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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 luglio 2013 alle ore 10:49
    Il Dovere Di Esistere

     
    Nella valle dei lupi
    Il buio mette paura
     
    Ma basta spalancare
    La finestra dell’anima
     
    Per udire dei suoni
    Penetrare nel silenzio
     
    Che vanno a svegliare
    L’ “Io” addormentato.
     
    Abbiamo il dovere di vivere
    Siamo vita presente e futura
     
    Siamo acqua limpida
    Per irrorare il creato.
     
    Allora!
     
    Quietiamo l’umana sete
    Per navigare nella luce.
     

  • (Non ho più tenebre
    riflesse tra le dita
    come passanti ruvidi
    incagliati nei ricordi).
     
    Ascolta ad occhi chiusi
    questo vento
    che prostra prepotente
    le punte dei cipressi. 
    Respirami nel petto
    chiusa tra le mie braccia
    nel tremolio dei vetri 
    e della voce.
     
                                            Il buio? è stato ieri 
                                            (il presente e il verrà)
                                            ogni petto è una scommessa
                                            che gioco incurante delle mani.
     
                                            Di me ti resta solo da inalare
                                            una superstizione antica
                                            fatta di donne vestite di nero
                                            e lenzuola sotto la cenere,
                                            note stonate di dita che cercano
                                            l’armistizio delle parole.
                                            Ama di me la definizione che trema. 
                                            (attendo lontana dall’uscio).

    (Non ho più tenebre
    riflesse tra le dita
    ma solo nastri azzurri
    che scorrono al futuro).

                                            (Aspettami lontano:
                                            il mio riverbero sarà
                                            accanto all’imbrogliare
                                            del destino).

    Poesia scritta a quattro mani insieme a Federica Sabatini. Con amicizia e stima.

  • 22 luglio 2013 alle ore 18:18
    Gioia

    Che gioia vitale
    invade
    il mio sconfortato cuore!
    Che chiarore
    di rosso colorante
    sostiene
    la mia anima
    non piu' febbricitante!
    Una particola
    assunta
    con infinita devozione,
    dopo anni
    di cocciuta sordita',
    mi riconcilia con Cristo.
    Un nuovo patto d'alleanza,
    di ritrovata amicizia
    di un pentito io,
    firmato col santo sangue
    del Figlio di Dio

  • 22 luglio 2013 alle ore 16:43
    haiku in grappoli

    haiku in grappoli
    ……………………..
    brocca di pesco
    un cinguettio sul ramo
    allegria nell’aria
    ……………………………
    spighe dorate
    azzurro terso il cielo
    volo d’uccelli
    …………………..
    canto di grillo
    tripudio di colori
    danza la talpa
    ………………….
    cicala canta
    impazza il solleone
    rotto il silenzio
    ……………….
    lucciola danza
    notte sull’erba buio
    scia di luce
    ………………………
    misera stanza
    regna luce malferma
    pianto di bimbo
    ……………………..
    il sole nasce
    inno alla aurora
    canto del gallo
    ……………………
    freddo polare
    sol un carton per letto
    un triste pianto
    ……………………..
    nel verde splende
    di color forte vivo
    rosso geranio
    …………………….
    raggio di sole
    lassù sulle montagne
    neve che brilla
    ………………………..
    un muro antico
    d’amor scritte sbiadite
    rid’un ramarro
    …………………….
    biondeggia grano
    macina gira gira
    bianca farina
    ………….
    stelle cadenti
    lì luminosi sciami
    pianto del cielo
    ………………..
    stelle cadenti
    desideri sopiti
    eccoli nuovi
    ……………..
    spenta la luna
    pur spento l’amor mio
    spente  le stelle
    …………………………
    lavanda in fiore
    ridon colline e prati
    gioisce il cuore
    ………………………….
    brocca di rovo
    fredda neve nel bosco
    spina nel cuore
    …………………………..
    foglia di gelso
    un rumore leggero
    bruco che pasce
    ………………….
    brocca di rovo
    gocce rosse di sangue
    spina nel cuore
    ………………………..
    il tiglio piange
    nella notte silenzio

    resinoso gel

  • 22 luglio 2013 alle ore 16:27
    Liriche stolte e stolti poeti

    Son liriche stolte

    se all'amor inneggia

    ogni strofa

    e l'amor nel sangue

    invece dorme

    È poesia artefatta

    se alla metrica esatta

    costringe il pensiero

    e di badar al flusso

    non s' importa

    E se il flusso è diga

    da esperta man foggiata

    come può un fiume

    cader nel suo canto?

