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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 settembre 2013 alle ore 22:16
    Gli occhi della morte

    Oggi il sole ha gli occhi della morte.

    La tristezza è un pugnale che uccide.

    E quegli sguardi vuoti 

    Nascondono il volto di chi ha voluto 

    Cambiar il giorno, ...questo giorno.

    Le lacrime non han modo d’esistere

    Se si pensa che nessun di noi torna indietro.

    Questo mondo è come non ce l’aspettavamo.

    E nessuno ha il coraggio di tornar indietro.

    Chi è morto resta un morto,

    Vive meglio da morto…!

  • Spogliarsi
    di tutte le imposizioni
    che la vita regala

    Recuperare la propria natura

    cercando e ritrovando
    l'armonia con se stessi

    in parabole trasgressive consumate
    che esortano a sentire col cuore

    Esser capaci
    di dare il vero senso
    al tempo inesorabile

    e dilatarsi
    oltre la visuale esistenziale

    per non restare
    vittime delle suscettibilità

    e fare concessioni all'illogicità

    cantieri aperti della vita

    a sostenere l'emotività

    Vivere di fantasie

    nelle quali avvolgersi e riscaldarsi
    nei momenti d'amore

    dopo aver respirato l'aria rigida
    delle difficoltà patite

    e godere delle piccole cose

    fluttuando

    nelle incantevoli profondità
    dell'anima
    .
    cesaremoceo

  • 10 settembre 2013 alle ore 14:27
    incompiuta

    a una certà età
    ( attorno alle ore 16 del pomeriggio )
    sembra tardi per tutto
    che il tutto potevi farlo
    prima ma prima il treno
    non arrivava e prima ancora
    non esisteva e ora il tempo
    ti spezza le gambe
    peggio di una protesi
    che ti illude nell’agonia
    del non fatto

  • 10 settembre 2013 alle ore 12:47
    A mio padre

    Solo una volta
    vorrei vederti tra le nubi
    per credere di più
    alla tua invisibile presenza.
    Non dimentico le nostre chiacchierate,
    le nostre passeggiate...

  • 10 settembre 2013 alle ore 12:44
    A mia madre

    Il tuo braccio che mi saluta,
    la tua voce che mi chiama, Madre mia.
    Rivedo,
    risento il tuo amore per me
    fino all'ultimo respiro.

  • 10 settembre 2013 alle ore 12:39
    Questo solo

    Passare le mie dita
    sui tuoi capelli,
    sulla fronte,
    sugli occhi.
    Questo solo...

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:52
    In verticale

    "Io sono la paura"
    disse 
    parandosi davanti a me
    a metà del volo. 

    Avevo stretto
    un laccio alla caviglia
    emostatico
    a fermare il sangue amaro
    infetto di timori e insicurezze.

    Sentii venire meno
    la consistenza solida dell'aria
    quando per magia nera
    la vidi moltiplicarsi 
    in bulli eterei,
    combricca di gradassi
    allucinogeni.

    Ma riconobbi 
    la fonte dei miei mali
    "Fammi passare, stronza!"
    le gridai a brutto muso.
    E incredula e tremante
    prese un pugno in faccia.

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:39
    Pensiero inverso

    Ogni virgola che precede una speranza può diventare un punto che termina la paura seguendo una certezza.
    Ho provato sulla pelle che nulla è scontato e che la vera forza nasce dall'amore che rende tutto possibile viaggiando controcorrente...
    Ogni volta che ritorno è una ragione in più per andar via.
    Ogni volta che sono triste è un motivo in più per essere felice...
    Le stelle vivono !

    Vincenzo Lubrano 

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:14
    Guerra

    Ahime' che sciagura ci e' toccata!
    Dallo storico balcone
    un uomo calvo e truce,
    che si fa chiamare Duce,
    ha annunciato l'inizio del conflitto:
    Non so se piangere o ridere istericamente,
    strapparmi i capelli o far finta di niente:
    Quanta gente plaudente ed esultante.
    Ma perche'?
    Ama il Duce? No!
    Ama la guerra? No!
    E allora?
    Tante marionette messe in fila,
    agitate da un burattinaio senza scrupoli
    che adora Roma e l'Italia
    e distruggera' il Paese.

  • 10 settembre 2013 alle ore 11:04
    La Mia Venosa

    All’alba
    Di ogni giorno
    Il sole
    Bacia il mondo
    Il vento
    Accarezza il Sud
    Lo carezza
    Sino a sera e oltre.
    È malinconico
    M subito si veste di luci
    Sotto la difesa
    Di un cielo che l’abbraccia.
    Vi è la mia Venosa
    Ricca di storia
    E povera
    Del suo bramato futuro.
     

