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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 giugno 2013 alle ore 21:01
    Coccole

    Al cedro del libano stanno bene
    le coccole dure spuntate
    dondolanti sui rami-altalene
    nel vento dagli aghi difese.

    Ingrosseranno con l'estate
    le tondeggianti resinose
    mostrandosi orgogliose
    al sole puro del monte.

    Certo col nome d'affetto
    si faranno ammirare
    vestite di verde sul cielo.

    E complici mute al baciare
    seguiranno l'abbraccio
    tenero nelle ombre chiare. 

  • 12 giugno 2013 alle ore 20:18
    Non chiedermi

    Non chiedermi poesia
    stasera è lontana
    di tanto sparlare irritata.

    Astenuta
    dal venirmi in penna
    quasi in furia.

    Hai voglia a chiamarla
    dirle che è amata
    mi guarda muta.

    Qui lascio la rosa
    che l'addolcisca
    sorridendomi bella.

  • 12 giugno 2013 alle ore 19:09
    Al bar

    Le civette
    impresse sulle dracme
    mi lascia Athena
    che mi dian saggezza.

    Quella d'Ulisse distruttore d'Ilio
    a Circe ed a Calipso caro
    come a Nausica
    che sposo lo sognò.

    L'eroe infine ritornò
    con la vendetta e il talamo
    che ad Itaca attendevano
    siccome volle il Fato.

    Sorride la civetta
    dall'euro greco a me
    che non mi monti testa mi dice
    volando nella cassa donandomi un caffè.

  • 12 giugno 2013 alle ore 15:53
    Irrisolutezza

    e’ inutile patire
    ogni giorno
    coaguli di parole
    nell’orizzonte chiuso del desiderio
    il passo del tempo
    diventa più corto
    e i sospiri più lunghi

    liberare il pensiero
    dove l’acqua 
    incontra in cielo
    dunque.

  • 12 giugno 2013 alle ore 12:12
    Arriveremo (Impressioni)

    Purtroppo quando arriveremo
    in fondo alla discesa
    non ci resterà che aspettare
    le ultime corse
    del nostro treno vuoto
    che non avrà medicine
    perchè non serviranno
    ad un corpo già morto
    che vorrà recarsi
    nel suo idilliaco, tranquillo
    paradiso

  • 12 giugno 2013 alle ore 10:31
    Nebbie diradate

    Avvolto nella penombra
    perpetua della vita

    a stare sempre dentro
    le nubi dell'ovvietà

    impelagato in ingorghi culturali
    a tenere d'occhio la felicità

    dare un senso alla vita stessa

    nell'andare e venire dalla gioia

    allontanando le paure
    i dolori le arrabiature

    in un minimo cerebrale
    a far raccolta di speranze

    edificare gloria e onori

    nella necessità di elevare
    templi alle virtù

    salvaguardandosi
    dalla distruzione morale

    nella ferma volontà
    di rivedere la luce.

  • 11 giugno 2013 alle ore 17:10
    Il vecchio pianoforte

    Dopo una vita trascorsa
    a sostenere l'umano tocco delle dita,
    il vecchio pianoforte poté riposare
    e ricordando tutte quelle belle melodie
    che nel tempo l'avevano accarezzato,
    si lasciò dalla coltre di polvere avvolgere
    come il vecchio dall'abbraccio
    d'una morbida coperta
    e nel profondo silenzio di quella soffitta
    fermò per sempre, il vibrar delle sue corde.

  • 11 giugno 2013 alle ore 16:47
    Presa di coscienza

    Affogo nel nulla quotidiano

    nella cosciente attesa

    di mettermi sempre in gioco
    senza riserve

    relegando il mio egoismo

    all'ultimo gradino
    della scala dei sentimenti

    a urlarmi in silenzio
    la gioia del mio amore

    a interrogarmi sul presente e sul futuro

    senza chiudermi
     
    nella narcisistica ricerca
    di una qualunque autorealizzazione

    nell'anelito di concepirmi
    come dono di me stesso

    e solo così raggiungere la certezza
    di realizzarmi davvero

    Ora conosco di più di me stesso

    devo solo ricominciare
    .
    cesaremoceo

  • 11 giugno 2013 alle ore 12:56
    Il centro del mondo.

    Frastagliato è il tuo passo,
    sapore di muschio
    e sale.
    Hai capelli che, come onde,
    spezzano il vento,
    incapace a disperdere
    l'immobile tormento
    che non placa
    il tuo star mai ferma.
    Sei come un fiore
    nato tra i sassi,
    brune radici
    a contendersi terra
    e cielo.
    Distesa pari infinita,
    senza capo nè coda,
    il centro del mondo.

