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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 luglio 2013 alle ore 10:59
    Aspettando Teseo

    Nel pieno dei giorni

    tra l'indifferenza persistente
    e un regnante cinismo

    vado

    sopportando il peso degli anni
    con la sensazione del nulla intorno

    Compatisco spossato
    le membra stanche

    implorando incessantemente
    l'acqua santa

    per placare la sete di giustizia
    della mente

    inaridita dal latrare costante di cani
    a trucidarsi tra loro

    per un osso
    già abbondantemente spolpato

    lenta cantilena dei dolori

    che scivolano struggenti
    tra i sentieri dell'anima

    scintillanti negli incroci
    con le viuzze del cuore

    nel labirinto indecifrabile
    dell'incerto destino
    .
    cesaremoceo

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:37
    Ponte vecchio

    Ponte
    vecchio ponte d'Arno
    tu che tante n'hai viste
    delle belle dammi conto
    perché sono triste.

    Verrò con la luna d'argento
    a sentirti parlare
    mormorando quieto
    perché riprenda ad amare.

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:32
    Sorella

    E non riesco a coglierne il perchè
    del cuore pulsante 
    della notte
    storico teatro
    della mia malinconia
    Malinconia
    malinconia
    malinconia!
    Un giorno ti chiamerò
    sorella
    malinconia!
    E sembra che la luna
    così vicina
    parli
    illumini il mio desiderio
    invincibile
    una voce che col suo eco
    ha nutrito il cuore mio
    sei compagna inossidabile,
    mia malinconia,
    tu sempre fedele
    quando mi scopro
    adorante il bene
    ma non farlo mio
    quando il mio struggente desiderio
    di amare
    sposa un nulla
    solo incontra
    una puntura di rosa
    ormai appassita
    seppur bellissima
    quando la mia ricerca
    vive
    di quello stupore
    che trasfigura gli occhi di un bambino
    e poi sfiorisce
    tra le vette della letizia
    e le profondità così popolari
    della tristezza
    in un vertiginoso saliscendi
    senza soluzione di continuità
    quando cambiare è una parola,
    bella ma inerme
    ma alla fine si ritorna sempre
    da se stessi
    e nella propria stupidità
    quando risfogli il libro 
    della memoria
    parola viva
    carne che rivive nel pensiero
    ma non puoi cambiare
    nulla
    nulla
    un misterioso nulla
    e cresce l'ansia del perchè
    ti chiamerò sorella, 
    compagna malinconia
    quel giorno che mi condurrai
    faccia a faccia
    io,
    col tuo sposo,
    il tuo tenero sposo,
    il Signor Senso.

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:28
    Memoria

    Nella trama del tempo
    l'immaginazione rompe il passato
    e la passione viene travolta
    dalla pienezza del ricordo
    che
    felice del suo gioco
    circola libero
    - quale esigenza di spazio -
    nelle vie tortuose del cuore
    Anche l'amore ha i suoi difetti
    ma il rischio è l'oblio
    Amore
    - maledetta parola -
    in edizione numerata
    non è da prendere sul serio
    Bisogna berlo goccia a goccia
    fino alla fine
    e riciclare la bottiglia vuota

  • 10 luglio 2013 alle ore 9:22
    Piango solo la tua assenza

    Non me ne frega un cazzo
    di un pubblico pagliaccio,
    dell'oca che starnazza
    giusto a mezzo dì.

    Io rido
    tra le mie puttane tristi,
    e stramazzo nel fango
    come un passero esausto.

    Il germoglio è lontano
    e continuo a fregarmene;
    di ricordi non si vive
    e oggi non ci sei più.

    Piango solo la tua assenza,
    tutto il resto è tanto fumo
    che fa piangere gli occhi
    e il cuore appresso a loro.

    Vengo a giocare un po' lassù con te,
    a dirti due stronzate
    e ti porto i tuoi bigné.

