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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 24 agosto 2013 alle ore 15:59
    Perfetta imperfezione

    ...tieni a bada i quattro guerrieri spietati che sfaccettano le tue molteplici sfuggenti e contrastanti personalità
    e sii allo stesso tempo clemente con te stesso per perdonare le tue violente ma delicate debolezze....
    Perche' solo tanta naïf,spontanea,contrastante , travolgente e dilagante energia emozionale può rendere speciale l uomo meravigliosamente imperfetto che sei...
    Un enorme orso sensibile e dolcissimo ma corazzato al mondo come un carro armato....
    Hai il dono di aprire le menti...
    Hai il peso di cambiare le anime....
    Hai la capacità di spiegare le utopie e l'incomprensibile...
    Hai il difetto di lasciare segni invisibili ma profondi al tuo passaggio....
    È facile odiarti violentemente o amarti profondamente,
    ma di certo non puoi essere un compagno di viaggio a cui essere indifferenti o discaccati, perche' la tua natura carnalmente selvaggia nn te lo consente....
    Sei il soffio di un drago....
    Sei le ceneri infinite di una fenice....
    Sei pelle, anima e essenza di un vulcano ardente....davanti alla cui prepotente eruzione non si può scampare ...

    Tu sei  uno di quegli incontri che si fanno nella vita, e che te la cambiano....

    Tu sei, semplicemente Tu...
    Il principe imperfetto...

  • 24 agosto 2013 alle ore 15:29
    Le spiagge di settembre

    Si inseguono le onde del mare
    stanche di monotonia eterna,
    volontà dolorosa di ricordi teneri
    a coccolare amanti dispersi in giochi e ambiguità.
    La costellazione dell'Addio passa su amori estivi,
    agonizzanti sulle spiagge di settembre:
    gli ultimi bagnanti raccolgono conchiglie alla deriva, 
    gusci di amori al sale
    e ricordi amari di speranza.
    E la spiaggia si riposa nella mente degli innamorati ormai lontani,
    tra desideri confusi
    e silenzi incerti,
    attendendo silenziosa e inquieta
    - ormai da secoli -
    di tornare a vivere e soffrire 
    l'estete successiva.

  • 24 agosto 2013 alle ore 14:38
    Lievi distanze

    Non sono stata davvero
    addormentata
    ma ho sentito sul petto
    stringere i lacci
    che scollano le aderenze notturne agli astri,
    e il mio petto che è stato pure immerso
    nel mare non ha potuto fremere né
    cantare ancora,
    come un uccello affogato
    che non cessa sotto il sole la sua presenza
    e che disabitato galleggi
    in una lieve distanza dalla terra.
    Questo confine che smantella le parole
    ellittico ritorna agli stessi ingressi
    la notte
    dove i luoghi svaniscono ed avanzano buchi
    di grandi spazi roventi.
    Sorella, tu non sai niente
    e quello che ti è stato risparmiato
    ancora stipato nelle pietre pesanti,
    come in una guerra risale dal sud.
    I morti hanno una voce
    di metallo che attraversa solitudini e paludi,
    le loro ossa pesano sul nostro risentimento
    di fragili membra dove il sangue si ferma.
     

  • 24 agosto 2013 alle ore 11:43
    L'imponderabile

    Non esiste orizzonte per i miei pensieri
    io sono ovunque
    e con chiunque.
    Non c'è limite al mio pensare.
    questo è il mio potere.

  • 24 agosto 2013 alle ore 11:23
    Del silenzio delle cattedrali

    E mi sono fermata a guardare
    quel dissennato lavoro
    del mio egocentrico pensiero
    mentre sedevo
    composta
    in quella chiesa.
    Ci ripenso ancora
    a quell'assoluto niente
    che invadeva le mie ossa
    rese liquide
    dalla tristezza della tua assenza.
    Quel prete
    intonava un canto
    che non ho mai capito.
    Niente mi appartiene
    di questo simbolismo
    che non rende più facile il distacco.
    Non credo ai fantasmi
    che restano sospesi
    all'interno dei fuochi delle candele
    o tra le spire di fumo degli incensi
    ma quando ritorno su quei banchi
    ed appoggio la fronte sul legno dell'inginocchiatoio
    io ti sento vicino a me
    con il tuo sguardo duro ed amorevole
    dagli ardenti occhi neri.

