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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 agosto 2013 alle ore 9:56
    VANO AMORE

    Amore impossibile
    sei per l'anima che 
    anela te, 
    soltanto te, 
    dolce anima offuscata
    da passione intensa, 
    sogno infranto 
    d' amabile essenza, 
    tanto fragile
    un po' surreale...!
    Penetra questo 
    mio pensiero, 
    lascia che possa 
    io entrare 
    in te
    come acqua che 
    invade tortuoso 
    percorso per poi gettarsi in mare.
    Mare d'intenso profumo 
    salato e adorabile 
    assale i miei sensi 
    in unione di pulsioni 
    per poi immergersi 
    in speciale tramonto, 
    intenso di rosso 
    a far ardere,
    bruciare nostro 
    triste, 
    vano amore.

  • 20 agosto 2013 alle ore 22:53
    Delirio in una stanza

    Come testate
    alle mura 
    fatiscenti
    Le urla inespressive
    che si inerpicano.
    I fiotti lacrimanti
    le foci fluenti
    di effigi
    doloranti.

    Prospettive convergenti
    in palpitazione
    la voce infestata
    appestata.

    Nell'antro 
    dei segreti
    storie irrisposte
    angoli scordati
    dall'ego
    impaurito.

  • 20 agosto 2013 alle ore 22:34
    La lucertolina

    Ogni giorno, ogni mattina
    mi aspetta sul balcone una lucertolina.
    Perché?...
    Perché ha sete.
    L'innaffiatoio è ormai vuoto
    ma qualche goccia 
    ancora scende.
    E' sufficiente per non aver paura,
    per non temere la cattura.
    Mi guarda
    e scuote la codina...
    Così piccina e fragile
    mi fa osservare
    che anche l'animale
    più semplice
    e meno geniale
    ha, come noi umani,
    la capacità di pensare.

    .
     

  • 20 agosto 2013 alle ore 21:09
    Bianca e Rosa

    Due fanciulle in fiore
    Bianca e Rosa di nome
    da sempre amiche
    scopriron l'amore
    ma il dio con le frecce
    per lo stesso giovane
    ne colpì il cuore.

    Fanciullo crudele
    perché vuoi nemiche
    ingenue creature
    ferendole a morte?

    Irata Afrodite
    ad Eros si volse
    perché rimediasse
    sanando le piaghe
    ma troppo profonde
    dal male a guarirle
    fiorir le fa rose.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:07
    Amanti

    Gli amanti
    a contemplar
    la risacca.

    Appollaiati
    sullo scoglio
    frastagliato
    in pendenza.

    Studiando
    il mare
    col suo bordo
    cromato.

    Si scambiano,
    confondono
    e con le mani 
    strette attendono
    I loro corpi
    si fondono.

    Loro
    a osservare
    a scrutarsi
    nell'ameno
    con sintonia
    in simbiosi.

    Gli amanti
    scoprono 
    il giorno
    con la sua brezza
    freddolosi
    avviluppati

    Impavidi
    della guerriglia
    armati 
    di scudi
    di sciabole

    Sferzano l'aria
    greve,
    l'allegeriscono
    e come dei Titani
    la impoveriscono
    Questi sono,
    questi son stati
    questi saranno,
    gli amanti.
     

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:05
    Ignominia

    Cerbero ringhia
    rastrella il
    terriccio secco.

    Secerne 
    saliva oleosa
    con essa
    plasma.

    I latrati come
    artigli
    scuoiano la preda.

    La preda,
    denudata dalle 
    sue deformità

    E a carponi
    becero, lo afferra
    afferra il suo 
    pasto di ignominia.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:04
    Combustione

    Dardi infuocati
    che sfrecciano
    ossessi
     
    Nelle celle epiteliali
    come avversari
    arroventano
     
    E s'arroventa 
    come al rogo 
    come condanna
    la linfa.
     
    Le schegge
    acuminate, furibonde
    lapidano 
    i nostri sensi
     
    E la legna 
    in combustione
    come cenere
    sedimenta.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:03
    Compagna inettitudine

    T'affianca, poderosa
    nel torpido sonno
    T'acciglia col
    suo abbaglio dissacrante.

    E il fiammifero
    animato dal bulbo 
    incupito
    affievolisce.

    Compagna, nemica
    ingannandoti 
    con la negazione
    come un acquazzone
    spazzarti via...

