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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 luglio 2013 alle ore 22:02
    Il tuo sguardo

    Se di colpo
    potessi inondarmi
    della tua follia d'amore.

  • 28 luglio 2013 alle ore 21:23
    Lapilli di vita

    In queste ossa

    viaggio

    e insieme mi porto

    lapilli di vita.

    Scavo calore

    consumo il fiato,

    amo.

    Voglio andare

    con la pelle

    a restare magia

    nel destino.

    Voglio esplodere

    di te

    e sapere il sapore

    del mare.

    tratta da "Meditazioni al femminile" 2012
    © Michela Zanarella

  • 28 luglio 2013 alle ore 21:10
    Voglia di Paradiso

    Passano i giorni

    istanti dopo istanti

    mentre focolai di pensieri
    divampano nei sospiri
    a spazzare idee e parole

    Carpirle e raccoglierle

    per trasmettere e adeguare
    la mia realtà
    alla voracità dell'anima solitaria 

    rendendo accettabili
    i momenti che la ispirano

    mentre le emozioni
    insorgono ardimentose

    a risvegliare la coscienza
     
    Espiare con l'ironia

    la pena d'esser prigioniero
    di una vita circolare

    dentro un triangolo
    con due soli lati 

    appassire e rifiorire

    con la sorte che passa fugace
    a seminare rimpianti

    e riderle in faccia

    senza subire
    il suo crudele avvezzamento

    Lasciarsi alle spalle quel tutto 
    da cui prender sempre qualcosa
    da custodire con cura

    confortarmi
    quando i silenzi diventano eccessivi 
     
    e sentirmi
    in un piccolo incantevole Paradiso
    .
    cesaremoceo

  • 28 luglio 2013 alle ore 19:52
    Sentimento d'Amore

    La vita che sol triboli mi ha dato,
    l’amor qual sentimento mi ha insegnato
    e poiché soltanto in bene essa spendo
    nato son io per morire cantando.
     
    Sono, pertanto, grato al divin Padre
    d’avermi dato in uso strada madre,
    che se anche ho sudato in suo percorso
    molte di pene  ho scosso di sul dorso.
     
    Sono in attesa, ora, dell’ultimo atto,
    mentre pago canto l’appreso motto:
    Padre celeste, Iddio dell’Universo
    fa che Ti giunga, in prece, ogni mio verso.
     
     
     
     

  • 28 luglio 2013 alle ore 17:54
    Ti porterò nel cuore

    Ti porterò nel cuore
    attraverso i miei giorni insensibili
    e le loro notti insonni.
    Ti respirerò
    tra i pollini e il nevischio.
    Ti incontrerò
    per le strade che non presi
    e ad ogni bivio,
    ti risceglierò.

    Ti porterò nel cuore
    mentre annaffierò i lillà,
    tra il giornale letto male
    e un caffè bevuto in fretta,
    dentro al solco di una ruga
    che assomiglia a una ferita.

    Lascerò che mi parli il vento
    quando vorrò udire la tua voce
    e avrò il vento tra i capelli
    se sognerò le tue carezze.

  • 28 luglio 2013 alle ore 17:12
    Haiku

    Lingue di fuoco
    Urlìo rivolto agli dei
    Ruggisce l'etna

  • 28 luglio 2013 alle ore 16:04
    L'indifferenza (Impressioni)

    Adesso smettila
    lasciaci in pace
    quante volte
    dovremo sentirti
    quante volte
    dovremo ancora soffrire
    per una mente malata
    che si convince di capire
    camminando in quei bui
    confini assolati, nei giorni
    piovosi per noi, e soleggiati
    per te

  • 28 luglio 2013 alle ore 14:35
    Fede

    Tomba a giorno, macramè, le quattro
    ossa collassate sul naviglio, fumi
    e rondinotti hanno presa da polpi e
    alla ventosa delle tue labbra sugge saliva
    un calvario di carie sotto pancia, come
    falle al Titanic che in nove mesi poteva
    farti mamma. Tomba a giorno,
    imperatrice, leggera e dritta come i
    castagni e per la sagra indosseremo
    viola e blu, il verde dei tuoi occhi
    basterà a spegnerci l'estate.
    Acqua sul dolore.

