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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 marzo 2013 alle ore 10:19
    Donna

    Donna,
    matrice del mondo,
    vena d’umana grazia,
    nocchiera alacre
    nel pelago dell’amore,
    generi in seno al tuo grembo
    il soffio vitale
    memore
    di grata e ricercata sofferenza.
    Donna,
    desiderio naturale dell’umana gente
    armonica come le note
    di una corda vibrata,
    serbi chiralità,
    similitudine,
    sorgente di diversità.
    Donna,
    esprimi per la tua cara stirpe
    agape,
    nutri per il tuo amato sposo
    eros,
    senza di te non ci sarebbe vita
    senza di te non ci sarebbe asimmetria
    senza di te non ci sarebbe il mondo
    senza di te cosa sarebbero i sentimenti?
    Donna,
    sei culla
    d’amore e di fedeltà
    di sofferenza e
    di martirio,
    segretamente!

  • 08 marzo 2013 alle ore 1:18
    L'amore che ci prende...

    Volo oggi
    verso il mio cielo
    le mie nuvole,
    nei colori caldi
    di un arcobaleno.
    A piene mani
    ho preso tutto
    di te,
    in un solo attimo
    ho ritrovato
    il mio orizzonte,
    il nostro amore.
    A piene mani
    ti ho vissuto
    ho preso tutto
    di te
    e tu di me.
    L'amore 
    che ci prende
    nelle sue
    più belle formi
    e arti amatoriali.
    Ho preso
    ogni tuo
    calore
    sapore
    respiro
    dell'amore.
    A piene mani
    ti ho vissuto
    ho preso tutto
    di te
    e tu di me.
    L'amore
    che ci prende...
                 

  • 07 marzo 2013 alle ore 15:19
    Parlami della pioggia

    Parlami della pioggia delle menti
    quando si arresta
    il soffio del grecale
    e le parole trovano lo Stau
    dove impattare.

    Parlami del blocco interno ai lumi
    ove quando hai bisogno di pensieri
    lor si acquattan sottobanco
    ad aspettar che l'Amarcord bagni i suoi piedi
    e passi silente il guado della brama.

    Parlami della pioggia
    che bagna le acque limpide
    di alghe, sassi  e trote
    mentre dall'altra sponda sei arrivato
    E l'istante non trovato è ormai passato.

  • 07 marzo 2013 alle ore 12:43
    Respirami

    Respirami…
    Ogni volta che scompari tu
    Io ti seguo
    e mi viene di pensarti
    con regali profumati
    dai  contorni evanescenti
    presi solo per colpire
    è difficile capire come fai a recitare
    se  riaffiora quel ricordo
    respirare piano e a fondo
    tutto quello che fa male
    respirami forte, respirami a lungo
    respirami…

    Tante volte ho cancellato
    Con le dita e con i baci
    Quel passato di menzogne
    Che coprivi sorridendo
    tra le pieghe di cotone
    che cambiavi anche a ore
    assetato di conquiste
    fatte pure per scommesse
    mille volte ho perdonato
    i tuoi sbagli e le incertezze…
    Respirami  forte, respirami a lungo
    Respirami…

    Ho ingoiato strani rospi
    Dal sapore amaro in bocca
    Si poteva anche evitare
    Tanto freddo nelle ossa
    Tutto il tempo ad aspettare
    Il dissolversi dei fuochi
    Che ti portano lontano
    Mentre parli con gli amici
    Di nevrosi sessuali e di attimi felici
    pochi attimi perduti
    Di bambini innamorati…
    Respirami forte, respirami a lungo
    Respirami…

    Com’ è fredda la panchina
    Per chi guarda la partita
    E ritorni a far la doccia
    Come fossi uscito ora
    Con la faccia  profumata
    dei tuoi giorni nella colpa
    te la porti anche a letto
    Ripetendo  che sei solo
    Che la vita va bevuta
    Fino all’ultimo bicchiere.
    Respirami forte, respirami a lungo
    Respirami…

