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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 marzo 2013 alle ore 21:40
    Piccola guerriera indios

    Fermati a guardarla solo se provi un profondo rispetto,se non è cosi',allora sei cieco,torna nella tua strada quella che è senza direzione certa .quella che conduce a un prigione.
    guardala solo se dai tuoi occhi e bocca usciranno per lei corone di fiori altrimenti non fermarti neanche,prosegui la tua strada senza senso
    Guardala solo se conosci la carezza di un sorriso ,altrimenti non fermarti neanche o se insisti sara' lei a guardarti facendoti sentire improvvisamente tutte le stagioni e io non sono sicura se sarai pronto,se quella terra amica esplodera' dopo che tu non l'hai rispettata
    Lei,voleva donarti un fiore,l'hai preso con prepotenza e l'hai buttato per terra,perchè tu volevi lei,ma non hai mai preso la sua anima-
    Ohhhh ma hai le mani malate ora,bruciano,tremano,prudono......non conosci la natura vedi?
    quel fiore nascondeva un veleno complice con lei che gia' sentiva come eri..fiore amico di quegli occhi cosi' puri che tu volevi rubare e non ci sei mai riuscito.A
    desso hai capito che la terra non ti appartiene?
    luna che nasce

  • 08 marzo 2013 alle ore 19:33
    Un fiore nel mondo (8 marzo)

    In questo mondo
    dimenticato dall’uomo;
    dimenticato dal tempo,
    c’è ancora un fiore
    che nasce spontaneamente.
    Un fiore che porta amore
    nel cuore della gente.
    Che porta pace, serenità e armonia.
    E quel fiore di cui parlo,
    sei tu, oh donna.

    Che tanto ricordi la pace
    in terre che l’han vissuta.

    Che tanto ricordi il sorriso
    sui volti che l’han vissuto.

    Che tanto ricordi il cielo
    dove volare vuol dir amare.

    Che tanto ricordi la gloria nel mondo,
    mutando la vita da noia a gioia.

    Che tanto ricordi quell’infinito,
    che amor si chiama.

  • 08 marzo 2013 alle ore 18:45
    CVII

    Tra le quante  necessitate in loco
    e  tristi  notizie  volate in cielo
    che l’alma hanno avvolto in nero velo,
    fermo riacchiappa lo sfuggito gioco.

    E ricomincia  a  riattizzar lo foco
    al  senno  ch’è  calato al  freddo gelo
    mentr’altro pensier severo n’ha involo
    e  preparazione  è posta in alloco.

    Per quant’importanti ed  altre  ragioni
    non  puote  né  vuole più oltre fuorviarsi
    ch’ogn’altra  cosa  è minore  tenzone.

    Al Cielo spesso rivolge orazioni
    chè sugl’amori  cui vuol rincontrarsi
    cali  pia , divina benedizione.

  • 08 marzo 2013 alle ore 18:42
    CIV

    Il dì di poi, nel primo pomeriggio,
    anti lo spiazzo del casato antico
    la conosciuta voce d’uomo amico
    lenta strascica il solito messaggio:

    Mi tocca visitare altro villaggio:
    stanco son’io che pria alba già fatico
    lascio, indi, la busta sotto il portico
    e corro ad affrontare l’altro viaggio.

    Son gli zii che danno palesemente
    l’intenzione d’essere per ottobre
    a vivere con noi costantemente.

    Trema la mamma come fosse in febbre,
    invece il cuor trabocca d’allegrezza
    e l’ansia si dissolve nell’ebbrezza.

  • 08 marzo 2013 alle ore 18:37
    CV

    Cinque le lettere ch’abbiamo inviato
    e nessuna  risposta ricevuta,
    peggio, manco una loro è pervenuta;
    un non so che greve è certo capitato.

    Episodio luttuoso è trapelato:
    Un generale da favella  muta
    avverso l’Assemblea ch’era in seduta
    coll’ armi, del Paese s’è impossessato.

    L’esercito, in toto, è ammutinato
    e nel  Paese tutto c’è  coprifuoco
    e ogni discorso inverso è censurato.

    Pare, pure, che il nostro Consolato
    abbia edòtto le Autorità del peso
    ch’ ancora su Argentina s’è calato.

