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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 luglio 2013 alle ore 0:16
    Dedicato a me

    Predicavo parole d’amore,
    gioivo,
    soffrivo,
    lenivo il dolore.
    Dipingevo uomini soli
    nel silenzio di un pensiero,
    nel candore dell’essenza,
    nelle ombre del mistero.
    Provocavo sorrisi
    e amarezze,
    confondevo l’amore,
    rubavo carezze.
    Questa ero io
    e forse lo sono ancora,
    ma adesso vado via
    senza geometrie
    dal mio regno crepato
    che si scolora.

  • 04 luglio 2013 alle ore 23:48
    Sentimenti spacciati

    Risalire alle radici

    per non essere ancora spettatori
    della democratizzazione della cattiveria

    nelle quotidiane pratiche predatorie

    giustificate dalla finta povertà deviante

    ad approfittare di veri poveri

    utilizzando

    la mano invisibile della violenza

    a regalare la pace in cambio
    del fascino perverso della corruzione

    in una mescolanza
    di sentimenti spacciati
    .
    cesaremoceo

  • 04 luglio 2013 alle ore 22:02
    3 cuori

    IL primo per immaginare il momento
    il secondo per salire le scale
    il terzo per tuffarmi nelle tue lenzuola

  • 04 luglio 2013 alle ore 20:04
    Viso

    Come petali di rosa
    i tuoi baci
    accarezzano le mie gote
    I tuoi capelli corvini
    incorniciano maestosamente
    il tuo volto
    I tuoi occhi
    mi sorridono
    per me emettono
    lievi note
    Le tue rosee labbra
    si muovono
    uscire facendo
    dolci e calme lettere
    Non potrò mai
    dimenticarti
    nella mia
    memoria
    sempre starai.

  • 04 luglio 2013 alle ore 15:32
    Big Eyes.

    Goccia dopo goccia libare i momenti
    vissuti tra le braccia e gli aneliti
    quando morta la sera s’affaccia
    sull’ardente bisogno mal celato.

    Ed ho visto d’affanno emozionato
    pregni, i tuoi occhi divenire specchi
    di perle adornati e brillanti
    immensi abissi di quiete passionale.

    In segreti ho conservato i sussulti
    delle ore calde e buie passate
    navigando tra i sensi e le nostre idee
    falotiche, svelate prima del tramonto.

    Stretta cosi la tua ricerca riposata
    al mio desio da tempo praticato
    nel luogo dove ritrovata e vincente
    la mente bacia il corpo
    sublimando la gioia palesata
    nella nostra Via di mezzo.

    Raffaele di Ianni.

  • 04 luglio 2013 alle ore 13:05
    Cinque Cento Sessantatre

    Piegato nel mezzo il tuo nome è un boomerang,
    la nave inabissata di prua che scodinzola al cielo
    il deretano ancora asciutto, la luna che si fa pregna
    nel quarto. Adesso che mi sta dentro come una
    scheggia, come la spina fra lenzuolo e lenzuolo
    di carne, non riesco a spurgarlo, o meglio potrei,
    ma è dolce il dolore che viene quando, coricata
    o all'in piedi per inerzia più che per vita,
    lo sento ancora tagliarmi, così che non sia
    liquido miraggio tutto il sangue che perdo
    e perderò all'infinito perdendoti. Lenta, struggente,
    rossa disidratazione: tu mio percolatoio dove,
    scolando, mi spengo a morte e raffreddo.

  • 04 luglio 2013 alle ore 11:31
    Candele spente

    Parole di Libertà
    calpestate come formiche
    dai monarchi dell'apparenza,
    vivremo tutti fino a cent'anni
    morendo dentro una volta passata l'infanzia
    Un barlume di speranza e di ideali
    nel cuore di alcuni
    come una candela nella notte
    a mostrar la via ai tanti smarriti..
    Soldi,potere ed egoismo
    quand'è stato il momento in cui han preso il posto
    di Amore,Libertà ed Uguaglianza?
    Oh poveri francesi!
    Che han tagliato teste per tutto ciò
    Si sono macchiati di sangue
    per ripulire il loro mondo
    di cosa ci macchieremo noi?
    A chi taglieremo le teste per riconquistar
    i veri valori?

