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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 giugno 2013 alle ore 11:04
    Gattina

    Batti alla finestra, gattina
    piccoli colpi per entrare
    balzando sul tavolo in cucina.

    Alla finestra picchi di mattina
    insieme ai raggi sul vetro
    saltando dalla magnolia.

    Lasci la finestra per l'uscio
    quando la pioggia scende
    stai là accosto al riparo.

    Sempre mi strappi un sorriso
    micia dall'aria così intelligente
    e mai resisto al tocco insistente

  • 23 giugno 2013 alle ore 10:50
    La regina degli smeraldi

    Era la pioggia verde
    a farti da corona
    mentre col volto
    rivolto verso il cielo
    ad occhi chiusi
    raccoglievi
    a mani giunte
    i miei pensieri
    discesi a diluviarti.

    ...e bagnata
    di attenzioni
    dal trono
    sorridevi.

  • 23 giugno 2013 alle ore 10:20
    Nulla passa senza lasciar traccia

    A piccoli passi

    nei viali della vita

    rovistando
    tra i poveri resti del mondo

    con l'anima glabra di sentimenti

    colgo avvizziti sorrisi
    nei devianti pensieri

    che tormentano le emozioni

    Resistere agli spiriti avversi

    che rendono schiavi
    e consentono meschini scrupoli

    e da questi

    attingere le forze
    per rinascere a nuove vite

    Accompagnarsi

    dal sorgere del primo sole
    fino alle prossime restanti albe

    parlando sempre al cuore

    nel costante viaggio
    alla scoperta di se stessi

    Addolcire le asprezze quotidiane

    senza abbandonarsi mai
    al triste destino della rassegnazione

    sconfiggendo fantasmi senza nome

    Farsi sfiorare anche dalla malinconia

    ma stringere sempre forte tra le braccia
    la speranza

    ...e inseguire i sogni
    .
    cesaremoceo

  • 23 giugno 2013 alle ore 0:46
    Candida Allusione

    E' un tiepido meriggiare sulla collina lì vicino.
    Una fioca luce spenta, trema al suon del vento.
    Una melodia così sottile quanto maledettamente tagliente.
    Il vociare assorto del desiderio che induce in tentazione,
    e che mano potrà mai dare?

    Oh, intrepido scintillare;
    sei la luce più violenta che ho mai visto.
    E non parlo di violenza cruda,
    ma quella che solo tu come sono io sai,
    che più che torpore intrepido di un tranquilliccio penombra,
    sei così pungente quando tocchi l'anima.

  • 22 giugno 2013 alle ore 20:14
    Un giorno al finire

    Lento un velo

    dal mare s’innalza

    Pennellate distratte

    di blu

    l’orizzonte esalta

    Ali si spiegano

    a tagliar la linea, lì

    dove il mondo finisce

    Resta fermo lo sguardo

    sul velo pudico

    che il viso del sole

    lentamente occulta

    Son occhi quei cirri

    a tergo d’un tiepido vento

    che scemando, accarezza

    e con cura disegna

    languidi occhi

    di un giorno al finire.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:21
    L'abbraccio dell'anima

    Sulle forti note
    d’una dolce melodia
    che nel cuor mio nasce,
    canto la tua storia,
    la mia, quella dinoi.
    Un po’ più che bambini,
    un po’ meno che adolescenti,
    i nostri sguardi si incontrarono
    in classe e tra i banchi
    iniziarono a danzare
    sulle corde dell’anima,
    uniti nel calore
    d’un infinito abbraccio,
    tremanti nel brivido
    d’una nuova avventura.
    Intraprendemmo un viaggio
    Che forse fine non avrà mai,
    decidemmo di percorrere
    la fiorita via dell’amicizia.
    Forse nel tragitto
    abbiamo preso sentieri diversi
    ma che sempre
    si son riuniti,
    come noi,
    nell’abbraccio dell’anima.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:21
    Solo non sono

