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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Na mamma
    eti cori
    beni
    amori.
    Eti lu soli
    puru quandu
    lu tiempu eti scuru
    e ti sienti persu
    intra a sta via.
    Na mamma
    ti pigghia pi manu,
    eti na stedda
    e quandu
    non ci stai cchiu
    vicinu a tei
    basta cu asi
    li uecchi an cielu
    e la viti addai
    ca ti guarda sempri
    e non ti lassa mai.
    Na mamma...

    Traduzione:

    Una mamma

    Una mamma
    è il cuore
    bene
    amore.
    E' il sole
    anche quando
    il tempo è scuro
    e ti senti perso
    in questa via.
    Una mamma
    ti prende per mano,
    è una stella
    e anche quando
    non ci sarà più
    vicino a te
    basta che tu alzi 
    gli occhi in cielo
    e la vedrai li
    che ti guarda sempre
    e non ti lascerà mai.
    Una mamma...

  • 10 maggio 2013 alle ore 2:16
    La corsa

    Corre veloce la vita in sella ad una moto potente.
    Sotto il cielo terso di Maggio  cavalca come onde docili i ciuffi di erba che si increspano al suo passaggio.
    Lungo una provinciale dritta e desolata  accelera la vita , che buca l’aria e spezza il vento flebile in un fragore crescente.
    Corre forte, sempre più forte, la vita, sul manto grigio e bollente e schiva i raggi dritti del sole mezzano che rimbalzano in terra e spariscono tra i campi fitti e fioriti.
    Si arresta di colpo la vita che si aggrappa strisciante e disperata all’asfalto rovente.
    Sbatte e s’infrange la vita nel rumore sordo e inesorabile di ciò che si rompe.
    Schizza via per sempre la vita dopo un lampo improvviso ed un breve ma infinito sibilo artificiale.
    Ascende la vita che fluttua a mezz’aria, abbandonando il corpo vuoto e squassato e un  volto senza luce, solcato da rivoli caldi e fluenti di sangue pulsante.
    Vola via la vita che incrocia e trapassa le eliche volteggianti di un elicottero giallo e poi plana sopra le voci e le preghiere di tutta quella gente che, ancora, si affanna a cercarla in un battito, in un sospiro.
    Ondeggia lontanissima la vita nel cielo più blue, leggera, senza  dolore.

  • 09 maggio 2013 alle ore 15:46
    Haiku 6

    ciliegi in fiore
    pioggia primaverile:
    piange la notte

  • 09 maggio 2013 alle ore 13:02
    Cinque Cento Ventisette

    Domenica apriremo le bocche, carnoso solstizio,
    sulla tavola aspettiamo il dong come  capre col fischio.
    La domenica è sonno ed ipnosi, sfaccendare di sughi,
    sobbolire di tagli e di quarti  tuffati nei brodi.
      La domenica è madre di un Giuda:
    amorevole gallina sul bordo del lunedì
    che la spenna. Nella panciera tutta fiori, visite al
    cimitero, nonni e televisori in sordina, già
    freme il soldatino feriale. Vedi anche noi ci
    portiamo la scadenza sotto la pelle  così
    come il giorno ha una gengiva più gonfia
    e proprio là sotto  accudita, insospettabile
    Bruto, sta la notte che scava,
    caterpillar di grilli e zanzare.

  • 09 maggio 2013 alle ore 10:25
    Disperse sulle nere praterie

    Hai sempre preso e mai dato.
    Preteso dai vivi
    e seppellito morti
    che talora morti
    non sarebbero stati.
    Le tue ceneri ora
    giacciono inerti
    disperse sulle nere praterie
    che tu stesso
    hai in più tempi incendiato.

  • 09 maggio 2013 alle ore 9:32
    Si annuvola senza indugio il cielo

    Si annuvola senza indugio il cielo
    di malinconia mi riempie l'intorno
    e la serenità mio malgrado congelo
    delineo del dolore il suo contorno.