  • 27 luglio 2013 alle ore 19:08
    Tu che colori i sogni

    Ho lasciato bianche 
    le pareti dell'inconscio
    per dare a te
    la scelta dei colori.

    Solo una vasca
    per immergere 
    il tuo corpo nella tinta
    ed imprimerlo sul cuore
    troverai.

    Tu che colori i sogni
    e le follie pensate
    ma indicibili e indecenti
    prendi come murales
    i desideri.

    Cadranno i drappi
    a inaugurare 
    Vernissage di sensi 
    tra le lenzuola.

  • 27 luglio 2013 alle ore 17:59
    Ho sempre pensato a te

    Ho sempre pensato a te.
    Col cuore e con l'anima.
    Con la voglia di pensarti.
    Con la voglia di portarti
    sempre con me,
    in questo viaggio che si chiama vita.

    Ho sempre pensato a te.
    Immancabilmente e costantemente,
    ho pensato a te.
    Come se questo fosse
    un obbligo nella mia vita.

    Ho sempre pensato a te.
    Come madre dei miei figli;
    come madre dei miei sorrisi;
    come moglie dei miei dolori;
    come moglie dei miei amori
    che tu conosci bene,
    poiché sei tu che li culli
    ogni giorno della mia vita.

    Ho sempre pensato a te.
    E se non pensassi a te,
    penserei allora a un sogno.
    Penserei ugualmente a te.

    (a mia moglie Eva)

  • 27 luglio 2013 alle ore 17:26
    Notte

    Notte porti con te il ristoro e l'oblio
    talora anche la veglia inquieta e l'angoscia
    ma anche l'insonnia 
    alla fine sarà feconda di nuove scelte 
    e di nuovi orizzonti.

  • 26 luglio 2013 alle ore 21:31
    Batte l'onda salsa

    L’onda salsa batte forte forte la scogliera
    un vento salmastro all’urto s’accompagna
    su quella pietra io scrissi un giorno t’amo
    rossa la vernice ancora affiora un cuore
    vecchi erosi ricordi di un finito amore
    quanto soffra dei colpi quella nera roccia
    a nessun è dato perduta amata di sapere
    quanto inver io soffra per l’abbandono tuo
    ogni colpo dell’onda è un forte colpo al cuore

  • 26 luglio 2013 alle ore 20:26
    Il cielo di Francia

    Dimenticate
    che non sono
    piccola
    Che l'aiuto è
    una domanda
    a cui sola io
    rispondo
    Che il cielo pesa
    e non bada a 
    chi schiaccia
    Che la paura 
    si vince con
    l'applauso dei
    muri
    E che i giorni mai
    persi non
    ritorneranno.
    Dimenticate
    e tendete
    alla mano mai 
    pargola
    che fu troppo 
    grande.

  • 25 luglio 2013 alle ore 18:42
    Una storia vera

     Dopo tanti anni
    ci ritrovammo
    a Milano
    Come eravamo cangiati
    nei modi e nei volti
    dalla vita segnati
    Le nostre solitudini
    si sono unite
    intimamente
    Ci siamo di nuovo amati
    ci siamo riavvicinati
    ci siamo ritrovati
    Da anime inutili
    a scopi comuni
    ad azioni comuni
    Voglia il cielo
    mantenere per sempre
    questa nostra unione.
     

  • 25 luglio 2013 alle ore 18:01
    In volo alla ricerca di me

    Volteggio 
    al di qua della mia porta

    ad abbandonarmi

    cercarmi
    e rifugiarmi nel mio mondo

    nelle sensazioni più appaganti
    del mio Essere

    in echi di sogni e magiche visioni

    a coltivar dolori e sordidi rancori

    col rischio di rimaner chiuso
    dentro i sospiri

    tra i respiri dell'aria che sa d'amore 

    e donare sempre
    dosi di speranze

    e ridere di gioia
    specchiandomi nell'anima

    nei suoi riflessi
    d'affetto e complicità

    riunendo i sentimenti
    attorno al cuore

    e viaggiare libero
    sulle ali del futuro

  • 25 luglio 2013 alle ore 10:16
    Finchè avrò respiro

    Avessi io potuto
    Tanto di più avrei fatto
    E di meglio
    Nei giorni che ho vissuto
    Lo giuro, avrei voluto
    Scavalcare i monti, oltrepassare i mari
    E respirare la libertà agognata
    Tanto ho sognato
    Ed inseguendo i sogni son caduto
    Serpi e lupi ho incontrato
    Ho combattuto
    A volte han vinto loro
    E le ferite fanno ancora male
    Ma i sogni sono intatti
    E quando ho vinto
    Lì si, ho toccato il cielo
    E nuovi desideri son nati
    Così li inseguo, fossero anche miraggi
    Con la forza della mia stessa vita
    E la passione
    Seguiterò a cercare
    Ovunque a me d’intorno
    Ciò verso cui anelo
    Fin all’ultimo giorno …
     

