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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 19 dicembre 2013 alle ore 18:00
    Verso il tramonto, poi l'alba.

    Verso il tramonto
    va, a passi incerti,
    l'esule fiamma
    della mia anima.

    Mescolarsi vuole
    al caldo splendore,
    che sprofonda 
    nel buio universo.

    Poi l'alba, sì attesa,
    affonda i ricordi
    del lungo esistere
    in un mare di luce.

     

  • 19 dicembre 2013 alle ore 12:34
    Orologio

    Oddio, ti vedo doppio -
    mi fai proprio paura, orologio,
    compagno del mio bicchiere mezzo vuoto.

    Dentro te battono gli eventi
    e rintoccano come le mezzanotte fatale
    spaventa l'animo teso.
    E poi cosa sono?
    Spettri della memoria
    che deformano la mia lente gravitazionale.

  • 18 dicembre 2013 alle ore 21:29
    Risplenderà un nuovo arcobaleno ?

    Vedo uomini accecati dall'odio

    costretti dalla vita a indossare
    le maschere cangianti della viltà 

    e combattere tra loro
    per salvarsi dalla fatica del vivere

    divorati dai dubbi

    dimissionati dai sentimenti
     
    precipitano verso il buio più profondo
    allontanandosi dalla luce del sole

    tra pessimismo e disincanto
     
    sapori e saperi del presente
     
    E pensare
    a quanto farebbe bene al cuore
    cercare una ragione di vita !

    Ma la bocca tace

    la mente è spenta

    e gli occhi proiettano
    le più brutte visioni del futuro.
     

  • 18 dicembre 2013 alle ore 21:23
    Aria di primavera

     Le nostre anime
     si incontreranno
     la stessa via percorreranno
     Le nostre anime
     insieme vivranno
     anche se per poco
     Le nostre anime
     insieme aspetteranno
     questo periodo
     Le nostre anime
     insieme discorreranno
     un nuovo inizio
     Le nostre anime
     insieme vedranno
     un nuovo evento
     Le nostre vite
     una svolta avranno
     Amore condurranno.
     

  • 18 dicembre 2013 alle ore 17:32
    Invan la foglia cerco

     
    Invan oggi la foglia cerco che ingiallita
     dispersa è al vento con le sue sorelle
     a lei le speranze mie in primavera posi
    deluse al pari suo ingiallite e al vento perse.
     

  • 18 dicembre 2013 alle ore 17:31
    Le corde rotte

    Le idee
    son come doghe di una botte.
    Rivestono ogni striscia,
    nascon su corde rotte
    vibrate dalle falangi con potenza,
    nere d'ebano o marroni palissandro,
    rimaste in mano
    o dentro all'acero
    come notte strozzate,
    rimesse
    strette dalle chiavi
    e riaccordate.

  • 18 dicembre 2013 alle ore 12:19
    Sei Cento Sessantadue

    Ho usato nuovamente i
    piatti verdi: la sera, giarrettiera
    al tavolo, ha strappato alla cantina
    la luna migliore. Le montagne miagolano
    e tutto i cielo, tutto intero  il cielo,
    intona il sonno  adesso che il cuore
    mi rincasa dal dopo lavoro ferroviario
    e smaltisce, tenuto a spalla, lo sferruzzare
    i terreni accidentati, le nebbie e le gambe
    composte di commensali asburgici,
    coda rossa solletica la cena.
    Ho versato l'acqua in tutti i bicchieri:
    sono Ganimede, sono Leda e sono
    il cigno, per compiacerti a volte.
    Sistemerò con calma l'incidente,
    sposterò le ossa ed i noccioli
    così che il pasto sembrerà
    non esserci mai stato
    ed il mio nome mai venuto.

  • 18 dicembre 2013 alle ore 11:30
    Un Regalo Inaspettato

    C’è un  Presepe nella stanza
    del tuo cuore dolorante
    è un rinnovo la speranza,
     è cometa scintillante.
     
