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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:43
    cuore

    Ho un cuore?

    Non l'odo che sono più che morto e

    come un legno ritorto mi avvolgo di dolore

    dov'è il mio più grande amore?

    Un vento l'ha rapito

    un fumo acre e cupo ne copre la visione

    dov'è il mio dolce amore

    perduto in un bicchiere

    in una illusa favola

    dentro una sensazione.

    Ho un cuore?

    Non l'odo che troppo forte batte

    una campana a morto

    forse son io perduto

    oppure è questo mondo e tutti quanti

    andiamo in cupo girotondo.

    Ho un cuore che s'apre sull'eterno

    batte posso sentirlo nel cuore

    del mio inverno

    ho un cuore che ancora vuole amare

    batte batte galoppa

    niente lo può fermare!

  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:39
    diventa arte

    Diventa arte o mia forza bruta

    impulso gravido di istinto primordiale

    fatti canzone e vola sopra il cielo

    della mia anima in trepidante attesa

    lascia cadere il peso delle brame

    fatti poesia e senza più timore

    diventa arte e volatene via

  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:37
    Rumore di mare

    Questo rumore di mare che

    mi trascina sulle schiumanti onde

    in cerca d'altri luoghi ove approdare

    Ulisse inconosciuto a che calipso

    mai portato in dono?

    Ah! l'opulenza d'una terra gravida

    l'humus bruno in fumigante afrore

    congiunta carne in estasi d'amplesso

    un rinnovato moto di rinascita

    che scuote il fondamento di me stesso.

    Lei s'allontana e parve a un tratto

    che senza la sua forma tutto

    di un mondo tacque

    in un silenzio pregno d'impressioni

    che si rivelano riverberi

    d'arcaiche emozioni

    ma ecco che ritorna

    dopo le sue abluzioni

    con passo lento incede portentosa

    la forma contro il cielo disegnata

    forte e suadente la mia dolce sposa

    Così la vita appare in un frangente

    come sfuggente ombra che

    si frappone tra quella luce

    limpida che interna dai nostri occhi

    tutto intorno infiamma e

    quanto da noi stessi è scaturito

    ritmo incerto d'un canto mai compreso

    Se ci sveliamo oltre i nostri sensi

    forse potremmo alfine divinare

    una parvenza di quello che portiamo

    come gli scrigni

    d'una gemma mai mostrata

    che se brillasse libera sua luce

    tutta la vita ne sarebbe illuminata

  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:33
    piccole musiche

    Piccole musiche di grilli ed

    echi che si nutrono di voci

    piccole noie del vivere,

    l'apparenza dei ricordi

    dalle immagini che sovrappongono

    i giorni agli anni

    gli anni ai minuti

    senza pausa, senza vergogne

    senza consigli

    questo è quel che fù e

    quel che è stato ancora sta accadendo

    Noi mordiamo l'aria scura

    nella notte piccole musiche dalle vene

    dai nervi dalle fibre del tempo

    un concerto di suoni

    in pulsazioni di tempi concentrati che

    tutti gli orologi della vita

    accordati sul nostro immaginario

    stanno scandendo

    ora, prima,dopo,sempre

    Turbamento,rancore delle cose

    dei sensi tumultuosi

    mentre le foglie crescono

    si avventano,succhiano luce

    ed aria restituiscono

    poi è il lamento dell'acqua

    la pressione nelle nervature

    come linfa perchè la rabbia del legno

    erompa dalla placida terra

    in giocosa sfida contro il sole.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:30
    semplicità

    Semplicità di un eco tra le mura

    un commento circoscritto

    in acrimonie di pensieri e

    trasparenze infette

    d'oleose visioni ultramondane

    Semplicità di un vagito

    un grido notturno

    un riflesso d'intento

    incomparabile l'incanto

    di un ricordo perduto

    colori di noia sul volto delle cose

    Semplicità della tua mano sulla pelle

    una tiepida corolla

    sintomatica circospezione

    d'un ragguaglio intravisto.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:28
    notte colorata

