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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 06 agosto 2013 alle ore 17:55
    Haiku

    Corpi in estasi
    Caldi arpeggi d'agosto
    Note sensuali
     

  • 06 agosto 2013 alle ore 17:41
    Haiku

    Chino coltivo
    sul balcone di casa
    fiori di luna

  • 06 agosto 2013 alle ore 17:14
    Figli miei

    Vi lascio in dono la mia vita.

    In cambio voglio solamente 

    un vostro sorriso.

    È ciò che desidero da voi

    per poter continuare a vivere 

    in quell’altra vita

    nascosta tra i pensieri umani.

    La mia vita...!

    È tutto ciò che io vi possa offrire,

    oh figli miei.

    Piena di pianti e di dolori;

    ma piena anche d’allegria 

    e delle vostre carezze.

    Vi lascio in dono la mia vita.

    In cambio voglio solamente 

    un vostro sorriso.

    Un sorriso per continuare a sperare

    di esser sempre vostro padre.

  • 06 agosto 2013 alle ore 16:03
    Senza confini

    Immaginario
    è giungere dovunque
    nei luoghi a te più cari
    eppure inesistenti
    viaggiando
    su strade sconosciute
    percorse mille volte
    disimparate a memoria.

    (Strappa il biglietto! E' gratis)

    Spegni,
    riaccendi...

    ...aggiorna le tue mappe.

  • 06 agosto 2013 alle ore 13:52
    Cinque Cento Settantasette

    Ho paura di quando arriverà l'inverno
    e la tua pelle non mi soffierà più contro,
    la vela delle vene affiorerà tumefatta e in
    superficie, gabbata dalla stessa imboscata
    tesa al totano che  compare abbagliato
    a pelo e si fa preda, viscida volpe salata,
    immobile mentre l'arpionano, tentacolare,
    balena involuta, capo e doglia. 
    Ho paura di quando arriverà l'inverno,
    della doppia fila di pioggia parcheggiata
    densa sulle finestre  da cui muoio, di come
    verranno via i capelli agli alberi, losanghe
    sbattute a poco prezzo dalle cicale, glabre
    litanie truccate dalle stagioni, con le mani
    lunghe sotto l'asfalto bernaccoluto.
    Ho paura di ogni cosa  ed ogni cosa mi rimanda
    all'orrore di un quadrante in cui il ritmo è
    precisa disposizione da gabbia toracica, costole
    e minuti ma dove non batte nulla se non uno
    sdegno, fattosi ora per necessità.

  • 06 agosto 2013 alle ore 13:43
    Pensieri...pensiero

    Torno spesso a meditar nel tempo
     sull’umor dei miei pensieri e il peso
    nuvole alate azzurro bianco chiare
    vedo portar danzando i miei più lievi
    nuvole nere  dense scure di procella
    i cupi trascinano in tempesta fosca
    persi i primi per sempre nell’immenso
    ritornan  qual saette ardenti e grevi
     i secondi come a colpir ancor la mente 
    questo è il pensiero antico sempre nuovo
     si scambino per sempre le nuvole i pensieri
     

  • 06 agosto 2013 alle ore 13:40
    Un vecchio pendolo di mogano intarsiato

    Rivedo oggi nel tempo un luogo antico
    del passato e al ricordo caro familiare:
    un solo muro di quella casa dell’infanzia
    mia e dolce nido: rossi mattoni pien di crepe
    e ancor d’amore bianche sbiadite scritte
    e quell’evviva a Gino del Tour vincitore,
    dall’opposto lato una grigia parete stinta
    sol rettangoli biancastri occhi muti lì in risalto
    cosa mi ricordan penso di quel tempo andato?
    Cerco e un forte ricorso forte pongo alla memoria
    fruga dico trova indaga presto dimmi suggerisci
    ma invano: unico punto ecco un chiodo rosso
    ferrigno lì, sì sopra l’ore batteva della fanciullezza
    mia perduta un vecchio pendolo di mogano intarsiato,
    ore diverse segna oggi al polso d’acciaio un orologio.

  • 06 agosto 2013 alle ore 11:38
    L'Avaro

     
    In loco del vero Iddio, Onnipotente
    altro ne tiene in cuore il gran furfante:
    lui disconosce il Padre, Onniveggente
    ma dei possedimenti è grand’amante.
     
