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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Navigo sempre nell'alta marea
    di stupidi moralismi

    a disprezzare il sogno delle falsità

    a vivere la verità nella bugia di me stesso 

    ad abbracciare immagini sfocate

    figlie d'un tempo trascorso
    vissuto nelle paure della solitudine più buia

    a spalmarmi sulle labbra
    parole di provocazione
    sfuggite alle tenebre più fredde

    nel vento impetuoso
    che intreccia i ricordi inorriditi

    nell'unica coscienza rimasta

    che avvolge la strada
    di chi sperduto se ne va

    ansimando nel suo cammino

    ed entrare nel panico
    non appena si scoprono
    i riflessi bianchi degli anni

    e sfiancarsi d'allegria
    per tenere il passo della gioventù

    mentre nella mente
    s'accavallano realtà angosciate

    scompensi emotivi
    di momenti tormentati
    da felicità rubata.
    .
    cesaremoceo(@)

  • 17 maggio 2013 alle ore 14:21
    Cinque Cento Trentasette

    Lettera agli approcci dal mare,
    ai viandanti  delle stagioni
    generose di umori, rumori:
    la Costa è un cranio in preghiera,
    chino sulla camicia sbottonata
    da Golfo a Golfo, dopo l'amore.
    Nessuna intenzione di rabbocco
    alle asole. Mette in circolo sangue
    col sale, poi le vene hanno ingorghi
    di lombrichi a due piani, di lumache
    corredate di servizi, cucina e
    tre biciclette,  luccichio di pendagli alle
    gonne e alle zingare.
    La Costa vende brodaglie a prezzo di linfa:
    è esplosa dal torace di Dio, obliterata
    e perfetta, osso per cani che l'azzannano,
    consigliabile Marzo concluso, scrollati
    via coriandoli e sedie sbattute dal vento.
    Di qui passano bene gli scirocchi,
    monsoni parenti e le tramontane
    sono amazzoni svelte sui
    miraggi di asciutto.
    Lettera agli approcci fugaci:
    La Costa mi tiene nel suo
    ombelico da sempre, io scendo
     i gironi che vanno alle viscere
    ma sanno sempre di fiori,
    di lucertole e strisce, di venerande
    sospensioni dal male. Una volta
    imbevuti del suo ticchettio, asprume
    di alici e limoni, sfusato, colato,
    garum, inchiostro, natura,
    difficile non insaporirsi.
    Chiunque, annusandomi, sa
    come arrivo e da dove: vana
    la detersione dal paradiso con
    il crasso di inferno. Qui senza
    un Orfeo (con il tuo nome) che
    mi torca il collo  mentre mi volto e rintano.

  • 17 maggio 2013 alle ore 12:40
    Cinque Cento Trentasei

    Lui è la coda, o io sono
    il cane. Razza discutibile.
    Ci provo e dannatamente
    riprovo a venire via dalla bruma,
    a scollarmi l'appendice, scrollatina
    di me: si fa così col prurito molesto,
    con la pioggia quando è zavorra.
    Ma poi è giovedì o è sabato e
    devo voltarmi, controllare da
    dove sono venuta e quanta
    strada non ho battuto, ma poi
    basta una sera che dice
    il mio nome senza attenzione
    ed eccolo lì. Lui. Ancora.
    Il per sempre, il posticcio,
    l'applique, l'addendo, la
    scusa, l'addetto. 
    Dovunque mi trascini,
    trascino il suo resto, il
    mio continuo, continuo
    giovane, di un pò di mesi,
    ma corposo come se mi
    fosse stato costruito
    addosso nella culla
    dove sverminavo l'infanzia.
    Dunque, mi dite, che senso
    ha ormai la fuga?
    Non si va lontano, il lontano
    è una posa, un atto, un trafiletto
    nel sangue di tutte le mietiture
    e delle parole.  Alla carne non
    è concesso gemmare con la
    miracolosa faccenda delle meduse:
    la carne va incisa,  molestata
    dalla lama e separata. La doglia,
    il calvario del ventre sminato,
    divaricazione: benedetto rigetto
    di ciò che era entrato.
    L'attesa, lotteria dei dettagli,
    la spinta, poi urla.
    E' da ciò che viene che si
    riconosce la forma di chi ha dato.
    Ed  il suo inizio.