  • 04 luglio 2013 alle ore 10:03
    Circumavigazione dell'anima

    Viaggi faticosi

    a volte amari

    in luoghi d'abbandono

    coniugando momenti d'incanto
    con richiami d'amore

    a far dell'accoglienza
    intensa filosofia di vita


    e assopire inquietudini nascoste 

    per non essere naufrago di sè
    nel mare dell'amor proprio

    non restar chiusi
    nella gabbia di profondi silenzi

    seminare speranze
    nei cuori d'attorno inariditi

    dal soffio caldo
    imprescindibile del sacrificio

    cercare sempre le giuste parole 

    credere d'averle trovate

    e accorgerti spesso 
    d'aver sbagliato

    fino a tramutar
    la disponibilità in invadenza
    .
    cesaremoceo

  • 04 luglio 2013 alle ore 9:39
    La Vita

    Cos'è la vita
    se non un magnifico
    spettacolo circense,
    e noi...
    artisti di strada,
    giocolieri,
    mangiatori di fuoco
    per scaldarci il cuore.

    Senza prova generale
    ogni giorno
    si và in scena,
    straordinari interpreti
    di sogni ed illusioni.

    Non siamo
    che funamboli precari
    ad inseguire un equilibrio
    su fili tesi dal destino.
    E vacilla la corda
    ad ogni passo
    ed al soffiar del vento,
    tra il nulla
    che avvolge
    e il vuoto
    che risucchia,
    perennemente in bilico
    tra dubbi e convinzioni,
    tra una lacrima e un sorriso

    Eppur...
    bisogna andare avanti,
    ondeggiando,
    barcollando,
    ma con le mani
    sempre salde
    all'asta del coraggio,
    perchè ci incalza
    la Vita,
    e beffarda,ci inganna
    e passa...

  • 04 luglio 2013 alle ore 1:40
    Te in me

    Vorrei esser te in me
    per amare me stesso
    tanto quanto amo te.

  • 04 luglio 2013 alle ore 1:36
    Cluster

    Scomponi l'acqua
    e regola gli orgasmi
    defrazionando amore
    a dilagare.

    Mi sento vivo,
    cazzo, non lo vedi?
    O gli occhi dentro agli occhi
    sono ciechi?

    Sei eco
    ribattuta sulla pelle
    puntale
    che incide le mie vene.

    Nell'agonia
    a rilascio lento di un amplesso
    dolce il mio sangue bianco
    ti attraversa.

  • 03 luglio 2013 alle ore 17:19
    Pensieri

    Come in un stretto
    sono uniti
    due mari
    Così noi siamo stretti
    legati
    con le mani
    e i piedi
    Come una cordata
    di scalatori
    intorno a una montagna
    Come in un cerchio
    formato
    da tante persone
    Così siamo
    avvinghiati
    incatenati
    Le nostre anime
    le nostre menti
    i nostri cuori
    sono uniti.

  • 03 luglio 2013 alle ore 13:28
    A Michele. Cinque Cento Sessantadue

    Nel giorno della tua morte nessuno
    indossa i guanti o esibisce il nodo,
    nera mostrina affacciata alla giacca,
    tetra bocca di leone.Non c'è più tempo
    per i cuscini con il collare delle preci
    e dei nomi, cani ben profumati a ricordare
    in quante cucce entrò il tuo spasmo, nè
    per la viola palizzata dei fiori accostati
    alla Chiesa. Dong dong.
    Nel giorno della tua morte si ride; nei
    vicoli i coni sono post it alle mani ed
    i gusti, artificiose chiome dolciastre,
    friniscono sciogliendosi, meduse
    condannate all'arena bollente.
    In questo santo giorno maledetto
    in cui la distanza è un'orsa e bramisce
    da Place Vendome alla Costa, i pollai
    evaporano la maleodorante resina
    dei rifiuti  e nella paglia ancora tiepida
    sono posti mancanti in sala i buchi
    dei tuorli a cui non andrà l'investitura
    del pigolio. Ho conservato la foto in
    cui compari dietro una bibita scura:
    io ed i miei riccioli abbiamo quattro
    anni per quattro candele, il mio  busto
    è impacchettato nel maglione più caldo,
    pappagallo ammaestrato a ripetere
    nella lana il colore degli occhi.
    Oggi, all'alba, eri già oltre ogni
    cosa, sornione e beffardo, la cravatta
    sottile adagiata da qualche parte,
    l'ultimo sorriso a  Philippe. Buon viaggio,
    vai in alto e all'ingresso della mammella
    di questo luglio bastardo, stacca il tuo
    biglietto.  Riposa. Io interrompo la
    corrente al pensiero.  Nella borsa
    hai già tutto? Pancia sciccosa di
    Hermes con dentro le tue brave ossa.