  • 08 marzo 2013 alle ore 16:19
    A volte...

    A volte
    noi donne
    siamo in lotta
    con noi stesse.
    Libere
    di voler
    pensare
    amare.
    Sopraffare
    questo mondo
    a volte
    crudele.
    Esser contro
    religioni
    che violentano
    la donna
    nell'animo
    e nel corpo.
    A volte
    sembriamo
    forti
    decise
    caparbie,
    ma è solo
    una maschera
    per sopravvivere
    di chi ha subito
    e nel silenzio
    più assoluto
    tace
    solo le lacrime
    le sfiorano 
    il viso.
    Quelle lacrime
    per dirle
    che è ancora viva,
    viva
    contro
    tanta malvagità...

    (Un piccolo omaggio per 8 marzo 2013 festa della donna )

  • 08 marzo 2013 alle ore 14:46
    Polline al vento

    No, non voglio alcun ramo di mimosa.
    Non staccarlo d'albero.

    Ricordi

    il rumore
    secco asciutto sofferto 
    che fa

    se la recidi?

    Lasciala lì,
    integra
    e fiera.

    Preferisco
    vedere oscillare così
    quei grappoli di polline odoroso,
    sullo sfondo di un cielo
                                               plumbeo.
     

  • 08 marzo 2013 alle ore 12:17
    Enigma dell'ora

    Cos'è ora la vita
    se prima
    non era?

  • 08 marzo 2013 alle ore 10:31
    Tu donna(a mia moglie)

    Vigile compagna
    costante della vita,
    col Tuo passo leggero,
    armonium sincero
    fatto di slanci e certezze 
    a percorrer maestre
    autostrade consolatorie
    tra i sentieri tortuosi dell'anima
    e le pieghe sgualcite della mente,
    illumini le mie vie d'uscita
    in accordo col destino
    e incarni la realtà nella carente 
    trasparenza dell'Essere.
    Gioia perenne
    e tormento tenace
    fai d'ogni carezza
    una ragion d'amore,
    elisir fragrante a stagliare
    i raggi profumati
    della tua primavera.
    .
    cesaremoceo

  • 08 marzo 2013 alle ore 10:19
    Donna

    Donna,
    matrice del mondo,
    vena d’umana grazia,
    nocchiera alacre
    nel pelago dell’amore,
    generi in seno al tuo grembo
    il soffio vitale
    memore
    di grata e ricercata sofferenza.
    Donna,
    desiderio naturale dell’umana gente
    armonica come le note
    di una corda vibrata,
    serbi chiralità,
    similitudine,
    sorgente di diversità.
    Donna,
    esprimi per la tua cara stirpe
    agape,
    nutri per il tuo amato sposo
    eros,
    senza di te non ci sarebbe vita
    senza di te non ci sarebbe asimmetria
    senza di te non ci sarebbe il mondo
    senza di te cosa sarebbero i sentimenti?
    Donna,
    sei culla
    d’amore e di fedeltà
    di sofferenza e
    di martirio,
    segretamente!

  • 08 marzo 2013 alle ore 1:18
    L'amore che ci prende...

    Volo oggi
    verso il mio cielo
    le mie nuvole,
    nei colori caldi
    di un arcobaleno.
    A piene mani
    ho preso tutto
    di te,
    in un solo attimo
    ho ritrovato
    il mio orizzonte,
    il nostro amore.
    A piene mani
    ti ho vissuto
    ho preso tutto
    di te
    e tu di me.
    L'amore 
    che ci prende
    nelle sue
    più belle formi
    e arti amatoriali.
    Ho preso
    ogni tuo
    calore
    sapore
    respiro
    dell'amore.
    A piene mani
    ti ho vissuto
    ho preso tutto
    di te
    e tu di me.
    L'amore
    che ci prende...
                 

  • 07 marzo 2013 alle ore 15:19
    Parlami della pioggia

    Parlami della pioggia delle menti
    quando si arresta
    il soffio del grecale
    e le parole trovano lo Stau
    dove impattare.