  • 23 agosto 2013 alle ore 22:43
    Creatura alata

    Allora
    svolazza altrove
    nel pallore
    sopra le 
    catene montuose

    Creatura smunta 
    e alata 
    Parsimoniosa
    addestrata
    per non spiccare.

    Sogghigna.

    Prosciugata
    tersa
    privata del
    suo scettro.

    Decolla
    col suo becco
    ascendendo
    senza il suo boccone
    contrita, amareggiata.
     

  • 23 agosto 2013 alle ore 21:25
    Fragilità

    Raccattare
    i pezzi di se stesso
    richiudendosi 
    nelle stanze solitarie del cuore
    dove riunirli
    senza alcuna altrui commiserazione

    caricarsi nelle otri dell'esperienza
    lacrime e gioie
    speranze e paure
    per calmare le risacche dell'anima
    in certe notti di stelle lucenti
    o di vento impetuoso

    con la pietà a divenire
    l'effervescenza della rinascita

    dove finalmente
    le cicatrici della vita
    diventano autostrade d'argento

    sulle quali scorazzare
    a proprio piacimento
    .
    cesaremoceo

  • 23 agosto 2013 alle ore 18:12
    VINO

    Mitologia e storia
    han reso famoso
    il licor della vite,
    davvero prezioso.
    Della sua ebbrezza,
    dispensatore
    fu Bacco-Dionisio,
    di Grecia "signore".
    Ne bevve sì tanto
    il vecchio Noè,
    da ubriacarsi
    ignorando 'l perchè.
    Lo trasse dall'acqua
    a Cana, Gesù,
    e fu gran sorpresa
    chè piacque di più.
    Fu nel Cenacolo
    al vertice posto,
    quando divenne
    il sangue di Cristo.
    E' triste, purtroppo,
    dover costatare
    che molti incoscienti
    non lo san apprezzare.
    Costringon la Legge
    ad intervenire
    perchè sono tanti
    ad esagerare
    e tante tragedie,
    così provocare.
     

  • 23 agosto 2013 alle ore 16:35
    Sul porto canale di Cesenatico

    Seduta su una panchina
    mi scalda il sole di ottobtre.
    Di fronte,
    finestre aperte
    nella casa museo di Marino.( Moretti)
    Chiudo gli occhi:
    non sento il chiasso 
    delle umane cicale domenicali.
    Sono fuori del tempo.

  • 23 agosto 2013 alle ore 9:35
    Notte Chiara

    Quando arriva la sera
    Mi proietto nella notte
    E da solo nel mio letto
     
    Rimugino presentimenti
    E tra le candide lenzuola
    Non mi sento più isolato.
     
    Il miei istanti si muovono
    Dentro vortici di bellezze
    Per sfamare i miei respiri

    Le notti sono ben nutrite
    E il tempo non mi manca
    Per godermi nuovi amori.
     
    Inesorabile nasce la luce
    Dissolve le mie bramosie
    Con tutto l’immaginario.
     

  • 22 agosto 2013 alle ore 21:36
    Il fascino del tuo odore

    Sballottato da un vento
    che cambia sovente
    la sua direzione

    m'ubriaco
    al fascino del tuo odore

    e viver a saper accettare
    confusioni e imprevisti

    a partorire emozioni forti

    che non intendono ragioni

    e nel loro impeto

    più gli alti diventano alti
    e più i bassi diventano bassi

    stringersi nei gioiosi abbracci
    dei grandi momenti della felicità

    e superare i vuoti
    che lascia la nostra scia

    godendo delle schiarite
    nei giorni uggiosi
    che minacciano tempeste

    concedendoci
    il lusso di vivere di testardaggine

    e dormire sempre
    assieme ai nostri difetti
    .

