro mura
    nei tuoi quattro pensieri.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 11:49

    Come se nulla fosse accaduto,
    anche se è accaduto.
    Ed io, solo per un istante 
    certa di quel che ho veduto,
    cerco di persuadervi dal pensare 
    quanto vuoto era quel cuore.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 2:25
    Nido di rondine

    (Sarà di luce
    e dolci chiaroscuri
    il tempo che fermeremo
    tra le mani).

    Avrà il profumo levigato
    dei tuoi fianchi nudi
    chiusi tra le mie braccia
    e dei tuoi seni sul mio petto
    il tempo che indugerà
    nei nostri occhi.

    Con le mani 
    chiuse nelle mani
    sarà musica ogni gemito
    e poesia ogni parola
    che ci sussurreremo
    contratta sulle bocche.

    (E nutriremo d'oltre
    questo oltre
    imboccando d'amplessi
    questo folle desiderio).

  • 27 dicembre 2013 alle ore 2:04
    Pecché sule a Natale? (Perché solo a Natale?)

    Pecché sulo a Natale
    n’ce vulimmo cchiù bene
    facimme comme si tutto
    fosse pace e carità.
    Pecché sentimmo dinto
    na luce ca ce schiara
    pe vedè chistu munno
    cull’uocchie d’o perdono?
    Pecché sulo a Natale
    facimme chesti cose?
    Putesseme fa tante si sulo
    n’ce pensasseme
    ca’ ‘o core è sempe ‘o stesso
    e si putesse essere
    ogni juorno Natale,
    facesseme e stu munno
    nu paraviso…
    e basta!
     
    Perché solo a Natale?
    Perché solo a Natale
    ci vogliamo più bene
    facciamo come se tutto
    fosse pace e carità.
    Perché sentiamo dentro
    una luce che ci rischiara
    per vedere questo mondo
    con l’occhio del perdono?
    Perché solo a Natale
    facciamo queste cose?
    Potremmo fare tanto
    se solo noi pensassimo
    che il cuore è sempre lo stesso
    e se potesse essere
    ogni giorno Natale
    faremmo di questo mondo
    un paradiso…
    e basta.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 1:38
    il Cielo

    Con umiltà,
    nel buio.
    Senza che nessuno lo potesse vedere
    piegava la testa 
    e piangeva,
    il Cielo.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 1:16
    Sul terrazzo.

    Ho preso una stanza grande 
    da quando non ci sei 
    per star più larghi quando ritornerai.
    Potremmo andare a vivere all'ultimo piano di un grattacielo.
    Amarci in ascensore.
    Far l'amore sul terrazzo.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 1:14
    Testamento alla Luna

    Metterò sul fuoco il caffè,
    così quando la stanza avrà raccolto tutto il suo aroma
    saprò che tu sei sveglio.
    Saprò che cammini in quella camera.
     
    Lascerò la finestra aperta
    la sera prima di addormentarmi,
    perché potrò sempre contemplare il cielo
    anche da dentro una stanza
    anche quando il cielo è sotto ai piedi.
    La lascerò spalancata
    perché un giorno, la Luna,
    si accorgerà di quanto lei mi somigli:
    entrambe sole.
     
    Avrò timore nel chiudere gli occhi la sera,
    perché quando lo si fa,
    si è vicini alle cose che si ama
    e che sono nella maniera più sbagliata
    lontane.
    Ne soffrivo.
     
    Avevo promesso di dimenticare,
    di sognare,
    di dimenticare di sognare.
    Quando sapevo farle tutte insieme queste cose
    ero libera.
    Ero felice.

  • 26 dicembre 2013 alle ore 17:26
    Canne della battaglia

    Nel tempo di pace
    dal campo scompare
    dell'ossa il biancore.

    Adesso fra le spighe
    grevi del grano
    gli occhi stanno 
    dei fiordalisi

    e palpitano i cuori
    dei papaveri.

  • 26 dicembre 2013 alle ore 15:03
    L'alba di un nuovo giorno

    E' l'alba di un nuovo giorno

    nell'ozio piacevole 
    che impregna la fantasia

    tra il sonno e la veglia

    mille pensieri
    s'insinuano in quell'abbandono

    angosce 

    grigie penombre
    che s'alternano
    a flebili raggi d'aurore

    ombre in tumulto
    a flagellare i sensi

    accrescere i frastuoni del cuore
    e condensare folte nebbie nell'anima

    emozioni straripanti

    ad abbattere i vincoli col passato

    futili sogni ormai vuoti

    Lasciarsi dietro le illusioni 

    fissare nel cielo                                                                                                                     lo splendore delle stelle

    e godere dell'infinita pace
    del loro futuro
    beffare il carceriere ch'è in me

    evadere da quel torpore
     
    e nella bramata libertà
    ritornare a sognare
    .
    cesaremoceo

  • 26 dicembre 2013 alle ore 13:52
    Povero vecchio attende

     
    Povero vecchio che si piscia addosso
    oggi baldo studente che t’ammirava
    un tempo e tu sdegnosa sbeffeggiavi:
    donagli se puoi oggi un tuo sorriso
    vecchia tu pure un piede nella fossa
     

  • 26 dicembre 2013 alle ore 11:49
    C.O.M.A.