    Parlami del blocco interno ai lumi
    ove quando hai bisogno di pensieri
    lor si acquattan sottobanco
    ad aspettar che l'Amarcord bagni i suoi piedi
    e passi silente il guado della brama.

    Parlami della pioggia
    che bagna le acque limpide
    di alghe, sassi  e trote
    mentre dall'altra sponda sei arrivato
    E l'istante non trovato è ormai passato.

  • 07 marzo 2013 alle ore 12:43
    Respirami

    Respirami…
    Ogni volta che scompari tu
    Io ti seguo
    e mi viene di pensarti
    con regali profumati
    dai  contorni evanescenti
    presi solo per colpire
    è difficile capire come fai a recitare
    se  riaffiora quel ricordo
    respirare piano e a fondo
    tutto quello che fa male
    respirami forte, respirami a lungo
    respirami…

    Tante volte ho cancellato
    Con le dita e con i baci
    Quel passato di menzogne
    Che coprivi sorridendo
    tra le pieghe di cotone
    che cambiavi anche a ore
    assetato di conquiste
    fatte pure per scommesse
    mille volte ho perdonato
    i tuoi sbagli e le incertezze…
    Respirami  forte, respirami a lungo
    Respirami…

    Ho ingoiato strani rospi
    Dal sapore amaro in bocca
    Si poteva anche evitare
    Tanto freddo nelle ossa
    Tutto il tempo ad aspettare
    Il dissolversi dei fuochi
    Che ti portano lontano
    Mentre parli con gli amici
    Di nevrosi sessuali e di attimi felici
    pochi attimi perduti
    Di bambini innamorati…
    Respirami forte, respirami a lungo
    Respirami…

    Com’ è fredda la panchina
    Per chi guarda la partita
    E ritorni a far la doccia
    Come fossi uscito ora
    Con la faccia  profumata
    dei tuoi giorni nella colpa
    te la porti anche a letto
    Ripetendo  che sei solo
    Che la vita va bevuta
    Fino all’ultimo bicchiere.
    Respirami forte, respirami a lungo
    Respirami…

  • 07 marzo 2013 alle ore 9:42
    Linfa di vita

    Redento fra le ragioni del cuore
    e i percorsi della mente,
    echi lontani
    atmosfere calde,
    raffinati suoni d'amore
    intonano soavi melodie,
    impronte interiori,
    a risvegliare forte
    il Tuo sentore;
    un rivolo di riso,
    breve  intenso
    improvviso
    mi solca le labbra
    accompagnando i
    gesti inconsapevoli
    e d'abitudine.
    Con un battito d'ali
    Ti posi leggera
    davanti ai miei occhi 
    sorgendo ancora
    nel Tuo dolce viso 
    con la stessa bellezza
    che giovine mi ha incantato
    e m'accompagni ogn'ora,
    ora come allora,
    con la tua freschezza
    nel cammino della speranza,
    aggrappata al mio cuore,
    ad accettare fatiche e dolori
    e seguitare a vivere
    fuori e dentro di me
    uniti nel nostro amore.
    .
    cesaremoceo

  • 07 marzo 2013 alle ore 0:01
    Spirito di civetta delle nevi

    La notte è la mia casa ,nella notte ci sono tante case,e nel suo silenzio si vedono e si sentono cose che di giorno non ci sono...mi basta osservarti quando la luna lentamente ti accarezza gli occhi per capire chi sei..a volte il silenzio grida cosi' forte che suda battiti di cuori di lupo che ha attraversato nuovi boschi per ululare alla luna tutta la sua volonta'.. Grida rapaci acconsentono...quelle grida sono il letto dove ci siamo sposati...quelle grida sono il gradino dove qualcuno ha implorato...quelle grida sono quello spiazzale macchiato di lotta,porte sbattute e cancelli scavalcati ,sono disordini , spinte ,affanni, passi frettolosi ..nuove attese partoriranno croci di artigli nella schiena mentre tra sangue ,pazzia e ira ,una linea di miele stordito scendera' a passo giusto tra naso e petto abitando in gola...bussando al cuore...cuore di lupo.
    Una foglia secca è caduta dall'albero ...non ha finito di vivere ,ha solo il viso segnato e'curva ,in posizione fetale,se la apri con delicatezza, sentirai odore di amori lontani ,del primo peccato e primi rimproveri...lei nasconde ,custodisce cose di anni lontani ,ha assistito alle varie unioni di radici ,non aprire la foglia pergamena ,lasciala andare nel vento da dove è venuta,lasciala aprire spontaneamente ,l'acqua bagnera' e stirera' le sue rughe e lei tornera' bambina