    E di pioggia l'odore si aggiunge
    ricresce dell'umido fresco l'attesa
    di già la goccia sulla mano punge
    e godo la scena con mente protesa.

    Scrosci e folate diffondono nell'aria
    di un solo colpo s'imbruna la vallata
    a me solo par, pur tuttavia, bonaria.

    Già ti nascondi oh timido raggio di sole
    e lassù da dietro la nuvola fai capolino
    orbene, metter posso sulla carta le parole.

  • 08 maggio 2013 alle ore 23:51
    Pamela e Alex

    Il nostro bel paradiso
    è diventato il mio inferno.
    Non toccherò il tuo viso,
    ma ti amerò in eterno.
    Il posto ci aveva stregato,
    il nostro futuro qui sognato,
    ora non posso che restare
    a mischiar lacrime nel mare.
    Ma la risacca e la sabbia
    sapran placar un po' la rabbia,
    aspetterò la salata brezza
    immaginerò siano la tua carezza.
    Cercherò la forza per guarir le ferite,
    la verità la troverò per me e per te.

  • 08 maggio 2013 alle ore 21:07
    Che importa

    Non ti hanno voluto
    però tu  sei nato,
    bambino seduto nel viale
    all’ombra di un gelso
    lo sguardo tuo, spento.
    Sei nato, in disparte ti han messo da solo,
    a scoprire un dolore che mai t’ha lasciato.
    Tuo padre non c’era,
    tua madre t’è stata matrigna.
    Carezze, sorrisi, dolcezze non hai conosciuto,
    anche Dio ti ignorava
    e tu mendicavi  l’amore che ti era dovuto.
    Il tempo  è passato
    e il tuo cuore ad un tratto,
    si è scosso
    ha sentito la forza di un sogno, un frullio d’ali vicino.
    Ma poi soffocasti quel grido del cuore
    così lo hai ingannato una volta di più
    e che importa
    se poi per quietarlo gli hai detto:
    “Ti prego, non battere forte, era un sogno di niente,
    non era per te!”
    I tuoi giorni son vuoti
    non vivi
    ricerchi cerchi la gioia e  non sai cosa sia.
    Coltivi dolore e  un sordo rancore
    ti manca un abbraccio,qualcuno vicino
    però non ti vede nessuno,nessuno s’accorge di te 
    Che importa: sarà il tuo destino!

  • 08 maggio 2013 alle ore 20:53
    Le donne innamorate

    Le donne innamorate
    Mettono nastri di seta fra i capelli
    E margherite
    Profumano d’estate
    Hanno negli occhi stelle
    Le donne innamorate
    Sguardi estasiati
    E labbra rosse, turgide gemme
    Che donano sorrisi
    Hanno le gote accese
    Di petali di rose vellutate
    Camminano danzando
    Le donne innamorate
    Incedono sicure
    Regalano dolcezza
    Diffondono l’amore
    Hanno nel cuore un sogno
    E nelle mani il sole.

  • 08 maggio 2013 alle ore 20:49
    Tu,sempre nella mente

    Il mio riposo si chiama poesia

    assopirmi nel suo flusso
    che m'invade

    intrecciandomi

    nell'infinito fascino di quell'universo

    Scorgo crepe intrise di sangue e dolore

    tra le uggiose foschie
    delle squallide visioni

    che m'attraversano
    nel troppo vagar della mente

    E' là

    in quella sorta di miracolo

    il desiderio d'estirpare l'erba maligna

    e guardare avanti senza alcun timore

    Preferire nei gesti
    la concretezza del fare

    e farla divenir condizione interiore

    paradigma esistenziale

    regno di stabilità e di valenza

    e ritrovarmi sempre a scrivere di Te
    .
    cesaremoceo

  • 08 maggio 2013 alle ore 18:32
    Non è mai tardi!

    Pensavo semplice dimenticarti
    facile fare a meno di te.

    Credevo proprio di bastarmi
    che alla lunga meglio solo.

    Ho capito di sbagliarmi
    ora che forse è un po' tardi.

