username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 08 giugno 2013 alle ore 17:59
    Bellezza senza volto

    Consonanti e vocali sussurrati da te che non ho mai incontrato

    triste e gioiosa , attraente e misteriosa

    mi regali il tuo animo senza volto 

    mi conduci dentro il tuo cuore nobile senza vergogna

    le tue parole creano immagini nitide del tuo essere

    forse mai ci incontreremo mai annuseremo l'odore della nostra pelle..

    e allora..chiudero gli occhi e ti incontrero' ogni volta che vorro' 

     

  • 08 giugno 2013 alle ore 15:07
    Cosa vale?

    Ho rospi in gola
    e sassi nelle scarpe
    da prendere
    e scagliare via
    lontano.

    Non è il coraggio
    ma è la paura tua
    che temo
    che sgretola
    le antiche mie certezze.

    Immersa
    nei fondali del mio mare
    e del marasma
    nella tua rete
    hai riportato a galla
    creature perse
    dimenticate
    nelle acque di memoria
    ed altre
    che credevo mai esistite.

    Mi chiedo: "Cosa vale?"

  • 08 giugno 2013 alle ore 13:11
    Ali

    Ali librate
    d'api e farfalle sui fiori,

    ali slanciate
    d'albatri e gabbiani sui mari,

    ali rapaci
    di falchi e nibbi precipiti sui greggi,

    ali sognate
    d'angeli e amorini cangianti sulle tele,

    in volo rapito lo sguardo portate,
    al cuore poeta le rime dolcissime ispirate.

  • 08 giugno 2013 alle ore 10:48
    Nel giorno acceso

    nel giorno acceso
    -avvolto nel mantello
    del vento-
    sporgersi da una rupe di passione
    in un amen il ripercorrersi
    di stagioni di là del mare
    cogliere il fiore-essenza del tempo
    sognare d’essere quasi
    una finzione
    - la morte un paradosso

  • 08 giugno 2013 alle ore 10:05
    Corri,uomo corri

    Drenare avanguardie e novità

    nell'insicurezza di se stessi
    e del proprio futuro

    ammorbati dalle malattie contagiose

    che già ognuno prendono
    dal tempo della propria "muta"

    essere sminuiti
    e snobbati dal mondo intero

    con continue "alzate di spalle" 

    Far nascere aspri conflitti interiori
    a ricusare l'anima confusa 

    ritrovarsi nella più totale clausura sociale

    e percorrere strade "diverse"
    aggrappati a flebili e illusorie speranze

     alimentandosi di futili ideali narcisistici
    .
    cesaremoceo

  • 08 giugno 2013 alle ore 2:20
    Non c'è tempo...

    Non c'è tempo
    per questo tempo
    che passa
    così velocemente
    con le sue lancette
    delle ore
    minuti
    secondi.
    Non c'è tempo
    per ascoltare
    chi vorrebbe gridare
    parlare
    svuotare
    la sua maliconia
    la sua solitudine.
    Non c'è tempo
    per questa vita frenetica,
    il tempo per abbracciare
    una madre
    o coccolare i propri figli.
    Tutto scorre velocemente
    in un caos assoluto
    in una metropolitana
    ed il suo
    via vai
    e sali e scendi
    di gente
    che si incrociano
    si scontrano
    ognuno per mete e vie indifferenti.
    Non c'è tempo
    o spazio
    per le piccole cose
    di momenti d'attesa
    il delicato contatto
    di una mano
    ed un viso da accarezzare.
    Non c'è tempo
    per quel metrò
    che scorre così velocemente
    e non ha tempo
    per una sosta,
    pochi attimi
    e corre via
    come impazzito
    sui suoi binari
    con il suo carico
    e scarico
    da effettuare.
    Non c'è tempo...

  • 07 giugno 2013 alle ore 21:38
    La stella alpina

    Nel vasetto di plastica esposto
    con altri compagni alla via
    sorpresa ha attirato la vista
    una corolla fuori di posto.

    Non stava proprio sul monte
    sporgente su un roccioso ciglio
    la stella alpina sul corso
    in vendita per poche monete.

    Col fiore illusi da un sogno
    tanti si danno una gioia
    lucente sul grigio del giorno.

