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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 15 agosto 2013 alle ore 0:07
    Anima

    Anela lo sguardo
    volgersi all'anima
    e riconoscerla.

  • 14 agosto 2013 alle ore 23:15
    Con Arno

    Questa vita incompiuta

    i silenzi della ricerca

    la mestizia del silenzio

    Il silenzio del cuore

    le lacrime che scivolano

    senza pudore e senza rumore

    Il mio cammino leggero

    su erba morbida

    in simbiosi con le acque

    dell’Arno

    diventa la mia preghiera:

    “fratello Fiume

    porta via i miei sentire

    portali nel mare e lì purificali

    Fiume prendi i pensieri tristi

    che pesanti

    schiacciano le menti

    e nelle onde del divenire

    portali ad amore

    Per chi non conosce i suoi suoni

    ma ne immagina i colori”

    Amen

  • 14 agosto 2013 alle ore 21:16
    Ci vorrebbe

    Ci vorrebbe un ballo scatenato
    che desse un brivido da saetta
    screziante l'orizzonte al tramonto
    così che la Luna ad arrivare tarda
    per le stelline confortate al volo
    e che intravista la folle danza
    al ritmo dei tuoni saltellano in cielo.

    Piacerebbe una canzone urlata
    che pazza ti girasse attorno
    frantumando la barriera muta
    che t'impedisce il passo
    rendendoti pesante la vita
    così da cambiarti in un altro
    cui lieve sia esistere in terra.

  • 14 agosto 2013 alle ore 18:23
    Volutamente nero

    Volutamente nero
    è l'olio impresso sulla tela.

    (I dream in infra-red).

    Immerso
    in attimi di seppia
    il quadro prende vita
    cromaticamente escluso
    da ogni interferenza.

    (I dream in black and white).

    Preso
    ad escludere il dolore
    ed isolare il resto
    quasi non mi accorgo
    del graffio
    che hai lasciato sulla tela
    che adesso sanguina di bianco...
    ...volutamente bianco.

    (I don't dream at all).

  • 14 agosto 2013 alle ore 17:59
    NOTTI D'ESTATE

    Mentre l'occhio su, guardando in alto,
    dalla campagna alzo a scrutare,
    corre il pensiero a quando tutto un altro
    era il cielo che potevi ammirare.
    Eran le notti delle calde estati,
    tutte magnifiche per le tante stelle
    che tremolanti splendere vedevi,
    chè l'aria tersa non poteva oscurare.
    Nessun rumore a rompere il silenzio!
    Solo il lontano abbaiar di un cane,
    della civetta il verso, dal camino
    dov'era giunta a sfamar sua prole.
    Al tuo andare un grillo si zittiva.
    Scarse le luci, anche nelle case;
    niente autostrade e fari nella notte;
    solo del profumo del grano mietuto,
    i tuoi polmoni potevi riempire.
    Oggi la notte è più tetra del giorno!
    Corron le auto spandendo veleno:
    appestano l'aria, velano il cielo,
    vietan che l'occhio si sazi del bello.

  • 14 agosto 2013 alle ore 15:34
    Treni

    Volano
    lunghi treni scintillanti,
    come uccelli migratori,
    verso confini
    sommersi da albe e tramonti
    tinti dello stesso rosso.
    Come scarabei fragorosi,
    volano,
    riempiendo l'aria
    dell'inusuale vento.

    Rapidi,
    passano
    come l'amore,
    trascinando addii,
    bagagli di storie
    ripiegate come camicie,
    mani
    in cerca di mani
    contro vetri opachi.
    Incuranti,
    sferragliano
    lasciando baci
    sospesi a mezz'aria,
    furtivi abbracci,
    parole
    come carezze.

    Veloci,
    procedono
    su rotaie sgualcite,
    sorpassano piogge,
    primavere,
    finestre illuminate
    e poi il mare
    e poi i campi
    dei fedeli girasoli.
    Corrono,
    incrociando destini
    di ombre
    che salgono e che scendono.

    Fischiano i treni,
    che rapirono
    i miei occhi di bambina
    tenendo stretta
    la mia mano
    a quella di mio padre.
    Poi...
    sfiancata
    corsi dietro a treni
    su cui non sono mai salita
    e,da quanti,
    sono scesa
    indossando
    sguardi fieri,
    lasciando tra carrozze
    e sul sedile
    due lacrime abbracciate
    e tutto quanto
    che...sbagliandomi,
    pensavo
    fosse mio.

  • 14 agosto 2013 alle ore 14:53
    Fuggiva l'estate...tu fuggivi...

    Fuggiva l’estate dopo i suoi bei mesi
    calda stagione un vibrar di luci di colori
    un malinconico autunno principiava
    già foglie gialle danzavano nell’aria
    così in quel tempo mio caldi abbracci
    dei tuoi occhi la gioiosa luce labbra di fuoco
    scendeva nell’animo forte poi la malinconia
    tu fuggita foglia tu staccata dal pesco dell’amore

  • 14 agosto 2013 alle ore 14:49
    Che fin han fatto quelle mie parole?

