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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 gennaio 2013 alle ore 18:03
    La Campagnola

    È alba! La contadina
    Solca il tratturo
    Verso i campi
    Di grano maturo
    Per la mietitura.

    Alla sera vive nell’aia
    Più tardi, dopo la cena
    Riposa, si addormenta
    Il domani sarà vicino
    E la fatica continuerà.

    Il granaio è stracolmo
    Il tempo passa veloce
    Le notti si susseguono
    Il nuovo buio è calato
    Dormiamo insieme!

    La notte è stellata
    L’alba è alle porte
    Doniamoci l’amore
    Riprende il lavoro
    Tra sogni e attese.

  • 22 gennaio 2013 alle ore 13:45
    Lontananza

    Tra tristi scritti
    in attesa di rivederti
    lontano eri
    cuori vicini
    pensieri concordi
    desideri medesimi

    il mare ci divideva
    la vita ci avvicinava
    l’esistenza ci avvinghiava
    entrambi incatenava
    io e te insieme prendeva
    io e te insieme via portava

    il pensare ci univa
    lo scrivere ci abbracciava
    il vivere ci legava
    il sentire ci accomunava
    la tristezza ci dominava

    ora passava
    mese andava
    stagione volava
    di nuovo ci s’incontrava
    e poi lontano si stava
    per altri mesi durava

    pochi momenti
    pochi istanti
    ricordi tanti
    intensamente vissuti
    ormai sepolti
    in terreni abbandonati

  • 22 gennaio 2013 alle ore 10:09
    COSA SIAMO NOI L’UN L’ALTRO!

    Io son l’angelo custode tuo sincero
    ti veglia, protegge col sol pensiero;

    Son la stella che illumina il tuo cielo
    tu il fiore ed io che sostengo lo stelo;

    Son tua ragion di vita
    tu ferro ed io calamita;

    Son tuo porto e da me approdi
    accostandoti con carezze, modi;

    Son per te un'ancora di salvezza
    quando la vita avvolge d’amarezza;

    Son tuo rifugio, tua essenza
    nelle tempeste dell'esistenza;

    Sono la tua consolazione
    nei momenti di disperazione;

    Sono il tuo sogno, la tua realtà
    in un mondo di bugie, tua verità;

    Son tutto il tuo universo per te
    perché lo sei altrettanto per me;

    Siam nell’eternità cosa più bella
    l’uno dell’altro l’anima gemella.

    Crotone 5 luglio 2007

    Al mio amore

    Scritta da
    Anna Maria Violi

  • 22 gennaio 2013 alle ore 9:38
    Festa di compleanno

    Anche quest'anno si rinnova
    il ricordo del parto
    del figlio tanto desiderato.
    Allo scoccare dell’anno,
    Mnemosine rimembra
    il suo concepimento che
    si è con convinzione bramato.
    Necessitano ordunque
    di riflessione dei momenti
    che ci facciano cogliere
    critiche e commenti
    ma anche complimenti,
    attimi che ci facciano ritenere
    pur anche paghi e appagati
    con gli esiti da molti ammirati
    e graditi.
    In alto i calici, allora!
    Con tutti quelli che c’hanno creduto,
    beviamo per osannare questo lieto evento,
    vigile della nostra esistenza il contatore,
    misura del tempo che
    inesorabilmente scorre
    e che mai si ferma,
    anche se s'arresta l'indicatore.

  • 22 gennaio 2013 alle ore 8:47
    Cuore ballerino

    Le radici conficcate
    nel tuo sottosuolo
    a nutrirsi di sentimenti
    che non danno tregua
    e fan fiorire 
    emozioni costanti.
    Goderne a piccole dosi
    per non cadere
    nel vuoto dell'inferno
    nella convinzione di dimenticare 
    e fare qualche eccezione
    evitando di odiare
    percorrere quei sapienti sentieri
    nel coraggio di esser felice
    correre da fermi
    per affrontare
    ripide salite coatte
    a compensare
    perigliosi tragitti giornalieri
    in una musica sfrenata
    che ti obbliga a ballare.
    .
    cesaremoceo

  • 21 gennaio 2013 alle ore 23:12
    Mantra

    triangoli su triangoli
    in piedi e capovolti
    cerchi su cerchi
    si espandono nell'acqua

    colori  ci circondano
    si fissano negli occhi
    sussultano strumenti
    con suoni di cristallo

    il mantra tamburella
    e richiama ritmi lenti
    vibrante il sole pulsa
    filtrando sulla selva

    la luce accende i fiori
    si allunga e li accarezza
    ondeggia tremolante
    su corde d'arpa indiana

    l'anima tutta torna
    a splendere di linfa
    di nuovo dolce e bianca
    con abito da sposa.

