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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 agosto 2013 alle ore 14:08
    Cinque Cento Ottanta

    La tua parabola: aprirmi gli occhi.
    Nuova, salvifica visuale, goccia
    edulcorante, collere  e collirio.
    Ma tu non sei il Redentore e
    l'anima pescata, andrebbe pur
    riappesa al fallo del suo guardaroba.
    Costole, finimenti, bardature, tre
    chiodi per accomodarle la gobba
    che le spuntò nel giorno imprecisato
    di un allora. Mentre due squali
    sbarcano, Pollicini dietro le scie
    delle crociere e dei diamanti, dai
    monti viene eruttando la tempesta.
    E segna: goal dell'autunno già
    scartato. In regalo questo Vangelo
    che mi indottrina all'acquitrino:
    nelle pozze non c'è cielo,
    ma la pozzanghera è battesimo
    del fosso che ha peccato.
    Quindi, forse, chissà, dovrei aver
    allestito almeno un libro di benedizioni
    che in tuo nome sfoglio, e poi sotterro:
    i tesori dei bambini quasi sempre
    son farfalle, violentemente atterrate
    e terrestrizzate. Il mio sta metri
    più sotto: leggenda, inchino, guarda
    bene, reca uno stemma, ma son
    più tipo da cicatrice.
    Aprirmi gli occhi più non basta
    se, oltre al sole, non mi insegnerai la sera.

  • 26 agosto 2013 alle ore 9:10
    Cinque Cento Settantanove

    Non sono una scrittrice: io uso le parole
    per ammenda e per benda. Lo squarcio
    allaga se io accorro con il mio post it
    di consonanti e morti alla rinfusa.
    Non sono una scrittrice: le righe sono
    stecche da frattura, barelle con
    potenzialità di fossa, secche e meretrici
    le mie rime. Si diedero al bordello di
    una passione e di dolori alterni ma
    poi ecco la bianca stanchezza fra le
    gambe della A e dell'alfabeto.

  • 25 agosto 2013 alle ore 23:01
    Grandi occhi come sogni

    Ferma a sentire il mio battito
    come se ali spuntassero dalla mia schiena
    parto da questo pavimento
    ma ho voglia di toccare ogni stella
    ricomporre il mio disegno, mai più sbiadire e camuffare
    “Vola” è un fare, un verbo, una possibilità
    un suono melodico di un altro giorno estivo
    Il non sapere mai la meta
    l’assurdità del sogno
    l’ambiguità dell’esistenza
    Il sorgere di un pensiero e il morirne di un altro
    Io che parlerei alle mani e all’anima
    ritrovo me nella mia solissima seduta
    pungendo questo cielo di carta inconcludente
    esibendo sempre le ataviche collane del mio sentire
    amore eterno
     

  • 25 agosto 2013 alle ore 22:09
    Femminicidio-Nessun perdono

    Quando malati destini

    tolgono per sempre
    ogni tipo di pretesa

    diventare "Giustizieri"

    solo perchè
    non si può più gustare

    quel dolce
    che loro stessi
    hanno reso amaro

    Divorati da questa condizione

    impotenti al gran rifiuto

    inutili sono i perdoni

    poichè sfociano
    nella prossima violenza

    in quella mano
    di chi dovrebbe proteggere
    .
    cesaremoceo

  • 25 agosto 2013 alle ore 16:31
    Basta poco per credere al sempre

    Avere sempre la mano sul cuore
    e conservare tutte le pagine della vita
    anche quelle non scritte

    amorfe e insipide

    senza fare scioperi di parole o di gesti
    a scuotere i pensieri spesso distratti
     
    Prevenuti
    non ci rendiamo conto
    di ciò che abbiamo davanti agli occhi

    e non ci è facile spiegare
    quello che si agita
    nel profondo dell'anima

    dentro le fragilità
    che si annidano in ognuno di noi

    e ci accompagnano

    avvolte e sopite

    per tutta la vita

    fino a risvegliarsi
    appena la coscienza li stuzzica

    e poi nutrirsi di sentimenti
    di nostalgie e di fantasie

    e rimanere sempre in viaggio

    anche quando
    siamo fermi ad aspettare
    di spogliarci

    dalla meravigliosa serie di contraddizioni
    che ci vestono
    .
    cesaremoceo

