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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 giugno 2013 alle ore 18:13
    Ode a Madre Natura

    Voglio io cantar
    In liberi versi
    A Madre Natura
    Un’ode
    Per la maestosità
    Del suo creato.
    Dalle vette taglienti
    Agli abissi celati,
    un’armoniosa complicità
    nutrice
    e sorella
    d’uno scorcio di natura
    sulla tela d’un quadro.
    Voglio io ringraziar
    Per la fantasia
    Delle ali d’una farfalla
    Che con pudore
    Si posa silenziosa
    Sul bocciolo della vita.

  • 22 giugno 2013 alle ore 10:52
    Ad Antonia Pozzi

    Poesia – azzurra
    eco del cuore –
    sei musica che piove
    pulviscolo dorato nelle stanze
    della Bellezza

    -eterna armonia

  • 22 giugno 2013 alle ore 10:36
    Languente e invisibile

    Languente e invisibile,
    scovata
    da farfalle notturne:
    le mani tue
    sulla mia anima lunare.
    Sul fondo ambrato della bottiglia,
    una spuma di mare.
    Acquea
    la notte
    in risacca
    ti chiama,
    io non dimentico
    i tuoi fiori innocenti
    sbocciare su me.

    M.Osnato da L'Oasi e la Neve, poesie d'amore e d'eros,
    Il Calamaio ed.

  • 22 giugno 2013 alle ore 9:53
    Il Convivio negato...?

    Lento corre il torpedone, terra di Faraoni,
    verso Luxor da Safaga e d’acqua un canale
    al suo cammin parallelo alla vista si presenta:
    ville isolate deserte senza vita a destra,
    a sinistra un pullular di povere magioni
    e in lontananza campi verdi di culture:
    donne accucciate curve al lavoro intente,
    a ridosso sulla riva ozian fumando vecchi
    giovani anziani e poi  bimbe e fanciulli
    vocianti creano allegria pur se in vita grama
    la lor fanciullezza  trova sì  radici e  linfa.
    Così a loro e a Dante e al suo Maestro greco
    il pensier corre e al desiderio di conoscenza
    di sapere: perché il Convivio a lor negato?
    Uno, il più piccino mi guarda mi sorride la man
    agitando al mio sorriso che tosto, la strada corre,
    si spegne e si rattrista..forse tarpata mente acuta
    che si accontenta di guardar sol lo scorrere degli anni.

  • 21 giugno 2013 alle ore 21:47
    Generazioni

    Ho sentito mormorare il torrente
    il saluto al ghiaccio disciolto
    che l'aveva generato sul monte
    poi prendere voce possente
    nel fiume sempre più grosso
    con ponti da attraversare
    navigato da battelli e chiatte
    fino alla foce col porto
    per conversare col mare
    scherzando le onde alte.

    La voce da piccoli è esile
    incerta di trovare ascolto
    da grandi a volte è tuono
    finché con altre si fonde
    a fare rumore di fondo
    del vastissimo mondo.

    Quando una si spegne
    la viva corrente lasciando
    altra ne viene in cambio
    e mai si secca il torrente.

  • 21 giugno 2013 alle ore 17:38
    Disincanto

    Pendevo
    dalla cima
    di un discorso
    fatto a caso
    uscito
    dalla tua bocca
    senza convinzione.
    Non mi ricordo bene
    le parole
    che annodasti
    nell'illusione
    di rendere più salda
    la mia presa.
    So solo
    che erano di burro
    e mi sorpresi
    a scivolare in basso
    senza farmi male.

  • 21 giugno 2013 alle ore 9:44

           

  • 21 giugno 2013 alle ore 9:19
    Angustie

    Sentire la responsabilità per i nati di oggi:
    sono così pochi con genitori preoccupati.

    Come trasmettere speranza
    se siamo in grave ristrettezza?

    Più ci guardiamo intorno
    meno di luce troviamo
    né ci affidiamo alle preghiere
    perché delusi dal credere
    se mai abbiamo avuto una fede.

    E' lo stato dei tempi presenti
    di un progresso di lustrini
    che mascherano troppe miserie.

  • 21 giugno 2013 alle ore 0:05
    Solitudine

    Quando avvertii solitudine
    sotto i raggi dell'argentea luna
    neppure la sera 
    col suo chiarore
    ebbe il coraggio
    di darmi conforto.
    Nel dolore rimasi
    incredulo e stupito
    come un infermo
    che mai si sanerà.
    Subito il cuore palpitò
    il corpo di fervido sudore
    si coprì
    un brivido lancinante
    percorse le membra intere.
    Intorno tra tanta solitudine e tristezza
    cercai di afferrare un raggio
    che mi desse respiro
    ma soltanto di delusione
    l'animo s'avvolse.