  • 07 marzo 2013 alle ore 9:42
    Linfa di vita

    Redento fra le ragioni del cuore
    e i percorsi della mente,
    echi lontani
    atmosfere calde,
    raffinati suoni d'amore
    intonano soavi melodie,
    impronte interiori,
    a risvegliare forte
    il Tuo sentore;
    un rivolo di riso,
    breve  intenso
    improvviso
    mi solca le labbra
    accompagnando i
    gesti inconsapevoli
    e d'abitudine.
    Con un battito d'ali
    Ti posi leggera
    davanti ai miei occhi 
    sorgendo ancora
    nel Tuo dolce viso 
    con la stessa bellezza
    che giovine mi ha incantato
    e m'accompagni ogn'ora,
    ora come allora,
    con la tua freschezza
    nel cammino della speranza,
    aggrappata al mio cuore,
    ad accettare fatiche e dolori
    e seguitare a vivere
    fuori e dentro di me
    uniti nel nostro amore.
    .
    cesaremoceo

  • 07 marzo 2013 alle ore 0:01
    Spirito di civetta delle nevi

    La notte è la mia casa ,nella notte ci sono tante case,e nel suo silenzio si vedono e si sentono cose che di giorno non ci sono...mi basta osservarti quando la luna lentamente ti accarezza gli occhi per capire chi sei..a volte il silenzio grida cosi' forte che suda battiti di cuori di lupo che ha attraversato nuovi boschi per ululare alla luna tutta la sua volonta'.. Grida rapaci acconsentono...quelle grida sono il letto dove ci siamo sposati...quelle grida sono il gradino dove qualcuno ha implorato...quelle grida sono quello spiazzale macchiato di lotta,porte sbattute e cancelli scavalcati ,sono disordini , spinte ,affanni, passi frettolosi ..nuove attese partoriranno croci di artigli nella schiena mentre tra sangue ,pazzia e ira ,una linea di miele stordito scendera' a passo giusto tra naso e petto abitando in gola...bussando al cuore...cuore di lupo.
    Una foglia secca è caduta dall'albero ...non ha finito di vivere ,ha solo il viso segnato e'curva ,in posizione fetale,se la apri con delicatezza, sentirai odore di amori lontani ,del primo peccato e primi rimproveri...lei nasconde ,custodisce cose di anni lontani ,ha assistito alle varie unioni di radici ,non aprire la foglia pergamena ,lasciala andare nel vento da dove è venuta,lasciala aprire spontaneamente ,l'acqua bagnera' e stirera' le sue rughe e lei tornera' bambina

  • 06 marzo 2013 alle ore 23:55
    Le tue mani io le riconosco

    Le tue mani io le riconosco perchè forse  hanno gia percorso le linee del mio passato  e mi hanno gia versato l'acqua che dissetava  il mio petto.
    Le ho riconosciute con quel colore dorato  di campi di grano
    catene che legano  il cuore che poi partorisce le ali
    spine che graffiano l'anima dove poi nascono fiori

    Quante strade ho percorso per cercare le tue mani
    ho attraversato boschi solitari  strade isolate  e stazioni
    poi all'improvviso in un giorno  di mare  due mani che come un onda mi trascinano nel tempo che non ho mai creduto perduto

    cosi' soprattutto la sera  adagiando la schiena  su un albero,u
    un legno che arde d'amore mi racconta di te  e cosi' posasti finalmente le tue mani sul mio petto.

    Luna che nasce

    .

  • 06 marzo 2013 alle ore 23:22
    Donna come tante

    Donna
    ti ho visto sbattere la porta
    e saper andare via,
    sicura,con il vento negli occhi.
    Fiero e tranquillo
    era il tuo passo
    mentre lasciavi
    su un ciglio di strada
    il Cuore
    ancora in amore,
    sorrisi e pelle di pesca
    a chi ti ha conosciuta.

    Donna
    alla fine di un giorno
    come un macigno
    ti ho visto abbracciare
    tuo figlio.
    Piccoli brillanti
    erano i suoi baci.
    Per te,il regalo più grande.
    Per lui
    tu eri coraggio
    ed eri la forza
    ed eri quel padre 
    mai conosciuto.

    Donna
    ti ho vista assente
    con la veste strappata
    mentre raccoglievi
    brandelli di anima
    e in gola un grido
    rimasto a metà.
    Poi,piano
    in un rosso tramonto
    cominciasti a danzare
    per scrollarti da dosso
    quell'acre dolore
    mentre un pianto cullavi.
    E quando poi fosti
    alle frontiere della notte
    senza spavento
    varcasti il suo buio.

