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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 novembre 2017 alle ore 22:14

    Mi domando cosa hanno nel petto quelle persone che giurano amore a qualcuno, si lasciano e dopo una settimana hanno già un altro amore da dichiarare per la vita. A volte li ammiro... Ma poi in fondo poco hanno da essere ammirati. Loro cosa ne sanno di cosa sia disintegrarsi il cuore e giocarselo fino all'ultimo secondo. Cosa ne sanno del tempo necessario per ricostruirsi e rimettersi in piedi. Ritrovare un equilibrio interiore, emotivo e psicologico. Cosa ne sanno loro di cosa sia rimpiangere il tempo sprecato dietro a un amore che non valeva nemmeno un decimo di ciò che si è preso di te per poi portarselo via con se' per sempre. Che ne sanno queste persone. Che ne sanno delle mani spoglie, di quando tanto hai donato e niente ti è rimasto. Di quanto costa amare davvero e soprattutto quanto costa dimenticare e andare avanti. Soprattutto mi chiedo se queste persone sanno la paura che fa, guardarsi indietro, ricordare ciò che si è attraversato per riuscire ad uscirne e ancor di più chissà se conoscono la paura che fa ricominciare qualcosa e donare nuovamente fiducia a qualcuno. No, non credo... Sicuramente soffrono meno, ma in fondo, cosa sia amare veramente qualcuno non lo sapranno mai.

  • 17 novembre 2017 alle ore 20:42
    Chi opera per l'arte, celebra ogni giorno la vita

    Pensieri prima abbozzati

    e subito sbozzati
    da vigorose suppliche

    che scavano gli occhi e le tempie
    e rendono torva la fronte

    nello spirito d'indipendenza e fierezza
    che marchia il mio viso

    E non concedo
    sorrisi a basso prezzo

    a anime attratte dal lusso
    travolte dalla loro stessa ingordigia

    né voglio che il tempo
    che fugge nell'oblìo

    ricopra di buio il mio zelo
    al di là della vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 novembre 2017 alle ore 20:40
    Sublimi meditazioni

    Malvolentieri sopporto
    insulti e tormenti

    nell'arguzia pensosa
    che accompagna i miei giorni

    Io

    schiavo dei soprusi
    che m'impone il mio vivere

    molte volte non dico
    quel che mi frulla nella mente

    E rinchiudo così
    i sentimenti nei versi

    in inezie allusive

    che eludon gl'istinti
    con profonde invenzioni
    e giocosi pensieri

    sublimi meditazioni
    a burlarmi di violenze e malizie

    e rispedire al mittente
    ogni miseria e pietà
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 novembre 2017 alle ore 20:39
    La mia pace

    A che mai potrà giovarmi
    la lettura di mille e mille libri

    e la conoscenza del mondo
    che essa mi darà

    se ho l'anima infetta
    da effimeri propositi ?

    E tengo lontane
    angosce e travagli

    pregando quel Dio
    che fa ricco l'orgoglio

    di donarmi coraggio
    e indomita volontà

    nell'affezione del cuore
    inebriato d'amore

    Sperare mi resta

    di cingere le tempie
    con gigli e allori

    e andare al giudizio
    con i più felici auspici
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 novembre 2017 alle ore 21:14

    Ho amato me stessa quando era fragile. Quando ci metteva tutta se stessa e non si arrendeva mai. Ho amato me stessa quando si è persa per aver dato troppo. Quando a fatica raccoglieva i suoi cocci e con orgoglio si prendeva cura di loro ricollocandoli al loro posto come medaglie d'onore. Quando saper usare il cuore la rendeva fiera e altro le serviva. Ho amato me stessa quando con più forza e sicurezza ha cominciato a pronunciare quei "No" che facevano la differenza. Quando ha iniziato a voltare le spalle dove era necessario per rispettare se stessa. Quando a chi la usava, la illudeva e si approfittava di lei ha iniziato a sbattergli in faccia la verità su ciò che pensava. Ho amato me stessa nei suoi più grandi cambiamenti. In quelli lievi e in quelli importanti. L'ho amata quando si è arrabbiata senza riserve. Quando essere ferita le provocava dolore e non sapeva come uscirne. Oggi, amo me stessa e rendo onore a ciò che è diventata. Amo me stessa e la sua forza. Amo il suo sorriso e quel gesto gentile riservato a pochi eletti. Amo il suo silenzio di fronte alle provocazioni. Amo l'indifferenza che usa verso coloro che non occuperanno mai un posto nella sua vita. Amo il suo aver imparato a "Scartare" la merda che la circonda, senza paura e senza temerne le conseguenze. Dio quanto amo di me stessa il saper dire sempre ciò che pensa e l'aver imparato a tenere ben stretto ciò che prova per dirlo solo a chi merita di saperlo. Amo la nuova me, una persona forte, sicura e ben equilibrata. Una di quelle persone che non conquisterai mai con poco, che non avrai mai vicino se non sei luce al sole, libro aperto e animo onesto. Persone difficili da gestire, non trascinabili, forti, decise e sicure di sé, ma umili, buone e leali con chi sa arrivarle al cuore! 