  • 11 giugno 2013 alle ore 11:30
    Afa

    Secca sulla pagina l'inchiostro
    spande la tinta da ortensie sciupate
    e il salice perse le sue lacrime
    invano flette i rami giù al lago
    come Tantalo non può finire a mollo.

    S'è taciuta financo la cicala
    e il Sole cerca nube per ventaglio
    nudo sudato per il grande caldo
    di ritirarsi a notte l'ore conta
    e sul cuscino blu dormire sogna.

  • 11 giugno 2013 alle ore 10:00
    Non parlarmi

    Non parlarmi,
    oggi non ho bisogno di sentirti
    mi basta questo brusìo
    di mille piccole luci
    mille piccole voci
    - un coro di stelle -
    che mi scorrono dentro
    come un fiume in piena
    rompendo gli argini
    di tutti i ricordi
    mi conducano a te
    - amore -
    non parlarmi
    non serve
    sei sempre in me
    qui fra le mie mani
    sotto la mia pelle
    dentro l’anima
    - luce di vita -.

  • 11 giugno 2013 alle ore 0:31
    Macchina del tempo

    La mia rosa sta morendo
    nella gabbia ormai dorata
    la tua luce sto inseguendo
    dal pensiero tanto amata.

    Molte stelle ormai cadute
    sulla strada ho già pianto
    e osservo le parole mute
    attirate dal tuo canto.

    Dentro i sogni ti cercavo
    ma non mi ero immaginato
    che in vita cominciavo
    a sentirmi così infuocato.

    Quel sorriso vorrei trovare
    perso dentro un'emozione
    per riuscire a provare
    una dolce sensazione.

  • 10 giugno 2013 alle ore 23:53
    Mentore

    Le risposte
    sempre son
    nelle domande
    dove si trovan sempre
    altre domande
    con dentro altre risposte
    all'infinito.

    Non c'è mentore
    migliore di te stesso
    per sbugiardar
    le scuse che ti trovi
    e toglierti le briglie
    e i paraocchi.

    Solo le verità
    rendono liberi e sereni
    e fanno l'amaro in bocca
    un po' più dolce.

  • 10 giugno 2013 alle ore 22:52
    Riflessioni e vita

    Fantasmi infelici
    di un'epoca passata

    col sorriso malinconico
    di chi insegue sogni irrealizzati

    Parlare giudicare
    condannare assolversi

    per ciò che si è detto

    per ciò che non si è fatto

    Ossessionarsi amare e perdersi
    dentro urla consolatorie 

    e dissetarsi di continui desideri infranti

    respirare amore
    e fermarmi solo a Te

    dentro questo mondo

    fatuo e decadente

    testimone di una povertà che si vive
    senza possibilità di raccontarla

    negli istanti senza fine

    nel passo dopo passo
    che porta lontano

    di là

    oltre la vita
    .
    cesaremoceo

  • 10 giugno 2013 alle ore 21:23
    Con calici vuoti

    Immagina di vedere
    che la vita ti sorride
    al tramonto di un mistero
    disilluso, da velate
    impressioni ammalate
    con calici vuoti
    senza nessun riscontro
    da parte di nemici
    indaffarati, che pensano
    di amarsi nelle ombre
    tratteggiate dei mulini
    girati dal vento
    nelle solite brughiere
    inventate, dagli alveari

  • 10 giugno 2013 alle ore 20:39
    La democrazia

    E' una cosa seria la democrazia
    non si fa pretendendo
    non esiste per pochi
    vuole ragionamento
    attenzione al bene comune
    l'uccide il populismo
    non ama padroni
    non si può comperare.

    E' una cosa seria la democrazia
    chiede l'impegno di tutti
    se davvero si mira
    a un buon governare.

  • Oggi vi narro di Jo il veloce
    Nacque avido e senza aspettare
    Il soprannome da padre precoce
    Ebbe contento iniziando a parlare

    Notizia funesta arrivò all’orecchio
    Jo il veloce aveva un malanno:
    Viver il giorno come uno specchio
    E morire domani come un inganno

    Un altro segreto a breve scoprì
    Trafisse Jo senza avvertire
    Giovane e vecchio già in quel dì
    Vita veloce s’apprestava a scoprire

    Bambino divenne e in poco lasso
    Scoprì i giochi e l’innocenza
    Non aspettandosi che al trapasso
    Viver da scelti senza licenza

    Come in un lampo divenne più forte
    Comincia l’età del viver da sciocchi
    Carne a pranzo e non più torte
    Si fece squadrare da mille occhi

    Maturo divenne senza esperienza
    Parlando ai cari con grande saggezza
    Avrebbe perso la diligenza
    Per viver la vita con gaia lentezza

