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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 06 novembre 2017 alle ore 13:48
    Zingara

    Vesto di stelle stanotte
    sono la zingara dei sogni,
    soffia il vento sui miei seni
    vorrei fare un incanto
    passi mi disturbano la
    concentrazione, zingaro
    attendi alcuni istanti
    stanotte per te 
    ci saranno baci
    scritti sulla fronte.

  • 06 novembre 2017 alle ore 13:44
    Immaginavo

    Le brumose stelle portarono il mio interesse a quel libro.
    Immaginavo i suoi sospiri, lo vedevo piangere.
    Chiudevo gli occhi, 
    lo immaginavo che rincasando alla sera
    davanti alla porta balbettava con la luna,
    denunciando al vento le sue incapacità.
    Muta, andavo lui incontro che, 
    temporeggiando, mi donava il suo sorriso
    fatto di amore giovane
    ed io mi smarrivo distraendomi
    come quando il cielo s’apre alla vita
    donando, con lietezza rassicurante,
    la mia bocca colma di parole:
    sei un poeta mistico e primitivo
    sei un’idea intricata della mia fantasia
    sei un sibilo nelle mie stanze quando le porte sono chiuse
    sei un rischio da pagare quando i decimali zoppicano
    sei labbra colme di racconti
    che sfumano come baci.

  • Al suono d’un carillon
    rattoppati pensieri,
    vaneggianti emozioni,
    sogni di castelli in aria;
    tutto è bisticcio in me
    che come bambina
    dal buio impaurita
    cerco chissà quali
    nascosti tesori;
    e poi le vetrine
    di fuori, le garrule risa
    della gente incosciente.
    nella sua veloce follia
    con sé mi conduce
    sulla sua via.Lungo le strade
    che del Natale
    han già messo su
    gli ammennicoli,
    fra lucentezze
    di presepi e stelle,
    scorge l’occhio mio
    un epilogo di vita:
    infreddolito un malato
    - nello spazio d’un momento
    di lucidità apparente -
    il proprio male cova,
    lo riconosce
    e con triste rassegnazione
    lo nasconde
    a sé stesso anche
    dall’anima tirando fuori
    uno sghembo sorriso.Chiara e frivola
    alla fine nulla perdona
    la vita; e la favola
    con tanta cura intessuta
    presto in coriandoli al vento,
    e non sai davvero
    come sia potuto accadere.
    Gl’affetti che ben stretti
    con vitale coraggio
    oggi in seno proteggo
    già domani forse
    non saran più
    di questo mondo.
    Del mio caro mondo
    di piccole certezze.

  • 06 novembre 2017 alle ore 10:06
    In volute

    verde feroce e limpido
    le chiuse scivolate
    più in là del verbo
    ora ch'è fonda terra
    all'iride

  • 06 novembre 2017 alle ore 8:34
    T9

    E restai lì

    A fissare 

    Lo scherno 

    Si, avete capito bene

    Lo scherno
    Stranamente
    Stavolta 
    Non è un errore
    Del completamento
    Automatico

  • 05 novembre 2017 alle ore 20:37
    A Voi, che siete più cari dell'anima mia

    "E' fatto di ferro,Colui che può sopportare ogni dolore"

    Incurante degli insuccessi
    vado in cerca di nuove emozioni
    concedendomi loro facilmente
    senza renderne conto
    alla mia passione
    e in questo acerbo piacere
    ironico e derisorio
    disprezzo volgarità e seduzioni
    che vorrebbero coinvolgere l'anima
    E comprendo così d'un tratto
    la mia schiavitù ai versi
    concedendo all'avidita' della mente
    porpore e profumi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 novembre 2017 alle ore 14:46
    Ladra

    Percorso del bronzo sillabato,
    l’emozione: siglare gocce di non tramonto
    con i nomi -vita e migrazione, ritorno-
    Essere in bocche liquide
    nel pensiero più reale
    nel sottovoce mai confuso con intralci
     
    Tutto è stato, tutto è noi
    nel punto esatto di spazi eliminati
    -sapevi
    quanto sono ladra?

  • 05 novembre 2017 alle ore 11:54
    Quel giorno...

