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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 maggio alle ore 9:38
    Pioggia

    Cadi pioggia,
    continua a cantare
    dell'eterna
    tua storia d'amore.
    Figlia del cielo
    di terra l'amante
    che in mille gocce
    e ancor mille baciasti.

    Ch'io sia pioggia
    al tuo petto raccolta,
    che a tue braccia
    ogni notte si posa.

  • 29 maggio alle ore 8:18
    Corpo avventizio

    L’affanno del lampadario
    lo riconosco dal sirfide che più non finge
    di essere altro ma arriverà al suo grido, estate.

    Lui scompone la mia ala di naftalina
    in notturno di nuvola, il librare affaccia
    a scostarsi dai sofà in memory
    lontano lontano, divellere
    quest’uggioso armadietto del mondo.

  • 28 maggio alle ore 15:35
    Poesia Haiku

    Ramificano gli alberi di betulle in alto è il cielo

  • 28 maggio alle ore 15:34
    Poesia Haiku

    Sogni in frantumi, il sole si nasconde, mare in tempesta nel cuore.

  • 28 maggio alle ore 15:31
    Poesia Haiku

    Sbocciano come fiori, nel campo del destino, i desideri degli innamorati.

  • 28 maggio alle ore 11:33
    Oggi del poetar il foglio é bianco

     
    Guardo oggi quel che mi circonda
    e confuso son tra verità e falso
    quel che il verde dice essere
    buono il rosso e il socio poi sicuri
    gridano forte  è la peggior cosa
    l’azzurro balbetta e il suo dire
    sull’argomento ecco non s’intende
    anch’io vorrei dir come la penso
    ma poi qual è il punto di riferimento?
    Così oggi il foglio del poetar mio
    rimane  bianco che invan la mente
    il vero cerca per cui il calamo non verga
     

  • 28 maggio alle ore 0:43
    E' giusto

    E' giusto il sogno
    nei tuoi occhi,
    è giusta l'origine d'amore
    per i tuoi occhi.
    E' giusta la sabbia che cade
    nella clessidra,
    è giusta anche quella sabbia
    per distendersi a riva.
    E' giusta la pioggia
    in un giorno
    che non ha le tue tracce,
    che non ha le tue risa,
    che non ascolta
    il suono della tua voce,
    che d'amore non s'accorge
    e di nostalgia tace.
    E' giusto riprendere la corsa
    o rimanere fermi
    sotto la pioggia,
    quasi in dissolvenza?

  • 28 maggio alle ore 0:08
    Il sogno di un cavaliere

    Sopra l'orlo argentato
    della luna m'inchino,
    c'è il sogno di un cavaliere
    rimasto lì abbandonato.
    La visione è confusa,
    forse una corona da riportare
    per il continuo di una storia,
    una gloria mancata,
    una promessa spezzata
    ad un re e ad una dama amata.
    Una missione non compiuta
    che ha raggiunto però la luna,
    dove si lasciano i sogni,
    dove tacciono i segreti,
    dove crescono gli alberi
    dell'amore e del dolore.
    Uno sguardo ancora
    al sogno di un cavaliere
    che ha sparso lacrime
    divenute stelle,
    che non ha vinto in battaglia,
    ma che ha salvato nel cielo
    le sue oniriche memorie,
    viste da chi un sogno vuol
    raccontare.

     

  • 28 maggio alle ore 0:07
    Il peso del tempo

    Il peso del tempo
    sulle spalle grava,
    lo troviamo
    due passi indietro
    nella pioggia,
    se i due passi sono sbagliati.
    Il peso del tempo
    è come l'inchiostro
    su pagine di solitudine,
    ha una nostalgia segreta
    ed un dolore
    che può parlare ancora.
    Il peso del tempo
    sembra avere
    la consistenza del legno
    ed il suo colore,
    ci riscalda e nel suo cuore
    porta dell'albero
    le radici,
    desideroso sempre
    di protendere al cielo,
    così come il tempo
    che fa la sua corsa,
    delineando di ogni uomo
    l' infinito.

