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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 giugno 2013 alle ore 16:45
    Primo periodo

    E’ passato un mese
    da quando ci
    siamo ritrovati
    dopo tanti anni
    Pur vivendo in due
    continenti diversi
    tramite epistole
    alimentiamo i nostri rapporti
    O come vorrei essere
    più vicino a te
    la distanza cancellare
    lontananza meno soffrire
    O come vorrei vivere
    ogni minuto con te
    ogni istante con te
    ogni attimo con te
    Solo tra un anno
    ci vedremo
    separati vivremo
    insieme attenderemo.

  • 28 giugno 2013 alle ore 14:57
    "Per sempre nel mio cuore"

    Lasciasti questo mondo
    a te caro,
    in gioia e voglia
    di offrire contributo vitale
    a quanti vedevano in te
    gran soddisfazione,
    gran forza e dignità.
    Hai raggiunto
    l'orizzonte decantato
    ampiamente
    da poeti e scrittori,
    penetrando luce intensa,
    assaporando il gusto d'eternità
    incantevole.
    Ora,
    dolce Alina,
    sei in amorevole verità!
    Verità che tutto
    percepisce e
    tutto fa comprendere.
    Sei in Dio,
    sei nell'universo,
    sei nel mondo...
    Pronta a difender
    nostri corpi umani
    da assurde debolezze,
    noiose incertezze,
    apportando pace
    a cuori distratti e
    offuscati da umana
    imperfezione.
    Un abbraccio,
    dolce ALINA.

  • 28 giugno 2013 alle ore 10:33
    L'Arte

    Se una tristezza, all’alma resta impressa
    per uscir fora da codesto loco…
    con un sorriso, credi, non è poco…
    raccogli la speranza, ti è concessa.

    Allontana quell’aria sottomessa
    prendi la vita sempre come un gioco
    ai dolori e tormenti dagli fuoco
    la gelosia? E’ malattia sconnessa…

    Teatrante di un teatro da inventare
    improntato tra sarcasmo ed ironia.
    La morte? Gioca un ruolo elementare…
    Primo attore, che mescola le carte.
    Vecchiaia e gioventù in sintonia…
    Gran confusione, ma chi vince è l’Arte!

    Sonetto dedicato a Pirandello e alle sue opere.

  • 28 giugno 2013 alle ore 10:32
    Notte

    Mentre tutto dorme già, 
    la luna sale in alto al cielo
    e innaugura la nuova notte.
    Il cielo spoglio, senza luce
    aspetta la prima stella,
    il primo sogno di un bambino.

  • 28 giugno 2013 alle ore 10:05
    Dimmi a memoria il canto

    E quindi dimmi
    se mai sei stato
    attraversato dall'acqua,
    bevuto
    invece di bere,
    corallo
    nell'ora meridiana,
    abitato dal nome delle rocce
    o scavato dal silenzio.
    Dimmi
    di cosa parli
    quando non sei
    stato mai ucciso
    dal rosso del papavero,
    dimmi a memoria il canto
    dell'onda e dimmi
    la trasparenza delle vocali
    nel nulla che succhia il fuoco vivo
    e urla,
    dimmi la mezzaluna ponte sul poema,
    se hai ancora la lingua
    che non sia bruciata
    nell'anestetico
    e sempre che sia vivo il gatto.

  • 28 giugno 2013 alle ore 1:34
    Insieme

    “Insieme” è forza
    “insieme” è bello
    “insieme” è magia
    che fa crescere l’impegno
    e moltiplica l’ingegno

    “Insieme”
    il solo modo
    per essere perfetto
    perché ciò che a te manca
    ce l’ha l’altro di certo.

    “Insieme”
    è il tutore che ti sostiene
    quando non stai in piedi
    è come la canna
    per il pomodoro!

    “Insieme”
    è compagnia
    che ti avvolge
    e scioglie ogni malinconia

    “Insieme”
    è la sorella
    che ti rimane vicino
    e non ti lascia
    finché non sei guarito...

    “Insieme”
    è il motore
    che fa girare il mondo.