    E ti ho vista
    raggiante,
    di bianco vestita
    spargere baci
    come petali rosa
    trattenendo un singhiozzo.
    Ma nel sublime momento
    straziata di doglie
    ti ho vista appagata.

    Donna,
    sposa,compagna,madre,
    vedova,amante.
    Donna come tante
    guerriera,schiava,mercenaria,
    prigioniera.
    Donna,baluardo d'Amore
    Donna,meraviglia di Dio.

  • 06 marzo 2013 alle ore 21:23
    La nostalgia

    Ti coglie
    insieme al te del passato
    il dolore del ritorno
    impossibile
    di cose, persone
    luoghi a te cari.

    Vedi
    apparenze presenti
    con una nettezza incredibile
    e ne avverti la voce
    e le vorresti toccare.

    Le sai fantasie
    del cuore
    inganni dolenti
    un niente
    razionalmente.

    Là viaggi
    in sogno ritorni
    più volte
    nostalgicamente.
     

  • 06 marzo 2013 alle ore 18:46
    Nei rumorosi baci

    Parole piovane
    stringevo nel buio
    e nel silenzio di creta
    modellai un abbraccio
    intorno ai tuoi fianchi
    che mi rimanesse
    attorno alle braccia
    a parlarmi di te
    nella tua assenza.
    Ti amavo da un'ora
    ma nei tuoi occhi
    lessi di tutte le volte
    che avrei voluto stringerti
    anche se non c'eri.

  • 06 marzo 2013 alle ore 17:09
    Caos Quotidiano

    Di primo mattino
    Cammino tra la nebbia
    E nebbia non v’è

    Vorrei fare molte cose
    Ma non so cosa fare
    Non mi rimane che:

    Rimandare tutto
    O non fare nulla:
    Il dilemma di sempre.

  • 06 marzo 2013 alle ore 14:03
    Quattro Cento settantanove

    Hanno piallato i giardini, proprio questa mattina:
    losanghe marroni,  costole nuove, tatuaggi lombari
    hanno crivellato la terra tesa. Atterriti i pini ed i cipressi
    sbucati dai muri all'allarme delle tre falciatrici.
    Il sudore sbrinava sulle  zolle ancora umettate d'inverno
    ma una postilla più verde e resistente veniva tenera
    del tetro burrone a spiegare il cambio.
    Ogni stagione che avanza è nostra e comune:
    questo rivangare budella di vermi e radici a
    doppie punte, cerimonia puntuale  fra lucertole
    e viti a riposo, non tiene conto del crescere,
    o della distanza.  I tronchi sono cemento gentile:
    resistono e guardano il mortale trascorrere
    dallo sgambettio all'orizzontale.

  • 06 marzo 2013 alle ore 13:44
    Quattro Cento settantotto

    Oggi è di nuovo sera e la sera è
    puntuale serraglio di stelle ed oscurità.
    Buio pollaio a cui gratta affamata la faina
    del giorno; un delfino è l'alba
    dietro la rotta spaccata del sonno.
    Il giorno morderà ancora la sera al collo
    mentre invecchio e le parole vanno
    ad accucciarsi tra le dita di un'estranea.

  • 06 marzo 2013 alle ore 10:49
    Albe senza tramonti

    Nell'irrequieta sofferenza
    che martella l'anima,
    approdo nella frustrazione
    della natura a smuovere
    lo stagno della quotidianità 
    scendendo lungo il fiume in piena
    della solitudine e sfociare
    con l'estuario dell'afflizione
    nel mare immenso del supplizio.
    Scandagliare i suoi fondali
    turbinosi e travolgenti
    e trovare lo spiraglio di luce
    per annichilire lo strazio
    e in questa rinnovata
    primavera combattere
    dalle trincee dell'amore
    per evitare lo smacco 
    e non tradire la vita
    con l'ultima amante.
    .
    cesaremoceo

  • 06 marzo 2013 alle ore 0:05
    Blues Elettrico

    Un blues elettrico mi rapisce il sonno.
    SOLI,grida il cuore,STANCHI,ripete la mente.
    Un empio che tiene tra le mani un rosario,spade di mattoni trafiggono i palazzi dell'arcangelo celeste.
    Mentre dalle sue mani sgorgano tappeti dorati avvolti da corone di spine.
    Insani sorrisi biechi,altalenanti,folli!
    No! Urla il pazzo mentre ombre distese si allungano come calici alla bocca dell'assetato viaggiatore.
    Libertà,fresca brezza del mattino che ti accompagna il gioco infinito della tua disperazione.
    Colli d'argento occupati da croci di carne.
    Batti il tuo petto,ma non è la tua colpa a rendermi schiavo.
    Ma l'assoluta certezza di una nota stonata nel blues del mio sonno.