    Sono fumo che non puoi toccare,
    liberi volano e impregnano l’aria
    con il loro profumo malsano di cancrena,
    imprecisi e incompiuti, vuoti e virali.
    Fuochi fatui che girano nella mente
    Che incendiano di fuoco freddo la voglia.
    Illusioni, speranze, amori anelati
    Volate lontano perché questo è il vostro destino.
    Lasciatemi solo ora nella mia mente
    A contemplare i rosa fiori del ciliegio.

  • 26 dicembre 2013 alle ore 11:47
    Occhi del diavolo

    Verrà il diavolo, avrà i miei occhi,
    quando sarai sola e stanca,
    e la bocca e lo sguardo di lui
    non basteranno a scaldarti.
    Verrà il diavolo, avrà i miei occhi,
    quando sarai debole e ferita,
    ed il letto sarà un mare
    troppo grande da navigare soli.
    Verrà il diavolo, avrà i miei occhi,
    quando attenderai in vano il momento
    di una sorptresa inaspettata,
    nascosata dietro il velo di una carezza.
    verrà il diavolo, avrà i miei occhi,
    quando sarai rapita e perduta
    nel calore desolante dell' orgasmo 
    ritrovando il tuo primevo piacere.
    verrà il diavolo, avrà i miei occhi,
    quando capirai quello che hai perso,
    ma tu sii forte e rifuggi queste tentazioni,
    che la strada del ritorno è perduta, come l'anima

  • 26 dicembre 2013 alle ore 11:45
    Gravità

    Tutto resterebbe sospeso nell'aria
    se non ci fossi tu
    resteremmo soffocati da un vortice
    tenebroso, che si condensa
    fra il sole e le stelle
    in forme vaporose
    nei silenzi galattici
    che ristorano la mente
    disperdendo timori
    affidandoci agli angeli amici
    senza peccato, purezza assoluta
    di un amore sublime
    con la pazienza del cuore

  • 25 dicembre 2013 alle ore 23:11
    Istantanea

    Scusa se sono entrato
    a rovistarti gli occhi.
    Stavo cercando solo
    i battiti del cuore
    che li avevo riposto.
    Mi sa che li hai spostati
    e riposti 
    insieme a nuovi battiti
    e sorrisi
    che hai messo via
    tra la tua bocca
    e la grazia 
    della curva della mano
    che ti sostiene il mento,
    mentre ti guardo
    e il mondo circostante
    non esiste.

  • 25 dicembre 2013 alle ore 22:44
    E tu,dimmi chi cerchi a mezzanotte,fratello?

    Fermi sul sagrato
    a cercarvi l'un l'altro

    ambedue coperti
    dal velo dell'acredine

    Fronti rugate dall'impazienza

    visi corrucciati dal rancore

    a turbare la serenità e l'oblio 

    sguardi sottili
    senza terra e senza radici

    pronti a prender fuoco
    o a calmarsi 
    per la pace dell'anima

    ed accettare presagi e sogni
    nel desiderio d'ottenere il meglio

    con azioni concilianti 
    e con atti di dolore
    e finalmente riscoprirsi

    liberati dall'astio

    col candore dei gesti

    abbracciati dall'amore
    nella tenera notte
    arrossata dai miracoli
    .
    cesaremoceo

  • 25 dicembre 2013 alle ore 21:49
    I rumori dell'anima

    Con l'anima nuda
    in fronte a faccende irrisolte

    archivio con appassionato ardore
    il tempo che passa

    nella speranza
    di non rimanere mai solo

    a sopportare i rumori dell'anima
    e domandarmi cosa farne della vita

    E nelle grevi peripezie 
    di quella riflessione

    conservo la fierezza
    di sentirmi libero
    di dare e ricevere amore

    farmi portare
    sempre più in alto dal destino

    e ringraziarlo
    d'avermi avviato sulle migliori vie

    a dichiarare guerra a ipocrisie

    divorate dalla brama
    di effimere felicità
    .
    cesaremoceo

  • 25 dicembre 2013 alle ore 18:44
    I sogni non mentono

    I sogni non mentono
    ci dicono come andrà
    la nostra avventura
    là, dove un raggio di sole
    luce farà, ai nostri tormenti
    che annebbiano le menti
    incustodite nei ricordi
    sussurrati dall'aria
    dispettosa
    che non si fermerà
    a ricordarci chi siamo
    come un giorno saremo
    se abbandoniamo la fune
    della salvezza
    in una smorfia di dolore
    il petto comprimendo

  • 25 dicembre 2013 alle ore 16:11
    Sentimenti grami

    Ho sentito

    punte di stalattiti

    percorrermi l'incavo della schiena

    scendendo grevi

    dall' arco delle spalle

    Pori confusi

    han chiuso i loro spazi

    divenendo lastra di ghiaccio

    su cui ogni male è rotolato

    Aria gelida è l'ombra dell'amico

    che nasconde nel sorriso

    lo sguardo vacuo del perdente

    Grandezza sua

    è dell' anima la piccolezza

    che per po' s'allarga

    dell' altrui ferire.