  • 06 marzo 2013 alle ore 23:55
    Le tue mani io le riconosco

    Le tue mani io le riconosco perchè forse  hanno gia percorso le linee del mio passato  e mi hanno gia versato l'acqua che dissetava  il mio petto.
    Le ho riconosciute con quel colore dorato  di campi di grano
    catene che legano  il cuore che poi partorisce le ali
    spine che graffiano l'anima dove poi nascono fiori

    Quante strade ho percorso per cercare le tue mani
    ho attraversato boschi solitari  strade isolate  e stazioni
    poi all'improvviso in un giorno  di mare  due mani che come un onda mi trascinano nel tempo che non ho mai creduto perduto

    cosi' soprattutto la sera  adagiando la schiena  su un albero,u
    un legno che arde d'amore mi racconta di te  e cosi' posasti finalmente le tue mani sul mio petto.

    Luna che nasce

    .

  • 06 marzo 2013 alle ore 23:22
    Donna come tante

    Donna
    ti ho visto sbattere la porta
    e saper andare via,
    sicura,con il vento negli occhi.
    Fiero e tranquillo
    era il tuo passo
    mentre lasciavi
    su un ciglio di strada
    il Cuore
    ancora in amore,
    sorrisi e pelle di pesca
    a chi ti ha conosciuta.

    Donna
    alla fine di un giorno
    come un macigno
    ti ho visto abbracciare
    tuo figlio.
    Piccoli brillanti
    erano i suoi baci.
    Per te,il regalo più grande.
    Per lui
    tu eri coraggio
    ed eri la forza
    ed eri quel padre 
    mai conosciuto.

    Donna
    ti ho vista assente
    con la veste strappata
    mentre raccoglievi
    brandelli di anima
    e in gola un grido
    rimasto a metà.
    Poi,piano
    in un rosso tramonto
    cominciasti a danzare
    per scrollarti da dosso
    quell'acre dolore
    mentre un pianto cullavi.
    E quando poi fosti
    alle frontiere della notte
    senza spavento
    varcasti il suo buio.

    E ti ho vista
    raggiante,
    di bianco vestita
    spargere baci
    come petali rosa
    trattenendo un singhiozzo.
    Ma nel sublime momento
    straziata di doglie
    ti ho vista appagata.

    Donna,
    sposa,compagna,madre,
    vedova,amante.
    Donna come tante
    guerriera,schiava,mercenaria,
    prigioniera.
    Donna,baluardo d'Amore
    Donna,meraviglia di Dio.

  • 06 marzo 2013 alle ore 21:23
    La nostalgia

    Ti coglie
    insieme al te del passato
    il dolore del ritorno
    impossibile
    di cose, persone
    luoghi a te cari.

    Vedi
    apparenze presenti
    con una nettezza incredibile
    e ne avverti la voce
    e le vorresti toccare.

    Le sai fantasie
    del cuore
    inganni dolenti
    un niente
    razionalmente.

    Là viaggi
    in sogno ritorni
    più volte
    nostalgicamente.
     

  • 06 marzo 2013 alle ore 18:46
    Nei rumorosi baci

    Parole piovane
    stringevo nel buio
    e nel silenzio di creta
    modellai un abbraccio
    intorno ai tuoi fianchi
    che mi rimanesse
    attorno alle braccia
    a parlarmi di te
    nella tua assenza.
    Ti amavo da un'ora
    ma nei tuoi occhi
    lessi di tutte le volte
    che avrei voluto stringerti
    anche se non c'eri.

  • 06 marzo 2013 alle ore 17:09
    Caos Quotidiano

    Di primo mattino
    Cammino tra la nebbia
    E nebbia non v’è

    Vorrei fare molte cose
    Ma non so cosa fare
    Non mi rimane che:

    Rimandare tutto
    O non fare nulla:
    Il dilemma di sempre.