  • 21 gennaio 2013 alle ore 22:40
    Cuori imbalsamati

    Cuori imbalsamati incapaci di piangere,
    cuori senza il battito dell'amore.
    Una sola anima in apnea, incapace di ascoltare l'amore.
    Cuori imbalsamati, incapaci di urlare, reagire, illudersi, respirare il profumo dell'amore.
    Cuori imbalsamati che non conoscono che cammini tortuosi, vie ripide.
    Cuori imbalsamati oggi disposti a un sorriso, un sorriso che vi addolcisca anima, corpo, mente e palato!

  • 21 gennaio 2013 alle ore 22:02
    Quattro Cento trentasei

    Io banca, tu notte. Tu rumore, io sola. Io candela zittita, tu sfiammi su panchine di foglie già fulve. Tu svezzato tra anche e bacini, io spiumata da un bacio leggero. Io appena verticale in mezzo alla vita, tu trave portante, io polvere, tu colpo che gonfia nel caldo, biondo archibugio . Io nodosità e grumo, fagotto di nubi, tu orizzonte e schiarita. Tu fornace di sensi senza più veto, io faglia inesplosa sotto la falce dell'umido peccato. 

  • 21 gennaio 2013 alle ore 21:04
    Scrivere e amare

    Occhi grandi profondi
    intensi sinceri
    vivi la vita
    felice e serena.
    Estrema coraggiosa
    capace intelligente
    nel cuore e nell'anima
    non hai alcuna pena;
    difendi le idee
    con grande livore
    nel cerchio senza angoli 
    del tuo fervore.
    In questo mosaico
    di doti e virtù
    galleggio sospeso
    a respirare il tuo odore
    e cercare di viver
    con ciò che meglio
    so fare:scrivere e amare
    .
    cesaremoceo

  • 21 gennaio 2013 alle ore 19:42
    Il mio dolore

    Su contorni di stelle di un alba scura
    Adesso i sogni si confondono con i grandi errori
    Di un passato senza repliche
    e che lascia su di me ancora
    l amaro di quel sorriso mascherato
    ,di quell'abbraccio mai dato,
    di quel gesto negato
    e di quel ricordo ormai offuscato
    Nascosto tra le consuete mura
    e le maestose alture di questa volontà
    Adesso sento gridare dal mare
    il mio grande dolore
    che lentamente muore
    nel vento della speranza
    e nel sole che dietro un gelido scoglio taciturno tramonta....

  • 21 gennaio 2013 alle ore 16:40
    Un turpe sogno

    Sei stata nel mio sogno
    quella notte,
    come un’amabile chimera.
    Svolazzavo con ansia
    alla ricerca di te
    tra le eburnee nubi,
    ma eri distratta,
    irraggiungibile,
    come effimera.
    Ti staccavi da me sempre di più,
    insensibile ai miei richiami,
    inerte alle mie lusinghe,
    incurante dei miei sorrisi,
    nascosta dietro i tuoi aviti rimpianti,
    inchiodata ai tuoi stereotipi.
    Non sentivi,
    per il tuo rigido rigore,
    manco il tuo cuore
    che ferveva d’amore.
    Trascuravi pur anche,
    per la tua frigida razionalità,
    l’intimo della tua animosità
    che sussurrava di fermarti.
    Inibivi il tuo dolce sorriso.
    Soffocavi la tua armoniosa voce.
    Era assente il tono
    delle tue dolci parole.
    Ponevi impedimento
    alle tue leziose carezze.
    Era un inganno
    quel turpe sogno.

