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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 marzo 2013 alle ore 12:03
    Se Io Fossi Dio...

    Se IO fossi DIO.....sarei diverso,
    dal Bianco...dal Nero...dal Giallo...dal Rosso
    Riunirei in Me stesso il Bene e il Male.....
    darei una mano a chi Non sa camminare.
    Lo sbaglio di un Uomo non sarebbe un Peccato,
    Ma soltanto il frutto di un Frutto Sbagliato....
    Che Nasce...Che Cresce...Che Vive....Che....Muore
    Cercando in un Libro il Suo Salvatore.
    E poi...nella notte quando tace un po' tutto,
    cercherei di capire come e' Nato quel Frutto....
    e in quanto Io Dio tutto posso cambiare....
    il Male in Bene saprei trasformare....
    Un giorno son certo tornerebbe il Peccato,
    ....nascerebbe da un Frutto un altro Frutto sbagliato....
    Ma ancora una volta Io saprei intervenire...
    ....e il Male alla fine dovrebbe Svanire......
    ....Ma Io sono un Uomo...non sono il Creatore,
    il Male in Bene non so trasformare......
    un solo consiglio al Mondo che Muore....
    ....AMATE VOI STESSI come AMATE il SIGNORE...

  • 03 marzo 2013 alle ore 10:02
    Alle soglie del tremila

    Arrendersi alla superficialità
    riannodare le fila della memoria
    per riprendere il viaggio
    e scoprire qualcosa di nuovo
    con l'esperienza depurata
    dagli impulsi giovanili
    a traslocare nel presagio
    di essere prigionieri
    senza catene
     e non perdere il senso della vita;
    ridere o piangere
    senza allegria o dolore,
    guardare le gioie della vita
    con emozione
    e generare sensazioni dissolute;
    evocare ricordi
    per sconfiggere la noia
    e sentirsi liberi
    nell'anomala solitudine
    di essere servitori contenti.
    .
    cesaremoceo

  • 03 marzo 2013 alle ore 9:56
    Casetta mia

    De notte tante stelle
    brilleno  su Roma
    ma a me me manca
    quella che illuminnava 
    la casetta mia,
    'na cammera e cucina.

    Quann’ero regazzina,
    corevo pe’ le strade
    tra l'orti verdi 
    e li  regazzi in fiore
    rientravo a casa solo...
    pe' magna' e dormi'

    er resto lo vivevo ner giardino 
    co ‘na fontana grande
    a du vasche, de cemento,
    dove le mamme
    sbattevano li panni...

    casetta mia sparita
    inghiottita da ‘n palazzone
    de periferia...

  • 02 marzo 2013 alle ore 22:01
    Vediamo un po'

    Vediamo un po'
    che ci ammannisce l'oggi
    la cronaca dei quattro disperati
    il bla bla ansioso dei politici
    le richieste industriali
    e i sindacati
    gli appelli solidali ai bisognosi
    le pulizie da fare dei corrotti
    niente di nuovo in fondo
    sotto il sole che dona raggi
    poi va alle nubi
    già stanco di guardare.

  • 02 marzo 2013 alle ore 21:28
    Adulterazioni

    C'è stato un tempo
    di giorni, mesi ed anni
    con l'immancabile vino
    spillato dagli ideali.

    E sapeva di buono
    tanto da convincerti
    ch'era questione di poco
    per uno splendido domani.

    Il mondo poi è cambiato
    illusione svelandoti
    quel che avevi creduto
    coi liquori corrotti
    d'un globale mercato
    governato dai soldi.

  • 02 marzo 2013 alle ore 20:00
    Aleya

    Era la più bella tra le belle e i suoi occhi parlavano, suonavano melodie supreme.
    C'era poesia nel corpo nudo sfiorato da leggiadri capelli affusolati, mossi dal tiepido respiro umano, incantevole quanto maledettamente infernale.
    Ed io ero compiaciuto dall'inferno, il solo che avessi conosciuto negl'anni già trascorsi, e vedevo in lei quel paradiso mascherato che mi avrebbe dato solo tormento e desiderio, mi avrebbe reciso l'arteria; il mio sangue si sarebbe fermato e il mio spirito sarebbe morto col corpo senza indugio, senza speranza ne volontà.
    Aleya era il peccato di quella terra, accolta e distrutta da chi prima le ha giurato amore e poi, dopo, morte e dolore.
    Ma al suo confronto qualsiasi terra, denaro, bene comune o spirituale, non valevano per averla.
    Sono stato un uomo malato d'amore, che ha perso tutto per un semplice mortale e se non avessi avuto Aleya, la vita stessa non avrebbe appagato la mia misera esistenza.
    I suoi occhi parlavano, suonavano melodie supreme, dove anche l'Iddio avrebbe ammazzato per averla stretta nel suo creato.