    Bianca neve ed un giaciglio
    un bambino è appena nato
    lì accanto vi è un coniglio
    che lo scalda col suo fiato
     
    Non c’è bue né somarello
    ma simpatico e sincero
    a scaldare il Bambinello
    il leprotto tutto nero
     
    Il regalo è… inaspettato
    che Giuseppe e che Maria
    Tutto avrebbero pensato…
    men che a questa compagnia…
     
    Chi lo spiega ora al buon Dio
    che tu piangi e che stai male
    che vuoi indietro, amore mio
    quel regalo di Natale…
     
    Scende un angelo dal cielo
    ora asciuga le tue gote
    v’è un  messaggio sul suo velo
    “avrà un prato di carote”.
     

  • 17 dicembre 2013 alle ore 21:20
    Treno di pensieri

    Un buco nero,
    bianco come il sale
    mi spinge verso il basso
    in verticale.

    Mi aggrappo a terra
    per non cadere in alto
    e sfacellarmi in aria
    di rimbalzo
    ad evitar che il cranio
    si apra in due come una mela
    ed il cervello
    misto di miele e sangue
    sparpagli detonatori sui binari.

    (E blocco il tempo, non il treno
    che passa raso al conto alla rovescia
    che manca all'esplosione)

    Qui passa tutto
    e il contrario di tutto 
    (Visual lies-blind truths about me, about you)
    ma ho ancora due secondi
    ed un vagone da portare in zona franca
    prima dell'esplosione.

    Col cuore in gola
    vedo brillar tutto
    mentre la corsa ormai è più avanti
    e i frammenti ormai lontani.

    E sorrido...Cazzo!!!

  • 17 dicembre 2013 alle ore 21:19
    La vita non è mai come uno se l'immagina

    Esiliato
    nell'isola delle promesse
    fatte a me stesso

    e con la voglia ancora intensa
    di sfogliare  le pagine già scritte
    del libro della vita 

    m'immagino a gustare
    vergini sapori di felicità

    con l'ironia
    a infondere nuovo vigore

    stimolo e tormento
    delle gioie che germogliano
    nelle valli del mio Spirito
     
    ma vivo le passioni
    nella sofferenza di ricevere 
    a compenso ingratitudine

    dai diavoli terreni
    che illuminano il mondo
    con la luce del terrore

    e fan sentire sempre
    quanto è amara l'angoscia
    .
    cesaremoceo

  • 17 dicembre 2013 alle ore 10:30
    Ho il volto della morte

    "Ho il volto della morte"

    Ho il volto della morte 
    Il cuore di un angelo.
    Ha finito di soffrir la mia sorte.
    La mia vita ora,
    L’han messa in un angolo.
    I miei anni ora son vani.
    I miei ricordi
    Sono come accordi musicali
    D’accarezzare e ricordare
    Per non dimenticare
    Che la vita non è finita
    Per sbaglio.
    Un motivo c’è 
    Se vi è amore e onore.
    Ed è immenso il mio sacrificio 
    Che devo affrontare ora
    Per stare a patti con Dio.
    Immenso è tutto ciò 
    Che mi circonda e m’avvolge.
    Come un’onda mi porta via 
    Quest’eterna magia della vita.
    Vita che mi culla e mi ha sempre cullato.
    E nulla di tutto il resto rimane.
    Fra non molto sarò solamente
    Ricordo vano.
    Ogni anno ho atteso
    Col cuor teso la mia sorte giunta.
    Gliel’avevo detto io 
    A Dio…
    Aspetto un tuo segnale
    Per volare li, dalle tue parti
    Dove tutto è normale.
    Poiché li…, dalle tue parti
    Non si scende mai a patti.
    Perchè tutto è normale
    E non vi è paura alcuna
    D’incontrar nessun animale
    Che possa far male.
    Perché li…, dalle tue parti
    Il male non ha vita
    E l’amore ha il suo colore.

  • 17 dicembre 2013 alle ore 9:00
    non rimarrà indietro nessuno

    non rimarrà indietro nessuno
    tu non sarai mai solo
    io ti accarezzerò il viso
    e con dolcezza lo volgerò al cielo
    il cielo sa di te, il cielo ti sorriderà

    no, non rimarrà indietro nessuno
    ricorderò e canterò ogni vostro nome
    sorriderò al prossimo passo in avanti che voi porterete
    e poi insieme noi festeggeremo
     e ci stringeremo intorno a chi è più debole e fragile
    danzeremo ancora noi stretti in un dolce abbraccio
    e voleremo via mano nella mano
    mano nella mano 
    e così sia

