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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 01 febbraio 2013 alle ore 14:54
    altro morire

    Sempre più la mente
    labile e incerta
    procede.
    Angoscia di un nulla m’invade,
    morte del pensiero
    morte dell’anima.
    Questa sola,
    vera temuta morte.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 11:42
    Salvami

    Salvami col tuo amore
    quando vuoi.

    Salvami perché
    non posso vivere
    con la paura di morir senz’amare.

    Salvami col tuo sorriso
    quando vuoi.

    Salvami perché
    i miei occhi
    han conosciuto solo tristezza.

    Salvami con una carezza
    quando vuoi.

    Salvami perché
    non ho mai sentito
    una mano accarezzarmi il viso.

    Salvami ti prego,
    da quest’inferno
    che si chiama indifferenza.

    Anno di stesura, 28/01/2013 - Inedita.

    Centrone Stefano © 2013

    Commento alla poesia.

    “Salvami ….. quando vuoi”  non vuol dire salvami quando hai tempo e se ne hai voglia.
    Il mio messaggio, vuol dire: “Salvami…., aspetto te. Poiché solo tu puoi salvarmi”.
    Quel tu è riferito al cielo e il cielo, per me, è l’Onnipotente.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 10:23
    Verso L'Eterno

    Ho vagato sopra le stelle 
    Aggrappato all’immenso
    Impaurito e terrorizzato,

    Sono rotolato nel vuoto
    E sulle nuvole del cielo
    Senza rischio di cadere,

    Il richiamo dell’Eterno
    Mi ha parlato sottovoce
    Ritorna tra i volti in vita.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 10:21
    Non Svanire

    La mente traccia
    Candide praterie
    Senza trovare lei,

    Dove sei mia piccola,
    A sognare libera e serena
    Tra la brina e la rugiada?

    Non svanire dalla mia vita
    Faresti gemere stelle e sole
    E velerebbe il mio giardino

    Di questa  primavera
    Profumata di rose rosse
    E armonie di colori.

  • 01 febbraio 2013 alle ore 9:39
    Dolci note

    O suonatrice di violino!
    Il violino dolce e carezzevole 
    suona per me!
    Il violino,
    con le sue corde tese
    vibranti di passione,
    suona per me!
    Vibrazioni armoniose,
    assieme ad aliti e sospiri
    creano
    onde veloci,
    onde lente,
    onde che migrano,
    onde che urtano,
    onde che rimbalzano,
    onde su onde,
    dolci note
    stridenti e fervide,
    vigorose,
    risonanti con il mio agognato
    tremolio armonico.

  • 31 gennaio 2013 alle ore 22:35
    Dietro a fresche finestre

    Dietro a fresche finestre
    di pioggia,
    appare piangente,
    il volto riflesso.

    E si perdono
    sguardi,
    dietro a rapide nuvole
    lividi bruni
    anelanti a orizzonti.
    Ma impetuoso e fiero,
    l'ultimo raggio scarlatto
    di un giorno infinito
    come lama crudele
    le squarcia.
    ...E, trionfa...

    Dietro a fresche finestre
    di pioggia,
    lunghe ali
    di stormo lontano
    carezzano la mente.
    liberando mesti pensieri

    E nella sera senza stelle
    che scende
    a poco a poco,
    alto s'invola
    un sogno proibito
    che dolce e beffardo
    nel buio
    Scompare.

  • 31 gennaio 2013 alle ore 17:45
    vernissage

    con i lustri che passano giusto un lustrino
    sulla giacca ingentilisce il tardo aspetto
    della cute truccata con oli oli-gominerali
    ed è tutto un fissaggio di creme e cremine
    per poi affrontare il nuovo giorno oscurato
    da scorie carboniche che distruggono il nostro
    paziente vernissage ma fa più fico
    questa cosa del cosa è o cosa non è
    come il gioco delle bambole
    o delle piccole cucine dove mia nonna
    deformava le pettinature
    o inventava quale piatto servire in tavola
    che i materiali oggi non valgono un cazzo
    come le camicie che compri
    per poi buttare il colletto
    insozzato da polveri mischiate
    a sputi e a tossici sproloqui
    così salivazioni e sperma raffermo
    sui marciapiedi delle nostre città da bere
    sono gli unici compagni di bevute.