    Che fin han fatto quelle mie parole
    di simpatia o d’amor che principiava
    fissate su fogli o colorate cartoline?
    A te lo chiedo oggi in particolare
    dopo cinquant’anni da quell’invio
    ultimo, ricordo, tra i pochi indirizzati:
    lette con rabbia, bruciate o ignorate?
    Mi piacerebbe invece questa sorte:
    lasciate con estrema indifferenza
    sepolte per anni in qualche libro
    in pila oggi su di una bancarella,
    trovatele l'ignoto compratore
    dire potesse facendole rivivere
    sorte eran da un vero intenso amore.

  • 13 agosto 2013 alle ore 20:25
    Per ingannare il tempo

    Per ingannare il tempo propone l'amico
    di scrivere una storia dandone l'inizio
    sbrigliando fantasia per un'esplorazione
    che divertendo dimentichi il reale
    di un vuoto pneumatico talvolta
    regalo non gradito di melanconia.

    E subito accorrono al richiamo
    uomini e donne dal luogo lontano
    che annulla il virtuale nell'istante
    in cui viene la voglia d'esternare
    disponendo ad arte parole in frasi
    per gioia di piacevoli racconti.

    Questi collages di storie- passatempo
    più delle rughe dicono del vecchio
    che desidera sentire pieno il cuore
    lasciando ai giovani violenza di passione
    e se ore vuote attirano malanni
    ad ingannarle s'inventan stratagemmi.

  • 13 agosto 2013 alle ore 18:03
    Haiku

    Estro divino
    perla di estasi pura
    La goccia nuda

  • 13 agosto 2013 alle ore 15:34
    Ciao!

    In due sillabe soltanto,
    l'essenza di un saluto
    di confidenza vera,
    di amistà sincera.
    Lo si rivolge, infatti,
    a chi è ne' nostri affetti,
    chè ha perso quell'antico
    primier significato.
    E' nato come s-ciavo
    là in quel di Venezia,
    quando al "sior paron"
    si facea la "reverenzia";
    ci si scopriva il capo
    dicendo: s-ciavo vostro.
    Da voler dire servo
    al diventare amico,
    quanto progresso fatto
    dal semplice saluto.
    Pur fuori dall'Italia
    è invalsa sua usanza
    per dimostrar, nel caso,
    affetto e confidenza.

  • 13 agosto 2013 alle ore 14:53
    Accontentarsi

    Accontentarsi di veder
    un gabbiano aprire le sue ali
    andarsene per la sua strada
    e saziarsi con i resti che ha scovato
    vivacizzando gli occhi appesantiti
    dalla tristezza inopportuna
    Guardare animaletti
    mentre si rincorrono sui prati
    agitando la coda
    e giocare per far sorridere
    ancora, nell'anima venosa

  • 13 agosto 2013 alle ore 3:35
    Quello che non c'è

    Quello che non c'è
    è nero
    oppure bianco,
    è vuoto
    oppure pieno.

    Fermi come cecchini
    sempre in allerta
    stanno i parolai
    armati della bocca,
    pronta a sparar cazzate
    che quasi sembran vere.

    Quello che non c'è...
    ...non c'è.

  • 13 agosto 2013 alle ore 2:58
    Il nodo

    E' filo conduttore che non scorre
    e non conduce,
    non giunge a congiungere
    i condotti inconsistenti
    eversivamente assenti
    condonati,
    condottiero 
    di instabile pensiero.
    Cruna mentale
    a sfondare e trapassare
    il tessuto emozionale
    di una rima.
    Ma ha maglie strette il verbo
    e il filo ha un nodo tosto,
    che non passa 
    ad unire gli emisferi
    per assemblar parole.
    E provo invano a sciogliere
    gli attimi scorsoi
    ma ho gli occhi chiusi 
    e parlano gli oceani.

  • 12 agosto 2013 alle ore 21:45
    Haiku

    L'ape assetata
    sugge ingorda il nettare
    poi si dilegua

  • 12 agosto 2013 alle ore 18:49
    Orgoglio sei per me

    Orgoglio d'autentica 
    purezza sei per me, 
    angelo dolcissimo...
    immenso in tua beltà, 
    in premurosa tua bontà.
    Apristi le porte del 
    mio cuore, 
    sorvolando l'immenso 
    azzurro celestiale 
    su ali di tenero amore
    particolarmente sensazionale. 
    Amore per chi t'amò, 
    amore per quanti 
    tradirono tua benevola 
    fiducia, 
    amore per chi biasimò 
    tenero fiore , 
    superbo fiore 
    immerso in suo 
    immenso candore
    ad aprire gli occhi miei 
    su nuvole che stagliano 
    purpurei riflessi 
    verso orizzonti incantati, 
    immortalati per sempre 
    nell'anima mia.
    Sei rosso di sera;
    Mai tempo riuscirà
    a scalfire tua immagine 
    riflessa in specchio d'acqua dolce, 
    dolce come volto tuo;
    lieve come anime
    in calorosa fusione 
    protratta in immortale
    Eternità.