  • 10 luglio 2013 alle ore 8:26
    Qual la salsedine

    Qual la salsedine cade ed il lucente metallo si corrode,
    qual la nebbia tutto ricopre e la visione tutta oscura
    qual la fuliggine nera tutti i colori muta e li scolora
    così per lo stillar d’amaro fiele al cuore giunge pena
    così  turbato è  l’animo da oscuri e neri sentimenti
    così spenta è la gioia di goder della gioia dei colori
    dal dì del fuggir lontan da me dall’abbandono tuo

  • 09 luglio 2013 alle ore 22:29
    Mediterranea

    Mediterranea
    Passione
    che nasce nelle vene
    che pulsa
    grida
    Mediterranea vita
    che ti prende
    finchè non è finita

  • 09 luglio 2013 alle ore 22:25
    Essenze...essenziali

    Pensieri ingarbugliati
    s'affollano tra i viali
    del parco della memoria

    a burlare
    tra scivoli e altalene

    si agitano

    s'avvinghiano

    s'avventano tra loro

    si riconciliano

    prendono il cuore
    offrendo gioia e dolore

    tristezza e amore

    desideri di pace

    Cogliere l'essenza
    di queste emozioni

    che abbracciano
    la  vita da intrusi

    dentro i moti dell'anima

    a raccontare l'essenziale
    invisibile agli occhi
    .
    cesaremoceo

  • 09 luglio 2013 alle ore 21:10
    Pagamento in contanti data "fattura"

    Viver d'eccessi e di deliri

    abbracciando scellerate novità

    per tornare ogni dì al mondo

    Diventar campioni
    nell'ascesa al potere

    con l'aspirazione a  votarsi
    al benessere e all'arricchimento

    come al culto di un unico dio

    e portare nel corpo
    il piacere dell'anarchia

    senza battersi
    per radicali trasformazioni

    a far divampare
    incendi di rivoluzioni

    e infine rimanere soli e incompresi

    senza provare
    alcuna emozione o sentimento

    E' questo il prezzo della sconfitta
    .
    cesaremoceo

  • 09 luglio 2013 alle ore 14:30
    Cinque Cento Settantaquattro

    Tre piaghe dentro la stiva.  L'ultima, Osanna,
    bel Canyon di carne abituata ad essere uno,
    urina da giorni generosa il suo pus,
    blasfemo, profano, come uno sputo contro
    il sagrato.  Dicono intorno che tre bastioni
    di buona sutura sanino in fretta qualsiasi
    travaglio, che poi del parto c'è solo la
    dolorosa movenza: dicono il tempo,
    come l'oblio, siano cerotti di indubbia
    valenza, importante è tenderli bene
    sul mio Polifemo. Ma più  consigliano
    e più mi allago e da osso ad osso spesso
    si ode una eco che trapana i tessuti con la
    testa del bolide schizzato veloce. Aspetto,
    paziento, il gong arriverà prima o poi
    vestito da pace come la bandiera salvifica
    della campana dopo la scuola. Eppure
    ho più senno di tutti gli altri se penso,
    convinta, che sarò gemella del salvadanaio
    a cui tolsero incoscienti la benda: ovunque
    mi aggirerò condurro' la mia perdita.
    Tin, tin. Non lascio molliche, non monete,
    nè gocce, orme nemmeno.
    Non sono tubo, certo non falla.
    Stillerò come chi inavvertitamente tagliato
    non si cura del rammendo e secca
    lodando quel giorno di trapasso e di lama.

  • 09 luglio 2013 alle ore 9:38
    Nel tempo

    Nel tempo la salsedine corrosa ha la cornice,
    nel tempo scolorita ha il sole la fotografia,
    nel tempo, tanto passato, al cuor non muta
    dolce amica di un perduto tempo il tuo sorriso.

  • 09 luglio 2013 alle ore 9:26
    Notturno infelice

    Inutile, come un foglio con
    un disegno sbagliato, in cui
    le linee non si accordano
    e si sbilanciano sul soggetto.
    Impotente, come un albero spoglio
    in una giornata di sole, che sente
    i raggi pulsare attorno e su di lui
    ma non può anelare a quella vita.
    Castrato, come un eunuco che
    protegge un harem colmo di ogni
    bellezza, che può solo ammirare
    e non interagire con ciò che protegge.

  • 09 luglio 2013 alle ore 8:48
    La musa Calliope

    Mio caro Duccio,
    quando giungi da me
    ammantato di acerba,
    giovanile baldanza,
    dilegua lo sterile cruccio.

    La riottosa speranza
    alquanto rincuorata, alza
    le vecchie vele rabberciate
    e s’irradia gioiosa
    nel pulviscolo folto della stanza.

