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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 01 agosto 2013 alle ore 23:37
    Salonicco

    Salonicco ha
    cavalli purosangue
    che corrono sul mare,
    il grecale sciama e trafigge,
    le orme
    non perdurano
    e il tempo stringe
    reti di rosso intorno
    alle partenze.
    Le porte sono aperte
    e tutto entra dal mare,
    le lontananze
    hanno passaggi segreti
    e dolci ritorni.
    I miei amici lo sanno,
    tornerò
    e avró rossi i capelli
    ornati da scarabei lucenti.

    -Thessaloniki-

  • 01 agosto 2013 alle ore 18:00
    Se l'uomo sapesse

    Se l'uomo sapesse
    che il male non è fuori
    ma dentro sè
    allora capirebbe
    che conviene amare
    per non peggiorare
    il suo stato attuale
    limitandosi a sognare
    nella poesia immensa
    intenta ad emozionare
    nell'impurità del cosmo
    Diventerebbero un tutt'uno
    e l'intolleranza sparirebbe
    diventando uno zero
    indissoluto

     

  • 01 agosto 2013 alle ore 17:07
    Svelami il tuo amore

    L’intimo dei tuoi pensieri
    mi distrugge,
    i tuoi occhi distaccati
    nei momenti di batticuore
    smembrano le mie ultime certezze.
    E mi percuoto l’anima
    con la punta della mia angoscia.
    Lascia che io entri a passo lento
    nei tuoi pensieri,
    senza ostilità e senza paura,
    lasciami navigare dolcemente.
    Spianami la strada impervia
    affinché io possa trovare riparo
    nelle tetre notti che dedico a te,
    alla ricerca del tuo sorriso,
    del tuo amore.
    Porti via i miei sonni più dolci
    senza renderti conto
    di quanto ho bisogno di sapere se ci sei,
    nella mia vita,
    nel mio cammino.
    Sei qui per me o per esplorare nuovi volti,
    nuovi voci,
    nuovi sensazioni?
    Imbrigliami,
    incatenami in questa strada faticosa
    che mi porta a te,
    che fa respirare le mie giornate,
    che fa tremare la mia voce.
    Voglio solo la verità,
    se mi ami o mi abbandonerai
    come una barca arenata
    su un’isola deserta,
    in un posto che nessuno potrà mai salvarmi.
    Non lasciare che io mi abbandoni
    nelle selve di queste lunghe notti.
    Non accontentarmi con carezze
    che hanno timore di giacere sul mio corpo.
    Regalami il segreto
    per conoscere il tuo amore
    o liberami da queste catene
    che stringono forte i miei polsi.
     

  • 01 agosto 2013 alle ore 13:10
    Il dolce dell'orgoglio

    Fai finta di detestarmi,
    storci il naso
    annusando le mie reazioni.
    Annaffi piantagioni di ripicche amorose
    ma poi torni sui miei passi
    e percorri insieme a me
    quello che avevi in mente di esplorare,
    sentieri di passione
    e baci fragorosi.
    Sento che mi irretisci,
    sento che desideri avermi sul tuo trono
    circondatodai fiori più belli del reame.
    Togli la tua maschera
    e guardami,
    ascoltami,
    fai in modo che io possa vedere la tua vera identità,
    la tua nuda verità,
    i cristalli nella tua finta perfidia.

  • 01 agosto 2013 alle ore 11:03
    Hula hoop

    Cosa cerchi?
    E’ solo cruda sofferenza
     
    Respiriamo il tempo
    Assaporiamo l’attesa
     
    I cerchi della vita si rimarginano tutti
    come vecchie ferite che più non urlano
     
    Meglio assistere allo show
     
    I più coraggiosi giocano
    con l’hula hoop
     

  • 01 agosto 2013 alle ore 8:07
    Anteo

    Alla furia di Ercole possente
    resiste Anteo tenendosi alla Terra,
    madre al gigante prodiga di forza.

    Comprende il Semidio
    donde proviene
    la possa del rivale
    e in ciel lo leva.

    Come fuscello su cui soffi vento
    il collo al misero sta tanagliato
    nelle man tremende.
    E soffocato, dentro della strozza,
    si spegne l'urlo a richiamar la madre.

    Il grande corpo cui vigor vien meno
    con sforzo sovruman torce e distende
    a ricercare con protese membra
    il dolce grembo che lo crebbe forte.
    Ma il Fato suo si compie:
    all'aere indifferente calci mena.

