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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 20 marzo 2013 alle ore 16:35
    sulle onde

    cullarsi in mezzo al mare
    fra il silenzio
    sognare
    portato avanti
    da un venticello
    che mette a nudo
    tutti i pensieri

  • 20 marzo 2013 alle ore 15:38
    Tu - Io

    TU - IO

    tu
    nel silenzio spezzato
    giochi con le parole
    bucando la terra
    e
    ti spogli di me

    io
    nel turbine
    che mi sconquassa
    mi vesto di te
    e
    ti fiato la mia vita

  • 20 marzo 2013 alle ore 15:36
    Senza neppure una parola

    Mi lasciasti
    mentre camminavi al mio fianco,
    un giorno.
    Decidesti di farlo
    lasciando per sempre
    il tepore della mia mano.

    Già l'autunno
    era alla nostra porta
    e tu
    mi lasciasti,
    come la debole foglia
    lascia il suo ramo
    come l'onda affranta
    lascia la riva
    come il sole abbandona il giorno
    come una stella d'agosto
    perde il suo cielo.
    e attonito, il mio sguardo
    seguì il tuo insostenibile,
    lento andar via.

    Senza pietà
    mi lasciasti perdere
    nella nebbia della mia solitudine,
    affondare i piedi
    nelle mie pozzanghere di lacrime
    e arrivare alla notte,
    orfana
    della mia Luna.

    Senza voltarti
    senza angustia,nè un sorriso
    senza un cenno della mano
    senza neppure una parola
    tu mi lasciasti
    fiammella nell'uragano.

  • 20 marzo 2013 alle ore 13:13
    Non si vende

    La poesia non si vende
    l'editore lamenta
    specie se cerebrale.

    E la vorrebbe impegnata
    a scuotere le coscienze
    come diversa politica.

    Ma la poesia non si vende
    come l'amore dà musica
    tiene giovane il cuore.

    Per questo piace comporla
    libera d'ovunque volare
    e non si lascia comprare.

     

  • 20 marzo 2013 alle ore 12:49
    Alda

    Zanzotto sostiene e Alda Merini ribadisce
    che chi non ha visto morire accanto a sé
    un compagno in tempo di guerra
    e chi si giudica un sopravvissuto
    non può essere felice.

    Anch’io, come loro,
    non riesco a dimenticare
    i morti di questo sistema economico e sociale,
    massacrati fisicamente e intellettualmente:
    i malati terminali delle grandi industrie,
    i disoccupati, i cassa integrati,
    i sottopagati e tutti quelli
    che in varie forme vivono la morte
    come un dovere.

    Non riesco a dimenticare i futuri morti,
    l’imminente fine di questo meraviglioso pianeta!

    Non riesco a dimenticare di vivere in una società che ha fatto della morte la propria ragione di vita!

  • 20 marzo 2013 alle ore 12:48
    Occhi limpidi di amorevole sofferenza

    (Legato a un letto di una clinica-lager)

    Perché i liberi occhi
    di un corpo supinamente imprigionato
    volano senza meta
    lacrimando dovunque e
    chiedendo un aiuto
    per un grande cuore
    che più non sopporta
    un eccessivo ritmo
    serrato dalla nobilissima coscienza
    di una spietata atrocità?

  • 20 marzo 2013 alle ore 10:37
    Bianca Primavera

    Tra germogli in fiore
    tenere foglie verdi
    e canto di codette
    timidamente, pigra,
    avvolta da cirri di nubi
    apre gli occhi di cielo
    Primavera…
    Il vento solleva, malizioso
    la veste ai suoi pensieri…
    L’aria si anima di candore
    che, pesantemente, tutto ricopre.
    Teneri, i ciclamini sopportano
    l’abbraccio gelido, in attesa
    di una pietosa mano
    che li sollevi
    e li porti sul cuore…

    Libera ispirazione tratta da una foto di Rosac Uno

  • 20 marzo 2013 alle ore 2:49
    Sembra semplice

    Grido per ore
    Per amore, 
    Nessuno lo sente
    Nemmeno te
     
    I pugni forte sbatto
    Sui muri che incontro,
    Ma sempre sconfitto
    Esco dallo scontro
     
    Allora piango
    Dieci, cento, mille lacrime
    Ma ho solo un fango
    Di delusioni sotto di me
     
    Sprofondo,
    Mi agito,
    Precipito,
    Urlo
    E m'abbandono
    Tutto questo casino
    Per non riuscir a dire
    Un semplice "Ti Amo"?