  • 16 novembre 2017 alle ore 21:09
    Mutuando forma

    Lo immagino un risveglio
    che non somigli a niente,
    solo volare sul fango soffocato
    è partitura che fa musica,
    come c’è danza su una tela
    -è un velo le danceur, che anche
    senza volto sembra esistere.
    Prima di camminare
    si fluttuava in acqua: già liberi
    si sfumava, si riappariva. 

  • 16 novembre 2017 alle ore 20:39
    Tra i morsi della fame

    Banchetto senza di me

    al tavolo apparecchiato
    di tutti i miei pensieri

    tutta la notte

    nell'assidua libidine
    che avvolge ogni pietanza

    emozioni sentimenti passioni

    piaceri e dolori che non riesco
    a staccare dai loro vizi

    e approfittano felici del mio vivere

    E inutile diviene per me

    ubriacarmi di pianto
    tra quei cibi sanguinanti di vita
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 novembre 2017 alle ore 20:38
    Per non dimenticare

    "Cenerai bene da me

    si diceva

    se porti con te
    buono e abbondante cibo"

    E non pensai mai

    al peso della borsa
    che mi portavo dietro

    nella leggerezza dell'affetto
    che nella falsità ricevevo

    Tentativi miseramente falliti
    si riaccendon ancora nella mente

    mentre oggi più che mai sobrio in me

    trasporto sulle spalle cosparse d'ira
    il ricordo dei frammenti d'ulivo

    offerti con le mie mani
    candide d'amore

    agli effluvi di quei giorni

    fin quando
    provocanti interessi imperturbati

    germogliati dentro ingegni avidi e gelosi

    trasformarono i cuori in pietre

    per alcuni divenute

    preziose gemme da barattare
    al mercato degli affetti

    E vivo ogn'ora la felicità di pensare
    che queste parole

    potranno restare marchio indelebile
    nel destino di più generazioni
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 novembre 2017 alle ore 9:58
    Cosa rimane di noi?

    La morte di una persona cara
    procura dolore fisico
    tristezza ed assenza
    di voglia di vivere
    solo un incontro
    con una persona più forte
    può alleviare il dolore
    è simile alla nostra storia d’amore
    solo attraverso di me hai superato
    tante difficoltà che prima
    ti sembravano insormontabili
    ora il peggio è passato
    si tratta solo
    di andare avanti
    senza più pensare al passato.
     

  • 16 novembre 2017 alle ore 9:52
    Con gli occhi di un bimbo

    Con gli occhi di un bimbo
    Con gli occhi di un fanciullo
    che vorremmo che nascesse
    per coronare il nostro sogno d’amore
    lo vorremmo chiamare Marco...
    sarà un Natale per tutti noi
    con persone nuove e festeggiato
    per me di nuovo
    il primo Natale da sposato
    un Natale diverso dagli altri
    Natale
    festa per me
    festa per tutti.

  • 15 novembre 2017 alle ore 20:59
    D'estate m'abbronzo.

    Quando il deserto avanza,
    Quando il caldo addormenta,
    foriero di suoi messaggi,
    in ufficio desta rumori:
    è un simbolo di costi
    la nascita della vacanza
    dei miei primi trent'anni.
    Montagna o mare?
    Terra o luna?
    L'estate mi tinge d'inverno
    se un po' non mi espongo.
    Eppure senza te è difficile,
    mia piccola parola sorridente,
    anche imparare a sfiorare
    l'artificiale calore del sole.
    E così d'estate m'abbronzo.

