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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 marzo 2013 alle ore 18:42
    Sul lago

    Puoi coltivare l'emozione
    col costeggiare il lago
    col viso al finestrino
    del bus di linea
    da Intra a Brissago.

    Basta una giornata chiara
    preludio a primavera
    con l'acque serene.

    L'azzurro scorre
    inframmezzato al verde
    alle mimose in fiore.

    Barche vedi alla fonda
    e sui castelli a Cannero
    la gru che ancora posa.

    Ti fermerai a Cannobio
    al pomeriggio in ombra
    puntando su Luino
    in battellata lenta.

    E lì darà spettacolo
    il Sole tramontando
    riverberando in cielo
    dai monti i raggi d'oro.

  • 02 marzo 2013 alle ore 18:09
    Macchie

    Ricordi quando ti dichiaravi senza macchie
    autocertificandoti immacolato di purezza?

    Adesso te ne guardi bene partito un dì di classe
    nel rincorrere il potere toccato dalle macchie.

    Balbetti vincitore al pari del re Pirro
    t'aggrappi non credendoci alle stelle.

    Torna la vecchia guardia a dettarti l'agenda
    quella che t'ha ridotto in braghe di tela.

    Verrà il rinnovamento infine quello vero?

    Se stai solo sui media credendo nei sondaggi
    mentre il Paese affonda e più non ti crede
    certo favole neghi ma al peggio ti pieghi.
     

  • 02 marzo 2013 alle ore 14:57
    La sconfitta della sconfitta

    Il sole del nuovo giorno
    scioglierà il gelo
    che ghermisce
    la sconfitta della sconfitta
    e dopo
    rimarranno i ricordi
    con la loro forza
    a vegliarti nei sogni
    delle notti fredde
    e in quelli
    combattere la dura realtà
    nello spasimo infernale
    dei cambiamenti inattesi
    che regoleranno il futuro
    a trovare il tempo
    per renderti felice
    e sancire la sconfitta
    della sconfitta
    .
    cesaremoceo

  • 02 marzo 2013 alle ore 11:58
    Poesie infinite

    Metto a nudo con semplici parole
    il contenuto del mio cuore,
    libero il mio inconscio,
    lascio che la mia intelligenza
    componga armonie di frasi,
    alimento i due fuochi dentro
    quello dell'odio e dell'amore
    perchè senza uno
    non si può comprender l'altro,
    così scrivo infinite poesie,
    che infine dedico a tutti
    ma non le dico a nessuno.

  • 02 marzo 2013 alle ore 11:44
    Nuvola aquilone

    Se afferri una nuvola
    e la leghi all'anima,
    come un aquilone
    essa ti porterà in giro.
    Sospinta dai venti
    attraverso le lande deserte,
    e le città popolose,
    cercherai la tua meta.
    Darai le spalle al sole
    e abbracciando la notte,
    senza paura,
    delle stelle seguirai le rotte.
    Infine come pioggia
    dalla nuvola scenderai,
    l'anima moltiplicata
    in infinite gocce,
    darai un soffio di vita
    anche al sasso più duro.

  • 02 marzo 2013 alle ore 11:07
    Ad Ungaretti

    nel carnato della terra
    d’alessandria –zolla
    palpitante nel sole

    nascita di un dio minore
    a battesimo d’inchiostro

  • 02 marzo 2013 alle ore 10:54
    Vivere è...

    ...sentire i battiti del Tuo cuore innamorato
    rannicchiato nella pace dell'anima;
    ...veleggiare nel mare dei nostri sentimenti
    solcando le onde dei desideri
    nel sapore della magia più sorprendente;
    ...respirare il tempo sfuggente
    nell'accattivante fragranza della sensualità;
    ...vagare con i pensieri nell'immensa fantasia
    del volo di una colomba;
    ...rifugiarsi nella follia quando tutt'intorno
    regna l'insopportabile;
    ...spegnere i fuochi dell'ira
    gridando forte il proprio silenzio;
    ...scorrere il tempo sperando di trovarti
    ad aspettarmi in quell'angolo dove riesci
    a scorgere il mio rientro;
    ...avere la voglia e il coraggio di riprendere
    sempre il nostro viaggio.
    .
    cesaremoceo

