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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 16 giugno 2013 alle ore 17:33
    Haiku

    Carezza il sole
    Gabbiano senza paura
    Vola in alto nel blu!

  • 16 giugno 2013 alle ore 14:03
    Senza Catene

    " Siamo liberi di nascere con il giorno e di riposare con la notte " ...

    Siamo Liberi di parlare ed imparare ,
    di crescere e maturare...
    di sognare , correre dove vogliamo e camminare ...

    Guardare e oltre l'orizzonte immaginare,
    Liberi di provare ad amare,
    di sentirsi morire e soffrire per poi andare avanti e cambiare...

    Liberi di provare sentimenti,
    consapevoli di riscontrare pentimenti...
    Siamo noi stessi la scelta ,

    Liberi di andare Incontro al nostro destino !

    Vincenzo Lubrano

  • 16 giugno 2013 alle ore 13:13
    E così sia

    Sparisce la poesia
    sparisce tutto
    negli scalini grezzi della vita
    inciampa nelle sterili caviglie
    della ragione
    e un giorno da ingoiare
    farcito di doveri masticati
    e vomitati da una pelle calda

    la vita
    dalle crune trasparenti
    cammelli alati e tutte le facezie
    dell’esistenza
    in vortici di panna
    che monta e poi si smonta come il lego
    e resta solo l’acido del vero

    E i versi su quei muri come vetri
    unghie affilate monche dello smalto
    a rosicchiare sogni
    come topi
    finchè la scossa non ci porti via
    stretti di sangue
    fatalmente estranei
    ebbri di un altro mondo…

    E così sia

  • 16 giugno 2013 alle ore 10:11
    Voglie

    Valorizzare le mie radici

    con un'ironia dissacrante

    nella quotidianità movimentata
    dai suoi cruciali istanti

    e difendere l'orgoglio

    senza rinunciare
    alla positività dell'andare avanti

    con l'energia vibrante
    delle monellerie innate

    nel ritmo contagioso dell'allegria

    e provocare negli altri
    effetti di gioia di grande intensità
    .
    cesaremoceo

  • 15 giugno 2013 alle ore 17:55
    To meet

    Dopo tanti anni
    ti cercai
    ti trovai
    ti incontrai
    Tanti episodi ricordati
    tante domande ti feci
    tante piacevoli chiacchiere
    tante notizie appresi
    La tua attenzione destai
    sì che ti venne il desiderio
    di rincontrarmi di nuovo
    in un viaggio mio o tuo
    Nel frattempo ci saremmo scritti
    per raccontare delle nostre vite
    in attesa di un incontro
    tanto desiderato
    Non più lontani
    più vicini
    più stretti
    più uniti
    ci incateniamo insieme alla vita.

  • 15 giugno 2013 alle ore 17:39
    L'espressione della mia natura

    Con le braccia protese
    a implorare certezze

    nell'ebbrezza torbida
    della continua lotta

    contro i fantasmi senza quartiere
    che pullulano il mio IO

    mi costringo
    a dar risalto ai miei princìpi

    nell'oceano stravolto di questa vita

    che seppellisce le speranze
    sotto sommerse avidità

    Ameni pensieri
    s'intrufolano nella mente 

    e m'ispirano

    abbandoni al fascino della trasgressione

    a rianimare mai spente velleità
    nel divenire eterno

    sfruttare le verità dell'esperienza

    e insidiare senza fortuna
    la mia indistruttibile pienezza..

    cesaremoceo

  • 15 giugno 2013 alle ore 14:52
    Allegria nell'aria

    Oggi un allegro cinguettar nell’aria
    più dolce è il canto sulla spoglia brocca,
    da spoglio diverso oggi  lassù quel nido:
    punteggiato di bianco il nero fondo,
    nuove vita  annuncia quel festoso dire.

  • 15 giugno 2013 alle ore 8:51
    All'Isola Bella

    Dietro la finestra del palazzo
    là sull'isola plasmata al piacere
    sosto a riempirmi di bello.

    Lembo terrestre come nave
    la prua è mirabile fabbricato
    e la poppa giardino di delizie.

    A maggio v'ha concerto di rose
    profumi e colori al cielo azzurro
    attorno a mille statue divine.

    Dai saloni ariosi alle grotte scendo
    ove Venere Callipigia nuda si stende
    allo sguardo il corpo di marmo offerto.

    Riesco ai giardini fioriti a placare
    le emozioni che il cuore hanno preso
    sedendo un bianco pavone a guardare.

