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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Tracce di disperazione con il conforto a perir negli affanni, intridono promesse dichiarate e non mantenute, a spiegar meste l'assenza di privilegi alla mente persa nei rimpianti nel tempo utile a consumar la vita, asperso nella memoria ancora lucida dei ricordi di Verità e amore. E saremo così tanto stanchi, da non voler piangere sul passato nè sul nostro presente, ma, in una finta condizione regale, avremo pronte solo scuse, nel vivere che non lascerà scelte, da usare a piacimento nella speranza malcelata che arrivino gradite a buon fine. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 dicembre 2021 alle ore 19:51
    Cielo di vetri e perle

    I vetri sporchi
    di graffi di pioggia arrabbiati
    opachi
    come quelle perle
    che giaccion d’accanto lo specchio
    Cosa dice il cielo
    - così confuso di dolente furore -

    e il mio specchio
    - che triste riflette
    perle anelanti il collo -
    da fregiare di onde
    di vita furente

    Cosa dice la pioggia
    graffiante nello specchiarsi
    su vetri dolenti
    e perle di vita agognanti?

    Urla desio di esistenza vivente
    Graffia d'attesa momenti
    Vagisce embrione di luce
    d'agognato sconosciuto presente

     

  • 29 dicembre 2021 alle ore 18:51
    In una verità surreale

    Sembro distante,
    sembro assente,
    mi trovo nel grembo
    di un mondo sbadato,
    che non ha quasi cura per la gente
    e, intanto, guardo la luna
    da questo posto quasi
    incontaminato,
    dove i sogni lo rendono
    più vivo e meno malato.
    Sembro distratta,
    sembro un pagliaccio
    che la sera si strucca,
    sembro quella ragazza
    che si accorge
    di una nuova ruga imprevista,
    sembro chi sono
    e sono chi ha perso il jolly,
    mentre giocava la sua partita di carte
    con il lato astuto della vita,
    sembro uscita dalla cornice
    di un dipinto realista,
    per trovarmi in una verità surreale.

  • 29 dicembre 2021 alle ore 17:45
    Dear...

    Caro
    Ne è passato di tempo
    dall'ultima volta che ti ho visto
    in un caldo pomeriggio d'estate
    dove tutto taceva le rondini disegnavano il cielo
    gli alberi ombreggiavano le panchine.
    C'eravamo solo io e te
    a camminare per le strade soleggiate di Venezia
    sopra cocenti mattoni
    a toccarci con le dita
    palmo contro palmo
    occhi negli occhi,
    felici ma velati di timore
    che ci saremmo persi
    che ci saremmo ricordati in un pensiero.
    Ne è passato di tempo
    dall'ultima volta che ho amato.
    Ne sono  ormai incapace.
    Senza di te
    non mi sono più cibata d'amore
    perchè non hai mai smesso di mancarmi.
    Sei rimasto l'uomo di quel pomeriggio estivo, 
    l'uomo della mia vita.
    Ed ora in questa sera cupa e fredda
    non so nemmeno come stai.

  • 28 dicembre 2021 alle ore 19:22
    Mi inchino davanti ad un cielo viola

    Mi inchino davanti a chi
    attraversa il retroscena
    del mondo,
    a chi ha visto i burattini
    coi fili spezzati,
    che cercavano di essere
    liberi e umani.
    Mi inchino davanti
    ad un cielo viola,
    per un azzurro felice
    e per un blu notte
    di stelle comete,
    profondo di magia
    e muto d'amore.
    Mi inchino davanti
    a quel sacro altare,
    col calice esposto
    per la redenzione,
    i peccati diventano
    sguardi da dimenticare,
    mi inchino a chi sa ricominciare.

  • 28 dicembre 2021 alle ore 8:28
    Voglio un'altra strada

    Un'unica strada davanti agli occhi,
    voglio perdere del dolore ogni traccia,
    sono arrivata a guardare il cielo
    che cade nel mare,
    con il sole fuoco arancione
    che mi ricorda l'amore.
    Voglio un'altra strada
    per andare lontano,
    voglio cercare Dio dentro
    ogni essere umano,
    ma l'essere umano tra il bene
    e il male è diviso,
    ferito all'origine,
    che ha nel silenzio desideri e preghiere,
    l'essere umano è tragicomico di mestiere,
    fatto di un lato che si dispera
    e di un lato che ride
    capovolgendo la prospettiva.
    La vita si sporca
    di urla, pianti e singhiozzi,
    di tutta la cenere dei sogni.
    La vita deve essere purificata
    come una pioggia che bagna la terra
    e un nuovo tempo respirerà,
    come un bambino che incontra
    le prime stelle la sera.

