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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 luglio 2013 alle ore 17:56
    Paura Del Coraggio

    Ogni parola sconfinata in un abisso di emozioni; come un vaso d Pandora in cui sono rinchiusi spirito e forma.
    Ad ogni sua intenzione, io cado, o luce diurna.
    Se fosse il coraggio così tale da spezzare l'incertezza umana, ch'io possa trovare riposo, allora; nella terra del menzognere ceco, parole dipinte su tessuti acerbi.
    Ad ogni passo un ombra ingloba se stessa, e il profumo dell'andato echeggia nello sconsolato.

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:55
    Momento Illusorio

    "Le va un giro al porto, del wisky e l'amica luna; un pò di baci al collo nudo e l'intima passione della notte? Soli, in un posto al buio; dove qualsiasi voglia può essere soddisfatta, dal sesso al senso delle cose, dal viso angelico suo e le mani mie di suonatore."

    Quando poi sono riuscito soltanto a dire, con voce tremante e insicura "Le va un caffè?"
    La sua risposta era già conosciuta, prima di qualsiasi pensiero pensato o di parole dette .

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:53
    Bambina

    Come si può guardare e non vedere?
    Quegl'occhi puri d'innocenza infantile che ti sciolgono l'anima.
    Una così delicata creatura in un inferno di mostri divorati dallo sviluppo e il progresso?

    Come si può negare un bene primario senza indugio?
    I miei occhi hanno incrociato occhi così alteri e puri, quasi da sciogliere me stessa in una pozza di lacrime impure;
    così docili, così fragili.

    Come si può guardare e vedere tutt' altro, in un volto senza peccato, con una così anima di latte?
    Il mondo non conosce più certe emozioni;
    veniamo trascinati dall'uragano dell'oggi, sporcato di sangue e denaro.

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:52
    Morte Al Datore

    Quanto avrei voluto saltargli addosso e stracciargli la pelle riempendolo d parole
    ma ho abbassato lo sguardo; mi sono tenuta tutto, ho ingoiato la mia rabbia e cercato di mantenere le mie parole strette tra i denti.
    Ho fatto in modo da poter gestire le lacrime e ho messo in silenzio il mio tremore.
    E l'unica cosa che avevo nella testa, erano solo maledizioni di morte per un mostro di potere che sputa veleno su chi non può difendersi.

  • 10 luglio 2013 alle ore 17:51
    Lode Personale

    "Se posso permettermi, in tutta sincerità, Miss Lethendon, lei deve il suo onore e il suo rispetto a se stessa; in tutta la sua completezza, lei potrà avere di certo più di un peccato, ma che la si voglia schernire, questo è impossibile.

    Per motivi personali, che non sto qui di certo ad elencarle, che sia io che lei conosciamo bene, di tutti quelli che ci sono tra questi, io so per certo che benchè vi siate allontanata dal mondo, schernire la vostra anima equivale a sporcare quella dell'offensore e non quella di colei che si vuol offendere; in questo caso, lei.

    Le sue rosee guance meritano baci sinceri; e questo lo sa più del suo stesso viso d'angelo, nonostante si ostini a credere il contrario della vicenda."

  • 10 luglio 2013 alle ore 16:09
    Alba sul mare

    Stese sulla spiaggia
    io e l’alba.

    Raccontavo le mie paure
    al muto deserto
    del mare.

    Solo una stella ancora

    lacrima soffusa
    che traspare
    dalle pieghe di un silenzio
    antico
    di malinconia.

  • 10 luglio 2013 alle ore 13:57
    Gocce di limone

    Gocce di limone
    bruciano negli occhi
    espanse
    a macchia d'olio
    dilagando
    quando
    di rimando
    il tuo ricordo
    marchia la mia pelle,
    memoria tattile
    impressa sui tuoi seni.

  • 10 luglio 2013 alle ore 12:43
    Biglietto da visita

    Inconfondibile lo stile del ventennio
    nel palazzo delle poste di varese
    colonne di mattoni e statue in bronzo
    massicce e colossali a impressionare
    l'italia destinata a riprendere l'impero.

    Sappiamo tutti come andò a finire
    ma a ricordarcelo aiuta il palazzo
    opera monumentale indubbiamente
    per l'occhio forestiero giù dal treno
    alla stazione nord proprio di fronte.

