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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 aprile 2013 alle ore 22:05
    De brevitate vitae

    Scrivo un sogno
    prima di dormire

  • 11 aprile 2013 alle ore 19:28
    Una mamma...

    Culla i suoi sogni
    che ti ha regalato
    e ne hai fatto
    tuoi.
    Sorridile
    sempre
    anche quando
    quell'ultimo
    giorno
    che la vedrai
    andare via.
    Parlale 
    con l'amore
    la dolcezza
    che solo
    un figlio
    riesce a fare.
    Abbracciala
    fino all'ultimo
    respiro.
    Tienile
    la mano
    nella tua
    e non lasciarla
    mai.
    Anche quando
    solo
    col pensiero
    la stringerai
    ancora
    di più.
    Una mamma...

  • 11 aprile 2013 alle ore 18:42
    Il Buio Per Amico

    Il buio per amico
    Una stanza
    Un tavolo
    Un lume
    Ed io
    Annego la rabbia
    In un calice di vino
    E con esso
    La tristezza mia.
    Nasce
    La quiete nell'animo
    L'amore nella fantasia
    Nasce
    Il buio per amico!

  • 11 aprile 2013 alle ore 18:40
    La Donna Dei Desideri

    Al di là del tramonto
    Abitano le luci
    E oltre lo splendore
    Il silenzio e la quiete;

    Il mattino è inoltrato
    Il sole scalda l’aria
    La via va tra i sogni
    Attraverso la realtà

    Donna vestita di seta
    Con foga ti bramerò
    Di sicuro ci vedremo 
    E non mi sfuggirai. 

    Nel tempo e nello spazio
    Dei molteplici dì futuri
    Dalle nottate scintillanti
    Vivrai sogni da sognare

  • 11 aprile 2013 alle ore 17:45
    Haiku

    Sdraiata sull'erba
    Brilla al sole d'aprile
    Dolce rugiada!

  • 11 aprile 2013 alle ore 13:46
    Lo riconosci

    Non c'è governo negli occhi dell'amore
    li riconosci subito
    raccontano cosa si sospira nel buio piu' profondo e di un anima sempre pronta che accende candele perche' non vuole perdersi le strofe disegnate nelle lenzuola
    mentre sussurrano cio' che il giudizio gridava neivicoli e senza alcuna misura.
    Lo riconosci lo sguardo dell'amore
    diventa reale solo quando i poeti hanno smesso di scrivere
    la vita per loro ha deciso che e' giunta l'ora di decantarle ad alta voce nei posti dimenticati dal mondo non attento ma ricordati da Dio-
    Lo riconosci ,l'amore
    è quella lacrima che esce all'ubriaco dopo aver fatto un giuramento
    la fantasia piu' grande di chi non puo' piu' sognare
    ha uno sguardo attento e sempre presente non ci sono decenze nella piu' grossa indecenza l'occhiolino rappresentava la sua piu' grande descrizione.
    Lo riconosci l'amore?
    quando c'è il danno lui ti spoglia prende il tuo cuore lo usa come pendolo a una grossa processione posandolo su un piatto in bella vista
    ma l'amore lo riconosci anche li perchè non ha giudizio
    quando tutto sara' distrutto ci sara' bisogno di quell'uomo
    che verra' a raccontarci che tutto nella vita ha avuto bisogno di una benedizione
    ma l'amore no .....
     nasce da qualcuno aveva gia benedetto con acque piu' pure comela pioggia conoscendo Dio prima di scendere e farsi sentire dagli uomini.

    è per questo che essa è fastidiosa per chi non ha amato ancora e da gioia a chi la riconosce come un posto gia abitato si sente il sapore di quel bacio dato secoli fa
    perché l'amore non va benedetto,è una benedizione.
    Il vero matrimonio è quello fatto dagli amanti sotto la pioggia
    non la benedizione di un uomo qualsiasi che parla di un unione e bagna fronti con acque non libere-Esso è eterno,spontaneo come la natura,.forte come le montagne,sicuro come il volo di un aquila,consapevole  come  gli occhi di un rapace.

  • 11 aprile 2013 alle ore 1:09
    Madida mente

    Alla deriva
    mi lascio trasportare
    dalle correnti calde
    del tuo corpo
    fluttuando in questo oceano
    di lenzuola disfatte
    e cuscini stropicciati.

    Questo è tutto ciò che resta
    di questa tempesta dei sensi
    che mi ha visto impotente
    al timone impazzito
    della mia volontà
    e che tutto ha travolto
    risucchiandomi nel vortice
    tentatore e vorace
    delle tue gambe
    senza via di scampo.