  • 15 novembre 2017 alle ore 20:32
    Io e la mia ombra

    Ho vergogna di sentirmi un giocattolo
    in mezzo a questo buio

    e alla sua solitudine

    nella modestia di me stesso

    tra le emozioni che volgono le ali altrove

    verso mete sempre diverse

    vicine tra loro ma senza mai potersi toccare

    Di questa libidine e del suo amore furtivo

    Tu notte mi accusi

    quando soffro il disdegno per le tue ore
    mentre diventa musica la tua voce

    che canta per me

    a carpirmi baci senza rumori

    e darmi gli orgasmi più intensi
    nel continuo giocare con le passioni

    che sempre amo e dove trovo amore

    e che sciolgono i nodi
    che esse stesse strinsero

    E mi sento molto fortunato

    ad esserci io qui con te
    e non la mia ombra
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2017 alle ore 20:31
    Notti di passione

    Dentro magiche ore di felicità

    con la luna a inondarmi di vita

    fuochi interiori scaldano
    il mio ardire e gl'inchiostri

    intrattenendo desiderio e amicizia

    con i sentimenti che assaltano
    la mia passione

    e il piacere notturno in cui rifuggo

    scivolandovi in seno con le funi delle emozioni

    E abbracciato in amore

    così mi amo

    mentre l'anima accalorata dai versi
    emana sentenze di conferma
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2017 alle ore 20:28
    La mamma degl'ignoranti è sempre gravida

    M'arrivano

    nel mio passeggiare quotidiano

    complimenti e felicitazioni d'uomini e amici

    per la nuova e comunque già vecchia
    condizione che da un po' io vivo

    e intuisco in certe parole

    sentimenti d'invidia e villaneria
    a accender di stizza la vita e il futuro

    E provocante la gelosia

    fornisce strane parole

    alla bocca di chi non riflette
    che molto più invidiabile

    è colui il quale

    data la propria vita ai figli

    gli è concesso di vivere a lungo
    e incanutire i pensieri di bianco splendore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2017 alle ore 18:43
    Nasceranno ancora uomini

    Nasceranno
    ancora uomini
    che aspetteranno oracoli
    dietro i sigilli
    di un cielo muto,
    uomini presenti
    nell'assenza di luce,
    uomini imperfetti
    che perdono i confini.

    Nasceranno uomini
    per popolare terre
    in dissolvenza,
    per nutrire di sogni
    una realtà non finita.

    Nasceranno ancora
    uomini
    che detteranno leggi
    e uomini per ribellarsi
    a voce alta
    con le mani stanche;
    uomini che costruiranno
    templi
    e altri che faranno guerre.

    Nasceranno destini,
    invocazioni
    e poetiche chimere,
    nascerà l'amore
    che vivrà nella malinconia
    di un autunno
    e nel canto di primavere.

  • Cercandoti fuori per ispirazioni,
    un verso di rosso cangiante,
    e di più spazio, il corpo fremente
    con emozioni sparse in internet.
    Scorticata frontiera di mercato,
    nell'economia del sentimento,
    Non saprei di quale sistema
    sono già parte, oh poesia.it,
    tu lo sai, io sono solo un writer
    e di alcuna mia parola mi pento,
    soffio sulle dita e alzo lo sguardo,
    Ti dirò che prezioso è il tuo dono,
    tu sei venuta per amare questo volto.
    Cosi scrissi a muro in Facebook.

  • 14 novembre 2017 alle ore 23:33
    Haiku

    Sul prato verde
    Il papavero rosso
    S'erge superbo

  • 14 novembre 2017 alle ore 21:38
    Yakamoz

    L'anima
    si riflette nei versi
    Come il riflesso 
    di luna
    sull'acqua

  • 14 novembre 2017 alle ore 20:33
    In te si uniscono le mie emozioni

    Immerso in questa notte novembrina

    che elude il mio sonno

    guardo le tue onde
    accavalcarsi una sull'altra

    e distendersi sulla spiaggia
    ormai libera dagli allegri piaceri estivi

    Così appari

    mare

    nell'impetuoso respiro che emana
    il rumore delle tue creste al galoppo

    ai miei occhi

    fissi sul tuo dire

    intenti nello scrutare il tuo furore

    E ascolto i tuoi racconti

    dolcemente appoggiato
    alla furia del vento

    mentre l'inverno precoce
    riversa acque fredde dal cielo

    nel piacere suadente
    di questa gelida pioggia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 novembre 2017 alle ore 20:31
    I miei pensieri

