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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 18 maggio alle ore 21:31
    La vita quasi rubata

    Ammutinato nel cuore

    a perdere pezzi d'esistenza

    vado in cerca
    di terapie per combattere i tormenti

    eroi senza paura
    d'apprezzare la sofferenza

    che potrebbero consolarmi
    senza impedirmi nei miei pensieri

    e salvarli anzi
    dalle intemperie culturali

    Diventa così uno spettacolo
    il mio vivere

    tra visite e scintigrafie

    a donarmi da me stesso la gioia
    con il mio scrivere

    E chiudere il mio cerchio
    regalandomi a Voi
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 18 maggio alle ore 21:28
    Rassegnazioni intrise di cattivi ricordi

    Tu cuore

    che godi al piacere
    di tormentare la mente

    abbi almeno

    qualche briciola di pietà
    per chi hai amato

    Ozi a accettarne il futuro

    senza volontà

    e capirlo
    rifugiandosi in equivoci immensi

    più grandi di sè

    dentro alibi riscoperti

    nell'intento di perdonare
    la propria meschinità umana

    in favore di rabbie represse
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 18 maggio alle ore 14:52
    Impara a respirare

    Se sol alla preghiera giusto valore

    si attribuisse, la smetteremmo tutti

    di caricare Dio di nostre egoistiche esalazioni

    … invece preoccupandoci

    di non frantumare cuor suo

    -ma -

    inspirando la sua parola.

    Nella preghiera risiede

    ...il respiro della Vita!

    Luciano Capaldo

    ***La preghiera non deve mai avere una risposta: se la ottiene, cessa di essere una preghiera e diventa una corrispondenza.
    (Oscar Wilde)***

  • 18 maggio alle ore 12:49
    Beh

    Beh,
    c'è poco da dire.
    Ricordate
    che il pastore ha indicato la strada;
    le pecore nere
    vanno cacciate
    solo così salveremo
    la nostra lana.

  • 18 maggio alle ore 8:34
    collage di strappi mozzafiato

    ci sono duemilaottocento chiavi . Centocinquanta arachidi vicino al muro. Troppa fretta. La calce secca torna indietro.

    Collage di strappi mozzafiato. Un cordiale benvenuto dal Marocco. Il rumore attraversa il fondo. La luce di un oblò materiale.

    I neri salutano la “Star Clippers”senza nemmeno un fazzoletto. Che storia! Può la nave crociera viaggiare sul sedile posteriore della corrente?

    Il nome della donna è Lupita . Lo scorso inverno quelle mani hanno fatto il giro del mondo. A picco del mare forza 8.

    Qui i pesci abboccano per fortuna- lei dice.Nell’acqua placida.  Da un’esca all’altra di ultima generazione.Cerco un pò di sole nella geografia confusa.

    A mezzanotte la schiuma nera.I radar di piombo. Ci sono duemilaottocento chiavi.Le scialuppe di salvataggio con le chiavi arrugginite.

    Solo sei mesi di tempo e Panarea sputa le pietre dal bordo polveroso. Uno schiribizzo di poco. Letale e cadenzato ai nostri occhi.

  • 17 maggio alle ore 11:54
    Bergenia

     
    Tu di San Giuseppe umile fiore
    come lo fu lo sposo di Maria
    che un tempo di rosa coloravi
    gli orti contadini e le rive
    dei fossati ancor oggi qua e
    là quando il giorno del Santo
    si avvicina al cielo apri qual
    timidi occhietti quei tuoi rosa
    fiorellini e oggi corre la mente
    ad una figura a me si cara mia nonna
    curva come un tempo ancora dare cara
    cura a quel cespuglio da lei d’anni
    tanti messo a dimora sulla tomba
    di quel suo figlio, mio zio, di cui
    io porto il nome giovane aviere
    un giorno annegato nel lago di Comabbio
     

  • 17 maggio alle ore 5:38
    Ortaggi asciutti

    Ortaggi asciutti
    Fuori da ogni vassoio solare
    Scaviamo le patate
    Per trovare l’attacco dei parassiti
    Cose facili
    Qualcosa muore
    Chiedimi chi ha mangiato la foglia
    E chi ha fatto un buco nel terreno
    A volte il miscuglio
    Della semina
    La notte
    Niente per tutta la stagione

     