  • 25 agosto 2013 alle ore 11:59
    Nessuno

    Muori
    nell'insignificanza
    il mondo ti dimentica
    come se tu non fossi
    mai esistito
    che dalla polvere
    non sei mai uscito
    ed il tuo funerale
    non è mai stato celebrato

  • 25 agosto 2013 alle ore 11:33
    Mano materna

    Mano Materna 
    generò in te 
    sublime sensazione 
    d'acclamata libertà.
    Pensieri cupi 
    nella mente 
    avanzano 
    apportando
    dolore e rancore, 
    tristezza e tanta 
    amarezza
    al tenero tuo cuore.
    Abbandonasti serenità 
    in martoriato percorso 
    di vita 
    puntellato d'ostacoli... 
    ad indicare difficoltà 
    di terrena insoddisfazione.
    Cercasti con tutta 
    te stessa 
    via di fuga certa,
    ma luce tardò 
    a giunger 
    in tua salvezza.
    Adesso la mano Materna, 
    poggiando su te 
    suo memorabile,
    incommensurabile Splendore...,
    apporta pace e 
    profondo calore, 
    gioia e 
    tanto amore.
    Temere non serve più!
    abbandona paure 
    terrene e 
    vivi in affetto di 
    candida luce Materna.

  • 24 agosto 2013 alle ore 23:35
    Riflusso

    Le asperità
    puntellate
    da estroflessioni
    appuntite.

    La mia anima
    ingurgita
    lei malsana,
    se ne sta dritta
    impettita
    maciullata

    Gravida nel
    suo utero
    ma abortita
    dall'onta
    scimunita

    Prorogandosi lei
    pazienta
    nel tugurio
    ove alloggia 
    inviperita

    Nel porcile
    emarginata.
    Intanto... il 
    taccuino trascrive
    il suo rancore
    partorendo la prole
    accudita, allattata
    dalla carta
    ormai imbrattata.

  • 24 agosto 2013 alle ore 22:24
    Alone di luna

    Come nella notte stellata
    brilla alone della luna
    sì la tua figura
    rifulge e supera
    di luce l’altra stella
    riflettendola
    nella luna
    sulla terra
    Sei bellissima
    in immagine di sublime statua
    rapisci la mia vista
    che contempla la tua stella
    sì graziosa
    leggiadra
    L’anima tua si svela
    sogno realizza
    di immortale vita
    contemplata da un poeta.
     
     
     

  • 24 agosto 2013 alle ore 22:09
    Raggio di sole

    Raggio di sole
    rimango a te contemplare
    quando sei all’orizzonte
    tra cielo e nuvole
    tra nuvole rosate
    ti libri dall’aere 
    su infinite corde
    all’infinito tese
    nella volta celeste
    Vieni a baciare mea fronte
    con il tuo tepore
    divino arciere
    scocchi le frecce
    ferisci anime
    Con la tua passione
    armoniosamente
    lambisci le mie gote
    e il mio cuore
    innamorato di te,
    o celeste attore.
     
     

  • 24 agosto 2013 alle ore 21:21
    Troppa quiete e poco rumore tormentan le mie ore

    Cercare sempre
    di dire le verità

    con umili parole
    vissute in prima persona

    sul momento 

    scrivere quello che vivo

    osservandomi

    continuamente allo specchio

    senza giocare con i sentimenti

    senza perdere la semplicità

    senza sciupare la propria personalità

    respirare libero

    nell'importanza della preghiera

    fino a rimanere solo con me stesso

    nell'esistenza dorata dal sole
    steso tra le stelle

    che risplendono un pò qua e un pò là

    a rinforzare le ali

    per continuare a volare

    perchè non contano gli anni

    ma i desideri
    che muovono i sentimenti

    che alimentano le speranze
    .
    cesaremoceo

  • 24 agosto 2013 alle ore 17:56
    Sogno marino

    Senti il canto delle Sirene
    navigando dentro l'azzurro
    leggero il cuore d'amore
    per la promessa di bacio.

    E naufragando nel sogno
    rinasci fra stelle marine
    amiche del gentil corallo
    di cui si adornano fate.

    Là creatura dell'acque
    tra l'ombra e il chiaro
    stai di giorno e notte.

    E cavalchi l'ippocampo
    in corsa dietro alle stelle
    mai spezzando l'incanto.

