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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 aprile 2013 alle ore 7:16
    Vibrazioni

    Vibrazioni avverto
    nel respirare il tuo respiro.
    Vibrazioni come foglia
    inumidita da goccia di rugiada
    colgo
    quando le tue sgorganti lacrime
    umettano il mio viso.
    Vibrazioni sento
    ad ogni tua dolce carezza.
    Vibrazioni mi sorprendono
    quando le tue labbra
    inumidite e sensuali
    sfiorano le mie.
    Vibrazioni mi prendono
    nell’assaporare il tuo amore
    che mi riempie il cuore
    di felicità.

  • 06 aprile 2013 alle ore 23:19
    Desideri mai sopiti

    Conati di voglie
    nutriti dal vento del sentimento più acceso

    nel rigurgito spento dei sensi
     
    a escogitare oasi di quiete

    e percorrer sentieri immaginari d'estasi

    sospinto da brezze di calore
    che m'avvolgono nell'impeto ormai assopito

    Nel rifugio del mio focolare

    all'ombra degli ultimi tramonti

    acquattato e con le piume caduche

    rimango a rimirare il mondo
    ancora sul chivalà

    con gli occhi stanchi

    ripiegato sui malanni del corpo
    e suggestionato dalla paura dell'ultimo viaggio

    ad ascoltare concerti d'amore

    ricordando il tragitto già percorso

    a esprimere sarcastiche
    e simulate misoginie.
    .
    cesaremoceo

  • 06 aprile 2013 alle ore 19:01
    Guerre dimenticate

    Bimbi sdraiati su tavoli nudi
    sembran dormire
    i corpi straziati
    dicono altro
    "Javè, Dio, Allah, sei con me"
    urla il carnefice
    Il tuo dio tace
    il tuo dio piange
    "tu hai l'arbitrio
    io solo lacrime
    sul sangue versato
    su corpi silenti
    su membra disperse
    su madri piangenti
    con voci spezzate
    il nome gridato
    di nomi innocenti"
    Il mondo in silenzio,
    ma non per vergogna,
    il mondo nasconde
    per non disturbare
    il mondo finisce
    coi corpi straziati
    di bimbi che sembran dormire

  • 06 aprile 2013 alle ore 13:27
    Quattro Cento Ottantacinque

    Il mostro è nato con me.
    Facevamo sempre colazione insieme:
    ho creduto all'inizio fosse un'ombra
    il peso perennemente declinato
    sulla mia spalla. Irregolare la coniugazione
    dei miei giorni sotto la sua stella turgida
    e nera. Nevo da cosmo, ingrugnito e
    spento. Il mostro frequentava il mio sterno:
    con le mie gambe ha fatto passi da gigante,
    col bacino torsioni e piroette.
    Non sarebbe però mai dovuto arrivare
    il lunedì in cui, spolverando la mia età
    dallo specchio, l'ho visto finalmente
    riflesso: un neon in apnea, una freccia
    nell'ampolla, un ago nella neve.
    E scacciarlo è stato vano:
    nella cornice entrava tutto ed a suo agio,
    eseguendo a memoria le mie mosse
    e respirando con il calco dei miei polmoni.
    Così, pur spostandomi, me lo trascino
    sempre addosso, come fanno i pazzi
    che,  voltandosi, urlano a se stessi
    di non seguirli più e quasi tutti 
    i cani braccando  la propria coda.

  • 06 aprile 2013 alle ore 0:38
    Il Negroamaro...

    Un calice
    di vino
    la vita
    tra le dita,
    a sorseggiare
    a piccole
    dosi
    per solletticare
    il palato
    e dargli
    gusto.
    E' come
    un brivido
    dell'amore,
    come un 
    dono
    ricevuto,
    sapore
    arrendevole
    del Negroamaro.
    Rosso
    corposo
    invitante,
    delicato
    vellutato.
    Dove
    la Puglia
    ne regala
    i gusti
    più pregiati.
    Il Negroamaro...

  • 05 aprile 2013 alle ore 21:28
    Il disco rotto

    (Giro girotondo
    solco inverecondo...)

    Scende piano il braccio
    e poggia la puntina
    sopra il solco.
    ...E mi domando
    tra la tachicardia
    e l'affanno del respiro:
    "Quanto tempo ho
    per riprendere
    la testa persa
    prima che la traccia inizi?"
    Attendo le parole senza senso
    le giustificazioni
    che saltano sul solco rovinato
    e che si incantano
    sempre nello stesso punto.
    Son fastidiose le parole
    composte sulla scalata
    degli specchi
    e cantate in scivolata.
    ...E mi domando:
    "Quanto manca
    ad arrivare in fondo al solco
    al braccio che si alza
    mettendo fine a questo strazio?"
    Non ce la faccio più.
    Di grazia, cambia disco.

