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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 settembre 2013 alle ore 14:09
    Sepolto...eppur vivo!

    Amare la vita

    amarla e basta

    distrarre il silenzio
    con il suo stesso fluire

    nell'unica verità dell'Io

    e consumarsi

    nel non poter fare
    a meno di amare
    nel modo più morboso

    con l'anima
    che consente al dolore

    di nutrirla tanto
    da non poterne fare a meno

    accontentandosi dell'oggi

    senza preparare alcun domani

    con i ricordi
    a nascondere felicità

    fatte di semplicità
    ingenuamente genuine
    e indelebili

    anche se anfratti reconditi

    celano rancori sempre pronti
    a sfociare nel mare della condanna
    e del non perdono

    specchiarsi nella coscienza 

    scoprire l'eccitazione
    nella paura di capire

    dove ti può portare
    il desiderio di esternare
    quelle emozioni

    e...continuare a vivere...
    .
    cesaremoceo

  • 13 settembre 2013 alle ore 23:17
    Shadowlight

    Here comes my love
    like a sunset in the daylight.
    Turning upside-down
    the phases of the Moon
    I'll reach you
    'n' I'll cover you.
    My body
    overlaids your body,
    Eclipse of love
    on your lips,
    in your lips.

  • 13 settembre 2013 alle ore 20:20
    Il Signor Nessuno

    E il minatore di verità
    scopre la sua maschera
    di prim'attore
    prediletto
    dalla sempreverde regista
    chiamata menzogna
    e l'assennato ricercatore di Dio
    scopre il suo volto
    attonito
    di finta sazietà
    ma io, chi sono?
    Sono forse il mio progetto
    di me stesso?
    Sono forse un attore
    consumato
    ad abbracciare con destrezza
    un sempre più largo pubblico?
    Sono forse leale fino alla morte
    o forse un meschino incoerente?
    Sono forse il mio record fallito
    o il figlio di un mistero?
    E mi colgo smarrito
    nella valle del mio io.
    Forse qui mi chiameranno
    - semplicemente -
    il Signor Nessuno.
    Ma loro!
    La possono fare facile,
    loro!

  • 13 settembre 2013 alle ore 13:39
    Lilith

    Credi che il tuo corpo sia bastevole?
    Credi che io non pesi la tua carne scendendo,
    libra per libra, fino al solco nella tua anima?
    Che il tuo sangue viene sprecato quando,
    delicata come una ballerina, la lama incide
    la tua pelle e la tua carne, donandomi il purpureo fiotto?
    Labbra che suggono, denti che mordono, da quando mente 
    esiste, da quando esiste desiderio e passione,
    caccia e potenza, sesso e morte!
    Sarò li quando tu sarai morto, con la tua razza
    e quella dopo, perchè sono io che porto avanti
    le specie tutte, che porto avanti i desideri!
    Sono la forza, sono la vita, sono vera,
    sono debolezza, sono lussuria, sono morte.

  • 12 settembre 2013 alle ore 20:33
    Apparenza

    Simili fiamme boccheggiano fra distanti rovi.
    Diversi cieli osserviamo, lo stesso percepiamo.
    Mistici avvallamenti di penombre rosee roventi.
    Dividono passi leggiadri sui miei piedi calpestati.
    Uguali scintille della stessa “corrente” ardono lo stesso fuoco ammaliante.
    Identici arpioni afferrano la melodia di un’arpa
    suonata a due mani, quelle che si uniranno un domani.
    Le nostre diverse ma uguali.

  • 12 settembre 2013 alle ore 17:14
    Orbite

      C'è un posto in cui non riesci a parlare
    qualcosa trattiene la voce
    altro prende il tuo battito
    è un momento di gabbiani,conchiglie, eterno
    come se uscissero le mani dalle tasche
    se moltitudini di pensieri 
    risalissero la riva indiscreti
    anime tornassero nei corpi
    uno di quei non luoghi che indifferentemente 
    osservi ammutolito
    continuando i tuoi giorni statici e apparenti
    una fuoriuscita dai bordi
    una mano di pittura di troppo
    un angolo del tuo cuore non calcolato
    poetiche omissioni 
    imponenti ali nell'asfalto
    che ti fan sentire libero...