  • 20 giugno 2013 alle ore 22:14
    Il richiamo della vita

    Seduto a questo tavolo

    sto in silenzio e nel buio assoluto

    a raccontarmi con la più totale sincerità
    e dare un senso alla mia esistenza

    così

    mi sento pervaso da qualcosa che mi lacera

    ma allo stesso tempo mi riempie il cuore

    è il richiamo della vita
    che mi accende di gioia

    nella consapevolezza
    che sono un uomo

    partorito dal cielo

    e in questo

    rammentarmi sempre
    di non temere la morte

    per continuare a vivere 
    .
    cesaremoceo

  • 20 giugno 2013 alle ore 16:08
    La nostra sofferenza

    Sentirai urlare questa notte.
    È il mondo che soffre.
    E tu, non dormirai.
    Il dolore è anche tuo.

    Sentirai grida di fanciulle,
    perseguitate da un destino
    che non conoscono.

    Sentirai pianti di bambini
    che non han carezze
    sui loro visi, ma solo
    lacrime di sangue.

    Sentirai il pianto di una donna,
    chiedere aiuto.
    E la sentirai, infine,
    tirar fuori il suo ultimo respiro:
    è il respiro della morte.

    Sentirai le sirene della polizia,
    inseguire il male che fugge.
    E nel fuggire, ahimè,
    si nasconderà nelle nostre case.

    Sentirai dispiacere e odio
    in tutto ciò che noi facciamo
    e che abbiam fatto.

    Sentirai….,
    e tu, non dormirai.
    Non dormirai, poiché tutto ciò
    che avrai sentito in questa notte,
    è la tua…, ma anche la mia sofferenza.

    Anno di stesura, 07/06/2013

  • 20 giugno 2013 alle ore 13:24
    Il Poeta

    Il Poeta,
    vive della sua spogliata gioia
    tanto da regalare alla poesia
    una parte viva del suo cuore
    senza ricavarne alcuna cura
    per il suo sempiterno dolore..

  • 20 giugno 2013 alle ore 13:08
    Aria di vento

    E' aria di vento
    rincorrersi d'onde
    frantumate agli scogli
    con spruzzi
    a bagnare l'azzurro
    navigato dall'isola all'orizzonte
    a gara con treni di nuvoli
    e la penna fatica
    a tener dietro al dettato degli occhi
    per fissare scritti in parole
    volatili gli istanti.

  • 20 giugno 2013 alle ore 12:21
    Spighe dorate al vento

    Là spighe dorate al vento
    amico ondeggiano ridenti
    sù in alto azzurro terso è il cielo
    da qui d'uccelli ali festanti
    alla bionda pastura dolce
    muovensi frullando dolcemente

  • 20 giugno 2013 alle ore 11:15
    A Margot

    Cara, Amica mia
    Generata dal sole

    Spandi bellezza
    Profumi di luce.

    Nei miei occhi verdi
    Sei l’attimo perfetto

    E nell’arsura rovente
    Aneli i frutti dell’amore.

    Dentro la vita sei:

    Un fiore rosso vermiglio
    Sul profilo dell’Universo.

  • 20 giugno 2013 alle ore 10:52
    Orgoglio e umiltà

    Me ne vado a testa alta tra la gente

    a lottare ancora in un'attesa infinita

    inebriante cibo dei desideri focosi

    nell'immensità della solitudine

    compagna felice
    e con il cielo amico

    a tenere a mente
    l'importanza della vita

    e sentirmi autentico protagonista

    nelle voglie piacevoli
    dell'arricchimento interiore

    con l'incoscio a produrre emozioni
    .
    cesaremoceo

  • 20 giugno 2013 alle ore 10:00
    WAKA 24

    dipingo sassi
    levigati dal mare
    sul cuore stanco
    una lacrima tra perle
    intona canti d'addio

  • 19 giugno 2013 alle ore 23:43
    La speranza del futuro

    Nel disperato bisogno della speranza

    alienare i conflitti della coscienza 

    confinarsi dentro le sfere della generosità

    nella distrazione dalla cattiva moralità
    e allontanare i più evidenti problemi

    nella mutazione dei tempi

    con il flusso della vita interrotto da continui
    "non ti curar di lor ma guarda e passa"

    Reagire

    sottraendosi

    senza falsi moralismi

    ai riflettori della corruzione
    connivenze e interessi ad ogni livello

    che coinvolgono
    nella difficile lotta per emergere 

    e crearsi un futuro
    .
    cesaremoceo

  • 19 giugno 2013 alle ore 21:40
    Immagini di un triste soliloquio

    Nera, luccicanti gli occhi,
    mascherata di  buoni sentimenti
    è la paura sovrana,
    che nei miei giorni regna,
    incontrastata.
    Ogni lieta emozione intimorita
    s’inchina  al suo cospetto
    e poi scompare,
    rinuncia al suo gioire
    cercando una ragione
    che la faccia sopire…
    Eppure vivevo un tempo,
    le ho sentite le carezze del vento
    e la voglia di volar lontano.
    Amavo cantare, danzare, ridere e scherzare,
    ma a poco a poco chissà come e perché
    s’è spento ogni sussulto dentro me,
    aleggia la paura
    e la mia stessa vita
    non m’appartiene più.