    Resta disteso in suol,
    pondo non lieve,
    il corpo inanimato
    alfine vinto
    donde l'alma piangente
    si distacca e s'indirizza
    al tetro e oscuro Averno.

  • 01 agosto 2013 alle ore 2:53
    L'abbraccio nudo

    Avvolgimi 
    nei drappi della notte
    nello scrutare
    curioso della luna
    le mie mani
    morbosamente in viaggio
    lungo le tue gambe.

    Cadrò in ginocchio
    e tenderà l'orecchio
    l'Orsa Maggiore intera
    ad ascoltare il canto 
    della fecondità morbosa
    intonato dal tuo pube.

     

  • 31 luglio 2013 alle ore 23:37
    Nessun altro segreto

    Essere

    e lasciare che tu sia.

     

    Altro non c’è,

    nessun altro segreto

    da dissipare,

    o vuoti da colmare.

     

    È tutto qui

     

    vasi comunicanti

    da livellare

    all’ombra di un ciliegio

    tra chiazze rosse

    e semi da sputare

    in cerca di dolcezza

    e d’ingordigia

    nessuna pece

    sparsa sulle piume

    e l’anima leggera

    da volare

  • 31 luglio 2013 alle ore 21:12
    Il vero amore si vede nel momento...del bisogno

    E' fin troppo facile
    indossare orgogli di presunzione 
    a risvegliare rimpianti e dolori
    e vivere dentro
    apparenti disagi profondi
    cercando la loro legittimazione
    nelle sfide di tutti i giorni
    con la realtà
    che ti sfugge da ogni parte
    e credere solo
    in semplificazioni consolatorie
    che danno l'impressione dell'onniscenza
    a sfociare  nella sindrome
    da sfiducia in se stessi
    nella quale assumere
    false sfumature di sensibilità
    e percorrere
    le strade impervie della cattiveria
    fino a volare
    dentro le gabbie della malvagità
    .
    cesaremoceo

  • Tornerò a parlare d'amore felice come non mai 
    melodie che volano nell aria libere,come farfalle.
    Sentirò il profumo dei fiori,assaporerò il gusto dei biscotti 
    appena sfornati,e forse piangerò
    saranno lacrime di gioia perchè questo e' lamore 
    un concedersi di emozioni che non senti al tatto 
    ma che vivi solo amando

  • 31 luglio 2013 alle ore 15:12
    Tratto da sei primavere del cuore

    E come una farfalla volo 
    alla ricerca di un pò di tranquillità.
    Un luogo in cui riposare le ali,
    prima di ricominciare il mio lungo viaggio.
    Percorso non facile per chi come me
    si accinge a riscoprire le vie dell'anima.
    Spazi nascosti in fondo al cuore 
    personaggi e turbamenti evitati,
    per cancellare amarezze.
    Speranze di sogni perduti.
    Apro dolcemente le ali e finalmente volo...
    Non so quale meta avrò non ho certezze,
    solo consapevolezze,
    che un mondo di arcobaleno mi aspetta.

  • 31 luglio 2013 alle ore 13:51
    Edera

    L'appartenenza sale
    si arrampica sul cuore
    e a se lo cinge.
    Spuntan boccioli nuovi
    tra le foglie verdi
    nel bacio sui tuoi seni.
    Mi appartieni.

  • 31 luglio 2013 alle ore 11:46
    Alle chiuse

    Andiamo alle chiuse del Bardello
    là dove nel primo lago s'immette
    il fiume riuscente poi nel Verbano.

    Guardiamo insieme dal ponte
    di scuro legno per il passaggio
    a piedi e in bici della ciclabile.

    Le canne e il cielo a specchio
    mettiamoci ad osservare
    con le nuvole che nuotano.

    E nell'ora calda del meriggiare
    lontano gli ami lanciamo
    giovani e vecchi a pescare.