    Non credo d'avere più tanta forza io

    né posso immaginare quanto vigore
    abbia ancora il mio cuore

    dopo aver accarezzato la barba di Pietro

    Di certo non ho vergogna
    a confessare i miei limiti

    o le mie presunzioni

    così

    vorrei esser ricordato per ciò che ho fatto
    e per quanto ho goduto

    per l'amore che ho dato
    e per quanto ne ho ricevuto

    E vorrei che l'Universo che mi circonda

    accogliesse nel suo grembo
    certi pensieri che in Lui ho diffuso

    e nel calore degli uomini
    fossero coltivati

    facendone germogliare
    semi d'amore e di solidarietà
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 novembre 2017 alle ore 20:29
    Io avrei potuto anche crederci

    "forse non saranno graditi i tuoi scritti a chi li leggerà...ma credimi eguaglierai per saggezza te stesso e rinomanza avrai sulle tue labbra..."

    Cosi mi dicesti

    o mio sogno

    con la tua voce tenera e soave
    tra le nebbie della mente

    E ancor mi esorti

    a goder di questa vita
    in tutta la sua pienezza

    ad afferrarne il senso
    prima che svanisca per sempre

    gemma di un'anima silente
    nella sofferenza che vuol parlare al mondo

    sospesa tra il lungo racconto
    e un breve romanzo

    prima che essa stessa
    mi conduca al sole eterno
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 novembre 2017 alle ore 15:22

    Ogni legame che viviamo, qualsiasi esso sia, deve vivere nella reciprocità. Camminare a fianco nella vita, come se le gambe vicine si sfiorassero e fossero legate da una fune, anche se lontane. Perché camminano nello stesso senso e per gli stessi obiettivi e negli stessi valori. Non importa se le gambe mantengono lo stesso passo.. Perché nel momento in cui uno dei due resta indietro, l'altro rallenta e aspetta... E laddove fosse necessario torna anche a prendervi per recuperare se ci tiene, rispettando i vostri tempi per proseguire assieme. Questo è reciprocità, quando da entrambe le parti c'è il volere di non perdersi, che sia amore o amicizia non conta. Quando invece, pur sentendovi legati da quella fantomatica fune, vi trovate a camminare da soli, senza appoggi, senza nessuno che guarda dove siete, datemi retta, tagliate quella fune e proseguite da soli senza voltarvi indietro mai!

  • 13 novembre 2017 alle ore 20:35
    Ansie senza medicine

    Ansie senza medicine

    Consunte dall'uso della mente

    parole senza firma a me fedeli

    sapranno esprimere la mia felicità
    e la mia collera per questo mondo

    un po' troppo altero ai miei occhi

    E strapperanno all'ingordigia dell'uomo

    alla sua dimensione senza futuro

    nei tentativi di trovare una speranza
    fra i suoi scrupoli e egoismi

    l'incoscienza sovversiva
    risultato della sua condanna alla vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2017 alle ore 11:27
    Alla Mia Amica

     
     
     
    In questa notte silenziosa:
     
    Nella miniera
    Vicino al fiume
    Cercherò il mio Oro,
     
    L’ho trovato!
    Ciao Amica Mia:
     
    Quando vorrai il Sole
    Ti regalerò il Sole…
     
    Quando vorrai il Mare
    Ti donerò il Mare…
     
    Quando vorrai la Luna
    Ti offrirò la Luna…
     
    Sei una Stella.

  • 12 novembre 2017 alle ore 20:26
    Le vie della mente

    Vie da nessuno percorse

    che conducono entro vuote visioni
    per sentieri verdeggianti di libertà

    a inoltrarsi ancora più in là
    oltre l'orizzonte

    verso grandi onori di lodi

    dove focolari domestici
    offrono compiacenti pensieri

    a liberare ogni uomo
    da certi mercanti senza scrupoli

    che continuano a mettere
    balle nei ventilatori e spengono la verità

    E spero

    io che conosco me stesso
    e la mia vanagloria

    quando la morte mi coglierà
    di vivere altri sogni in altre notti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
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