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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 marzo 2013 alle ore 22:20
    Raccontarsi

    Spogliarsi per raccontare tutto di sè
    tra brezze di realtà
    e aliti perspicaci di sogni

    emozioni smaglianti di nostalgie
    nell'intimismo più aperto

    con l'umore agitato e assorto
    nella passionalità di questa 
    candida innocenza

    tra brividi e batticuori

    con le luci del destino accese
    intorno al cuore avvinghiato all'amore

    a sentire i sapori delle voluttà
    nel gioco della vita

    venature riflesse per innalzare l'ardore

    tempeste gradite che ravvivano
    le braci della passione
    alla mente ingannata
    da desideri sconosciuti
    e annichilita da travolgenti mutazioni.
    .
    cesaremoceo

  • 12 marzo 2013 alle ore 21:48
    L'attimo

    Guardami
    trattenendo il respiro
    strozzato da un gemito
    con gli occhi sbarrati nei miei
    e la bocca aperta a sfiorare la mia
    mentre contratta e sudata
    arresti il tuo movimento.
    Sciogliti
    come neve sull'Etna
    al profumo di magma
    mentre esausta
    chiudi gli occhi tuoi in estasi
    e il tuo viso al rallentatore
    sfiora il mio viso
    nell'ombra,
    mentre la mia mano
    accarezza il tuo ventre
    dove nascondi
    proteggi e difendi
    il caldo mio seme
    accogliendone il dolce
    e prelibato frutto.

  • 12 marzo 2013 alle ore 18:56
    Parole e silenzi

    Parole e pensieri,
    silenzi e presenze.
    viaggiano leggeri.
    Che parole usare?
    Che silenzio tenere?
    A volte è difficile dire.
    Contatto fisico,
    contatto mentale,
    un mix di magico.
    “Un abbraccio dice
    più di tante parole”
    e fu subito vortice.
    (12/03/2013)

  • Siamo in riva al mare, alla deriva di ogni tempo.
    Ci sono ostinazioni che non capisco, foghe stupide e senza senso.
    Non concepisco ostinate fonti di pensiero contraddittorie tra loro, non v'è legame logico tra gesto e parola.
    Posso non condividere ma non posso estirpare spiriti diversi dal mio,
    eppure la rabbia e l'amarezza portano, al mio stupido giudizio, un totale rifiuto verso non il semplice diverso tra uomo e uomo,
    ma il diverso esercitato con stoltezza senza intelletto.
    Chiedo a Dio, se mai ce ne fosse uno,
    come può accadere ciò ma, di certo,
    se chiedessi questo dovrei pormi altre domande,
    del tipo perchè le persone uccidono o perchè chi uccide è ancora vivo.
    Farneticazioni, posso dire, che sfociano in canzonette per rendere il tutto più pulito.

  • 12 marzo 2013 alle ore 12:55
    Binari paralleli

    Vive e non lo sai
    la passione per l'arte
    e per le cose
    in binari paralleli ai nostri.
    Vive nello scartabellare stanco
    di noiosi scritti presi a caso
    dallo scaffale pieno
    mentre fancazzi
    in un dolce pomeriggio lento.
    Vive nella curiosità
    dei dischi che di mano passi
    e scarti.
    Eppure sono li
    e ne senti la presenza
    ed il richiamo.
    Magari sono accanto
    proprio a ciò che hai preso in mano
    che è solo una bella copertina
    che copre inconsistenza.
    Son note e parole che ameresti alla follia
    eppure non conosci
    che corron parallele
    alle note e alle parole che non ami.
    Ci sono treni che non passano mai.

  • 12 marzo 2013 alle ore 10:40
    La via

    Lei viaggia tra le deserte vie
    della cittadina, con una ferita nel cuore.
    Il vento la sfiora senza aggredire
    i suoi capelli, il suo corpo e la città.
    Lei viaggia tra le tristi vie
    della vita, con una toppa sul cuore
    cercando di non far fuggire
    l’ultimo pizzico di felicità.
    23/12/2002

  • 12 marzo 2013 alle ore 10:31
    Tutto di me

    Mi troverete appesa alle briglie di una moviola marina
    sono la sponda che infrange, che indietreggia
    mi coloro nel passo dell'uomo

    In verità non sono nulla
    se non conchiglia, peschereccio
    "rezza" e smisto carovane
    di intrecci puzzolenti tutto il giorno
    e nell'occhio umido del gabbiano
    rimescolo tutti i colori