  • 03 luglio 2013 alle ore 12:47
    Fiore di persia

    Annoderò a cuore
    note morbide e dolci
    nascoste
    in un posto segreto
    tra le mie dita e le corde
    a creare un tappeto di luna
    che si alzerà in volo
    tra le guglie
    dei tuoi pentagrammi.
    E quando sì fatato tappeto
    vestito di audacia di Principe
    oserà atterrare nel giardino
    del tuo dolce canto
    ti chiederà
    di donargli il fiore più bello,
    la tua voce in sposa
    per volare con lui
    nel suo cielo di baci rubati.

  • 03 luglio 2013 alle ore 12:40
    Cinque Cento Sessantuno

    E le rotelle prensili sotto il cielo:
    gran quadriga di stagioni questo silenzio,
    di pose involute come organi ancora
    informi, di embrioni intirizziti alla
    schiusa. Chi sono da giorni non
    sommo più: sono essenza
    ed intenzione. Sono spasmo,
    la cordigliera spezzata
    di una schiena abituata all'ombra
    ed improvvisamente sbucciata al sole.

  • 03 luglio 2013 alle ore 12:05
    La nascita delle idee

    Piccoli passi scandiscono il mio battito,
    sposto dal mio cammino spighe di grano
    che solleticano le mie mani
    bisognose di sentire il vento su di esse

    Un vento di Libertà
    che consiglia al mio destino
    di non fermarsi,di non arrendersi
    alla gravità della quotidianità

    Ma di guardare oltre l'orizzonte
    che non e' la fine di un mondo
    ma lo scopo di una vita..

    Ora il mio corpo diventa un aquilone
    sospinto in un Iperuranio
    diventando anch'io un'idea

    Immortale.

  • 03 luglio 2013 alle ore 9:43
    Tut il bambino Faraone

    Tut il bambino Faraone

    Nella valle dei Re dove l’occaso del sol  si nasce
    la rotta roccia scolpita colorata non pace né quiete
    eterna, qual quel dì lontan la pietas sì volle,  dona
    alla piccola mummia un dì corpo del Faraon bambino
    che trasparente teca tiene ed alla vista ai violator
    del suo infinito sonno oggi me compreso s’offre.
    E mentre scorre con lento passo la lenta teoria
    del guardian la man lesta al venal tributo s’offre
    suo quel furtivo raggio di torcia su occhiaie vuote
    dal buio  a risvegliar e a occhi impietosi offrir
    e  a Tut  un dì potente oggi povere ossa rendere
    continua e ripetuta offesa. Giusto mi chiedo
    turbar dei morti il sonno nel nome della storia?
    Mi sovvien l’urna dei forti in Santa Croce..lì più rispetto!

  • Cosa resta nei cuori
    straziati da profondo dolore,
    cosa apporta perdita
    affranta
    d'amor sacrificato,
    cosa ancora assenza profonda ed
    incolmabile a tormentar
    la mente nel dubbio e
    nell'affanno!
    Attimo nefasto sconvolse
    l'anima di chi t'amò,
    di chi cercò il tuo sorriso,
    di chi offrì sue dolci attenzioni
    a tenera gioia
    d'inaudito splendore.
    Ora che tua presenza non è
    più fra noi,
    in questo lembo di chiare casette
    schierate in file ordinate,
    oscura malinconia abbraccia
    malumori e irrisolte incertezze
    a cui mai nessuno avrà
    accesso
    se non vivendo tutto ciò.
    Voglia in cuore giunge spontanea
    a tentar soluzione
    in acclamata speranza...
    Pronta risposta giunge
    a me
    da amorevole fede,
    intensa in sua essenza.
    Mai più il dolore strazierà
    il cuore,
    nè perdita durerà in eterno
    se fede si avrà:
    Nel credere in una vita nuova,
    dove regna soltanto
    la serenità del cuore.
    Serenità che ALINA trovò,
    in Eterno, strabiliante candore!

  • 02 luglio 2013 alle ore 15:56
    Pensieri in fuga

    La verità è nelle sfumature.
    Affiora lesta sulla superficie di un’idea, tradita dall’illusione che tutto sia come appare.
    Mute di parole abbaiano febbrili tra i dirupi scoscesi dell’anima a caccia di pensieri in fuga.
    Ma, finché il pensiero resta libero, la verità è salva.