  • 12 settembre 2013 alle ore 16:31
    Beatitudini

    Beatitudini trasmetti
    e ai commensali ringrazi
    perdonandogli i peccati
    confessati alle grate
    delle chiese consacrate
    dalle vie spirituali

  • 12 settembre 2013 alle ore 13:59
    Presto sarà di nuovo giorno

    Pervaso dalla pace interiore

    emotivamente prosciugato
    da lacrime che rigano il volto

    nel forte bisogno di rimanere da solo

    e in questa semplice esigenza

    sentirsi padrone di quello spazio
    ritagliato fuori dal mondo reale

    abbandonarsi e perdersi in quel silenzio

    riempendosi di soli ricordi

    scomparire tra i suoi flutti impetuosi

    felice di godere di quei momenti
    a osservare i colori variopinti della fantasia

    nell'avversione a qualsiasi vincolo mentale

    rendere prezioso ogni attimo passato
    in compagnia di se stesso

    a guarire di crepe sottili e profonde

    senza barattare la solitudine con la tristezza

    e trovare ancora la giusta Stella
    a indicare la giusta via
    .
    cesaremoceo

  • 12 settembre 2013 alle ore 9:29
    Deliri del mattino

    Nel risveglio improvviso 
    oso portare questo baratro,
    fiore che squarcia il mattino
    o quadro capovolto 
    di orologio-altare
    accatastato nel bianco che apre il giorno.
    Un segnale di identico opposto
    percepibile eloquente
    dal poeta per la strada,
    un barocco di cerchi che risuona
    nascosto negli echi ed inutile.
    Una chiave segreta che apra
    l'azzurro sulla città impossibile.

  • 12 settembre 2013 alle ore 0:26
    Vorrei

    Vorrei costruire
    un ponte che unisca
    il mio cuore al tuo.
    Vorrei  correre su di esso
    per riuscire ad abbracciarti
    con impeto passionale.
    Vorrei da esso
    con te tuffarmi
    nelle limpide acque correnti
    e lasciarmi cullare
    verso il mare infinito.
    Vorrei  da esso
    con te guardare il firmamento
    e lasciarmi guidare da Polaris
    verso reconditi lidi
    dove regna  la felicità.

  • 11 settembre 2013 alle ore 18:26
    I fiori nei muri

      Avete mai fatto caso a quei fiori
      che crescono nelle crepe dei muri,
      a quei fiori che sembrano esistere - e resistere
      soltanto per scommessa…
      a quei fiori che s’attaccano alla vita
      con ogni loro fibra,
      succhiando con caparbia avidità
      ogni più miserevole goccia d’acqua
      e di umidità?
      Li avete mai osservati da vicino
      quei fiori
      che aggrappati ai sassi
      resistono alle più violente intemperie,
      al gelo delle notti
      e ai raggi brucianti di un sole spietato
      con straordinaria, ammirevole forza?
      Ebbene…
      certe persone sono come quei fiori.

    (eb - 1989)

     

  • 11 settembre 2013 alle ore 11:38
    Rima

    Rimembranza nostalgica
    Ispirazione innata
    Magia di assonanza
    Allitterazione frequente

  • 11 settembre 2013 alle ore 10:06
    Immensamente

    Un battito d’ali,
    un soffio di vento,
    il mare increspato...
    I tuoi occhi:
    l’immenso

  • 11 settembre 2013 alle ore 10:01
    E poi...

    Emozioni sulle onde
    onde su di noi.
    Tutto vola via
    tutto spazza.
    Gli occhi chiusi
    brividi e fantasia
    come un pittore.
    Colori sulla tela
    il pennello corre
    con i pensieri.
    Per te
    per il tuo sguardo.
    Un quadro.
    L’infinito.
     

  • 10 settembre 2013 alle ore 22:16
    Gli occhi della morte

    Oggi il sole ha gli occhi della morte.

    La tristezza è un pugnale che uccide.

    E quegli sguardi vuoti 

    Nascondono il volto di chi ha voluto 

    Cambiar il giorno, ...questo giorno.

    Le lacrime non han modo d’esistere

    Se si pensa che nessun di noi torna indietro.

    Questo mondo è come non ce l’aspettavamo.

    E nessuno ha il coraggio di tornar indietro.

    Chi è morto resta un morto,

    Vive meglio da morto…!