    Forse voi mi pensate lontana
    mi immaginate vecchia
    saggia
    io che mi nascondo
    nella semplice
    giornata
    del
    mondo
    non so niente
    se non indicarvi la strada
    di questo momento

    E ora mormorate pure
    punzecchiatevi
    ma ascoltate dopo
    le parole liquide del cuore
    accogliendo in voi le forze
    senza paura

  • 12 marzo 2013 alle ore 10:29
    SOLITUDINE

    quell’amaro mattino
    trovò la solitudine
    sul fondo
    di una tazza di caffè slavato
    e dopo aver annegato nel lavandino
    una frase senza parole
    e senza punteggiatura
    ruppe il silenzio
    gridando “vaffanculo” al giorno

    il vento
    riempì il vuoto
    con la cenere dei ricordi
    e rubò al tempo
    i sospiri più profondi
    per  vestirli di petali di rose
    rose nere

  • 12 marzo 2013 alle ore 8:52
    Confidenze

    Come antère colme di polline
    pronte a germinare in fertili terreni

    fantasmi racchiusi in stanze piene di passato
    germogliano il mio presente

    ad esaltare nuove vigorie dei sensi

    e spargere spine tra le intime emozioni
    concesse dall'anima monca
    dei suoi musicali ritornelli

    Sussurro ai miei sensi profumi di realtà

    che sbriciolano la solitudine 
    e spezzano le catene di quella servitù 

    per vivere libero senza dipendenze
    schiavo solo del mio cielo

    e rotolare i pensieri concertati col sentire
    in questa culla

    cercando sempre il lato gioviale delle cose
    e ridere ancòra di me.
    .
    cesaremoceo

  • 12 marzo 2013 alle ore 2:54
    Notti da ricordare...

    La notte
    è l'amica
    che ti fa compagnia
    nei tepori
    nascosti
    di un blu cabalto.
    Mi adagio
    dolcemente
    su di te
    luna
    che sonnecchi
    e mi strizzi l'occhiolino
    guardandomi
    da lassù.
    Il  silenzio
    a volte
    può far diventare
    sordi
    per quanto
    forte
    esso sia.
    E' una di quelle
    tanti
    notti da ricordare...

  • 11 marzo 2013 alle ore 22:27
    Questo non è l'8 Marzo.

    Povero essere,
    destinato ad atroci tormenti
    per donare la vita
    anche a chi non se lo merita,
    vede la sua stessa esistenza
    stracciata in un niente
    e perdonare il carnefice
    non è possibile.
     
    Vi è la donna che per rifiuto
    di una claustrofobica tradizione
    che la rende schiava è
    sfigurata,
    calpestata,
    violentata,
    costretta all’abbandono
    dalla sua stessa famiglia
    a viver di stenti in mezzo ad una strada,
    senza la dignità del proprio volto.
     
    C’è la donna che annoia l’uomo padrone
    stanco delle sue carni non più giovani,
    lui la uccide,
    ne sparisce le spoglie,
    inventa una fuga per chissà dove
    e nasconde la sua codardia
    nel suo atto criminale.
     
    Ci sono poi quelli più abbietti,
    che incuranti dell’età delle poverette,
    comprano i loro corpi,
    la loro giovinezza,
    la loro purezza
    e ne fanno scempio
    col loro tocco sudicio.
     
    C’è una lunga lista
    di sofferenze,
    perversioni e vessazioni
    nell’ottusa società
    della cattiveria maschile
    ripudia la donna,
    ne blocca l’ascesa a ruoli importanti,
    la costringe alla scelta
    "o lavori o sei madre".

  • 11 marzo 2013 alle ore 21:40
    I versi

    Scrivere per scacciare i pensieri
    appallottolando in rime i cattivi
    da lanciare lontano dall'oggi.

    Oh, riuscisse la magia!

    Lasciare segni dei pensieri
    in cuore da tenere cari
    donando vaghezza d'incanti.

    Oh, migliore magia!

    E' portento dei versi
    perché parlan di noi
    incontrando i lettori.
     

  • Albeggiava lontano

    sui campi sperduti e incolti

    mentre si muovevano stanche

    alcune donne di Bosnia.

     

    Ogni passo seguiva il cammino

    di lunghi silenzi

    e segnava il ritorno

    come un filo lungo un’intera vita.

     

    Spigolosi profili in ombra

    rannicchiati nel velo

    come un rifugio alla paura dei giorni.

     

    Ma dietro quelle labbra sottili e bianche

    s’agitavano infinite parole

    spezzate violate frantumate

    in un groviglio umido e caldo

    sotto la lingua.