    Fra noi, domina incontrastato
    il regno alato della Letteratura,
    l’immaginario invade di bagliori
    ogni interstizio. Di questi tempi
    che ne pensi Duccino? Sarà                                   
        
    miope,  malsano inguaribile  
    vizio interessarsi solo
    dell’arcana Calliope?
    L’evanescente Musa che ci lega
    e ci prende per mano, pronti  

    a seguirla insieme alla sua corte
    di vati e romanzieri. Ma noi
    poveri scribacchini disperati,
    che abbiamo da spartire con i miti,
    gli allori, la futura gloria ?  
                          
    Credimi, non sono così sciocca,
    m’includeranno fra i dimenticati.                      
    La nostra è un’altra storia,
    senza clamori, labile e sommaria
    e si frantuma come bolla d’aria.

  • 09 luglio 2013 alle ore 8:14
    Dal bus

    Le vie lustre di pozze
    di sporche e fitte gocce
    fanno da specchio nero
    alle frenate rosse
    che provocano rapide
    nel taglio delle strade
    ombre improvvise
    dal buio della notte
    presto inghiottite.

  • 08 luglio 2013 alle ore 23:35
    Lista della spesa

    Ricordati,
    gli abbracci nel mulino,
    il sole che tutto pulisce,
    di sorridere come fa il capitano,
    delle fragole che hai per labbra,
    ma anche quattro frutti del peccato,
    dei cuccioli gelati,
    di scalare la montagna 
    per l'acqua purissima,
    del pane nel forziere
    e per finire in bellezza,
    di bacco e tabacco
    e lascia perdere la Venere
    alla cassa.

  • 08 luglio 2013 alle ore 22:13
    La scatola dei fili

    I cassetti riaperti parlano,
    snodano parole scomposte
    disordinate
    raggomitolate e rinchiuse
    in angoli nascosti
    di memoria e di cuore.
    Così come questa scatola
    che ha quasi la mia età
    nel cassetto ritrovata.
    La spolvero
    e la stringo tra le mani
    e con lei
    stringo magone e ricordi.
    Piano apro il coperchio metallico
    che un dì conteneva biscotti
    a riscoprirne i colori
    che tu custodivi
    a toccare lievemente
    i fili e gli splilli
    che bucano dentro
    a rendere indolore il fuori
    Niente è stato spostato.
    E' tutto come hai lasciato,
    come reliquia da adorare.
    Colori da te sistemati
    in modo premonitore
    come se sapessi
    quali oggi mi sarebbero serviti.
    Il bianco a ricucire il vuoto,
    il blu a ricucire la pace interiore,
    il verde a ricucire la fiducia,
    Il rosa a ricucire i sogni,
    Il nero a ricucire la rabbia,
    per respingere i piedi in testa...
    ...Il rosso a ricucire il cuore.
    Manca però un colore che non esiste:
    Il colore
    per ricucire la tua assenza
    impossibile da ricucire.

  • 08 luglio 2013 alle ore 20:12
    Alla finestra

    La riva è spezzata
    dal languore del bianco
    che si muove
    come un fantasma marino,
    il tetto è aguzzo e sopra
    ha un gabbiano che plana
    come un ricordo d'infanzia,
    questa è la notte che arriva, questa è la notte
    che sbatte la pioggia che arriva, che mescola
    il giorno alle vele e tracima,
    alla finestra io non sono
    negli occhi che vedono
    ma sono l'ombra del tetto che plana,
    sono un pezzo di cielo,
    sono a sinistra del nome
    dove il verde smeraldo è più chiaro.
    Lei si sporge alla finestra e mi vede
    e non riconosce il mio viso,
    ma canta e ricorda di un volo
    quando era bambina
    e canta di dio
    ed io sento
    ronzare una mosca, e ritorno.

    (A Gaeta)

  • 08 luglio 2013 alle ore 18:25
    Profondità

    Mi ritrovo
    nelle oscurità dell’essere,
    perdendo i miei passi
    nei labirinti bui
    dei miei pensieri.
    Respiro nel silenzio,
    dissolvo il mio presente,
    germoglia un po’ di luce
    negli occhi miei riflessi
    sullo specchio dei ricordi,
    che dimorano segreti
    nella casa immaginaria
    di un altro tempo,
    vissuto a cuore aperto
    nel petto mio tremante,
    pesante di emozioni
    necessarie più dell’aria.