    Solo non sono
    in questo mondo affollato,
    posso sempre contare
    su me stesso
    e sulla mia anima.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:20
    Un angelo con la cetra

    Ho visto un angelo con la cetra
    tra le stelle e le cime delle montagne
    nel crepuscolo d’una sera di primavera.
    Aveva ei l’aspetto di bambino,
    biondi boccoli arruffati come cornice
    ad un roseo e tondeggiante volto
    dalle morbide gote.
    S’aprivan in quell’innocente viso
    Due vive foreste,
    una linea color lampone
    delineava un benevolo sorriso.
    Un leggero velo turchese
    Celava le sue nudità,
    le abili mani, veloci
    correvano tra le corde dello
    strumento della cultura
    dando vita a deliziose armonie.
    Un ameno e pacato canto
    Rallegrava il suon di questo
    Fin a raggiungere l’esaltazione della vita.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:19
    Il compositore

    Scelte note
    ravvicinate l’une alle altre
    plasmano inconsapevolmente
    favolose armonie,
    sinfonie dell’anima,
    specchio dei più arcani sentimenti
    del giovane compositore.
    Sui tasti d’avorio
    le dita scorrono
    in una danza naturale
    per dar voce a vivaci emozioni
    su di un palco sfarzoso.
    Il compositore svela
    Ciò che è lui,
    rivela i segreti fin allora nascosti,
    racconta le infinite pagine
    della storia sua,
    si dona a colore
    che odono con piacere
    in un brivido di passione.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:19
    Il mio richiamo all'amore

    Quei silenzi
    Eran forse
    Il mio richiamo all’amore.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:18
    Profumo di lavanda

    Vorrei
    Nell’aria
    Profumo
    Di lavanda
    Sintomo
    Di primavera.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:18
    Cuore innamorato

    Batteva in silenzio
    Il suo cuore pulsante
    Imprigionato
    Tra le sbarre della timidezza.
    Trottava più forte
    D’un libero
    Cavallo al galoppo.
    Lente scorrevan
    Come un fiume
    Lacrime infinite
    A volte di gioia
    Talvolta di dolore.
    Vicino all’amore
    Era una florida foresta,
    senza di quello
    regnava l’aridità d’un deserto,
    ogni granello
    un’immensa delusione.
    Continuerà a rullare
    Come un tamburo in festa
    Quel cuore,
    attraverso le stelle
    e gli abissi del mare.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:17
    Nell'innocenza d'un sogno

    Nell’innocenza
    D’un sogno
    Affogava il dolore,
    guardava in avanti
    scrutando il destino,
    dimentico sempre
    di viver le gioie
    del presente.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:17
    Ritorna

    Ritorna solo
    Chi ha nel cuore
    Un ricordo.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:16
    Un riflesso

    Una bianca nuvola
    Sul mare
    Riflessa
    Mi ricorda
    Il tuo candido volto.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:16
    Un apiccola ape

    Una piccola ape
    Si posa tra
    I bianchi petali
    D’una margherita
    E nel quadro
    Della primavera
    Si nutre
    Di poesia.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:16
    Un pettirosso

    Ho visto
    un pettirosso
    danzante nel vento,
    sotto i riflessi
    delle stelle,
    sul palcoscenico
    di un’alba.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:15
    Solitudine

    Forse
    È la paura
    Di restare solo
    Che mi porta
    A vivere una vita
    Di solitudine.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:15
    Il piccolo minatore

    Piccole mani
    Tra la polvere
    Scavano lente
    Nella miniera
    Fredda e buia,
    nasce tristezza
    dai cupi canti
    d’un ragazzino,
    il minatore,
    maturato già,
    il fumo copre
    la sensazione di fame ma la
    solitudine resta dolente,
    nell’aria brucia
    la fiamma d’una
    candela sola
    danzante sotto
    sottile vento
    impregnato di
    viva povertà,
    tra le pietre va,
    s’incanala lì,
    in galleria
    dove scava lo
    sfruttato pupo
    che stanco cessa
    di vivere la
    vita, l’incubo
    d’una nottata.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:14
    Vento, leggiadro pittore

    Nel cielo cinereo
    Oltre i più alti tetti
    Il vento, leggiadro pittore,
    iniziava a stendere i colori.
    Riflessi di luce
    Si dipingevano
    Con pastelli giganti
    Dalle infinite sfumature.
    Dal rosso forte come il sangue
    All’arancione fresco d’un’albicocca,
    dal giallo d’un acre limone
    al verde d’una tenera foglia,
    dall’azzurro d’un ciel sereno
    all’intenso blu della notte
    per perdersi poi nel viola d’un odoroso glicine.
    Terminato il dipinto
    Ammirato da molti
    Iniziava lui stesso
    A spargere il colore
    Per donare alle stelle
    Un nuovo, inconfondibile
    Odore.

  • 22 giugno 2013 alle ore 18:13
    Ode a Madre Natura

    Voglio io cantar
    In liberi versi
    A Madre Natura
    Un’ode
    Per la maestosità
    Del suo creato.
    Dalle vette taglienti
    Agli abissi celati,
    un’armoniosa complicità
    nutrice
    e sorella
    d’uno scorcio di natura
    sulla tela d’un quadro.
    Voglio io ringraziar
    Per la fantasia
    Delle ali d’una farfalla
    Che con pudore
    Si posa silenziosa
    Sul bocciolo della vita.

  • 22 giugno 2013 alle ore 10:52
    Ad Antonia Pozzi

    Poesia – azzurra
    eco del cuore –
    sei musica che piove
    pulviscolo dorato nelle stanze
    della Bellezza

    -eterna armonia

  • 22 giugno 2013 alle ore 10:36
    Languente e invisibile

    Languente e invisibile,
    scovata
    da farfalle notturne:
    le mani tue
    sulla mia anima lunare.
    Sul fondo ambrato della bottiglia,
    una spuma di mare.
    Acquea
    la notte
    in risacca
    ti chiama,
    io non dimentico
    i tuoi fiori innocenti
    sbocciare su me.

    M.Osnato da L'Oasi e la Neve, poesie d'amore e d'eros,
    Il Calamaio ed.

  • 22 giugno 2013 alle ore 9:53
    Il Convivio negato...?

    Lento corre il torpedone, terra di Faraoni,
    verso Luxor da Safaga e d’acqua un canale
    al suo cammin parallelo alla vista si presenta:
    ville isolate deserte senza vita a destra,
    a sinistra un pullular di povere magioni
    e in lontananza campi verdi di culture:
    donne accucciate curve al lavoro intente,
    a ridosso sulla riva ozian fumando vecchi
    giovani anziani e poi  bimbe e fanciulli
    vocianti creano allegria pur se in vita grama
    la lor fanciullezza  trova sì  radici e  linfa.
    Così a loro e a Dante e al suo Maestro greco
    il pensier corre e al desiderio di conoscenza
    di sapere: perché il Convivio a lor negato?
    Uno, il più piccino mi guarda mi sorride la man
    agitando al mio sorriso che tosto, la strada corre,
    si spegne e si rattrista..forse tarpata mente acuta
    che si accontenta di guardar sol lo scorrere degli anni.

  • 21 giugno 2013 alle ore 21:47
    Generazioni

    Ho sentito mormorare il torrente
    il saluto al ghiaccio disciolto
    che l'aveva generato sul monte
    poi prendere voce possente
    nel fiume sempre più grosso
    con ponti da attraversare
    navigato da battelli e chiatte
    fino alla foce col porto
    per conversare col mare
    scherzando le onde alte.

    La voce da piccoli è esile
    incerta di trovare ascolto
    da grandi a volte è tuono
    finché con altre si fonde
    a fare rumore di fondo
    del vastissimo mondo.

    Quando una si spegne
    la viva corrente lasciando
    altra ne viene in cambio
    e mai si secca il torrente.