  • 02 marzo 2013 alle ore 18:42
    Sul lago

    Puoi coltivare l'emozione
    col costeggiare il lago
    col viso al finestrino
    del bus di linea
    da Intra a Brissago.

    Basta una giornata chiara
    preludio a primavera
    con l'acque serene.

    L'azzurro scorre
    inframmezzato al verde
    alle mimose in fiore.

    Barche vedi alla fonda
    e sui castelli a Cannero
    la gru che ancora posa.

    Ti fermerai a Cannobio
    al pomeriggio in ombra
    puntando su Luino
    in battellata lenta.

    E lì darà spettacolo
    il Sole tramontando
    riverberando in cielo
    dai monti i raggi d'oro.

  • 02 marzo 2013 alle ore 18:09
    Macchie

    Ricordi quando ti dichiaravi senza macchie
    autocertificandoti immacolato di purezza?

    Adesso te ne guardi bene partito un dì di classe
    nel rincorrere il potere toccato dalle macchie.

    Balbetti vincitore al pari del re Pirro
    t'aggrappi non credendoci alle stelle.

    Torna la vecchia guardia a dettarti l'agenda
    quella che t'ha ridotto in braghe di tela.

    Verrà il rinnovamento infine quello vero?

    Se stai solo sui media credendo nei sondaggi
    mentre il Paese affonda e più non ti crede
    certo favole neghi ma al peggio ti pieghi.
     

  • 02 marzo 2013 alle ore 14:57
    La sconfitta della sconfitta

    Il sole del nuovo giorno
    scioglierà il gelo
    che ghermisce
    la sconfitta della sconfitta
    e dopo
    rimarranno i ricordi
    con la loro forza
    a vegliarti nei sogni
    delle notti fredde
    e in quelli
    combattere la dura realtà
    nello spasimo infernale
    dei cambiamenti inattesi
    che regoleranno il futuro
    a trovare il tempo
    per renderti felice
    e sancire la sconfitta
    della sconfitta
    .
    cesaremoceo

  • 02 marzo 2013 alle ore 11:58
    Poesie infinite

    Metto a nudo con semplici parole
    il contenuto del mio cuore,
    libero il mio inconscio,
    lascio che la mia intelligenza
    componga armonie di frasi,
    alimento i due fuochi dentro
    quello dell'odio e dell'amore
    perchè senza uno
    non si può comprender l'altro,
    così scrivo infinite poesie,
    che infine dedico a tutti
    ma non le dico a nessuno.

  • 02 marzo 2013 alle ore 11:44
    Nuvola aquilone

    Se afferri una nuvola
    e la leghi all'anima,
    come un aquilone
    essa ti porterà in giro.
    Sospinta dai venti
    attraverso le lande deserte,
    e le città popolose,
    cercherai la tua meta.
    Darai le spalle al sole
    e abbracciando la notte,
    senza paura,
    delle stelle seguirai le rotte.
    Infine come pioggia
    dalla nuvola scenderai,
    l'anima moltiplicata
    in infinite gocce,
    darai un soffio di vita
    anche al sasso più duro.

  • 02 marzo 2013 alle ore 11:07
    Ad Ungaretti

    nel carnato della terra
    d’alessandria –zolla
    palpitante nel sole

    nascita di un dio minore
    a battesimo d’inchiostro

  • 02 marzo 2013 alle ore 10:54
    Vivere è...

    ...sentire i battiti del Tuo cuore innamorato
    rannicchiato nella pace dell'anima;
    ...veleggiare nel mare dei nostri sentimenti
    solcando le onde dei desideri
    nel sapore della magia più sorprendente;
    ...respirare il tempo sfuggente
    nell'accattivante fragranza della sensualità;
    ...vagare con i pensieri nell'immensa fantasia
    del volo di una colomba;
    ...rifugiarsi nella follia quando tutt'intorno
    regna l'insopportabile;
    ...spegnere i fuochi dell'ira
    gridando forte il proprio silenzio;
    ...scorrere il tempo sperando di trovarti
    ad aspettarmi in quell'angolo dove riesci
    a scorgere il mio rientro;
    ...avere la voglia e il coraggio di riprendere
    sempre il nostro viaggio.
    .
    cesaremoceo