  • 31 gennaio 2013 alle ore 15:16
    Strade di casa mia

    Che scenario sublime
    percorrer quelle vie
    in un continuo  incunearsi
    e nascondersi tra ficus
    oleandri e cipressi;
    un ginepraio
    di fantastiche visioni
    tra mare e monti gibbosi,
    a un dito dal toccare
    il bel cielo azzurro;
    l'occhio
    a spaziare sulle valli, 
    i paeselli
    arroccati tra le rocce
    a esaltare
    la loro radice plebea,
    con il loro aspetto fiero
    e il dignitoso orgoglio
    scalfito in un panorama
    di luci e di colori
    a nobilitare le loro genti.
    L'emozione non da pace,
    ogni curva un sussulto,
    una nuova suggestione
    e gioire pensando al creato.
    .
    cesaremoceo

  • 31 gennaio 2013 alle ore 13:31
    La sistola

    Ir mi' giardino è bello
    e per tenello ammodo
    aprii 'rrubinetto del lavello
    ma 'n terra 'r tubo
    s'era tutto annodo.

    Un mi riuscia fermallo
    tanto si contorcea come un pitone
    che mi toccò pestallo
    e chiude ll'acqua
    che un facesse più pressione.

    Poi la riaprii
    puntando 'r tubo cor dito davanti
    sulle piante
    e quando sentii lo spisciolio
    scende sulle scarpe
    penzai: "Meno male
    che un son vestito elegante".

    Ma poi guardai 'fiori
    e 'colori belli der giardino
    e penzai "chisenefrega!
    L'acqua s'asciuga".
    E un sorriso s'allargò
    tra un rigagnolo e una ruga.

  • 30 gennaio 2013 alle ore 23:27
    Cielo e nebbia

    Pende dalle chiare distese nude
    l'amor che col suo oscuro canto allude.
    Melodia che col crudo ferro tace
    evapora in un candido "mi spiace"...

    E il grigio resta muto,
    ravvivato da linfa
    che al contatto con
    il sudicio cemento
    si disperde
    in un afono lamento.
    Il circolo si chiude sulla scia.
    È lì! Eppure fugge dai suoi occhi.
    E non vedrà
    e non dirà
    di quei pallori essangui
    e quei rintocchi,
    ma lascerà che il vento lavi via
    le macchie della sua normalità.

    Amore, possa tu erogar perdono:
    dimentica quest'infima morale,
    ignora il perpetuarsi dell'errore,
    ricorda che anche tu sei stato tale.

    [ad Antonio Minichini e tutte le vittime della camorra]

  • 30 gennaio 2013 alle ore 23:14
    Ogni giorno

    Ogni giorno
    gioco a moscaceca
    con la vita
    mi nascondo
    dietro muri di parole
    per evitare di vedere
    gli attimi sbagliati,
    ma quando  li scopro
    inevitabilmente
    " libero tutti".

  • 30 gennaio 2013 alle ore 22:56
    Un frasario del mio immaginario...

    Una mamma
    ti culla
    ti ama
    ti adora.
    Una mamma
    con tutti gli errori
    di un figlio
    perdona
    comprende
    ti avvolge
    di coccole
    ti ascolta.
    L'amore
    di una mamma
    è immenso
    non ci sono limiti
    di parole
    e né confini
    per spiegare.
    Ti circuisce
    ti imprigiona
    dei suoi sorrisi
    della sua dolcezza.
    Io non sono mamma
    e forse mai lo sarò,
    ma in un frasario
    del mio immaginario
    sogno tutto questo
    da tempo
    e mai ne godrò,
    mai pronuncerò
    la frase
    figlio mio,
    mai avrò
    le tue confidenze
    la nostra complicità.
    Vivo solo 
    di un frasario
    del mio immaginario...