  • 10 settembre 2013 alle ore 2:16
    ANIME

    Anime riecheggiano nel suono silente
    di un mormorio assente.
    Incrociano aspiri compiacenti di mestizie persistenti.
    Ombre disorientano luci accecanti di fari abbaglianti.
    Anime scivolano sul rettilineo del vento
    travolgendo ribelle sensazioni
    celate nell'involucro delle emozioni.
    Si cercano negli anfratti dell'essere
    annichilando il malessere.
    Incontrandosi si sfiorano nell'imperitura fioritura.
    Rosa rosso porpora propaga la sua delizia nell'aura
    assuefatta di petali che accarezzano la mia esistenza.

  • 09 settembre 2013 alle ore 18:00
    Giorni da amare

    E' ascoltando
    le proprie emozioni

    che si può trovare
    quella felicità

    dove i sentimenti
    non debbono nascondersi

    in corpi
    che non gli appartengono

    a sperimentare
    le grandi difficoltà

    nei diversi ruoli
    che la vita impone
     
    Sofferenze di cuori
    avvolti da sensi confusi

    che invocano amore

    in giorni dismessi

    nei quali

    con ali tarpate
    e senza la voglia di volare

    cerchi trampolini
    da cui tuffarsi

    nelle bellezze
    di quella stessa vita
    .
    cesaremoceo

  • 09 settembre 2013 alle ore 17:21
    Cogli l'attimo

    In una stanza buia
    ti ho trovata,
    in una stanza radiosa
    ti ho conosciuta.
    Tra mille passanti
    chilometri di lettere
    rubano le tue parole
    guardandoti negli occhi.
    Un lucente raggio di sole…
    emozioni, pensieri ed alchimia
    confidiamo nel segreto
    di un incontro illuminato.
    Sotto parole incantate
    e una polvere magica,
    i nostri cuori si sono aperti
    con la sola chiave della fiducia.

  • 09 settembre 2013 alle ore 17:09
    Haiku

    Fiocchi di cirri
    gli aghi dei pini a guglia
    E' arte in natura

  • 09 settembre 2013 alle ore 16:40
    Inconclusa VI

    Sentirsi qualcosa nel petto e non riuscire a toglierla,
    sentire un peso che tiene lo spirito a terra.
    Cerco dell'aria più pulita per i miei occhi;
    cerco più tempo per i miei pensieri.
    Odio e rancore stanno bruciando via
    il mio fegato ed il mio cuore lentamente,
    tant'è che ora desidero diventare 
    etilista per dimenticarti per sempre.
    E tu che fai? Dormi,
    racchiusa nel fondo
    di uno specchio rotto.
     
     

  • 09 settembre 2013 alle ore 13:47
    Cinque Cento Novanta

    Ancora vengo in tuo nome, tutte le ossa fanno
    la croce, il cuore confessa il mio ventre, le braccia
    si vorrebbero ali, spirito poco santo, devozione da
    bicchiere, preci da tabaccheria.  Sono la più a sud
    delle tue cattedrali, fagoceri di meches che ti
    assaggiarono prima di me per non deglutirti ma
    nelle mie navate scorre il tuo siero, pozione perfetta
    nata da un domani in perenne ritardo, setaccio  per
    intrugli di dubbia composizione.  Sono guglia?
    No, sono doglia, ma più insistente di un campanile: di tanto
    in tanto mi scuotono svegliando il dovere al battaglio,
    gelida tonsilla ingrossata, figlia obesa, intasatrice
    di tutto il cavernoso piazzale.  Che se poi facessero
    meglio, ancora di te si parlerebbe, di come mi faccio
    buona , obbediente e sanata, burattino in attesa di
    raccomandazione, quasi pronto ad impilarsi di carne
    e vedersi vestito di vene, di tane dove accucciano i
    desideri. Cani per troppo tempo affamati che ancora
    fiutano il tuo sapore a distanza di giorni.
    Non basta la pioggia, non lava via nulla l'osceno
    battesimo di cui mi vogliono destinataria.
    Non ho bisogno di esperti per  sentire dove
    crollo, so stare alla larga dalle tavolozze
    imbandite ad uso restauro.
    Basta sfilarmi via il tuo nome come la
    sorpresa dal pesce, la lisca è una rosa,
    breve trave pari e portante  per fotografarmi
    nel barbecue fumante  di una  cinerea maceria.
     

