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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 febbraio alle ore 9:47
    Dalle curve in miniatura dell'amore

    Sette albe dal cordone ombelicale
    e ancora sette tramonti sugli sfondi
    di cieli in fiore, poi fermi i respiri,
    le spire dell'universo nel colore
    della notte, a raggiera nell'ovale
    della curvatura del tempo. I secondi
    nel collasso delle memorie, levogiri
    i percorsi, rimossi i colori delle aurore,
    spiragli da sorrisi, da battiti di ciglia,
    dalle curve in miniatura dell'amore
    che ritorna dal recinto delle rose.
    E ancora tra le acque del chiarore,
    la volta che il sogno è stato conchiglia
    a protezione della vita al sapore
    di spezie nel cerchio amico delle spose.
     

  • 17 febbraio alle ore 9:38
    Il volo

    Quando l'anima vola
    alta alta in cielo
    tra le nuvole il cuore
    resta solo (allora)
    ma non ha paura...
    tra un po'
    da quaggiù 
    anche lui prenderà
    il volo!

    Taranto, 17 febbraio 2020. 

  • 15 febbraio alle ore 21:03
    Abusivo

    In questi giorni abiti i miei pensieri:
    un allegro abusivo
    con un bagaglio troppo pesante.
    Verso parole leggere dentro di te.
    La mia mente piena di pensieri
    è a suo agio per una volta.
    Dipingi un sorriso dopo l’altro
    su una tela rimasta vuota per troppo tempo.
    Non sogno di te:
    i sogni sono per gli speranzosi
    e io ho abbandonato la speranza
    tanto tempo fa.
    Ma se non avessi bisogno di sognare?
    Se la realtà vincesse una volta tanto?
    Qualsiasi cosa succeda, però,
    come un amico o un amore,
    resta per un po’,
    nella mia testa e nel mio cuore,
    che hanno stabilito una tregua
    per adesso.

    Dall’inglese:

    These days you inhabit my thoughts:
    a cheerful squatter
    with too heavy a luggage.
    I pour weightless words into you.
    My overthinking mind at ease for once.
    You are painting smile after smile
    on a canvas that has been empty for too long.
    I don’t dream about you:
    Dreams are for the hopeful
    and I gave up hope
    a long time ago.
    But what if I don’t need dreaming?
    What if reality wins for a change?
    Whatever happens, though,
    as a friend or as a lover,
    stay here for a while,
    inside my head and my heart, 
    who agreed on a truce
    for now.

  • 15 febbraio alle ore 19:49
    Estetica per il neurone

    Come se a un tratto divenisse
    patto d‘imitazione
    il canto dello storno dà un Presto
    e poi chiusura in un Rondò.
    Uccelli noti? Note!
    l’ordine dei passeri in fila sulle righe
    coi becchi schiusi e il senso estetico.
    Rubato, carpito da udito desto?
    corpo imprendibile di sfinge
    va in cifra al rebus per il neurone che sfavilla.
    L’ombra persino
    proietta mille briglie 
    -sbriglianti- da un altro mondo. Si allunga
    il piede, curioso senza staccare
    l’altro. E vola su per una stele
    senza più stele: lemmi, e quanti,
    benedetti. Formule e pennellate,
    campiture a colli di bottiglie, a colli
    di cavalli leggeri pegasi
    libere nuvole
    che il vento annette in traversate mistiche
    spine di pioggia, tornano
    radici in relativo caos.
     
    _ _ _ 
    Mozart per circa tre anni tenne uno storno domestico. Si dice che gli avesse insegnato il canto di una certa melodia. Parti del Concerto per pianoforte n. 17, K. 453 in sol, le ha scritto ascoltando l’uccello.

     

  • 15 febbraio alle ore 17:33
    Il salto del fosso

    Quando vado via
    da te
    per un istante
    soltanto
    impaurito poi
    ritorno col terrore
    indosso di ritrovarti
    distante...
    il mio cuore 
    affranto allora
    riprende a saltare
    il fosso: nel gioco fatuo
    della vita dell'amore.

    Taranto, 15 febbraio 2020. 

  • 14 febbraio alle ore 19:25
    Grigio perla

    Mi sono sdraiata sul letto
    e ho socchiuso gli occhi
    per lasciare spazio ai miei ricordi.
    Sembra ieri
    quando quella sera
    con il body grigio perla 
    che mi avevi regalato
    ero distesa sul tuo letto
    le mie labbra sorridevano
    i miei occhi erano splendenti
    e il mio corpo
    che indossava un intenso profumo
    quello delle mia pelle
    che tu tanto adoravi
    ... ti stava aspettando...

  • 14 febbraio alle ore 18:22
    È nebbia

    È nebbia

    ad ammantare la sera

    stasera

    Amniotico liquido

    avvolgente

    Madre Terra

    Non mostra lumi

    tanto meno lune

    e del ciel

    non v’è parvenza

    E’ nebbia

    Sospensione di molecole:

    anime bianche

    in morbidezza vaganti

    Stasera.