  • 27 maggio alle ore 16:35
    Dove affiorano i respiri

    Temporali
    le tue parole
    - così lontane -
    tanto impossibili
    tanto imprendibili
    - inchiodate agli infiniti -

    Appigli, i tuoi occhi
    a cercare spazi

    Ed io ti trovo
    nella pioggia battente
    che s’affanna d’argento sui tetti
    e nelle strade violate

    Soltanto la luce
    mi riporta a te

    Ho scritto il tuo nome al bordo del foglio
    come un sigillo vivo e incandescente

  • 27 maggio alle ore 6:08
    Nessuna poesia

    Non c'è poesia che salvi il mondo. Non c'è inchiostro che possa cambiare questo mondo. Non ci sono parole che annullino il dolore la fame la povertà l'ingiustizia. Forse regaliamo un sorriso, forse una lacrima, forse un sussulto del cuore ma nessuna poesia salverà questo mondo. 27/5/20 h 6, 03

  • 24 maggio alle ore 23:42
    Senryu

    Ama scrutare
    È una penna sottile
    Traccia bei solchi

  • 22 maggio alle ore 10:45
    Ti sento

    Quando le stelle fan posto al giorno
    e i miei occhi, nutriti di sogni,
    alla chiara luce si schiudono.
    Nel rosa vivo delle guance
    che la tua poesia fa tramonto
    e di me vita pulsante, pura emozione.
    Nell’andare e venire delle dita
    d’un bianco e nero che sa di te,
    che al tuo sguardo somiglia.
    Nei pensieri, che ai giorni a venire
    s’avviano, lievi, come le tue mani.
    Nel battito che accelera
    e più non m’appartiene,
    ché ogni tuo gesto di seta
    smuove segrete armonie
    e d’un cuore soltanto,
    il mio cuore,
    un’intera orchestra risveglia.
    Ti sento.

  • 22 maggio alle ore 10:45
    Pomeriggio

    Una coperta verde
    di quadrifogli e speranze
    il sole di maggio
    il vento caldo
    note profumate 
    di rose e gelsomino
    nell'aria si sparge
    Il sogno di primavera

  • 21 maggio alle ore 22:16
    Il viaggio intrapreso

    Il viaggio intrapreso
    arriva fin sotto la pelle,
    si nutre del respiro
    e si appoggia alle spalle,
    si abbandona nei passi
    e prova a chiamarti
    da dove hai messo da parte
    i tuoi sogni.
    Si può ancora sognare,
    si può ancora l'anima
    sollevare,
    cerchiata da una luce
    che nasce al di là
    di un tempestoso mare.
    Le tracce lasciate
    sono parole e silenzi
    di un canto umano
    che rincorre un canto divino,
    uno sguardo ebbro e profondo
    sui due volti del mondo,
    mortali movenze
    nella danza dei pensieri
    sull'infinito di un viaggio intrapreso,
    sognato e rimasto segreto.

     

  • 21 maggio alle ore 21:13
    La tua voce

    Chiamami
    Voglio sentire
    il sapore della tua anima

    Chiamami!

  • 21 maggio alle ore 19:39
    La Sibilla

    Provengono stelle cadenti
    da notti millenarie
    ed io pellegrina
    tra sogni e visioni,
    ritorno libera nelle mie vesti
    a pronunciare il seguito
    di verità segrete e lontane.
    Destini, messaggi e sigilli
    si celano negli astri
    ed affollano il cielo degli uomini
    che non hanno memoria,
    io, sibilla, parlo attraverso
    la Voce delle Origini
    che a tutti parla,
    ma che soltanto pochi udranno.

  • 21 maggio alle ore 19:28
    Alla finestra del tempo

    C'era l'aria azzurra
    in quel rombo di ricordo
    Ali svettanti
    all'orlo delle ciglia
    Oltre
    l'azzurro del mare
    nel cielo liquefatto
    -fra le palpebre
    e le soglie dell'anima-
    C'era l'aria azzurra
    C'è l'aria azzurra
    fra le pareti del tempo.