  • 09 settembre 2013 alle ore 12:12
    Haiku

    Sorride al sole
    sulla soffice sabbia
    Stella di mare

  • 09 settembre 2013 alle ore 10:48
    Il canto del cigno (la scena della vita)

    Suono al pianoforte
    una famosa sinfonia,
    per entrar con l'auditorium
    in piena sintonia.
    Dinanzi a una platea festosamente
    riunita,
    le mani scorron nervose
    sui tasti
    e vanno via da sole,
    inseguite affannosamente
    da laconiche parole.
    Un canto armonioso
    mi sale dalla gola
    come mai era accaduto prima.
    Canto l'ardore di una giovinezza
    con impeto virile
    di stampo leonino.
    Tanto si snoda il sogno
    di un'esuberanza fino adesso taciuta.
    L'ultimo refrain non e' ancora scoccato
    gia' il pubblico e' tutto in piedi
    ad applaudir estasiato;
    i riflettori si spengono,
    le poltrone si svuotano,
    gli orchestrali riupongono
    nella custodia i loro strumenti;
    ed esco dal palco
    ormai pago di un'unica vittoria;
    cammino in punta di piedi
    per non tradire il religioso silenzio,
    vero alleato
    di chi ricalca rinvigorito
    la scena della vita.

  • 09 settembre 2013 alle ore 10:39
    Quell'undici Settembre

    Com'è strano quel vuoto
    che le torri han lasciato!
    Al tuo occhio appare
    solo la grande statua,
    arrivando dal mare.
    Chi poteva pensare
    che l'aereo in volo
    quella mattina,
    non s'era perso nel cielo,
    ma era lì per rovina?
    A seguirlo, un secondo
    l'altra torre abbatteva
    e attonito il Mondo,
    e incredulo lasciava.
    Perché tornava alla vita
    il sopito terrore,
    e fu tragedia infinita,
    non soltanto scalpore.
    Facciam che la data
    non sia solo memoria
    immortalata
    sui libri di Storia.
     

  • 09 settembre 2013 alle ore 10:35
    ULIVO CADUTO

    impotente

    l'ulivo alza al cielo

    vuoto

    le sue braccia nodose:

    nel duro cuore

    folgorato

    il tempo

    aveva nascosto ulteriori sospiri

    a lungo trattenuti nelle fragile mani

    la luce di un solare vento

    asciuga le ultime gocce

    che indugiano sulle tremule foglie

    intorno

    il silenzio esala

    odore di parole bruciate

    perché l'amore

    cerca ancora l'amore?

  • 08 settembre 2013 alle ore 12:48
    Contraccolpo

    Più dei colpi dati
    contarono quelli
    lasciati dare.

  • 08 settembre 2013 alle ore 12:48
    Stagnazione

    Persino la rana
    nascosta nel limo allo stagno
    gracida al cielo la sua rabbia
    se le sfugge la cena
    coi salti saputi del girino.

    Io
    all’urlo dell’anima
    affamata d’amore
    rispondo con l’afonia del cuore
    né più m’importa trovare una rima perfetta
    che colmi d’incanto il vuoto
    della perduta poesia.

  • 07 settembre 2013 alle ore 23:22
    Così come l'autunno

    Così come l’autunno

     

    Non è più caldo il vento

    e dal mio sguardo escludo

    gli alberi nudi e inermi.

     

    Svaniscono nell’ombra delle nebbie

    carezze estive

    e il sole a testa china

    esilia nel tramonto.

     

    S’annega la mia anima nel nulla

    e tenta a trasformare

    il pensiero in primavera.

     

    Ma

    di colori caldi

    si veste la collina

    solca una lacrima l’anima

    mentre la pioggia

    sul vetro scivola

    in me il dolore ti racconta.

     

    Fuggo l’autunno

    e la nostra storia 

    il tempo si tinge di rosso purpureo

    colore che a te mi riconduce.

     

    Nell’anima ora…

    solo malinconia

    ma…

    tutto passa

    così

    come l’autunno.

    Anna Giordano

  • 07 settembre 2013 alle ore 21:50
    Contemplazione nr. 3

    Sarà la stella marina
    adagiata
    sulle tue belle mani
    a suggerir parole
    per cantarti
    come pastelli a colorar
    gli interni di un disegno
    già perfetto.

  • 07 settembre 2013 alle ore 18:10
    Visione

    Non mi muovero' da qui
    senza avere tue notizie;
    non stacchero' il mio sguardo
    dalle tue finestre
    finche'
    non si chiuderanno per sempre;
    non ti lascero' andare
    ramingo per il mondo
    alla merce'
    dio mercanti senza scrupoli;
    non permettero'
    l'ennesimo insulto
    alla tua poverta' di spirito;
    ma saro' sempre al tuo fianco
    a vigilare,custodire,
    con te soffrire e gioire,
    perche' vedo in te
    lo spirito di Cristo.