  • 17 maggio 2013 alle ore 8:24
    Rimpianti

    Tutti i sorrisi smorzati
    Tutti i sogni irrealizzati
    Tutte le cattiverie non evitate
    Tutti i gesti scansati
    Tutti i viaggi procrastinati
    Tutte le domande insabbiate
    Tutti i moccoli esalati
    Tutti i rifiuti immotivati
    Tutte le intimità abolite
    Tutti gli ausili declinati
    Tutti i progetti ritardati
    Tutte le risposte glissate
    Tutti i malumori accumulati
    Tutti i dissapori dissepolti
    Tutte le affettuosità differite
    Tutti gli attimi non colti
    Tutti i silenzi amplificati
    Tutte le felicità sottaciute

    N.B.= Inizialmente, avrei voluto intitolarla “Manchevolezze” ma mi sono subito accorto che non esprimeva il pensiero che volevo segnalare tutti quei momenti che in positivo o in negativo tonificano o sfibrano un rapporto amoroso se solo venissero valorizzati o evitati. Quando vieni separato per  qualche motivo di forza maggiore dalla persona a cui sei legato, tutti questi momenti  ti tornano in mente e non possono che sembrarti che dei dolorosi rimpianti.

  • 17 maggio 2013 alle ore 6:38
    Ai tempi del liceo

    Da teenager ero confuso,
    un po' perso e ogni tanto
    persino timido e goffo.
    Mi ero sposato con Dio
    ma facevo sesso col diavolo,
    quindi ero solito dormire
    sugli ardenti e focosi lettoni
    o divanetti dell'inferno
    e mi svegliavo in paradiso,
    tra alcuni dei miei affascinanti
    e innocenti coetanei traditori.
    Eppure, tra sfrenati piaceri,
    falsi sogni e crude realtà,
    sono diventato un giovane
    perdutamente innamorato
    di uno dei suoi simili, o quasi.
    Uno strano e impuro modo
    per trovare la tanto sognata
    altra metà della stessa mela?
    Forse sì, forse no, forse forse!
    Ma che cazzo d'importanza ha?

  • 16 maggio 2013 alle ore 23:21
    Stregati dall'amore

    Sei meraviglia incastonata nella roccia,
    questa dolce presenza che non è semplicemente stare
    ma quel mal di pancia che ti avverte che la centrifuga delle emozioni è oramai azionata, nessuno la può arrestare.
    Sensazioni sublimi, vita vera e sogni che viaggiano paralleli.
    Sogni che illudono l'anima. Forse sognare è roba per poveri illusi, ma sognare è magia.
    Un bacio che ti rapisce, occhi stupiti che ti osservano come se fossi un ufo, gocce di rugiada su fili d'erba che danzano voluttuosamente, una mano che ti sfiora come se fossi un raro fiore di montagna, semplicemente stregati dall'amore.

  • 16 maggio 2013 alle ore 23:18
    U ritrattu( il portafotografie)

    Ogni matina m 'arrisbigghiu cu na miludia,
    na punta ri suli trasi ra finestra
    e si posa supra a tia.
    du ritrattu n'capu o cantaranu
    ri du juornu filici ca a nozzi vi purtau
    Oh mattri comu si surridenti
    cu l'uocci cini ri felicità,
    a braccettu co ma papà,
    Nu surrisu anticu senza malizia,
    nu sorrisu ca mai ciu vitti
    n'tì la facci ri la terra.
    lu raggiu ri suli stamatina
    bi fa ciù beddi,
    i capiddi ri ma matri a tuppu cugghiuti
    e lu ciuffu ri lu ta sposu pattri miu
    mi potta lu pinzieri a lu cinema ri di tiempi.
    E' comu nu proiettori,
    stamatina ntì du fasciu ri suli viru
    ma matri ca travagghia a machina,
    pi cusiri a cammisa a ma patri e,
    a sira che ugghi a causetta ci fa!
    e mentri lustru a cunnici
    taliu cu pinsieri r'amuri,
    i sa labbra sempri surridenti
    si muovunu e aciddu aciddu mi rici:
    grazzi ri cori figghia
    si tutta a vita mia.

