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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 24 marzo alle ore 22:11
    Pensieri sconsacrati

    Sogni dissipati
    a riconoscere personali bruttezze

    nell'andar fiero
    incontro alle illusioni

    Ingiuriarmi

    e farmene vanto

    nel propiziarmi quelle ingiurie
    nella mia natura artistica

    Son questo

    Io poeta

    nella confessione delle derisioni
    che rivolgo a me stesso

    nelle amarezze che m'invidio

    nella deportazione della mia anima
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 marzo alle ore 22:08
    A me stesso

    A te

    cui il fato ha dato di imprimere
    sulla battigia di questo mare

    così intrigante e variegato

    spesso musa ispiratrice

    versi densi e conturbanti passi

    dico

    senza troppo pensare
    godi il tempo a te donato

    e ferma resti di te la dolce imago

    di mano nella mano
    con i tuoi amori e i lieti visi

    assapora gli effluvi del Creato
    e la gioia del quotidiano

    ama e ama sempre di lealtà vestito
    e del valore dell'uomo che sei

    mentre tu Luna
    dalle tue placide langhe

    sussurri al mondo sogni e affanni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
    (un ringraziamento particolare a Vincenzo Luisa Gulla)

  • 24 marzo alle ore 22:06
    Il tuo vivere

    Fosti tu
    a combinarti i vestiti
    che indossi da tempo
    umili abiti fatti di rime
    nell'intimità
    impregnata d'emozioni
    e la passione a far da palto'
    a scaldarti al calor delle parole
    E conservi ancora i tuoi brividi
    fra le tue cose preziose
    tra i sogni non dimenticati
    tra le amarezze subite
    nella tua dignità di donna
    a distrarti e rinfrescarti
    in nuovi desideri
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 marzo alle ore 22:04
    È il tempo dei pensieri morenti

    Tracimanti effluvi
    d'ansimanti pensieri

    traboccano
    svergognate essenze

    rapaci d'odio
    consacrato all'infamia

    Gesti e parole incalzanti

    d'intelletti frustrati

    si riversano
    come fiumi in piena

    nel mare dell'ostinazione

    a supporre
    incapacità e arroganze

    che aprono varchi
    all'impazienza

    "terribile è il tempo
    in cui l'Uomo non ha più
    voglia più soffrire"(J.Steinbeck)
    .
    Cesare Moceo
     

  • 24 marzo alle ore 19:57

    Ho ancora molte cose da vivere, non le cerco, ma vivendo le attendo. Vivo la vita con estrema semplicità, mi lascio guidare dai sentimenti, dall'istinto e non ho più paura di voltare le spalle a chi non è degno di guardarmi negli occhi. Lascio correre parole e gesti senza fondamento, non le alimento e non dono risposte, credo nel fare più che nel dire. Amo circondarmi di pochissime persone di cui ciecamente mi fido e mentre le tante conoscenze mi girano attorno, vanno e vengono, restano e passano, io proseguo. Regalo sorrisi pieni di affetto solo a coloro che mi hanno lasciato qualcosa nell'anima, perché in me c'è molte cose belle che non sprecherò mai più! 

  • 24 marzo alle ore 16:54
    Il corpo è uno e le città distanti

    Altrove è
    dove mi sveglio con la voce giusta
     
    la luna soffia sui crateri
    quello che manca qui, in terra conosciuta.
     
    E passano i giorni respirando
    i turni si ripetono
     
    rimbalzano tra altre musiche [delle conchiglie
    di stasi e diacronia].
     
    Il corpo è uno e le città distanti come il cuore
    per essere sfarfallio ventilo con le mani
     
    un promemoria d’epoche, ognuna spinge
    nel non finito con orme di rinascita.