  • 12 agosto 2013 alle ore 18:19
    Non io

    Non io qui scrivo
    vuota la mente rimbomba
    d'insensate parole.

    Non io qui canto
    stonate vengono note
    fracassando ogni musica.

    Non io qui sono
    se mai rifioriscono rime
    sul dolore e la gioia.

    Altri poeta per me
    colmando di segni la riga
    non io che scrivo.

  • 12 agosto 2013 alle ore 17:36
    Simposio d'amore

    Sei il mio mare calmo quando fuori è tempesta
    e ti osservo dormire con le tue lunghe ciglia scure
    pensieroso anche mentre sogni
    e spero che sia a me che stai pensando
    mentre stringendomi nel tuo abbraccio
     vedo scomparire il mondo.
    T'amo
    e non so perchè sia successo.
    Ho vissuto di virtù nei giorni lieti
    e di lacrime in quelli oscuri
    e mentre ti guardo
    in questo posto e adesso
    penso solo che sei il mio mare calmo
    quando fuori è tempesta.
     

  • 12 agosto 2013 alle ore 13:48
    Naviga (Impressioni)

    Finiranno giorni pesanti
    Non si parlerà più
    di giornate affaticate
    nelle cavità del cuore
    affranto
    che naviga
    in discorsi senza fine
    appiccicati ad una rete
    combattuta con prontezza
    e riflessione
    quelle manie che frenano
    rinascite desiderate
    nominandole ogni qualvolta
    che si prevedono nuove
    ondate esagerate
    calmate da strutture ricettive
    per prevenire invalicabili
    muri
     

  • 12 agosto 2013 alle ore 12:54
    Suono la mia musica

    Vivo come angelo simmetrico
    aspirando al cielo
    Di nuvole vagabonde 
    e follia 

    Ero ninfa di mare
    riemergo 
    da acque inconscie
    Cammino su pezzi
    di vetro
    Che m'hanno lanciato
    i maligni del dolore
    Vivo come angelo simmetrico
    e suono la mia musica
    in questo teatro
    allucinato 

    Ho una compagnia di matti
    e un bicchiere sempre pieno

    E questa solitudine 
    non uccide
    non logora

    Questa solitudine 
    è fiore
    selvatico
    di deserto 

  • 12 agosto 2013 alle ore 0:42
    Haiku

    Cade una stella
    Notte di inquieti ardori
    Freme la voglia
     

  • 11 agosto 2013 alle ore 22:06
    Ho voglia d'amare

    Insegnami ad amare 
    nelle dure avversità 
    della vita, 
    caro amico mio!
    Insegnami a lodare 
    il fratello: 
    quando il suo cuore 
    s'incontra e 
    si scontra col 
    mio cuore, 
    quando non v'è pace,
    soltanto rancore;
    quando la gioia stenta 
    a coinvolgere animi 
    feriti dal marcio che 
    vige in terra ribelle,
    piena d'affanni; 
    quando l'invidia e 
    la rabbia 
    apportano spiacevole 
    risentimento...
    insegnami ad amare.
    Amare è difficile, 
    lo so.
    Amare non sempre 
    si può!
    Donami forza 
    necessaria 
    per resistere ai dispetti,
    plasma animo benevolo per 
    agire senza pentimenti
    alle azioni di perfidia,
    di ingrata ingordigia.
    L'uomo non s'accontenta 
    del poco...
    ama il molto, 
    il tanto di più.
    Io vorrei che TU, 
    soltanto 
    TU... 
    m'aiutassi di più 
    a render triste mondo 
    più umano, 
    meno villano.

  • 11 agosto 2013 alle ore 20:00
    In corsia

    Nel silenzio
    sguardi che celano i ricordi

    lacrime di dolore

    che scivolano
    su gote tirate

    occhi tristi e vispi
    proiettati al domani

    a emanare
    paure e dolcezze

    raccontare emozioni
    e soffocare il dolore

    respiri affannati
    persi in gesti vorticosi

    e nelle parole

    petali di rose
    fioriti
    nei cuori impauriti

    affidare la pena
    a desideri segreti

    alla fede che placa
    i venti del male

    e alimenta nella mente
    percussioni di sogni 
    .
    cesaremoceo

  • 11 agosto 2013 alle ore 10:52
    Parole

    Avevo detto "albero"
    tanti avevano risposto
    ognuno reclamando
    d'essere il cercato.

    Avevo detto "fiore"
    e molte ebbi risposte
    di gelsomini e rose
    di astri e di magnolie.

    Avevo detto "frutto"
    vennero pomo e fico
    la fragola e il mirtillo
    l'arancia con il mango.

    Avevo detto "amore"
    e mi rispose il Sole
    la Luna venne a notte
    il cuore ad azzurrare.

  • 11 agosto 2013 alle ore 2:29
    Foulard azzurro

    Impossibile in un pensiero
    descriver dov'ero.
    Impronte sulla sabbia,
    la risacca e la rabbia
    di un temporale in lontananza,
    nessuno presente a differenza
    di te che corri a perdifiato,
    l'azzurro foulard è volato
    lui libero da ogni pensiero,
    sapeva bene dov'ero.