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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 giugno 2013 alle ore 22:14
    Il richiamo della vita

    Seduto a questo tavolo

    sto in silenzio e nel buio assoluto

    a raccontarmi con la più totale sincerità
    e dare un senso alla mia esistenza

    così

    mi sento pervaso da qualcosa che mi lacera

    ma allo stesso tempo mi riempie il cuore

    è il richiamo della vita
    che mi accende di gioia

    nella consapevolezza
    che sono un uomo

    partorito dal cielo

    e in questo

    rammentarmi sempre
    di non temere la morte

    per continuare a vivere 
    .
    cesaremoceo

  • 20 giugno 2013 alle ore 16:08
    La nostra sofferenza

    Sentirai urlare questa notte.
    È il mondo che soffre.
    E tu, non dormirai.
    Il dolore è anche tuo.

    Sentirai grida di fanciulle,
    perseguitate da un destino
    che non conoscono.

    Sentirai pianti di bambini
    che non han carezze
    sui loro visi, ma solo
    lacrime di sangue.

    Sentirai il pianto di una donna,
    chiedere aiuto.
    E la sentirai, infine,
    tirar fuori il suo ultimo respiro:
    è il respiro della morte.

    Sentirai le sirene della polizia,
    inseguire il male che fugge.
    E nel fuggire, ahimè,
    si nasconderà nelle nostre case.

    Sentirai dispiacere e odio
    in tutto ciò che noi facciamo
    e che abbiam fatto.

    Sentirai….,
    e tu, non dormirai.
    Non dormirai, poiché tutto ciò
    che avrai sentito in questa notte,
    è la tua…, ma anche la mia sofferenza.

    Anno di stesura, 07/06/2013

  • 20 giugno 2013 alle ore 13:24
    Il Poeta

    Il Poeta,
    vive della sua spogliata gioia
    tanto da regalare alla poesia
    una parte viva del suo cuore
    senza ricavarne alcuna cura
    per il suo sempiterno dolore..

  • 20 giugno 2013 alle ore 13:08
    Aria di vento

    E' aria di vento
    rincorrersi d'onde
    frantumate agli scogli
    con spruzzi
    a bagnare l'azzurro
    navigato dall'isola all'orizzonte
    a gara con treni di nuvoli
    e la penna fatica
    a tener dietro al dettato degli occhi
    per fissare scritti in parole
    volatili gli istanti.

  • 20 giugno 2013 alle ore 12:21
    Spighe dorate al vento

    Là spighe dorate al vento
    amico ondeggiano ridenti
    sù in alto azzurro terso è il cielo
    da qui d'uccelli ali festanti
    alla bionda pastura dolce
    muovensi frullando dolcemente

  • 20 giugno 2013 alle ore 11:15
    A Margot

    Cara, Amica mia
    Generata dal sole

    Spandi bellezza
    Profumi di luce.

    Nei miei occhi verdi
    Sei l’attimo perfetto

    E nell’arsura rovente
    Aneli i frutti dell’amore.

    Dentro la vita sei:

    Un fiore rosso vermiglio
    Sul profilo dell’Universo.

  • 20 giugno 2013 alle ore 10:52
    Orgoglio e umiltà

    Me ne vado a testa alta tra la gente

    a lottare ancora in un'attesa infinita

    inebriante cibo dei desideri focosi

    nell'immensità della solitudine

    compagna felice
    e con il cielo amico

    a tenere a mente
    l'importanza della vita

    e sentirmi autentico protagonista

    nelle voglie piacevoli
    dell'arricchimento interiore

    con l'incoscio a produrre emozioni
    .
    cesaremoceo

  • 20 giugno 2013 alle ore 10:00
    WAKA 24

    dipingo sassi
    levigati dal mare
    sul cuore stanco
    una lacrima tra perle
    intona canti d'addio

  • 19 giugno 2013 alle ore 23:43
    La speranza del futuro

    Nel disperato bisogno della speranza

    alienare i conflitti della coscienza 

    confinarsi dentro le sfere della generosità

    nella distrazione dalla cattiva moralità
    e allontanare i più evidenti problemi

    nella mutazione dei tempi

    con il flusso della vita interrotto da continui
    "non ti curar di lor ma guarda e passa"

    Reagire

    sottraendosi

    senza falsi moralismi

    ai riflettori della corruzione
    connivenze e interessi ad ogni livello

    che coinvolgono
    nella difficile lotta per emergere 

    e crearsi un futuro
    .
    cesaremoceo

  • 19 giugno 2013 alle ore 21:40
    Immagini di un triste soliloquio

    Nera, luccicanti gli occhi,
    mascherata di  buoni sentimenti
    è la paura sovrana,
    che nei miei giorni regna,
    incontrastata.
    Ogni lieta emozione intimorita
    s’inchina  al suo cospetto
    e poi scompare,
    rinuncia al suo gioire
    cercando una ragione
    che la faccia sopire…
    Eppure vivevo un tempo,
    le ho sentite le carezze del vento
    e la voglia di volar lontano.
    Amavo cantare, danzare, ridere e scherzare,
    ma a poco a poco chissà come e perché
    s’è spento ogni sussulto dentro me,
    aleggia la paura
    e la mia stessa vita
    non m’appartiene più.