  • 20 maggio alle ore 11:19
    Haiku

    La prima spiga
    Nel mio campo di grano
    Grande emozione

  • 20 maggio alle ore 1:31
    Fioriere

    Ho sradicato
    la morte dai terrazzi
    liberandoli
    da lugubri fioriere
    di appassiti fiori.
    In dissolvenza
    la natura morta
    cambia scena
    mutando
    il passato doloroso
    in pianta di limone

  • 19 maggio alle ore 16:33
    Maria Goretti

    Pura animella
    alacremente sul campo arato appare;
    levataccia al mattino,
     e a sera 
    a lume di candela
    intensamente a studiare.
    Scarso desinare su un desco seminudo,
    ma rigonfio di calore per genitori
    e fratellini,
    Maria ha a cuore
    una obsoleta virtù:
    l'incorruttibile castità.
    Alessandro è un amico d'infanzia.
    Ardente nella sua personalita.
    A nulla giova
    ogni avance per Maria.
    ella offre impavida la carne
    al coltello dello spasimante.
    Alessandro inebetito e sgomento:
    finirà i suoi giorni
    in un convento.

  • 19 maggio alle ore 12:54
    Spettinati pensieri

    Resto
    coi pensieri spettinati
    fra i denti del pettine
    Parole vagano
    nello spazio stretto
    della mente
    E cercano cercano
    cercano
    il letto accogliente
    d'un attimo di tempo sospeso
    - fra umani orologi
    e fluire d'eterni -
    Oh come stretta mi fu la veste
    che dai secoli arrugginiti
    mi fu imposta
    Stringono i morsi alle gengive
    Sanguinano i fianchi
    ad acuminati pungoli
    - d'ogni sprone inflitti -
    Guardo guglie di capelli
    strappati
    in denti di pettine
    Muta resto
    a guardare pettini
    spettinare pensieri
    strappati a morsi
    dai suoi morsi.
     

  • 19 maggio alle ore 10:10
    Momenti

     
    Sì era l’alba
    Già morivan le stelle
    Un giorno nuovo
    Scende la sera
    Una voce chiama
    Ride la bimba
    Spunta la luna
    Si accendon le stelle
    Luci nel buio
    Sen va il sole
    Or attendo la notte
    Pace sovvien
     

  • 19 maggio alle ore 9:26
    Lo scontrino del paradiso

     
    L’insieme come somma dei dettagli
    e i bagagli riposti nell’armadio,
    il maratoneta evaso dalla naftalina
    ha raggiunto l’est della Cina
    col chiwawa a tracolla e la radio
    sostiene che i serpenti a sonagli
    di Messina hanno suonato una serenata
    ai pipistrelli sordi di Cefalù
    alle tre di notte. Il vento degli Urali
    è diretto a sud: per renderci uguali,
    c’è lo scontrino del paradiso, il menù
    della domenica di Pasqua, la cioccolata
    con la sorpresa e l’ultimo zero che manca
    al valore delle banconote. Se raccogli
    i miei versi, se li riscrivi all’inverso,
    l’ultimo sarà come il primo, diverso
    solo nell’accento: una somma di fogli
    per voci affini sospesi in zona franca.
     

     
     

  • Voglio -altrimenti non sarebbe possibile-
    amarti per sempre. In salute e malattia,
    in quarantena, in libertà e in verità,
    a scena riaperta, nello scorcio d’età
    che ancora ci resta, l’offerta dello scibile
    delle emozioni: che sia tua o mia,
    che sia nostra questa canzone –accadrà-
    che sia scritto o meno il futuro- cambierà-
    che il registro del tempo ci sfumi
    in nubi di polvere, uniremo ogni granello,
    fonderemo i detriti, i sedimenti, le sabbie,
    torneremo a mescolarci, realtà ed echi.
    Lumi al tramonto, di rose, di gigli, profumi
    ed essenze, le assonanze e le rime del bello
    a futura memoria, restano voliere e gabbie
    per le parole, catene da spezzare per i ciechi.