  • 27 dicembre 2021 alle ore 23:33
    Cicliche sparizioni

    Una lunga brezza corre su cirri blu
    - si carezzano memorie di trifogli e di narcisi in ballo.
    Tanta porpora vedo impallidire,
    dove va l'estate?

  • 27 dicembre 2021 alle ore 22:36
    Lettera d'amore

    Se non nutrissi
    profondo rispetto per te
    rinuncerei ad amarti
    Scorri nelle mie vene
    coi tuoi tratti veri
    di donna
    Tu sei così
    non indossi finzione alcuna
    Io non saprei amare
    una maschera priva d'anima
    Di te
    voglio avere cura
    Della tua libertà
    Della tua essenza

  • Con l'angoscia nel cuore, metto la sbarra all'uscio per non uscire dai miei confini e sfuggire così al gran squallore che infetta questi giorni di sporca miseria. E rimango allora fermo immobile, col mento in mano e gli occhi lucidi, a nutrire l'anima di ciò che sento dentro e a cibarmi dei pensieri raccolti in carestia lungo le strade del vecchio vivere, come fossi stato una formica in attesa del maltempo. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2021 alle ore 15:10
    La Neve

    Tutto è nuovo
    Quando la neve copre
    Il sole dorme
    La neve lentamente
    Danza nell'aria
    Si posa
    Tutto è attuale
    La neve ha coperto
    Sogni e paese
    La gente al caldo
    È in meditazione
    Senza patema d'animo
    Perché lei è:
    Essenza di pace.

  • 27 dicembre 2021 alle ore 15:07
    Impareremo a nutrirci di fame ?

    Cammini incessanti, fatali e febbrili, irradian l'Umanità alfin di appropriarsi di ogni ricchezza. E in questa luce incalzante, si dileguan le avidità, gli egoismi e le passioni, trasformando il vivere in vizio perenne, così coprendo le meschinità, conscie e incoscie, che avvolgon comunque felici tutte le pance piene. E noi, che siamo gli altri, impareremo a nutrirci di fame ? . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.

  • 27 dicembre 2021 alle ore 11:12
    La prigione/La prisión

    La prigione

    Sentinella di una fortezza nera,
    nel crepuscolo dei giorni,
    un vento gelido colpiva le rocce dello strapiombo.
    I maghi invisibili porgevano messaggi infidi di pena.
    Strariparono i venti quando un angelo invisibile
    tese le mani verso la pietra malata.
    Il vento nero usciva dal villaggio corroso e non si fermava,
    cercava un sedile per spogliarsi del suo turbine vanesio
    e appuntava, appuntava verso loschi quaderni fuggenti.
    Siede l’angelo annerito nella solitudine della pietra,
    aspetta il fascio argentato dall’altezza impalpabile.
    Vinto l’oblio del villaggio,
    l’incantata rosa di angustie frantumava
    e franava l’acqua aggrumata di sale e silenzio.
     

    La prisión
     
    Sentinela de una fortaleza negra
    en el crepúsculo de los días,
    un viento helado golpeaba las rocas de los acantilados.
    Los magos invisibles alcanzaban mensajes infidentes de pena.
    Se desbordaban los vientos cuando un ángel invisible
    tendió las manos hacia la piedra enferma.
    El viento negro salía de la aldea corroída y no se detenía,
    buscaba un asiento para desnudarse de su turbulencia vana...
    y apuntaba en confusos cuadernos huyentes.
    Se sienta el ángel pardo en la soledad de la piedra,
    espera un haz plateado desde alguna altura impalpable.
    Vencido el olvido de la aldea,
    el hechizo de la rosa de las angustias se despedazaba
    y se derrumbaba el agua grumosa de sal y silencio.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 22:38
    Ti ho parlato in silenzio

    Ti ho parlato in silenzio
    dall'altra parte del mondo,
    ho conservato un fuoco sacro
    che agli altri sembra spento,
    non ho dimenticato quei luoghi d'incanto
    dove il sogno è diventato tormento,
    dove il tormento è diventato
    racconto segreto nel vento
    e dove il vento ha cantato
    nelle sere d'estate
    e nelle notti d'inverno.
    Ti ho parlato in silenzio
    con un gesto incompiuto,
    che tremava nel sangue
    e nell'argento di tutta me stessa,
    rimasta sulla soglia chiusa
    di un vecchio cancello,
    prima di partire
    da quelle mute parole,
    che volevano essere vive
    dentro la mia voce,
    per essere ascoltate
    dove il muschio cresce
    e ricordate ovunque,
    come una lettera d'amore
    stretta nelle tasche.