  • 10 luglio 2013 alle ore 12:32
    -

    Balliamo piano, balliamo da non farci sentire, saltiamo sui letti o saltiamo sui vetri, ci sentiamo due gabbiani in controluce, cantiamo senza preoccuparci della bella voce, scriviamo senza preoccuparci di nascondere quel che siamo, animi liberi, canzoni stonate, finestre aperte e cucine in disordine, vestiti sui letti e pianoforti rumorosi, melodiosi. Guarda, siamo due gabbiani in cerca del sole: cara Me, che nome strano eh? Prendimi per mano, io ti sono sempre stata dentro e incapace di parlare. Prendimi per mano sull’orlo della finestra, e vieni, e seguimi una volta, impariamo a volare,andiamo contro il sole, la luna, la felicità, la libertà, la musica, le luci di notte e il vento di mattina, la sabbia che vola, la sabbia bagnata, ti farò da GPS: ti porterò in giro per il mondo, in giro per l’universo. Tu, che t’eri sempre trovata all’angolo del cielo. Vieni che ti porto a ballare cullata da tutti i sogni che da sempre ti hanno accompagnata.

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:59
    Aspettando Teseo

    Nel pieno dei giorni

    tra l'indifferenza persistente
    e un regnante cinismo

    vado

    sopportando il peso degli anni
    con la sensazione del nulla intorno

    Compatisco spossato
    le membra stanche

    implorando incessantemente
    l'acqua santa

    per placare la sete di giustizia
    della mente

    inaridita dal latrare costante di cani
    a trucidarsi tra loro

    per un osso
    già abbondantemente spolpato

    lenta cantilena dei dolori

    che scivolano struggenti
    tra i sentieri dell'anima

    scintillanti negli incroci
    con le viuzze del cuore

    nel labirinto indecifrabile
    dell'incerto destino
    .
    cesaremoceo

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:37
    Ponte vecchio

    Ponte
    vecchio ponte d'Arno
    tu che tante n'hai viste
    delle belle dammi conto
    perché sono triste.

    Verrò con la luna d'argento
    a sentirti parlare
    mormorando quieto
    perché riprenda ad amare.

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:32
    Sorella

    E non riesco a coglierne il perchè
    del cuore pulsante 
    della notte
    storico teatro
    della mia malinconia
    Malinconia
    malinconia
    malinconia!
    Un giorno ti chiamerò
    sorella
    malinconia!
    E sembra che la luna
    così vicina
    parli
    illumini il mio desiderio
    invincibile
    una voce che col suo eco
    ha nutrito il cuore mio
    sei compagna inossidabile,
    mia malinconia,
    tu sempre fedele
    quando mi scopro
    adorante il bene
    ma non farlo mio
    quando il mio struggente desiderio
    di amare
    sposa un nulla
    solo incontra
    una puntura di rosa
    ormai appassita
    seppur bellissima
    quando la mia ricerca
    vive
    di quello stupore
    che trasfigura gli occhi di un bambino
    e poi sfiorisce
    tra le vette della letizia
    e le profondità così popolari
    della tristezza
    in un vertiginoso saliscendi
    senza soluzione di continuità
    quando cambiare è una parola,
    bella ma inerme
    ma alla fine si ritorna sempre
    da se stessi
    e nella propria stupidità
    quando risfogli il libro 
    della memoria
    parola viva
    carne che rivive nel pensiero
    ma non puoi cambiare
    nulla
    nulla
    un misterioso nulla
    e cresce l'ansia del perchè
    ti chiamerò sorella, 
    compagna malinconia
    quel giorno che mi condurrai
    faccia a faccia
    io,
    col tuo sposo,
    il tuo tenero sposo,
    il Signor Senso.

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:28
    Memoria

    Nella trama del tempo
    l'immaginazione rompe il passato
    e la passione viene travolta
    dalla pienezza del ricordo
    che
    felice del suo gioco
    circola libero
    - quale esigenza di spazio -
    nelle vie tortuose del cuore
    Anche l'amore ha i suoi difetti
    ma il rischio è l'oblio
    Amore
    - maledetta parola -
    in edizione numerata
    non è da prendere sul serio
    Bisogna berlo goccia a goccia
    fino alla fine
    e riciclare la bottiglia vuota

  • 10 luglio 2013 alle ore 9:22
    Piango solo la tua assenza

    Non me ne frega un cazzo
    di un pubblico pagliaccio,
    dell'oca che starnazza
    giusto a mezzo dì.

