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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 gennaio alle ore 14:30
    Singhiozzi d'eccitazione

    Giornate di freddo intenso regalano assordanti silenzi e persistenti solitudini alla mente e pure al cuore M'accompagno nel mio scrivere impreparato ai sotterfugi a scervellarmi su come donare al mondo i miei pensieri ansioso d'un'ansia che mette a disagio anche le dita e il loro affetto per le parole Vado incontro a questa volontá nel piacere di rubare alla passione e farne omaggio alla malinconia e riempiendo di rimproveri all'anima il vuoto creato dalle mie riflessioni eclissate nel loro retaggio E mi ritrovo genuflesso a chieder alla vita d'essere ancora una volta la mia guida dolce e penetrante come essa sa di essere nei miei timori reverenziali . Cesare Moceo

  • 05 gennaio alle ore 14:29
    Ombre...vedo solo ombre

    Sollievi propizi di attimi immaginati in queste viuzze del paese mi fan parlare con Te mio Salvatore mentre il vento della tristezza ora calmo ora impetuoso soffia creando correnti d'inutili parole che s'incolonnano in rivoli d'aria a formare tornadi d'indifferenza Mi guardo intorno dubbioso e rifletto in Te tutte le mie paure per le tempeste di insensibilitá pronte ancora a ringhiare nelle anime e stridere nei cuori di quegli uomini diventati ormai briciole nere di ombre senza luce . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 gennaio alle ore 20:49
    Neve

    Fiocca lenta
    Nel silenzio tutto mio
    La tua poesia

  • 04 gennaio alle ore 20:34
    Fiocchi d'egoismi

    ...a tutte le donne,con l'invito in queste sere di neve e freddo,a tenere gli occhi aperti... Nevica forte al di lá dei vetri in stanze sui tetti delle case mansarde dove la neve copre e nasconde al battito dei cuori imbarazzanti ferite che implorano al vivere alveari di zelo Occasioni a divenire spesso un ammasso di suppellettili di vita che misconoscono gl'incontri con i crudeli attimi d'amore rubato all'innocenza quasi fosse un autoregalo E di quel bianco candore restano soltanto donne piangenti e sogni rimpianti d'orizzonti incantati . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 gennaio alle ore 20:33
    Mare, perché ?

    Nel freddo di questo mattino pensieri intrisi di commozione fanno le fusa al vento e al rumore del mare Guardo le onde e le loro creste e m'immagino vaghe carezze che potrebbero rivestire gli uomini di comprensione Vorticosi mulinelli d'emozioni che come abiti da sera non sfrigolano piú sulle ferite e spiaciuti della futilitá della vita mostrano al mondo la loro eleganza Sol che in quel mostrarsi dimenticano d'esternare le sinuositá sensibili proprie del sorriso nelle facce dei corpi che l'indossano e che rimangono loro malgrado sferzati dalle discontinue brezze del vivere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 gennaio alle ore 20:02
    Tra i pensieri

    Al di là dei miei pensieri,
    c'è un campo sterminato dove vivono tutti i miei sogni.
    Un campo innevato, candido, incontaminato, semplice.
    Là c'è posto solo per chi ama sul serio,
    col cuore, non solo a parole.
    Dove tutto s'intrinseca solo con i sentimenti più puri,
    dove non c'è spazio per le banalità, per le false illusioni, per le cose ordinarie.
    In quel campo nasce,
    tra i rami degli alberi,
    solo l'amore condiviso, quello che va al di là dei limiti.
    Un solo amore.
    Per sempre.

  • 04 gennaio alle ore 12:34
    Tutto il tempo

    Tutto il tempo che incendia
    soffio nuovo e mai estinto
    averti qui tatuo al mio seno 
    spalancato alle nuvole
    fragile e nudo
    pronto a che tracci 
    altri solchi indelebili.
    Il tempo è 
    avere te vita che penetra 
    che mi sprofonda 
    e raccolgo dal rantolo
    mentre anche il cielo è rosso
    di travaglio e di grida
    di ogni respiro 
    nato divorando le rose.
    Lo sento sempre 
    il profumo che mi scolpisci. 
    È che non ho forma
    se non il calco delle tue mani
    intorno ai fianchi,
    dentro, di taglio.