  • 19 giugno 2013 alle ore 20:37
    Shaman song - tre gabbiani

    Il primo 

    Fu segno d'un cielo spostato
    Disteso e scoperto
    gravido come lune lontane 
    cuore tremante 

    Inno alla vita 
    e richiamo alla terra
    Vivrà senza orpelli
    nudo tra i nudi 
    nessuna appartenenza
     
    Secondo Gabbiano

    Poggiato su una macchina
    E' la natura 
    la natura che incontra
    il buio meccanico

    Raggiunge l'innatteso
    spettacolo
    respira
    Ora respira
    come se possedesse
    l'aere del mondo
    e se ne distacca

    Il terzo Gabbiano
    Il messaggero 
    Un'ombra di luce
    si porta
    addosso
    La bellezza
    della paura
    sconfitta

    Una bugia che cade
    senza rumore
    Non fa più rumore

    Così gli uomini
    impararono a disimparare
    a togliere 
    dalla creta
    La  faccia
    nuova
    dell'uomo nuovo

    senza rumore
    Senza più clamore 

  • 19 giugno 2013 alle ore 17:30
    Yeats revisited (Angus)

    Non ti avrò mai,
    mai ti condurrò
    mano nella mano
    sui lontani monti,
    nelle verdi vallate in fiore,
    lungo le rive dei ruscelli mormoranti,
    nei boschi odorosi di muschio
    che cantano nella pioggia,
    mai,
    io sto morendo...

  • 19 giugno 2013 alle ore 12:22
    Mezzogiorno

    Aria ferma d'afoso mezzogiorno
    nell'umido sta l'anima sospesa
    attende un refolo di vento
    che smuova la calura.

    Si scioglie in via l'asfalto
    l'ortensia trascolora
    ronza piano un aereo
    sulla quieta dimora.

    Al mare è ora per il tuffo
    la pelle con la crema
    che piano prende il bronzo.

    Se no provi a sognarlo
    un posto di frescura
    esorcizzando il caldo.

  • 19 giugno 2013 alle ore 11:27
    Rimpianto

    Rimpiango le ore insonni
    trascorse a cambiar panni
    quando da infante
    bagnavi le lenzuola.
    Allora ad occhi chiusi
    con la lucina accesa
    mi  chiedevi scusa
    ed io per nulla stanca
    di accarezzar
    quei  boccoli ribelli
    ti consolavo ansiosa.
    Dimentica del sogno
    mi  sospiravi  in viso
    Il  tuo respiro candido
    mi  conciliava il sonno.

  • 19 giugno 2013 alle ore 10:45
    Alla sagra

    Si va indietro nei secoli per le sagre
    legate alla devozione popolare
    come quella di sant'antonio a gennaio
    bello per barba bianca e per porcello.

    E' ricorrenza sentita dalla gente
    non divisa da età, cultura o condizione
    pronta ad acquistare la candela
    da accendere compagna alla preghiera.

    Intorno alla chiesetta vivaci bancarelle
    voci e profumi di vino e salamelle
    le più vicine con la gran catasta
    che a notte d'alto fuoco brillerà.

    E' mondo vero legato a madre terra
    ai cicli agricoli di dovuta memoria
    con le radici all'oggi nella piazza
    che avverte inconsapevole la folla.

  • 19 giugno 2013 alle ore 10:22
    Infanzia,dove sei ?

    Cresciuto in fretta
    nell'eleganza fatta di niente addosso

    mi ritrovo ad essere un adulto creativo

    nella stravagante suggestione
    dei gesti infantili

    scolpiti nell'aria filtrata
    dallo scorrer veloce del tempo

    in questo mondo di travestimenti continui
    in nome della buona società

    nel falso decoro di insulsi sentimentalismi

    nell'intimo cinismo
    della volontà di una carriera vissuta
    tra donne di malaffare e lestofanti

    Col cuore in tumulto
    mi rifugio nella malinconia dei ricordi

    ad assaporare le paure dell'angoscia

    imboccare spesso ripide salite
    e godere ancora delle gioie dell'onore
    .
    cesaremoceo

  • 19 giugno 2013 alle ore 9:09
    Dimenticare

    Dimenticare voglio
    gli attimi felici trascorsi con te
    e poi dormire, sognare,
    bramare i tuoi ardenti sospiri.
    Dimenticare voglio
    la luce dei tuoi occhi
    e poi volare per cogliere
    i calorosi raggi solari
    in ricordo della tua passione.
    Dimenticare voglio
    le tue soavi parole
    che m’hai sussurrato
    nei momenti d’abbandono estatico.
    Dimenticare voglio e
    tuffarmi nel mare dell’oblio
    e poi nuotare, nuotare
    fino allo stremo delle forze.
    Dimenticare voglio
    giacere, dormire,
    e poi svegliarmi
    senza di te nei miei pensieri
    per non soffrire ognora.