  • 22 agosto 2013 alle ore 14:16
    Resisti

    Resisti al tramonto
    delle stelle che cadranno
    su di te
    strofinando segni
    che lascerai, alle pareti
    di futili motivi

  • 22 agosto 2013 alle ore 4:14
    Folata di vita

    Luminescenze
    silenti
    pastellate

    Lucciole
    fluttuanti
    cortecce
    ansimanti

    Cigni col
    capo chino
    nel vibrato 
    raggio d'acqua.

    La vita 
    è una folata
    si esprime
    in natura

    E' un giro
    spettrale
    è odore che 
    non sfugge.

    I suoi
    spettatori
    attori che
    dirigono a bacchetta
    quel che essi
    stessi vivono.

  • 21 agosto 2013 alle ore 21:26
    Gli occhi del cuore

    Maltrattato
    da me stesso

    ferito
    solo
    a sentirmi sospeso

    interrotto

    senza una parte di me

    nell'incrocio
    dei tanti volti

    che nascondono
    storie forse anche atroci

    occhi a fissare
    il nulla del loro futuro

    feriti
    soli
    sospesi

    che parlano nel silenzio

    che scrutano con intensità
    nella voglia di sapere

    son bastati questi occhi

    sguardi per capire

    per guarire...
    .
    cesaremoceo

  • 21 agosto 2013 alle ore 19:06
    Scivolano, stelle cadenti...

    Scivola,
    la stella cadente
    lungo la schiena invitante
    di questa notte d'agosto.
    Scivola,
    e sulla scia d'argento
    passeggiano
    desideri di ragazze innamorate.

    Solca l'oscurità
    come lacrima cocente
    che carica sulle labbra
    il sale di un'illusione.
    Vaga,
    la stella cadente
    come un pensiero d'amore
    in balia del tempo e dei sospiri,
    quando non sa dove posarsi,
    e a poco a poco
    si spegne il suo splendore.

    Piovono
    le stelle cadenti,
    in questa falsa notte,
    come carezze
    le sento addosso
    per poi perdersi
    troppo presto
    nelle fauci del silenzio.
    E sono quì,
    a chiedermi
    su quale prato,
    in quale mare
    andranno a morire
    ...le vagabonde...

    E intanto,
    dimentico un desiderio...

  • 21 agosto 2013 alle ore 13:34
    La lepre e il falco

    A che serve indugiare?
    Il tempo non aspetta altro tempo
    e le cose passate non mi daranno altre utilità
    al massimo mi concederanno un momento di commozione
    che prontamente allontanerò
    perchè sono così
    drasticamente cinica
    irriducibilmente pratica.
    E non ho amato e non amerò mai nessuno
    perchè l'amore ti lega
    e a volte non merita.
    E mi fai sorridere
    quando hai la presunzione
    di poter pensare
    che tu abbia significato realmente qualcosa
    Quelli come me non abbassano mai la guardia
    e se allontanati
    prontamente ricominciano a volare.
     

  • 21 agosto 2013 alle ore 12:35
    Nel mentre

    Cosa è in fondo l'amore?
    me lo sono chiesta
    mentre soffrivo perchè ti volevo
    mentre amavo quando ti avevo
    mentre gioivo quando ti ho lasciato.

  • 21 agosto 2013 alle ore 9:56
    VANO AMORE

    Amore impossibile
    sei per l'anima che 
    anela te, 
    soltanto te, 
    dolce anima offuscata
    da passione intensa, 
    sogno infranto 
    d' amabile essenza, 
    tanto fragile
    un po' surreale...!
    Penetra questo 
    mio pensiero, 
    lascia che possa 
    io entrare 
    in te
    come acqua che 
    invade tortuoso 
    percorso per poi gettarsi in mare.
    Mare d'intenso profumo 
    salato e adorabile 
    assale i miei sensi 
    in unione di pulsioni 
    per poi immergersi 
    in speciale tramonto, 
    intenso di rosso 
    a far ardere,
    bruciare nostro 
    triste, 
    vano amore.