    Adulto divenne nel pomeriggio finale
    Visse coetaneo da sguardi attorniato
    I genitori sorpresi in tono cordiale
    Videro in lui uomo arrivato

    Non vide l’amore né la passione
    Vecchio arrivò di essenza mancante
    Sedeva scaldato dal suo maglione
    Sulla poltrona aspettando ansimante

    Rassegnato poi e a tratti contento
    Salutò i genitori con lacrime nuove
    Durata intensa di intenso momento
    Aveva compiuto tutte le prove

    Morto in un giorno che pare l’eterno
    Jo il veloce lascia un verdetto:
    Sbrigatevi tutti, vicino è l’averno
    Godetevi il mondo e tenetelo stretto

  • 10 giugno 2013 alle ore 19:24
    Le virtù cardinali

    Prudenza
    Fortezza
    Temperanza
    Giustizia
    Prudentia per discernere
    il bianco candido
    dal nero inchiostro
    nella luce  si dissipano le ombre
    Fortitudo  per resistere
    Alle avversità con fermezza
    Il coraggio segna  i tuoi passi
    Temperantia  per educare i desideri
    volontà  d’equilibrio
    porta consiglio
    Iustitia dovere e diritto
    liberi di servire obbedendo
    regola di vita.

  • 10 giugno 2013 alle ore 14:53
    Abbracciami

     Abbracciami

    ti prego, stringimi

    Avvolgi

    questo mio dolore

    di ali di onde

    Sommergimi

    di colori di cielo

    Abbracciami

    ti prego

    Cancellami.

  • 10 giugno 2013 alle ore 12:02
    Nel fiume del vivere

    Ad ogni attimo cambio
    né me ne accorgo
    cellule lasciano il corpo
    altre ne nascono.

    Come rivo trascorro
    nel terrestre tempo
    flusso ininterrotto
    finché c'è ricambio.

    Qui l'anima bagno
    per lasciarla al volo
    non appena secco.

  • 09 giugno 2013 alle ore 21:43
    Innamoramento

    Parte
    il cuore,
    sprovveduto,
    per l'incerto sogno.

    Stordisce
    l'aria respirata,
    come oppio fumante,
    ubriaca
    il calice del desiderio
    sorseggiato lentamente,
    sguardo
    nello sguardo
    Brividi
    lungo la schiena,
    mani,
    che si sfiorano
    esitanti.

    Anche il tempo,
    s'arrende
    nell'attimo sublime
    d'una sinapsi d'anime.

  • 09 giugno 2013 alle ore 17:38
    Con te,in te e per te

    Nuoto ancora

    tra gli attimi sospesi
    della nostra solitudine

    a cercare nei gesti
    ancora nuovi segreti

    Per te
    ho inventato il mio mondo

    percorrendoti attorno

    lungo ripide strade
    sempre diverse

    insinuandomi

    tra le lingue di fuoco 
    del tuo ardore 

    tra i viali fioriti dei tuoi desideri

    dentro l'anfora colma d'amore
    della verginità dei tuoi sensi

    sempre accesi

    nel titubar dell'anima eccitata

    a volte soffocata 
    e piena d'affanni

    a raccogliere le incertezze
    tra le spire del tramonto

    e rinnovare i brividi dell'amore
    .
    cesaremoceo

  • 09 giugno 2013 alle ore 12:03
    A riva

    Un'onda m'aspettava
    alla solita spiaggia
    ma tu no
    finito il nostro tempo.

    L'isola mi guardava
    come allora
    la circondavano vele
    come farfalle il fiore.

    Me ne sto sulla riva
    a raccontare alla pagina
    questo pensiero fantastico
    desiderando un sorriso.

  • 09 giugno 2013 alle ore 1:00
    Sei

    Sei la mia luce nelle tenebre della vita
    Sei il volto che mi accompagna in ogni momento
    Sei il sorriso al mattino che mi riempie di gioia il giorno.
    Sei la voce che mi riscalda i giorni e le notti
    Sei gli occhi che guardano la mia anima e la rendono leggera
    Sei gli occhi in cui perdermi quando ti guardo
     

  • 08 giugno 2013 alle ore 23:26
    Oltre le rime

    Ho perso i tuoi passi.
    e mille ancorati a polvere viola,
    fluttuano, immensi, oltre la tela,
    diagrammi scompigliati disegnano il cielo

    Aforisma d’istinto lieve,
    veritiero in un sorriso che graffia,
    corolla gialla e amaranto,
    di un fiore rinato dal vile zolfo

    Immagini scendono a flotte,
    fin dentro una tela schiava e bambina,
    le mani accartocciano filo e tempere,
    sei già oltre tutte le rime.

    Buon Compleanno Laura