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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 06 aprile alle ore 20:02
    Con le mani nelle mani

    C’era la traiettoria della luna
    quella fredda, quella più calda 
    la conca del sonno 
    la scia del pensiero

    non c’era bianco, non la carta: 
    scrivemmo ugualmente 
    tante parole in fila
    posandole dagli occhi come un mare
    attraversato da una partenza 
    e poi l’arrivo mai

    spostavamo il domani 
    per continuare il viaggio

    noi andiamo dove conduce l’ispirazione
    con le mani nelle mani,
    le porte lasciate aperte
    e tante vie per riconoscerci

  • 06 aprile alle ore 10:50
    Poesia della vita

    Bisogna essere felici di nulla,
    magari di una goccia d’acqua
    oppure di un filo di vento.

    Di un animaletto che si posa
    sul tuo braccio o del profumo
    che viene dal giardino.

    Bisogna camminare su questa terra
    con le braccia tese verso qualcosa che verrà
    e avere occhi sereni 
    per tutte le incertezze del destino.

    Bisogna..

  • 06 aprile alle ore 10:27
    Chiudo gli occhi

    Sussurra una voce, di te mi dice d’Amore
    quando viene sera insieme ad un sospiro 
    sento che ci sei
    e tutto ciò che è intorno scompare
    mi sdraio su una nuvola azzurra
    in un cielo rosa
    e riesco a vedere te
    che cavalchi l’immenso cielo.
    rubo gli ultimi raggi di sole
    ed i primi della luna
    nel riflesso dell’acqua del mare ti ritraggo,
    le onde fanno svanire tutto
    chiudo gli occhi
    e ti vedo correre verso di me.
    Un giorno
    nella costellazione più bella
    riuscirò a leggere il tuo nome.

  • 05 aprile alle ore 23:38
    Sono il cugino buono di Adolf Hitler

    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    la sera mi corico
    e penso al cielo lindo,
    alla Madonna dei Pozzi,
    a come vorrei che fossi
    al Palla Strozzi
    a Benedetto da Maiano,
    a come la malinconia
    mi avvolge piano piano.

    Suono melodie,
    faccio follie
    da artista squattrinato,
    nato e cresciuto
    insieme al cugino che stimo
    e che odio da sempre.

    Son sempre stato
    un tipo strano:
    coltivavo rose nere
    giocavo a scacchi con un passero
    e mi sentivo sereno
    nelle notti senza stelle.

    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    non vogliatemi male
    non l’ho voluto io.
    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    non vogliatemi male,
    poteva andarmi peggio:
    potevo essere
    il cugino del pulcino
    Pio.

  • 05 aprile alle ore 20:44
    Noi... umili

    Loquacita' versate su fogli bianchi
    che si colorano di pensieri
    a incutere apprensioni
    Debolezze d'attimi
    che mettono alla prova l'ingegno
    rinchiuso tra le pareti
    scorticate della vita
    E leggo e scrivo
    e scrivo e leggo
    e parlo con gli amici
    nella nostra virtualità
    e nei nostri virtuosismi
    che c'immergono
    nella realtà e nei sogni
    e insieme viviamo
    nel correre più veloci
    del tempo che c'insegue
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 05 aprile alle ore 20:42
    "Vile incenso ho dato in povero rito"

    Ho navigato per anni
    nel mare delle tempeste interiori

    sballottato tra onde
    impetuose di passioni

    ignare della loro complicità
    con il mio soffrire

    finché esausto

    la marea dei tormenti
    mi ha arenato

    sulla spiaggia dell'anonimato



    la mia solitudine
    non mi ha fatto poi tanto male

    come quanto il ricordo
    dei miei occhi senza luce

    spenti di volontà

    che m'avvinghiavano

    stritolandomi l'anima

    e vile incenso
    davo in povero rito

    per dare spazio
    ai demoni e ai silenzi

    Ora voglio esser

    cantandomi

    l'amico di tutti

    e Voi tutti
    che con me canterete

    miei amici rimarrete
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 20:40
    Auspici

    Lasciarsi andare

    e vivere il mondo
    per il mondo

    con la sua luce
    a splendere in eterno

    Ansimare

    e ritrovare un bene da perseguire
    desideroso di riaverlo

    nel piacere di soffrirci assieme

    nella bontà della sua lussuria

    E restare come perso
    in quella costanza

    senza delitti nella coscienza

    attorniato da mille scintille di grazia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 20:38
    E così nutro il cuore

    Forse non si capirà più di tanto
    in quello che dico

    ma sappiate che non mi sento
    mai tanto bene

    come quando scrivo

    E diviene
    momento di buona sorte

    il mio scrivere

    che d'un canto mi livella
    e dall'altro mi èleva

    specchio pulito
    che riflette il mio Essere

    nel felice incontro
    con la conoscenza di me stesso

    dove non posso barare

    E oltre va l'anima

    nel passaggio d'aria commossa
    dai seni mentali

    avvolto dalle sensazioni
    che placano gli spiriti

    e tengono a bada
    i sentimenti malvagi

    nel sentiero che esalta la vita

    e mi dona giorni memorabili
    sui quali riflettere e agire
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 20:36
    Io, Caino e Abele della mia passione