  • 04 gennaio alle ore 8:59
    Tu,vita

    Quel giorno mi hai preso da parte m'hai parlato e m'hai detto che finalmente potevo torturarmi da solo E voglio raccontare al mondo la mia meraviglia alle tue parole che avvolgono ancor la mia allegria arrivate proprio quando m'ero convinto del mio destino di restare chiuso nel mio presente a sbadigliare nel silenzio nelle notti e guardare il cielo e le sue stelle nel loro donarmi i vuoti riflessi del mio vagar inutile nell'inutilitá dei giorni ridendo di vecchi ricordi mentre questi s'affievoliscono e muoiono dannati senza voler mai cambiar prudenza e poter godere al pensiero che la mia arte e le sue invenzioni potrá renderli immortali . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 gennaio alle ore 8:58
    Giorni di gelo...nel cuore

    Vado tra intense folate di vento gelido che prendono per intero l'estensione del mio pensare ubriaco di passi indolenti a zigzagare tra foglie ingiallite rinsecchite dal freddo Cerco nel mio ciondolare di dare un senso a ciò che mi circonda tra i rumori attutiti dal gelo che rende l'aria d'ovatta e l'eccitato frastagliar dell'onde che m'invita a veder le cose nella realtá del loro essere E si stende immediato un velo d'ignoranza tra i miei occhi e il mio vedere come a voler precludermi tutta la visione del mondo e lasciarmi povero e avvilito a volte anche stanco del mio viaggio col solo desiderio di fermare questo mio andar senza meta . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 gennaio alle ore 8:58
    E invece...

    M'immagino bambino a correre a perdifiato su questa spiaggia che si distende innanzi ai miei occhi nel mio sguardo d'allegro dolore per rustiche fantasie fatte di pensieri intrecciati a formare scacchi di desideri e cupi riflessi nella mente E nel mio lavorar di favole mi rattrista il trovar rifugio nella povertá dell'inerzia che gioca con l'angoscia e ferisce l'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 gennaio alle ore 8:48
    E faccio mio...il volo dei gabbiani

    Dopo la pioggia stamani sento in me l’anima che vibra al greve tocco del sole Passeggio nel giorno giá vissuto guardando in cielo il volo libero dei gabbiani con la convinzione di voler bastare a me stesso E mi pervadono nell’interioritá scariche d’adrenalina che comunicano dal cuore la mia gran voglia di rinascere di essere un’altra persona meno malata di parole con il desiderio intrinseco che il mio scrivere non resti soltanto una convalescenza perdipiù da vivere nel piacere salmastro di questa brezza pungente che dal mare si diffonde attraversando la mia mente con la sua vigliacca volontá di stordire il mio dire . Cesare Moceo poeta di Cefalu' Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 gennaio alle ore 8:46
    Le piaghe della vita

    Sono stato ragazzo e ho smesso quando ho capito che la sofferenza era diventata superiore al gioire. E mi sono accorto ancor d'aver sbagliato pentendomene perché da adulto ho sofferto di più e adesso vecchio soffro le piaghe che questa vita mi ha inflitto anche se in essa vivo sereno. Conosco molto bene la mia esperienza e la racconto nella mia volontà di far del bene a chi vuol restare bambino . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 gennaio alle ore 21:31
    Estasi

    Il vento
    fa incontrare
    le anime lontane

    E si toccano
    Si desiderano
    Si amano

    Sublime armonia dei sensi

  • 03 gennaio alle ore 14:10
    Caos finito

    Tremanti cadono come coriandoli

    sogni svaniti,
    l’amore creduto morto rivive
    forgiando parole nuove,
    la luce si insinua nella mente…
    Il disordine che affumica i pensieri
    trova le tracce nelle cose non dette…
    Inconsapevolmente hai creato l’eternità.
     