    Il cuore sale alla vetta
    più vicino all'azzurro
    ed aria respira più pura.

  • 07 giugno 2013 alle ore 20:27
    Papaveri

    Eccoli fiammare i papaveri
    dietro il cancello fra l'erbe
    aperti al cielo celeste
    a bersi graditissimi raggi.

    Sono creature selvatiche
    fragili come i primi amori
    durevoli per pochi giorni
    dalla memoria indelebile.

    Volano farfalle fra i fiori
    posando al centro del calice
    con l'ali di vivi colori.

    E' segno di bella stagione
    lo sboccio e il volo nei campi
    che messi andranno a dorare.

  • 07 giugno 2013 alle ore 19:24
    Cielo nel mare

    C'è azzurro di cielo nel mare
    che guarda ai cirri sereni
    accosto alla costa falcata
    cosparsa di ciottoli candidi.

    Preludio è fresco all'estate
    il giorno di nitidi raggi
    che fanno netta la linea
    a disegnare i contorni.

    E già ti vorresti bagnare
    nelle acque invitanti
    dimora salsa del pesce.

    Là nei recessi profondi
    stanno tritoni e sirene
    nel blu ricamato d'incanti.

  • 07 giugno 2013 alle ore 17:46
    IL TEMPO NON HA TEMPO

    Assordanti rumori
    alimentano sgradevoli sadicità

    e confondono il sapere
    nelle immagini giornaliere
    dei roghi della memoria

    foto ingiallite
    di idee condannate
    ad ardere nel silenzio

    con il loro sfociare
    nelle volontà di zittire il mondo

    Solo
    se ci si accogliesse a braccia aperte
    e ci si ascoltasse a cuore quieto

    staremmo noi stessi
    a non condannarci 

    dentro le nostre brutture
    e i nostri conflitti interiori 

    e non morire nei nostri dolori

    nella ricerca continua delle illusioni

    per tacitare l'anima naufraga di sè
    in questo tempo che non ha tempo
    .
    cesaremoceo(c)

  • 07 giugno 2013 alle ore 12:05
    1962

    Proviamo ad andare indietro
    la macchina del tempo pronta
    saliamo a bordo e partiamo.

    Quanti anni vogliamo scalare?
    Facciamo cinquanta, si può?
    Ma certo, non c'è problema!

    Perché chiudi gli occhi, hai paura?
    L'ammetto, se troppo veloci,
    non è che mi perdo nel tempo?
    Riaprili, su, siamo giunti!

    Ecco il juke box, lo rammenti?
    Oh, bello! E il transistor ed i balli
    sfrenati del twist e del rock.

    Lo vedi il flipper lucente
    risenti lo schiocco di frusta
    il ritmo del pugno di dollari
    dei western girati in Sardegna?

    Ci sono anche i missili a Cuba
    e l'assassinio di Kennedy
    insieme al boom economico
    le canzonette a Sanremo.

    E guardati! Sei pieno di ricci
    con il pensiero alla scuola
    a fare bene gli studi
    timido con le ragazze
    e sogni molti al futuro.

    Stai aspettando la festa
    coi fuochi d'artificio
    che scoppiano...
    e dal passato sei all'oggi.

  • 07 giugno 2013 alle ore 8:34
    Lo scoglio

    Insiste l'onda ad amare lo scoglio
    tutto abbracciandolo con la candida spuma
    nell'azzurro letto del mare.

    Consente il masso alle carezze
    lascia che col tempo lo sciolgano
    all'amante assidua s'arrende.

    Scompare quando lo sovrasta
    quasi sradicandolo dal fondo
    nella tempesta frustandolo
    livida tra il lampo e la grandine.

    Così può esser d'Amore
    onda che scorre sul corpo
    quando s'abbandona alla furia
    e niente desidera d'altro.

  • 06 giugno 2013 alle ore 21:57
    Ricchezze condivise

    Raccogliere istanti di felicità

    con la vita tatuata nel corpo

    agganciati l'uno all'altro

    nella cupa esistenza

    dall'immane miseria

    Cercare di far coincidere le idee
    con le differenti realtà

    scoprendo nel dialogo
    il senso dell'ascolto

    rimanendo fedeli
    ognuno alla propria dignità

    condividendo la ricchezza
    che scaturisce da quelle differenze

    assaporarne lentamente il gusto
    ed esaltare la vita

    facendola divenire

    parte integrante
    dell'esistenza stessa.