    Furiosamente hai cosparso
    il mio corpo del tuo prezioso sale
    mordendo il mio collo
    e succhiandomi il sangue
    rosso vivo come la cupidigia
    traboccante dai tuoi occhi
    di dilaniarmi
    di avermi profondamente
    dentro al tuo ventre.

    Sai di piovra e conchiglia
    squalo e sirena
    anaconda e delfino
    mentre un raggio di sole
    attraverso la serranda
    trafigge il tuo seno
    lasciandoti cadere
    abbandonata e madida di passione
    sopra di me.

  • 10 aprile 2013 alle ore 19:15
    LXXXV

    E’ come se quell’aula fosse vuota,
    nessuno sogna di dare disturbo
    a rispetto ai docenti di gran garbo.
    Comincia, allora, a dir donde ti ruota.

    Con la perspicacia che lo connota
    dice di Garibaldi, senza conturbo
    e ogni cosa racconta a tutto verbo
    e in particolari si tuffa e nuota.

    Indi comincia col Rinascimento
    e in civiltà letteraria e artistica
    sovrabbonda d’ ampio ragionamento.

    Qual’avvocato che accora l’arringa
    e nel dir tiene sciolta, stilistica
    forma, è così, d’egli, la sua lusinga.

  • 10 aprile 2013 alle ore 19:08
    LXXXIV

    Vorrei avere da te l’impressione
    di questi mesi dati a sgolamento
    sperando aver dato sostentamento
    ma ora dilla  tu, però, la  lezione.

    Comincia a dar di Storia ogni ragione
    di Garibaldi  e del Rinascimento
    parla dando, fin’oggi, il compimento;
    di tutto dona specificazione.

    La prima giornata è di torchiatura,
    ma ne saranno altre, ancora più dure
    acciocchè  non cadiate a bocciatura.

    Quanto, perciò, facciamo non è dispetto
    ma arricchire voi di doti e culture
    perché v’abbiamo a massimo rispetto.

  • 10 aprile 2013 alle ore 19:03
    LXXXIII

    Si dona, allora, quasi tutto a scuola,
    pone massim’impegno all’istruzione
    e, brevemente  fa ripetizione:
    materie rivede, setaccia e scola

    I’intelligenza  sveglia, in  alto  vola,
    indi ,  rinsalda l’ insita passione
    e ancor maggior’impegno in essa pone
    che gaudio dona ed animo consola.

    Preordinato  a  stretta  spremitura
    non meno spasmodicamente attende
    disciogliere aggroviglio all’orditura.

    Il cuore in petto lesto balza al suono
    del nome quando, da cattedra scende
    docente brioso, dall’aspetto buono.

  • 10 aprile 2013 alle ore 16:12
    Cerco un Tuo segno

    Mi specchio
    nel riflesso dei momenti di calma

    a guardarmi gli occhi soffrenti e
    segnati

    Soffocati sussulti eruttano
    dalle orbite scavate

    vulcani attivi

    in notti insonni

    ad aspettare albe monotone

    perenne colonna sonora
    di giorni sempre più vuoti

    Cerco un Tuo segno

    nelle ombre dei mille colori cangianti
    nelle rughe indurite 

    a sprigionare dall'anima pensieri contorti
    racchiusi nell'odio del tempo 

    e scaturire ruscelli di lacrime
    a scorrere in quei solchi

    e rinfrescare inariditi sentimenti
    tristezza e rabbia di antichi rancori

    trasformati in essiccati spasmi
    in questi occhi che non vedono più

    Aspetto...
    .
    cesaremoceo

  • 10 aprile 2013 alle ore 15:31
    La mia brama

    Un tempo avrei cavalcato verso i tuoi desideri
    per placare il mio malessere.
    Avrei cercato il mio feroce smarrimento
    e la tua dolce sottomissione.
    Avrei rincorso le tue ciglia contemplanti
    solo per avere una tregua illusoria
    per pietrificarmi nella tua sensualità,
    estraniarmi nel tuo inseguimento.
    Ma ora il tuo sguardo perplesso,
    schiavo della mia curiosa indolenza,
    mi palesa la tua debole trama
    di uomo fallace e disarmato
    e l’ardore muore insieme alla tensione
    non bramo più condivisione cocente,
    non voglio filtri o amplificazioni
    di una riflessione troppo personale.

  • 10 aprile 2013 alle ore 13:59
    Nemesi

    Ti ho confinato in un sogno,
    rendendoti
    più reale dell’acqua
    che scivola sul mio corpo.