  • 02 luglio 2013 alle ore 12:19
    Haiku

    un muro antico
    d’amor scritte sbiadite
    rid’un ramarro
    …………………….
    biondeggia grano
    macina gira gira
    bianca farina
    ………….
    stelle cadenti
    lì luminosi sciami
    pianto del cielo
    ………………..
    stelle cadenti
    desideri sopiti
    eccoli nuovi
    ……………..

    spenta la luna
    pur spento l’amor mio
    spente son le stelle

    …………………………
    Lavanda in fiore
    Ridon colline e prati
    gioisce il cuore
    ………………………….
    Brocca di rovo
    fredda neve nel bosco
    spina nel cuore

    …………………………..
    Foglia di gelso
    un rumore leggero
    bruco che pasce
    ………………….

    Brocca di rovo
    Gocce rosse di sangue
    spina nel cuore
    ………………………..
    Il tiglio piange
    nella notte silenzio
    resinoso gel

  • 02 luglio 2013 alle ore 10:26
    Le chiavi dell'anima

    Uno zampillo d'acqua

    la sua carezza che mi sfiora
    a risvegliar voglie

    e rimanervi aggrappato
    nella loro metamorfosi di sogni

    Far fiorire intensi pensieri
    nel desiderio di restare abbracciato
    a quel groviglio d'emozioni

    Tu

    che raccogli i pezzi persi 
    nel mio andare

    riunendoli

    a ricomporre il tuo uomo

    e Io

    nella voglia di scrivere

    a bruciare idee
    per avvezzarmi al caldo opprimente

    soffocante nell'anima

    a far uscire dalla mia interiorità

    l'innato piacere del silenzio

    in un impulso che esplode
    in tutta la sua pienezza

    mettendo in gioco
    sentimenti ostinati e prepotenti

    suggestioni dove i desideri
    sono comandamenti

    che che s'incrociano 
    con la mia miseria umana

    nella sua ineludibile realtà

    Sperare che il futuro
    potrà reggere
    il colpo della mia assenza

    facendo diventare quel dolore
    un lusso che reca lustro

    e in tutto questo
    ricordarmi sempre
    di portare con me

    nei viaggi dell'anima

    le chiavi di casa
    per farvi ritorno
    .
    cesaremoceo

  • 02 luglio 2013 alle ore 7:53
    Tesa esistenza

    Placa questa incontenibile e
    spropositata amarezza,
    rabbia che urta i sensibili sensi e
    trascina tutto con se
    non lasciando traccia alcuna
    di speme,
    se non
    nell'appigliarsi al ricordo
    di tenera bontà profusa
    con amor solidale
    in questi pochi anni
    di vita terrena.
    Carattere certo,
    deciso,
    d'esistenza speciale portata
    avanti con tanta allegria e
    spensieratezza.
    Forte e sicura affrontasti
    questo mondo.
    Serena e contenta attraversasti
    questo filo sottile che
    divide umana terra a
    divin paradiso.
    Infondi coraggio al mondo,
    Dolce ALINA,
    infondi forza in me
    al mio vagar per strade solitarie
    in tesa esistenza che continua
    ad esser tormentata
    da malsani avvenimenti.

  • 01 luglio 2013 alle ore 21:57
    Parole

    Solo a te
    i miei pensieri rivolgo
    solo il dire
    il tuo nome
    mi rallegra
    mi libera
    dalle opprimenti
    preoccupazioni
    Tutto per un attimo
    sembra più bello
    al mio occhio
    o mio dolce usignolo.

  • 01 luglio 2013 alle ore 19:27
    Il tempo brucia

    Il tempo buio brucia
    le mie mani
    poggiate sui vetri,
    si è fatto scuro ancora,
    lui dice che
    la visione è bella,
    più bella nel buio,
    io lentamente stingo con l’aurora.
    Questa superficie
    che ora s’è fatta piana
    inarca le orbite,
    il lento divenire
    ha la forma precipitosa di qualcosa.
    Vedrai, l’aria che abbiamo respirato
    sarà presto piuttosto un fumo denso,
    ci salirà alla bocca quella parola antica
    che salverà quel poco di orizzonte,
    che ne sarà della mia bocca
    e del respiro,
    e che dirai quando
    mi sarò fatta acqua.
    Sotto il quadro del cielo
    abbiamo sfilato i fili del disegno
    che ci teneva saldamente in piedi
    ed ora a nuotare
    non si fa fatica,
    solo la direzione muta
    continuamente e
    si perde tempo,
    ma tu hai un nuovo viso
    ed io un vestito bianco,
    e se questo è un sogno
    desidero vivere
    in questo mondo
    di creature precipitate e salve.

  • 01 luglio 2013 alle ore 19:21
    Falso risveglio

    Ho pensato che mi ero svegliato...
    Sbaglio! Ancora dormivo e sognavo.
    Era solo un altro falso risveglio.