username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 07 marzo alle ore 20:45
    Accarezzami

    Il tempo ha una sola ragione,
    nei tuoi respiri ritrovo i battiti
    dei miei istanti perduti,
    le ore tuffandosi dentro i tuoi
    occhi,
    regalo giorni preziosi…
     
    I ricordi sono pronti per nascere.
     
    Solo tu,
    baciando la mia bocca,
    scacci via la durezza dal mio volto…
     
    Le ferite lasciate da carezze amare,
    riconoscono che questo giorno sarà
    sempre il primo giorno,
    la semplicità del discorso è racchiusa
    nel tuo sorriso.

  • 07 marzo alle ore 16:19
    Il mulino stanco

    C’è un piccolo mulino
    sotto il mantello del bosco
    dimenticato
    non batte più il suo tamburo
    sul gorgheggio dell’acqua
    Panta rei
    scorre e corre il ruscello
    lo stesso da sempre
    ma la ruota non fa più la ruota
    e la macina non ha più voce
    nella carezza
    conciliante e pacata
    Il mugnaio vestito
    del buon odore tinto di bianco
    s’è addormentato
    accanto al silenzio del maglio
    e sogna della sua fiaba.
    È la fiaba dei vecchi stanchi
    felici della fragranza
    del pane sfornato
    di mia madre bambina
    che sgranava le spighe
    giocava e saltava sulla bilancia
    tra i sacchi satolli
    e si bagnava nel canaletto
    Mia madre s’è fatta vecchia
    ogni storia ha una fine
    la pietra resiste
    e il mulino di pietra
    è una fiaba fra tante
     

  • 06 marzo alle ore 17:29
    E non c'era fine

    Era inverno l'idea di te,
    quasi un apparire di brina
    a far male dentro,
    siderale come luna
    nel distacco da qui,
    dove ho raccolto le mani
    per riscaldarle al suono
    del cuore.

    Era inverno e non finiva,
    la luce sempre accesa
    da una finestra persa,
    quei filari dimessi
    a contarmi i passi
    fino a te,
    e non c’era fine.

    Era inverno il tuo viso,
    un bagliore di neve
    sul ciglio di luna,
    un brillare di ghiaccio
    soffuso dal tuo sguardo
    sospeso nella notte,
    fino a me,
    e non c’era fine.

  • 06 marzo alle ore 14:30
    Calice di Cristallo

    Calice di cristallo
    rimani in bilico per me
    ancora un po'.
    Per la luce 
    purezza di immagine
    riflessa dal fuoco
    di un vecchio camino.
    Per la storia
    cornice di un sogno
    narrata dal tuono
    di un forte temporale.
    E per i frammenti
    taglienti come rasoi
    per incollarli insieme
    come certezza della fine
    davanti allo specchio incantato 

  • 05 marzo alle ore 16:15
    Corona di viole

    Sotto la luce del sole
    abbiamo intrecciato
    umile corona di primule,
    margherite e viole.

    Abbiamo poi chiesto
    aiuto al vento perché
    i petali li raccogliesse
    sulle invisibili sue ali;

    perché era un giorno,
    uno qualunque
    che non prometteva sconti
    a nessuna fantasia creata
    con il cuore o no; e allora
    ci facevamo piacere i colori,
    consapevoli che presto
    si sarebbero sciupati
    sulla linea dell’orizzonte
    già mezzo occupato
    dalla bizzarria delle nuvole.

    di Viola Corallo e Iannozzi Giuseppe

  • 05 marzo alle ore 12:22
    Ventricoli

    Il mio centro imperfetto
    mi fa tremare
    al vizio terribile della sua musica
    danza di gruppo di arterie
    poco originale, trascinante sì
    Vibro tutt’una col suo potere
    mi piego per appagarlo
    mai per piacere
    La bacchetta del direttore si presta
    in virtuosismi sperimentali
    gaio divertimento il suo
    burrascosa paura la mia
    Il suo slancio innocente
    mi lascia indietro
    il ritmo diventa non pertinente
    Pochi secondi allungati
    dura l’estrosa vertigine
    nel ritorno ancora una volta
    mi guardo, sono com’ero

  • 04 marzo alle ore 22:01
    Frammento 26

    Vorrei inoltrarmi
    tra gli abissi misteriosi
    della tua anima

    E accarezzarla

  • 04 marzo alle ore 18:54
    Povera cartolina

    Nel giorno della festa delle donne
    il pensier mio ad un lontan assai
    anno oggi corre e ti vedo così con rabbia
    stracciar quella mia colorata cartolina,
    non ricordo se vi fosser in rilievo rose
    rosse o gialli o forse degli azzuri tulipani
    ma poi sul retro vi eran scritte parole solo
    son certo non d’amore ma di semplice amicizia,
    poveri quei  miei fiori di carta e non so perché
    così da te distrutti e non destinati se così
    poi così lasciati ad appassire ma nel tempo
    a mantener quel bello lor vivo colore e che
    oggi dopo tanti anni avresti potuto rimirare,
    che ti costava conservarla quella cartolina
    e solo cancellare il nome mio sì quel mittente?