    Marco Bo
    dedicato ai buoni Maestri
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/non-rimarra-indietro-nessuno.html

  • 17 dicembre 2013 alle ore 0:33
    Fine corsa

    Come stuntman
    controfigura
    di un altro me stesso
    intento a percorrer
    su due ruote
    la linea sottile
    annaspo
    in un bigongio di emozioni
    e quasi cappotto.
    Ma l'equilibrio tiene
    sebbene flebile
    anche guadagnando
    di nuovo il terreno
    carreggiata ignota
    percorsa a tavoletta
    rettilineo aperto
    tra le montagne
    aperte su spirali
    spiranti di venti
    da est e da ovest.
    Venti ridenti
    di ghigno sfidante
    intenti
    a farmi perdere aderenza
    per vedermi volare
    dal parapetto.
    Ma il tunnel che porta
    all'uscita dall'insidia
    è prossimo
    e mentre lo imbocco
    in contemporanea
    verso il nemico ridente
    il dito medio si alza...
    ...Fanculo!!!

  • 16 dicembre 2013 alle ore 23:12
    La festa

    C'era un killer
    c'era una festa
    una mano di poker
    e dei fuori di testa
    la regina della notte
    e la troia nascosta
    si rischiavano le botte
    e la droga che costa
    c'era del buono nel giro
    ed è finito nel mirino
    solo per mettersi in tiro
    e giocare a far casino
    hanno ucciso la troia
    che offuscava la regina
    mentre il boss s'annoia
    c'è chi fa la malandrina
    ruba a destra e a sinistra
    mentre parla al cellulare
    non c'è più la sinistra
    è sempre tutto da rifare!

  • 16 dicembre 2013 alle ore 21:45
    Senza vie d'uscita

    Con il volto a rivelare
    delicati "effetto ombra"

    partecipo a ordinarie prove
    di vita normale
     
    indolente e vuota
     
    con le guglie della mente
    tormentate

    dal sentir meschini discorsi
    supportati dal nulla

    costruite ad arte
    dall'abilità di sofisti mercenari

    con il sorriso
    a sprizzare finte gioie

    simulando emozioni
    tra mille incertezze 

    a far sentire  "superfluo"
    il diritto alla dignità
    e aggiungere la miseria alla povertà

  • 16 dicembre 2013 alle ore 13:43
    D'ali un frullio

     
    D’ali un legger frullio
    mentre oscilla una brocca
    ecco una bacca si stacca
    un merlo poi canta felice
    gaiezza si spande nell’aria.
     

  • 16 dicembre 2013 alle ore 13:38
    La rossa bacca

    Sul ginepro innevato bianco
    vispo zampetta un pettirosso
    volto a ricercar le rosse bacche
    desiati frutti alla pressante fame
    sbatton le ali e picchietta il becco
     poi dalla danzante ai gesti brocca
     nivei frusti scesi e una s’accende
    e al cercator goloso fresca si offre
     
     

  • 16 dicembre 2013 alle ore 8:43
    La forza del sogno

    Alcione e Ceice 
    fusi dalla passione
    nel loro candore
    librarono in cielo
    per sempre
    Sogno e vita 
    uniti dal sentimento
    vagolarono nell’etere
    per un po’
    poi il sogno svanì
    togliendo senso alla vita
    per sempre.

  • 15 dicembre 2013 alle ore 21:44
    Haiku

    Spuma di miele
    delizia d'arte reale.
    Dolce richiamo
     

  • 15 dicembre 2013 alle ore 20:08
    Sentinella del Natale

    Ed è di nuovo Natale
    sulle sue spalle stanche,
    mentre adagio cammina
    ai margini di un vuoto
    ovattato di silenzio,
    a ridosso di un dolore
    che come catene
    trascina
    dal giorno che
    ad un crocevia
    smarrì i suoi sogni.

    Ed è di nuovo Natale
    tra le toppe del suo cuore,
    nelle sue mani vuote.
    Gelida è la sera
    in fretta la gente
    chiusa nel cappotto dell'indifferenza
    rincasa,
    tra vetrine scintillanti
    e profumo di marzapane.
    Resterà da solo
    l'angelo di usurati marciapiedi,
    sentinella della notte
    che dall'alto del suo fortino di cartone
    veglierà sulle stelle...
    ricordando un tempo
    quando assieme alla sua mamma
    in quella notte santa
    adagiava nella grotta
    il Bambinello.
     