  • 21 gennaio 2013 alle ore 13:00
    Io non ci sarò

    Quel giorno non ci sarò;
    senza se, senza ma
    quel giorno sarò polvere.
    La quercia di fronte
    vivrà ancora per secoli,
    non io;
    io avrò gettato via qualche altro milione
    di parole, idee, monologhi interiori,
    e poi sarò nulla.
    Il cielo su di me non morirà,
    sarà per sempre,
    non io.
    E nemmeno la gloria, il successo, la carne,
    e nemmeno costui,colui,colei,
    e nemmeno tu.
    Sarà per sempre il colore dei tuoi occhi,
    ma quel giorno non ci sarò e non ci sarai.
    Solo un tempo posso usare nei miei verbi:
    il presente.
    Ora, in quest'istante,
    adesso, sono.
    E non sarò.
     
    fgr©

  • 20 gennaio 2013 alle ore 22:38
    Monte San Giorgio

    Si profila all'orizzonte
    piantata tra lago e cielo
    la montagna imponente
    con il volto segnato
    da infinite vicende
    da che emerse dal fondo
    ove pregna di acque
    era ai pesci rifugio
    con foreste marine
    di prezioso corallo.

    Ora azzurre carezze
    prende il sasso scosceso;
    vento, piogge, tormente
    sferzan pascolo e bosco;
    le stagioni ben sente
    dai suoi piedi al bel sommo
    circonfuso di luce
    a ogni sorger del sole.

  • 20 gennaio 2013 alle ore 21:55
    La strada dei gelsi

    Ben dritti in fila per via
    i gelsi toccano il cielo
    l'azzurro vogliono i rami
    fitti a tendersi in cima
    nudi nel tempo d'inverno.

    Verrano tenere foglie
    ghiotte leccornie di bachi
    a casa allevati per seta
    in anni del secol passato.

    Intonse ai primi tepori
    i gelsi avranno le chiome
    infine d'estate le more
    sugose a macchiare le dita.

  • 20 gennaio 2013 alle ore 15:56
    QUattro Cento Trentacinque

    A mezzogiorno uno straccio di foglia plana sul cavo della stenditura , teso intestino e trasparente , budella a giorno , teca votiva a cui accorrono le stoffe credenti. Il cencio di venature ormai marce, e' embolo di clorofilla e sformato a cui l'investigatore più attento non indovinerà il pedigree o l'araldica foggia che la faccia figlia di tiglio od orfana di frassino. Piagata lingua asfittica e genuflessa, spera di rinverdire fra tunnel di calzini grondanti e costoni di maniche a rischio frana. Come una trapezista artritica , immobile attende un uncino di vento a favore di schiena. Ma il compagno e' infedele e gonfiati i muscoli , l'afferra sgarbato. Lei, aggrappandosi, e' sputata lontano . Rachitica e sola, frantumandosi, muore per la seconda volta nel frontale con una suola. Cenere senza fuoco, poltiglia a cui non testeranno il DNA per scoprire tracce ematiche della giumenta di rami a cui era in sella. 

  • 20 gennaio 2013 alle ore 15:17
    Scirocco

    Ho la mente sgombra
    da ricordi inerti
    in questa notte
    dai pensieri arditi.
    Rinasco ancora
    sotto forme nuove
    nei contorni netti
    dei lamenti assorti
    e resto in te
    a diluir le ore,
    per spezzare il tempo.
    Non torno più
    ai miei giochi imberbi,
    amo il tuo cuore
    e con esso pulso,
    spargendo forte
    la mia essenza d'uomo
    ai caldi venti del soffrir comune.
     

  • 20 gennaio 2013 alle ore 14:01
    29 settembre 2053

    Son passati cent'anni,
    or che m' appresto
    a separarmi
    dagli affetti più cari
    e traslocare
    nel ricordo dei cuori,
    canone severo
    di vita vissuta
    che abortisce le parole
    e fa gridare il silenzio,
    senza più i pensieri
    a tenermi compagnia,
    col filo della memoria
    bruscamente interrotto,
    in uno strappo doloroso
    che rende ancora
    più poveri dentro,
    assaporo ancora
    il piacere
    di donare amore e dignità
    per gestire le paure,
    far vivere con fervore
    questi momenti difficili
    magari darsi le risposte
    ed assorbire 
    il dolore costante
    che non da tregua e
    che consuma l'anima.
    .
    cesaremoceo

  • 20 gennaio 2013 alle ore 8:04
    Le radici della vita

    Gustare sin da piccoli
    il sapore dolce
    del divertimento
    e abbeverare così
    i campi fertili
    dei sentimenti
    inariditi dalla disperazione
    della solitudine
    fino a far crescere
    e raccogliere
    i fiori sempreverdi
    del vivere e del gioire
    nel conforto
    degli affetti familiari,
    della sincerità
    di qualche amico,
    nel calore dell'anima
    e chiudere la porta
    al gelido soffio del destino.
    .
    cesaremoceo

  • 19 gennaio 2013 alle ore 23:22
    Come madre

    Mi sono addormentata
    mentre avevo voglia
    di cioccolata.

