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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 ottobre 2013 alle ore 21:00
    Viaggi senza ritorno

    Coscienze raminghe

    migrano
    dentro vibrazioni colorate

    dove volano i pensieri
    che attraversano la vita

    Urla silenziose

    latenti dentro l'anima

    nella quiete
    di variopinte fantasie

    a far breccia
    tra avvilimenti e tormenti

    ad ascoltare il rincorrersi
    dei passi diroccati
    di utopistiche speranze

    fragranze occultate
    dentro le nebbie del cuore

    nelle passioni
    che elevano lo Spirito

    tra le pieghe delle suggestioni

    a logorare i dubbi
    e calpestare gli ardori

    nei lunghi viaggi
    tra onde maestose

    che sottraggono alla memoria
    immaginarie rimembranze.
    .
    cesaremoceo

  • 05 ottobre 2013 alle ore 20:05
    clessidra

    questa scusa
    della sabbia finissima
    scambiata per una spiaggia
    di Itapuà.
    ci si ritrova, poi,
    con qualche spicciolo
    di minuto d’avanzo
    centellinato
    da illusorie medicinemojito
    e i bagnanti, attorno, sembrano fissarti
    per l’ultima volta.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 17:45
    Il germe della follia

    Annullamento  di ogni freno inibitorio;
    disconoscimento di ogni ipocrita convenzione
    che porta a superare ogni paura.
    Ragione ormai celata dietro lucida follia,
    si snoda con esaltante mania,
    di affrontar l'insormontabile pericolo,
    di lottar contro i giganti.
    Follia all'ultimo stadio,
    rispettata dai malvagi con orrore,
    scrutata dai savi con timore.
    diadema incastonato in un talento
    che centuplica le forze,
    in dimensione di onnipotenza.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 13:09
    Uscire

    Uscire dall'oscura foresta
    ritrovare la strada smarrita
    non è affatto semplice
    se sei persona normale
    perché il piacere attira
    in trappola da pesci all'esca.

    E' doloroso strappare
    l'amo che sarà mortale
    così molti s'arrendono
    al fascino d'un destino
    che potrebbero mutare
    seguendo la retta ragione.

    Senza l'aiuto d'un prossimo 
    di vera compassione capace
    eccoli allora che muoiono.

    Pochi il buio san vedere
    vigoroso mostrandosi il corpo
    del cuore celando il soffrire.

  • 05 ottobre 2013 alle ore 3:37
    Pioggia e vino

    Da un calice di Luna Nuova
    sereno sorseggio 
    frammenti di notte
    e voci di donne
    estraniato,
    estasiato all'ascolto
    del concerto dell'acqua
    che batte sulla veranda
    a scandire gli sguardi.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 21:30
    Lampedusa

    Lasciare parlare i gesti

    è il modo più bello
    per gridare al mondo

    le nobiltà dell'anima

    Condividere le sofferenze

    respirando il profumo del dolore

    e riconoscendo
    sempre la propria indole

    senza essere accecati
    dalle infatuazioni

    che tengono nascoste le verità

    con i silenzi d'attorno
    a far compagnia

    nei tramonti che disegnano
    le ombre tristi delle notti

    e gli occhi a immortalare

    l'emozione immortale

    di camminare
    sopra un raggio di sole

    a calpestare
    moralismi interessati

    e non divenire
    bambole di pezza senz'anima

    tra i brandelli della vita
    .
    cesaremoceo

  • 04 ottobre 2013 alle ore 13:56
    Le nuvole

    Come alte onde crestate di spuma
    come criniere selvagge di puledri
    come capelli ricciuti in testa al cielo
    così osservavo le nuvole grosse
    nel movimento gravido di tempesta
    col Sole prudente oltre le montagne.

    Poi il vento ha preso a cavalcarle
    le cime degli alberi a frustare l'aria
    le prime gocce sottili a scendere
    attraversate da goccioloni radi.

    E' la Natura che dà spettacolo
    dentro di me pensavo guardando
    ma quando una folgore rapida
    traverso il buio improvviso
    ha schiantato la quercia
    ho capito cos'è la Potenza
    e quegli Antichi che vedevano
    in questo la mano forte d'un Dio.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 12:29
    Se ritornero'

    Se ritornero' un'altra volta
    su questa terra
    non mi cambierei con nessun altro;
    tornerei uomo,
    inguaribile romantico
    e costante sognatore.
    Risiederei non in Padania,
    ma nella mia spaziosa dimora.
    Roccia d'uomo
    che le avversita' della vita
    non hanno eroso.
    Poetino all'avanguardia
    piazzato in ultima fila
    dietro autori di versi.
    Cantore di Cristo
    e di impegno civile.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:43
    Ritorni

    Mari in burrascamossi dal vento.

    Sibili all'alba

    schizzi dal cielo.

    Quadri d'autore

    immersi nel blu

    ora nascosti

    riemersi.

    Sensazioni di colori

    parole impresse

    nella memoria.

    Infiniti scorci.