    Arriverà un giorno in cui ti ricorderai di me.
    Ripenserai a quanto fosse grande il mio amore per te, e ti renderai conto che mai più nessuno potrà donarti un simile sentimento.

    Arriverà un giorno in cui, i miei occhi ti riappariranno all'improvviso, e solo allora capirai quanta luce ci fosse in fondo ad essi.
    Luce che proveniva dal cuore.
    Luce che significava profondo amore.

    Arriverà un giorno in cui ti renderai conto che io non ci sono più, perché tu mi hai lasciata andare.
    Perché era troppo difficile trattenermi.
    Perché era più facile staccare la tua mano dalla mia.
    Perché rinunciare è sempre più facile che trattenere.

    Quel giorno, saprai con certezza che io ero l'amore.

  • 05 novembre 2017 alle ore 10:06
    Panorama

    Sicuramente 

    è qualcosa

    Che ci fa sentire 

    piccoli piccoli

    che spesso

    Non entra tutto

    Nell’obiettivo

    Per quanto 

    La tua Canon

    Sia costosa

    Figuriamoci 

    In un IPhone

    Gli occhi invece

    Riescono a restituire

    Parte del tutto

    Anni di evoluzione

    E complessi meccanismi 

    Per farti ritrovare 

    A godere del niente 

    Come un ebete

    Perché in fondo 

    Cos’è il panorama?

    È un niente 

    Che si lega a tutto

    Essendo noi parte

    Del tutto

    Ecco perché forse

    Di fronte a un

    Panorama

    Soprattutto quello 

    della propria città

    Una certa Napoli

    Si resta immobili

    Ci si annulla

    E’ omeostasi

    Non puoi fare e dire niente

    È lo zero dell’anima

    È il Windows che si blocca

    Il tasto reset 

    “Ctrl, alt e canc”

    È la soluzione 

    In fondo all’enigmistica

    È la modalità “aereo”

    Il telefono è acceso

    Funziona tutto 

    Ma non funziona

    E’ il punto

    Alla fine del periodo

    E’ come quando finisce 

    Il ragù nel piatto

    ma hai ancora 

    Un pezzetto di pane

    In mano

    E’ come accendere 

    La luce quando è 

    Andata via la corrente

    È come il profumo 

    Quando sei raffreddato

    E poi vai via

    e torni alla vita

    tra microcosmi 

    metri quadri

    e pareti varie

    e speri 

    di tornare

    al più presto 

    a incepparti 

    in uno dei tanti

    punti panoramici 

    Almeno fino a quando

    I tuoi occhi

    Non si posano 

    Su lei

     

  • 04 novembre 2017 alle ore 21:11

    Siano benedetti i rapporti veri. Quelli sinceri, quelli che sanno di "NOI". Un noi che non conta se formato da un uomo o una donna che si amano o da persone che si stringono in segno di una vera amicizia. Siano benedetti quei momenti di spensieratezza, che sanno di estrema libertà e sincerità. Siano benedette quelle notti, passate a piangere a fianco di un amico sincero, a sfogarsi e a vomitare ogni dolore e delusione del momento. Siano benedetti gli abbracci, quelli che non hanno nessuno scopo, ma sanno solo di presenza e certezza. Quelli intrisi di affetto vero, che non muore con niente, ma persiste, resiste e resta! Siano benedetti quei legami veri che non hanno convenienze, che non puntano a nessuna meta, quelli disinteressati, ma veri e consolidati dal tempo e soprattutto dai fatti. Siano benedetti quei litigi, quelle incomprensioni che li ha resi ancora più forte permettendogli di conoscersi ancora più a fondo. Siano benedette le interferenze, le invidie e le malelingue che alle spalle hanno tramato per dividere rapporti ormai indissolubili ed hanno fallito rendendoli migliori. Siano benedette le cattiverie e le gelosie che certi legami suscitano, perché hanno fatto in modo di rendere quel "NOI" ancora più forte. Siano benedetti tutti quelli che hanno conosciuto il valore di un vero legame, che hanno saputo costruirselo, mantenerselo, proteggerlo e godere a pieno dei grandi benefici che un vero legame comporta!