  • 13 febbraio alle ore 20:13
    Succede, senza preavviso

    L'organza dei giorni
    su cui poggiano gl’attimi
    d'un tratto slarga le maglie
    - senza rumore alcuno -
    lascia precipitare i giorni
    confusamente
    l'uno sull'altro
    In turbinio frastornante
    cadono
    senza toccar terra
    restano impigliati nell’aria
    fra denti digrignati
    fra frammenti
    di pensieri scomposti
    È polvere
    in granuli graffianti
    quanto rotea nell'interstizio
    del corpo eterico:
    - vuoto colmo -
    Mesti i momenti si mostrano
    sfuggendosi l’un l’altro
    ora
    lampi luminosi
    e visi imbrattati d’amore.
     

  • 13 febbraio alle ore 11:50
    Un suono non odo

    Consegnando il cielo all’aurora,
    l’ultima stella controvoglia se ne va.
     
    Un suono non odo,
    non dico un’armonica orchestra,
    ma un piccolo clamore, una nota,
    un respiro a scandire il virare
    tra resti di tenebre e i primi sbadigli del giorno.
     
    L’immenso non m’illumina
    e cerco voci che fendano silenzi.
     
     
    *
    Data di stesura 05/12/2013

  • 13 febbraio alle ore 9:43
    L’orlo del respiro

     
     
    E lì l’orlo del respiro e la goccia
    che lo versa, incise le tracce
    nelle memorie di chi resta
    con le divise dei cuori in trincea,
    qui dai venti di burrasca, marea
    e muri d’acqua, lontana foresta,
    riparo per profughi dalle facce
    stanche, mani giunte come roccia.
     

  • Sei uscita dalla notte
    su scarpe prossime alla neve.
    La polvere accucciata dice
    che siamo inutili
    mentre tu scivoli tra veste e buio
    dove la pace atterra
    senza nessuno
    se non il fuoco del sorriso
    morso da inganni, acuta lastra
    del non perdono a te
    a che non puoi cambiare.
     
    Se il nugolo scrittura e vita
    l’hai seppellito, se
    gonfio di errori è il mondo
    e amori altrui
    contro il destino che s’incrina
    estrema congiunzione
    di grido e pietra
    allora ai tulipani si pieghino le sbarre
    per la tua voce audace da far sgomento
    e l'arco così tenero
    mai dissipato,
    di apparizione al vento.
     

  • 11 febbraio alle ore 0:14
    Tempo

    In un presente già passato

    riviviamo momenti diversamente uguali.

  • 10 febbraio alle ore 20:48
    Frammento 61

    Delicatamente
    Accarezzerò le tue corde
    Per sentirne
    le intime vibrazioni

  • 10 febbraio alle ore 17:41
    Se brilla l’eternità

    Buco nero che ingoia la stella,
    ne imprigiona la luce, se brilla
    l’eternità è nell’orizzonte
    degli eventi del domani, ponte
    verso la perfezione del buio.
    Rasoio che atterrisce, febbraio
    è andato alle giostre, la clessidra
    al tempo del plutonio, ladra
    è la religione da parentesi quadra,
    l’ascolto dell’universo s’inquadra
    nella mutazione della musica sacra,
    toni bassi, sintassi di crome, l’ocra
    il colore, il giallo del sole velato
    da polveri nude e in questo apprendistato
    del passato, tutto il senso dell’umano:
    l’ignoto, lo smarrimento, l’arcano.
     

  • 10 febbraio alle ore 12:18
    Nella giornata del Ricordo

    A ricordar profughi italiani
    Chi  oggi contro il padan si scaglia
    immemore a suo dir d’amor pietoso
    al povero  migrante straniero fuggitivo
    vilmente un dì gridò contro di voi violento
    tu qui non devi giammai no mai entrare: 
    profugo eri  dalmata e istriano quale
    poi la sì grave  colpa tua essere italiano
    e voler nella Patria tua essere accolto
    per schiavo non essere più alla mercé
    di quei bruti  compagni titini comunisti
    or a voi volge in questi dì il pensiero
    cari fratelli dalmati giuliani e istriani
    e a un tempo i vostri nidi Parenzo
    Pola Zara Fiume tanto e pur lontani
    ma al cuor nel ricordo sì tanto vicini
     
     

  • 10 febbraio alle ore 11:35
    Haiku

    Nella sera buia
    I riflessi di luna
    Aprono ai sogni

  • 10 febbraio alle ore 6:44
    [Se potessi...]

    Se potessi
    fermare il tempo
    lo farei
    per cogliere quell'attimo
    di dolcezza
    tra i tuoi occhi
    nel tuo sguardo
    silenzioso
    e portarlo nel mio
    cuore spoglio
    ormai di te.

    Taranto, 9 febbraio 2020.