  • 23 marzo alle ore 18:54
    Il perché dei semi verdi

    Nei giardini di Monet non posso affacciarmi
    ora che la luce arriva in velo ammutolito
    sulle fragranze arrampicate ai muri
    Si è smesso il gioco di svestire piogge - dare vita
    a sterpi, esultare: chiamare amore anche i cancelli
     
    Gola di foglie scolorite, lo stagno dove
    scarse fortune gracidavano
    i guizzi di peonie lanciati oltre le nubi
     
    ma in basso maschere grigie tornano
    sull’ansia sorgiva, il perché dei semi verdi

  • 23 marzo alle ore 9:07
    La carestia

    Rifulge ancor di più figur del Santo,
    in quel periodo cui fame è sovrana
    che gente storpia, povera e malsana
    ha cuor trafitto ed occhi sempre in pianto.
     
    Loco ferace che in primizia ha vanto,
    or arso e spoglio, par secca fontana
    che ha perso il getto per rottura strana,
    perciò  la speme è di Francesco il manto.
     
    E notte e giorno, a Dio Sue preci Ei volge,
    perché a cotanta  povertà dia taglio,
    e che a tutti nulli tale travaglio.
     
    Ode l’ Eterno l’accorata prece, 
    e a stanche membra dà ristoro e pace
    e di Sua carità ciascuno avvolge.
     
     
     
     

  • 23 marzo alle ore 8:15
    Nuovo giorno

    la notte
    è la mia sola compagna
    e
    il cigolio della porta
    è la sola voce che odo
    il mio sogno è finito:
    l’amore è lontano
    col suo sorriso e le mie pene

    albeggia
    cosa porterà il nuovo giorno?

    spunta il sole
    per te
    sbocciano le rose
    per me
    il pianto del biancospino

  • 22 marzo alle ore 20:44
    A Cesare Moceo

    A te

    cui il fato ha dato di imprimere
    sulla battigia di questo mare

    così intrigante e variegato

    spesso musa ispiratrice
    di versi densi e di conturbanti passi

    dico

    godi il tempo che ti è stato concesso
    senza troppo pensare

    Di te
    abbi l'immagine bellissima

    mano nella mano con i tuoi amori
    e i visi lieti

    Godi la tua natura

    la gioia del quotidiano

    oltre le tue possibilità

    e continua ad amare con la lealtà
    e tutto il valore dell'uomo che sei

    E tu Luna

    racconta al mondo i sogni e gli affanni
    e asciuga le lacrime silenti e le delusioni

    spegni lo tsunami di cattiverie
    che spazza via gli affetti che ancora commuovono
    ...e facci sognare

    E se la felicità e la sofferenza
    si intralceranno fra loro

    solo tu

    potrai farmi sapere da quale parte stare

    per arrivare al mio potere e carpirne la differenza

  • 22 marzo alle ore 20:36
    Oggi e domani

    Ciò che sono adesso
    sognai spesso nel mio vivere

    schiavo dolente dei giorni

    a preservare dall'oggi ogni domani
    e differire le illusioni e gl'inganni

    avvolgendo l'anima d'amore

    E ora

    ispirato da questi pesanti scrosci
    di pioggia incessante

    che bussano alla mente
    ai ricordi e alla vecchiaia

    potrei farvi racconto sottovoce
    di quante porte ho avuto chiuse in faccia

    Alla famiglia e alla fede

    devotamente ho dedicato i miei anni

    succhiando nel tempo dall'oggi
    il nettare dolce pel mio domani
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 marzo alle ore 20:34
    Il mio sogno più lungo

    Storie scritte nero su bianco
    da questo mondo irreale

    in cui non potrai mai essere vero
    nella tua ricerca della verità

    Tu

    uomo tra uomini rimasti indietro

    pronti solo a scherzare col diavolo

    incapaci di varcare le soglie
    dell'incontro con se stessi

    incapaci di tracciare
    nuove strade dell'anima

    o anche nuovi orizzonti astratti
    che potessero divenire sconfinati

    E non hanno mai capito

    né t'hanno fatto mai capire

    che tutto ciò che fa rumore
    è uno strumento musicale
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 marzo alle ore 20:33
    Una nuova via