  • 16 maggio alle ore 20:50
    Apoteosi della realtá

    Solo le grandi poesie

    riescono a scavare
    nell'animo di chi le legge

    In quei momenti

    i viali d'ogni tramonto

    divengono solo
    una infinità di consuntivi

    e a far la differenza

    non son più le rughe

    ma i sentimenti

    gli unici
    che sconfiggono il tempo

    Il cuore e l'anima

    anche se entrambi
    di un buon casato

    restano spesso incapaci
    d'andar d'accordo

    con la passione a compiacersi
    di questa complicità disattesa

    e pel loro mostrar

    d'essere introversi
    con chi li stima

    E stanno sempre
    ognuno a viver per sè

    negandosi l'un all'altra

    a illudere di bontà la ragione
    nascondendo la reciproca apatia

    e facendo rinunciare i sogni
    a qualche lieta speranza
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 16 maggio alle ore 17:01
    Special

    Sai
    ho subito saputo
    a chi dare in custodia le parole
    I libri... ah il mio piccolo volume
    messo in un posto lontano dalle insidie
    -non voglio tanto penetrarti nel pensiero
    non credere sia eterea
    questa simbiosi apparente con il nulla
    Ma dovrai passare da quella pagina
    diversa -e temo e so-
    con la mia bocca che ti osserva
    ti recita tre distici
    e chiude con l’enigma
    “raggiungere i tuoi riccioli”
    come faccio?

    Ora
    sto qui, vedo la mano muovere le corde
    la mano uguale alle mie corde
    Non ho fermato il gesto sulla lingua
    dire -non voglio maschere e tu sei
    a spogliare l’anima

    e amica è anche amante,
    segreta: nel silenzio fugge-

    Sai, ho imparato
    dalla tua voce a dondolo
    che esiste una musica
    dopo le note
     

  • 15 maggio alle ore 20:53
    Il piacere

    M'immersi tra le pieghe
    di quel triangolo morbido, vibrante 
    Pulsava di felicità 

    Scoprii la sorgente del sogno
    Il piacere

  • 15 maggio alle ore 18:23
    I miei giorni

    Ho visto
    scivolare i giorni
    nelle sabbie del mio mare
    Li ho visti poi spuntare
    fra i sassi di montagna
    e crescere:
    virgulti nel giallo grano
    d’un campo luminoso e arcano
    E poi volare
    - su ali di rondini e gabbiani -
    migrare
    Ho visto
    scivolare i giorni nel domani
    e poi tornare
    - accarezzare lieve la mia guancia -
    e sparire
    Li ho visti scivolare sulle spalle
    e stendersi ai miei piedi
    innalzarsi potenti
    e divenire
    mostruose ombre nere
    E poi azzurre creature
    - ténere e danzanti -
    sul mio ventre
    Ho visto nascere i miei giorni
    - e allargare le sue ali -
    sul mio domani.

  • 15 maggio alle ore 15:22
    Tu poggi il capo e sempre

    Potrei restare nel nero delle sagome
    spina dei silenzi in te mi affino
    Odore di rauche brezze e giglio
    il fianco ondulato
    dove poggi il capo e sempre
    estirpi il tempo, estirpi
    i nodi della terra

  • 14 maggio alle ore 21:51
    24 ore d'assenza,scusate

    24 ore d'assenza,scusate

    Continuo il mio viaggio

    sulle strade dissestate
    dell'interiorità

    tra privazioni e disagi
    a patire tormenti

    e accettarmi in questo stato
    disfatto di tutto

    senza nient'altro da perdere

    E piango nel silenzio
    le mie lacrime

    consapevole che

    quando si cammina
    sulla via dei tormenti

    gli stessi vengono da sè
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 maggio alle ore 21:50
    I limiti del volere

    E quando arrivi
    a un certo punto della vita

    tra le letizie dei pianti

    chissà perchè
    l'anima non ha più bisogno di sè

    ma esce dalla propria spiritualità

    e va in cerca d'attimi di intimità
    e d'amorevoli attenzioni

    E rido tra me e me al pensiero

    che non vale per niente la pena
    barattare la felicità

    per quattro capriole di vanità

    tra i madidi desideri che esternano

    offese di falso godimento
    alle esigenze emotive
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • Mi guardo intorno quasi inconsapevole
    del mio riflettere senza goderne
    e vedo visi contriti di persone
    abituate ognuna a sentirsi felice
    solo dentro la propria solitudine
    a aspettare che siano gli altri
    a vivere per loro

    E non immaginano per niente
    quanto questo sia la causa sovente
    dell'infelicità che li costringe
    a soffermarsi su ciò che è più sgradito
    e lacerarsi l'anima al pensiero
    che le fantasie sognate e desiderate
    possano esser state fatalmente inutili.