  • 04 novembre 2017 alle ore 20:38
    Speranze

    Vago solo e incosciente
    nel cuore delle mie notti

    in estasi dentro i miei abissi

    a contemplare l'asprezza dei miei dubbi

    Consulto invano il Cielo
    per conoscere il mio futuro

    e invano parlo alle stelle
    per capire se quando passerò lo Stige

    in quel momento

    la mia anima sarà salvata

    e se basteranno i soffi della speranza
    di lasciare di me il più bel ricordo

    si da meritarmi nell'aldila'
    il migliore approdo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 04 novembre 2017 alle ore 19:12
    Dove largo hai piantato il sorriso

    Morsa da negare da sondare
    tutto documentato tutto incerto.
    E tu che vuoi sapere
    e tu non vuoi sapere:
    urticata speranza, rosea disperazione.

    Hai sognato al buio
    latte lisergico e mandorle di cagli.
    Hai sognato il nocciolo sospeso che una fame divora.

    Qualcuno lo recida o una gazza ladra 
    stacchi quest’ambrafiore di colostro scuro,
    ch’è prato il petto ora falciato di silene
    e l’erba marcia fa per risalire
    sui gerani al balcone
    dove largo hai piantato il sorriso.

  • 03 novembre 2017 alle ore 21:43
    Palloncini

    Palloncini

    Stimo i palloncini 
    perché sono vuoti 
    Ma restano integri 
    Se riuscissi a mettere 
    la mano dentro 
    Senza che si sgonfiassero 
    Realizzeresti che l'interno 
    E' vuoto 
    Uno spazio protetto da una 
    impercettibile membrana 
    Un fragile guscio 
    Leggermente più resistente 
    Dell'uovo 
    Ma solo perché elastico 
    Assorbe leggere pressioni 
    Facendole spazio dentro di se' 
    Nel vuoto 
    Muta la forma se soggetto 
    A pressioni costanti 
    Che non superino 
    Le resistenze di membrana 
    Bisogna annodarlo alla base 
    Per catturare il vuoto 
    E quando ormai è stremato 
    Di bambine gioie 
    Di spintoni 
    E costanti balzi d'umore 
    Scoppia 
    Seminando il panico 
    Nella festa 
    Quando dentro si è vuoti 
    Quando manca qualcosa all'interno 
    Si può scoppiare
    Spostatevi

    #dentrismi #gliaforismidiHalo
    #palloncino #writing #pensieri #parole

  • 03 novembre 2017 alle ore 20:38
    La mia ricchezza

    M'accorgo d'un tratto

    nei momenti di euforia

    di quanto son cambiato

    di cosa hanno fatto
    questi giorni di libertà al mio viso

    nei segni di espressione

    che si formano naturali
    quando sorrido

    nascondendo ben bene
    i solchi della vecchiaia
    che avanza anzitempo

    E la tua compagnia

    allegria e felicità
    che suscita l'invidia del mondo

    quell'espressione fiera
    nei tuoi occhi

    quella che mi ha conquistato
    appena t'ho vista

    e che ancora adesso mi coinvolge

    E in questa beatitudine...vivo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    tutti i diritti riservati

  • 03 novembre 2017 alle ore 20:35
    La lingua batte dove il dente duole

    La lingua batte dove il dente duole

    Mi ritrovo nel dormiveglia mattutino

    ingrigito come cenere spenta
    e tutto imperlato di sudore

    nel mezzo delle mie immense lenzuola

    come fossero enormi fogli bianchi
    con frasi scritte scolorite dal tempo

    E mi sembrano

    fosche tinte inchiostrate
    di questa mia malattia

    di cui scorgo le ferite infette

    che conducono la mente
    alle soglie della follia

    nella presunta infedelta' a ogni princìpio

    E in quel sonno-non sonno
    non mi rimane altro
    che mutare fonte d'ispirazione
    quale vendetta ai miei momenti d'ansia
    e sottrarmi così il collo
    al giogo di quei critici tormenti.