  • 28 giugno 2013 alle ore 0:07
    Volo d'ebano

    Non c'è vertigine
    nell'attimo sonoro
    che dondola nel vuoto
    le sue gambe
    seduto comodamente
    sopra un bischero
    a immaginare note.
    La mano mia si allunga
    facendo trapassar
    tra un dito e l'altro
    le quattro code
    del nichelico sorcio
    tenendo un occhio aperto
    ed uno chiuso
    come a voler far suo
    il melodico momento
    imbevuto d'estro armonico.
    Glissano gli amori
    e poi camminano
    gettandosi in picchiata
    giù sul fondo
    e morbidamente
    risalgono la cima
    come in un bunjee jumping
    legati ad un elastico
    di dolci frasi pizzicate.
    E la parete nera
    libera colori.

  • 27 giugno 2013 alle ore 21:13
    Fuori dal tempo

    Per la notte che mi è sorella,
    io chiedo di far ritorno nel silenzio
    e di sostare,
    fuori dai giorni opachi
    tra le sue mani calde
    e le sue labbra schiuse.
    Solo si estingue la mia sete
    tra le sue immense braccia
    e il suo andare lento;
    mia la sua bocca,
    mio il suo vento
    che trasmigra le ore fuori dal tempo.
    Io chiedo siano cancellate le parole
    insinuate come un nodo nel mio petto,
    per ritornare alla battaglia audace
    nel suo giardino di zagare incompiute.
    Chiedo di dimorare senza tempo
    tra le vele agitate della notte
    dove le mani sue hanno ròtte
    eternamente in volo,
    lentamente.

    da:L'Oasi e la Neve, poesie d'amore e d'eros. Il Calamaio ed.

  • 27 giugno 2013 alle ore 18:31
    I tuoi occhi

    I tuoi occhi
    come aguzze saette
    infilzano il mio cuore
    e lo sconquassano.
    D'essi m'hai fatto dono
    che custodirò nell'animo mio.
    Sempre!
    Oh, che occhi meravigliosi,
    sublimi, stupendi,
    straordinariamente impareggiabili
    m'hai donato!
    Ora li tengo accanto a me
    preziosi e unici
    e godo del loro respiro.
    Mi guardano intensamente
    e quello sguardo fisso,
    come un alito,
    come un sospiro,
    come un sogno,
    è tutto ciò che rimane del ricordo di te!

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:11
    ad una donna

    Ad una donna che tanto amato ebbi che
    tanto di mia forza la vita ostacolai
    per la passione futile
    il senso di un possesso che
    senza sano amore nutrire mai potei

    Ad una donna splendida anche nel suo crollare
    la furia travolgente d'intima confusione che
    per le mie demenze in lei potei innescare

    Ora nel mio silenzio in questa lontananza
    a quella donna elevo un canto
    di grata rimenbranza

    Ad una donna limpida
    di fuoco e di dolore che nel mio cuore abita
    avvolta in un ardore per sempre
    forma e compito impronta evocatrice
    a quella donna dedico una
    eterna cicatrice

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:09
    puro colore

    Cerchi di puro colore cadenzano la sagoma del sasso
    Unica prerogativa di una beltà frugale
    Io ti bagnai del mio pianto in effige e chissà se in quel momento trasalisti
    Tutto è interconesso,respirare può essere il riflesso di un sole che brucia
    Non ti catturo vigore ma ti posseggo
    Ogni sette anni dell’umano tempo muto corpo e struttura,
    con ciò si esprime la mia eternità
    Scrive la mia mano parole senza rumore
    Del vasto mondo vorrebbe parlare,dire,svelare
    Io è un riflesso di luce,nella vita siamo attimi
    L’inchiostro dura un po’ ed oltre il foglio il pensiero modella la realtà
    L’Io si accalora
    Niente è già qualcosa,
    fuori dell’anima,si nasce,
    si muore senza posa.

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:06
    l'angelus

    Suona la campana
    l'ora del raccoglimento
    ne cani  ne  gatti
    sul luminoso lastrico
    e le piccole donne accorrono
    serrandosi la vita stretta al seno
    le grige tempie immobili
    segnate sul bluastro delle vene
    dal rapido passar d'idee fisse
    vuoti pensieri carichi di pianto
    o come fumi il rifrangersi
    di  memorie adolescenti
    le mani senza esprimere
    si puntano alla gola
    lacrime per il freddo
    rivolano sulle rughe
    bruciano
    vanno via col vento

    Poche sparute immagini
    compaiono dai vicoli
    si fanno un segno muto
    poi spariscono dentro
    oltre le cigolanti porte
    della chiesa.

    Dopo resta il silenzio
    qualche strillo lontano
    lo scalppiccio nervoso
    d'una ritardataria

    nel cielo indifferente
    le nuvole galoppano
    rondini
    vanno a caccia
    stridono pipistrelli
    oltre le mura in volo
    giù dal mare giunge
    quasi un sussurro  l'eco
    di macchine il rumore.

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:03
    noi

    Noi
    noi siamo così fragili
    così preziosamente fragili
    che la stupidità del mondo
    un sogno segreto del  cuore
    può trasformare in
    un inferno della vita
    perchè non ci unirà 
    un comune delirio

    Noi
    noi siamo così forti
    così profondamente forti
    che la cattiveria del mondo
    una canzone racchiusa nell'anima
    Può far sgorgare in una vittoria
    della vita
    perchè non ci disperderà
    una comune paura

    Noi
    noi siamo così oscuri
    così confusamente oscuri
    che la certezza del mondo
    un anelito alla luce
    può trasformare in
    un grido d'orrore della vita
    perchè mai ci sosterrà
    la comune ignoranza.

    Noi
    noi siamo così semplici
    così limpidamente semplici
    che l'assurdità del mondo
    un sentimento profondo
    può trasformare in
    una scoperta della vita
    perchè mai più ci ingannerà
    una comune teoria.

    Ma noi
    noi che nasciamo e moriamo
    noi che siamo e diventiamo
    noi che vegliamo e dormiamo

    solo con l'amore  alla
    comune essenza ci destiamo

    E così noi
    noi che sembriamo niente
    solo un punto nell'ambiente
    dentro il mondo della mente
    ci scopriamo
    e riveliamo
    questa musica che siamo
    e  mostrando  noi esprimiamo
    il divino che  portiamo.

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:00
    canto

    Canto le vaste fondità dell'etere
    l'atomico pulviscolo aggregante
    canto le terre nate dai marosi
    dell'infinito oceano silente
    l'ore primeve e il moto ininterrotto

    l'anelito del mondo inappagato
    nell'inseguire il ritmo del tempo
    materia partoriente i semi astrali
    canto le stelle esplose per amore
    la notte senza fine che ci accoglie

    canto il dolore delle umane doglie
    canto la forza che urge in ogni stelo
    la stessa che promuove la tensione
    spingendo inerti atomi all'incontro
    la musica inesausta
    la visione

    canto quel che compare
    dell'immutato nulla in sospensione
    canto la sorte la natura interna
    canto la vita
    e canto anche la morte.

  • 27 giugno 2013 alle ore 16:55
    unità

    Sono le minute impressioni
    che hanno spesso il diritto di permanere
    cementarsi come polipi
    per erigere la corallina barriera
    dei ricordi che in quell'ammasso
    diventano memoria
    un che di trasformato
    nuova  storia.
    Tutto s'accresce d'uno
    formando unità inconmmensurate
    minuscole unità fanno universo
    l'indefinibile ambiente della vita.

  • 27 giugno 2013 alle ore 16:54
    varco

    Come un varco insperato
    in un vicolo cieco
    la dolcezza del tuo tenero viso

    nell'abbandono
    la tua bellezza vibrante.

    Una porta che la paura d'amare
    ha troppo a lungo  serrato

    solo in un attimo s'è spalancata

    si !  Ricorderò
    tenendo a mente.
    Un attimo è tutto il tempo
    anche se tutto muta.
    Mi sforzerò di rinnovarmi quest'attimo perfetto
    per poterti ogni volta
    amarti ancora
    fino alla certezza.

  • 27 giugno 2013 alle ore 16:52
    ombre della sera

    S'avvicinano le ombre  della sera
    e le scialbe  impressioni
    ingrandiscono il sentimento
    della vuotezza-
    dell'inesprimibile.

    Si disancora il pavido cuore
    come una ruota , giù per la discesa
    strappandosi  ai controlli della mente
    corre e travolge ogni ricordo
    facendo  come macina
    un impasto
    riporta al caos  quello che era ordinato
    contro ogni dio si pone
    all'imbrunire
    salando il dolce
    addolcendo l'amaro.

    Addosso a grezzi muri
    si sdoppiano le forme
    e non si riconosce più
    il falso dal vero

    Ne tristezza  ne  pianto
    ne gioia ne lamento
    a queste ore  l'anima
    si invola
    un frullo sopra i tetti
    come un gran gufo
    vola nell'oro ardente

    La ragione azzittisce
    solo un singulto
    un breve strido
    simile al topo sotto l'artiglio
    spezzato in un sol grido.