    Sto a sentire e taccio silente
    di questi penosi pensieri
    come fossi uno spettatore a teatro
    che s'aspetta nuove e migliori trame
    perché nella sua vita ne ha già sentite tante.

    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 maggio alle ore 21:45
    Riflessi d'anima

    Scorgo il buio

    del mio "sentirmi"...
    genio e sregolatezza

    forse col carattere di merda

    ...Io

    visionario lucido
    gratificato dal mio ego

    con gli occhi da bambino

    l'anima bella

    e con il pensiero proteso
    oltre i confini del dire

    esposto a guardare
    l'aldilà dal nascondermi

    retaggio d'adolescenza

    malinconico e nostalgico
    nella ritualità d'orpelli e bordelli

    mi urlo dentro
    il piacere d'amarmi

    mentre il tempo scorre
    tra le paure che incalzano
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 14 maggio alle ore 21:42
    Paesaggi mozzafiato

    Conservo

    ancora allegri interessi nel cuore

    per ciò che rasserena l'anima
    e la fa rivivere

    e non c'è parola che mi sfugge
    per esprimere i miei pensieri

    soste piacevoli della passione

    a goder delle emozioni
    ammassate nell'eremo dell'interiorità

    E replico empiendomi gli attimi
    di desideri realizzati

    con voglie di recupero
    e disprezzo d'eccessi di cerimonie
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 14 maggio alle ore 21:40
    Dal vero all'illusione

    Consegno al mondo
    punti interrogativi

    peccati di proiezioni psichiche
    a cercare felicità terrene

    e nella condanna delle varianti
    alla stima dell'esperienza

    mettere a nudo la propria interiorità

    Ambiguità senza continuità
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 maggio alle ore 21:39
    Pagine in carta patinata

    Pensieri

    nitidi in ogni dettaglio

    si muovono spontanei
    davanti al presente

    senza forzare la fantasia

    Ombre che abbracciano
    d'intimo volere

    frutti della speranza
    di transitori desideri

    accresciuti dalle emozioni
    immolate all'altare della passione

    che maturano ostinati

    sotto il cielo terso
    dei più leggiadri fiati di vita

    pregni di invidiabile aria

    respirata il tempo di un entusiasmo
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 14 maggio alle ore 21:37
    Il cuore sospeso nel sole

    Tale diviene agli occhi

    al lèggere nuove rime
    in fronte al passato

    il considerare abbracciate

    la nascita dell'emozioni
    e la loro morte

    L'una a donar vita all'anima
    stupefatta da nuovi clamori

    l'altra a suggellar l'arrivo
    nel suo viaggio amabile e mite

    e invidiarne il conforto

    E non ci si accorge

    che tutto il fermentare del mondo
    dona sempre un'altra vita

    e che non sarà mai il buio della notte
    a confonder la passione

    nè ci si accorge che il tempo
    sprecato nel nulla

    non tornerà indietro

    e che fuori di noi
    niente è più importante

    del nuovo giorno
    che l'amore potrà raccontare

    E nel domani che verrà

    forse

    ricevere la giusta intuizione
    a far da luce soave al sognare
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 14 maggio alle ore 21:34
    Se fossi Poeta...

    S'inerpica tortuoso
    il mio Essere
    dentro l'anima repressa
    silenti i passi
    battono i ritmi dei desideri
    avvinghiati al destino
    Ah! se fossi Poeta...
    godrei ancor più
    della mia sofferenza
    allora si che potrei forse meritar
    il donar piacere agli amici
    di leggermi nel ventre di casa mia
    Ma son soltanto Cesare Moceo
    e il mio dir
    cantato dall'onde del mare
    l'ascolteranno felici
    sol tortorelle e gabbiani...
    mentre triste
    mi cullo d'ardor lacrimato
    perchè purtroppo...
    laggiù... lontano...
    a Roma a Firenze a Milano
    mi han "esiliato"
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 12 maggio alle ore 18:52
    La terra a primavera

    la terra a primavera.
    mia madre che riposa 
    e piove, 
    piove.