  • 16 maggio 2013 alle ore 23:08
    A ciaraula(la zingara)

    Mentri caminava pi la strata,
    na ciaraula mi pigghiau la manu
    mi voli legghiri la vintura
    a mia mi fa pena sta criatura.
    Taliu i sa uocci e viru
    ca è na picciuttedda senza futtuna.
    A casa quattru nuccintuli
    e maritu ca nu canusci travagghiu
    ntì lu vinu antrummia senza rispittari
    la so ciaraula ca va pà via
    e se nun potta cocca spicciulu
    a fini ri la jurnata su cauci e pugna
    inveci ra minestra cauriata,
    Ci strinciu la manu e cu l'uocci
    ci mannu masuni
    cu la spranza ca stu turmientu finisci
    pi sta fimmina
    ca nu nè comu all'autri,
    ma na gran fimminuna cu la fozza
    ri crisciri i sa criauteddi.

  • 16 maggio 2013 alle ore 18:44
    Il blues delle larghe intese

    vent'anni a combattere un nemico agguerrito
    vent'anni di lotta, per il nostro partito
    vent'anni d'alema vent'anni veltroni
    vent'anni a combattere lui, berlusconi
    vent'anni, tre reti, una squadra di calcio
    vent'anni un'azienda, la puzza di marcio
    vent'anni stallieri, olgettine, evasori
    vent'anni al governo e noi sempre fuori
    vent'anni con prodi che ha vinto sagace
    vent'anni con bossi con fini e storace
    vent'anni e a tradire è stato mastella
    però ha una nuora invero assai bella
    vent'anni ad urlare "è incostituzionale"
    vent'anni a vederlo al suo telegiornale
    vent'anni di emilio, nel senso di fede
    vent'anni di lotta? ma ormai chi ci crede?
    vent'anni e bersani con impertinenza
    a dir che sta ormai per finir la pazienza
    la pazienza di chi, di voi deputati
    o quella ad esempio dei disoccupati?
    la pazienza di chi dietro falce e martello
    con l'opportunismo si è fatto un castello?
    oppure di chi, dopo appunto vent'anni
    è stufo di voi e dei vostri danni?
    di chi dopo craxi e mani pulite
    vi sente dir "armiamoci" ma anche "partite"?
    vent'anni duri, sacrifici ed attese
    ricompensati con le larghe intese
    vent'anni a fidarci, con il cuore in mano
    per vedere ministro angelino alfano
    vent'anni ad attaccarlo e come brodino
    dovrebbe bastarci la emma bonino?
    per chi ha il creditore che alla porta bussa
    che senso ha ignazio la russa?
    che senso avete voi, cari soloni
    non servite a nulla, sia detto in soldoni
    non servite a quelli che vi hanno votato
    perchè un impegno va rispettato
    almeno uno non dico poi tanti
    per chi paga caro e sempre in contanti
    per chi vi ha creduto e ritenuto onesti
    per chi ha combattuto ed ha gli occhi pesti
    per chi di sinistra da anni si dice
    e nel suo governo non vuole quel vice
    per chi crede ai valori che voi sbandierate
    ma non a come poi vi comportate
    per chi per sconfiggerlo, di voi si è fidato
    e se lo ritrova vostro alleato
    per tutta sta fetta del bel paese
    sapete dove infilarvi le larghe intese? 

  • 16 maggio 2013 alle ore 16:18
    Un palloncino alato colorato

    In un palloncino rosso viola blu i miei sogni
    ho lì  soffiato sogni dimentico Morfeo mai
    sognati all’amor tuo intesi e sempre volti
    lor compagno al moto propulsore un gas
    l’elio primo tra i gas nobili il più leggero
    auriga un vento poi  pigro capriccioso
    forse burlone incerto sempre nel cammino
    che ne sarà di lor  ormai dispersi in cielo?
    Una pioggia di frammenti del cuor mio
    le visioni le sperate carezze tue mai avute
    se mai di colpo da una esplosion colpito
    o lentamente lontan portato per luoghi
    dell’aer sconosciuti fino a lei Venere
    stella dell’Amore o forse ancora  quel
    guscio l’involucro del sodal privato
    in terra sgonfio sol con loro ritornato
    qual sia dunque poi il destino sogni
    saranno miei poveri sogni mai sognati.