    Le stelle della notte
    capricciose e beffarde
    irradiano la civetteria
    che nei cuori
    da il là alle emozioni
    e il desideroso risveglio
    d'inconsce esigenze
    d'esternare la primavera
    celata nell'interiorita'
    E io resto in quel mirare
    disteso sull'audacia
    del mio scrivere
    a dimostrare la mia imbecillità
    e indicare alla mia ambizione
    una nuova via
    che dimentichi le indecenze
    per arrivare in fondo alla vita
    .
    Cesare Moceo
     

  • 22 marzo alle ore 20:31
    Nessuno poteva immaginare

    Io

    coltivatore di pace
    in conflitto con la mia anima

    ho dovuto fare spesso
    i conti con me stesso

    per far divenir il mio vivere

    la mia più grande passione

    nel realizzarsi
    dei miei sogni d'infanzia

    nell'appartenere ingenuo
    al mio passato

    e nel mio desiderio

    di rimanere fuori dai tempi
    di un miserabile e insolente destino

    Là era sempre tutto cupo
    di lacrime e singhiozzi

    con le stanze dell'anima
    buie e maleodoranti

    dove non brillava mai
    una seppur fievole luce

    E da lì

    da quel dolore
    é partito il mio proposito d'arte

    così

    in maniera naturale

    nella volontà
    di raccontar qualcosa di me

    adesso e fra cent'anni

    nell'imperscrutabilita'
    degli abissi dei cuori
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 21 marzo alle ore 23:44

    Allora vai, vai libero ovunque tu voglia e sii per sempre, malgrado i tuoi difetti, quella meravigliosa creatura che nel vento guarda la strada e la percorre senza conoscerne la meta. Dormi sotto milioni di cieli stellati e non trascinarti dietro catene che non senti tue. Sii ciò che vuoi essere, io ti lascio andare e quando ti sfiorerò i pensieri è nei ricordi che mi troverai perché li ci sarò sempre esattamente come tu sarai nei miei.

    Però...

    Lascia a me il diritto di essere la donna che ho scelto di essere e di non accettare più i tuoi modi di pensare e il tuo egoismo che talvolta sfiora la cattiveria. Lascia che io voli libera sulle ali della dignità e della verità e anche se so che il mio volo non potrà mai incrociarsi con il tuo non importa siamo comunque sotto lo stesso cielo.

    Se puoi andar fiero tu di ciò che sei io merito sicuramente una medaglia d'onore!

    Tratto da: "Una strada verso casa" di Silvia Nelli

  • 21 marzo alle ore 21:10
    Leggendo Alda

    Torno a leggere, versi
    a cui la quiete non ha resistito
    e legato indivisi tormenti
    con gli strati profondi del seno
    Le scritture a suo nome
    divise in pezzi di ragione
    petali arsi, in attesa
    di rivolte innaffiate d’amore
    Ecco, sbocciare ancora la voce
    da un parto gridato al vento di prigioni
    mentre gli occhi, grandi insonni
    saccheggiavano paesaggi
    oltre l’anima

  • 21 marzo alle ore 19:49
    La lettera

    E’ sul gradino grafia che sbava
    - lacrima di pioggia, breve.

    Il nome latita
    tra impronte piante.

    In piega un viottolo
    di righe incerte sul declivio.

    Curve di strascico, pallore
    fuori confine.

    Grido è il mio nome a voce che rantola:
    in cerchio il sangue spinge pugnali.

  • 21 marzo alle ore 5:11
    Primavera | mini poesia

    Sì, lei è la prima;
    lei è più che vera.
    Qui lei fa la rima;
    lei è la primavera!