  • 19 marzo 2013 alle ore 22:51
    Oltre la soglia

    Difficile non avere niente da dire
    limitarsi a contemplare le vite
    dei tanti che appena si conosce.

    Difficile lasciarsi trasportare
    come da una letea corrente
    al cuore preferendo la quiete.

    Verrà l'eterno sognare
    ci possa o meno piacere
    e allora dovremo tacere.

  • 19 marzo 2013 alle ore 20:32
    Per Adonis

    Anellini e orecchini
    di turchese e oro rosso…

    i sogni s’impigliano stasera
    nell’azzurra trama dei ricordi

    e per gustarle ancora
    sorseggiamo l’ore trascorse

    …beatitudine voluta, ricercata.

    Oggi, salinità di mare
    dipinge d’un bianco appena un po’ crostoso
    i ripetuti accenti delle nostre voci

    quale patina che
    l’unghia delicata d’un bambino
    sgretoli piano.

    Ci insegnavamo l’un l’altra
    la lingua natale…

    ridendo

    le parole comuni abbiamo appreso.

    Serate dalla sabbia fredda e soffice
    sotto ai piedi

    bevute d’un lungo caffè
    schiumoso negli alti bicchieri

    il basilico in chiesa
    aveva minuscole foglie

    il pope salmodiava

    fra assorti fedeli
    imbevuti d’incenso e

    come icone sapevan d’oro
    le notti fragranti d’origano e brace.

    Quegli anni erano e sono
    sacri gioielli

    incastonati

    sul grande libro
    della parola di Dio.

    Certo ancor si frange
    il mare là
    anche se non lo vedo:

    tua madre, come quelle estati, ripone cose
    nella casa silenziosa

    cammina, scalza e stanca
    sui tappeti a tarda ora.

    Ah Grecia, infilzata
    come spina amorosa nel mio cuore!

    Amicizia, bambini, cene, foto
    occhi fratelli, contagio di sorrisi…

    Voglio ritornare presto
    per guarire
    la lebbra della mia lontananza.

  • Irreale canizie d’impubere

    l’Arte è oltrepassare
    SEMPRE
    la contemporaneità

    sia che tu la sorvoli

    o subisca l’abbassare il groppone,
    chino sotto il filo spinato
    dell’incomprensione saccente,

    pur di procedere, avanzare
    sul tuo assurdo viscerale percorso.

    La donna pregna al fin del suo tempo
    non può esimersi dal dare alla luce
    quella vita imperiosa
    che da dentro contrae le carni.

    Sì, noi siamo
    “perennemente a un termine”:
    ma solo nostra è la scelta
    di porgere o celare il frutto di quel grembo,

    talvolta furia insoddisfatta,  lacerante
    cui segue distruzione.

    Unreal prepubescent white hair

    “Art” is
    ALWAYS
    outstripping
    contemporaneousness

    if you fly over it
    or you suffer bowing the back,
    bent under the barbed wire
    of the conceited incomprehension,

    as long as you can go on and on
    following your absurd visceral path.

    A pregnant woman at her full term
    can’t avoid giving birth
    to that imperious life
    that from within contracts her flesh.

    Yes, we are
    “perpetually at a term”:
    but it’s only ours the choice
    to offer or hide the fruit of that womb,

    sometimes unsatisfied, rending fury
    following by destruction.

  • A Gabrio ---

    Creature-creazioni
    cangianti al variar dello sfondo

    particole dell’immensa intima ricchezza

    condivisa semplicità francescana
    in comunione di fresca fratellanza.

    To Gabrio ---

    Creatures-creations
    changing to the variable background

    parts of the immense intimate richness

    shared Franciscan simplicity
    in communion of fresh brotherhood.