    E tu, nel meriggio
    non sarai più
    nella tormenta
    non sarai più
    nell'inverno asfissiante
    non sarai più mia
    non irromperai proterva,
    non mi schiaccerai come un'incudine
    Mia, compagna inettitudine.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:01
    Passione

    In egual tocco
    si posarono l'un sull'altra,
    e l'oscuro si accese
    d'un dorato rifulgente,
    come i tuoi occhi.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:00
    Prigionia d'avorio

    Stentorea contrazione 
    del busto
    nell'aurea capsula 
    ancor vige circospetto 
    il languido desio.

    S'oltraggia lascivo
    come una biscia
    che ondeggia
    nel lercio costume.

    Sussulto.

    I germi dei quattrini
    addentati dai canini 
    come un porporeo strascico
    di inezia.

    Io, in pietra.
    Scolpito nel marmo
    il volto in rilievo
    e il Fato suggella quel patto divino.

    Io in una prigionia d'avorio 
    immolatomi per il mio stesso
    destino.

  • 20 agosto 2013 alle ore 15:54
    Natura d'essenza

    Dal concatenante 
    pianto, si terge 
    al cospetto 
    dell'ammirevole.

    Ciò che ha bagnato
    s'asciuga con la vista ineffabile,
    ineccepibile.

    L'essenza costituente 
    del panorama esistente,
    generatrice del nostro 
    circostante.

    S'adorna quel cerchio
    dimezzato 
    che al tramonto 
    s'assopisce

    Scappa a gambe levate 
    e l'alone sfumato 
    che brilla, sale.

  • 20 agosto 2013 alle ore 15:52
    Addio

    Saluto a 
    ritroso, agli 
    antipodi, alle 
    macerie mai 
    risanate.

    Semmai fosse 
    l'ultimo, che 
    riecheggi 
    e si propaghi 
    come una 
    goccia nell'incommensurabile.

    Addio, semmai.
    Se questo m'è 
    gradito, non
    lo è. 
    Non che mi giovi 
    e che mi arrechi appagamento.

    Reti inconsulte 
    di brividi trafiggenti.
    Mi tenta,
    rimbombante di collera,
    il pretesto di un saluto,
    ultimo o illusorio che sia.

  • 20 agosto 2013 alle ore 15:50
    I sogni, le ali

    Ticchettio sul bianco
    preme la biro 
    allo scadere dell'alba.

    Filamenti neuronali 
    paralleli alle mie ali 
    s'elevano, son tali.

    I sogni, trottole furiose,
    spariscono ruotando 
    sul selciato,
    frantumano.

    E la serpe li infetta,
    col veleno li smorza  
    ma loro son tali.
    I sogni, le ali.

  • 20 agosto 2013 alle ore 15:48
    Infanzia

    Beati gli anni tuoi 
    quando al Sole schiude 
    la spensieratezza.

    Si sa...

    Il tempo nuoce.
    Corre , feroce.

    Il millesimo d'un sorriso 
    che si dissolve 
    che nel buio s'addentra.

    Come in penombra,
    sul precipizio 
    del ricordo, in bilico
    tra passato e presente.

    Beata infanzia.

  • 20 agosto 2013 alle ore 15:46
    Sentori d'innocenza

    Quel flebile 
    refolo dal gelido schermo,
    proviene...

    Sentori d'innocenza 
    in congiunzione 
    due fibre spaurite.

    Silenzio.

    Tacito assenso,
    e la morsa nel petto 
    infrange

    Terra serena 
    che dall'autentico affetto 
    mi scosti,
    fammi abbracciare il bene 
    più puro.

    Non appartengono 
    questi incatenati corpi 
    a loro stessi, 
    e sono perduti.

    Ma io non m'appartengo 
    e niente m'illumina 
    se non la fioca immagine 
    riflessa in trasparenza.

    Sentori d'innocenza.

  • 20 agosto 2013 alle ore 15:44
    Monologo

    La realtà qual è 
    non che un filo 
    inconsistente.

    Risucchiato.
    Travolto dal grigiore.

    Improrogabile ripiegamento
    contornato dall'odio ,
    mi siedo e quasi 
    mi pento .

    Tela variopinta 
    dal vivace sostegno 
    qual sentiero mi porta da 
    te?

    Indifferenza umana 
    rintoccata dal suono .
    Il suono com' è , emesso 
    stridulamente nel cinereo
    ciel incontaminato dal promiscuo regno 
    de le mie resistenze mentali .