  • 02 marzo 2013 alle ore 9:21
    haiku n. 107 (danza sull'onde)

    danza sull'one
    in briciole di luce
    il nuovo giorno

  • 01 marzo 2013 alle ore 20:40
    Viaggio astrale

    Tempo fa ho vissuto un sogno
    un viaggio astrale nel mio corpo
    a testa in giù nell’incoscio
    Velocemente scendevo in un tubo
    dai contorni lucenti e trasparente al centro
    passavo attraverso, ondeggiando

    Toccavo il fondo del mio
    profondo come cellula impazzita
    seguendo la sequenza degli anelli
    La nebbia diradava mentre
    scorrevano le bianche ossa vuote
    In  una spirale illuminata

    Alla fine del viaggio una grande luce
    con canti di preghiera
    di gruppi assorti in un lavoro

    Dal mucchio si staccò una figura
    vestita di saio e di candore
    I capelli toccavan le spalle divisi sulla fronte

    I miei occhi non videro mai tanta dolcezza
    racchiusa in un sorriso e quella mano
    sfiorò la mia guancia in una carezza

    Gli chiesi il nome e lui non rispose
    lasciandomi tornare da dove ero venuta
    col tocco dell’amore che svanisce.

  • 01 marzo 2013 alle ore 18:08
    Grazie alla vita

    Ricordo i miei diciott'anni
    come fosse ieri;
    e invece gli anni
    son trascorsi
    con voli di farfalle
    a sfogliare silenziose
    il libro scritto dalla vita
    annodando legami
    tra coerenti e consonanti
    flussi quotidiani
    e silenti ricordi
    vocali senza clamore,
    tra svanite illusioni,
    sprecate lacrime sperdute
    nel mare della memoria
    fomentata da pianti di dolore
    e l'allegria
    della spavalda danza
    dei sentimenti
    che deturpa la mente
    scossa
    dall'addio di pensieri
    che volano via 
    liberi nel tempo;
    carezze senza calore
    nei giorni che
    ti passano accanto;
    andare piano per
    salvare i sogni
    intonando canti del cuore, 
    alzare gli occhi al cielo 
    e ringraziare Dio.

  • 01 marzo 2013 alle ore 17:19
    Le parole che ho perso

    (Sono le immagini che cambiano,
    mai la prospettiva).

    Ho perso forse
    un po' di me per strada
    ma su altre strade
    poi l'ho ritrovato.

    Era di notte
    o forse solo buio,
    non mi ricordo
    se cielo nero o tunnel.
    Ricordo solo
    che sembrava non finire.

    E furon tante le parole
    cadute dalle tasche
    quando l'anima mia
    rivoltai come un calzino.

    E furon tante le parole
    con cui riempii le tasche vuote,
    coniugazioni di me stesso
    in verbi nuovi.

    (Sono i linguaggi
    che cambiano nei modi.
    Il cuore mai).

  • 01 marzo 2013 alle ore 16:31
    IL GIRASOLE

    Si si,giro e giro intorno a te
    non ti do' mai le spalle
    sono rivolto alla luce del sole
    perché non si danno le spalle all'amore
    poi la luce va via dal cielo
    le mie spalle si curvano
    e il mio corpo sfiorisce
    la mia gola si secca
    è quasi la fine
    ma prima dell'ultimo respiro
    ecco qui il miracolo della vita:è tornato il sole-
    Non so vivere senza di te !!!!
    Si,sono il girasole
    una delle rappresentazioni piu' chiare
    dell'amore
     

  • 01 marzo 2013 alle ore 14:19
    ERA GELIDA ,MA.....

    .

    Era molto gelida lei...ma piano piano le mie carezze dolci e prepotenti come quelle di un fiore, stavano mettendo fine al freddo della sua anima ,e le catene al collo e alle mani si stavano sciogliendo senza far rumore andarono via senza disturbare quella rinascita che solo l'amore sa fare .
    Era gelida,ma teneva tra le mani un fiore e non ti faceva avvicinare mentre lo stava amando,protettiva,come una lupa con i propri figli
    luna che nasce
     