  • 02 marzo 2013 alle ore 9:21
    haiku n. 107 (danza sull'onde)

    danza sull'one
    in briciole di luce
    il nuovo giorno

  • 01 marzo 2013 alle ore 20:40
    Viaggio astrale

    Tempo fa ho vissuto un sogno
    un viaggio astrale nel mio corpo
    a testa in giù nell’incoscio
    Velocemente scendevo in un tubo
    dai contorni lucenti e trasparente al centro
    passavo attraverso, ondeggiando

    Toccavo il fondo del mio
    profondo come cellula impazzita
    seguendo la sequenza degli anelli
    La nebbia diradava mentre
    scorrevano le bianche ossa vuote
    In  una spirale illuminata

    Alla fine del viaggio una grande luce
    con canti di preghiera
    di gruppi assorti in un lavoro

    Dal mucchio si staccò una figura
    vestita di saio e di candore
    I capelli toccavan le spalle divisi sulla fronte

    I miei occhi non videro mai tanta dolcezza
    racchiusa in un sorriso e quella mano
    sfiorò la mia guancia in una carezza

    Gli chiesi il nome e lui non rispose
    lasciandomi tornare da dove ero venuta
    col tocco dell’amore che svanisce.

  • 01 marzo 2013 alle ore 18:08
    Grazie alla vita

    Ricordo i miei diciott'anni
    come fosse ieri;
    e invece gli anni
    son trascorsi
    con voli di farfalle
    a sfogliare silenziose
    il libro scritto dalla vita
    annodando legami
    tra coerenti e consonanti
    flussi quotidiani
    e silenti ricordi
    vocali senza clamore,
    tra svanite illusioni,
    sprecate lacrime sperdute
    nel mare della memoria
    fomentata da pianti di dolore
    e l'allegria
    della spavalda danza
    dei sentimenti
    che deturpa la mente
    scossa
    dall'addio di pensieri
    che volano via 
    liberi nel tempo;
    carezze senza calore
    nei giorni che
    ti passano accanto;
    andare piano per
    salvare i sogni
    intonando canti del cuore, 
    alzare gli occhi al cielo 
    e ringraziare Dio.

  • 01 marzo 2013 alle ore 17:19
    Le parole che ho perso

    (Sono le immagini che cambiano,
    mai la prospettiva).

    Ho perso forse
    un po' di me per strada
    ma su altre strade
    poi l'ho ritrovato.

    Era di notte
    o forse solo buio,
    non mi ricordo
    se cielo nero o tunnel.
    Ricordo solo
    che sembrava non finire.

    E furon tante le parole
    cadute dalle tasche
    quando l'anima mia
    rivoltai come un calzino.

    E furon tante le parole
    con cui riempii le tasche vuote,
    coniugazioni di me stesso
    in verbi nuovi.

    (Sono i linguaggi
    che cambiano nei modi.
    Il cuore mai).

  • 01 marzo 2013 alle ore 16:31
    IL GIRASOLE

    Si si,giro e giro intorno a te
    non ti do' mai le spalle
    sono rivolto alla luce del sole
    perché non si danno le spalle all'amore
    poi la luce va via dal cielo
    le mie spalle si curvano
    e il mio corpo sfiorisce
    la mia gola si secca
    è quasi la fine
    ma prima dell'ultimo respiro
    ecco qui il miracolo della vita:è tornato il sole-
    Non so vivere senza di te !!!!
    Si,sono il girasole
    una delle rappresentazioni piu' chiare
    dell'amore
     

  • 01 marzo 2013 alle ore 14:19
    ERA GELIDA ,MA.....

    .

    Era molto gelida lei...ma piano piano le mie carezze dolci e prepotenti come quelle di un fiore, stavano mettendo fine al freddo della sua anima ,e le catene al collo e alle mani si stavano sciogliendo senza far rumore andarono via senza disturbare quella rinascita che solo l'amore sa fare .
    Era gelida,ma teneva tra le mani un fiore e non ti faceva avvicinare mentre lo stava amando,protettiva,come una lupa con i propri figli
    luna che nasce
     