  • Candido

    come solo un bambino può essere

    non ho più nessuna voglia
    di ricordare ciò che m'è successo ieri

    Preferisco rimanere qui

    come un ragazzino
    inquieto al tremore dell'adolescenza

    rinchiuso nel sogno
    d'una fanciullezza tardiva

    dove m'illudo
    di non aver ancora conosciuto

    il rancore e la cattiveria dei grandi

    e senza aver nel ventre
    alcun desiderio di crescere

    nella paura di specchiarmi adulto

    in occhi tormentati dal dolore
    e nel viso sgualcito dalle afflizioni

    E mi rifugio solitario nella mia mente
    smanioso di creare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:56
    Siate... invece di apparire

    E non credete Voi
    che ognuno
    abbia il diritto di esprimersi
    come vuole
    nella seppur vana scrupolosita'
    che nutre la sua tristezza
    e così dimostrare
    la grandezza del suo Essere
    raccontando di sé
    con ironia e umorismo ?
    E se lo credete
    perché nelle vostre intime effusioni
    che dipingete con color d'Arlecchino
    tra singhiozzi e lamenti
    non vi crocifiggete da soli
    senza voler apparire
    angeli d'onore e parsimonia ?
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:52
    Un unico rispetto

    I miei umili scritti
    vorrei che fossero luoghi di cultura
    dove riflessioni profonde
    e momenti di ilarità
    mettessero in risalto
    la portata interiore dell'animo umano
    nella sua malinconia struggente
    e nelle sue passioni più sfrenate
    a tenerle in armonia con la vita
    donandole fascino e conforto
    e assimilarne i fini pensieri
    con le eleganti sfarzose diversità
    in un unico rispetto sinuoso e vivo
    E riuscire ad amalgamare questa fragilità
    sarebbe di per sé già stupefacente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:49
    Anima e amore

    Abbracci stretti alla quiete

    nel sussurrìo dei desideri
    senza aspettative

    compensano i rimproveri
    che l'anima patisce

    nel piacere interiore
    di sfidare se stessa

    E rimane avvolta nella tristezza
    del suo rimanerci vincitrice e vinta

    in quelle sue nausee gravidiche
    che divengon portavoci

    di pensieri triviali e di sublimi dolori

    e fan da ricordo
    d'avventure e perdizioni

    svolte ciniche che nel tempo
    han regalato disillusioni

    nel suo voluto difetto
    d'essere solo...Amore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:48
    I sogni non son più desideri

    Sofferenze

    insofferenze

    rinunce

    conquiste di sventata gioventù

    convincono i meandri
    più remoti dei cuori

    a sentirsi lusingati

    e credere ancora
    d'esser cieli di felicità

    dove provare le ali
    d'ogni aquilotto al primo volo

    E sembra loro nella mente

    d'essersi cercati da tempo

    senza ritrovarsi

    nei labirinti di quei cuori
    miti e incapaci d'odiare

    rimanendo senza vie d'uscita
    in quel desiderio di vita

    nell'illusione perenne

    frutto della fantasia
    ancora non offuscata

    di poter realizzare i loro sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 18:59
    Eredità di donna

    Una donna
    in bianco e nero
    con i capelli di una vita
    al vento gonfio
    a ogni primavera più sottile
    la vedi, è lei
    madre di madre
    e di altra madre, un’antica te
    muove le mani 
    a far trecce dei seni,
    come un’eredità a perpetrare 
    il latte delle coppe
    dove ti nutri e nutri
    tutto il giardino di una mela
    colpevole di tronchi scorticati,
    di angeli cacciati.
    Tanto resistere ch’è stato e sempre
    che ancora soli sveli
    da cieli impalliditi.
     

  • 20 marzo alle ore 11:08
    Fior di pesco

    Fiori di pesco
    annunciatori di primavera
    segno d’amore fra due amanti
    saranno scambiati fra due persone
    reciprocamente
    con grazia, gratitudine e zelo
    memori della gentilezza ricevuta
    fiori di pesco
    fioriti in silenzio
    prima di tutti gli altri fiori
    addobbate i prati con i vostri petali
    ancora una volta.