    Io rido
    tra le mie puttane tristi,
    e stramazzo nel fango
    come un passero esausto.

    Il germoglio è lontano
    e continuo a fregarmene;
    di ricordi non si vive
    e oggi non ci sei più.

    Piango solo la tua assenza,
    tutto il resto è tanto fumo
    che fa piangere gli occhi
    e il cuore appresso a loro.

    Vengo a giocare un po' lassù con te,
    a dirti due stronzate
    e ti porto i tuoi bigné.

  • 10 luglio 2013 alle ore 8:26
    Qual la salsedine

    Qual la salsedine cade ed il lucente metallo si corrode,
    qual la nebbia tutto ricopre e la visione tutta oscura
    qual la fuliggine nera tutti i colori muta e li scolora
    così per lo stillar d’amaro fiele al cuore giunge pena
    così  turbato è  l’animo da oscuri e neri sentimenti
    così spenta è la gioia di goder della gioia dei colori
    dal dì del fuggir lontan da me dall’abbandono tuo

  • 09 luglio 2013 alle ore 22:29
    Mediterranea

    Mediterranea
    Passione
    che nasce nelle vene
    che pulsa
    grida
    Mediterranea vita
    che ti prende
    finchè non è finita

  • 09 luglio 2013 alle ore 22:25
    Essenze...essenziali

    Pensieri ingarbugliati
    s'affollano tra i viali
    del parco della memoria

    a burlare
    tra scivoli e altalene

    si agitano

    s'avvinghiano

    s'avventano tra loro

    si riconciliano

    prendono il cuore
    offrendo gioia e dolore

    tristezza e amore

    desideri di pace

    Cogliere l'essenza
    di queste emozioni

    che abbracciano
    la  vita da intrusi

    dentro i moti dell'anima

    a raccontare l'essenziale
    invisibile agli occhi
    .
    cesaremoceo

  • 09 luglio 2013 alle ore 21:10
    Pagamento in contanti data "fattura"

    Viver d'eccessi e di deliri

    abbracciando scellerate novità

    per tornare ogni dì al mondo

    Diventar campioni
    nell'ascesa al potere

    con l'aspirazione a  votarsi
    al benessere e all'arricchimento

    come al culto di un unico dio

    e portare nel corpo
    il piacere dell'anarchia

    senza battersi
    per radicali trasformazioni

    a far divampare
    incendi di rivoluzioni

    e infine rimanere soli e incompresi

    senza provare
    alcuna emozione o sentimento

    E' questo il prezzo della sconfitta
    .
    cesaremoceo

  • 09 luglio 2013 alle ore 14:30
    Cinque Cento Settantaquattro

    Tre piaghe dentro la stiva.  L'ultima, Osanna,
    bel Canyon di carne abituata ad essere uno,
    urina da giorni generosa il suo pus,
    blasfemo, profano, come uno sputo contro
    il sagrato.  Dicono intorno che tre bastioni
    di buona sutura sanino in fretta qualsiasi
    travaglio, che poi del parto c'è solo la
    dolorosa movenza: dicono il tempo,
    come l'oblio, siano cerotti di indubbia
    valenza, importante è tenderli bene
    sul mio Polifemo. Ma più  consigliano
    e più mi allago e da osso ad osso spesso
    si ode una eco che trapana i tessuti con la
    testa del bolide schizzato veloce. Aspetto,
    paziento, il gong arriverà prima o poi
    vestito da pace come la bandiera salvifica
    della campana dopo la scuola. Eppure
    ho più senno di tutti gli altri se penso,
    convinta, che sarò gemella del salvadanaio
    a cui tolsero incoscienti la benda: ovunque
    mi aggirerò condurro' la mia perdita.
    Tin, tin. Non lascio molliche, non monete,
    nè gocce, orme nemmeno.
    Non sono tubo, certo non falla.
    Stillerò come chi inavvertitamente tagliato
    non si cura del rammendo e secca
    lodando quel giorno di trapasso e di lama.