     

    Stanche donne di Bosnia

    sperdute e incolte come la loro terra.

     

    Chissà se un germoglio nuovo

    scioglierà un giorno

    quel groviglio di coraggio

    sepolto proprio lì

     

    sotto la lingua.

     

    Dal libro “Nel migrar dei giorni” 2000

     

  • 11 marzo 2013 alle ore 10:22
    Nera figura tutta nera

    Nera figura tutta nera nero scialle
    nera lunga fino ai piedi palandrana
    nere pantofole di grezza pezza ancor
    di lei il ricordo in Milano via Celoria
    negli anni miei oggi lontani mendicava
    lì solo studenti di passaggio o quasi
    a quelle ore assai preste del mattino
    politecnico scienze come medicina
    qual buona sorte e sperato auspicio
    per un esame da dare e poi da superare
    più di uno spicciolo risuonando forte
    nel piattino di metallo nero lì cadeva
    con cura posto lì a lei vicino vecchia
    tremolante vecchia su un instabile sgabello
    seduta lì quale destin ultimo triste giunta
    sfatta sfinita quasi consunta cinquant’anni
    di meretricio forse di più passati in bordelli
    di piacere case e angoli di strade il marciapiede
    forzati amplessi falsi sorrisi baci a lei rubati
    di guadagno fonte dello stato per tenutarie prima
    di un giovane pappone dopo che anziano
    poi inabile lei a quel triste mestiere diventata
    ancora misera alla questua allor portava
    povera vecchia sola senza affetti donna
    vigliaccamente che vigliacco ancor sfruttava.

  • 10 marzo 2013 alle ore 22:36
    Sogni infranti

    Sofferenza

    che ti apparti
    a godere dei frastuoni interiori

    ritmo fluente di orrori incalzanti

    pianto silente
    dentro l'intrepido ghigno della paura

    a cercare nella follia del non senso

    emozioni e affetti

    e accendere il Desiderio

    tra angosce profonde e smanie di libertà

    Tu

    a chiedere aiuto alla fantasia

    a prendere in prestito il vuoto che strugge

    e scoprire

    in lacrime sempre presenti

    illusorie speranze vestite d'arcobaleno

    nel gioco infame di cacciatore e preda
    che si inseguono

    si cercano

    si trovano

    nel banchetto di rinnovate crudeltà.
    .
    cesaremoceo

  • 10 marzo 2013 alle ore 22:16
    L'amarezza di una sera

    Il cuore 
    che si dilania
    dal dolore
    di queste
    spine amare,
    aculei appuntiti
    che affondano
    trafiggono
    squarciano
    tagliano
    scorticano l'anima.
    Paura 
    di brancolare
    nel buio,
    disperdermi
    e di non
    ritrovarmi più.
    Come è fredda
    questa sera
    e di scoprirne
    la via maldestra.
    Sguardo perso
    la mente in confusione
    in un viaggio
    di discorsi
    e nascosto
    all'amore
    che ti fu affidato
    e che vive 
    per te.
    L'amarezza di una sera...

  • 10 marzo 2013 alle ore 11:15
    Parlar d'amore

    E parli d'amore
    t'illudi di sapere,
    ma la verità qual è
    ti arrampichi sui sogni
    fatichi per capire
    quasi a percepire
    quello che non è...
    Parlar d'amore e in un attimo
    tuffarsi nelle nubi
    cavalcando un raggio di sole
    Parlar d'amore e si trasforma il Mondo
    una cascata di risate cristalline
    ed il nulla intorno sotto un ombrello
    una mano sulla tua un respiro in due
    un bacio è una promessa
    di un parlar d'amore domani 
    se si ha voglia 
    se c'è tempo 
    se c'è amore 
    ancora.

  • 10 marzo 2013 alle ore 10:16
    Volo

    Volo

    ad affrancare
    giorni di fuoco
    alla giustizia dell'amore

    con le ali stanche

    affaticate da venti in contrasto
    che spirano da ogni direzione

    nel rincorrersi delle mie stagioni.

    Rischiarato dal Cielo acceso
    del suo celestiale splendore

    percorro itinerari di caparbia lealtà 

    a respirare nell'aria mille essenze
    verso mete sconosciute

    ignorando se andare sia letizia
    a nidificare su fogli bianchi

    dove cortesi frasi in maiuscolo,
    garbate e sofferenti
    urlano silenziose,
    quelle mille difficoltà

    e non morire tra artefatti

    cardini arruginiti

    e effimere chimere.
    .
    cesaremoceo

  • 10 marzo 2013 alle ore 0:45
    Un Bambino...