     

  • 26 dicembre 2021 alle ore 20:16
    Silenzi Sovrani

    Mi succede spesso
    Di perforare dentro
    Quei dolci silenzi
    Amici sovrani
    Della calma regnante.
     
    Già al calar della sera
    Sparpagliato fra le stelle
    Mi succede di voler ignorare
    Ricordi ed eventi da cancellare.
     
    Storie di vento
    Che forano pensieri
    E non volano via.
     
    Dolce sovrano
    Tempo che voli
    Tracciami il sentiero
    Nella notte che regna
    Sui sorrisi d'amore.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 17:57
    La mongolfiera

    Una mongolfiera
    si è fermata sopra la mia casa;
    voglio salire,
    voglio esplorare
    e varcare il confine.
    Sono salita
    e ora guardo il mondo
    da questo spazio alto,
    libero da quel riflesso falso
    che si vede in ogni pozzo.
    Adesso vedo la mia casa
    più piccola e buia,
    più malinconica
    della mia ultima malinconia.
    Nel cielo non hanno più peso le catene
    e anche nelle ombre della sera,
    io volo e affianco le stelle
    con la mia mongolfiera,
    magia bianca e magia nera
    convivono ad ogni luna,
    adesso sono in viaggio
    verso una lontana chimera.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 12:37
    Si parlava

    Si parlava di un sorriso
    che può celare
    come il trucco di un mago,
    mentre chi piange sa
    che la verità è nelle lacrime.
    Si parlava di chi prende
    e chi lascia,
    si parlava di un amore
    che può avere più di una faccia
    e l'infinito ambito
    da chi ha un volo nell'anima
    intrapreso,
    dopo un'alba che si distende
    sulla casa diroccata del tempo,
    che ha visto notti vagabonde
    crescere nel vento.
    Negli occhi il cielo
    ha le sue piogge,
    negli occhi il tuo mistero
    non finisce.

  • 26 dicembre 2021 alle ore 12:30
    Il mare di dicembre

     
    Il mare di dicembre chiede aiuto.
    Sghignazzanti, la pioggia e il vento
    aspettano l’arrivo della nebbia
    che dell’acqua stravolga i colori.
    Confuso, intasco l’ultimo azzurro.
     
    *
    Stesura 2013

  • 26 dicembre 2021 alle ore 9:49
    Solo chi scrive

    Solo chi scrive
    smuove il senso
    della vita, circondato
    dal vento che si porta a riva
    dove le onde accarezzano
    la sabbia che più morbida
    di lei non c'è e comunica
    col cielo mentre lui la osserva
    impaziente di vederla sola
    e silenziosa avvistata
    da volatili agguerriti
    invandendola poi
    rimane stregato
    dalla sua generosità
    disposta ad ospitare
    creature belle come dipinti
    fatti a mano la luce del creato
    natalizio una volta all'anno
    da un pò inseguito dai numeri
    che si diffondono su larga scala
    salgono spesso, scendere poco
    la situazione è questa, basata
    sul sali e scendi, senza sapere
    come finirà, se un lieto fine avrà
    quanti resteranno aggrappati
    alla fune nel cerchio dell'universo
    stellato spettatore del buio
    impotente difronte al male
    pianeta avvelenato
    nel suo fuoco, già malato

     

  • 25 dicembre 2021 alle ore 19:16
    Buone feste a tutti gli uomini di buona volontà

    Ricordo l'infanzia e quando la mia età era una primavera canuta sempre furente, quando le amarezze si mescolavano ai turbamenti, quando le mie passioni vivevano di rabbie nel lutto della vita. Perdonatemi se vi porto in dono queste mie tristezze, non ho vergogna dei miei Natali ciechi, né del desiderio che ho di non coprirli d'oblìo. E adesso, tu onda, che trasporti le voci stridule di coloro che soffrono aldilà del tuo nascere, fermati un istante e ascolta il mio dire. Nella risacca con cui riporti indietro tutte le speranze, aggiungi anche il mio messaggio di pace e ricorda a Codesti, pur nella paura c'attanaglia le loro anime, che verranno i migliori giorni della fraternità, della libertà e dell'uguaglianza. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 dicembre 2021 alle ore 19:15
    Stasera...l'attesa

