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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 febbraio 2013 alle ore 7:11
    Il bacio

    Il bacio in bocca
    è delizia della vita!
    Il bacio in bocca
    è bellezza della vita!
    Il bacio in bocca
    è armonia della vita!
    Il bacio in bocca
    è simmetria!
    Il bacio in bocca
    è  incanto e impulso vitale!
    Il bacio condiviso,
    generosità e altruismo,
    gioia e felicità,
    amore e elevatezza,
    splendore e piacere,
    godimento e delizia,
    appagamento e conforto,
    sudore e voluttà,
    passione ed ebbrezza,
    all'unisono rivela!
    Labbra che si toccano,
    cellule che si sfiorano,
    cellule che si attirano,
    cellule che si esaltano,
    cellule che si strofinano,
    cellule che si accarezzano,
    cellule che si bagnano,
    cellule che sprigionano
    umor proteico
    dono di eccitazione e serenità.
    Il bacio in bocca
    è amore che esalta
    tutta la sua intima essenza.

  • 10 febbraio 2013 alle ore 1:36
    Dies ist die Zeit

    Ci sono stati tempi in cui la storia la facevano i popoli.

    Questo è il tempo in cui la storia la fanno spie, traditori e bugiardi,
    vigliacchi, ladri e puttane,
    assassini, leccaculi e avvoltoi!

    Questo è il tempo in cui i popoli sono branchi di pecore che talvolta cambiano padrone.
    Questo è il tempo in cui il copione è scritto e servito.
    Questo è il tempo in cui anche le rivoluzioni sono gestite dal potere.

    Questo non è più il tempo di restare a guardare.
    Questo non è più il tempo di comprare.
    Questo è il tempo di darsi da fare.

  • Quella mano notturna che la porto' di fronte al suo cancello :
    la rosa  nera , amore tenebroso dove si soffre si impazzisce strisciando le ginocchia e sfiorando  la  distruzione ..
    cosa c'è nell'oscurita'? ciao eccoti  qui'..... amore....
    Sai che non ho mai creduto  agli  amori  facili  che nascono  in primavera ..quelle donne  occhi al miele sdraiate nei  prati avvolte da margherite  trai capelli.....?

    credo a te  rosa nera  bagnata  dalla  pioggia .....  distrutta  dall'inverno...presa a schiaffi dalla grandine rimasta incastrata  per  sempre  tra i petali e sciolta e rabbiosa  scende  tra le gambe  e  le spine .....fuori  è  scura come  la  notte..
    solo chi continua e non si arrende,solo se  c'è quel qualcosa  che  conosce  la luce ,non solo quella del sole,va  fino in fondo per vedere  i suoi colori...ma  solo se  lo vuoi veramente ,
    altrimenti  lei non si apre e ti  fara' vedere  solo il nero  che  per  altri  sembrerebbe  pauroso...incerto....oscuro..per  chi la conosce  bene  sa che  quel nero  ha a  che fare con il calore  del  cielo notturno dove  finalmente alcune stelle scoprono  per la prima volta  il loro  nome.

    altrimenti  nel silenzio della  notte,si..proprio in quel silenzio  dove  si vedono e  si sentono  cose  che non  ci sono di giorno,verrai preso  improvvisamente  da  dei baci  al sapore  di spine...quelle  nere  sempre...dove esce  fuori il sangue  amaro  sempre  innamorato ma  violento e deciso  a portaryi  in quel cancello  dove  tu  l'hai presa con mani  non vere...e allora  ti chiudera' a chiave nelle tenebre...un incerta  e  infinita  pena,lei non ti lascia  comunque.l'amore  non puo' finire

    al contrario  se  veramente vuoi solo  lei,...puoi entrare e uscire  da  lei quante volte vuoi..ma  sempre  a casa  devi tornare ,dove  lei  si apre e  i finalmente  ti  regala  i colori che nascondeva solo  per  te.

    la rosa nera..una mano notturna ti ha portato,e  un'altra mano  ti sta cogliendo..chi sei tu....chi  sei?
    la rosa nera  che  gioca  a nascondersi e brucia  piu' del fuoco?

    Luna Che nasce

  • 09 febbraio 2013 alle ore 19:24
    La via di casa

    Mi affaccio alla finestra
    posso ascoltare il silenzio,
    poi stendo ad asciugare
    le lenzuola intrise di ricordi,
    respiro la brezza di nuovi sogni
    che vengono dal lontano est
    ed accendo tutte le stelle
    per indicarti la via di casa.