  • 12 maggio alle ore 13:12
    L'amore

    L'amore

    E tutto lì…
    in quel ghiotto lemma
    che la forma di un bacio
    disegna sulle nostre labbra
    -Mamma-

    Nei tanti pochi centimetri
    d’un vitale cordone,
    ancorché reciso,
    nasce e si fonde la vita

    Codici si trasmettono,
    insegnano e misteriosamente
    educano all’amore...
    eterno e irriducibile.

    M’insegnerai a camminare
    ridere, a sostenermi sulle gambe,
    camminerò fino a correre,
    seguirai l’onda al vento
    dei miei capelli , le emozioni
    e le delusioni e mille mani avrai
    e tante braccia.

    Con esse mi donerai radici
    e chiuse in protezione, poi ,le aprirai
    per ali così concedermi.

    Soggiungeranno i tuoi
    capelli bianchi e dopo
    …anche i miei,
    fin quando quel brutto dì
    arriverà per accomiato ultimo
    e d’allora io t’amerò davvero.

    In quell’erratamente umana indole
    che spinge l’uomo ad accorgersi
    di chi c’è proprio quando invece più
    …non c’è!
    Mi manchi allora,

    -Mamma –

    Luciano Capaldo

    ***Una madre ti mette alla luce e diventerà …mamma per sempre!***

  • I Giochi
     
    meraviglia quieta
    nello sguardo di acqua e sale,
    di freddo verde e nenie di luna.
    e più in qua e più in là!
    rimase un palpito di tepore tenace,
    come di cuccioli addormentati,
    e i girotondi e le statuine
    e gira e rigira e adesso sei a Milano!
    E giravolte e viaggi e aeroplanini e capriole e volteggi  e seme calpestato.
    E il seme fruttifica nel trascorrere, luce che ride,
    nel gioco, nei girotondi, nei cerchi, n.
    E giri e rigiri, e carezze, risate che vennero al tuo
    viso e gioiose si accucciarono nelle tue dita forti
    e viaggiarono e sbocciarono nelle mie mani
    dove s’impressero i nomi, l’allegria, le leggende.
    E furono voci e parole che si scrissero
    nei semi dell’anima
    e rimasero lì, blande, bianche.
    E furono nostalgie, pane di ricordi, calamita d’illusioni, forze.
    Tornano a essere parole d’emozione,
    voci vivide di colori, di suoni tintinnanti.
    Limpide fluiscono in ruscelli argentini, in
    stelle e fiocchi e grembiuli bianchi e furono
    i quaderni nel suolo prodigo.
     
     
    Los juegos
     
    asombro quieto
    en la mirada de agua y sal,
    de frío verde y luna arrulladora
    ¡y màs acà y màs allà!
    Se quedó un pálpito de tibieza tenaz
    como de cachorros acurrucados,
    ¡ Y la ronda y la estatua!
    ¡ Y gira y gira, y ahora estás en Milàn!
    Y rondas y viajes y avioncitos y vueltas y vaivenes y Semilla pisada.
    La semilla fructifica en el transcurrir, gota de luz che ríe,
    en el juego y las rondaS, e y en las vueltas de los viajes.
    Y otras vueltas y giros y carámbolas y vuelos y manos recias
     y risas y caricias que alborozadas se[cobijaron en tus dedos y viajaron
    y volaron y brotaron en mis manos
    donde se imprimieron los nombres, la alegría de los juegos.
    Fueron voces y palabras que se asentaron en semillas de alma
    y se quedaron allí, blandas, blancas
    y fueron pan de recuerdos,imàn de ilusiones, fuerza.
    Vuelven a ser de nuevo palabras de emociones,
    voces vívidas de colores y sonidos,
    repiqueteantes fluyen en rocío de oro, en
    en estrellas y moños, delantales blancos y
    cuadernos en el suelo pródigo.
     
    Francesca  Lo Bue

  • 11 maggio alle ore 3:21
    A fior di pietra

    Fragili, di spazi a saperci belli
    avvezzi a controluci e i rari viaggi
    ma fissa noi la pietra, quando 
    deserta si abbandona.