    Sere come questa, dove i pensieri si vestono dei colori vivaci dell'arancio, del rosso e del giallo. Mi sembrano belli nel loro significato intenso; di una luce accecante ad abbagliare l'intimità. E non ci sono ombre nè oscurità nella mente e nell'anima degli uomini disposti all'ospitalità, ma la fervente attesa di ricever nel cuore la più bella Emozione. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 @ Tutti i diritti riservati

  • 25 dicembre 2021 alle ore 19:13
    È la sera di Natale

    Pensieri, trapelano da dietro ante di vita socchiuse, inventandosi ciò di cui han bisogno per scaldare la mente, e infiammarla di simboli non corrisposti, inventati in questo giorno eccitato nelle ore, da miti che avanzano e arretrano a lor piacimento, per accendere ai favori del vivere false luci della ribalta e lasciarlo così dominato dal dubbio. E lassù una stella appena nata emana certezze. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore. .

  • 24 dicembre 2021 alle ore 15:51
    E cerco stella…

    Anch’io di queste notti guardo al cielo.
    Del tempo mio le fitte nebbie scanso
    e le nubi - inopportune al mio presepe -
    e le piogge di un acido dicembre.
     
    E cerco stella ch’anima rischiari,
    lembo di coda che mi posizioni
    dentro il sentiero che so complicato
    verso la grotta che calda mi accolga.
     
    Oro non ho, né incenso, né mirra.
    Porto con me i segreti del cuore,
    i sorrisi non del tutto capiti.
    Sono i miei doni per questo Natale.

  • 23 dicembre 2021 alle ore 18:28
    Sta piovendo dall'altra parte dei sogni

    Sta piovendo
    dall'altra parte dei sogni,
    le valli all'orizzonte
    si sono rabbuiate,
    gli alberi senza foglie
    aspettano il canto vigoroso dell'estate.
    Sta piovendo sui prati
    delle vite passate,
    si bagna la terra e i miei piedi nudi
    tornano dove già sono stati,
    luoghi sacri di reminiscenze
    dimenticate,
    sta piovendo nel mio sguardo
    che sogna
    e su quelle preghiere invocate
    ad un Dio misterioso,
    che qui ci ha portato
    e sotto la pioggia
    la nostra strada
    d'amore e di essenza
    ha privilegiato.

  • 23 dicembre 2021 alle ore 13:03
    Ero nella nebbia

    Ero nella nebbia
    quando persi il contatto
    con i tuoi occhi,
    ero in quella zona
    accennata e incerta,
    dove sei solo
    e non vedi nitido
    il davanti del tuo cammino.
    Vedi offuscata anche
    la tua origine,
    rischi di non sapere più chi sei,
    ma io ho i miei ricordi
    che mi parlano piano,
    mi raccontano che
    nella ferita ho amato,
    che amo e che ho pianto
    in segreto
    ed è lì la nebbia,
    in quelle lacrime furtive
    che scendono sul viso,
    ombre che rimangono
    di un sorriso.

  • 22 dicembre 2021 alle ore 22:56
    Come un piccolo lupo bianco

    Nella mia stanza
    ho accudito l'assenza del mondo,
    era come un piccolo lupo bianco,
    l'ho nutrito con fiabe e chicchi di grano,
    acqua, erbe amare e zucchero filato.
    Era indifeso, era istintivo,
    era già nato ferito.
    Lo medicavo e ogni giorno
    il piccolo lupo bianco
    ascoltava sempre più
    il lontano richiamo del branco.
    Lo lasciai andare libero e maturo,
    l'assenza del mondo divenne
    una moltitudine con una voce sola,
    che diceva distrattamente
    sempre la stessa cosa.
    Diceva di imparare
    a sorpassare nel cammino
    e ad essere come gli altri,
    ma il lupo aveva un'idea diversa
    di stare sul percorso ed in silenzio,
    indietro è tornato
    e a stare bene
    nel proprio essere bianco
    ha imparato.