  • Spogliarsi
    di tutte le imposizioni
    che la vita regala

    Recuperare la propria natura

    cercando e ritrovando
    l'armonia con se stessi

    in parabole trasgressive consumate
    che esortano a sentire col cuore

    Esser capaci
    di dare il vero senso
    al tempo inesorabile

    e dilatarsi
    oltre la visuale esistenziale

    per non restare
    vittime delle suscettibilità

    e fare concessioni all'illogicità

    cantieri aperti della vita

    a sostenere l'emotività

    Vivere di fantasie

    nelle quali avvolgersi e riscaldarsi
    nei momenti d'amore

    dopo aver respirato l'aria rigida
    delle difficoltà patite

    e godere delle piccole cose

    fluttuando

    nelle incantevoli profondità
    dell'anima
    .
    cesaremoceo

  • 10 settembre 2013 alle ore 14:27
    incompiuta

    a una certà età
    ( attorno alle ore 16 del pomeriggio )
    sembra tardi per tutto
    che il tutto potevi farlo
    prima ma prima il treno
    non arrivava e prima ancora
    non esisteva e ora il tempo
    ti spezza le gambe
    peggio di una protesi
    che ti illude nell’agonia
    del non fatto

  • 10 settembre 2013 alle ore 12:47
    A mio padre

    Solo una volta
    vorrei vederti tra le nubi
    per credere di più
    alla tua invisibile presenza.
    Non dimentico le nostre chiacchierate,
    le nostre passeggiate...

  • 10 settembre 2013 alle ore 12:44
    A mia madre

    Il tuo braccio che mi saluta,
    la tua voce che mi chiama, Madre mia.
    Rivedo,
    risento il tuo amore per me
    fino all'ultimo respiro.

  • 10 settembre 2013 alle ore 12:39
    Questo solo

    Passare le mie dita
    sui tuoi capelli,
    sulla fronte,
    sugli occhi.
    Questo solo...

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:52
    In verticale

    "Io sono la paura"
    disse 
    parandosi davanti a me
    a metà del volo. 

    Avevo stretto
    un laccio alla caviglia
    emostatico
    a fermare il sangue amaro
    infetto di timori e insicurezze.

    Sentii venire meno
    la consistenza solida dell'aria
    quando per magia nera
    la vidi moltiplicarsi 
    in bulli eterei,
    combricca di gradassi
    allucinogeni.

    Ma riconobbi 
    la fonte dei miei mali
    "Fammi passare, stronza!"
    le gridai a brutto muso.
    E incredula e tremante
    prese un pugno in faccia.

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:39
    Pensiero inverso

    Ogni virgola che precede una speranza può diventare un punto che termina la paura seguendo una certezza.
    Ho provato sulla pelle che nulla è scontato e che la vera forza nasce dall'amore che rende tutto possibile viaggiando controcorrente...
    Ogni volta che ritorno è una ragione in più per andar via.
    Ogni volta che sono triste è un motivo in più per essere felice...
    Le stelle vivono !

    Vincenzo Lubrano 

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:14
    Guerra

    Ahime' che sciagura ci e' toccata!
    Dallo storico balcone
    un uomo calvo e truce,
    che si fa chiamare Duce,
    ha annunciato l'inizio del conflitto:
    Non so se piangere o ridere istericamente,
    strapparmi i capelli o far finta di niente:
    Quanta gente plaudente ed esultante.
    Ma perche'?
    Ama il Duce? No!
    Ama la guerra? No!
    E allora?
    Tante marionette messe in fila,
    agitate da un burattinaio senza scrupoli
    che adora Roma e l'Italia
    e distruggera' il Paese.

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:04
    La Mia Venosa

    All’alba
    Di ogni giorno
    Il sole
    Bacia il mondo
    Il vento
    Accarezza il Sud
    Lo carezza
    Sino a sera e oltre.
    È malinconico
    M subito si veste di luci
    Sotto la difesa
    Di un cielo che l’abbraccia.
    Vi è la mia Venosa
    Ricca di storia
    E povera
    Del suo bramato futuro.
     

  • 10 settembre 2013 alle ore 2:16
    ANIME

    Anime riecheggiano nel suono silente
    di un mormorio assente.
    Incrociano aspiri compiacenti di mestizie persistenti.
    Ombre disorientano luci accecanti di fari abbaglianti.
    Anime scivolano sul rettilineo del vento
    travolgendo ribelle sensazioni
    celate nell'involucro delle emozioni.
    Si cercano negli anfratti dell'essere
    annichilando il malessere.
    Incontrandosi si sfiorano nell'imperitura fioritura.
    Rosa rosso porpora propaga la sua delizia nell'aura
    assuefatta di petali che accarezzano la mia esistenza.