    Sbocciano in un campo di sampietrini i ricordi
    di gioia,
    paradigma del bene declinano ogni desinenza
    del tuo viso adorato,
    tempi e modi hanno solo il tuo respiro.
     
    Lucenti lacrime riscaldano l’attesa,
    madre di un nuovo sorriso è il tuo addio.

  • 03 gennaio alle ore 12:03
    Il tempo sornione

    Sornione , il tempo  ed  anche indifferente
    verso l’amore del genitore… scorre.
    Esso ha svuotato gli occhi dei miei figli
    un tempo ricolmi di amore ed ammirazione
    …per me!
    Anche la confidenza con l’odore della mia pelle
    alla quale inesorabilmente sono stati  a lungo
    abbarbicati nel tentativo di farli addormentare,
    è svanita  portando via con sé anche le sillabazioni,
    i pianti e le argentine  risate.
    Da tempo il pudore come anche il giudizio
    o la stessa vergogna hanno preso il posto
    di quell’aria un tempo respirata insieme.
    La stessa!
    All’ammirazione ed imitazione ormai
    da tempo  è subentrata la critica
    come giusto che fosse.
    Hanno scoperto i miei difetti
    ed è anche maturato l’oblio.
    Per fortuna nel genitore soggiunge l’eco
    sì , l’eco del ricordo, dei ricordi  che rimbalzando
    sul  cuore ripercorrerà sempre
    quei momenti incancellabili rivivendoli
    anche per loro… i miei figli.
    C’è tenerezza  ma non rimpianto!

    Luciano Capaldo 
     
    ***Il tempo ci restituisce solo il ricordo…***
     
     

  • 03 gennaio alle ore 11:17
    Inverno

    Sui rami spogli
    copiosi fiocchi di neve

    E tu...
    Tra le mie braccia
    Al caldo

    Nel silenzio di sottili vibrazioni

  • 02 gennaio alle ore 21:16
    Haiku

    Fiocchi di neve
    Sui rami verdi e spogli
    Germi preziosi

  • 01 gennaio alle ore 23:37
    Sulla Distillerie

    Sulla Distillerie Faucher
    il ballerino a schiena nuda 
    prova un croisé e niente si avvicina
    al senso d’ombra che permane
    in richiami inventati 
    di tigli e nastri al vetro.
    In rue d’Auffrey abbottonata 
    poche ore e un anno 
    si lascia andare giù
    dalle lesene e muti
    i mattoncini si colorano
    di nebbia e vene esangui,
    e abeti quelli spiantati 
    restano a far luce 
    come cuori in subbuglio
    destinati l'uno all’altro a placarsi 
    in un ennesimo momento
    un piccolo ago, verde di eternità.

  • 01 gennaio alle ore 14:31
    Lanterne Mongolfieriche

    Spari Viola
    nel Cielo di Focolare...
    Lanterne Mongolfieriche...
    Ho sognato di Baciarti
    così di Mare Intenso...
    che già Albeggia....

  • 01 gennaio alle ore 11:40
    L'alba di un nuovo mattino

    Non voglio sprecar parole nel silenzio di questo nuovo mattino cercheró dentro me pensieri di conforto alla consapevolezza che della notte trascorsa giá si son perse le tracce afferrando con gli occhi sbaffi di sogni nella visione delle cicatrici che affondano in essi spalmate lungo lo scorrere degli anni E ringrazio la mia fede che ancor oggi adombra i miei dubbi In Essa credo... senza alcun patimento . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 01 gennaio alle ore 11:38
    Non avrò mai