  • 01 marzo 2013 alle ore 14:16
    GUARDAMI FINO IN FONDO

    Se vuoi ti dono tutta me stessa,ma troverai capelli vissuti dalle varie stagioni
    Se vuoi ti do tutta me,ma troverai le mie ginocchia graffiate dai rovi e curate dai doni della Dea madre
    Se vuoi prendi me stessa,ma troverai il mio corpo ghiacciato dalle cascate della montagna e riscaldato dal primo sole
    prendi tutta me stessa se vuoi e mi troverai vestita di dune e spogliata dall'umore delle onde
    ruba tutto da me se vuoi,troverai stelle marine alle mie orecchie,farfalle sui capelli ,dei corvi che mi tengono il velo e un serpente attorcigliato al collo e malleabile al mio respiro
    prendi tutto fino in fondo,troverai il sangue delle grandi pianure che in certe particolari grida faceva nascere fiori
    prendiimi tutta anche gli occhi ,troverai parole che ti daranno da mangiare un banchetto custodito da un cuore rosso,ma solo ogni volta che deciderai di guardarmi fino in fondo
    Luna che nasce

  • 01 marzo 2013 alle ore 11:49
    L'oro

    L'oro dai crochi offerto
    al nuovo marzo si apre
    e garrisce la rondine
    a dire finito il gelo.

    Seguiranno le viole
    con le camelie a lago
    e le mimose in tripudio.

    Occhi di madonna intanto
    riflettono il cielo fra l'erbe
    e i bruni mucchi di talpe.

    Calmo è il lago con l'isole
    fra i monti dal capo innevato
    che prendono il sole al tramonto.

    Sto con i crochi dorati
    col loro stupendo pensiero
    di prossimi giorni sereni.

     

  • 01 marzo 2013 alle ore 1:26
    La passione...

    La passione
    che ci prende
    ci assale
    ci copre
    ci avvolge
    perpetua
    nel suo manto
    ricolmo
    di voglie.
    Le nostre
    labbra
    minuti prima
    piene di parole
    di rabbia,
    secondi dopo
    labbra
    che si appiccicano
    come un incontro
    fatale,
    incrocio di lingue
    fra i denti,
    nella bocca
    frementi
    di passione,
    frementi
    d'amore.
    Il nostro
    abbraccio
    non ha bisogno
    di parole
    di consenso,
    è un abbraccio
    cercato
    preso
    voluto
    all'infinito.
    ed è questa
    la passione
    che ci prende...

  • 28 febbraio 2013 alle ore 22:10
    Il quarto tempo

    Sono in trappola
    impigliato in una rete
    sullo spartiacque
    divisore di un sogno
    tra passato

    (non troppo prossimo,
    non troppo remoto)

    e futuro
    il cui nome
    non risponde a presente.

    Erano pesci le mie parole.
    Sono caduto in queste acque
    tentando di afferrarli
    e intrappolarli nella mia penna
    ma sono sguisciati via
    dalle mie mani
    rimaste vuote
    come un pugno di mosche
    messe in fuga
    da uno sciame
    di pensieri aggressori.

    Sulla sfera
    una goccia d'inchiostro
    è tutto ciò che rimane
    della loro fuga
    da questo acquario fluente.

    (Né libertà, nè prigione).

  • 28 febbraio 2013 alle ore 15:53
    Pensieri nani

    Volute di colore sfumato,
    dall’azzurro al verde
    e poi all’azzurro ancora
    in cerchi e spirali lunghe,
    dall’alto in basso
    e dal basso in su,
    come un’aurora
    su il corpo mio s’avvolge
    E sento
    dai chakra miei fluire
    ogn’angoscia
    e ogni pensiero nano
    nella notte va a morire.

  • 28 febbraio 2013 alle ore 11:00
    Tra illusioni e realtà

    Fingere di non aver paura
    di acerbe ombre oscure
    che minacciose s'addensano;
    nubi che scandiscono messaggi
    di temporali imminenti,
    indiziari di un lento tramonto.
    Con la coscienza pulita
    accetto queste lusinghe
    eleggendole a fedeli fidanzate,
    costanti compagnie
    per ingannare il futuro.
    Calpesto i miei passi
    su orme già scavate nel tempo,
    raccogliendo l'eco,
    appetitoso e salace,
    di brezze propizie
    a sfidare notti
    di sospiri struggenti,
    con la voglia di sfoltire
    irrisolti conflitti,
    cupi pensieri,
    revocandoli in timidi sorrisi
    in guerra contro la noia,
    tra auto-sberleffi
    e intenerimenti continui
    nel mare dei tormenti;
    e celebrare la pace,
    nascondendo il destino,
    nella rappresentazione goliardica
    che lacera con bocca famelica
    e seppellisce lo spirito
    scorazzando su illusori prati
    di variegati arcobaleni.
    .
    cesaremoceo