    Una notte colorata

    di sospiri, le mani

    danzano sul viso

    tocchi si lievi,

    mi paiono ali di falena

    che insistono

    sulle calate palpebre

    fruscii setosi o

    soffi delicati

    con le socchiuse labrra

    amo guardarti in questa

    tua mimata assenza

    la quieta luce

    scolpisce le tue forme

    appena avvolte

    in un vestito lilla

    canti fumando insieme

    al tuo cantante preferito

    a voce bassa

    lasciandoti abbracciare

    dalle note in un andirivieni

    di impressioni ignote

  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:25
    ubiquità

    L'ora s'appressa che il torpore del sonno

    quasi nebbia del giorno

    sciama dai fondi occhi

    a turbinare intorno la scialba luce

    La stanza all'aria appesa

    esce con il suo spazio

    dalle finestre aperte

    su questa notte umida e frizzante

    Tu giochi un balbettio

    di imput e algoritmi

    con schiocchi e fischi che

    alle mie orecchie offerte

    al tremito degli atomi

    a tratti vi scalfiscono striature

    Mi sembra di sentire mille grilli

    che in sottofondo friniscono

    una distesa univoca di punti luminosi

    non mi rammarico di questa sera oblunga

    La mano si raccoglie su grumi di pensieri

    che dalla fronte esalano

    sentieri senza sfondo mentre

    ben più d'intorno sfilano le tue note

    visioni ancora ignote d'un mondo  inconfessato

    Odo chiuder le imposte

    dalla casa di fronte

    s'acquietano nel vicolo i suoni della notte

    a tratti mi rapiscono

    immagini errabonde su mappe

    senza limiti dalle inventate rotte

    che verso mete oscure

    conducono la mente

    Così son qui e lontano

    quasi un'ubiquità

    ti guardo e già ti vedo

    come una vacuità

  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:04
    Il nostro tempo migliore

    Io mi ricordo
    del gusto agrodolce
    del nostro tempo migliore,
    che mai assaporammo.
    Del profumo del mosto
    che non ci inebriò,
    e delle dita che non ci scottammo
    mangiando castagne al fuoco.

    Io mi ricordo
    di tutta--quella nebbia improvvisa
    che avvolse notti di cristallo
    dove noi non ci perdemmo,
    e...dell'umido odore
    di terra muschiata
    che non respirammo.
    Delle foglie stanche
    dopo l'ultima danza
    che non calpestammo.

    Io mi ricordo
    di uno sprazzo d'autunno
    che nell'attimo breve
    illuminò di un senso
    la vita.
    E...di quel nostro tempo migliore
    che noi,maldestri,
    ci lasciammo sfuggire
    di mano.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 22:09
    E MI FERMO

    E mi fermo
    ad un passo dall’aurora
    per sentirmi ancora
    sotto il manto coprente
    del cielo notturno,
    tentando un digiuno di sogni
    per ridurre il dolore,
    perché il sognare innalza,
    ma indebolisce il cuore
    già graffiato dalle unghie
    del reale
    e resto sola a pensare,
    sotto i resti della luna,
    al modo per resistere
    al richiamo
    di un’istintiva passione,
    che possiede l’anima,
    rischiando, senza freni
    la sua distruzione.
     

  • 05 ottobre 2013 alle ore 21:39
    Il sibilo del vento

    Stonata è quest’oggi la voce del vento,
    violenta m’ insegue portando tormento,
    scompiglia la mente, trapassa i pensieri,
    riporta ricordi e parole di ieri.
     
    Confusa, incessante continua ad urlare
    e  nulla in cuor mio si può più fermare,
    vi han preso possesso con sordo rumore
    soltanto emozioni d’oscuro colore.
     
    La testa è ovattata e nel grande fragore
    non ode,  non vede, ma prova dolore,
    perché quelle voci dal vento evocate
    son solo ferite ancor non sanate.
     
    Lo spirito afflitto rimpianti riesuma
    e il tempo impietoso gli istanti consuma,
    incerto è il domani e l’oggi mi sfugge,
    quel sibilo acuto ora l’anima strugge.
     