  • 09 luglio 2013 alle ore 9:38
    Nel tempo

    Nel tempo la salsedine corrosa ha la cornice,
    nel tempo scolorita ha il sole la fotografia,
    nel tempo, tanto passato, al cuor non muta
    dolce amica di un perduto tempo il tuo sorriso.

  • 09 luglio 2013 alle ore 9:26
    Notturno infelice

    Inutile, come un foglio con
    un disegno sbagliato, in cui
    le linee non si accordano
    e si sbilanciano sul soggetto.
    Impotente, come un albero spoglio
    in una giornata di sole, che sente
    i raggi pulsare attorno e su di lui
    ma non può anelare a quella vita.
    Castrato, come un eunuco che
    protegge un harem colmo di ogni
    bellezza, che può solo ammirare
    e non interagire con ciò che protegge.

  • 09 luglio 2013 alle ore 8:48
    La musa Calliope

    Mio caro Duccio,
    quando giungi da me
    ammantato di acerba,
    giovanile baldanza,
    dilegua lo sterile cruccio.

    La riottosa speranza
    alquanto rincuorata, alza
    le vecchie vele rabberciate
    e s’irradia gioiosa
    nel pulviscolo folto della stanza.

    Fra noi, domina incontrastato
    il regno alato della Letteratura,
    l’immaginario invade di bagliori
    ogni interstizio. Di questi tempi
    che ne pensi Duccino? Sarà                                   
        
    miope,  malsano inguaribile  
    vizio interessarsi solo
    dell’arcana Calliope?
    L’evanescente Musa che ci lega
    e ci prende per mano, pronti  

    a seguirla insieme alla sua corte
    di vati e romanzieri. Ma noi
    poveri scribacchini disperati,
    che abbiamo da spartire con i miti,
    gli allori, la futura gloria ?  
                          
    Credimi, non sono così sciocca,
    m’includeranno fra i dimenticati.                      
    La nostra è un’altra storia,
    senza clamori, labile e sommaria
    e si frantuma come bolla d’aria.

  • 09 luglio 2013 alle ore 8:14
    Dal bus

    Le vie lustre di pozze
    di sporche e fitte gocce
    fanno da specchio nero
    alle frenate rosse
    che provocano rapide
    nel taglio delle strade
    ombre improvvise
    dal buio della notte
    presto inghiottite.

  • 08 luglio 2013 alle ore 23:35
    Lista della spesa

    Ricordati,
    gli abbracci nel mulino,
    il sole che tutto pulisce,
    di sorridere come fa il capitano,
    delle fragole che hai per labbra,
    ma anche quattro frutti del peccato,
    dei cuccioli gelati,
    di scalare la montagna 
    per l'acqua purissima,
    del pane nel forziere
    e per finire in bellezza,
    di bacco e tabacco
    e lascia perdere la Venere
    alla cassa.

  • 08 luglio 2013 alle ore 22:13
    La scatola dei fili

    I cassetti riaperti parlano,
    snodano parole scomposte
    disordinate
    raggomitolate e rinchiuse
    in angoli nascosti
    di memoria e di cuore.
    Così come questa scatola
    che ha quasi la mia età
    nel cassetto ritrovata.
    La spolvero
    e la stringo tra le mani
    e con lei
    stringo magone e ricordi.
    Piano apro il coperchio metallico
    che un dì conteneva biscotti
    a riscoprirne i colori
    che tu custodivi
    a toccare lievemente
    i fili e gli splilli
    che bucano dentro
    a rendere indolore il fuori
    Niente è stato spostato.
    E' tutto come hai lasciato,
    come reliquia da adorare.
    Colori da te sistemati
    in modo premonitore
    come se sapessi
    quali oggi mi sarebbero serviti.
    Il bianco a ricucire il vuoto,
    il blu a ricucire la pace interiore,
    il verde a ricucire la fiducia,
    Il rosa a ricucire i sogni,
    Il nero a ricucire la rabbia,
    per respingere i piedi in testa...
    ...Il rosso a ricucire il cuore.
    Manca però un colore che non esiste:
    Il colore
    per ricucire la tua assenza
    impossibile da ricucire.