    Amici miei vi dico:

    se proprio per rima

    il vostro dir volete

    non ite pe' campi

    che di profumo inebria

    il cor e la mente

    Dell'anima blandita

    lasciate sia il poeta

    quello vero

    povero e sapiente

    a cantar del cor

    i turbamenti.

     

  • 22 luglio 2013 alle ore 12:48
    L'ingannevole

    Al nefasto giudicio che mi fu tema
    afflitto mi dipartii e senza speme.
    Fu il dispero, tutto mi fu nero
    spiraglio alcuno non vedea, invero.
    Conobbi l’impotente debolezza,
    nullo e nessuno davami certezza.
    Nel Tempio mi trovai degl’Alemanni
    come deporre i tanti, molti affanni.
    Andò per tempo, non ricordo quanto,
     
    da Croce, la vista, all’Azzurro Manto.
    D’automa movenza fu all’ accender cero,
    col cuor lo feci palpitante e nero.
    La fiammella tremula, pencolante
    poscia per l’alma mia fu illuminante.
    Parea un varco mi si fosse aperto
    in mezzo quel che grande era sconcerto.
     
    Poi, di nuovo, cupa desolazione
    e immensa ancora fu disperazione.
    Col cuore infranto, stanco, sconfortato
    in casa mi trovai, da trasportato.
    Mentre mi riportavo al luogo mesto 
    fu il pensier mio determinato e desto
    a ripassar in quel ch’è Sacro Luogo
    onde scrollarmi del pesante giogo.
     
     E, lì, rimasi infreddolito e stanco
    con quella spina che pungeami il fianco;
    lo guardo riandò su l’Effige Santa
    e poi portossi alla Donna Santa,
    e mentre la guardavo la pregavo
    e nella prece tutto mi donavo
    e mi pareva d’essere ascoltato
    e mi pareva d’esser consolato.
     
    E più guardavo quell’Effige Santa:
    abbi fiducia, abbine sì tanta,
    e più parea che cenno mi facesse
    quasi che dir qualcosa mi volesse.
    L’Effige ch’è in Croce mi rispose,
    in testa Maria la Mano santa pose
    e quel ch’accadde, poi, non parmi vero:
    Schiarito fu, quel ch’era tutto nero.
     
    Ed il sorriso ritornommi in viso,
    lievi sentii le spalle, senza peso;
    leggero dentro, senz’alcun tormento
    un guardo, un grazie volsi al Firmamento.
    Schiacciato fu il diagnosticato prima
    poichè riposto avea tutta mia stima
    al Creator di tutto, al Redentore
    che sa donare gioia ad ogni cuore.
     
    Quanto l’Onnipotente è umile e verace
    tanto sei, uomo, tronfio e fallace.
     
     
     

  • 21 luglio 2013 alle ore 20:09
    Statistica

    Col tempo il mostro statistico
    rare ore felici concede.

    Soffia agli orecchi normale
    la spinta più forte al dolore.

    Il desiderio declina
    tramonta di vita il sapore.

    La corsa breve finisce
    nel giorno scuro che muore.

  • 21 luglio 2013 alle ore 19:49
    E Quando

    E quando mi chiederanno
    come mai
    ho guardato in faccia
    i miei nemici
    e ho lenito l'arsura di vendetta.
     Mi domanderanno
    con curiosita' e scetticismo,
    se mi pento di poetico lirismo.
    Formuleranno ipotesi e congetture ,
    emaneranno sentenze e iettature.
    diranno :
    Quell'uomo e' un pazzo
    irrecuperabile;
    un visionario senza senno;
    un bugiardo
    che di verita'
    non e 'portatore e degno.
    Quando mi domanderanno
    come ho fatto
    ad aver piu' di quanto ho domandato;
    ad esercitar la misericordia,
    distruggendo la discordia;
    a farmi piccolo di sera,
    recitando da solo una preghiera.
    Diro':
    che e' un segreto
    tra me e Dio.