  • 09 febbraio alle ore 21:26
    Padre

    Non riconobbi il tuo amore
    quando ascoltavo le tue parole
    che non appartenevano al mio tempo
    al mio linguaggio
    non riconobbi il tuo amore
    nelle tue notti sveglie ad aspettare
    il mio ritorno a casa
    non riconobbi il tuo amore
    quando le mie e le tue idee si scontravano
    tra il rumore delle nostre grida
    non riconobbi il tuo amore
    perchè il mio era troppo diverso
    e troppo lontano dal tuo
    non riconobbi il tuo amore
    perchè nulla conoscevo della tua vita
    prima della mia, prima della mia coscienza
    non riconobbi il tuo amore
    fino a quando non vidi la sofferenza nei tuoi occhi
    che si stavano spegnendo
    fino a quando il tuo respiro si fece talmente leggero
    da fermarsi...
     

  • 08 febbraio alle ore 23:56
    Zizi

    Il dolore è un punto fisso
    freccia conficcata fra le vertebre
    Persino il respiro è sangue ribelle
    Il dolore è un chiodo
    che penetra e gira nelle carni
    Il diaframma spezza e inganna
    Il dolore sei tu - mancanza -
    rendi pieno ogni vuoto -
    e lo surclassi -
    di nebbie molli nelle vene 
    di rumori nella mente
    di spaventosi vuoti dentr'all'anima
    Il dolore è non poterti dire:
    resta non andare
    senza te non posso stare
    Ma tu già sei lontana
    stella fra le stelle 
    distante troppo
    per potermi ascoltare.

  • 08 febbraio alle ore 19:17
    Al continente di ruggini e coralli

    La traccia è nelle mani, linee spezzate
    e ricurve prima delle falangi, la fuga
    della luce verso l’oriente accende
    un chiarore di luna dal coefficiente
    ignoto nelle notti a trazione solitaria.
    È nella diaria delle date a scomparsa,
    la morsa agli organi vitali, sparsa
    la corolla delle rose ambrate, l’aria
    artica lenta s’espande al continente
    di ruggini e coralli. Poi dipende
    da come guardi ogni solstizio, la ruga
    in più e il vento che cambia le coordinate.
     
     

  • 07 febbraio alle ore 23:53
    Sono stata

    Sono stata membrana
    tremolante nel tempo
    poi vibrante
    caduta nel momento
    Ho visto i miei occhi
    prima ancora
    di sollevare le palpebre
    E poi tornare
    membrana
    nello sbadiglio del tempo

  • 07 febbraio alle ore 18:07
    Senza sinossi

    Proprio come tutti,
    cocci di bottiglia e diamanti
    parimenti, poi furfanti
    sotto volta di stelle
    e ancora frangiflutti
    nelle sere di tempesta, farfalle
    a volo frenato, mutanti
    di specie in via d’estinzione.
    E quando è finita la ricreazione
    ci resta dentro calore di fiamma,
    l’alfa, la beta e la gamma
    di ogni romanzo vecchio, lo specchio
    senza riflessi, poi l’occhio
    di scorta per ciclopi a corto
    di denari. C’è ancora l’orto
    da sistemare a fianco del muro
    senza intonaco, sarà pure duro
    l’amore senza compromessi per sessi
    all’ultimo stadio dei paradossi:
    la storia ora scorre ma senza sinossi.
     
     
     
     

  • 07 febbraio alle ore 16:11
    Buonanotte a te

    Buonanotte a te...
    che stai piangendo tutte le tue lacrime
    per il tuo sogno d’amore infranto
    che ti senti morire dentro
    perché hai perduto lui
    l’aria che ti faceva respirare
    che ora senti enormemente 
    la mancanza dei suoi baci e delle sue carezze
    che stai lentamente cercando 
    di raccogliere i cocci della tua vita
    di una vita che ora ti sembrerà vuota
    ma che pian piano…
    ricomincerà a riempirsi.
     

  • 06 febbraio alle ore 17:13
    Sulle scale da cui non vedi il cielo

     
    E ti aggiungo alla lista dei miei sogni
    il tuo nome inciso in ogni fibra muscolare
    mani intrecciate già al primo sguardo
    e il sorriso che trabocca dall’orlo del bicchiere
    da raccogliere prima che cada sull’asfalto
    perché non vada sprecato un attimo d’amore.
    E ti accompagno sino al primo bacio
    sulle scale da cui non vedi il cielo
    ma se guardi in alto e scosti il velo
    c’è un concerto di luci e suoni e l’adagio
    che c’immerge nella fluttuazione delle ore.
    E’ la scansione dei colori che è cambiata, il cobalto
    prima di ogni grigio, il nero in pensione, nelle sere
    c’è l’orologio che rallenta prima del traguardo
    sul ritmo di una voce che bisbiglia e sa amare
    ogni infinito, ci sentiamo pesci e travi e legni.
     

  • 06 febbraio alle ore 14:52
    Nel giardino di memorie

    Nel giardino di memorie
    la luce cade dai tuoi occhi
    formando lampi,
    costellazioni
    e corpi celesti
    ed io dall'ombra perdo
    la direzione,
    le bugie,
    la brezza della solitudine,
    le parole sulla bocca.
    Nel giardino di memorie
    i nostri respiri
    nascono dallo stesso
    fuoco,
    un bacio sul dolore,
    un sogno per ricominciare,
    una carezza sopra le paure,
    un sorriso sopra lacrime mute.