  • 16 maggio 2013 alle ore 14:39
    A volte...

    A volte basta un sogno...
    A volte ci lasciamo coinvolgere...
    A volte ci facciamo trasportare...
    A volte non ci pensiamo...
    A volte è la fantasia...
    A volte sono le fiabe...
    A volte…ci svegliamo!

  • 16 maggio 2013 alle ore 10:07
    L'altrui disperazione!

    Vedo la gente morire,
    per colpa dell’indifferenza…
    e ogni volta è come se mille
    tuoni echeggiassero nel cielo.
    E che nessuno si senta esonerato
    dalla responsabilità dell’altrui dolore
    Perché ogni uomo che muore,
    è vittima del sistema del dolore.
    E vergognoso è chi volta il capo,
    chi si illude di stare bene ignorando,
    la vita è imprevedibile,
    a tutti può accadere di vivere
    mendicando.
    E si risveglino le coscienze,
    muoia l’indifferenza,
    come si può gioire
    dinanzi all’altrui sofferenza,
    come si può vivere dimenticando
    le altrui lacrime, dov’è la coscienza?
    Ogni volta che un uomo
    volterà il capo e ignorerà,
    sarà responsabile
    di un’altra innocente vita che se ne andrà!

  • 16 maggio 2013 alle ore 10:06
    Il tuo sorriso è il mio Sole!

    Il tuo sorriso,
    una luce che mi folgora
    accende il mio cuore
    e lo avvolge…
    lo travolge
    lo governa.
    Avrò visto mille stelle
    Illuminare il mio cielo,
    ma il tuo sorriso è il sole.
    Non me ne vorrà la luna
    se ho cancellato la notte,
    per vivere un’alba perenne
    il Sole mi ha rapito!

  • 16 maggio 2013 alle ore 10:04
    Beata tenerezza...

    Beata tenerezza…
    sei la sintesi di una carezza,
    ti muovi con leggerezza
    ti elevi e io m’inebrio
    della tua brezza…
    Accarezzi tutto e ti tingi di mille colori,
    tutto abbracci…
    sleghi i lacci…
    degli altrui cuori.
    Sei l’amore allo stato puro
    sei infinita perché solo tu
    porti via l’amarezza,
    sei un mare infinito di amore
    quando esplodi nel mio cuore
    mia adorata tenerezza!

  • 16 maggio 2013 alle ore 10:04
    L'amore...

    L’amore è un bambino
    osserva con meraviglia,
    l’amore è un fiore
    che si bagna di rugiada,
    l’amore è il vento
    porta con sé tutto,
    l’amore è speranza
    che il paradiso
    esista…
    l’amore non chiede
    non conta, non condanna,
    l’amore vive di se stesso,
    per se stesso
    e si nutre del sempre,
    l’amore ama il suo riflesso!

  • 16 maggio 2013 alle ore 10:03
    Il dolore…

    Il dolore è un ago…
    che disegna una cicatrice,
    passando dal cuore
    ne lascia i segni.
    Il dolore è la nebbia
    che nasconde il cielo…
    perché gli occhi non vedono
    quando il corpo soffre.
    Il dolore purifica
    è pioggia che lava,
    lasciando il segno…
    dove furono le lacrime
    e i sospiri.

  • 16 maggio 2013 alle ore 8:39
    Per far Sole

    Piove da me
    come da te
    per tutti ce n'è
    niente da fare
    ch'é stufo il Sole
    d'illuminare.

    E se a cantare
    le serenate
    un po' servisse?

    Senza stonare
    suvvia provate
    magari il Sole
    viene a guardare!
     