  • 01 marzo 2013 alle ore 14:16
    GUARDAMI FINO IN FONDO

    Se vuoi ti dono tutta me stessa,ma troverai capelli vissuti dalle varie stagioni
    Se vuoi ti do tutta me,ma troverai le mie ginocchia graffiate dai rovi e curate dai doni della Dea madre
    Se vuoi prendi me stessa,ma troverai il mio corpo ghiacciato dalle cascate della montagna e riscaldato dal primo sole
    prendi tutta me stessa se vuoi e mi troverai vestita di dune e spogliata dall'umore delle onde
    ruba tutto da me se vuoi,troverai stelle marine alle mie orecchie,farfalle sui capelli ,dei corvi che mi tengono il velo e un serpente attorcigliato al collo e malleabile al mio respiro
    prendi tutto fino in fondo,troverai il sangue delle grandi pianure che in certe particolari grida faceva nascere fiori
    prendiimi tutta anche gli occhi ,troverai parole che ti daranno da mangiare un banchetto custodito da un cuore rosso,ma solo ogni volta che deciderai di guardarmi fino in fondo
    Luna che nasce

  • 01 marzo 2013 alle ore 11:49
    L'oro

    L'oro dai crochi offerto
    al nuovo marzo si apre
    e garrisce la rondine
    a dire finito il gelo.

    Seguiranno le viole
    con le camelie a lago
    e le mimose in tripudio.

    Occhi di madonna intanto
    riflettono il cielo fra l'erbe
    e i bruni mucchi di talpe.

    Calmo è il lago con l'isole
    fra i monti dal capo innevato
    che prendono il sole al tramonto.

    Sto con i crochi dorati
    col loro stupendo pensiero
    di prossimi giorni sereni.

     

  • 01 marzo 2013 alle ore 1:26
    La passione...

    La passione
    che ci prende
    ci assale
    ci copre
    ci avvolge
    perpetua
    nel suo manto
    ricolmo
    di voglie.
    Le nostre
    labbra
    minuti prima
    piene di parole
    di rabbia,
    secondi dopo
    labbra
    che si appiccicano
    come un incontro
    fatale,
    incrocio di lingue
    fra i denti,
    nella bocca
    frementi
    di passione,
    frementi
    d'amore.
    Il nostro
    abbraccio
    non ha bisogno
    di parole
    di consenso,
    è un abbraccio
    cercato
    preso
    voluto
    all'infinito.
    ed è questa
    la passione
    che ci prende...

  • 28 febbraio 2013 alle ore 22:10
    Il quarto tempo

    Sono in trappola
    impigliato in una rete
    sullo spartiacque
    divisore di un sogno
    tra passato

    (non troppo prossimo,
    non troppo remoto)

    e futuro
    il cui nome
    non risponde a presente.

    Erano pesci le mie parole.
    Sono caduto in queste acque
    tentando di afferrarli
    e intrappolarli nella mia penna
    ma sono sguisciati via
    dalle mie mani
    rimaste vuote
    come un pugno di mosche
    messe in fuga
    da uno sciame
    di pensieri aggressori.

    Sulla sfera
    una goccia d'inchiostro
    è tutto ciò che rimane
    della loro fuga
    da questo acquario fluente.

    (Né libertà, nè prigione).

  • 28 febbraio 2013 alle ore 15:53
    Pensieri nani

    Volute di colore sfumato,
    dall’azzurro al verde
    e poi all’azzurro ancora
    in cerchi e spirali lunghe,
    dall’alto in basso
    e dal basso in su,
    come un’aurora
    su il corpo mio s’avvolge
    E sento
    dai chakra miei fluire
    ogn’angoscia
    e ogni pensiero nano
    nella notte va a morire.

  • 28 febbraio 2013 alle ore 11:00
    Tra illusioni e realtà

    Fingere di non aver paura
    di acerbe ombre oscure
    che minacciose s'addensano;
    nubi che scandiscono messaggi
    di temporali imminenti,
    indiziari di un lento tramonto.
    Con la coscienza pulita
    accetto queste lusinghe
    eleggendole a fedeli fidanzate,
    costanti compagnie
    per ingannare il futuro.
    Calpesto i miei passi
    su orme già scavate nel tempo,
    raccogliendo l'eco,
    appetitoso e salace,
    di brezze propizie
    a sfidare notti
    di sospiri struggenti,
    con la voglia di sfoltire
    irrisolti conflitti,
    cupi pensieri,
    revocandoli in timidi sorrisi
    in guerra contro la noia,
    tra auto-sberleffi
    e intenerimenti continui
    nel mare dei tormenti;
    e celebrare la pace,
    nascondendo il destino,
    nella rappresentazione goliardica
    che lacera con bocca famelica
    e seppellisce lo spirito
    scorazzando su illusori prati
    di variegati arcobaleni.
    .
    cesaremoceo