    Mi sono addormentata
    lasciando accesa
    la Luna.

    E Lei,prodiga
    come madre
    una nenia mi ha sussurato

    Dolce,
    ha raccolto quella stilla
    tra le ciglia ed il cuscino.

    Soave,
    ha cullato i sogni miei,
    parlandomi di te.

  • 19 gennaio 2013 alle ore 19:19
    La Ragazzina Clown

    Civettuole fattezze
    elargiti sorrisi
    combattono amarezze
    tristezze e varie crisi...
    Sgargiante nei colori
    tra raso, seta e trina
    tra riccioli, tra ori
    tu, clown ragazzina
    riporti un carnevale
    in tanti cuori sordi...
    Nel viso tuo gioviale
    quant'allegria... e ricordi.

  • 19 gennaio 2013 alle ore 16:45
    Cielo giocondo

    Sono morto
    con una poesia in corpo.
    Convinto che il condizionale
    sia il modo del poeta.

    Se non reggo il vino
    sarà pure una fortuna,
    butto giù un bicchiere
    e parlo con la luna.

    Racconto di ciò che è stato
    e mai sarà,
    estati ormai passate
    e inverni o giù di là.

    Sorrido a quel mio mondo
    che ancora non sa perché
    se il cielo è più giocondo
    fa felice anche me.

  • 19 gennaio 2013 alle ore 13:03
    Tu,così diversa...

    Vivi col sorriso
    l'ancorchè complessa
    realtà a Te vicina;
    raccontare la tua diversità
    per rendere ricco 
    questo mondo
    che continua a segnare
    marginalità,
    disuguaglianza e sofferenza;
    prendere a pugni
    rappresentazioni mentali
    vivendo momenti
    di quotidiana familiarità 
    senza sentirti
    vittima immolata
    sui tacchi alti
    del sabato sera
    e sfiorare con gesti
    delicati e leggeri
    i tuoi piccoli gioielli di cristallo,
    senza battere i denti
    in abitini scollati ed eleganti.
    Vivi...
    .
    cesaremoceo

  • 19 gennaio 2013 alle ore 11:57
    Un giorno indimenticabile

    Era una sera invernale
    forse febbraio
    in una pausa musicale
    fui presentato
    a te

    da allora la mia mente
    ritorna a quel momento
    tanto felice
    mitico e fantastico
    per me

    inizio casuale
    incancellabile ricordo
    amicizia leale
    sincero pensiero
    sincero cuore

    io senza parole
    tuo intuito
    simpatia gioviale
    libero spirito
    libere anime

    sorriso iniziale
    incontrollato desiderio
    allegria infantile
    basso tono
    bassa voce

    continuo andare
    a quel preciso
    breve istante
    eterno cammino
    eterne scene

    ora solo il tuo nome
    echeggia attimo
    breve immagine
    chiaro disegno
    chiara luce.

  • 19 gennaio 2013 alle ore 11:31
    Radici

    potrebbe accadere che a volte
    ti domandi
    se ti trovi in un sogno o
    un déjà vu

    un sentirti perso – fuori
    dal tuo centro – quasi senza
    un io reale

    … e in quel frangente
    aggrapparti con l’anima
    a radici del cielo

  • 19 gennaio 2013 alle ore 9:20
    Correre

    Correre contro il tempo
    mentre il tempo non
    ti viene incontro
    correre con gli occhi chiusi
    per non vedere
    la propria fragilità
    senza penetrare
    nell'universo
    di chi ha perso il passo
    e non ha più futuro.
    Correre attraversando
    futili giorni
    illusoriamente pieni
    e splendidi della vita.
    Correre,sempre correre
    finchè un giorno
    incontrerai la notte
    e in quella notte
    ti pentirai
    di non aver passeggiato.
    .
    cesaremoceo