  • 24 luglio 2013 alle ore 18:06
    Inesorabile tempo

    Calma piatta.
    Silenzio dell’animo
    costretto alla gogna
    del tempo
    che procede inesorabile
    anche quando l’uomo
    è fermo...

    Le mani di pietra
    strumenti inutili
    in una vita di inferno.
    Vedi il mondo girare
    e tu sei al palo
    la palla al piede
    vorresti andare...

    I tuoi traguardi
    sempre più lontani
    mentre l’ultima meta
    si avvicina.

  • 24 luglio 2013 alle ore 16:28
    Rien ne va plus

    Chi mi ha giocato non ha mai vinto nulla.
    Del resto non so che dirti,
    mi basta guardarti,
    utopia prenderti e afferrarti,
    inutile parlarti,
    raramente i gabbiani volano alti, 
    se non la notte, 
    quando il mondo sforna nuovi sogni
    e di tutto quel resto se ne fotte:
    mentre pescherecci tacciono in attesa di tirare su le reti,
    col rischio di restare impigliati a sogni di gloria obsoleti,
    controindicazioni incise su sabbie mobili dai contenuti poco lieti,
    direzioni confuse, geroglifici per analfabeti.
    Chi mi ha giocato non ha mai vinto nulla,
    sconosciuta la dolce angoscia del dondolare di una culla,
    applicazioni tecniche, teorie dialettiche, 
    soprusi a forma di cuore scivolati via, tra sangue e lattice:
    deceduti tutti gli sguardi incastratisi tra orbite ellittiche.
    Che aspetti, provaci a puntare, 
    lo shock anafilattico è un rischio che si può evitare,
    mescolando insieme alla saliva, il sangue ed il sudore.
    Vieni, riempiamo i calici e tendiamoli protesi verso il niente, 
    splendido orizzonte,
    ma dobbiamo fare in modo di riempire del nostro oggi i due bicchieri,
    evitare la comoda premura di renderli colmi del mio e del tuo ieri, 
    navigare a vista non porta mai a nessuna conquista,
    lascia andare, beviamoci tutto l'oggi, tutto,
    giù fino alla giugulare, che aspetti non hai il coraggio per puntare?
    Ti comprendo.
    Chi mi ha giocato non ha mai vinto nulla,
    sono più basso di un ambo e più magro di una cinquina,
    ma per quel che può bastare, sappilo,
    scrivo ancora con la china.

  • 24 luglio 2013 alle ore 13:58
    Sacro Monte

    Tra i nove Sacri Monti del Piemonte,
    tra i territori della Lombardia
    il Sacro Monte di Varese, sia
    quella visione che ti sta di fronte…
     
    Quel Patrimonio per l’umana fonte
    compreso dall’UNESCO, che poesia!
    Reca a Varese un tocco di magia
    nel Santuario che gli fa da ponte.
     
    Un Parco naturale e le Cappelle
    coi tanti misteri del Rosario
    antiche nicchie con le Madonnelle
     
    Santa Maria che stringe il Bambinello
    tanti pellegrini, fede e Calvario
    tra il verde ti sorride il borgo bello.
     
    Dedicata al Sacro Monte di Varese, Ispirazione tratta da una foto del luogo, eseguita a quattro mani da Giovanna De Luca e RosaC

  • 24 luglio 2013 alle ore 10:47
    Dio

    Del tuo nome luccica persino
    un granello di polvere.
    Irraggi i cuori piu' duri,innalzi i beati,
    i puri, ispiri gli artisti a creare.
    Oltre la morte fisica molti si riscalderanno
    del calore del tuo volto.
    orgoglio degraderai ad umilta',
    obiettivo nei giudizi,ogni uomo
    della tua parola si cibera'.