  • 09 febbraio 2013 alle ore 10:50
    La natura dell'uomo

    Invocare l'invisibile
    con il sorriso
    bandito dalla malinconia
    e qualche goccia
    di sudore salmastro;
    riviverlo immerso
    nelle sue gocce 
    trasparenti in tutto
    il loro rifrangere
    e librarle nell'aria 
    come se non dovessero
    mai cadere 
    a muoversi libere 
    fluttuanti in un equilibrio
    nel quale più ci si agita
    e più ci si allontana;
    inciampare,
    senza sapere
    quando,come e perchè
    in folate di vento
    che trasporta parole
    pronunciate
    da lingue taglienti;
    continuare a crescere
    con l'età che avanza
    tra gioie e dolori
    nella fragilità 
    della mia natura.
    .
    cesaremoceo

  • 08 febbraio 2013 alle ore 22:11
    Mediterraneo

    Onde cavalcanti

    lungo sabbie sode

    di un mare mediterraneo

    in cerca di pace antica.

    Occhi di persone

    scrutano

    granelli di esistenza

    come olive umide

    al frantoio della vita.

    I capitani di navi

    scorrono

    le rotte dell'incanto,

    idee sommerse

    ed anticaglie sparse

    sui concetti di lussuria

    ricavati in ogni porto.

    El li' sedano

    le proprie voglie strozzate

    senza chiedersi perchè

    il mare conduce

    a solitudini remote.

    Noi viviamo

    questi episodi

    come fotogrammi onirici

    e siamo postriboli d'amore

    dove

    nessuno trova

    risposte consistenti...

    il sole appare

    e cancella ogni cosa

    persino i nostri sguardi,

    rimasugli di salsedine.
     

  • 08 febbraio 2013 alle ore 22:04
    Come

    Come quando nuotammo tra le onde dei nostri occhi
    tuffandoci da un trampolino troppo alto.

    Come quando scartavetrammo il cielo
    per poi ridipingerlo con gli acquerelli ad acqua.

    Come quando facemmo nodi alle nuvole per poi strizzarle
    facendo piovere sulle nostre guance arrossate.

    Come ora che piango spine ripensadoci/ti.

  • 08 febbraio 2013 alle ore 21:08
    Le malattie del cuore

    Abbandonare il mare in tempesta
    e guadagnar la riva cavalcando
    tumultuose onde che s'infrangono
    a generare malattie del cuore
    agendo come un lento veleno
    che distrugge,
    disconoscendo in silenzio
    valori essenziali
    senza i quali insorgono
    anemie d'emozioni
    e astinenze morali.
    Proiettarsi verso il passato
    in grazia di penose
    fatiche mentali intrise
    di spontanea ilarità'
    di cui ognuno si fa preda
    per ristorar lo spirito
    e con la forza dei sentimenti
    incontrare
    altri portatori di solitudine
    e superare qualsiasi ostacolo.
     

  • 08 febbraio 2013 alle ore 18:40
    Còre Matto

    Còre, lo sento ‘sto rimbarzo ‘n petto
    come si tu volessi sortì fora
    nun me fa’ scherzi, che nun è l’ora
    nun è er momento de giocà  a dispetto

    Làssame finì qualche lavoretto
    so’ tanti li progetti che ciò ancora
    du’ belle fije da piazzà a dimora
    e, a bon bisogno, buttà giù ‘n sonetto.

    N’avemo avuti inzieme, de momenti
    lo so, ciavrò da famme perdonà
    ma io m’inzogno certi cambiamenti…

    Stamme vicino, nun m’abbandonà.
    mentr’io m’accollo  tutti li tormenti…
    Tu, a ‘la Commare dije d’aspettà.

  • 08 febbraio 2013 alle ore 14:08
    la mia è una strana casa

    la mia è una strana casa
    ci vivono persone impegnate
    ci vive gente estraniata
    qualcuno sta lavorando sempre

    ma io non dormo qui

    la mia è una strana casa
    ha le pareti rosa shocking
    va e viene gente qui
    non ha la porta all'entrata

    ma io non dormo qui

    la mia è una strana casa
    chi scopa sul sofà
    chi urla sul tetto
    e il gatto ha preso la sua strada

    ora  devo andare
    io non dormo qui

  • deluso e amareggiato
    solo un'immagine eterea
    lascia vuota la mia anima
    e asciutti i miei occhi