  • 27 giugno 2013 alle ore 16:48
    essere

    Oltre il domani scagliarsi
    Come il sasso da una fionda
    Cieco  incontro al futuro
    Abbandonando  la disperazione

    Osare decidere
    Osare perdersi
    Osare morire

    Più in alto  delle stelle
    Con un grido disperdere la caligine
    Digrignare con collera
    Mordere il tempo

    Osare sentire
    Osare agire
    Osare vivere

    Essere

  • 27 giugno 2013 alle ore 13:56
    Non di te, mai di te

    Non di te, mai di te

    crocefisso che squadri
    noi penosi dietro ai muri
    tutti sporchi di pensieri
    senza spalle dove appendere
    quelle voci, quel colore
    di gesso.

    Siamo noi adesso
    a chiodarci i polsi
    alle croci – noi ladroni
    con la noia domenicale
    che copre la televisione
    spegne l’urlo al Golgota

    e non vogliamo deposizioni.

    Da "Come dio su tre croci" - Affinità Elettive (Jesi)

  • 27 giugno 2013 alle ore 13:51
    Faccia chiusa

    Faccia chiusa
    e lo strascico vedovale
    che mi regalava il sole e la chiesa
    nei giorni che mancavano al tuo nome

    gli occhiali della resa
    inforcati sul mutismo
    sul Cristo, il bambinello
    il fango crollato sul letto

    un bacio un vento
    una parola sola ancora
    cruenta sul ventre cercato come il seno
    dal tuo figlio

    poi  vera come ai primordi a palmo
    a palmo risalisti i mesi
    i rosari e i comò di gioielli

    su tutto si stenda la materna croce
    e bene in vista.

    Da "Come dio su tre croci" - Affinità elettive (Jesi)

  • 26 giugno 2013 alle ore 17:12
    Giochi sulla sabbia

    La spiaggia si prestava
    ai giochi di bambino
    la sabbia fine scivolava
    ruvidamente tra le dita
    Il Sole del mattino la scaldava
    e quel profumo intenso di alghe
    smosso dal vento saliva dal mare
    impregnava le piccole narici
    gli occhi socchiusi abbagliati
    dalla luce cercavano gusci
    di conchiglia.

  • 26 giugno 2013 alle ore 16:46
    Dall'alto dei miei passi

    Ho visto una donna
    Su una sedia a rotelle
    girava e girava
    con la figlia in braccio
    guardandola pensavo
    a come sono fortunata
    di non trovarmi
    al suo posto
    potendo camminare
    e leggere la vita
    dall'alto dei miei passi

  • 26 giugno 2013 alle ore 14:35
    Ai primi raggi del sole

    La vita è come un viale,
    nei primi metri c’è un piccolo germoglio,
    piccolo e indifeso,
    che si riscalda ai primi raggi del sole.
    Poi cresce, diventa fiore
    Bello e variopinto
    fino a che non perde i petali.
    Rimane lo stelo, vecchio e stanco,
    pensa a quando era un piccolo germoglio,
    rimpiange quei momenti,
    fino a che una brezza leggera  d’autunno
    lo coglie dal terreno
    e lo trasporta verso l’orizzonte.

  • 26 giugno 2013 alle ore 13:36
    Sera vista mare

    Crepuscolo
    col cielo che sbiadisce sul mare
    ed è più scuro a monte.

    Già riposano le cicale
    come gli ombrelloni e la sabbia
    pettinata per la notte.

    Dai campeggi e dalle seconde case
    di cena giungono chiacchiere smorzate.

    Il primo buio
    affollerà la passeggiata
    a mare con le palme.

    La luna e le stelle fuggendo le luci artificiali
    andranno all'isola vicina
    a far sognare i gabbiani.

  • 26 giugno 2013 alle ore 13:32
    Per una goccia

    Per una goccia di profumo
    quanto sacrificio di fiori!

    Ma quale bellezza rinuncia?

    Così le giovani rose
    intatte da amore di api
    si colgono per il piacere
    di acquirenti remoti
    dal ramo acerbe staccate.

    Non pensa a questo di certo
    chi abbocca alla goccia per baci.