  • 19 giugno 2013
    Sogno

    Vorrei che il sole si fermasse
    e riflettesse nei giorni appesi
    come fiumi di parole
    nel mio cuore che ha smesso
    di credere a quello che non vede
    Vorrei metabolizzare
    aspettandolo, e crederci
    a quel sogno piccolino
    in sedute quotidiane

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:44
    Lettera sotto l'acqua

    Se sei mia amica, aiutami
    a fuggire da te.
    Se sei il mio amore, aiutami
    a guarire da te
    Se avessi saputo l'amore così pericoloso
    non mi sarei innamorato.
    Se avessi saputo il mare così profondo
    non sarei andato a nuotare.
    Se avessi immaginato la fine
    non avrei mai iniziato.

    Ho nostalgia di te, insegnami
    a non averla.
    Insegnami come estirpare le radici di questo amore profondo.
    Insegnami come muore una lacrima sul viso.
    Insegnami come muore il cuore nel desiderio di vederti.

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:42
    Fuoco

    L'amo. Più energico del fuoco
    più intenso dell'urlo di un uragano
    più resistente dell'inverno 
    è il mio amore per lei.
    Per lei, effusioni di lacrime.

    Se il mio pensiero le sfiorasse il petto
    la incendierei con i miei desideri,
    o se il suo seno casualmente si scoprisse
    la fisserei con occhi sanguigni.
    Non conosce frontiere il mio amore
    per come ella mi scorre nelle vene

    La desidero, solamente io. 
    Non chiedano altri la sua passione,
    sono quelle colline mie.
    E desidero far scorrere su esse la mia mano
    con esitazione, con smodata predilezione.

    L'amo, solamente io. E non mi duole
    che le stelle narrino la mia storia.
    L'alba attinge alla sua luce
    ed alla mia il tramonto.

    Finché tu resti mia
    mio è il segreto della sera.
    Gli astri sono per me un manto
    e sulla palpebra dell'Oriente è il mio passaggio.

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:41
    Confronto d'amore

    Non rassomiglio agli altri tuoi amanti, mia signora.
    Se un altro ti donasse una nuvola
    io ti darei la pioggia.
    Se ti desse un lume
    io ti donerei la luna.
    Se ti offrisse un ramo fiorito
    io tutti gli alberi.
    E se un altro ti donasse una nave
    io ti darei l’intero viaggio.

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:41
    Il mio amore mi chiede

    Il mio amore mi chiede:
    "Qual è la differenza tra me e il cielo?".
    La differenza, amore mio
    è che quando tu ridi
    io mi dimentico del cielo

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:39
    Variazioni musicali su una donna nuda

    Due bei galli
    fanno da corona al tuo petto
    e tu dormi.
    Io son rimasto insonne
    le mani a ricamare il lenzuolo
    coperto di uccelli,
    rose e palme.

    I campi di Ceylon,
    le foreste di spezie,
    e noci di cocco
    mi chiamano.
    Mi tengono sveglio
    e i miei nervi son fili di paglia,
    il mio volto un ritaglio di giornale.

    Non sono un assassino,
    ma lo squalo che balza
    nel golfo del tuo petto selvaggio
    mi seduce per commettere un crimine.

    La tua veste rossa semi aperta
    rivela i tuoi seni,
    colpiscono una ferita aperta.
    Ti ho sognato nel tuo bagno,
    bolle cangianti dal lampadario
    fluttuavano, delicatamente mi colpirono
    e io, rotto al suolo in pezzi.
    I tuoi seni erano due agnelli
    che si strofinavano nell'erba del mio petto
    il mio viso un manto di cashmere, la mia camicia.
    Io, a pezzi, luccicante sul pavimento come perle.

    Bevendo caffè
    con la veste bagnata
    mi hai svegliato.
    Milioni di doni hai offerto.
    I tuoi seni erano due cavalli senza briglie
    che si abbeveravano dal fondo degli specchi.

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:38
    Non ho detto loro di te

    Non ho detto loro di te
    eppure ti hanno vista nuotare nei miei occhi.
    Non ho detto loro di te
    eppure ti hanno letta nelle mie parole,
    nei miei fogli.
    La fraganza dell'amore non si allontana da esso
    così come il profumo da un campo di peschi.

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:37
    La cosa più bella del nostro amore

    La cosa più affascinante del nostro amore
    è che esso non ha logica
    né razionalità.
    La cosa più bella del nostro amore
    è che esso cammina sull'acqua
    e non affonda.

    E tu somigli ad un pesce
    veloce e codardo in amore,
    hai ucciso mille donne in me
    e ne sei diventata la regina.