  • 30 gennaio 2013 alle ore 21:45
    L'essenza della felicità

    La felicità emana
    i profumi della speranza
    che soffoca la malinconia,
    dagli anfratti assolati dell'anima
    alle ombre calde del cuore,
    a rappresentare
    la sacralità della vita
    nel recupero
    dei valori primordiali
    dell'essere umano;
    e camminare in bilico
    su quella linea sottile
    che contiene i nostri errori
    oltre la quale si supera l'oblìo;
    sognare i nostri corpi
    senza alcuna distanza
    avvinghiati in abbracci e sorrisi
    scaturiti dall'impulso 
    che vorresti non finisse mai
    nella spirale ascendente
    di sentimenti e di colori
    che stupiscono,che ammaliano
    e scolpiscono nella mente
    indelebili emozioni senza nome.
    Ti amo...
    .
    cesaremoceo
    in occasione del nostro 34° anniversario

  • 30 gennaio 2013 alle ore 17:22
    Quattro Cento Trentanove

    La pupa preme dall'incapsulato marsupio , tre colpi forse di più per divaricare in crepa il setaccio. Fuori e'scommessa sul volo, sui battiti della prima frizione . Un grido accompagna la voglia sboccata di mondo, dall'involucro colano sudore e succo di buio. I semi ormai maturi di ali, vangati in un giorno feriale: bombo, farfalla o gabbiano accorsi ad ingravidare la zolla fino ad allora impigrita.

  • 30 gennaio 2013 alle ore 17:19
    Quattro Cento trentotto

    Al mio rappezzo accorrono in pochi: impavide unita' rispondono al magro offertorio con scampoli di me fra le dita, residui di precedenti detrazioni, sbavature non più correggibili e prove di fogge maldestre. Accosteranno l'avanzo al moncone, sformati ritagli alla stondatura in attesa, leganti e mastici brulicheranno come formiche all'esca del pane, piastrine a sancire lo strano assemblaggio. Ma resterà persistente una nidiata di fori, tarlatura in agguato, una febbricola della mia difettosa fioritura. 

  • 30 gennaio 2013 alle ore 6:30
    L'amante francese

    Quando ti dissi
    ti amo
    tu mi guardasti incredula
    convinta che il mio cuore
    fosse già volato via.
    Allora
    lo ripetei in francese
    e,nella lingua di Montaigne,
    tu mi credesti e ti convinsi.
    Versai torrenti d'emozioni
    sopra te,
    lungo la schiena ardita
    respirai il tuo odore
    e sporcai di nero china
    il quaderno
    che giaceva intorno a noi.
    Sulle cime del mondo
    ti portai e mi portasti....
    salimmo vertiginosi picchi di piacere,
    angeli senza ali
    fummo noi in un istante.
    Poi,la quiete
    s'impossessò di noi,
    strinse le nostre mani
    con le corde dell'unione
    e tornammo a vivere....
    come sempre...
    gli umili concetti
    della quotidianità.
     

  • 29 gennaio 2013 alle ore 22:28
    Carmela

    "Qui dove l'onda sorride alla rena
    dove il mio cuore connobbe l'ebbrezza
    io vengo e ricordo, dolente, il mio sposo
    la sua voce, le mani, la dolcezza, le feste

    Ed ascolto la voce e stringo le mani
    la dolcezza mi colma i pensieri ed il cuore
    il mio sposo sorride e mi attira al suo petto
    e canta per me le canzoni del mare

    Le parole piu' dolci, piu' forti, piu' vere
    rivolgo al mio caro, all'amato mio sposo
    le incido nell'acqua , le scrivo nel cielo
    perchè dicano al mondo
    che l'amore è coraggio
    e non teme bufere! "

  • 29 gennaio 2013 alle ore 22:27
    Dolore

    "Perchè il dolore non è solo la furia del vento che squarcia i cammini del cielo,
    che gonfia le acque, tormenta le cime,
    abbatte le siepi e inonda, spietata, le strade,
    avvolgendo le case di freddo e di buio.
    Dolore è anche la pioggia insistente, minuta, sottile;
    la plumbea pioggia che cade silente da un cielo remoto
    che non ama le nuvole, che rifiuta la luce.
    E' singulto di pianto che dilata la notte,
    che ignora la luna".