  • 16 maggio 2013 alle ore 2:49
    Non c'era una volta il tempo dopo l'amore

    E se stanotte tu
    Mi raccontassi una fiaba
    E se io potessi crederci
    Ci sarebbe bellezza
    Ci sarebbero sorrisi
    Ci sarebbero colori
    Ci sarebbe un sentiero
    Un cristallo misterioso
    Una bolla di sapone
    Non avremmo anni
    Non avremmo il tempo
    Dopo l’amore

  • 16 maggio 2013 alle ore 2:47
    Un'altra vita

    Se al mattino ci fosse una abluzione
    e poi un lento cammino verde e tiepido
    Se consumassimo del caffè
    seduti su un legno grezzo
    mirando un lago o un uccello
    Se potessi leggerti guardandoti
    avremmo, chissà, un sorriso per amarci.

    La sera saprei raccogliermi
    dentro una nuvola notturna
    ascoltare una musica lieve
    non pensare al tempo trascorso
    ne a quello a venire
    Saremmo solo io e te
    due anelli di sole e luna.

  • 16 maggio 2013 alle ore 2:44
    Era. Il mio cuore.

    Era spento, il mio cuore,
    era spento e salvo
    E ora è gonfio, di sangue
    di pianto
    E ora è pieno e pesa
    E ora è pavido e urla
    nel silenzio di un battito
    che soffoca
    E ora è bianco e attende
    la scrittura di una notte
    d'amore
    E ora sogna, il mio cuore
    sogna di essere un pallone
    sogna di volare e
    di scoppiare lontano
    lontano dai tuoi occhi
    lontano dalle tue mani
    lontano dal tuo sorriso
    lontano dai tuoi silenzi
    E ora è chiuso, il mio cuore,
    nel fondo di un bicchiere
    Ha lasciato soltanto il ricordo
    dei nostri odori
    delle nostre salive
    dei nostri umori
    del tuo sapore dolce
    del tuo collo sapido
    di notturno mare estivo
    Era estinto, il mio cuore
    ed era salvo
    E ora è aperto
    E sarà un tumulo di macerie

  • 16 maggio 2013 alle ore 2:43
    Stella e poi pietra smoderato amore

    C'è chi ha imparato
    a voler bene in equilibrio
    Profondo affetto profonda
    pace e animo quieto
    Moderato volo.

    E poi c'è chi
    smoderatamente cadente
    come stella scintillante
    e poi solo pietra sulla terra.
    Fino al prossimo lancio.

  • 16 maggio 2013 alle ore 2:43
    Se

    Ma forse potendo
    un amore lungo e cordiale
    per tutta la vita
    l'avrei scelto.

    Se non fossi trascorsa
    su mani ignote
    se tu non avessi
    regalato l'essenza
    se ci fossimo cercati
    e non solo trovati
    se fossimo in due
    se la contingenza dell'essere
    uno fosse lieve
    se io non avessi orgoglio
    se tu avessi trasporto
    se di giorno pensandoti
    sentissi la presenza
    se tu avvertissi la mancanza
    se il desiderio fosse costante
    se la parola diventasse semplice
    ...

  • 16 maggio 2013 alle ore 2:42
    Debolezza

    Sono tutto cuore
    corro dietro
    torno sempre
    resto con occhi lucidi
    Sono la debole
    mantengo la posizione
    per dormire
    addosso all'amore.

  • 15 maggio 2013 alle ore 22:49
    La vita è...

    ...una battaglia costante ed energica

    combattuta con fiducia e speranza

    che non sembra trovare sosta

    nel sorprendente intreccio
    tra realtà e fantasia

    sagace al punto
    da rendere impercettibile

    la distanza tra verità e falsità

    nel desiderio di giustizia

    perla rara in questo lercio mondo.
    .
    cesaremoceo

  • 15 maggio 2013 alle ore 21:02
    Non fischia

    Non fischia il merlo
    il cielo non l'ispira
    con l'acquerugiola
    sporca di grigio.

    Non fischia l'uccello
    sostando nell'erba
    dell'aiuola cittadina
    fissando lo sguardo.

    Non fischia il richiamo
    gioioso alla merla
    per l'aria fredda
    che fa scarso il cibo.