  • 04 marzo alle ore 18:24
    Punto notte

    È un bisbigliare
    puntuale nel baccano
    di voci impermeabili
    -la notte ci soccorre
    ringhiera su città distoniche-
    incavi qui di voli convenuti
    un ordine ci prende
    in castelli di erebie,
    prolungamenti
    sopra lo sgretolarsi del minuto
    a crescere parole e crome
    è un belvedere 
    via dai deserti.
    C’è un ramo d’etere
    in mezzo a schiene d’ombre
    vorremmo la sua forma
    un’autorevole mancanza di dolore.
     

  • 03 marzo alle ore 17:32
    Tal io Sono

    Sono tutto e sono nulla

    So tutto e non so nulla

    Sono di tutti e di nessuno

    È forse questa libertà?

    È forse questa catena?

    L’amore

    ch’a sapienza m’inanella

    è lo stesso che mi cancella

    L’amore

    che a ognun m’avvince

    da tutto m’allontana

    Sono di tutti e di nessuno

    Ognun è soffio del mio vento

    - respiro del mio polmone -

    Ognun è onda di diaframma

    ch’il mio petto abbassa ed alza

    L’ognuno è il cielo

    che m’armonizza

    e in cieli miei soltanto

    m’accompagna

    Son tutto ma non son proprio nulla

    So tutto ma non so proprio nulla

    Sono in tutti dolcemente espansa

    Pur di nessuno

    il mio cuore è nido

    La mia libertà è la mia catena.

     

  • 03 marzo alle ore 17:30
    Sono

    Sono

    quello strappo di pagina

    -sull’ultime righe -

    di rughe impigliate

    Sono

    scacchiera di parole

    - d’amaro aceto crocifisse -

    Sono

    -il piacere ingrato -

    lacrime nel ventre

    Sono

    - coda di sole

    macchia che s’allenta-

    In te

    - cauta -

    s’addormenta.

     

  • 03 marzo alle ore 16:54
    In voce

    Eppure ti attraverso
    lentamente, incessante
    dalle note lontane
    dell’intimo rifugio.
    Sono il carillon pieno di poesia
    con la voce che svetta
    il buio di stanze malinconiche.
     
    Di idee platoniche e scintille
    ci consumiamo
    per impulso del volo
    il sogno nei rami d’eucalipto
    con l’ombra levigata
    del quotidiano
    frusciante come un passo.
     
    Ci dice  -osate,
    andiamo a riempire il mondo
    di pretesti per battiti congiunti
    e volti che si somigliano
    eterni e giovani, in una tenerezza
    di profumi effimeri.
     
     

  • 03 marzo alle ore 8:27
    Il concerto dei sogni

    "E voilà,raccogliamo ciò che abbiamo seminato,ciò che può sembrar semplice e che invece diventa complicato...maledizioni ereditate alla nascita" (Cesare Moceo) Abbandonato al mio vuoto e usurato dagli anni già scorsi mi sento ora come un violino consumato dal tempo sorpreso a soffrire la sua voglia di continuar a suonare E rimango sospeso in quel vuoto ad ascoltare la mia anima appesa al filo che la unisce al cuore e ferma nel suo voler donare amore a invitarmi ancora a pizzicar le mie corde a continuare il mio modo di vivere di parlare alle coscienze e risvegliarne l'impeto E rimango qui a sentir dentro le farfalle allevate con rispetto e passione ancora la musica di quel desiderio che batte il suo tempo nel concerto dei sogni . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Cerco senza trovarlo ancora il senso di questo vivere il motivo per il quale restano nell'ombra le volontà migliori riducendosi a involontarie nostalgie dell'anima sentieri su cui non cammina più la vita E crepuscoli prosternati ragioni di disavanzo interiore conducono a estremi gesti .

    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:25
    Il breviario dell'odio

    Leggo nel breviario dell'odio il dolore dell'abbandono i dubbi e il silenzio dell'oro nei confronti del piombo in una distanza che nel tempo divarica e prevarica atti di solennità che avvolgono ogni sfumatura e ogni dilemma della condanna alla povertà intellettuale assurta alla piena coscienza che parlare potrebbe esser ancor peggio che restare in silenzio . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:24
    Desideri e disincanti

    Passeggio lungo la strada che porta al domani pensando a rime immediate che spesso dimentico nell'esitare al pensarle senza capirne il perchè È come se veli oscuri facessero da sipario tra me e quell'esitare lasciando nell'aria il destino sospeso malizioso e stanco voluttuosamente abbracciato alle soavità del tormento E piangono dentro l'anima ... desideri e disincanti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:23
    L'attesa

    Aspetto dietro la porta di questo calvario le sofferenze gettate via da altri dolori a farmi compagnia e palpitare il cuore Son qui che aspetto le più buone notizie e chiudo aprendo la vita alla felicità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:22
    Impegni intellettuali