  • 29 gennaio 2013 alle ore 22:21
    Tratto da " Gli Idoli del Villaggio

    Nel cuore degli uomini riposa sempre una storia. In penombra essa occupa un angolo esiguo ed il suo manto ha i colori della mestizia o della nostalgia, del rammarico, del conforto o del lutto.
    E' tiepido rifugio o insidia spinosa; vive nel torpore del letargo o conosce le veglie dell'insonnia.
    Le sue parole sono suadenti come un mattino di luce o lasciano il bruciore delle unghiate sull'anima.
    Scorrono improvvise , mosse da un ignoto motore, percorrono sentieri impervi, sotterranei, tortuosi.
    Sono gelose dell'ombra e del loro mistero. E poi fluiscono nei pensieri degli uomini, inattese e spontanee. Fluiscono e diventano emozione o immagine; volano come un soffio malinconico o mordono come un ansima rude di struggimento e affanno

  • 29 gennaio 2013 alle ore 19:28
    dedicato al mio nonnone

    Sei un bambinone quando giochi col pallone;
    sei una grande damigiana quando mangi la parmigiana e non ti sta poi tanto male la barba di Babbo Natale, ma soprattutto ricorda che quando stiamo insieme ti voglio tanto bene! 

  • 29 gennaio 2013 alle ore 17:08
    Il ricordo di te

    Un sottile fracasso dentro il mio cuore e' il tuo ricordo
    privazione , tormento , non so
    cerco l'ombra della tua immagine sul letto ma trovo solo l'ombra del tuo cuscino
    un sorriso triste pensando a noi  che oggi non siamo più noi,
    malinconia
    come foglie dello stesso ramo un vento improvviso ci ha diviso,
    un vento maledetto
    feroce è sapere che queste lacrime gridano nel silenzio della mia solitudine
    senza che tu possa ascoltarle
    so di essere in un angolo sperduto del tuo cuore e ciò mi affligge 
    mi sento come se filo spinato trafiggesse il mio debole cuore ma l'unico mio conforto
    e' saperti felice lontano da me
    pensarti mi tiene legato al passato , non pensarti inquieta il mio presente
    e' ora di alzarmi da questa sedia e camminare verso il futuro
    saldo rimane il ricordo di te ma non quello di noi

  • 29 gennaio 2013 alle ore 12:57
    Non aspettate...fate presto

    Anfiteatro naturale
    tra i monti 
    e il rincorrersi delle onde,
    terra feconda che germogli
    raffinati intenditori
    di qualsivoglia cultura,
    capaci di rivelarsi
    anche in assenze
    sempre presenti,
    intelligenze moderne
    con l'inimitabile destrezza
    d'impiegare al "MEGLIO"
    tutte le risorse delle menti,
    non aspettare 
    che non ci siano più lacrime
    nei nostri sguardi mortificati;
    noi tramortiti di paura
    e con l'anima vagabonda 
    a dire :non ci resta che morire!
    .
    cesaremoceo

  • 29 gennaio 2013 alle ore 12:39
    Con te

    I pochi momenti
    insieme passati
    allegri o tristi
    belli o brutti

    il sentirti era  emozione
    il desiderarti era soddisfazione
    il parlarti era  conforto
    il pensarti era allegria

    il vederti era vita
    l’aspettarti era contentezza
    il salutarti era  ricchezza
    il baciarti era  dolcezza

    l’esister tuo era tranquillità
    il viver tuo era speranza
    il gioir tuo era esaltazione
    il rider tuo era consolazione

    ricordo sovviene
    memoria permane
    sempre viene
    sempre fugge.

  • 29 gennaio 2013 alle ore 9:57
    Un mattino ingrigito

    Un mattino ingrigito
    mi nasconde il cielo
    e vela l'infinito...

    Mi tiene prigioniera
    ristretta in un trito
    insignificante
    quotidiano
    vivere.

  • 29 gennaio 2013 alle ore 8:22
    E' l'inizio della fine...

    Un altro giorno è cominciato,
    con gli occhi essiccati
    da lacrime inaridite,
    lo sguardo al cielo vuoto,
    cupo sopra
    riesumati vecchi orpelli
    triti e ritriti,tradizione
    di questo  mondo incoerente; 
    farsi largo a sgomitare
    fra attori nella
    quotidiana finzione
    di recitare quiete preghiere
    di speranza e libertà
    nel falso ruolo di angeli
    che donano amore.
    E' l'inizio della fine...
    ...indispensabile per la memoria.
    .
    cesaremoceo