  • 03 novembre 2017 alle ore 14:47
    Presenza

    La sua presenza
    è più presente 
    di quando all'appello 
    il bimbo
    Con la mano alzata 
    E il ditino 
    che punta il soffitto
    Palesa la sua presenza

    È presente 
    più del modo indicativo 
    Che attesta gli attimi 
    Nei quali le cose accadono 
    anche se 
    nel momento in cui stai proferendo 
    quel momento stesso 
    è già passato

    È presente 
    Nel tempo stesso 
    Che viene scandito 
    Dalle lancette
    E ad ogni secondo 
    Lo spostamento d'aria
    Ha il suo profumo
    Ogni attimo è permeato 
    dalla sua presenza
    Il suo umore è presente
    Come tra gemelli omozigoti
    Percepisci il suo stato d'animo

    Nella mia testa 
    il presente 
    è un continuo 
    e inarrestabile confronto
    Con la sua presenza

    Lotto
    Con la sua presenza
    Eludo
    La sua presenza
    Ignoro
    La sua presenza 
    Ingoio
    La Sua presenza
    Soffro 
    La sua presenza
    Bramo
    La sua presenza
    E tutta questa presenza
    Persiste
    Nell'assenza.

  • 02 novembre 2017 alle ore 20:40
    Estatica visione

    Ti guardo mio Mare

    calmo

    a dar tranquillità all'anima

    Tu che dalla nascita

    m'hai bagnato i piedi

    e per tante volte m'hai portato in grembo

    sia che il vento spingesse
    da destra o da sinistra

    da maestro o di scirocco

    E adesso in questa mia visione d'estasi

    io invecchio in te

    nella quiete nascosta delle tue onde soavi

    che ogni grazia ed incanto
    sanno dare ai miei pensieri

    e raccontano a loro
    ancora e ogni giorno

    una storia nuova
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 novembre 2017 alle ore 15:35
    All’asta

    Tra tra la bellezza e le rughe
    scelgo te
    che sei come l’arte
    in genere
    Col tempo acquisti valore
    Inestimabile
    il prezzo di partenza?
    turbativa d’asta 
     

  • 02 novembre 2017 alle ore 15:23
    Il plastico e la plastica

    Io PVC tu POLIURETANO
    Differenziamoci nell’amplesso
    ubriachi di vinile
    maceriamo insieme
    senza etichetta

  • 02 novembre 2017 alle ore 11:38
    Due novembre (non vorrei più visitare le pietre)

    Non vorrei più visitare le pietre
    per non calpestare i violini. Suonano
    per anime, ghirlande e tutto il resto.

    Dopo, l’aria del silenzio è la stessa
    che viene a notte a coprirci- nessuno
    chiamò indietro mio padre da radici di selci
    né si attivò una linea segreta.
    Quel fumo lento che ruba ciocche ai roseti
    senza un sibilo, seguimmo
    costernati di perdita.

    Se almeno ora vedessi
    gli incroci delle sue vie, dove svelto
    va a cercare pane fresco per cena

    ma è uscito lasciando le chiavi
    e la porta getta altre spine
    -un legno rinato per poco
    appena a spezzarlo, il riposo.

  • 02 novembre 2017 alle ore 9:16
    Magnete

    Silenzio m’è rumore
    e assorda il vuoto
    insonorizzato...
    dell’anima sospesa. La scorza
    recido di un pertugio
    e l’occhio vi precipita
    da turba. Nella nebbia
    magnete sei
    per la mia bussola.

  • 02 novembre 2017 alle ore 9:13
    Nel lamento dei morti

    Non è lo stesso il buio
    sulle lapidi bianche
    del nero che torce la schiena dei vivi
    come diverso è il sole
    che muove i colori dell’erba
    tra le crepe dei marmi.
    Occhi aperti dal tempo
    vigilano croci spuntate
    e l’olezzo dei fiori
    inchinati alla terra
    nel lamento dei morti.