  • 30 luglio 2013 alle ore 21:45
    Aneliti del cuore

    Non c'è nulla di più bello
    che amare se stessi

    raggiungere la felicità 
    coltivando le proprie passioni

    e sfuggendo
    all'atroce quotidianità
    delle difficoltà

    nel loro opportunismo
    apparentemente elusivo

    e scrivere col proprio respiro

    sotto la luce accesa
    di rinvigorite speranze

    quel che sogna il cuore

    Emettere urla immortali

    a desiderare con fermezza 
    che il domani riservi
    una qualche soluzione 

    e respirare la vita a pieni polmoni 

    in questo mondo che opprime
    .
    cesaremoceo

  • 30 luglio 2013 alle ore 18:27
    Senza titolo II

    Quando il ricordo del tuo sorriso
    si trasforma nel solco di una ruga
    e da un ramo dei miei occhi germoglia
    una lacrima piena di gioia amara;
    Quando la tua voce echeggia ancora
    nei meandri della circonvoluzioni
    del mio cervello e mi tormenta
    come una sirena torturatrice;
    Quando il calore dei tuoi capezzoli
    ancora brucia insistentemente
    le mie dita insistentemente
    come una seta fatta d'acido;
    Quando il tuo corpo nudo
    si ripresenterà dolce e prepotente
    a deliziare la mia bocca
    ridestando gli antichi piaceri;
    Sarà quello il momento in cui
    lo spirito lotterà più forte
    e la lama del sé taglierà
    i vincoli della dipendenza.
     

  • 30 luglio 2013 alle ore 0:36
    Le parole

    Scorrono le parole
    tante
    di diverse taglie
    artificiale suono
    umano significato.

    Se ne stanno scritte
    per essere lette
    testimoni del tempo
    sull'ali della voce
    per l'ascolto.

    Nascono a frotte
    da infinite bocche
    con diversa intenzione
    comunque belle
    quelle dell'amore.

  • 29 luglio 2013 alle ore 21:30
    La fontana della vita

    Getti più o meno intensi
    di tutti i colori

    illuminano la fontana della vita

    a spruzzare gocce di emozioni
    e destare la meraviglia dei sensi

    abbeverare con sentimenti
    adattati alle circostanze

    desertici incroci di cuori infranti

    e plasmare e trasformare
    verità palesi

    Prepararsi al testamento
    della propria esistenza

    con tutti i ricordi dentro

    e lasciarla in eredità
     
    per non far riascoltare

    chiusi nella morsa della solitudine
    e nel silenzio più pesante

    la voce euforica degli anni felici 

    e non essere ricordato

    come un dio confinato
    nell'isola dell'isolamento
    .
    cesaremoceo

  • 29 luglio 2013 alle ore 18:44
    Luce dei miei occhi

    Quando procedi
    verso di me leggera
    e mi guardi
    lanci d’amor dardi
    nei miei occhi
    Il tuo cuore
    palpita d’amore
    freme d’amore
    amore non può frenare
    senza lasciarlo andare
    Come non narrare
    le nostre emozioni
    provate e non provate
    recenti e passate
    misteriose e nuove
    Come non celare
    il nostro sentire
    il nostro provare
    sensazioni
    dolci e amare
    Saremmo più felici
    se lasciassimo liberi
    i nostri sentimenti
    non internamente tenendoli
    non contenendoli.
     

  • 29 luglio 2013 alle ore 11:22
    Nuova vita

    Mi abbandonerò alla brezza marina,
    lascerò i diari del passato
    e  in balia delle onde
    deciderò di tuffarmi nella sabbia
    per sprofondare la mia inquietudine imperitura.
    E tra le pietre fiammeggianti
    darò alle fiamme le mie carni roventi
    di lacrime e rumori.
    Gabbiani  stravaganti spiccheranno  il volo
    e l’acqua marina
    attaccherà gli scogli
    senza porre uno sguardo alla mia giovane morte.
    Divorerò ogni istante di questo quadro funesto e
    attanaglierò la mia mente
    fino a farla divenire polvere.
    Tu non esisti più.
    Tremo.
    Piango.
    Mi rialzo.
    Immagini cancellate,
    perse,
    scaraventate nel baratro dell’inferno.
    Ora i miei sensi  si arricchiranno di te,
    della dolcezza di un nuovo libro,
    da riscrivere,
    da vivere,
    da cantare ai gabbiani stupiti
    e in cerca di cieli più azzurri.