  • 15 giugno 2013 alle ore 6:35
    Fermo immagine

    Dormi tra le mie braccia
    e allenta la presa sul mondo esterno
    che non esiste adesso.
    Esiste solo la presa delle mie mani
    su questa notte
    appiccicata
    come caramello sulle mie dita
    intente a sciogliere dolcemente
    i tuoi dubbi
    e i tuoi capelli intrecciati.
    Come sabbia di mare al tramonto
    la tua pelle rilascia calore
    che fluisce dentro di me
    tra i profumi del buio.
    Trappole,
    sono pericolose trappole
    il tuo respiro scostante,
    i tuoi movimenti
    sul mio petto,
    le tue carezze al mio corpo
    nel sonno.
    Trappole a catturarmi un sorriso
    ingabbiato nei miei baci
    sulla tua nuca
    mentre in risposta
    schiocchi languidi,
    dolcissimi e sordi
    delle tue labbra
    indugiano sul mio petto
    come esca di richiamo.
    E' troppo tardi
    per fuggire da questo pensiero
    che mi attraversa la mente.
    Hai vinto, sono nella tua rete.

  • 14 giugno 2013 alle ore 18:49
    Quanto vale (Impressioni)

    Quanto vale la comprensione
    di una dolce parola
    di un gesto d'amore
    che rasserena il dolor
    Non pensiamo abbastanza
    solamente se sparisce
    se sfugge dalla nostra esistenza
    per sempre, capiamo
    quanto stupidi siamo stati
    a farceli scappare
    a non dargli un'altra possibilità
    di vivere in noi e germogliare
    nel nostro sconforto, eternamente
    nell'età ferita

  • 14 giugno 2013 alle ore 13:37
    Il consiglio del poeta

    Al posto di guardare per terra
    invece di osservare davanti
    o volgersi a controllare le spalle
    proviamo a puntare il cielo.

    Mi dici "Ci andremo a suo tempo
    teniamoci ben saldi al concreto
    folli i poeti cantori del volo!"

    Rispondo" Hai dura ragione
    per sopravvivenza terrestre
    quella però non è vivere"

    Ora mi gusto il silenzio
    sento le tante persone
    in cui si divide il mio cuore:
    "Parlan di cielo, lettore."

  • 13 giugno 2013 alle ore 23:58
    Io,un pezzo da museo?

    In un'immagine ritagliata
    di un assolato pomeriggio

    tra l'azzurrino del cielo
    e il color smeraldo del mare

    sto con lo sguardo perso nel vuoto

    a immaginare orizzonti di celebrità

    con la mente
    ad andare e venire dall'ovunque

    tornare da chissà dove
    e andare dappertutto 

    Distinguere il fantastico dal reale

    nella capacità di esserci

    e non cercare scuse

    per garantirmi chissà quali certezze
    e chissà quali tranquillità
    .
    cesaremoceo

  • 13 giugno 2013 alle ore 21:57
    Crepuscolo estivo

     
    Sera calda , fremiti dolci
    mani leggere e trasparenti.
     
    Nelle valli la stanchezza assopita
    il languore di corpi innamorati.
     
    Alito di vento
    sussurri lievi
    quasi preghiere.
     
    Nel buio aleggia
    un sapore di vita
    di giovinezza
     
    E i fiori chiusi
    tra l’erbe
    sembrano coppe di vento
    boccali carichi d’amore.
     
    Il crepuscolo all’orizzonte
    getta le sue reti
    nelle profondità
    del cielo.
    Da “Uno scrigno è l’amore” 2007

  • 13 giugno 2013 alle ore 10:23
    I petali del desiderio

    Con la mente a contemplare
    le bellezze di questa vita

    e gli occhi a scavare l'anima

    simpatizzo con i dolori del mondo

    mentre vado incontro
    alle mie centomila difficoltà

    nella libertà di esprimermi

    facendo continui salti nel passato

    Perdermi in questa ebbezza panica

    sempre alla ricerca di una fioca luce

    con la tenacia di crederci

    che mi afferra i polmoni
    fino a farmi annaspare l'aria

    e ansimare

    e farmi trascinare dagli aliti di vento
    che soffiano dalle finestre
    invisibili del creato 

    producendo la  musica  soave del desiderio

    a deridere la malinconia

    abbeverare i sassi con lacrime d'ilarità

    far germogliare boccioli di felicità 

    e non precipitare negli abissi
    .
    cesaremoceo(c)

  • 12 giugno 2013 alle ore 21:01
    Coccole

    Al cedro del libano stanno bene
    le coccole dure spuntate
    dondolanti sui rami-altalene
    nel vento dagli aghi difese.

    Ingrosseranno con l'estate
    le tondeggianti resinose
    mostrandosi orgogliose
    al sole puro del monte.

    Certo col nome d'affetto
    si faranno ammirare
    vestite di verde sul cielo.

    E complici mute al baciare
    seguiranno l'abbraccio
    tenero nelle ombre chiare. 

  • 12 giugno 2013 alle ore 20:18
    Non chiedermi

    Non chiedermi poesia
    stasera è lontana
    di tanto sparlare irritata.

    Astenuta
    dal venirmi in penna
    quasi in furia.

    Hai voglia a chiamarla
    dirle che è amata
    mi guarda muta.

    Qui lascio la rosa
    che l'addolcisca
    sorridendomi bella.

  • 12 giugno 2013 alle ore 19:09
    Al bar

    Le civette
    impresse sulle dracme
    mi lascia Athena
    che mi dian saggezza.

    Quella d'Ulisse distruttore d'Ilio
    a Circe ed a Calipso caro
    come a Nausica
    che sposo lo sognò.

    L'eroe infine ritornò
    con la vendetta e il talamo
    che ad Itaca attendevano
    siccome volle il Fato.

    Sorride la civetta
    dall'euro greco a me
    che non mi monti testa mi dice
    volando nella cassa donandomi un caffè.

  • 12 giugno 2013 alle ore 15:53
    Irrisolutezza

    e’ inutile patire
    ogni giorno
    coaguli di parole
    nell’orizzonte chiuso del desiderio
    il passo del tempo
    diventa più corto
    e i sospiri più lunghi

    liberare il pensiero
    dove l’acqua 
    incontra in cielo
    dunque.

  • 12 giugno 2013 alle ore 12:12
    Arriveremo (Impressioni)

    Purtroppo quando arriveremo
    in fondo alla discesa
    non ci resterà che aspettare
    le ultime corse
    del nostro treno vuoto
    che non avrà medicine
    perchè non serviranno
    ad un corpo già morto
    che vorrà recarsi
    nel suo idilliaco, tranquillo
    paradiso

  • 12 giugno 2013 alle ore 10:31
    Nebbie diradate

    Avvolto nella penombra
    perpetua della vita

    a stare sempre dentro
    le nubi dell'ovvietà

    impelagato in ingorghi culturali
    a tenere d'occhio la felicità

    dare un senso alla vita stessa

    nell'andare e venire dalla gioia

    allontanando le paure
    i dolori le arrabiature

    in un minimo cerebrale
    a far raccolta di speranze

    edificare gloria e onori

    nella necessità di elevare
    templi alle virtù

    salvaguardandosi
    dalla distruzione morale

    nella ferma volontà
    di rivedere la luce.

  • 11 giugno 2013 alle ore 17:10
    Il vecchio pianoforte

    Dopo una vita trascorsa
    a sostenere l'umano tocco delle dita,
    il vecchio pianoforte poté riposare
    e ricordando tutte quelle belle melodie
    che nel tempo l'avevano accarezzato,
    si lasciò dalla coltre di polvere avvolgere
    come il vecchio dall'abbraccio
    d'una morbida coperta
    e nel profondo silenzio di quella soffitta
    fermò per sempre, il vibrar delle sue corde.

  • 11 giugno 2013 alle ore 16:47
    Presa di coscienza

    Affogo nel nulla quotidiano

    nella cosciente attesa

    di mettermi sempre in gioco
    senza riserve

    relegando il mio egoismo

    all'ultimo gradino
    della scala dei sentimenti

    a urlarmi in silenzio
    la gioia del mio amore

    a interrogarmi sul presente e sul futuro

    senza chiudermi
     
    nella narcisistica ricerca
    di una qualunque autorealizzazione

    nell'anelito di concepirmi
    come dono di me stesso

    e solo così raggiungere la certezza
    di realizzarmi davvero

    Ora conosco di più di me stesso

    devo solo ricominciare
    .
    cesaremoceo

  • 11 giugno 2013 alle ore 12:56
    Il centro del mondo.

    Frastagliato è il tuo passo,
    sapore di muschio
    e sale.
    Hai capelli che, come onde,
    spezzano il vento,
    incapace a disperdere
    l'immobile tormento
    che non placa
    il tuo star mai ferma.
    Sei come un fiore
    nato tra i sassi,
    brune radici
    a contendersi terra
    e cielo.
    Distesa pari infinita,
    senza capo nè coda,
    il centro del mondo.

  • 11 giugno 2013 alle ore 11:30
    Afa

    Secca sulla pagina l'inchiostro
    spande la tinta da ortensie sciupate
    e il salice perse le sue lacrime
    invano flette i rami giù al lago
    come Tantalo non può finire a mollo.

    S'è taciuta financo la cicala
    e il Sole cerca nube per ventaglio
    nudo sudato per il grande caldo
    di ritirarsi a notte l'ore conta
    e sul cuscino blu dormire sogna.

  • 11 giugno 2013 alle ore 10:00
    Non parlarmi

    Non parlarmi,
    oggi non ho bisogno di sentirti
    mi basta questo brusìo
    di mille piccole luci
    mille piccole voci
    - un coro di stelle -
    che mi scorrono dentro
    come un fiume in piena
    rompendo gli argini
    di tutti i ricordi
    mi conducano a te
    - amore -
    non parlarmi
    non serve
    sei sempre in me
    qui fra le mie mani
    sotto la mia pelle
    dentro l’anima
    - luce di vita -.