    Sol  la materia tiene a conoscenza,
    di  spiritualità  non ha  curanza.
    Va contando i beni di giorno in giorno
    e sol roba, null’altro vede intorno. 
     
    Produce  vino che lo vende a botte,
    e di mandrie cede latte e ricotte.
    Olio! un cucchiaio per l’intero giorno,
    un tozzo di pane e cacio a mezzogiorno
     
    Ha men la vista, quasi divien cieco.
    Valersi dell’oculista è uno spreco.
    Schiavo della ricchezza, n’h’arsura
    mentre il denaro lo presta a usura.

     
     

  • 06 agosto 2013 alle ore 10:40
    il marinaio

    Ho versato una lacrima

    dentro l'oceano,

    quando la ritroverò

    smetterò di amarvi.

  • 05 agosto 2013 alle ore 14:46
    Sorridere per capire

    Cerca ogni tanto di non piangerti addosso 
    sii donna in ogni senso
    combina le tue fragilità alla tua essenza e 
    mescola e rimescola, cuci gli spacchi, 
    sfuma la rima nera 
    del tuo pretendere amore sincero
    ma prima di ogni gesto, anche di notte, anche al buio...
    ricordati che non sei l'unica al mondo...
    ma puoi diventarlo. 

     

  • 05 agosto 2013 alle ore 11:47
    A Jorge Mario Bergoglio

    A Jorge Mario Bergoglio
     
    Sei giunto tardi, papa Bergoglio,
    ma non rendere il tuo ruolo vano;
    pulisci presto l’indegno vaticano,
    pregno d’onta e sporco orgoglio.
     
    Il messaggio di Cristo redentore
    ti darà sempre tanta forza e lena;
    sii suo foriero, non aver timore,
    annienta mercanti e cantilena.
     
    Il tuo nome, scelto per missione,
    onori il grand'uomo poverello;
    sii di lui l’emblema e suo modello,
    porta al mondo l'anelata redenzione.
     
    Dona tutto intero il patrimonio,
    nei secoli accumulato con inganno
    al completo servizio del demonio,
    che al mondo porta solo danno.
     
    Io non credo in nessun dio,
    ma tanto nelle buone istituzioni;
    quindi, ascolta il mio forte desio
    ed annienta le cattive intenzioni.
     
    Preti, vescovi e prelati delinquenti
    sono sciacalli, iene ed avvoltoi,
    che da secoli falsano il Messaggio;
    con mafie e politicanti conniventi,
    ben pasciuti, come grossi buoi,
    divorano il prossimo a loro agio.
     
    La discordia sulla terra incombe
    e il bene spesso al mal soccombe.
     
    Spero che tu sia un uomo vero
    e che gli atti ne diano la prova;
    però, Francesco, io sono sincero:
    penso che il marciume si rinnova.

    Dal mio libro " LACRIME E SORRISI "
    Pellegrini Editore - Cosenza 2014
     

  • 04 agosto 2013 alle ore 21:36
    Muti pensieri bussano

    Aghi pungenti 
    sfiorano il cuore

    graffi d'emozioni

    Non mi serve sfogliare
    le pagine del passato

    per strappare lacrime
    alla mia anima

    mi basta aggiungere
    attimi inutili

    all'angoscia
    che mi corre incontro 

    libera e smarrita

    tra i ricordi e le speranze

    col suo sordo martellare

    a disconoscere le meraviglie
    che riempiono
    l'intimo delle mie giornate
    ed accudire il mio dolore
    .
    cesaremoceo

  • 04 agosto 2013 alle ore 17:25
    Riflettendo su Anteo

    C'era nel mito il figlio della Terra
    quell'Anteo che pareva immortale
    finché stava attaccato alla madre
    e che Ercole levandolo in aria
    strangolò con stretta possente
    tal da renderlo infine mortale.

    E capisci col senno degli anni
    come è bene alla Terra attaccarsi
    aderire da figli a Natura
    con amore tenerla protetta
    ricambiati con vite migliori
    profumate di boschi e di fiori.