  • 28 febbraio 2013 alle ore 9:13
    Quattro Cento settantasette

    Come tutti i poeti, tu vai dove
    le tue parole vendono bene ed i neri
    mercati in cui si accatastano  smesse
    cianfrusaglie d'occasione, alzano le
    tende, gonne rivoltate fino  al buio
    segreto. Ammiccanti anche oggi,
    gonfiano la merce con sboccate
    prostitute di cartone, conveniente
    il prezzo, ami senza l'appendice
    verminosa, boccagli per gli occhi.
    Anche io credevo di essere come
    te, ma non lo sono: io mi faccio
    comprare con un pò di zucchero
    sul cuore, spolverato come il sale
    sulla coda dei piccioni.
    Ed è così che mi irretisci il
    volo mentre oli bene il tuo marchingegno
    con cui  stupisci la rosa clientela già pagante.

  • 28 febbraio 2013 alle ore 7:09
    Chari-Oscuri

    Domenico Felice

    CHIARI-OSCURI

    Parte I

    CHIARI

    I

    E poi
    sei venuta tu,
    bimba vestita di sole
    che guardi nella direzione del vento,
    anemone infinita.

    II

    Una lama di fuoco
    incendia
    i confini del cielo.

    Tu esisti
    in ardore.

    III

    Ho guardato un cielo di rondini:
    Sfavillio di voli
    Dov’eri tu la regina.

    IV

    Ovunque volgo lo sguardo
    ci sei tu,
    ninfea immortale.

    V

    Di astro in astro
    Per sempre noi vivremo
    Sterminata eco
    Di un bacio infinito.

    VI

    Vorrei essere l’aria che respiri
    per perdermi nel tuoi alveoli,
    mirabile plasma,
    animula infinita!

    VII

    Tu vestita di sole
    e io di vento
    per sempre vivremo
    mirabili creature
    di uno spazio senza fine

    VIII

    Stupefatta la notte entrava nel giorno e
    il giorno entrava nella notte  stupefatta
    con l’urlo congelato alla gola.

    Destati, amore: è l’ora.
    Viviamo questo tempo che non è
    né il giorno né la notte,
    ma quello del sogno e della conoscenza.

    IX

    Altrove – non qui –
    Parleremo il linguaggio dei fiori
    Comprenderemo le voci di tutti gli esseri
    Della terra e del cielo
    Percepiremo gli echi degli astri
    Senza più confini né tempo
    Come luce pura
    Negli spazi infiniti
    Natura nella natura

    X

    Io sono il mio presente
    Un frantume di fuoco
    In un gorgo di stelle

    Parte II

    OSCURI

    Data sunt ispis quoque fata sepulcris
    Giovenale

    I

    Qui
    Non c’è altro che vento
    Vento del nord
    Vento del sud
    Vento dell’ovest
    Vento dell’est
    E nulla
    Proprio nulla
    Che riveli tracce
    Di esseri viventi

    Solo
    Polvere e vento
    Vento e polvere
    Vento

    II

    Il tempo,
    che tutto consuma,
    corroderà anche queste rovine.

    Tutto,
    anche il vento che le traversa,
    sarà consumato.

    Resterà solo
    un irreale terrore:
    un silenzio nudo.

    III

    Noi siamo nel vicolo dei sorci,
    dove abita Squallore.
    Eppure,
    se c’interroghi,
    ti diciamo che non è Squallore che ci opprime,
    ma questa grancassa di denti
    che ci rodono le ossa.

    IV

    Ovunque
    volgi lo sguardo,
    gli orizzonti si chiudono.
    Tu sei solo,
    accanto al tuo respiro.

    V

    Sparire
    Dietro i sorrisi e le labbra
    Sparire
    Cancellando gli addii

    VI

    Fuoco di vento
    Vento di fuoco
    Vento
    Fuoco

    E niente acqua
    Acqua

    Solo
    Roccia
    Interminata roccia

    Irreale terrore

    VII

    I cannibali

    Ciò che il melograno disse alla magnolia:
    Fame di vento
    È la tua immagine chiara.