  • 08 febbraio 2013 alle ore 13:28
    Gente, Storie e Numeri

    un solo nome
    tante storie
    migliaia di volti noti e poco noti
    18mila pagine di studio
    centinaia di ore on-stage su 4 corde
    un mezzo km di sensazioni trasformate in parole scritte
    una sola madre
    un solo padre
    tanti genitori
    un volo a 1600 metri
    alcuni amici morti
    molti amici partiti
    e poi Allen, Weber, Stout, Selen, Gibson, Gesù e Bukowski
    una vita spesa a rivoluzionare me stesso
    una mente spttoposta a mutamenti e relazioni
    Caivano, Caserta, Cassino, Berlino
    decine di canzoni più o meno ben riuscite
    171 cm di altezza e due donne
    che mi hanno mostrato più prontamente il culo che il cuore

  • 08 febbraio 2013 alle ore 12:05
    Un mondo...

    Con la testa
    fra parole sparse
    alla rinfusa
    qua e la
    fra nuvole
    fra pensieri
    di trovare
    un assoluto
    sicuro mondo
    che accetti
    le imperfezioni
    che accetti l'altro
    anche se non è
    come tu vorresti
     che fosse,
    chi con i suoi pensieri
    te ne rende partecipe.
    Un mondo 
    fatto di sincerità
    un mondo
    che non si prenda gioco
    di chi ci crede ancora
    un mondo...

  • 08 febbraio 2013 alle ore 11:37
    Il nudo

    Ai giovani
    e nemmeno a tutti
    il nudo s'addice
    per esaltare le forme
    fiorite agli sguardi.

    Agli altri
    meglio il vestito
    più o meno attillato
    a dare decoro.

    A tutti
    unico bello
    se c'è
    è dell'anima.
     

  • 08 febbraio 2013 alle ore 10:58
    Sentimento

    La prima volta che volgesti
    verso di me gli occhi tuoi
    nel mio cuore pervaso fui
    da rare sensazioni
    straordinarie emozioni

    eran gli amori
    assopiti destati
    eran i toni
    spenti accesi
    perduti recuperati

    eran i rumori
    sommessi dolci
    eran le note fragili
    nascoste sonanti
    misteriose ritmanti

    eran i raggi
    vecchi nuovi
    eran i fili
    corti allungati
    dimenticati arrotolati

    eran i sussurri
    vetusti antichi
    eran i baci
    inaspettati resi
    dati restituiti

    come vorrei
    tornare ai tempi
    rivivere i giorni
    rivederti
    riabbracciarti.

  • 08 febbraio 2013 alle ore 10:48
    Ho bisogno

    Non ho bisogno di te
    ho bisogno di me
    di ritrovarmi nelle mie cose
    con lieve incoscienza
    come facevo ieri.
    Un giorno mi sono persa
    chissà quando
    non conosco la data, non rammento
    ho lasciato che tutto
    andasse alla deriva
    senza meta
    senza ideali
    arrendendomi alla logica
    accettando l'amara verità
    trasferendo la colpa al fato.
    In te cercavo il mio riflesso
    in te vedevo quello che ero
    mia unica certezza
    nell'insicurezza.
    E adesso che tu non sei più tu
    ed il mio specchio sono io
    andiamo per il mondo e se
    c'incontriamo, siamo così cambiati
    nel tempo, da non riconoscere
    chi siamo ed io ho bisogno
    di ritrovare in te ancora la lucentezza
    dell'Aurora.

  • 08 febbraio 2013 alle ore 0:13
    Il vino più dolce

    Il vino più dolce, il più amaro che c'è
    è quello pregiato, pigiato da me.
    Posseggo barili di pianto invecchiato
    accetto condanne pur senza reato.

    Conati di vomito sento salire
    ma stando più attento mi vedo volare
    e pazzo barbone rifiuto un cartone
    rifuggo l'idea, rifuggo l'azione.
    Però non cedo quel cielo trovato.