  • 24 agosto 2013 alle ore 15:59
    Perfetta imperfezione

    ...tieni a bada i quattro guerrieri spietati che sfaccettano le tue molteplici sfuggenti e contrastanti personalità
    e sii allo stesso tempo clemente con te stesso per perdonare le tue violente ma delicate debolezze....
    Perche' solo tanta naïf,spontanea,contrastante , travolgente e dilagante energia emozionale può rendere speciale l uomo meravigliosamente imperfetto che sei...
    Un enorme orso sensibile e dolcissimo ma corazzato al mondo come un carro armato....
    Hai il dono di aprire le menti...
    Hai il peso di cambiare le anime....
    Hai la capacità di spiegare le utopie e l'incomprensibile...
    Hai il difetto di lasciare segni invisibili ma profondi al tuo passaggio....
    È facile odiarti violentemente o amarti profondamente,
    ma di certo non puoi essere un compagno di viaggio a cui essere indifferenti o discaccati, perche' la tua natura carnalmente selvaggia nn te lo consente....
    Sei il soffio di un drago....
    Sei le ceneri infinite di una fenice....
    Sei pelle, anima e essenza di un vulcano ardente....davanti alla cui prepotente eruzione non si può scampare ...

    Tu sei  uno di quegli incontri che si fanno nella vita, e che te la cambiano....

    Tu sei, semplicemente Tu...
    Il principe imperfetto...

  • 24 agosto 2013 alle ore 15:29
    Le spiagge di settembre

    Si inseguono le onde del mare
    stanche di monotonia eterna,
    volontà dolorosa di ricordi teneri
    a coccolare amanti dispersi in giochi e ambiguità.
    La costellazione dell'Addio passa su amori estivi,
    agonizzanti sulle spiagge di settembre:
    gli ultimi bagnanti raccolgono conchiglie alla deriva, 
    gusci di amori al sale
    e ricordi amari di speranza.
    E la spiaggia si riposa nella mente degli innamorati ormai lontani,
    tra desideri confusi
    e silenzi incerti,
    attendendo silenziosa e inquieta
    - ormai da secoli -
    di tornare a vivere e soffrire 
    l'estete successiva.

  • 24 agosto 2013 alle ore 14:38
    Lievi distanze

    Non sono stata davvero
    addormentata
    ma ho sentito sul petto
    stringere i lacci
    che scollano le aderenze notturne agli astri,
    e il mio petto che è stato pure immerso
    nel mare non ha potuto fremere né
    cantare ancora,
    come un uccello affogato
    che non cessa sotto il sole la sua presenza
    e che disabitato galleggi
    in una lieve distanza dalla terra.
    Questo confine che smantella le parole
    ellittico ritorna agli stessi ingressi
    la notte
    dove i luoghi svaniscono ed avanzano buchi
    di grandi spazi roventi.
    Sorella, tu non sai niente
    e quello che ti è stato risparmiato
    ancora stipato nelle pietre pesanti,
    come in una guerra risale dal sud.
    I morti hanno una voce
    di metallo che attraversa solitudini e paludi,
    le loro ossa pesano sul nostro risentimento
    di fragili membra dove il sangue si ferma.
     

  • 24 agosto 2013 alle ore 11:43
    L'imponderabile

    Non esiste orizzonte per i miei pensieri
    io sono ovunque
    e con chiunque.
    Non c'è limite al mio pensare.
    questo è il mio potere.

  • 24 agosto 2013 alle ore 11:23
    Del silenzio delle cattedrali

    E mi sono fermata a guardare
    quel dissennato lavoro
    del mio egocentrico pensiero
    mentre sedevo
    composta
    in quella chiesa.
    Ci ripenso ancora
    a quell'assoluto niente
    che invadeva le mie ossa
    rese liquide
    dalla tristezza della tua assenza.
    Quel prete
    intonava un canto
    che non ho mai capito.
    Niente mi appartiene
    di questo simbolismo
    che non rende più facile il distacco.
    Non credo ai fantasmi
    che restano sospesi
    all'interno dei fuochi delle candele
    o tra le spire di fumo degli incensi
    ma quando ritorno su quei banchi
    ed appoggio la fronte sul legno dell'inginocchiatoio
    io ti sento vicino a me
    con il tuo sguardo duro ed amorevole
    dagli ardenti occhi neri.