  • 21 luglio 2013 alle ore 7:15
    Pisticci

    Silenzio intenso odo 
    in terra d'argillosa consistenza; 
    colline spoglie 
    per troppe bruciature che... 
    affannano tuo sempreverde 
    cuore, 
    si mostrano ai miei rattristati 
    occhi
    in unica, 
    speciale bellezza.
    Casette silenti dormono 
    incessantemente 
    fra viuzze dal ferreo carattere, 
    decise a resistere e 
    a non morire mai.
    Tramonto tramuta 
    fuoco rosso 
    sposando il bianco 
    chiarore che 
    appare in tutto 
    il suo intenso 
    splendore.
    Veste bianca ti diedero 
    gli avi, 
    caro paesino...
    tanto amato, 
    così carino.
    Giammai alcuno 
    distruggerà tua infinita Beltà. 
    Tanti saranno lì, 
    a render gloria al nome tuo, 
    nome e forza 
    di generoso amore filiale.
    Siamo tuoi figli, 
    figli di un dolce, 
    eterno paese...
    che mai morrà.

  • 20 luglio 2013 alle ore 21:54
    Dubbi (Impressioni)

    Passi a chiederti
    cosa nascondi
    in quei dubbi
    che ti martellano
    e non ti fanno dormire
    volendoti alzare
    seppur è notte fonda
    nelle pupille spalancate
    delle mattine appisolate
    con l'alba curiosa
    che prova ad apparire
    entusiasta, riservando
    al tuo volto, un buongiorno
    profumato, di caffè

  • 20 luglio 2013 alle ore 21:17
    A riveder le stelle

    Scendete dai letti, vecchietti,
    è notte d’estate …
    Uscite!
    Sfondate i portoni
    dei templi per voi costruiti,
    e allegri tornate nei freschi giardini
    a goder di spettacoli ancora.
    C’è un tempo per voi colorato,
    scordate tristezze, rimpianti, passato.
    E sui visi segnati dal tempo
    con il cuore che palpita dentro
    intrecciate bei sogni al chiaror delle stelle.
    Son nell’aria fragranze di fiori e dell’erba,
    i profumi d’allora nel tempo immutati.
    Alzate lo sguardo, c’è un cielo cobalto
    e la luna già assume i colori del fuoco,
    ogni stella vi invita nel gioco.
    Stupitevi ancora di questa magia,
    riempitevi il cuore di gioia e passioni
    e per mano, danzando in un cerchio bizzarro
    di carrelli, badanti, tutori,
    di sedie a rotelle e coi vostri bastoni,
    al ritmo di un valzer viennese
    cantate e ballate ammirando le stelle,
    questa notte per voi sono accese!
     
     
     

  • 20 luglio 2013 alle ore 17:55
    Giubileo di conversione

    per mezzo della Porta Santa
    si entra nel Regno di Cristo.
    Ci attraversa la sua Grazia,
    si commuove la sua pupilla.
    Irrobustisce la fede,
    convertita dall'indulgenza.
    giornata straordinaria
    splende
    sull'oscuro peccatore.
    nella Basilica di san Paolo,
    l'ignavo pellegrino
    ha appuntamento
    col mulatto confessore.
    un esame di coscienza
    ponderato con estremo scrupolo
    e fervore.
    L'accusa e il disprezzo
    del mortal peccato.
    Mano paterna
    del prete intercessore,
    pronunciata l'assoluzione,
    si adagia delicatamente
    su quell'uomo peccatore.
    E' sorto un uomo nuovo:
    munito di grazia
    contro le tentazioni.
    vestito di corazza
    per combatter
    la schiera delle concupiscenze.
    Non succube
    dei tentacoli della morte,
    incamminato verso l'eternita'.

  • 20 luglio 2013 alle ore 17:46
    Gli occhi del mio amore

    Celestiali,
    di fata seducenti,
    esaltanti,
    provocanti,
    affascinanti
    sono i tuoi occhi.
    Talmente lucenti
    da incantare
    stordire
    confondere
    accecare
    sono i tuoi occhi.
    Donano diletto
    piacevolmente incantevole
    a chi l’osserva,
    infervorano
    l’animo scosso
    dalla passione
    di chi li guarda.

  • 20 luglio 2013 alle ore 11:06
    Un déjà vu

    del luogo sente quasi il profumo
    salire dalla terra
    lo spirito che si piega
    a contemplare
     
    ...gli sembra di esserci già stato
    o forse l' ha sognato
    ... e quell’albero vetusto
    sopravvissuto
    a suo padre a fargli ombra
    a occultargli
    in parte l'ampia veduta
    del mare quello stesso mare
    che vide i suoi verdi anni
     
    e il vissuto
    (come in  sogno) divenuto
    lontana memoria...

  • 20 luglio 2013 alle ore 10:23
    Vecchia lira

    N'è passato tempo
    vecchia lira di canto.