    Schiarite

    affetti che ritornano

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:09
    Andromaca

    La sua pelle è soffice
    come cotone,
    avvolge un corpo
    di strisce di seta,
    ha nello sguardo
    la bellezza della notte,
    nella mente
    la purezza della vergine,
    ka sua voce è
    melodiosa e metallica,
    come un coro
    di Angeli meccanici.
     
    L'ho creata in 7 dì
    e non può parlare,
    ha l' Amore che non ho
    ma la so ascoltare,
    nutrendola di ciò che è
    solo miele e fiori,
    è viva dentro me
    come se non esistesse.
     
    Versando
    vino e lacrime,
    ti tengo vicina a me
    per perderti dentro.
    Ridendo e scherzando
    sulla tua curiosità
    ti rinchiudo per difenderti
    nella ragnatela
    di sospiri e gemiti,
    che è la mia gelosia,
    vuoi che ti veneri.
     
    Ti ho creata
    senza concepirti,
    senza capire che
    sei il bene che non ho,
    infilami le unghie nella schiena
    mentre entro in te,
    mordimi mia bambola
    fatta di solo amore;
    uccidimi mia bambola
    che prova solo dolore.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:05
    Viaggio autunnale

    Ti guardo lontana, 
    pochi sedili sono
    distanze sideree.
    Giochi con i capelli,
    con i soffici ricci
    che vorrei carezzare.
    Perchè il mio spirito
    è un ancora che mi 
    impedisce di raggiungerti?
    Perchè non posso
    compiere questi
    pochi passi e averti?
    Viaggi, fisici ed
    onirici, baci rubati
    solo alla mente, follie!

  • 04 ottobre 2013 alle ore 11:05
    Viaggio autunnale

    Ti guardo lontana, 
    pochi sedili sono
    distanze sideree.
    Giochi con i capelli,
    con i soffici ricci
    che vorrei carezzare.
    Perchè il mio spirito
    è un ancora che mi 
    impedisce di raggiungerti?
    Perchè non posso
    compiere questi
    pochi passi e averti?
    Viaggi, fisici ed
    onirici, baci rubati
    solo alla mente, follie!

  • 03 ottobre 2013 alle ore 23:06
    Oblò

    Il giorno si precipita
    lontano e stracciato,
    io lo copro di tende rosse e nere.
    Il risveglio non smette le sue sentenze oscure
    che sbattono su oblò come vele morte.
    La vita è un salto impossibile
    fuori dal letto, è un luogo di palude,
    monosillabe guerce.
     

  • 03 ottobre 2013 alle ore 22:13
    Poveri disperati

    Poveri disperati
    che non vedono
    luce negli occhi
    di mete lontane
    raggiunte con barconi
    strapieni, imbarcando
    acqua, negli strapiombi
    del cuore, che si dispera
    per una terra lasciata
    nelle mani di uomini
    malvagi, assetati
    di sangue, fucilando
    innocenti, per arrancare
    tesori, sfruttando povere
    realtà, di viaggi, mai incominciati

     

  • 03 ottobre 2013 alle ore 20:38
    Sentimento del verme

    Difficile condividere la tristezza di un verme
    una vita a strisciare nella polvere
    finendo di volatile o pesce mangime.

    Ha vita breve nutrita da carogne
    figlio di morte affezionato alla madre
    nè vede vecchiaia prima di tornare.

    Pazzesco partecipare la gioia
    del nato nelle ciliege mature
    signore di dolcissima polpa.

    Fantastica dimensione giovanile
    di un Gigino che l'azzurro saluta
    e spensierato si lascia beccare.

  • 03 ottobre 2013 alle ore 9:56
    Il caporale

    Geniale follia
    si annida in autriaco caporal.
    Trascinatore di popolo,
    rivendicatore di torti,
    trascina la nazione
    in gineppraio di morti.
    Missione suprema:
    estirpar la gramigna semita.
    Erba temuta e aborrita,
    perche' alla ricerca di un messia
    che del caporal e' feroce avversario.
    Ma l'antro della iena
    e' nero simulacro.
    La belva innata,
    nella tana intrappolata,
    priva di carne umana,
    bevendo il suo stesso sangue
    si e' saziata.

  • 02 ottobre 2013 alle ore 22:13
    Fata Morgana

    Controversie accese
    a sforzarmi d'aggiustare
    i moti del cuore
    col suo battito magico
    fatto di silenzi
    interrotti solo dai rumori
    di questa vita infame
    nell'illusione
    che rende vivo
    e incancellabile
    il loro effluvio 
    nella sofferenza
    che si impadronisce
    dell'anima
    lungo le asprezze
    della verità
    che involontariamente
    mi portano
    verso mete inimmaginabili 
    molte volte peggiori
    di quelle che il destino
    ha preparato
    dentro la trappola
    che mi rende felice
    delle bellezze
    che mi circondano
    .
    cesaremoceo