  • 05 marzo 2013 alle ore 22:14
    CANTO D'AMORE NATIVO

    Tunkashila,il grande spirito ,ha unito le nostre anime
    del nostro amore ne parlano gli alberi tra loro la notte-
    ne parla il lupo e la luna quando si incontrano e si amano
    Il grande spirito é in tutte le cose
    tutte le cose parlano di noi
    tunkashila sa che sei lontano in guerra
    Da ora iniziero' il mio lungo lamento d'amore
    sono una moglie
    sono una madre
    amo il mio guerriero
    tunkashila omaki iho (grande spirito aiutami)
    il grande spirito lo sa
    iniziero' il mio lamento d'amore
    prima o poi tunkashila
    lo riportera' a me
    prima o poi il grande spirito lo riportera' a me
    Tunkashila ci ha uniti milioni di anni fa
    questo é quello che il gufo racconta alle stelle
    iniziero' il mio lamento d'amore
    prima o poi le stelle canteranno con me
    uniremo insieme il mio lamento d'amore
    e il grande spirito me lo riportera'
    il grande spirito me lo riportera'.
    si,il grande spirito me lo riportera'
     

  • 05 marzo 2013 alle ore 21:58
    Enigma del non

    Se solo non fosse
    necessario ad amarti
    potrei non amarmi
    pure di non 
    lasciarti

  • 05 marzo 2013 alle ore 21:43
    Forma

    Tondo,
    quadro,
    una forma sono.
    Poliedro,
    spando
    pensieri nel vuoto.
    Mondo
    ladro,
    mi rubi il sonno.
    Anidro
    guardo
    il mio stato ignoto.
    Attendo
    ansioso
    un percorso sano.
    Tortuoso
    terreno
    ho camminato.
    Doloso
    risulta
    essere stato.
    Dolorosa
    scelta
    ho trovato.
    Traguardo
    attendo,
    senza sapere quando.
    La mente
    riposo
    ansimante.
    Gli eventi
    accadono
    negli istanti.
    Lasciati andare,
    nel mentre che scorre,
    la vita ti vive.

  • 05 marzo 2013 alle ore 21:43
    Un bacio

    Le tue labbra
    scorrevano
    sotto le mie impronte digitali.
    I miei occhi
    accarezzavano
    le tue sopracciglia.
    Il mio sguardo
    si perdeva nel tuo.
    Come un satellite
    perso nel vuoto,
    lentamente attraccavo
    alla base.
    Una mossa violenta
    e poteva essere rottura.
    I boccaporti
    si schiusero
    e poli si attrassero,
    semplicemente.
    Riemersi di colpo
    dal mare dei tuoi occhi,
    ma il respiro continuò
    a mancare.
    Il battito
    divenne pressante.
    Mi abbandonai
    ai miei sensi,
    per assaggiare
    la tua anima.

  • 05 marzo 2013 alle ore 21:09
    Amour fou

    Dolce Giulietta
    mille volte ho messo parole sulla pagina
    e altrettante le ho cancellate
    dubbioso di cosa sia meglio:
    lo scriverti o tacere per sempre.
    Un dilemma a due corni
    con esiti che mi fanno temere:
    un rifiuto o la perdita certa.
    Ma il cuore, ahi, quello comanda
    e vuole comunque sapere.
    Fosse una su mille
    la risposta di gioia infinita
    perché me la devo negare?
    La chiede a ricambio la rosa
    scarlatta del fuoco che hai acceso.
    Te solo amo
    Romeo