  • 08 maggio 2013 alle ore 15:09
    Anche un solo sorriso

    Basterebbe anche un solo sorriso
    per chi non ha
    per chi non vede la luna
    aprirsi come uno spicchio
    sorridente, sopra
    pianeti malfamati
    che spiegano vele
    sfidando le intemperie
    accampandosi sotto mezzi
    di fortuna, leggendo
    sognando le stelle
    delle dee bendate

  • 08 maggio 2013 alle ore 13:18
    Microcriminalità

    La chiamano piccola delinquenza
    confinata in due righe di cronaca
    ma è quella che fa rumore di fondo
    ad un convivere via via più sofferto
    e dare spazio a ricchi scandali
    di chi può permettersi abusi
    incitare la gente contro qualcuno
    contando di prenderne il posto
    non è bel vedere ma avviene
    rendendo rabbiose le vite.

  • 08 maggio 2013 alle ore 11:21
    Dalla cima...

    Dalla cima di un monte
    scendeva la luna
    un bambino correva
    a raccoglier una stella
    la mano tendeva
    e come d’incanto
    il sole sorgeva
    a guidarlo lontano
    i sogni da grande
    per realizzare
    e come un gabbiano
    sull’onda inseguire

  • 08 maggio 2013 alle ore 1:29
    LETTERE AL FIGLIO

    Eterno
    Non esiste fine
    Perché non vi fu un'inizio.
    Ascolta il battito del tuo cuore.
    Espansione e contrazione
    Questa è la chiave
    Prendi l'aria e restituiscila
    Osserva il tuo petto ricevere la vita,e poi restituirla.
    Pieno nel vuoto
    Non esiste l'assenza.
    I tuoi sensi non possono ingannarti
    Quello che imparerai a riconoscere come dolore è una parte immutabile dell'espansione.
    Non potrà accaderti nulla che non faccia parte di te
    Nella gioia sii pronto ad accogliere il dolore
    Perché senza di esso non avresti coscienza.
    NeI tempi di sofferenza,prepara un banchetto,preparati alla felicità.
    Osserva le bolle di sapone nella vasca.
    Come loro,attirerai verso di te,anime a te simili che aumenteranno la tua grandezza.
    Impara a conoscere il tuo limite,perchè troppo grande potresti dissolverti.
    Attirerai anime opposte,che compenseranno la tua energia.
    Conserva nitidi i tuoi ricordi,affinchè tu possa valutare con saggezza.
    Prima di agire,soffermati a ricordare.
    Respira e sorridi.
    Sei coscienza.
    Sei vivo,figlio mio adorato.

  • 07 maggio 2013 alle ore 21:52
    L'eclissi

    Notte scesa sul giorno
    paura che il Sole non torni
    a donare il bel chiaro
    a far schiudere i fiori
    a ispirare alto canto.

    E' l'eclissi per gli avi
    attenti al potere dell'Astro
    su tutte le creature viventi
    uno sparire funesto
    ed è nell'inconscio di oggi
    significato dal grido
    gioioso al riemerger dei raggi.

     

  • 07 maggio 2013 alle ore 20:00
    Mano nella mano

    Come fratelli, compagni
    come amanti, innamorati
    non è fatica tirare avanti
    mano nella mano al domani
    ma sono ben pochi i fortunati
    con indietro tanti respinti
    senza più lacrime agli occhi.

  • 07 maggio 2013 alle ore 13:29
    Dove nascono le Comete?

    Dove nascono le Comete?
    Dell'Universo profondo osservatrici
    ciclano in tondo, non hanno mete
    s'allontanano e ritornano, cacciatrici.

    Un po' di sé donano al passaggio
    tutti ad osservarle quando vicine
    indifferenti continuano il lungo viaggio
    ma un giorno sarà pure per loro la fine.

    Uguali un po' diverse salutano dall'alto
    tra le stelle fioche esse si stagliano
    mirarle dovresti per compiere il salto.