  • 04 agosto 2013 alle ore 14:33
    Cinque Cento Settantasei

    Sei ascensione al dolore, angelo che
    traghetta con se la punta dello Stige,
    su verso la bocca dell'imbuto ostruito.
    Hai chiodi per ali, una cicatrice la tua
    aureola, sei acquisto con incanto, rapito
    più che furtivo. Sei lama per medicamento,
    falla per sutura, Pasqua nel 2 di novembre
    e Natale sotto Quaresima. Ti ho visto camminare
    su due dita per non lasciare orme, ma questa
    assurdità che con te si muove non ha destinazione.
    Fermo come un piombo, talvolta volteggi con
    la leggerezza rigida della foglia  morsa dal vento,
    Parca a più mandate, bobina in bendaggio, specie
    senza prolificazione, baco ingrugnito, falena a giorno.

  • 03 agosto 2013 alle ore 23:32
    Haiku

    Calda la notte
    torna l'estate con te
    ardono i sensi.
     

  • 03 agosto 2013 alle ore 21:40
    Aspettando l'ora "x"

    Con le rughe del volto più scavate

    solchi seminati a sentimenti
    e arati dal tempo

    la stanchezza delle membra

    e il cuore divenuto "ballerino"

    con le forme della vita
    a trasformare le visioni del passato

    nell'alito salmastro
    di questo vento d'estate

    inseguo i miei giorni
    carico d'aspettative

    a guardare il mondo

    nella sua sequenza d'emozioni 

    grandinare sentimenti

    adulare

    nell'intimo oppresso dai silenzi

    i turbamenti dell'anima inquieta

    e il cuore che piange

    bere i giorni a venire a piccoli sorsi

    spegnere i tramonti 
    in illusioni senza tempo

    nella nostalgia d'una giovinezza
    che perennemente arde

    con le sue lingue di fuoco
    a lambire e illuminare ancora
    immagini di variopinti ricordi

    nell'eco dei costanti rumori della vita

    nelle passioni e nell'amore

    chiavi universali delle porte del Cielo
    .
    cesaremoceo

  • 03 agosto 2013 alle ore 20:35
    Il bacio a mezzanotte

    La Luna Nera
    si fermò a guardare
    l’unione
    delle nostre labbra
    al centro
    del deserto ponte.
    Ti stringevo
    e sorridendo mi dicevi
    "E' tardi".
    Il campanile
    batté la mezzanotte
    e in un ultimo bacio
    come Cenerentola
    fuggisti.
    Nel silenzio
    rotto solo
    dallo scorrere dell'acqua
    lei sorrise.

  • 03 agosto 2013 alle ore 19:02
    Sogno (1)

    Oh, quella luce,
    lassù
    dietro la finestra!
    Potesse il mio spirito
    attraversare il vetro
    e trovare riparo
    dentro la tua ombra...

  • 03 agosto 2013 alle ore 14:39
    Cinque Cento Settantacinque

    La paura è un tafano di tanti anni,
    ma quanti ne avremo quando staccheranno
    al palco l'ammiccante carie dei fari?
    A nanna fra gli archi vanno ali e zanzare e
    sulle corde già preme la corsa dei tiri alla
    fune. La luna è la gatta, ma sbuffa.
    Emaciata teiera emette vapori da stireria,
    via gli aloni e le piaghe, vecchio ferro
    appiccato nel cielo, fai il tuo dovere
    prima di uscire! Tutti gli anni che avrò
    saranno salassi, la gioia raccolta dentro
    il catino, dal mio corpo piovve già  troppo.
    Una clip, una clip basterebbe a suturarmi
    l'abbaglio. Oppure un ditale con la bocca
    all'insù e qualcosa che mi raccolga  quando
    sverrò, ma non verrò. Che brutto affare
    oggi divento: liquame ed avanzo.
    Poltiglia, sporcizia in frettoloso meeting
    dietro una porta se, d'improvviso, l'ospite arranca.

  • 03 agosto 2013 alle ore 11:44
    Ti sogno

    Il guardiano dei miei pensieri stanotte
    ha gettato le chiavi nell'inconscio del ricordo
    che indelebile sovrasta la mente.
    Drasticamente girovago nel pensier tuo,
    si avvilisce il cuor trepidante per te.
    Navigo nell'oceano delle emozioni che fanno
    da paracadute all'anima.
    Torrenti di ricordi mi inondano
    sensazioni inebrianti adempiano il tutto, annaspo
    esterrefatto di magia, cavalcante le onde magnetiche dell'essere
    mi ritrovo nella surreale stupefazione
    che si crea al respirar tuo... sogno, sogno...