     

  • 05 ottobre 2013 alle ore 21:00
    Viaggi senza ritorno

    Coscienze raminghe

    migrano
    dentro vibrazioni colorate

    dove volano i pensieri
    che attraversano la vita

    Urla silenziose

    latenti dentro l'anima

    nella quiete
    di variopinte fantasie

    a far breccia
    tra avvilimenti e tormenti

    ad ascoltare il rincorrersi
    dei passi diroccati
    di utopistiche speranze

    fragranze occultate
    dentro le nebbie del cuore

    nelle passioni
    che elevano lo Spirito

    tra le pieghe delle suggestioni

    a logorare i dubbi
    e calpestare gli ardori

    nei lunghi viaggi
    tra onde maestose

    che sottraggono alla memoria
    immaginarie rimembranze.
    .
    cesaremoceo

  • 05 ottobre 2013 alle ore 20:05
    clessidra

    questa scusa
    della sabbia finissima
    scambiata per una spiaggia
    di Itapuà.
    ci si ritrova, poi,
    con qualche spicciolo
    di minuto d’avanzo
    centellinato
    da illusorie medicinemojito
    e i bagnanti, attorno, sembrano fissarti
    per l’ultima volta.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 17:45
    Il germe della follia

    Annullamento  di ogni freno inibitorio;
    disconoscimento di ogni ipocrita convenzione
    che porta a superare ogni paura.
    Ragione ormai celata dietro lucida follia,
    si snoda con esaltante mania,
    di affrontar l'insormontabile pericolo,
    di lottar contro i giganti.
    Follia all'ultimo stadio,
    rispettata dai malvagi con orrore,
    scrutata dai savi con timore.
    diadema incastonato in un talento
    che centuplica le forze,
    in dimensione di onnipotenza.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 13:09
    Uscire

    Uscire dall'oscura foresta
    ritrovare la strada smarrita
    non è affatto semplice
    se sei persona normale
    perché il piacere attira
    in trappola da pesci all'esca.

    E' doloroso strappare
    l'amo che sarà mortale
    così molti s'arrendono
    al fascino d'un destino
    che potrebbero mutare
    seguendo la retta ragione.

    Senza l'aiuto d'un prossimo 
    di vera compassione capace
    eccoli allora che muoiono.

    Pochi il buio san vedere
    vigoroso mostrandosi il corpo
    del cuore celando il soffrire.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 3:37
    Pioggia e vino

    Da un calice di Luna Nuova
    sereno sorseggio 
    frammenti di notte
    e voci di donne
    estraniato,
    estasiato all'ascolto
    del concerto dell'acqua
    che batte sulla veranda
    a scandire gli sguardi.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 21:30
    Lampedusa

    Lasciare parlare i gesti

    è il modo più bello
    per gridare al mondo

    le nobiltà dell'anima

    Condividere le sofferenze

    respirando il profumo del dolore

    e riconoscendo
    sempre la propria indole

    senza essere accecati
    dalle infatuazioni

    che tengono nascoste le verità

    con i silenzi d'attorno
    a far compagnia

    nei tramonti che disegnano
    le ombre tristi delle notti

    e gli occhi a immortalare

    l'emozione immortale

    di camminare
    sopra un raggio di sole

    a calpestare
    moralismi interessati

    e non divenire
    bambole di pezza senz'anima

    tra i brandelli della vita
    .
    cesaremoceo

  • 04 ottobre 2013 alle ore 13:56
    Le nuvole

    Come alte onde crestate di spuma
    come criniere selvagge di puledri
    come capelli ricciuti in testa al cielo
    così osservavo le nuvole grosse
    nel movimento gravido di tempesta
    col Sole prudente oltre le montagne.

    Poi il vento ha preso a cavalcarle
    le cime degli alberi a frustare l'aria
    le prime gocce sottili a scendere
    attraversate da goccioloni radi.

    E' la Natura che dà spettacolo
    dentro di me pensavo guardando
    ma quando una folgore rapida
    traverso il buio improvviso
    ha schiantato la quercia
    ho capito cos'è la Potenza
    e quegli Antichi che vedevano
    in questo la mano forte d'un Dio.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 12:29
    Se ritornero'

    Se ritornero' un'altra volta
    su questa terra
    non mi cambierei con nessun altro;
    tornerei uomo,
    inguaribile romantico
    e costante sognatore.
    Risiederei non in Padania,
    ma nella mia spaziosa dimora.
    Roccia d'uomo
    che le avversita' della vita
    non hanno eroso.
    Poetino all'avanguardia
    piazzato in ultima fila
    dietro autori di versi.
    Cantore di Cristo
    e di impegno civile.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:43
    Ritorni

    Mari in burrascamossi dal vento.