  • 02 novembre 2017 alle ore 1:10

    Malgrado tu sia stato quel qualcosa che resterà indelebile e diverso per tutta la vita, resti colui che è riuscito a farmi calpestare me stessa fino allo sfinimento. Ho distrutto chi ero per l'amore che avevo per te. Ho varcato soglie che nemmeno conoscevo solo per raggiungerti. Ho lasciato indietro la mia dignità per abbattere il tuo orgoglio. Ho soppresso la ragione per far fronte ai tuoi capricci. Malgrado tutto questo tu resti qualcosa di importante, perché un sentimento così potente io non lo avevo mai provato. Oggi, con estrema calma e serenità ti affido al tempo, a quello passato. Oggi, come una liberazione sento che non fai più parte di niente di tutto ciò che mi riguarda, sei altrove, sei ovunque non ci sia il mio cuore. Resti l'insegnamento più grande che la vita mi ha dato. Mi hai insegnato che a certi livelli l'amore non ti permette di scendere. Mi hai insegnato che amare non è soffrire, amare non è sopprimere se stessi o dimenticarsi ciò di cui abbiamo bisogno per accontentare chi si ama. Mi hai insegnato che amare è qualcosa che sanno fare in pochi e che esistono persone incapaci di farlo. Prive di ogni concetto e valore che l'amore porta dentro di sé. E' si, tu mi hai insegnato molto. Hai messo un tassello in più alla mia vita, alla mia esperienza. Grazie per avermi fatto conoscere cosa sia amare in modo spaventoso, cosa voglia dire aprire gli occhi e rendersi conto che di fronte avevi in realtà tutto ciò che avevi sempre schifato ed evitato. Grazie per tutti i tuoi: "Ti voglio un bene dell'anima" rimasti sempre solo parole e mai dimostrati. Grazie, per avermi insegnato il dolore, quello grande, quello che spegne l'anima, che quasi uccide, ma non sono morta... E questa è l'unica cosa per cui non devo dirti grazie!!! Grazie lo dico a me stessa. Per aver trovato quella forza che mai avrei pensato di avere. E' grazie alla donna che sono se sono risalita dall'inferno, se ho ritrovato la mia luce interiore, se sono tornata ad amarmi e se ho ritrovato quella lucidità che mi fa dire: "Vai! Vai lontano da me, perché in questo mio mondo non c'è spazio per te"! Ti ho dato una possibilità come uomo e mi hai delusa... Ti ho dato una possibilità come persona e hai saputo dimostrarmi che vali ancora meno di quanto tu valessi come uomo! Non ho niente da dirti, ho solo parole per me stessa adesso. Voglio dirmi brava per aver saputo affrontare qualcosa di veramente grande, talvolta più grande di me. Brava, per non aver lasciato morire totalmente la donna che sono. Grande perché finalmente accanto a me ti vedo così piccolo che quasi mi sembra impossibile che io possa averti dato un'importanza così grande. Poco a poco ci sono arrivata. Sei arrivato nella mia vita come la cosa più bella che mi fosse mai capitata, sei scorso nel mio tempo dimostrando di essere il peggio che potesse capitarmi e finalmente ne esci come una liberazione. In qualsiasi caso sia andata... Tu sei la mia più grande vittoria! Grazie, per avermi insegnato ad amarmi e anche se molte cose di me te le sei portate via con te per sempre, ora che sei fuori dalla mia testa, dal mio cuore e da qualsiasi cosa mi riguardi, arriverà qualcuno che saprà ricostruire in me quelle parti di cui mi hai privata e sappi che saranno ancora più belle di quelle che ti sei trattenuto tu, te lo prometto... Ma soprattutto prometto a me stessa che non sbaglierò più.

  • 01 novembre 2017 alle ore 20:33
    Apatica rassegnazione

    Andiamo sempre incontro
    a ricevere baci e abbracci
    da uomini dal cuore duro e disumano
    generati da inguini spregevoli
    che per amor di sedia
    scappellano il popolo
    sfinito fin nel midollo
    e consunto da infinite stanchezze
    E non ci vergognamo per niente
    con le menti velate dal buio
    d'esser ancora teste di cazzo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riserva

  • 01 novembre 2017 alle ore 20:31
    Da Cesare... a Cesare

    A Cesare...da Cesare

    Momenti d'euforie
    dirimpettai a paranoie della mente

    invitano il cuore a batter veloce
    e il petto a stringersi fino a soffocare

    nel desiderio che non fosse mai
    nata questa passione

    Stanco

    abbattuto

    quasi sconfitto

    senti il peso degli anni su di te

    Invecchiato

    t'accorgi ogni giorno
    di qualcosa di diverso sul tuo viso

    combattuto tra l'esasperazione
    e l'amore per la vita

    E metto via in silenzio i ricordi
    mentre mi perdo tra le righe dei tuoi versi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati