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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 settembre 2013 alle ore 18:30
    Sarà l'arte tentacolata

    Siamo riccioli di zucchero
    sparsi su distese di sale.
    Siamo fogli di seta
    stracciati dal male

    Impiccati da funi 
    di nervi
    assiderati 
    dal volo convulso di cervi.

    Siamo pacchi regalo scartati
    dall'infimo domani 
    degradati
    nella pece

    Nelle mani impedite
    nelle scene più ardite
    emarginati
    fibre ormai sfibrate.
    Siamo artisti
    con le mani ormai legate.

  • 26 settembre 2013 alle ore 17:35
    Poetando

    Spesso mi chiedo
    perche' getto versi;
    e' forse perche'
    voglio tradurre in arte
    la mia angoscia?
    Voglio lanciare messaggi nobili,
    sublimi, pieni di valori e speranze
    al potenziale lettore?
    O forse perche' e' esigenza insopprimibile
    del mio spirito
    esprimere cio' che penso,
    scavare nel mio io
    alla ricerca della mia identita'?

  • 26 settembre 2013 alle ore 16:42
    Come...

    ...un'onda del mare
    morbida
    i tuoi capelli
    che 
    la luna
    inargenta.

  • 26 settembre 2013 alle ore 15:55
    La luce dell'intelletto

    Lasciarsi andare
    ai bisogni della passione

    nel complicato gioco
    delle riflessioni

    con l'anima a cercare scuse
    nella manutensione dei desideri

    e in queste applicazioni d'intelligenza

    spalancare le dimensioni
    più abissali e potenti delle verità

    farle brillare in una sincronia di luci

    anche dentro la mente e nel cuore

    a proporre fulgide prospettive

    con la vita che accende
    le più straordinarie forme di percezione
    per sensibilizzare la coscienza

    aprirsi alla più strepitosa
    contemplazione delle necessità 

    e vivere intensamente 
    senza sacrificare il proprio Essere
    .
    cesaremoceo

  • 26 settembre 2013 alle ore 14:17
    Ho visto l'alba

    Ho visto l’Alba
    figlia  della chiara Aurora
    levare adagio
    dal firmamento il notturno cupo grigiore.
    Ho visto il fulgido globo
    sbocciare là lontano
    come un bel fiore
    dal suo bocciolo.
    Ho visto il lucente globo
    superbo
    ergersi lentamente
    dietro i monti
    inarrestabile conferire sfumatura
    e espressività ai visibili colori
    che assumevano naturale individualità.
    Ho visto il brillante globo
    stimolare le molecolari  terpeniche essenze
    che inebriavano l’aria di eccelsa salubrità.
    Ho visto lo scintillante globo
    nella sua interezza finalmente
    dare vitalità agli uomini che,
    svincolatisi a stento dal caro Ipno
    tanto ammirato
    indossavano la maschera quotidiana
    estranea alla propria soggettività.
     

  • 26 settembre 2013 alle ore 12:22
    Capriccio

    L'immagine ripresa sorprende a ben vedere
    basta che si rammenti di scatto l'intenzione
    avere per ricordo l'incontro con un fiore
    o della snella barca la vela per viaggiare
    cogliere all'occasione le nuvole serene
    o la violenza pronta di nubi tempestose
    tenersi dell'amata ritratto ognora giovane
    o riguardare il sè su amore meditare
    e poi passati i giorni, i mesi e pur le annate
    trovarci interessanti le case diroccate
    o un'auto giardinetta con tetto di valigie
    se non proprio in un angolo un pastore
    col sole a mezzo viso su un costone.

  • 25 settembre 2013 alle ore 16:20
    Ricordo di un'amicizia sbiadita

    Ho aspettato che bussassi
    alla mia porta, amica mia.
    Ti ho aspettato con il cuore
    tra le braccia,
    l'ho coccolato perché
    piangeva troppo; erano singulti
    i suoi, di te non era rimasto
    altro che una sparuta traccia.

    Ti ho aspettato nel vagone
    di ritorno
    con la bocca serrata
    mentre sfogliavo tra le foto
    la tua presenza sagomata.

    Ora non vedo
    lo spiraglio del nostro segreto
    il tuo orgoglio rapace
    lo ha fagocitato.
    Ricordo ancora, tre anni fa
    dall'orecchio destro un sussurro
    "Chi non ti segue, amico mio, non ti ha mai amato".

  • 25 settembre 2013 alle ore 15:37
    Nel canto di una eco

    Canta una eco
    nel silenzio della mente,
    riporta lembi di parole
    sussurrate sulle labbra
    e disegnate sulle tele,
    si miscela nei colori
    poi si libera in un pianto
    e lentamente scorre
    e si redime dentro il sangue.

     

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:56
    Opposizioni

    Dolce l'Amore
    perfino con le lacrime
    lusso del cuore
    che si piace giovane
    capace di fiamme
    deliziose
    più son distruttive
    retrospettivamente.

    Amara l'Indifferenza
    cinica bestia
    morte dell'anima
    gelida tomba
    d'una non- vita
    da tenere a bada
    per come assassina
    al cuore attenta.

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:53
    Luoghi comuni

    All'osteria stanno i vecchietti,
    giocano a carte, bevono il vino.

    I giovanotti hanno il computer,
    scolano birre, li trovi al pub.

    Ragazze e donne? Fan comunella:
    quando non l'hanno, ridon del maschio;
    sono bisbetiche se manca l'uomo.

    Per star tranquilli regole detta
    la religione a tutti quanti:
    lì mette il bene, là "Dio ci salvi!"

    Tu, dammi retta, segui la via
    giusta all'età 
    che il cuor desìa.

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:49
    C'era un cipresso

    C'era un cipresso a cono
    la panchina occupata
    le montagne all'orizzonte
    un sole caldo uscito
    coi raggi a passeggiare.

    E il venticello fresco
    scuoteva piano le foglie
    screziando il silenzio
    colorato delle corolle
    di gialle primule al prato.

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:45
    Per il tuo cielo

    Alimentano la vita
    le parole.

    Crescono con te
    giocose
    amorose
    pensose.

    Sostengono l'anima
    luminosa
    leggera
    giusta.

    Sono per il tuo cielo
    le nuvole.

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:42
    Avrei voglia

    Avrei voglia
    di scrivere una poesia
    per fare che la neve stia sul monte
    e che ritorni il sole qui a brillare
    sogno talvolta
    di trovarmi in spiaggia
    incerto tra Calipso
    e la fedel Penelope lontana
    se infin potessi
    mi cambierei in albero
    vestito nuovamente a ogni stagione
    fiorito d'uccellini per amore.

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:40
    Inesistenza

    Momenti d'inesistenza
    desiderati
    temuti
    paura d'esser sospeso
    sul vuoto
    sul nulla
    equilibrismi difficili
    camminando sul filo
    tagliente del rasoio
    precipitare
    folle
    evaporare
    senza gioia
    dolore
    ombra lucente
    fuori di vita
    e male.

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:36
    Biancaneve rivisitata

    Biancaneve piace a tanti eppur fa danni
    a Grimilde la matrigna superandola in bellezza
    al cerbiatto poverello ammazzato per il cuore
    ai nanetti lusingati per il principe piantati.

    Alla fine ci pensate
    non ha poi delle gran doti
    se si esclude ch'è graziosa
    che accudire sa la casa.

    Canta e danza sempre lieta
    s'accompagna agli uccelletti
    non resiste ai regaletti
    soprattutto come Eva
    con la strega per serpente
    s'invaghisce d'una mela
    e stecchita pare morta.

    Qui la storia finirebbe
    ed avrebbe per morale
    che fidarsi degli estranei
    ascoltando sol la gola
    può portare guai mortali
    però visto che i bambini
    una fiaba che va a male
    non potrebber sopportare
    si provvede al lieto fine.

    Vien punita la vecchiaccia
    e si salva la fanciulla
    grazie al bacio innamorato
    dal suo principe scoccato
    che le libera le labbra
    dal boccone avvelenato.

    Restan soli abbandonati
    i nanetti canterini
    torneranno a lavorare
    sottoterra con gli scavi
    dei diamanti luccicanti.

    Ne daranno a Biancaneve
    se di loro si sovviene?

    Che succeda lo speriamo
    ma nessuno mai l'ha detto
    ché il racconto è terminato
    nel castello con l'amato.

  • 25 settembre 2013 alle ore 11:34
    Bagnanti

    Sulla passerella dei bagni al mare
    sfilano esemplari di varia umanità.

    Come il tempo cambiano immutabili.

    Nell'ora labile irripetibili 
    come le onde s'infrangono a terra.

  • 25 settembre 2013 alle ore 8:44
    Dolci sorrisi

    Si sfogano
    parole
    nervose
    quelle non amate
    che non capiscono
    di essere acide
    e di ferir drasticamente
    elemosinanti
    per dolci sorrisi

  • 24 settembre 2013 alle ore 22:44
    Senza amore

    È cambiata la mia vita

    Sto cambiando

    e non c’è il tempo

    per farmi vivere

    il cambiamento

    Non ho più bimbi

    da portare in grembo

    per tracciare il futuro

    Non ho più l’amore

    che mi mostra l’eterno

    del mio sentire

    La luce è diventata

    un muro senza specchi

    un muro di gomma

    che mi riporta

    nella mia stanza

    sul mio divano

    Sola col mio silenzio presente

    senza il riverbero del domani

    ché domani

    senza l’amore

    domani

    non c’è.

     

  • 24 settembre 2013 alle ore 22:26
    Sul cordolo

    (Corro sul cordolo
    delle interiezioni
    che chiudono 
    le aiuole dei silenzi
    che mi son portato dietro
    dal ritorno).

    Mi chiedo che cos'è
    che spinge il piede
    a correre sul filo del rasoio
    schivando la falcata
    a botta piena
    con l'immenso spazio aperto
    circostante.

    ("Rompi il fiato adesso
    verso i tuoi silenzi
    e aumenta la falcata
    ora che puoi").

    Il fiato è rotto
    insieme con la voce
    che scarica il suo urlo
    a liberare.
    Sulla sua coda
    che intorno ha fatto il nido
    tutto si ferma,
    guardo in silenzio
    e rido.

  • 24 settembre 2013 alle ore 21:04
    Emozioni senili

    Con gli occhi
    che luccicano d'intelligenza

    e i pensieri a rotolare
    uno dietro l'altro

    sempre pronto al contrasto
    con l'universo che mi circonda

    in mezzo a sguardi
    di stupefatti ammiratori

    sono arrivato a quell'età

    nella quale si è pervasi
    dalla trepidazione
    di lasciare "tutto in ordine"

    con l'ansia profonda
    di conciliare la vita che mi resta

    con il mio vissuto esistenziale

    a cercare e trovare

    il piacere e il valore

    di morire sano
    dopo una vita da malato
    .
    cesaremoceo

  • 24 settembre 2013 alle ore 18:17
    UNA CANZONE PER DIRTI TUTTO

    C

  • 24 settembre 2013 alle ore 18:08
    Piazza dei Piccoli martiri

    La Morte abbraccia una vita volata;
    la Morte porta via una vita segnata.
    Un bimbo mansueto
    dorme il lungo sonno della Morte,
    vittima di un atroce sorte.
    20 0ttobre 1944:
    un nero boato,
    uno squarcio nel tetto;
    un ignoto aviatore
    regala la Morte,
    e ha una medaglia sul petto.
    Lugubri sirene
    annunciano sinistre
    la Morte che viene.
    Belati di agnelli,
    stritolati dll'acciaio,
    straziati dal fuoco,
    urlano ancora
    all'infame aviatore,
    non oblio o compassione,
    ma solo giustizia.

  • 24 settembre 2013 alle ore 14:48
    Aspetterò il tuo ritorno

    Aspetterò l'estate
    con le sue chiome
    di grano dorato
    e occhi di more selvatiche.
    Aspetterò l'estate
    e avrà per me
    azzurri d'incanto
    e zefiri
    e lucciole vagabonde.

    Aspetterò il tuo ritorno
    metterò per te
    la veste fiorita
    e profumo di zagara e gelsomino.
    Ti vedrò spuntare
    in lontananza
    tra papaveri ondeggianti
    con la tua camicia bianca
    e il sorriso d'un tempo.

    Tra arabeschi di farfalle
    ti verrò incontro
    e avrò per te
    ancora sguardi di fanciulla
    cornucopie traboccanti
    di grappoli di baci
    e mature carezze.
    E sarà d'ambra
    la mia pelle dischiusa.

    Ti sarò davanti
    e in quell'attimo eterno
    saranno palpiti.
    Infiniti.

  • 23 settembre 2013 alle ore 21:26
    Cottura a vapore

    Sentire la vita
    che ti attraversa

    con i pensieri
    che sbandano
    in curve pericolose

    immergersi
    con tutte le forze

    nell'amore

    che copre gli istanti

    annulla le illusioni
    e trasmette le emozioni

    senza far patire gli affetti

    e invita a credere
    che c'è sempre una speranza

    e a camminare
    in equilibrio su quel sottile filo
    .
    cesaremoceo

  • 23 settembre 2013 alle ore 17:15
    Dolcezza

    Il tuo nome è dolcezza!
    Ti chiamo sempre,
    dolcezza!
    Ti saluto ogni volta,
    dolcezza!
    Ti scrivo senza sosta,
    dolcezza!
    Mi incanti ognora
    ti dico dolcezza.
    Mi piaci senza fine
    ti ripeto dolcezza.
    Mi stravolgi il cuore
    ti dichiaro dolcezza
    E ti dico dolcezza sempre
    perché sei sensibile come foglia al vento  
    soave come miele d’acacia
    tenera come fragola rubizza.
    Ti dico dolcezza
    perché esprimi eleganza
     e amorevolezza in un sol tempo.