  • 06 giugno 2013 alle ore 21:40
    Rossi

    Fuoco fiorito di gerani
    il sole mattutino assorbe
    schermato dalle tendine
    impenetrabili ai raggi.

    S'è desta fra le finestre
    prende luce dai vetri
    questa dai primi albori
    nella dimora del pescatore.

    Respira il mare davanti
    mentre salpano le barche
    verso l'isola all'orizzonte.

    Ed un gabbiano vorace
    richiude atterrando le ali
    in cerca di resti di pesci.

  • 06 giugno 2013 alle ore 21:01
    Immagina

    Dolce mistero nella penombra soffusa
    immagina la stanza con l'arredo
    che più ti senti in sintonia col cuore.

    Ci sono ancora finestre come questa
    con le persiane occhio semiaperto
    che guarda se di lì passa l'amore.

    E non a caso ha nome di gelosia
    nel meridione con il sangue fuoco
    alla vampa del sole che ti cuoce.

    Di là il geranio con la fioritura
    ti suggerisce labbra in roseo volto
    invito a che tu salga per baciare.

  • 06 giugno 2013 alle ore 20:39
    Acrostico: CORAGGIO

    Combattendo per me e per la vita,
    Odiando le ingiustizie di ogni sorta,
    Ricorro alla forza della mia penna.
    Ascoltando la voce della coscienza,
    Grido, cado, ma non mi arrendo...
    Grido, mi rialzo e ci riprovo ancora,
    Ispirato dal coraggio che mi spinge
    Ovunque, senza timore o remora.

  • 06 giugno 2013 alle ore 19:11
    Il secondo cerchio

    E ti ammiro di Luna
    e il suo raggio
    a spaccare la notte
    e a interrompere il buio
    affacciato al tuo crine.

    Luce a ricamare
    gli orli dell'ombra
    ad insinuarsi monella
    tra la divisione geometrica
    delle tue natiche nude.

    Tu che sei Alchermes
    venuta ad intridere
    il pandispagna dei miei occhi
    e maliziosa sorridi e ricambi
    il mio golosastro pensiero.

    Ridono il mio cuore e il mio ventre
    nell'ammirare voluttà e peccato
    che sgorgano a cascata dalle tue ciglia
    a inondare i miei istinti
    scatenati dai tuoi facili profumi.

    E adesso amami
    nel possesso sfrenato che grida.
    Accoglimi e tienimi dentro di te
    prima, durante e dopo l'uragano
    invasore, inondante e grondante
    dalle tue nude sponde.

  • 06 giugno 2013 alle ore 17:40
    Nelle mie notti

    Nelle mie notti buie e senza stelle
    sei luce.
    T’accendi quando io sto per dormire
    per ricordarmi gioie, le più belle.
    Allora il mio pensiero ti raggiunge,
    vola sicuro,
    laggiù
    dove con te felicità conobbe.
    Grida forte il mio cuore il nome tuo
    e il battito seppur senza la voce,
    risuona nella mente
    a rompere il silenzio della notte,
    portando e riprendendo come un’onda
    echi di sogni, palpiti, emozioni
    e magiche visioni, dell’anima ristoro.
    Tutto diviene quiete ed io sorrido
    con te, per te, per noi...
    Poi m’addormento.

  • 06 giugno 2013 alle ore 16:06
    Rispettarsi

    Rispettarsi, abbattendo
    indomabili muri
    nelle stanze piccoline
    di misere parole
    taciturne, che valgono
    poco, ma sagge, per essere
    contenti e non inabissarsi
    negli inferi del vuoto assoluto
    con tante sofferenze
    prigioniere di sotterranee gallerie
    che oscurano la trasparenza
    di certezze lontane
    allontanate dall'invidia
    indiavolata

  • 06 giugno 2013 alle ore 16:01
    Ali sui chakra e pensieri nani

    Volute di colore sfumato,
    dall’azzurro al verde
    e poi all’azzurro ancora
    in cerchi e spirali lunghe,
    dall’alto in basso
    e dal basso in su,
    come un’aurora
    su il corpo mio s’avvolge
    E sento dai chakra
    miei fluire
    ogn’angoscia
    e ogni pensiero nano
    nella notte va a morire.