  • 23 luglio 2013 alle ore 21:23
    Il nostro romanzo

    A mia moglie...

    Nei magici giochi d'ombre
    che esaltano i colori dell'amore

    c'intrufoliamo
    tra i nostri sguardi dischiusi 

    ad entrare nelle stanze del cuore

    con l'anima che insorge
    a danzare tra le onde dei nostri umori
    e nuotare nel mare della lealtà

    con la passione che ci cuoce
    anche a fuochi spenti

    con la certezza di ritrovarci sempre

    nelle ore amiche oppure ostili
    del nostro vivere 
     
    Fare casa sempre e ovunque

    insieme ad affrontare i nostri demoni
    e ammansirli

    con gli sfoghi naturali del nostro Essere

    nell'amore che pretende i suoi sacrifici

    e intrappolare le emozioni

    sperando che diventino
    momenti duplicati all'infinito

    con i nostri baci a suggello
    delle repliche senza fine
    del nostro romanzo

  • 23 luglio 2013 alle ore 19:26
    Fede

    Frutto primordiale che si pianta e si irriga,
    ma solo il Creatore puo' con rigoglìo sviluppare.
    Estasi di un'anima che fuoriesce dal corpo
    per liberarsi in eterno abbraccio al Padre Celeste.
    Divinita' la proclama eletta, ma deve guadagnarsi
    la chiamata con opere di carita'
    emblema di una Trinita' che in lei spera,esulta,
    agisce e piange sommessa per le sue frequenti cadute

  • 23 luglio 2013 alle ore 12:45
    Sempre a testa alta

    Solo ieri
    alzando gli occhi al cielo
    mi vedevo nascere

    Vola il tempo

    con gli occhi
    a guardarmi
    negli occhi

    lasciare trasparire
    la memoria del passato

    col tempo che inghiotte tutto
    nel riciclo costante della vita

    Cogliere i segnali
    del cambiamento delle sensibilità

    nei valori intrinsechi dell'IO

    a produrre nuove gerarchie

    trasformare le necessità in virtù

    e cosi rituffarmi nella temperanza
    e nella solidarietà

    antichi e fermi
    capisaldi del mio credo

    Assorbire le violenze delle cattiverie

    partorite nell'alibi di cicatrici
    lasciate dalle frustate

    inferte dal sopravvivere

    Indossare sempre
    la corazza dell'amore

    per attutire le fucilate
    che la vita spara addosso

    e andare ancora
    e ancora a testa alta
    .
    cesaremoceo

  • 23 luglio 2013 alle ore 10:49
    Il Dovere Di Esistere

     
    Nella valle dei lupi
    Il buio mette paura
     
    Ma basta spalancare
    La finestra dell’anima
     
    Per udire dei suoni
    Penetrare nel silenzio
     
    Che vanno a svegliare
    L’ “Io” addormentato.
     
    Abbiamo il dovere di vivere
    Siamo vita presente e futura
     
    Siamo acqua limpida
    Per irrorare il creato.
     
    Allora!
     
    Quietiamo l’umana sete
    Per navigare nella luce.
     

  • (Non ho più tenebre
    riflesse tra le dita
    come passanti ruvidi
    incagliati nei ricordi).
     
    Ascolta ad occhi chiusi
    questo vento
    che prostra prepotente
    le punte dei cipressi. 
    Respirami nel petto
    chiusa tra le mie braccia
    nel tremolio dei vetri 
    e della voce.
     
                                            Il buio? è stato ieri 
                                            (il presente e il verrà)
                                            ogni petto è una scommessa
                                            che gioco incurante delle mani.
     
                                            Di me ti resta solo da inalare
                                            una superstizione antica
                                            fatta di donne vestite di nero
                                            e lenzuola sotto la cenere,
                                            note stonate di dita che cercano
                                            l’armistizio delle parole.
                                            Ama di me la definizione che trema. 
                                            (attendo lontana dall’uscio).

    (Non ho più tenebre
    riflesse tra le dita
    ma solo nastri azzurri
    che scorrono al futuro).

                                            (Aspettami lontano:
                                            il mio riverbero sarà
                                            accanto all’imbrogliare
                                            del destino).

    Poesia scritta a quattro mani insieme a Federica Sabatini. Con amicizia e stima.