  • 02 ottobre 2013 alle ore 21:29
    Cinque Cento Novantaquattro

    Anche io posso farlo, che credi?
    Quante volte vorrei urlare che anche io so
    impastare due bei mocciosi con il moccolo
    al naso  e le bolle in applauso fra la prima, dolorosa
    dentizione ed il mento umidiccio come uno scalino
    dopo la pioggia. Anche io so montare due gambe
    intorno ad un sedere appena passato di crema,
    avvitare due braccia in miniatura da sorreggere a
    destra e poi a manca perchè non comandino ai
    piedi direzioni e cadute, anche io so annodare
    bavette e fiocchetti, girare il fagotto nella freccia
    del sonno migliore, soffiargli via  dal pancino
    il flauto impertinente  della vorace
    suzione, tamponargli l'udito perchè
    non dia ingresso alle fitte. Anche io,
    anche io so livellare pappine, erodere
    biscotti col favore del latte, offrire salvagenti
    alle rosee gengive in tumescenza da
    fioritura.  Ma tu non mi ascolti e vai
    avanti a vivere il tuo bordello di carte
    e di guai da asciugare come le stoviglie
    a fine pasto. E qui non c'è tempo e tutto
    il tempo che avevo avrebbe già potuto
    prendersi un nome, una cuccia ed un
    collare e quando intorno scodinzolano
    razze e padroni, io continuo ad urlarti
    che so farlo anche io. E forse anche meglio
    se solo tu  venissi per una volta, anche all'imbrunire,
    a portarmi le cose di cui ho bisogno: dalla
    lista che ti affidai non hai depennato
    ancora nemmeno una voce.
     

  • 02 ottobre 2013 alle ore 20:29
    haiku n. 120 (in un angolo)

    in un angolo
    in disparte se ne sta
    zitta la luna

  • 02 ottobre 2013 alle ore 18:35
    Miele

    La notte sulle tue dita
    ha sapore di miele
    aperto di nascosto
    e capricci di bambina.

    Amore e propoli colano
    sul tuo morbido sesso
    che lascia le sue tracce lisce
    sul mio ventre
    tra le lenzuola scure.

    Passami il barattolo
    che hai aperto di nascosto
    e dammi le tue dita.
    Sei un mondo da assaggiare.

  • 02 ottobre 2013 alle ore 16:23
    Viaggio onirico

    Viaggiai verso il tuo cuore
    affogato dall’odierno frastuono
    inaridito dal turpe abbandono
    arreso allo squallore effimero.
    Volevo fare breccia in esso
    sconquassarlo e scardinarlo
    per risvegliare in te
    la voglia d’amare
    e stimolare nel tuo animo virtuoso
    il desiderio della dolcezza infinita
    che inebria e manda in estasi.
    Volevo esplorare la tua intimità
    negante allora la bramosia d’amore
    protesa alla smania innata
    che inneggia alla voluttà improvvisa.
    Viaggiai verso i tuoi sentimenti
    per esplorare le parti più recondite di te
    bramanti di intensa passione
    e protese verso una fervida eccitazione.
    Viaggiai con le ali della fantasia
    verso di te che m’accogliesti
    dopo aver perso, novello Ulisse,
    la bussola che conduce
    al senso della vita.
     

  • 02 ottobre 2013 alle ore 16:04
    L'essenza millenaria

    L’essenza millenaria

    Bianche garze nel diafano infi nito
    cercano il nido negli incavi del cielo,
    nei limiti della luce, nelle acque di fuoco delle nuvole.
    Il bisbigliare delle saett e, il bagliore delle gemme!
    Scendono verso la nott e del cielo
    mormorando la millenaria essenza.
    Aleggiano nella luce delle sabbie annerite,
    con il sogno che si slava nel terrore delle ore…
    Grazia si schiude nel crepuscolo dei giorni.

    Il fuoco zoppicante dalle spighe sparse,
    un sogno ardente scurisce dai papaveri.
    Dove ti aspett a, rabdomante, la pietra-luce?

  • 02 ottobre 2013 alle ore 16:00
    Conoscere

    Conoscere

    Conoscere è intuizione di Oscurità,
    è stupore inappagato.
    Arriva nell’alba dei gigli, con la sua aria di tenerezza,
    con l’affl izione della sua assenza.
    Con la passione brumosa di una sera che declina.
    Scendo verso il declivio dei cerchi,
    aspett ando nella speranza che fugge
    con la benedizione dei morti.
    Scendo verso le ombre spezzate dalle madreselve.

    Un aleggiare d’eternità
    romperà la congiura,
    svelerà il passo della notte.
    E apparirà il sole del matt ino
    nelle soglie dello specchio.

  • 01 ottobre 2013 alle ore 20:21
    haiku n. 119 (il vento gioca)

    il vento gioca
    con nuvoloni neri -
    luce a singhiozzo
     

  • 01 ottobre 2013 alle ore 18:00
    Illusioni

    Dall'alba al tramonto
    percorriamo il sentiero degli affanni,
    popolato da insidie e inganni.Ci industriamo
    a cercare l'impossibile,
    abbiamo paura dell'invisibile
    e la ricerca
    di maghi e cartomanti
    rende piu' rassicuranti.
    Camuffare la codardia
    nel piu' plateale orgoglio;
    affidare a venditori di fumo
    l'incertezza del domani.
    e non capire in tempo
    che la candela e' gia quasi tutta
    consumata nel nulla.