  • 20 agosto 2013 alle ore 22:53
    Delirio in una stanza

    Come testate
    alle mura 
    fatiscenti
    Le urla inespressive
    che si inerpicano.
    I fiotti lacrimanti
    le foci fluenti
    di effigi
    doloranti.

    Prospettive convergenti
    in palpitazione
    la voce infestata
    appestata.

    Nell'antro 
    dei segreti
    storie irrisposte
    angoli scordati
    dall'ego
    impaurito.

  • 20 agosto 2013 alle ore 22:34
    La lucertolina

    Ogni giorno, ogni mattina
    mi aspetta sul balcone una lucertolina.
    Perché?...
    Perché ha sete.
    L'innaffiatoio è ormai vuoto
    ma qualche goccia 
    ancora scende.
    E' sufficiente per non aver paura,
    per non temere la cattura.
    Mi guarda
    e scuote la codina...
    Così piccina e fragile
    mi fa osservare
    che anche l'animale
    più semplice
    e meno geniale
    ha, come noi umani,
    la capacità di pensare.

    .
     

  • 20 agosto 2013 alle ore 21:09
    Bianca e Rosa

    Due fanciulle in fiore
    Bianca e Rosa di nome
    da sempre amiche
    scopriron l'amore
    ma il dio con le frecce
    per lo stesso giovane
    ne colpì il cuore.

    Fanciullo crudele
    perché vuoi nemiche
    ingenue creature
    ferendole a morte?

    Irata Afrodite
    ad Eros si volse
    perché rimediasse
    sanando le piaghe
    ma troppo profonde
    dal male a guarirle
    fiorir le fa rose.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:07
    Amanti

    Gli amanti
    a contemplar
    la risacca.

    Appollaiati
    sullo scoglio
    frastagliato
    in pendenza.

    Studiando
    il mare
    col suo bordo
    cromato.

    Si scambiano,
    confondono
    e con le mani 
    strette attendono
    I loro corpi
    si fondono.

    Loro
    a osservare
    a scrutarsi
    nell'ameno
    con sintonia
    in simbiosi.

    Gli amanti
    scoprono 
    il giorno
    con la sua brezza
    freddolosi
    avviluppati

    Impavidi
    della guerriglia
    armati 
    di scudi
    di sciabole

    Sferzano l'aria
    greve,
    l'allegeriscono
    e come dei Titani
    la impoveriscono
    Questi sono,
    questi son stati
    questi saranno,
    gli amanti.
     

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:05
    Ignominia

    Cerbero ringhia
    rastrella il
    terriccio secco.

    Secerne 
    saliva oleosa
    con essa
    plasma.

    I latrati come
    artigli
    scuoiano la preda.

    La preda,
    denudata dalle 
    sue deformità

    E a carponi
    becero, lo afferra
    afferra il suo 
    pasto di ignominia.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:04
    Combustione

    Dardi infuocati
    che sfrecciano
    ossessi
     
    Nelle celle epiteliali
    come avversari
    arroventano
     
    E s'arroventa 
    come al rogo 
    come condanna
    la linfa.
     
    Le schegge
    acuminate, furibonde
    lapidano 
    i nostri sensi
     
    E la legna 
    in combustione
    come cenere
    sedimenta.

  • 20 agosto 2013 alle ore 16:03
    Compagna inettitudine

    T'affianca, poderosa
    nel torpido sonno
    T'acciglia col
    suo abbaglio dissacrante.

    E il fiammifero
    animato dal bulbo 
    incupito
    affievolisce.

    Compagna, nemica
    ingannandoti 
    con la negazione
    come un acquazzone
    spazzarti via...

    E tu, nel meriggio
    non sarai più
    nella tormenta
    non sarai più
    nell'inverno asfissiante
    non sarai più mia
    non irromperai proterva,
    non mi schiaccerai come un'incudine
    Mia, compagna inettitudine.