     

  • 25 dicembre 2013 alle ore 0:40
    Nuda proprietà

    Musica dolce
    Musica densa e sensuale
    cade a scroscio sulle tue spalle
    e ti scende dai seni
    ad annaffiare la tua lussuria
    che ha messo radici
    su questa alcova
    mentre furiosa
    sopra di me ti muovi

    Sei sulle mie falangi impazzite
    mentre come formica
    con le dita ti percorro la schiena
    a trovarti e tirarti i capelli
    rubandoti gemiti
    tra licenziose parole
    e il colore del mio tatto
    si confonde in una cosa sola
    col calore del tuo sesso
    disciolto col mio
    in essenza purissima.

    Poco importa
    se qualcosa fuori da qui
    mi sfugge
    senza trovare risposte.
    Tra queste quattro pareti
    dove quadri dai colori naif
    sotto luci soffuse
    silenti ci osservano
    tu sei mia.

  • 24 dicembre 2013 alle ore 12:51
    Poteva essere

    Poteva essere un amore perfetto, una favola, un film guardato al cinema tenendosi per mano..
    Invece resterà scritto a metà,sarà il mio quadro incompiuto, busserà ogni tanto al mio cuore, ma io resterò davanti a quella porta con le chiavi tra le mani per sempre.

  • 24 dicembre 2013 alle ore 12:23
    Pensami ancora un po'

    Nella corsa contro il tempo,

    abbi tempo per pensare.

    Nel trambusto e nel fervore, 

    offri spazio...,

    un po' d'amore, 

    a chi amore non avrà

    nell'immane povertà,

    nel tormento di una vita

    che va sempre più in salita.

    Trova tempo, per adorare.

    Cerca spazio nel tuo cuore...;

    fa che possa il tuo fratello

    prender parte al tuo diletto.

    Buon Natale caro amico

    e di me... 

    non ti scordare.

    Cerca sempre di esaltare,

    la tua anima sul mio Altare.

    Quella croce che salvò...

    e per sempre (noi)... amò. 

  • 23 dicembre 2013 alle ore 23:31
    Arie natalizie

    Tremule luci
    m'avvolgono

    nel silenzio profondo
    del crepuscolo

    in prossimità della sera 

    Soffi di pace
    sento diffondersi
     
    ad avanzare tranquilla

    come tranquillo è
    un volo di gabbiano 
    in cerca del nido
     
    e alterno lusinghe a preghiere

    senza appropriarmi di pensieri
    che non mi appartengono

    nell'armonico piacere
    d'ascoltare l'eco dell'equilibrio

    che soddisfa il mio Spirito

    calmo come una nave
    che gode tranquilla
    il riposo di un porto sicuro

    dopo aver solcato
    mari in tempesta.

  • 23 dicembre 2013 alle ore 21:33
    Il suono

    Un rumore odo
    venire da lontano
    sempre più vicino
    ora meglio l’odo
    Sei tu che vieni verso me
    a passo svelto verso me
    ti avvicini a me
    ti fermi accanto a me
    Vorresti dire qualcosa a me
    ma non riesci a parlare a me
    per paura o vergogna verso me
    ma io intuisco il tuo amore
    Mi accorgo solo ora
    di aver immaginato la scena
    di avere in futuro paura
    di doverla rivivere ancora una volta
    Solo attraverso la poesia
    riesco a sciogliere la catena
    della mia quotidiana realtà
    e raggiungerti ancora una volta.
     

  • 23 dicembre 2013 alle ore 20:29
    Sei Cento Sessantatrè

    Quando verrà la porta non cigolerà,
    il cane mai abbaia contro padrone
    ed il gatto non scatterà la testa
    curiosa incuriosita dal passo
    innovativo. Le sedie riconosceranno
    il calore, radar sotto plancia, spiegate
    le bandiere ed il ritardo sulla tavola
    araldo, i pavimenti saluteranno la posa
    del peso già sperimentato.
    E tutte le stoffe tutte, lavette e merlettini,
    i cuscini impronta e le due sagome
    evaporate al letto, Sindone di una data
    e di un banchetto, bianco dolce indurito
    e dimenticato, e le posate ed i ferri morticini
    gelidi nella cassetta degli attrezzi e la cotenna
    onda dei coppi versus pioggia, insomma tutti
    scardineranno il silenzio in onore dell'oratrice.
    In un'ora imprecisa che il sud non conosce,
    entrerà l'accolta: oh incastro di talento!
    Palla in buca! Dio che avvita il nocciolo
    alle valve ben salate  e cuce il frutto
    come un Santino fra le assi arancio
    dell'albicocca, tutto perfetto.
    Suo è il piede per la scarpetta: calza!
    Alleluja! Così vengono certi miracoli:
    eccola che entra, sicuramente  e facile.
    Irrorata, già massaggiata, oleata con
    l'oleosa agilità della chiave nella toppa-
    cappotto. Perdono per la  figliola prodiga:
    è di ritorno l'infreddolita.