  • 07 febbraio 2013 alle ore 21:18
    Ombre nella notte

    Labbra schiuse
    a dispensare giudizi,
    mani rozze a scriver 
    meschine sentenze
    di verità fasulle
    pregne di seduzione
    su rarefatti ardori;
    cercare nella notte
    luci vivaci di stelle
    a ispirare
    il buio dell'anima,
    frutto da coltivare
    prato da innaffiare,
    intrisa di sgomento.
    Luci e ombre
    a illuminarsi dentro
    senza voltarsi indietro, 
    costringersi a gridare
    quelle verità
    e sopportare
    colpe da espiare,
    lottare per trovare
    i sorrisi del cuore
    e diradare nella notte
    le ombre di un sogno
    che durerà per sempre.
    .
    cesaremoceo

  • 07 febbraio 2013 alle ore 20:48
    Bravo ragazzo

    Maurizio si faceva di acido, non lo vedo dall’ottanta.
    Roberto fiancheggiava i fiancheggiatori, è sparito nell’ottantuno.
    La Gianna era partita per l’attraversata della route 66:
    è stata, poi, inghiottita dal Grand Canyon. Alessandro
    faceva l’autostop, morì in quell’auto con l’autista
    che l’aveva raccolto per un suicidio condiviso.
    Non mi sono rimasti molti amici, quei pochi
    “non vivono” all’ombra di una piccola stanza,
    soli nei loro ticchettii. Luca è un bravo ragazzo,
    ogni tanto esce di casa per una birra,
    ci incontriamo al solito bar. Vota PD,
    ascolta Fazio,impara la costituzione da Benigni
    e legge Saviano. Non fa l’autostop, non si fa di acido,
    non ama i viaggi e adora camminare fiancheggiando
    il proprio palazzo ma, in fondo, è un bravo ragazzo.

  • 07 febbraio 2013 alle ore 19:11
    Rosa d'amore

    Stampala per segnalibro
    la rosa parlante al cuore
    di quando da innamorato
    tutto era un canto d'amore!

    Tienila con il suo fuoco
    acceso dalla passione
    che unico arde gradito
    anche se reca dolore!

    Regalala a San Valentino
    sia pure dono virtuale
    a chi il tuo desiderio
    accende solo al pensare!

    E' bella come l'amare.
     

  • 07 febbraio 2013 alle ore 14:06
    Provviste per l'inverNO

    Ho cercato di fissarti
    il più a lungo possibile.

    Ho fatto provviste di rughe
    e sorrisi.

    Ho cercato di catturare
    ogni minio dettaglio.

    Il più minuzioso, il più prezioso,
    del tuo volto e delle tue mani,

    consapevole del fatto che
    sarebbe stata l'ultima volta che

    t'avrei visto e sfiorato.

  • 07 febbraio 2013 alle ore 13:50
    Non esisti

    Sei un pensiero, non esisti
    sei un'intrigo di parole
    sei la pioggia
    sei la notte
    sei quel figlio senza amore
    poi la voglia, poi il sudore
    la speranza se c'è il sole.

  • 07 febbraio 2013 alle ore 11:10
    Quattro Cento quarantatre

    Del tuo funzionamento, incasso e batteria,
    rotazione ed ingranaggio, manopole e start,
    ho fiammate di bisogno. Decine di allarmi
    banditori della scintilla che solletica la fuoriuscita
    del tuo nome, meccanico scampanio da cui
    non mi difendo. Regolata sul tuo cuore,
    sterno sullo sterno, avvitata a perdifiato,
    stuccata ed oleata, in te riconosco il mio
    sistema. E se vuoi spegnermi, non cercare
    pulsanti, non uno spiffero a scongiurare il
    moccolo: incolpa solo il giorno in cui
    la tua distanza mi collauderà al disuso.

  • 07 febbraio 2013 alle ore 11:05
    Quattro Cento quarantadue

    Verranno alle nozze vestiti a casaccio, l'invito
    alle sette e tre quarti, capelli sfatti, tinture senza rinforzo,
    un mazzo di carte al posto dei fiori, una cabala invece
    del riso e cani per damigelle. Il celebrante con i
    guanti del guaritore, per altare il moccolo di un
    tronco e due colombe come candele, non un
    bocciolo sprecato e spaiato solo per
    voglia. La cerimonia un replay: tu mi ombreggiavi
    da tempo come il tiglio con l'angolo dove
    stavo seduta in attesa del buio. Hai fatto
    caso che a volte la gioia ci penzola sulla
    testa come un lampione acceso di giorno?

  • 07 febbraio 2013 alle ore 11:03
    Quattro Cento quarantuno

    La morte sfoderata sul divano, sguainata mai
    sguaiata, sonnecchia bugiarda, lingua di rospo
    in attesa del tafano. Nell'ultima ora piatti di ossa
    scuociono nel bollore dell'abitudinaria artrite,
    abiura di movimenti, al patibolo i rinculi da sforzo.
    La morte,sparata verso sera, piomba sulla casa:
    staccato il chiavistello, retina d'acciaio.
    In corteo esce la pedina che il gioco ha vomitato.