    Isolato in questa visione

    mi lascio andare
    agli abbracci della vita

    inebriato da brividi pungenti
    in questa vista mattutina

    Io succube della tua bellezza

    Caino e Abele
    della mia passione

    rimango qui estasiato

    quasi incantato

    a parlare con te mia Cefalù

    e a raccontarti i miei dolori
    e le mie allegrie interiori

    E Tu

    pura fonte d'amore

    mi accogli nella tua gloria

    e in quella
    sottobraccio mi conduci
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 13:13
    (32) Il bimbo mostro

    Giovane  blasonato di casato
    Rocchi,  potente stirpe di Cosenza,
    sposa donzella di bella presenza
     a compimento d’amore bramato.
     
    La coppia attende bel frutto  pregiato
    per loro unione che di fede è essenza, 
    e sempre più pressante è l’esigenza
    stringere al petto ‘l figlio già adorato.
     
    Ma qual stupor! Qual immenso dolore
    in creatura veder figur di mostro,
    da viso informe, che ne dest’ orrore.

    Annientati di grande sì disastro
    petto di pena e lacrime trabocca,
    che non son occhi in egli e manco bocca.
     
    Tiene parvenza sol d’informe mostro.
     

  • 04 aprile alle ore 20:49
    Devi essere forte

    “Devi essere forte”

    E allora piango quando nessuno mi vede.

    Piango in auto mentre ascolto la musica 
    dalle casse rotte e stridenti,
    come tutto il resto in questi giorni.
    Piove di più. Ovunque.

    Piango all’ospedale
    quando mamma non è con me.
    Ti accarezzo il viso anche per ore.
    Ti bacio il naso come facevi tu.
    Cade una lacrima sul tuo braccio e scivola sul tubo a mescolarsi con la morfina.

    “Devi essere forte”

    Piango nei sogni.
    Quando mi sveglio sul cuscino bagnato. 
    Il letto vuoto come il cuore.
    Chiudo gli occhi.

    Piango fiumi, 
    che diventano laghi e poi mari.
    Ti piaceva nuotare al mare. 
    Uscivi la mattina, rientravi la sera.

    E allora tu nuoti nei mari,
    attraversi i laghi,
    risali i fiumi,
    mi entri negli occhi, 
    sali nella mia mente,
    e scivoli nel mio cuore.
    Ti siedi là. 
    Stanco ma sorridente

    E cominci a parlare.
    ‘Ciao Micetta’
    Sento chiaramente quello che vedo vorresti dirmi 
    quando a malapena apri gli occhi per guardarmi.
    Quando muovi le dita perchè vorresti toccarmi.
    Quando biascichi parole tra lamenti rassegnati
    frustranti per me e per te. 

    Sei qui nel mio cuore, papà.
    Ti ascolterò per sempre, amore mio.

  • 04 aprile alle ore 20:25
    In calici del vento

    In calici del vento
    forme al confine con le nostre
    aria e materia
    tutt’uno imperturbabile
    si librano
    al tempo ritrovato
    libere
    dalle afasie del vuoto.
     
    Scaliamo le montagne col pensiero
    meraviglia d’essere in due "qui"
    antipodi riuniti in foci azzurre
    a un sole esteso
    che asciuga le paure.
    Che ci trattiene dal cadere.

  • 04 aprile alle ore 18:36
    Andare avanti

    Imporre l’ordine

    dove il caos

    ha trono…

     

    pur sgranellandosi

    nella furiosa tempesta

    che maledetta avanza

    con trionfante incedere.

     

    Piantare semi

    nella roccia dura,

    mostrando fieri

    la tenacia

    dell’erica.

     

    Diluire a dismisura

    le gioie raccolte

    goccia a goccia

    nell’arsura.

  • 04 aprile alle ore 17:00
    Un giorno

    La calda cenere un giorno si poserà lieve,
    sul manto blu dell'amico di sempre,
    né fiori né fiammelle,
    ma ci saranno anemoni e conchiglie,
    sole e stelle,
    danzerò con i delfini,
    avrò la compagnia di una moltitudine di anime,
    ma la più importante,
    mi terrà per sempre per mano. 

  • 04 aprile alle ore 16:56
    Caro papà

    Mani grandi,
    mani forti,
    mani delicate come una piuma,
    per proteggere con dolcezza e avvolgere con amore ciò che è tenero.
    Sguardo intenso,
    occhi scuri,
    occhi ladri che catturavano l'anima,
    li definiva così la mamma,
    l'altra metà del mio cuore,
    occhi che mi appartengono,
    i miei come i tuoi,
    avrei voluto dirti tante cose,
    raccontarti di me,
    però la spensieratezza di una bimba,
    non può fare i conti con la vita,
    ma c'è il mare che ancora oggi mi ascolta. 