    Instancabile cantore dei tormenti e delle afflizioni lascio incontaminati i sentimenti e le passioni Mi sento e sono ancora un incosciente ragazzo del'53 da seguire con parsimonia nei riflessi incondizionati del suo sapere e del suo volere che attanaglia i piaceri interiori montature bislacche dal forte impatto emotivo che sanciscono la fine della libertà dell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:21
    Sentire e vedere

    Ora che l'ultimo freddo va all'abbandono dell'aria lasciando al passato i suoi gelidi tremori la vita si accalda nell'azzurro del cielo rallegrando anime e intime passioni astratte intrise d'acerbe malinconie E ritorna nello sguardo il piacere d'ogni paesaggio di lussureggianti messe distese di verde pellegrine nel loro rinascere giovani e vecchie in se stesse negli occhi propizi di divina amicizia . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:20
    Nel silenzio del mattino

    Rinasco nel mio mondo immaginario pieno di cuori pulsanti di sangue e di vita Là intesso dialoghi intimi col mio presente unico interlocutore che ha in sè la capacità di comprendere l'aridità in cui si è essiccata l'anima mia E non credete Voi che il mio sia il tempo dell'ozio lavoro di testa e stanco d'affanni nel mio sentire interiore a far risvegliare in ogni piacere addormentato questa mia sfrenata passione e tutti gl'impulsi folli che attendono silenti Me direttore di quest'orchestra dove i sentimenti soffrono e si mescolano nel piacere di dar musica alla vita E nel silenzio del mattino... ...l'orizzonte mi parla . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:19
    Il mio spirito bizzarro

    Canto il mio dover esser astemio scuotendo la testa per questo "difetto" nel naturale incanto di madre natura E subisco il mio lacrimare nell'eleganza del mio pianto per ricordi che il tempo ha già ingiallito aborti di brindisi e d'allegrie a darmi grane di storia familiare nella mia passione di scrivere e dispetti seminatori di zizzanie a appiopparmi sulla pelle a chiaro marchio l'ipotesi surreale e non veritiera che ciò che potesse mancarmi era la guerra . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 02 marzo alle ore 21:07
    Il passo.

    Cerca il passo anche se non lo trovi, impiega del tempo, lavoraci.
    il ritmo, il soffio, il respiro affanoso.
    Cerca il passo sbrigati, perchè non c'è poi così tanto tempo.
    Cerca il passo dove l'avevi lasciato l'ultima volta; così senza accorgertene.
    Cerca il passo tra pozzanghere d'acqua appena caduta da nembi malefici.
    Cerca il passo per dare ritmo ai giorni che ti restano, che siano tanti o pochi non importa.
     Cercalo nella corsa scomposta di un bambino che vuole solo giocare.
    Cerca il passo nel vento che scivola sul crinale di una montagna aspra e nervosa.
    Cerca il passo nella corsa di un treno senza destinazione, nella espressione stupita di chi havinto la vita, quando pensava di perderla.
    cercalo nei residui di calore di un anziano che non vuole morire.
    Cercalo nella nebbia e nel sole, nella galaverna che brucia teneri fiorellini, nella brezza che ristora corpi stanchi da feroci orgasmi di vita vissuta.
    Cercalo non smettere di farlo, perchè poi alla fine, quando dovrai pensare a ciò che di buono hai fatto potrai dire; io non sono stato fermo. 

  • 02 marzo alle ore 20:48
    Questione di luce.

    È sempre una questione di luce,
    non quella del sole o dei riflessi argentei del mare,
    non quella di un cielo seduto sulle acque,
    nemmeno quella dei tuoi grandi e magnetici occhi neri.
    È luce di essenza profonda, dei tuoi gesti così poco meccanici,
    delle parole scoperte un attimo prima di averle pronunciate,
    delle tue corse senza meta fino a perdere il fiato,
    dei tuoi baci da bambino e delle tue manine sulle mie guance ispide,
    del nostro continuo giocare e dei primi rimproveri che sistematicamente falliscono.
    Ti amo!

  • 02 marzo alle ore 14:39
    La luna si piega

     
     
    La luna si piega
    sulle mie tristezze.
     
    Le guarda,
    le sfiora
    e poi...
    le tocca.
     
    Bianco notte
    diventa lo stupore.
     
    In specchi benigni
    mi rivedo tutto,
    sdraiato
    su uno dei suoi spigoli.
     
    *
     
     
     
     
     
     
    Anno di stesura 2008
    Poesia tratta da “Appena finirà di piovere” , edito da Global Press Italia nel giugno del 2010 - Prefazione di Angela Ambrosoli
    Poesia pubblicata dal Mensile “Il Saggio” (10/2012)

  • 02 marzo alle ore 11:14
    Dopo Natale

    Dopo Natale
    le luci per le strade 
    sugli alberi, le case
    i mesi freddi, anche di luce
    colore assente domina
    la neve che si asciuga. 
    Il passo si fa stanco calpestio
    di sogni
    come acqua a terra
    che sgorga dal pluviale.