    Un bambino
    ama le tradizioni
    popolari
    della propria terra,
    tramandata
    da generazioni
    in generazioni.
    crediamo
    che un bimbo
    non osservi
    non percepisca
    tali valori,
    ma sono 
    proprio loro
    che le cercano
    ed a ricordarne,
    scrutano
    guardano
    osservano
    imparano.
    Cari nonni
    insegnateli tutto,
    non siate restii.
    I vostri nipoti
    sono i pezzi mancanti
    del puzzle
    della vostra
    vita.
    Oggi voi siete
    il loro presente,
    un domani 
    loro saranno 
    il vostro futuro.
    Come è straordinaria
    la magica essenza
    della vita...

  • 09 marzo 2013 alle ore 23:28
    Pioggia nervosa

    Pioggia nervosa,
    tamburelli come dita infinite,
    ansiosa di scaricarti,
    ed io protetto dal tetto
    nel caldo del letto,
    aspetto.

  • 09 marzo 2013 alle ore 22:46
    Rubami il cuore

    Rubami il cuore
    prima che venga sera
    e che l'imbrunire
    col suo nero mantello
    inghiotta il nodo che sento in gola
    nel guardarti rapito
    aggrappato
    ad una corda di lacrime
    sull'orlo del precipizio
    dei miei pensieri.

    Rubami il cuore
    ma fallo in fretta
    perché non c'è tempo.
    Fallo prima che le foglie
    cadano nell'affacciarsi
    dell'autunno della nostra esistenza
    e che la curva del tempo
    con la sua sfera
    disegni una ruga più profonda
    e incancellabile sui nostri volti.

    Rubami il cuore
    senza far rumore
    dolcemente
    Senza scassinare...
    ...hai le chiavi.

  • 09 marzo 2013 alle ore 22:43
    Il merlo

    Tutte le mattine
    puntuale
    un merlo cerca
    il cibo fra erbe e foglie
    vicino all'edicola.

    Pare osservare
    il passaggio
    dei bipedi
    per il quotidiano.

    Di tanto in tanto
    fischia
    poi vola
    incontro alla merla
    ai merlotti del nido.

    Quegli altri
    si chiudono in auto
    o nella calca del bus
    e vedono nero
    il domani
    preoccupati
    dalla colazione tossica
    coi giornali.

     

  • 09 marzo 2013 alle ore 18:03
    Le ali della volontà

    Seduto sulla riva ad ascoltare
    i gemiti del mare
    con la sabbia a ricevere
    le coccole delle onde,
    gesti affettuosi a trasmettere
    vibranti suoni,voci sgomente
    e senza futuro
    sparse in echi di pensieri,
    battiti del cuore in sussulto,
    apprezzo la vita
    a viverla con passione
    consegnando carezze soavi
    alla mente ubriaca di fantasia,
    sostenendo lo stato naturale
    della mia coscienza
    con un bisogno virile d'armonia
    ed esprimere i più semplici sentimenti
    nell'assoluta tranquillità dell'ansia,
    camminare sotto braccio
    con l'eterno turbamento dell'interiorità
    e fondere tutto in un dialogo perenne,
    nell'esaltazione della volontà
    senza il timore dell'umiliazione
    di diventare un'anfora vuota
    piena di bieco cinismo.
    .
    cesaremoceo

  • 09 marzo 2013 alle ore 13:47
    I narcisi

    Oro di primavera narcisi
    in corsa fiorite sui prati
    sugli abiti nuovi ai giardini.

    Letizia donate alla vista
    campane che zefiro culla
    sopra la viola odorosa.

    Vicino vi piace un laghetto
    a farvi nitido specchio
    per ammirarvi al raddoppio.

    Se poi nel sogno venite
    una fanciulla trovate
    e in girotondo l'amate.

  • 09 marzo 2013 alle ore 13:30
    Anima parla

    Avevo sul corpo
    tatuati
    il volto
    di trasformati
    dolori
    Una febbre
    che m'accompagnava
    sparpagliata
    in cammino
    Allora
    lo spirito
    imbevuto
    di fuoco
    Diffondeva
    la forza
    d'un cuore
    mai domo
    Attirando
    a me
    il magnete
    leggero
    di forme
    sottili
    Energie
    d'oro
    E ogni
    parte
    di questo
    mondo
    raccoglievo
    Scrutando
    assoporando
    i segreti
    di
    vite
    nascoste