  • 04 aprile alle ore 16:48
    Cuori ardenti

    La neve non si posa sui cuori ardenti,
    ci prova,
    scende lenta e soave,
    ma quando arriva giù si trasforma,
    non imbianca non ammanta,
    cambia i fiocchi in lacrime di gioia,
    in rivoli bollenti.

  • 04 aprile alle ore 16:43
    Sotto il segno del Leone

    Ma quant'è ribelle 'sto leone sotto pelle,
    non lo fermi non si fa gestire,
    bello o brutto ha il suo stile,
    decide sempre cosa fare con il rischio di sbagliare,
    non lo domi non lo blocchi è una belva con i fiocchi,
    dura e forte è la sua scorza non lo prendi con la forza,
    la sua grande debolezza ama solo la dolcezza. 

  • 04 aprile alle ore 16:38
    Eccolo!

    Eccolo che arriva,
    risale dal profondo dell'anima,
    dalla parte più oscura,
    dove si perdono i ricordi peggiori e la fragilità ha piantato i suoi semi,
    il piccolo bimbo,
    sale graffiando l'anima e urlando il suo dolore al cuore,
    che spesso lo ignora o fa finta di non sentire,
    quando però finalmente riesce ad emergere mostrandosi,
    solo allora nasce la vera poesia. 

  • 04 aprile alle ore 16:35
    D'essere niente

    Vivo
    ora che ho perso
    tramonto d’occhi
    tristi – e l’ora s’appressa.
     
    Vivo
    nel vuoto di sospiri
    d’essere niente
    assenza.
     
    Vivo
    nel buio
    levigato
    da luce d’estasi.
     
    Vivo
    nel gelo privo
    di memoria
    dell’onda senza mare.
     
    Vivo
    di morte
    putrefazione
    del tuo bel fiore ambìto. 

  • 04 aprile alle ore 12:51

    Resti qualcosa che non cancellerò mai, nemmeno il tempo potrà sbiadire quello che sei stato. Resti dentro come la cosa più dolce che ho sfiorato e allo stesso tempo come il pugno più forte che il cuore ha ricevuto e sarai nell'anima come la pagina più intensa. Resti dentro i sogni mancati, dentro il rumore del silenzio, dentro il caos della mente e dentro il frastuono del cuore. Resti alba e tramonto del periodo più bello, il giorno e la notte del giorno migliore. Semplicemente TU resti... punto!

  • 04 aprile alle ore 12:34
    Tra cielo e mare

    Le estremità in acqua tra le onde azzurre,
    che dolcemente mi accarezzano,
    mentre le mie radici sono sempre più profonde in questo immenso mare,
    il mio sguardo intanto aspira al cielo,
    guardando lassù tra le stelle,
    con la mente che si perde rincorrendo angeli,
    vivo così,
    divisa tra cielo e mare. 

  • 04 aprile alle ore 12:23
    Essenze umane

    Anime di carta stracciate dalla vita,
    piene di segni e disegni,
    parole e macchie,
    accartocciate spesso su se stesse,
    bagnate dalle lacrime e sciolte per sempre,
    soffiate dal vento lontano da chi ci ama,
    ecco cosa siamo,
    solo anime di carta e voi che vi credete furbi,
    voi che vi credete immortali,
    Dei presuntuosi ed arroganti,
    scendete da quell'Olimpo fatto di niente,
    spariranno anche le vostre false certezze,
    perché siete solo anime di carta,
    che avvampano con il fuoco. 

  • 04 aprile alle ore 12:07
    Anima di mare

    Se spalanchi il mio cuore ci trovi il mare e nel mare c'è il mio cuore,
    è un legame indissolubile,
    inscindibile ormai da tanto tempo,
    forse da sempre,
    da quando gocce di sale sono piovute dai miei occhi,
    a ricoprir strade da me percorse,
    strade dure e difficili,
    ma sono ancora qui e continuo il mio cammino. 

  • 03 aprile alle ore 16:13
    Impastare grano

    Sinergie positive nell'impastare grano
    la palla è liscia da sembrare pelle riposata

    le mani si perdono, assorbite dal flusso molle
    del tempo. Sono morbidezze in umida grammatura,
    arte meccanica con retrospettiva in appunti scritti

    un piccolo quaderno di trent'anni 
    dalla grafia inclinata in avanti 
    e segni di vecchie lavorazioni, asciugati dal phon.

  • 03 aprile alle ore 9:04
    Sognavo

    Sognavo di volare
    sopra a nuvole  alte
    senza curvarmi al peso
    di questa vita greve,
    sentivo solo il soffio
    di mille ali eteree
    Tra gli angeli seduta
    profumi e ambrosie a iosa
    mentre sognavo scrivere
    d’amore e fiori rosa
    con un posto grande
    nel cuore e nella mente
    a ospitare il buono
    il bello, il giusto e il sano
    ancora  figli d’uomo.
    Cullarmi ritrovando
    calma e serenità
    tesori ormai perduti
    da questa umanità
    sognavo...