  • 06 giugno 2013 alle ore 14:23
    Cinque Cento Sessanta

    Eccomi già in quarantena.
    Coprifuoco. La mia siccità
    da laboratorio sferruzza sottocoperta
    e sancisce con un rammendo esemplare,
    rabbocco di razza, la fine del casuale
    piovasco. Un fortunale: questo serviva.
    Irruente carica senza controllo, sboccatura
    violenta, esondazione, diluvio senza la pace
    dell'Arca. Ah, ma ci hanno provato.
    Mi avevano intessuta per bene, fissata
    agli arti perchè non andassi, quattro puntali
    rivolti all'ingiù, tipo paletti che, rimestando,
    cercavano il cuore. Ci hanno provato, eccome.
    Con grazia, con garbo, con rabbia, spazientiti
    o guerreschi. Ma sono già alla fase di
    scrematura, dalla superficie raccolgo
    l'ultimo evidente bollore perchè
    non scoppietti tradendo la fermentazione
    che due mani, e solo due, ventilati cortili
    del nord, hanno operato con grande
    perizia, infilandomi a volte.
    Eppure sono smesse tempesta ed
    irrigazione: adesso è tempo per
    l'ombelico e tutto il suo sud
    di stare ad aspettare che cada
    qualcosa, che so una stella,
    o un fiocco, a questo punto
    meglio una lama. Chè tutte
    le finestre di cui mi hanno dotata
    perchè ne rigurgitassi più vita,
    sono sempre burroni in cui
    si lanciano  solo bei desideri,
    tuffatori mortali.  Ma il tintinnio
    arriva ormai a stento.
    Aspetterò ancora le nuvole,
    e fingerò  su di me l'ombra
    della pelle che sa come vegliarti,
    ma niente sarà più di quello spessore,
    di quella trama. Resterò. Inutile.
    Asciutta. Come lo stoppino che mai si imbeve.

  • 06 giugno 2013 alle ore 10:45
    Intermittenze

    Brividi sferzanti accendono le notti

    attraversano i pensieri 

    nell'avvilita istigazione che offusca

    trascinando la mente nelle nebbie della pietà

    col pianto a rincorrere la vita col suo logorio
    e i suoi stenti penitenti

    con le cose realizzate o incompiute

    nel percuotere di ansie e desideri

    con le lacrime prosciugate

    da sollievi immaginati
    di cui nutrirsi senza saziarsi

    sorridere agli affanni

    e disperdere le pene
    .
    cesaremoceo

  • 06 giugno 2013 alle ore 9:41
    Alza la testa

    Svuotato.
    Gettato via
    come limone spremuto.

    Lasciato solo
    in un niente
    di vita
    ad abbrutirsi
    nell'asfittica
    dimensione del ricordo...
    fino a perdere la dignità

    Troppo facile commiserarsi.

    Cerca un pensiero buono
    afferralo con forza
    e brandiscilo qual arma...

    Poi alza la testa
    e torna nell'arena ...

  • 06 giugno 2013 alle ore 9:26
    Verso campi fioriti

    Più non ditta la contadina musa
    lontan lontano s’è da dì nascosta
    arida la mente il calamo che verga
    fermo si riposa abbandonate forse
    l’arse ortaglie secche sue dimora
    verso campi fioriti profumati vaga
    onde doman l’usual povero verso
    mio dolce fragranza delicata dia?

  • 05 giugno 2013 alle ore 20:27
    Al golfo degli angeli

    Un abbraccio d'azzurro infinito
    ti coglie come il fiore dorato
    là sull'angelico golfo
    a Nizza dono stupendo.

    Vieni dal mercato dei fiori
    pieno di voci e colori
    contento di mille profumi
    a contornarlo coi passi.

    E ti ricordi che questo
    è luogo che a molti fu caro
    addolcente l'esilio
    con medicina d'oblio.