    Più reale
    finanche
    della fiamma calda che accalora il mio viso,
    illuminandolo.

    Più reale della terra
    appiccicata
    alla mie mani quando pianto
    un fiore, 
                   narciso
                                  baciato dal sole.

    Più reale dell’aria fresca sul collo
    che volteggia tra i miei capelli
                                                           alzati
    mentre, correndo, fingo di non pensarti.

    Sarebbe stato meglio viverti.

    Saresti stato ospite
    del mio tempo
    per qualche tempo.
    Poi…
               indisturbato…
                                          te ne saresti andato.

    Della tua assenza, credimi, non avrei pianto.
    Ambra liquida imprigionata in un cristallo.

  • 09 aprile 2013 alle ore 22:05
    Desiderio di fuga

    Dagli occhi accesi fuochi ardenti
    calde lacrime scendono a scandire la noia

    Col respiro affannato
    corro dentro ai miei sogni a cercare la vita

    Fremiti intensi scuotono il corpo

    brividi d'amore prendono il cuore
    a rammendar gli strappi

    nella fioca luce dei pensieri

    perle di una collana di vissute emozioni
    nell'immensità dell'anima

    Dentro il silenzio che corre veloce

    la notte infernale allunga le sue luride mani 

    in avide carezze sul desiderio di fuga dal dolore

    che m'avvolge nelle spire degli abissi profondi
    dell'inquieta solitudine
    .
    cesaremoceo

  • 09 aprile 2013 alle ore 20:33
    Musiche interiori

    Avvezzo ai buoni propositi

    vago incerto
    nel gorgoglìo dei sogni d'antiche speranze

    ancora tra gioie e dolori

    Avvilito dai canti mesti del mondo

    cinguettìo di pianti e lamenti della vita che va 

    mi cibo di zuppe di papiro inchiostrato 

    condito dai miti pensieri che s'attorcigliano
    come edera rampicata al muro dei ricordi

    a chiedere all'anima risposte e certezze

    e ricevere conforto d'effimere carezze 

    mentre artigli appuntiti
    graffiano il decorso del tempo

    Sciami di stelle mi cullano dal cielo

    i loro bagliori accecano il destino
    disperdendo i confini del creato

    lasciando nel cuore il più bel ricordo di sè

    e liberando in volo i pensieri 

    farfalle leggiadre
    a coccolare i fiori del bene

    suoni della grazia interiore
    che fan poesia ad ogni battito d'ali.
    .
    cesaremoceo

  • 09 aprile 2013 alle ore 20:02
    Una strana primavera

    Dire "Ti voglio bene!"
    o mordersi la lingua?

    Non è più tempo
    di cantare
    a voce distesa.

    Lo sa la Luna
    senza serenate
    e il Sole intristisce
    nel grigio della nuvola.

     

  • 09 aprile 2013 alle ore 19:54
    Urla del silenzio

    Ho gridato alla mente
    parole strascicate
    a lei ho soffiato aliti di ombre
    Ghirigori grigi di grigie nubi
    hanno impastato il pensiero
    Nello sterno grida di battaglia
    e lame lucenti
    han perforato e trafitto
    ogni goccia di luce,
    ammanettata e sporcata
    l'han strusciata fra l'ombre
    Un lampo
    Un tuono
    Trema lo sterno squartato
    e grigie nubi in ghirigori grigi
    risucchiano aliti di ombre
    Una goccia di luce
    lava il pensiero dall'impasto
    E nelle grida di battaglia
    s'ode forte e roboante
    la voce urlante del silenzio.

  • 09 aprile 2013 alle ore 19:01
    Col tuo nome

    Desideravo trovarti e comprenderti
    volevo lasciarti crescere nel silenzio
    e tra il chiasso dei giorni,
    desideravo dipingerti e cantarti
    tra i mari e i monti
    tra le strade del mondo
    e i muri della mia stanza.
    Volevo urlare il tuo nome
    e lasciarti perdere e poi sfogarti
    nella mia stessa vita
    senza accorgermi di averti tenuta
    fin dal primo istante con me.
    E poi ti ho vista crescere
    tra tutti i miei pensieri
    tra le dita delle mie mani
    tra la musica e le parole
    nelle notti più fredde
    come l'eco più sentito delle mie preghiere
    nella forte sensazione di averti,
    di custodirti
    di crederti e chiamarti... fede.

  • 09 aprile 2013 alle ore 15:45
    Credere nell'amore...