     

  • 28 luglio 2013 alle ore 23:49
    la maledizione dei falò

    È che la gioia
    quando lucciola di intenso
    andrebbe catturata in una mano
    atttenta da non stringere i velluti
    così da far filtrare luce e aria
     
    ma prima di lasciarla andare via
    andrebbe coccolata in uno scrigno
    giaciglio lieve di raso pregiato
    e fatta addormentare con le fiabe
    di ritmi dondolanti da inebriare
    così che non si accorga della gabbia
     
    Di platino la chiave
    e respirare
    talmente a fondo da non sopportarlo
    lasciata in un cantuccio a riposare
    per distillarla poi
    quando quel buio
    arriverà a distorcere la pelle
    con i suoi ganci d’acido metallo
    a scricchiolare dentro alle tue vene
     
    Allora poi potresti liberare
    quegli atomi di te che hai messo via
    e respirare quella stessa aria
    distesa al sole a prendere energia
     
    Ma quando vivi non ci pensi mai
    distratta dalla luce che ti abbaglia
    la stringi troppo e vola di soppiatto
    mentre ti perdi in vividi colori
     
    E’ la maledizione dei falò
    legno screziato in cerchi ipnotizzanti
    a preparare il prossimo bersaglio
    che brucia polverizza... e vola via
     
     

  • 28 luglio 2013 alle ore 22:17
    Amaro ricordo

    Adesso seppellisco questo mostro,
    l’odio che hai sortito,
    l’amaro che hai lasciato in bocca,
    il disgusto di un cattivo ricordo.
    Non mi rialzerò facilmente
    da queste ondate di tormenti
    e gusterò la rabbia fino all’ultimo
    frammento custodito
    per poi lasciare che canti neri
    di usignoli inferociti
    mi travolgano
    e rimangano trafitte da lame
    nel più tenebroso dei tuoi crudeli fendenti .
    Rimarrai senza fiato al momento del mio risveglio
    ed io negherò la tua esistenza,
    i tuoi occhi lucenti
    per poter trovare riparo
    nei miei che hanno speso in barili
    di lacrime ghiacciate.
    Adesso ho le redini di questo
    passato ubbidiente.
    Sarà come sotterrare gioielli,
    rubini
    e diamanti di un ricco tormentato.
     

  • 28 luglio 2013 alle ore 22:02
    Il tuo sguardo

    Se di colpo
    potessi inondarmi
    della tua follia d'amore.

  • 28 luglio 2013 alle ore 21:23
    Lapilli di vita

    In queste ossa

    viaggio

    e insieme mi porto

    lapilli di vita.

    Scavo calore

    consumo il fiato,

    amo.

    Voglio andare

    con la pelle

    a restare magia

    nel destino.

    Voglio esplodere

    di te

    e sapere il sapore

    del mare.

    tratta da "Meditazioni al femminile" 2012
    © Michela Zanarella

  • 28 luglio 2013 alle ore 21:10
    Voglia di Paradiso

    Passano i giorni

    istanti dopo istanti

    mentre focolai di pensieri
    divampano nei sospiri
    a spazzare idee e parole

    Carpirle e raccoglierle

    per trasmettere e adeguare
    la mia realtà
    alla voracità dell'anima solitaria 

    rendendo accettabili
    i momenti che la ispirano

    mentre le emozioni
    insorgono ardimentose

    a risvegliare la coscienza
     
    Espiare con l'ironia

    la pena d'esser prigioniero
    di una vita circolare

    dentro un triangolo
    con due soli lati 

    appassire e rifiorire

    con la sorte che passa fugace
    a seminare rimpianti

    e riderle in faccia

    senza subire
    il suo crudele avvezzamento

    Lasciarsi alle spalle quel tutto 
    da cui prender sempre qualcosa
    da custodire con cura

    confortarmi
    quando i silenzi diventano eccessivi 
     
    e sentirmi
    in un piccolo incantevole Paradiso
    .
    cesaremoceo

  • 28 luglio 2013 alle ore 19:52
    Sentimento d'Amore

    La vita che sol triboli mi ha dato,
    l’amor qual sentimento mi ha insegnato
    e poiché soltanto in bene essa spendo
    nato son io per morire cantando.
     
    Sono, pertanto, grato al divin Padre
    d’avermi dato in uso strada madre,
    che se anche ho sudato in suo percorso
    molte di pene  ho scosso di sul dorso.
     
    Sono in attesa, ora, dell’ultimo atto,
    mentre pago canto l’appreso motto:
    Padre celeste, Iddio dell’Universo
    fa che Ti giunga, in prece, ogni mio verso.