  • Pittura d’ombre

    nell’apparente intrico smagliante
    di trasparenze e tinte

    velarsi ascoso ed imo
    di anni  vite  esperienze.

    Gl’incontri 
    i contatti

    le chiazze di tempo
    i grandi spazi del cuore

    o le ore infingarde in cui
    è esigenza vitale
    il mero bastare a sé stessi.

    Son lì
    trasparenti alla vista
    fermate ma solo per poco
    falconi in attesa
    di mani che di repente
    tolgano il buio cappuccio,

    che s’alzi l’arto d’appoggio

    slanciandoli in vasti spazi d’azzurro
    a vincer la preda.

    Painting of Shadows

    in the seeming bright tangle
    of transparencies and tints

    hidden and deep veiling
    of years lives experiences.

    Encounters
    contacts

    patches of time
    wide spaces of the heart

    or the lazy hours when
    it’s a vital need
    the mere being self sufficient.

    They are there
    transparent to the sight
    stilled but just for a moment

    falcons waiting
    for hands that sudden raise the dark hood
    for the lift of the supporting arm

    launching into the vast blue space
    to win the prey.

  • Ispirato
    quasi da un dolcissimo suono
    pregno d’Amore Universale

    non unilaterale ma onnicomprensivo

    il cuore si dilata e s’espande
    ben oltre la cassa toracica, incandescente
    di pura gioia.

    Fluttua nello spazio
    e fuori d’ogni tempo con milioni d’altri

    come lunghissime sciarpe di preghiera

    in un vento
    impercettibile
    ed eterno.

    Il mio amore, da dolente e pesante,
    si discioglie e trasforma
    in profumo

    e trasportando innumeri

    particelle di fragranza
    s’innalza
    verso la Divinità.

  • Luce Divina
    che m’infondi
    chiarore-splendore nell’anima

    Eterno Bagliore
    trasudante particelle infinite d’armonia

    ala trasalente di colibrì
    ala vibrante di libellula
    sfaccettato Tripudiante Fulgore

    ANIMAMI !

  • 19 marzo 2013 alle ore 14:55
    Iniziazione del guerriero - Visioni

    La piccola
    aquila raggiunse
    il cuore della terra
    con ali spezzate

    La caverna
    buia
    era visione
    interiore
    di fine
    I demoni
    le sfioravano
    la nuca
    e le voci
    sibilanti
    erano fredde

    oscure presenze
    in tormento
    Chiuse gli occhi
    senza timore

    Si pose in ascolto
    d'un'unica voce
    senza strepiti
    Il sangue
    sulle ali
    si rapprendeva
    Profumando di incensi
    e messi
    Lo spirito abbattuto
    come un campo
    eliso
    Risorgeva
    in pace
    Uscendo
    dalla guerra

    Le musiche
    di tempi ancestrali
    furono
    scene di mondi
    da attraversare

    L'archetipica
    caverna
    di buio
    uterino
    e caos

    Liberò
    la selvatica creatura
    Schiudendosi
    nell'ordine
    di tutte le cose
    presenti

    Una lama
    di vento
    vedo tutto
    dall'  alto

    A nulla appartengo
    tranne che
    a questa
    mia
    verità

  • 19 marzo 2013 alle ore 14:14
    L'arcobaleno delle illusioni

    Nella struggente verità dei sentimenti
    dove germogliano ridenti i boccioli della felicità

    con le orecchie tese nell'attesa spasmodica
    che soffi una qualunque brezza di novità

    mi perdo nell'arcobaleno delle illusioni
    con l'angoscia che sradica l'entusiasmo

    continuo a pensare a ciò che dovrei dimenticare

    e in quell'immensa sofferenza 

    sento sanguinare tra le pieghe dell'anima
    i rami caduchi dell'inconscio

    e solo con dolci frammenti di ricordi

    memorie dei bei tempi andati

    rendono fertili quei colori
    a cicatrizzare le mie ferite.
    .
    cesaremoceo

  • 19 marzo 2013 alle ore 13:57
    Sole

    Come non apprezzarti
    col tuo calore lucente?

    Capisco perché fra i popoli
    tanti t'han preso a adorare.

    Senza di te non son vivi
    la Terra in preda alla Morte.