    Di meraviglia per sempre ci abbagliano
    con onirici sogni dal color cobalto
    che tutte le certezze, invero, scarmigliano.

  • 07 maggio 2013 alle ore 11:48
    Ragazza sushi

    Giù

    la goccia cadde fredda

    su baci che bruciavano

    labbra di sakè,

    occhi di fanciulla

    coloravano la notte

    che regalava sogni

    a samurai senza pietà.

  • 06 maggio 2013 alle ore 23:19
    Dignità e coscienza

    Ci sono tanti modi per capire
    quanto sei importante

    se un giorno avrai voce
    cerca di capire sempre
    se hai qualcosa da dire

    Ricordo queste parole
    che risuonano ancora nella mente

    col tempo passato

    a credere di potersi dar delle regole
    nelle continue esistenze d'amore

    con la dignità a opporsi alle nebbie
    che ammorbano le nostre vite

    popolate da anime nere

    vaganti

    insoddisfatte

    che portano ovunque rovine e distruzioni
    e perdersi fra le brume del creato

    Cosi percosso

    indosso le ali della poesia
    e volo con le mie nudità

    nel distillato di emozioni infinite

    con la coscienza incauta ma mai sperduta.
    .
    cesaremoceo

     

  • 06 maggio 2013 alle ore 22:43
    Fuori

    Mescolare  di acquerelli
    a toni forti
    di rosa essiccata
    Nell'agenda
    per ricordo
    d' un tempo
    un odore passato
    Che il presente risfoglia

    Mentre nell'aria
    voltaggiano
    Poesie Sufi
    di uomini
    di Dio
    oltre terra
    fuoco aria
    acqua
    Al di là
    di tutte
    le materialità

    Mi ricopre
    di calore
    la distanza
    voluta
    Sdraiata
    al sole
    che mangia
    una parte del viso

    Saltiamo da un treno all'altro
    ridendo
     con 
    sconosciuti
    Entrati in noi

    Il candore
    dell'infanzia
    contrasta col palazzo
    scricchiolante
    tenuto in piedi
    Da Luisa
    e il suo accoglierci
    di famiglia

    Poi il mare - finestra
     dalla villa
    anch'essa usurata
    Lo si vede
    imponente
    ci invita
    ad entrare
    in lui

    Ma siamo noi
    mare
    ci alziamo
    come  onde
    sotto cieli
    dipinti
    e abbassiamo
    la guardia
    per tornare
    alla costa

    In  cielo
    limpidi
     occhi
    di bambini
    Che giocano
    a prendersi forte
    per poi
    ritornare
    lontani

    A guardarci
    sparire 
    come sassi
    nell'acqua 

  • 06 maggio 2013 alle ore 20:08
    Lo dice il fiore

    Lo dice il fiore
    discreto
    dischiuso al Sole
    tornato il tempo
    dolce d'amore.

    Risponde l'astro
    alle parole
    di gioia brillando
    sulle farfalle
    danzanti in volo.
     

  • 06 maggio 2013 alle ore 19:56
    Anacronismo

    Mi punge vaghezza d'amore
    e mi ride ironico il cuore
    che mi nasconde lo specchio
    trovando carino il miraggio.

    Del resto pensarci fa bene
    e tiene alla larga la fine.
     

  • 06 maggio 2013 alle ore 19:14
    E m'immagino

    E m'immagino Angelica
    nell'erbosa radura
    dalla boscaglia protetta
    col cavallo in sosta.

    E mentre bruca la bestia
    coglie ranuncoli la bella
    per farsene corona
    di Medoro alla vista
    così che lo conquista.
     

  • 06 maggio 2013 alle ore 18:46
    Sul filo

    Sul filo serico sicuro va il ragno
    verso la foglia tesa si porta
    ove attenderà il suo moscerino.

    Sta appena a bordo strada
    fra l'erbe del sottobosco
    vaporanti a fine pioggia.

    Nel pomeriggio di maggio
    con elegante movenza
    attrae per un attimo l'occhio.