  • 23 agosto 2013 alle ore 22:43
    Creatura alata

    Allora
    svolazza altrove
    nel pallore
    sopra le 
    catene montuose

    Creatura smunta 
    e alata 
    Parsimoniosa
    addestrata
    per non spiccare.

    Sogghigna.

    Prosciugata
    tersa
    privata del
    suo scettro.

    Decolla
    col suo becco
    ascendendo
    senza il suo boccone
    contrita, amareggiata.
     

  • 23 agosto 2013 alle ore 21:25
    Fragilità

    Raccattare
    i pezzi di se stesso
    richiudendosi 
    nelle stanze solitarie del cuore
    dove riunirli
    senza alcuna altrui commiserazione

    caricarsi nelle otri dell'esperienza
    lacrime e gioie
    speranze e paure
    per calmare le risacche dell'anima
    in certe notti di stelle lucenti
    o di vento impetuoso

    con la pietà a divenire
    l'effervescenza della rinascita

    dove finalmente
    le cicatrici della vita
    diventano autostrade d'argento

    sulle quali scorazzare
    a proprio piacimento
    .
    cesaremoceo

  • 23 agosto 2013 alle ore 18:12
    VINO

    Mitologia e storia
    han reso famoso
    il licor della vite,
    davvero prezioso.
    Della sua ebbrezza,
    dispensatore
    fu Bacco-Dionisio,
    di Grecia "signore".
    Ne bevve sì tanto
    il vecchio Noè,
    da ubriacarsi
    ignorando 'l perchè.
    Lo trasse dall'acqua
    a Cana, Gesù,
    e fu gran sorpresa
    chè piacque di più.
    Fu nel Cenacolo
    al vertice posto,
    quando divenne
    il sangue di Cristo.
    E' triste, purtroppo,
    dover costatare
    che molti incoscienti
    non lo san apprezzare.
    Costringon la Legge
    ad intervenire
    perchè sono tanti
    ad esagerare
    e tante tragedie,
    così provocare.
     

  • 23 agosto 2013 alle ore 16:35
    Sul porto canale di Cesenatico

    Seduta su una panchina
    mi scalda il sole di ottobtre.
    Di fronte,
    finestre aperte
    nella casa museo di Marino.( Moretti)
    Chiudo gli occhi:
    non sento il chiasso 
    delle umane cicale domenicali.
    Sono fuori del tempo.

  • 23 agosto 2013 alle ore 9:35
    Notte Chiara

    Quando arriva la sera
    Mi proietto nella notte
    E da solo nel mio letto
     
    Rimugino presentimenti
    E tra le candide lenzuola
    Non mi sento più isolato.
     
    Il miei istanti si muovono
    Dentro vortici di bellezze
    Per sfamare i miei respiri

    Le notti sono ben nutrite
    E il tempo non mi manca
    Per godermi nuovi amori.
     
    Inesorabile nasce la luce
    Dissolve le mie bramosie
    Con tutto l’immaginario.
     

  • 22 agosto 2013 alle ore 21:36
    Il fascino del tuo odore

    Sballottato da un vento
    che cambia sovente
    la sua direzione

    m'ubriaco
    al fascino del tuo odore

    e viver a saper accettare
    confusioni e imprevisti

    a partorire emozioni forti

    che non intendono ragioni

    e nel loro impeto

    più gli alti diventano alti
    e più i bassi diventano bassi

    stringersi nei gioiosi abbracci
    dei grandi momenti della felicità

    e superare i vuoti
    che lascia la nostra scia

    godendo delle schiarite
    nei giorni uggiosi
    che minacciano tempeste

    concedendoci
    il lusso di vivere di testardaggine

    e dormire sempre
    assieme ai nostri difetti
    .

  • 22 agosto 2013 alle ore 14:16
    Resisti

    Resisti al tramonto
    delle stelle che cadranno
    su di te
    strofinando segni
    che lascerai, alle pareti
    di futili motivi

  • 22 agosto 2013 alle ore 4:14
    Folata di vita

    Luminescenze
    silenti
    pastellate

    Lucciole
    fluttuanti
    cortecce
    ansimanti

    Cigni col
    capo chino
    nel vibrato 
    raggio d'acqua.

    La vita 
    è una folata
    si esprime
    in natura

    E' un giro
    spettrale
    è odore che 
    non sfugge.

    I suoi
    spettatori
    attori che
    dirigono a bacchetta
    quel che essi
    stessi vivono.