    Seduto col mio Noel accanto su questo divanetto trovato a sorpresa nella mia vacanza leggo tranquillo Brian Payton nel suo "Non ti lasceró andare" romanzo d'amore e di guerra che mi trasmette d'insegnamento la fragilitá della vita e il grande potere del vero amore Ho giá imparato da me stesso camminando tra le impervie vie del vivere a conservare con scrupolosa attenzione l'equilibrio dell'interioritá cercando in essa la parsimonia delle ribellioni dell'anima e mi dispiaccio leggendo dell'accorgermi dei miei sogni frantumati vissuti nell'idealismo di questa realtá per nulla piacevole buona solo a provocarmi con la sua futilitá E non avrò mai carezze da indolenti sveglie che battono ore di strazio o d'afflizione . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 01 gennaio alle ore 11:37
    Le mie festività

    Schiacciato dal mio "mal de vivre" affascinato dal mio maleddettismo vivo questi giorni di festa a soffrire le mie fragilitá intrise d'inferioritá e di passioni abortite in cui la mente patisce l'anima inaridita dentro cornici d'interioritá insudiciate dal suo esser assente alla vita e alle sue emozioni Apatie consumate a luci spente oppresse da affanni sconosciuti nell'oscuritá di vuoti spazi d'orgoglio che risucchiano il calore della vita E cangianti sfumature d'orizzonti nell'epica della quotidianitá assalgono il cuore anch'esso disamorato nel ricordo di battiti del recente passato che riconoscono in quegl'istanti dolci felicitá divenute ormai amare visioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 01 gennaio alle ore 11:36
    Finirà, prima o poi...

    Arrivano dal passato all'improvviso nuvole nere a sporcare ancora di vecchi disegni la trasparenza della pace conquistata nel sacrificio e avvolgere di freddi silenzi i rumori del vivere E malesseri diffusi subito s'espandono nella mente e nel corpo nel ricordo d'antiche infamitá di tenebre calate nell'amor donato Odi repressi si risveglian perturbando ogni attenzione e dispiacere per chi nel tempo ha seminato vento dimenticando le tempeste raccolte E non chiedete il perdono del mondo ...quello cercatelo in Dio... se vorrá concedervelo . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 01 gennaio alle ore 10:11
    In my head

    In my mind
    In my head
    This is where 
    It all begun
    Where it All will end
    In my heart
    In my hand
    This is where
    It will all end
    Where it all has begun
    Forgiven thoughts
    Forgotten fights
    In my mind
    In my head
    Where the nights fall
    Where the days end
    In my heart
    In my hand
    This is where
    I stand
    Where It all will mend
    Someday
    Sometimes
    In my mind
    In my head
    This is where
    I will no longer mind
    Where it will go to bed
    In my heart
    In my hand
    Where it will all 
    come to an end 
    In my mind
    In my head
    This is where
    I will no longer be
    Where I have been
    Where I have gone
    In my heart
    In my hand
    It will all go away
    When I will be
    In a very deep sleep
    Where I can’t see
    Where I won’t be.

    Carlo

  • 01 gennaio alle ore 9:58
    Sogno o son desto?

    Io ti sogno
    E non te ne vai
    Sei felice
    Come stai?

    Sereno e sorridente
    Dentro ai sogni
    Tu mi appari

    Dimmi un po’
    Lì di certo 
    Non ti ammali

    Come vanno lì
    Le cose
    Sempre rosse
    Son le rose?

    Ti sento qui 
    Sempre al mio fianco
    Quindi anch’io
    Un po’ ti manco

    Poco tempo è sai passato

    Ogni giorno 
    A camminare
    Per ore ed ore ad incontrare
    Quel pensiero lì invadente

    Mi ricorda sempre dentro 
    Nella mente
    Quei momenti già passati
    Dentro al cuore son tornati

    Dimmi un po’
    Tu che lo sai
    Ma il dolore passa mai?

    Questo lamento 
    Che sento sempre dentro
    Non sbaglia mai
    Fa sempre centro.