    Ciò che la magnolia disse al melograno:
    Fame di fuoco
    È la tua linfa scura.

    Ciò che disse il vento:
    Sete di fuoco
    È la tua dissolvenza.

    Ciò che disse il fuoco:
    Sete di vento
    È la tua trasparenza.

    Fuoco.
    Vento.

    Ora lo sai:
    Anche la desolazione ha la sua fine.

    VIII

    I criminali

    Sono vissuto
    in un tempo in cui
    l’unico evento umano
    era la morte.

    Eppure, a onore del vero,
    anche su quella
    l’inumanità era totale.

    IX

    Contro l’orrore
    In te mi dissolvo
    Chiarità essenziale

    APPENDICE

    A mia madre

    Eri tu la migliore
    Perché parlavi il linguaggio dei fiori
    E conoscevi tutti i nomi del dono

    *
    Ti porterò doni
    Come quando
    Eri ancora bambina
    E toccavi il cielo con le dita

    A mio padre

    Né più mai saprai
    L’odore verde del rosmarino
    Il sapore giallo della vite
    La brezza azzurra del mare

    Né più mai dirai
    Versi di volo e
    Di frante primavere

    Né più mai coglierai
    Assolate asparagine
    Abbrunati pungitopo
    O ferrigne lumache

    Eppure io vedo la tua voce
    E ascolto il tuo sguardo
    Addossato a questa collina
    Dove sussurrano gli ulivi
    E odora la ginestra

  • 27 febbraio 2013 alle ore 23:15
    haiku n. 106 (dietro alti pioppi)

    dietro alti pioppi
    straordinaria e chiara
    riluce l'alba

  • 27 febbraio 2013 alle ore 12:24
    Quattro Cento settantasei

    Forse non dovresti amarmi,
    ho tante, troppe scatole senza seme,
    una palizzata è più madre di me.
    Il mio alveo ha fama di taccagno
    e se anche tu non credessi a questa
    infamia, lui non si è mai scucito
    più di una sola volta al mese,
    mai ha trasgredito la femminina
    regola. Per questo ti consiglio,
    forse, di lasciar perdere,
    di non insinuare nel mio curriculum
    traslochi o migrazioni .
    I bicchieri avvolti nelle notizie, il nastro
    adesivo sui ricordi, cellofan a volontà
    e polistirolo che allaga:
    tutte queste cose mi disorientano.
    Però potremmo togliere insieme
    la polvere dalle cornici, sostituire
    le vecchie foto con le nuove: ibridi,
    innesti, ingredienti esplosi nel
    guanto del grande, estroso chef.
    Questo più mi solletica al rischio:
    vederti dipingere il soffitto,
    diluire cigolii, aspirare buchi.
    Saresti perfetto ed alto
    mentre ti osservo  accomodarmi
    il nido ed io all'ombra delle
    tue spalle mi riaddormento.

  • 27 febbraio 2013 alle ore 11:25
    Intimità

    Dentro il tuo nobile cuore
    Dentro i tuoi puri pensieri
    Dentro le tue fervide parole
    Dentro i tuoi saggi precetti
    Dentro le tue amate frasi
    Dentro la tua grata voce
    Dentro i tuoi fini modi
    Dentro la tua fresca e genuina mente
    Dentro la tua sinuosa vita
    Ognora mi scopro,
    O raro amore mio!
    Nelle mie care pupille
    Nelle mie cupide orecchie
    Nella mia avida bocca
    Nel mio agitato cuore
    Nella mia focosa pelle
    Nell’aria vitale che respiro
    Nel miei vivaci pensieri
    Nei miei gesti usuali
    Sempre ti trovo,
    O raffinato amore mio!

  • 27 febbraio 2013 alle ore 9:55
    Quasi marzo

    Vorrei dirne una, forse due o tre
    per smentire sinteticamente le indecisioni mie
    sulla vita, sull'amore
    quell'impulso di mille cenerentole fa
    non mi si addice più
    ora che indosso il senso di questa mia esistenza
    senza troppa paura di ammetterlo