  • 02 agosto 2013 alle ore 20:13
    La grandezza del sapere

    Incessanti esperienze
    costringono a riflettere

    a riabbracciare
    gli orizzonti del passato

    tra presente e futuro

    a confidare nel sapere

    condizione indispensabile
    per assicurarsi la sopravvivenza

    Dosare
    con convinzione la conoscenza
     
    porla alla base delle tolleranze
    a cui si è chiamati

    e inebriarsi di fantasie e sogni

    penetrare nell'interiorità

    a provocare scintille di sapere

    simboli di benessere mentale
    e motivo d'orgoglio e d'invidia

    e fondere la propria sensibilità
    con la realtà che ci circonda
    .
    cesaremoceo

  • 02 agosto 2013 alle ore 16:47
    Decadente

    Decadente, la cintura rossa
    Decadente, come un ciuffo senza lacca
    Decadente, il mio sorriso che di notte inciampa
    Cadendo poi nel buio di un sogno casuale.

  • 02 agosto 2013 alle ore 16:17
    Stiletto amaro

    Mi aggiro sorridente
    tra occhi che aspettano un cenno
    stringo  mani di plauso,
    è la sera di una magnifica festa

    La sento improvvisa e testarda,
    ne avverto la fitta profonda,
    è una spina nel sangue.
    Non distolgo lo sguardo
    da chi mi vuole vicino,
    li abbraccio pronto a scherzare.

    Celo ad arte il dolore,
    i segni che lascia
    sono solchi letali.
    Vorrei cancellare l'offesa brutale,
    ma si presenta ostinata
    nei momenti più belli.
    Ora vago da solo 
    tra gente che sogna il domani
    e se provo a volare
    mi accascio afflitto e smarrito.
    E’ spietata la punta al veleno,
    a che serve volerla spezzare!
     

  • 02 agosto 2013 alle ore 14:49
    La poesia dell'affidamento ai servizi sociali.

    Carissimo assessore, che richiedi con vigore
    che venga a te assegnato, chi era l'unto ed ora solo un condannato

    io te lo auguro, di vero cuore, che la cassazione ti faccia sto onore
    e mi permetto con modi educati, di darti consigli, perchè alcuni van dati

    tu che governi su tutta la piana, per 10 giorni alla settimana
    portalo in giro nelle coltivazioni, tra i pomodori ed i carciofoni

    fagli vedere quelle persone, che il suo alleato con il forcone
    considera scarti o non più di tanto, che del razzismo mena gran vanto

    fagli conoscere le loro storie, fa che lui ascolti le loro memorie
    ci sono vite che van raccontate, non tutto a sto mondo è un film a puntate

    ricordagli quando era all'opposizione e fu travolto dalla commozione
    nel veder sbarcare sulle coste pugliesi, tanti immigrati tutti albanesi

    fagli vedere le case in cui stanno, fa che magari percepisca che danno
    han fatto 3 reti, la pubblicità, nel mistificare la verità

    fa che capisca che sti poveri illusi, da un gioco a premi son stati delusi
    fagli mangiare le loro pietanze, fallo dormire con 7 in due stanze

    poi dagli licenza, fallo svagare, in un giro sull'aurelia lo puoi accompagnare
    per rendersi conto che la mercificazione, del corpo umano in ogni occasione
    è sempre reato anche se non penale, lui del partito dell'amore carnale

    e quando alla fine sarà congedato, puoi starne certo che avrà imparato
    che la colpa di tutto non sono i clandestini, ma forse è lui, con bossi e con fini

  • 02 agosto 2013 alle ore 12:32
    Le piante

    Le piante
    ho scoperto
    sono i vestiti delle case
    con cappelli i tetti.

    Nei deserti le tende
    hanno i verdi panni dentro
    e sontuoso biancore
    che spicca sull’oro delle dune.

    Al lago canne e salici
    adornano le rive
    con le colline sporgenti
    per sè meglio specchiare.

    E le stagioni sul cuore
    proiettano i colori
    vivaci o lividi a sorte
    cangianti fino alla morte.