    Sibili all'alba

    schizzi dal cielo.

    Quadri d'autore

    immersi nel blu

    ora nascosti

    riemersi.

    Sensazioni di colori

    parole impresse

    nella memoria.

    Infiniti scorci.

    Schiarite

    affetti che ritornano

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:09
    Andromaca

    La sua pelle è soffice
    come cotone,
    avvolge un corpo
    di strisce di seta,
    ha nello sguardo
    la bellezza della notte,
    nella mente
    la purezza della vergine,
    ka sua voce è
    melodiosa e metallica,
    come un coro
    di Angeli meccanici.
     
    L'ho creata in 7 dì
    e non può parlare,
    ha l' Amore che non ho
    ma la so ascoltare,
    nutrendola di ciò che è
    solo miele e fiori,
    è viva dentro me
    come se non esistesse.
     
    Versando
    vino e lacrime,
    ti tengo vicina a me
    per perderti dentro.
    Ridendo e scherzando
    sulla tua curiosità
    ti rinchiudo per difenderti
    nella ragnatela
    di sospiri e gemiti,
    che è la mia gelosia,
    vuoi che ti veneri.
     
    Ti ho creata
    senza concepirti,
    senza capire che
    sei il bene che non ho,
    infilami le unghie nella schiena
    mentre entro in te,
    mordimi mia bambola
    fatta di solo amore;
    uccidimi mia bambola
    che prova solo dolore.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:05
    Viaggio autunnale

    Ti guardo lontana, 
    pochi sedili sono
    distanze sideree.
    Giochi con i capelli,
    con i soffici ricci
    che vorrei carezzare.
    Perchè il mio spirito
    è un ancora che mi 
    impedisce di raggiungerti?
    Perchè non posso
    compiere questi
    pochi passi e averti?
    Viaggi, fisici ed
    onirici, baci rubati
    solo alla mente, follie!

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:05
    Viaggio autunnale

    Ti guardo lontana, 
    pochi sedili sono
    distanze sideree.
    Giochi con i capelli,
    con i soffici ricci
    che vorrei carezzare.
    Perchè il mio spirito
    è un ancora che mi 
    impedisce di raggiungerti?
    Perchè non posso
    compiere questi
    pochi passi e averti?
    Viaggi, fisici ed
    onirici, baci rubati
    solo alla mente, follie!

  • 03 ottobre 2013 alle ore 23:06
    Oblò

    Il giorno si precipita
    lontano e stracciato,
    io lo copro di tende rosse e nere.
    Il risveglio non smette le sue sentenze oscure
    che sbattono su oblò come vele morte.
    La vita è un salto impossibile
    fuori dal letto, è un luogo di palude,
    monosillabe guerce.
     

  • 03 ottobre 2013 alle ore 22:13
    Poveri disperati

    Poveri disperati
    che non vedono
    luce negli occhi
    di mete lontane
    raggiunte con barconi
    strapieni, imbarcando
    acqua, negli strapiombi
    del cuore, che si dispera
    per una terra lasciata
    nelle mani di uomini
    malvagi, assetati
    di sangue, fucilando
    innocenti, per arrancare
    tesori, sfruttando povere
    realtà, di viaggi, mai incominciati

     

  • 03 ottobre 2013 alle ore 20:38
    Sentimento del verme

    Difficile condividere la tristezza di un verme
    una vita a strisciare nella polvere
    finendo di volatile o pesce mangime.

    Ha vita breve nutrita da carogne
    figlio di morte affezionato alla madre
    nè vede vecchiaia prima di tornare.

    Pazzesco partecipare la gioia
    del nato nelle ciliege mature
    signore di dolcissima polpa.

    Fantastica dimensione giovanile
    di un Gigino che l'azzurro saluta
    e spensierato si lascia beccare.