  • 06 marzo 2013 alle ore 14:03
    Quattro Cento settantanove

    Hanno piallato i giardini, proprio questa mattina:
    losanghe marroni,  costole nuove, tatuaggi lombari
    hanno crivellato la terra tesa. Atterriti i pini ed i cipressi
    sbucati dai muri all'allarme delle tre falciatrici.
    Il sudore sbrinava sulle  zolle ancora umettate d'inverno
    ma una postilla più verde e resistente veniva tenera
    del tetro burrone a spiegare il cambio.
    Ogni stagione che avanza è nostra e comune:
    questo rivangare budella di vermi e radici a
    doppie punte, cerimonia puntuale  fra lucertole
    e viti a riposo, non tiene conto del crescere,
    o della distanza.  I tronchi sono cemento gentile:
    resistono e guardano il mortale trascorrere
    dallo sgambettio all'orizzontale.

  • 06 marzo 2013 alle ore 13:44
    Quattro Cento settantotto

    Oggi è di nuovo sera e la sera è
    puntuale serraglio di stelle ed oscurità.
    Buio pollaio a cui gratta affamata la faina
    del giorno; un delfino è l'alba
    dietro la rotta spaccata del sonno.
    Il giorno morderà ancora la sera al collo
    mentre invecchio e le parole vanno
    ad accucciarsi tra le dita di un'estranea.

  • 06 marzo 2013 alle ore 10:49
    Albe senza tramonti

    Nell'irrequieta sofferenza
    che martella l'anima,
    approdo nella frustrazione
    della natura a smuovere
    lo stagno della quotidianità 
    scendendo lungo il fiume in piena
    della solitudine e sfociare
    con l'estuario dell'afflizione
    nel mare immenso del supplizio.
    Scandagliare i suoi fondali
    turbinosi e travolgenti
    e trovare lo spiraglio di luce
    per annichilire lo strazio
    e in questa rinnovata
    primavera combattere
    dalle trincee dell'amore
    per evitare lo smacco 
    e non tradire la vita
    con l'ultima amante.
    .
    cesaremoceo

  • 06 marzo 2013 alle ore 0:05
    Blues Elettrico

    Un blues elettrico mi rapisce il sonno.
    SOLI,grida il cuore,STANCHI,ripete la mente.
    Un empio che tiene tra le mani un rosario,spade di mattoni trafiggono i palazzi dell'arcangelo celeste.
    Mentre dalle sue mani sgorgano tappeti dorati avvolti da corone di spine.
    Insani sorrisi biechi,altalenanti,folli!
    No! Urla il pazzo mentre ombre distese si allungano come calici alla bocca dell'assetato viaggiatore.
    Libertà,fresca brezza del mattino che ti accompagna il gioco infinito della tua disperazione.
    Colli d'argento occupati da croci di carne.
    Batti il tuo petto,ma non è la tua colpa a rendermi schiavo.
    Ma l'assoluta certezza di una nota stonata nel blues del mio sonno.

  • 05 marzo 2013 alle ore 22:14
    CANTO D'AMORE NATIVO

    Tunkashila,il grande spirito ,ha unito le nostre anime
    del nostro amore ne parlano gli alberi tra loro la notte-
    ne parla il lupo e la luna quando si incontrano e si amano
    Il grande spirito é in tutte le cose
    tutte le cose parlano di noi
    tunkashila sa che sei lontano in guerra
    Da ora iniziero' il mio lungo lamento d'amore
    sono una moglie
    sono una madre
    amo il mio guerriero
    tunkashila omaki iho (grande spirito aiutami)
    il grande spirito lo sa
    iniziero' il mio lamento d'amore
    prima o poi tunkashila
    lo riportera' a me
    prima o poi il grande spirito lo riportera' a me
    Tunkashila ci ha uniti milioni di anni fa
    questo é quello che il gufo racconta alle stelle
    iniziero' il mio lamento d'amore
    prima o poi le stelle canteranno con me
    uniremo insieme il mio lamento d'amore
    e il grande spirito me lo riportera'
    il grande spirito me lo riportera'.
    si,il grande spirito me lo riportera'