  • 08 luglio 2013 alle ore 13:02
    Un Filo d'Erba

    Un Filo d’Erba

    Ti svegli, già bagnata
    asciughi al primo sole
    la goccia di rugiada…
    Sei un filo, tra le aiuole.

    Tra malva e margherite
    oscilli, verde e fiera
    tra primule fiorite
    in gaia primavera.

    Il vento ti accarezza,
    le corse di un bambino
    un piede che ti spezza,
    la fine in un mattino.

    Accade tutto in fretta
    la vita non conserva
    travolge e va diretta…
    anche su… un filo d’erba.

    Fiorella Cappelli ©
    Tratta da: Libera ispirazione su di un commento inerente alla poesia, di Franco Cimarelli.

  • 08 luglio 2013 alle ore 11:57
    Calamità

    Superbo delle conquiste della scienza
    quest'uomo ammalato d'egoismo
    illuso di poter far tutto e il contrario
    è impotente contro la forza terrestre
    di cui non prevede le eruzioni
    di cui subisce i cataclismi.

    Conosce l'uomo le zone a rischio
    ma non le tratta con rispetto
    fidando nella buona stella
    per poi imprecare alla calamità
    mentre dovrebbe riflettere
    sul suo essere imprevidente.

    Capirà questa creatura mortale
    che così accelera la sua fine?

  • 08 luglio 2013 alle ore 8:52
    Voglia di cioccolato

    Alla mia Francesca Paoli

    Adoro il cacao amaro
    della cioccolata, se sono triste
    e il denaro scarseggia.
    Smarrita e lieta
    affondo i denti nella polpa
    oscura, con l’ingorda
    bramosia di bambina.
    Densa l’assaporo,
    si scioglie lenta quando
    nelle labbra s’abbandona
    con ebbra voluttà.

    Del resto, con rigida morale
    è  ritenuto un  veniale
    peccatuccio, per varcare
    la stretta soglia dell’eternità.
    Chissà se la sbadata
    sinfonia dell’anima,
    che  lenisce patimenti
    e crucci, sia l’ambiguo
    espediente per una  folle
    voglia di felicità?

     

  • 07 luglio 2013 alle ore 22:57
    Piangersi addosso

    Piangersi addosso
    morire nell'anima
    invecchiano
    i minuti che passano
    disintegrando aspetti
    migliori, sopportabili
    nei segreti respirati
    dal cuore, che muore
    ogni secondo

  • 07 luglio 2013 alle ore 20:23
    Pecorella

    Sono un'animella.
    Piccola,scarna:
    Non trovo erba da brucare;
    non riesco a muovere le zampette;
    non so piu' dove andare.
    Mi chiami incessantemente
    con voce flebile,sommessa.
    perché proprio me?
    perché ti scomodi
    dalla tua reggia dorata celeste,
    a cercare con amore
    la pecorella traviata?
    ripugnante agli uomini;
    la piu' delicata del gregge.
    Animale sconosciuto,
    nel labirinto del male perduto.
    Eppure invadi
    il mio abietto cuore.
    Mi perseguiti
    con sollecitazione interiore.
    Ti ostini con caparbieta'
    ad inseguirmmi con la memoria.
    Vis di Redentore,
    che ha vinto la terra,
    segnando l'umana storia.
    Misericordiosi i tuoi disegni,
    erta la tua via,
    illumina una pecorella,
    anima dell'anima mia.

  • 07 luglio 2013 alle ore 19:34
    Marinaio senza mare

    Sulla rugginosa bitta seduto
    il vecchio
    sta.
    Marinaio senza mare
    scruta il fosco orizzonte
    e la notte che viene
    aspetta.

    4 gennaio 2006

  • 07 luglio 2013 alle ore 19:31
    Di te piccola creatura fragile

    Di te piccola creatura fragile
    al terrore di amare rinnegata
    resta la spoglia e resta il sangue
    incubo della follia di un minuto
    sulle vesti e nell’anima anche
    d’una madre miseramente triste.
    Spirito del tempo passa leggero
    tra la disperazione dei perdenti.

    10 luglio 2006