    Di acerbi accordi stanca
    la voce hai maturata
    in un suonare disteso
    poco curante del metro.

    Ti piace sempre l'Amore
    ma ora sai ch'è donare
    saggezza venuta dagli anni
    luce radiosa d'arpeggi.

    Accompagnami ancora
    col Sole in questo mio cielo
    e quando scenderà notte
    verrai con me dalle Stelle.

  • 20 luglio 2013 alle ore 0:35
    Nirvana

    Pensieri
    mi passano per la mente,
    in cerca d'un tempo futuro
    in un luogo presente
    dove il tutto è niente
    e il niente è tutto.

    Copyright 2013 Leonardo Pambianco

  • 19 luglio 2013 alle ore 15:23
    San Lorenzo, 1943-2013

    Anvedi wazz’ammerican boys,
    ve devo pure da di’ grazie,
    perché ‘sto giorno de settant'anni fa
    quanno su Roma che era città aperta 
    avete vomitato 'na scarica de bombe
    che er cielo pe’ vergogna era sparito,
    a San Lorenzo, wazz’ammerica',
    ve siete sbizzarriti pe’ diletto,
    ma nonna mia, co' mi' madre e zio 'n fasce
    l’avete risparmiati per un pelo,
    quanno lo scoppio de ‘na bomba li sbattette
    dentro a la bottega der cassamortaro
    imperciocchè wazz’ammerica'
    ve dico grazie, sì, però...
    però... quanti morti ammerica'
    c'avete regalato in un sol giorno,
    altro che carammelle, ammerica'...
    Mo' dopo settant'anni io sto qua,
    ve vorrei pure racconta' dell’altre storie
    che a San Lorenzo so’ rimaste sconosciute
    e che mi’ nonna, wazz’ammericà,
    m’ha raccontato fino a che è campata… 
    de Boccolini er fornaro a via de’ Sardi
    che pe’ na bomba fini’ nel forno suo,
    del carretto della birra coi cavalli
    che nella buca è stato ritrovato,
    de Menicuccio, che nun era ancora l’ora
    de fini’ al Verano in un fornetto,
    der poro nonno, wazz’ammericà,
    che’r colonnello sopra al Buon Pastore
    je disse “corri, Bacca’, corri a casa,
    va’ a cerca’ i tuoi, Bacca’, pija la gippe”,
    de Sora Nardina e suor Ilderosa
    de tutti l’artri coi sogni nel cassetto…
    Ma nun c’ho tempo, wazz’ammericà,
    perché la vita va avanti come’n treno
    allora prego, wazz’ammericà
    e me ricordo de tutte l'anime beate
    annatele a vede’ dentro la cchiesa
    padre Antonino li’ l’ha ricordate.
    Ma ve ringrazzio, wazz’ammericà
    perché a mi'madre, quer giorno maledetto
    l'avete risparmiata, wazz’ammericà,
    e a me m'avete fatto nasce, pe’ dispetto.

  • 19 luglio 2013 alle ore 10:34
    Il Santo Padre (Giovanni Paolo II

    Nelle mani tremanti
    la solidita'
    e la fermezza
    di polacco antibolscevico.
    All'unìsono sale
    dai cuori dei fedeli
    un grido "Ti benedico!"
    Ovazione perenne:
    per un agguerrito pastore
    che ha distrutto la pallottola
    di prezzolato attentatore;
    per chi ha affrontato
    con l'arma di una croce
    i potenti dittatori,
    costringendoli a scendere
    dal trono degli allori.
    Per chi, primo fra tutti,
    ha ammesso
    le colpe dei predecessori
    chiedendo venia
    dalla cattedra dell'umilta'.
    Per chi ha creato
    il dialogo
    con altre fedi,
    alla ricerca costante
    di una cosmica unita'.
    Una bandiera ben spiegata
    e mai ammainata
    poggia le fondamenta
    nelle viscere della terra.