  • 20 agosto 2013 alle ore 11:09
    La voce

    Strana felicità
    che arrivi insaspettata
    a cancellare giorni
    dal sapore di fiele
    e sorprendi le mie piccole ore
    con le mani nel sacco
    ad aspettare in silenzio
    un tuo cenno
    nel ticchettio di lancette
    che si infiltrano
    tra i battiti del cuore
    diventando una cosa sola
    datti voce
    tra un sorriso e una sillaba
    pronunciata in silenzio
    nella penombra di un sogno
    a confondere sillaba e sogno
    abbandonando questo
    retrogusto di buio sporco
    che troppe volte
    ti ha allappato la bocca.
    Sali sul trono di questo segreto.
    E' arrivato il tuo tempo.

  • 20 agosto 2013 alle ore 10:09
    Poi si frantumarono

    Poi si frantumarono i soli
    delle rose senza spine
    nei giardini appassiti
    che non avevano concime
    per abbeverare piantine
    acerbe, con semini distratti
    spandendo un caldo mite
    in tuffi sfumati
    nelle orbite chiare
    un'oscillazione di una radio
    rompendo pensieri
    emotivi ed interrotti
    dal bruciore degli squilli
    che dipingevano pareti
    soffiati dalla poesia
     

  • 19 agosto 2013 alle ore 18:49
    Cinque foglie

    Nell'angolo di un muro.
    in alto
    al quinto piano
    nate per un grumo di terra
    e un minuto di sole,
    cresciute per il profumo del mare
    e per un sorso d'acqua:
    cinque
    piccole
    lucide
    foglie.
    Sorprende
    sempre
    la forza della vita.

  • 19 agosto 2013 alle ore 10:42
    In una notte afosa

    Ci mancava solo la zanzara
    a pizzicarmi nel sudore a letto
    sfuggendo al castigo dello schiaffo
    calato immantinente sulla faccia!

    Adesso sveglio scrivo la mia rabbia
    pur sapendo che mi serve a poco
    ché per natura così fa l'insetto
    a chi la pelle porge nuda incauta.

    Però mi vien da dire a mente fredda
    quanto son suscettibile a un evento
    banale e conosciuto da gran tempo
    solo perché spiacevole mi tocca!

  • 18 agosto 2013 alle ore 22:42
    Haiku

    L'ode poetica
    come ala di farfalla
    sfiora l'anima

  • 18 agosto 2013 alle ore 18:00
    Atomi spezzati

     Un sottile dolore, silenzioso e testardo
    pervade lento lento ogni cellula.
    Fluisce impetuoso tra le vene,
    si annida nelle viscere,
    contrae senza sosta ogni respiro.
    Egli parla di te, di me, di noi
    di come eravamo
    di come saremo stati.
    Ma noi non siamo più,
    feriti nel profondo dell'anima,
    graffiati brutalmente nello spirito
    Incapaci di sognare
    ci copriamo di buio
    come zingari invisibili.
    Lontana è ormai la nostra terra
    l'orizzonte s’è dissolto,
    vaghiamo sperduti senza meta.
    Siamo come atomi spezzati
    dalla forza ostinata del vento,
    ignaro giustiziere di perfide ombre.
     

  • 18 agosto 2013 alle ore 11:15
    Volontari

    Soccorono i malati
    parlandogli
    con una dolcezza
    straordinaria
    li conducono
    per mano
    nella loro addolorata
    sfortuna, che si compiange
    per non essere sana
    nello Spirito e nella mente
    ragionando col prossimo
    gioiosamente
    prima della tramontana
    che sgomenta la pece
    tenebrosa ed avvilente
     

  • 18 agosto 2013 alle ore 9:56
    Scaglie di sapone

    Si addensano le nebbie
    quando soli risorgono
    in nuovi sentieri
    di speranze
    che ridonano facce
    luminose alle tristezze
    sfinite, in sobborghi
    distrutti da dolori pentiti
    in scaglie di sapone

  • 17 agosto 2013 alle ore 21:42
    Lo schiaffo

    Non sta nel tuo stampino
    la mia anima,
    ha forma differente
    di non forma.

    (Provane un altro, un altro
    e un altro ancora.
    Non troverai un cliché
    che vada bene).

    L'uomo che tu vorresti da me
    è un insulto
    all'uomo che è in me.