  • 19 giugno 2013 alle ore 20:37
    Shaman song - tre gabbiani

    Il primo 

    Fu segno d'un cielo spostato
    Disteso e scoperto
    gravido come lune lontane 
    cuore tremante 

    Inno alla vita 
    e richiamo alla terra
    Vivrà senza orpelli
    nudo tra i nudi 
    nessuna appartenenza
     
    Secondo Gabbiano

    Poggiato su una macchina
    E' la natura 
    la natura che incontra
    il buio meccanico

    Raggiunge l'innatteso
    spettacolo
    respira
    Ora respira
    come se possedesse
    l'aere del mondo
    e se ne distacca

    Il terzo Gabbiano
    Il messaggero 
    Un'ombra di luce
    si porta
    addosso
    La bellezza
    della paura
    sconfitta

    Una bugia che cade
    senza rumore
    Non fa più rumore

    Così gli uomini
    impararono a disimparare
    a togliere 
    dalla creta
    La  faccia
    nuova
    dell'uomo nuovo

    senza rumore
    Senza più clamore 

  • 19 giugno 2013 alle ore 17:30
    Yeats revisited (Angus)

    Non ti avrò mai,
    mai ti condurrò
    mano nella mano
    sui lontani monti,
    nelle verdi vallate in fiore,
    lungo le rive dei ruscelli mormoranti,
    nei boschi odorosi di muschio
    che cantano nella pioggia,
    mai,
    io sto morendo...

  • 19 giugno 2013 alle ore 12:22
    Mezzogiorno

    Aria ferma d'afoso mezzogiorno
    nell'umido sta l'anima sospesa
    attende un refolo di vento
    che smuova la calura.

    Si scioglie in via l'asfalto
    l'ortensia trascolora
    ronza piano un aereo
    sulla quieta dimora.

    Al mare è ora per il tuffo
    la pelle con la crema
    che piano prende il bronzo.

    Se no provi a sognarlo
    un posto di frescura
    esorcizzando il caldo.

  • 19 giugno 2013 alle ore 11:27
    Rimpianto

    Rimpiango le ore insonni
    trascorse a cambiar panni
    quando da infante
    bagnavi le lenzuola.
    Allora ad occhi chiusi
    con la lucina accesa
    mi  chiedevi scusa
    ed io per nulla stanca
    di accarezzar
    quei  boccoli ribelli
    ti consolavo ansiosa.
    Dimentica del sogno
    mi  sospiravi  in viso
    Il  tuo respiro candido
    mi  conciliava il sonno.

  • 19 giugno 2013 alle ore 10:45
    Alla sagra

    Si va indietro nei secoli per le sagre
    legate alla devozione popolare
    come quella di sant'antonio a gennaio
    bello per barba bianca e per porcello.

    E' ricorrenza sentita dalla gente
    non divisa da età, cultura o condizione
    pronta ad acquistare la candela
    da accendere compagna alla preghiera.

    Intorno alla chiesetta vivaci bancarelle
    voci e profumi di vino e salamelle
    le più vicine con la gran catasta
    che a notte d'alto fuoco brillerà.

    E' mondo vero legato a madre terra
    ai cicli agricoli di dovuta memoria
    con le radici all'oggi nella piazza
    che avverte inconsapevole la folla.

  • 19 giugno 2013 alle ore 10:22
    Infanzia,dove sei ?

    Cresciuto in fretta
    nell'eleganza fatta di niente addosso

    mi ritrovo ad essere un adulto creativo

    nella stravagante suggestione
    dei gesti infantili

    scolpiti nell'aria filtrata
    dallo scorrer veloce del tempo

    in questo mondo di travestimenti continui
    in nome della buona società

    nel falso decoro di insulsi sentimentalismi

    nell'intimo cinismo
    della volontà di una carriera vissuta
    tra donne di malaffare e lestofanti

    Col cuore in tumulto
    mi rifugio nella malinconia dei ricordi

    ad assaporare le paure dell'angoscia

    imboccare spesso ripide salite
    e godere ancora delle gioie dell'onore
    .
    cesaremoceo