  • 19 luglio 2013 alle ore 10:28
    Anima e cuore

    Gli occhi persi
    e la mente a vagare
    e inseguire ricordi

    fantasmi di momenti infiniti

    giochi d'ombre del passato

    Sentirmi con le spalle al muro

    a piangere e pregare

    e cogliere l'essenza delle emozioni
    che abbacciano la mia vita

    cercare l'equilibrio giusto
    nelle vostre presenze

    che rendono speciale
    tutto ciò che mi circonda

    con i sogni

    dove nascono le speranze
    e si addomesticano i sentimenti

    a scontratrsi con la realtà

    e l'anima e il cuore
    a godere dei loro trionfi
    .
    cesaremoceo

  • 19 luglio 2013 alle ore 9:13
    Fuga Dal Consueto

     
    Una corsa verso l’Infinito
    Lontano e dentro la quiete
     
    Lontano dalle sofferenze
    Dove nulla è bisognevole
     
    E tutto vive fuori dallo spazio
    Dentro l’esistere senza tempo.
     
    Abbracciati nella meditazione
    Per implorare il bene universale
     
    Affinché la luce del bisogno
    Illumini tutti i nostri cuori
     
    In quel bacio di Dio
    A tessere la purezza.
     

  • 18 luglio 2013 alle ore 18:27
    Mentre dormi

    Vaga la mente errante 
    per i campi lunari 
    in questa notte
    affacciata sui tuoi occhi.

    Mi sei arpeggio
    e riverbero nell'anima
    e dolce m'è il tuo respiro
    mentre il suo soffio colgo
    e ti restituisco
    in grappoli di luce.

    Dalla ringhiera
    d'ombra e sogno
    ti guardo
    col mento appoggiato 
    su un sorriso
    ti soffio sulle labbra
    e attendo il tuo risveglio.

  • 18 luglio 2013 alle ore 18:25
    Giuseppina (acrostico)

    Gioia incontenibile in donna eternamente giovane
    indole pugnace,coniugata a saggezza
    e amor di pace
    Unione indissolubile di grazia e fermezza
    Stile creativo contornato da multiforme ingegno
    Estro originale di artista innata
    Plausi scroscianti riscuoti in chi ti conosce
    Pensieri purissimi infondi nei tuoi cari
    Irripetibile persona, espressione di singolare
    ipermeotivita'
    Nulla ti eguaglia nella tua espansiva giovialita'
    Alba raggiante e tersa,scevra di corruzione e
    depositaria di incommensurabili virtu'

    p.s. a mia madre, Anima radiosa del Paradiso

  • 18 luglio 2013 alle ore 10:34
    Pàthos

    Vado avanti

    vivendo dentro i miei errori

    nel procedere delle spossanti stagioni

    che rinnovano stancamente
    il mio fervore flemmato dal tempo

    e vorrei riavervi

    ancora tutti

    a stringervi forte tra le mie braccia

    a dosare remoti impulsi

    e affrontare senza eccessi
    ogni problema

    sfuggendo imbrogli

    e andare incontro alla vita
    con attente riflessioni

    a scansare qualsiasi equivoco
    e schivare incomprensioni e liti

    Nel mio sguardo 
    dentro le vostre tenerezze

    piango dentro

    col desiderio d'amarvi

    nel cuore che non da pace

    a battere il suo strampalato ritmo
    nella paura di perdervi

    Cosa sarebbero
    i miei giorni senza di Voi
    senza il vostro sorriso
    che m'illumina
    e che accende le mie ore?

    E mi rivolgo a Dio

    che soggiorna da sempre
    nei miei sogni

    ben sapendo di non essere eterno

    mi raccomando a Lui 

    per liberarmi da questa schiavitù.

    cesaremoceo(c)

  • 18 luglio 2013 alle ore 10:02
    Apostolo

    Non e' farina mia
    cio' che prepara il pane.
    Sforna fragrante e profumato
    dalle mie labbra.
    Non e' preparazione culturale
    che il verso fa sgorgare.
    Un anemos divino
    mi induce
    versi a cesellare.
    Suggerisce ogni parola,
    forza ad elucubrare.
    Tesso le sue lodi,
    perche' Egli e' la mia guida;
    testimonianza di fede
    per chi nell'apatia
    sciupa la sua vita.
    Apostolato di preghiera,
    affiora ogni sera,
    prima di abbracciar stremato
    strettamente
    il sonno.
    Esclusivamente
    tuo esecutore,
    di umilta' implorante,
    di un Creatore
    che riconosco
    unico mandante

  • 18 luglio 2013 alle ore 8:26
    Alla prova

    Alla prova dello specchio
    mettere come persone i pensieri
    per osservarne il riflesso
    avrebbe splendidi effetti
    di questo sono convinto
    perché svela subito i brutti
    che van via levando il disturbo 
    ed il mondo trarrebbe dai belli
    un guadagno di vero e di giusto
    quale ora nei sogni sol vedi.