    Dunque bel Sole risplendi
    e il buio vieni a scacciare.
     

  • 19 marzo 2013 alle ore 8:18
    Marylin

    Sei morta tante volte quante sono
    le infinite congetture che negli anni
    si sono sprecate intorno alla tua fine,
    alle false piste costruite
    da chi di quest'arte se ne intende.
    Non hai mai smesso di essere infelice,
    poiché non c'era per te altro destino
    che l'abbandono.

  • 19 marzo 2013 alle ore 7:57
    E' notte,dopo una giornata di duro lavoro

    Lampioni appannati irradiano
    di fioca luce la strada deserta

    scintillanti d'amore le stelle
    riflettono il loro brillare

    esaltando la tranquillità del mare
    acceso dai colori scuri della notte

    solo

    sfinito

    con lo sguardo vuoto nel mio andare

    gli attimi fuggono fulminei nel buio
    spegnendo la foga del mio passo

    divenuto ormai lento

    mentre nuvole grigie
    annunciano imminenti scrosci

    a bagnare la mia malinconica solitudine
    e nutrire il mio cuore di tristezza

    frugale cibo della mia afflitta coscienza

    non mi accorgo che il tempo è volato
    le ombre divengono leggere 

    e l'alba già rischiara gli angoli bui
    riempiendoli di luce gioviale

    ad ispirare i gesti del nuovo giorno
    su cui riflettere

    e capire il vivere
    dal semplice esempio del suo materno calore.
    .
    cesaremoceo

  • 18 marzo 2013 alle ore 17:50
    Induzione

    Soli su questo inutile mare di acqua, governati da Dio e sottomessi all'uomo.
    Il cielo piange lacrime rosse e ci tinge di morte, immersi nel dolore della solitudine incessante dell'esser vivi; il saper parlare ed amare e vivere e perire, ci rende immuni al mondo come Dio è immune al tempo.

    La potenza tempestosa del cielo in festa e la malinconica sinfonia del vento, l’ardere del  fuoco e della pioggia bagnata, la terra che trema, ci culla come anime perse tra il buio e le ombre che inghiottiscono l'uomo.

  • 18 marzo 2013 alle ore 17:46
    Non è un'anima pura

    Non è un'anima pura, ma oscura,
    vomitato dal male,
    ha patito sofferenze,
    portatore di memorie orride,
    di cuore impassibile,
    di viso solcato dall’indifferenza,
    di mani forti di chi lavora il nulla.
    L’ozio è il suo vessillo,
    la sua è un’avida fame di carni eppure, al sol avvicinarmi,
    pace e tranquillità vengono innescate come esplosivo,
    pronto ad echeggiare tra i confini del mondo perduto.

  • 18 marzo 2013 alle ore 13:30
    Il cormorano

    Come una freccia veloce
    traverso il cielo sul lago
    passava in nero volo
    di pesci il cacciatore
    con occhio acuto
    scrutante cormorano
    pronto a pescare
    cogliendo l'attimo
    ogni incauto affaccio.

    Spettacolo era certo naturale
    eppure stretta dava al cuore
    alle prede corso a pensare.

  • 18 marzo 2013 alle ore 12:57
    Nudi

    quel ramo
    s’apre alla finestra
    nudo, ancora per
    poco, interroga
    sguardi indifesi
    in attesa di riscatti
    che il tempo rimanda
    tra silenzi di tutti

  • 18 marzo 2013 alle ore 11:03
    Verità inconfutabile

    Vivere giorni colmi di perplessità
    e d'assenza di dottrine palesi

    mi guida in dedali di chimerici sogni

    soffermandomi a scrutare
    l'assedio perenne che mi cinge
    con intenzioni ostili

    e in quel profumo intenso
    inebriarmi di mille emozioni diverse

    tra lacrime vere e simulati sorrisi

    nel rimpianto della gioventù smarrita
    e nell'utopia dell'inatteso

    anelato lungo il viale dello squallore
    che si inerpica nella palude
    consueta dei tormenti e delle illusioni

    nel sapore disgustoso
    di essere continuo carnefice di me stesso.
    .
    cesaremoceo