  • 05 marzo 2013 alle ore 18:14
    Cuore

    Cuore,che prigioniero hai fatto il mio amore,anima mia prediletta.
    Tu, che hai spalancato le porte del tuo sorriso ai miei occhi stanchi.
    Tu, dolce suono confuso tra l'acqua di questa nebbia,che mi avvolge.
    Tu, che nelle notti di tempesta mi sei stata manto,fuoco ardente di un'anima ormai spenta.
    Tripudio di emozioni,signora incontrastata,dove il tuo scettro di rose si è fatto aria per i miei polmoni.
    Tu, padrona assoluta di una scacchiera di stelle.Regina!
    Tu, così vita mia trovi la tua resurrezione,che di un poeta disfatto si è fatta emozione.
    Stelle,pianeti,galassie infinite si affacciano tra le dita che di accecanti bagliori illuminano il cielo come fulmini sulla mia mente.
    Tu, che ti perdesti tra le nuvole del Messico,da Acapulco a Tuxpan.
    Tu, che vivesti tra cielo e mare.
    Tu, che nascondi tra il tuo sorriso l'innocenza di una goccia di rugiada,così mi rubasti l' amore,
    e tutti i miei sentimenti in esso contenuti.
    Batte la pioggia sulle nostre spalle come pietre,ma tu splendida visione sei rimasta pura,come un giglio che combatte il freddo dell' inverno.
    Ed io vento e tu tempesta. Cuore.

  • 05 marzo 2013 alle ore 17:42
    Sibilla

    Hai mai visto il blu della notte tingersi di rosso per poi spegnersi in mare?
    Hai visto mai una foglia confondersi tra le braccia di un bambino?
    E l'aria congelarsi in una lacrima per poi rinascere fiore in primavera?
    Non hai visto nemmeno una distesa di rovi perduti da tempo,addormentarsi spine e svegliarsi nuvola. Ne un soffitto illuminarsi di stelle.
    Allora tu dolce sibilla,dammi la tua ultima predizione,perchè il mondo è tuo e tutto ciò che ne contiene.

  • 05 marzo 2013 alle ore 16:17
    Naufrago

    La vita è come una barca
    in fondo al pelago
    abisso di miserie,
    senza un nocchiero
    che ne conosca la rotta.
    La vita è come una barca
    senza una guida,
    alla deriva,
    inerte alle bizze di Poseidone,
    signore degli oceani,
    che impedì Odisseo,
    per due tristi lustri,
    a sospirare accanto
    all’amata sposa.
    La vita è come una barca
    dalla scia arbitrata da Eolo,
    custode dell’otre
    che soffia
    i venti nefasti
    alla navigazione.
    La vita è come un barca
    all’orizzonte,
    effimero, illusorio,
    ingannevole miraggio
    per  il fiducioso naufrago.
    La vita è come la speranza
    che alla luce si dissolve
    vestendo di rammarico e delusione
    il sognatore.

  • 05 marzo 2013 alle ore 11:54
    Sorridere alla felicità

    Entrare in punta di piedi
    nell'anima spoglia
    delle ombre oscure
    che l'occultano,
    cercare tra quei meandri
    la purezza e,in questa,
    ritrovare la ricchezza
    per sopportare
    immagini riflesse
    di un passato mai scordato
    e lenire reminescenze dolorose
    con nostalgie esse stesse
    impregnate d'amore e dolcezza
    inventando nuovi totem
    da ossequiare appena
    la straziante malinconia
    t'afferra il cuore strappandoti
    lacrime ardenti di paure
    a scandire goccia dopo goccia
    lenti tramonti;sentire scivolare
    in quegli attimi,i respiri del tempo
    vivendo la libertà
    della propria debolezza
    e raggiungere il giusto equilibrio
    lanciandosi in risse di sensazioni
    e sbronze di sentimenti
    ad assecondare voglie
    in avanzato stato di decomposizione
    smarrite tra le strade del cuore
    e correre il rischio di ritrovare la felicità.
    .
    cesaremoceo

  • 04 marzo 2013 alle ore 22:56
    Rimbalzi

    Si fa gara ai rimbalzi
    di parole lanciate
    a letture improbabili.

    Come sassi saltellano
    su diverse distanze
    poi ne restano cerchi.

    Echi pieni d'amore
    voglie di sbalordire
    sempre cercan metafore
    fulminanti attenzione.

    Sono tracce dell'io
    rimasugli d'autore
    che nei salti s'inebria
    d'una breve emozione.