    Credere
    nell'amore
    credere
    e ancora
    credere
    fino 
    allo sfinimento
    totale
    delle forze.
    Vedere
    lui 
    l'onnipotente
    vederlo
    diverso
    unico
    credere,
    credere ancora.
    In qualcosa
    di magnifico
    superlativo
    nell'uomo
    che vedi
    magnifico
    e non 
    lo è.
    Credere
    nell'amore.
    Nell'uomo
    che t'illude
    e ti fa
    prigioniera
    delle sue
    belle parole.
    Credere
    nell'amore,
    che ti
    toglie
    il respiro
    le notti
    fatte di 
    amarezza
    e dolore
    dell'anima.
    Credere,
    credere nell'amore...

  • 09 aprile 2013 alle ore 13:39
    Se una fata

    Se una fata
    cogliesse le mie pene
    per te che non sei qui...

    per te che sei il pane
    che mi fa star bene
    per te che bramo
    più di ogni altro piacere.

    Se quella fata
    sentisse il mio dolore
    per me ti porterebbe
    su una nuvola

    perché ti arrivi ancora
    il canto che sussurro
    con la flebile voce
    del mio cuore

    mentre il vento trepida
    e gioca allegro
    tra il grigio
    dei miei capelli lievi.

  • 09 aprile 2013 alle ore 10:14
    L'amico porcospino ( Il riccio)

    Da mesi sai che t’aspettavo o corazzato amico,
    or che chiuso l’inverno il tepor de la prima
    primavera nuovo risveglio a te  ha poi portato

    sì or  del piatto il tintinnio ancor risuona lì
    quando la sera tarda alla notte il passo cede
    che da quello di dolce pomo sottil fette sottili

    lì da man le mie amiche poste traendo coi tuoi
    dentini aguzzi rumor crei spegnendo la rinnovata
    fame, poi furbescamente aspetti il mio venire

    gli occhietti vispi e quel tipico tuo musino son lì
    pare mi par per ringraziare che di me non hai
    paura che alla maniera non ti rinchiudi a riccio

    riccio, un attimo un istante sol poi mi guardi che
    poi ratto ratto velocemente sparisci nel giardino.

  • 08 aprile 2013 alle ore 20:13
    Al Sole

    Come una foglia al Sole
    ne assorbo l'energia
    e al corpo torna vigore
    con rinnovata vita.

    E' riflessione che viene
    nel giorno di pioggia
    con l'umido che rode
    e muschi dà all'anima.

    E tu Sole ricordati
    di questo tuo pianeta
    con gli esseri viventi!

    Prenditi una vacanza
    ma poi bene fa i compiti
    che san portare gioia!

     

  • 08 aprile 2013 alle ore 18:04
    Voglia di vivere

    Smanioso 

    dentro promesse entusiasmanti
    e avverso a qualsiasi follia

    cerco suggestioni

    nei miei affannosi trascorsi

    per immettere allegre emozioni
    nel cuore in perenne stato d'angosce

    Parlare con Lui
    nell'effervescenza di una gioconda felicità

    a far che i ricordi si mutino
    in nuove esaltanti realtà

    e abbandonare la strada di un futuro inquietante

    illuminato a tratti da effimeri squarci di luce
    e bagnato da lacrime ormai essiccate

    a dettare i ritmi che ne intrecciano gli incroci

    e non consumarmi frastornato 

    in amari sentimenti in cui morire

    ma viver la vita di un over normale
    rifocillata dall'ossigeno del tuo sorriso
    e dalle mille voglie d'evasione.
    .
    cesaremoceo

  • 08 aprile 2013 alle ore 16:13
    Come 'no Sputo

    Chissà se er tempo mio, chè già vissuto
    S’annisconne felice ner tramonto?
    Er core m’arisponne : “tienne conto,
    chè ‘na giornata è come ‘no sputo,

    s’envola, e  n’amore già perduto
    nun l’ aripiji se j’hai fatto affronto.
    Tarvorta è mejo fa’ er finto tonto
    nun liticà su tutto, ‘ogni minuto.

    Er celo mo è ‘na granne pennellata
    Co’ la poesia drento a ‘ogni colore
    t’abbasta poco, strignete l’amata

    co’ tanta pace e l’anima serena
    nun ce penzà a li guai e ar dolore
    abbraccica ‘sta vita senza pena!

  • 08 aprile 2013 alle ore 11:06
    Un Volto Nel Buio

    Sul solito volto
    Tanta dolcezza

    Albe di rugiada
    Piangi sulle sere

    E nel silenzio pieno
    Recitate preghiere

    Penetrano l’anima
    Abitando nel cuore.

    La mente si muove
    Verso la felicità

    A passi sereni
    Senza tempo.