  • 15 dicembre 2013 alle ore 16:31
    Piccola Betlemme

    Tu, o piccola Betlemme
    che, dalla Galilea,
    vedesti giungere quei Due
    in terra di Giudea,
    non apristi le tue porte
    quella notte che fu Santa.
    Tu negasti una stanza
    dove, in un modo degno,
    dar la luce a chi un regno
    non doveva aver in terra
    e, sol portava la corona
    dell'amore che perdona.
    Dopo tanto camminare,
    obbedienti al dir di Roma,
    fur' costretti a riposare
    fuor le mura, in campagna,
    dove solo c'eran grotte
    per posar le ossa rotte.
    Quei pastori co'i lor greggi,
    non potevano pensare,
    quel che era a capitare:
    cioè la nascita del Cristo,
    com'un tempo è stato scritto.

  • 15 dicembre 2013 alle ore 7:39
    fine

    non v’è altra forma né spiegazione

    basata sulla metafisica, la scienza o la ragione

    non serve imbrigliare e possedere tutto il sapere

    per spiegare il moto che muove gli elementi,

    il mondo gli esseri umani e civiltà intere

    si ama così, semplicemente da cuore a cuore

    e ci si salva soltanto stringendosi per mano

    fine

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/fine.html

  • 14 dicembre 2013 alle ore 17:05
    Felice Natale

    Fiorisce dicembre
    E muta
    La filigrana dello spirito
    Il canto delle campane
    Così grande e dolce
    Entra nella mistica dei pensieri
    Nell'aria nevosa
    Alberi di stelle sublimano
    Tenere magie di bellezze
    Accendendo di dolcezza
    L'amore sciolto nel cuore
    Esultiamo: arriva la stella cometa

  • 14 dicembre 2013 alle ore 16:03
    La felicità nel cuore

    Con l'umiltà nel sorriso a soffrire
    e proteggere la Tua Essenza 
    a non raccontare effimere storie
    alla fantasia irrazionale
    di "geniali" strizzacervelli
    evocatori di rimpianti
    ammaliati dalla Tua eloquenza 
    Dispiegare le ali del dolore 
    a suffragare i fermenti dell'anima
    senza trasformarTi in figlia di Satana
    e non aver fatto 
    come altri fuggiaschi della vita
    a riapparire sulla soglia di casa
    figliuola prodiga
    colma di ferite autoinferte
    nel patimento di normalizzare
    i rapporti con il mondo 
    Voler andare 
    in fondo al tuo Essere
    a combattere l'idea
    di pensarTi donna
    la cui vita
    può rovesciarsi da un momento all'altro
    incapaci Loro
    nelle sicurezze di uno stile di vita borghese
    d'immaginare la Tua piena grandezza
    e lasciar credere ciò che si vuole
    nella cecità dei sentimenti 
    e non scorgere
    gli occhi vitrei della Tua felicità
    nell'andare avanti
    guardando il mondo dal basso 
    senza chieder mai  a Te stessa
    se potessi esser meglio o peggio
    di come altri ti avrebbero voluto
    e così aver dato un senso alla vita
    .
    cesaremoceo

  • 14 dicembre 2013 alle ore 8:32
    something we call love

    love dwells in concern and in the little things

    in telling one thing at a time

    and colouring the details with infinite nuances,

    just for the pleasure of being together and listening

     the words and the voices

    echos in the room

    echos in the room

    love lives in the small things

      in the pot on the stove in the morning

    in the leather shoes polished for the day of celebration

    in the wood chopped for the stove

     in a good soup for a cold and grey winter evening 

    love dwells in small things, in minimum details

    in the folds of the scented linen 

    in the smile behind the window

    for the late or unexpected arrival,

    in a walk on the beach in the morning

    what do we talk about when we talk about love?

    perhaps it is the wonder and fear of the heart,

      this one and only short breath we own ...

    but now I have no other words,

    I turn around and find your warm breath by my side,

    and I am not afraid anymore, 

    I no longer need an answer,

     in peace I stay 

    'cause your presence saves me 

    and takes my breath away 

    Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/11/something-we-call-love.html