    (...parole terra terra.
    Fine della guerra.)

  • 05 aprile 2013 alle ore 17:11
    L'allegria

    Cerco motivi d'allegria
    nell'età che avanza
    nel paese che arranca
    in ogni situazione non bella
    ma confesso qualche difficoltà
    forse non m'aiuta la vista
    nè sono abbastanza artista.
     

  • 05 aprile 2013 alle ore 15:38
    Inno all'Amore

    Siamo tutti frecce scoccate dal tuo arco

    Tu arciere infallibile con il vento
    che tante volte devia i tuoi colpi

    e molte altre spezza il tuo dardo
    contro i cuori di pietra

    Lucenti ti siano le mie parole
    a non lasciar nell'aria ombre di spettri 

    a dissolvere dubbi e incertezze

    Che il mio grido ti giunga nell'alto dei cieli

    affinchè il tuo continuo scagliar

    centri i bersagli

    e lasci solchi profondi
    su cui interrare grandi passioni

    imprigionare l'anima
    e far germogliare distese di fiori

    sfavillanti di sentimenti concreti

    nel ritmo frenetico asperso da scrosci 
    di futili ardori

    e mietere il dolce raccolto di Te ...Amore.
    .
    cesaremoceo

  • 05 aprile 2013 alle ore 11:26
    Quel fragoroso vuoto

    Quel fragoroso vuoto
    che dorme dentro me
    poi vibra e si rimena
    ma non si riempie mai
    quell'ardente gioia
    che preme sul mio cuore
    poi bussa, vuole uscire
    ma trova un nulla
    a cui dedicarsi
    in questa landa desolata
    questo mio amore splendido
    pronto a esplodere
    ma solo in potenza
    è amore per cosa?
    Qui trovo solo
    granelli di sabbia
    con la paura
    di voltarmi indietro:
    non il nulla
    è fuggito
    alle mie spalle
    ma un dolce assaggio
    di quell'amabil Tutto
    che vorrei tanto ritrovare.

  • 05 aprile 2013 alle ore 11:08
    la mia voce non dice

    se dovessi adesso scrivere una poesia
    non userei nessuna parola
    nessuna pausa
    nessun niente che mi costringa
    in una direzione
    scarabocchierei a grandi linee
    solo la mia mente
    l'aprirei dal cielo alla terra
    conservandone solo
    il meglio...

  • 04 aprile 2013 alle ore 22:58
    In fuga dal futuro

    Senza pudore nè pietà

    mi volto indietro
    a ricordare i giorni del passato

    e rivedo solo una angosciosa fila
    di ore spente

    mentre nel mio presente
    mille lumi accesi raccomandano l'avvenire

    Dare libero sfogo alla fantasia

    nel piacere delle stagioni future

    a spalancare le porte della mente
    e lasciarla libera di volare verso il cielo

    a intascare il proprio destino

    con la nostalgia a trasformare ogni sua idea
    in souvenirs del passato

    da rivivere con tutti

    con la voluttà consumata
    dall'attesa dell'eterno ritorno

    e non esser castigato
    per aver troppo amato.
    .
    cesaremoceo

  • 04 aprile 2013 alle ore 22:04
    Soli, soli

    Soli, soli
    la bellezza
    dell’essere soli.

    Non suoni, non passi d’intorno
    non tonfi improvvisi
    che sussultano l’anima.

    Scegliere, finalmente tu, se muoversi
    o trattenere persino
    il respiro e il pensiero

    e con essi, forse, invischiare
    in un tiepido miele la vita
    per poco, frazione di secondo,

    ma sospenderla
    quel tanto che basta
    a guardarla brillare controluce.

  • 04 aprile 2013 alle ore 22:01
    Le dita di Dio - dal Premio Vigonza 2009

    Le dita di Dio

    si sono impiastricciate

    di rosa, albicocca, cipria, salmone ….



    Per pulirle da qualche parte

    le ha strofinate a sera

    sull’azzurro cielo di maggio



    nel momento magico di buio-non ancora



    quando le prime luci, timide

    forano i muri delle case.



    Ora non-ora,

    sospesa attesa



    pare poco a poco rallentare



    ……treno svagato, incosciente

    di quanto sia vicina

    la stazione ove fermarsi.

    Lentezza e sospensione

    accettate o cercate



    come respiri profondi prima

    d’emettere un mantra. Pronunciato



    con la mente la volontà il cuore

    ancor più che la voce.

    Innumerevoli case, tavole e persone



    tovaglie stoviglie o semplici ciotole

    cibi profumi sapori

    stuoie o sedie



    riti d’accoglienza e ristoro

    riunioni di volti, di voci….



    Preparativi d’ambienti sereni

    nella pacifica sera, respiro



    sommesso preludente al riposo.”

  • 04 aprile 2013 alle ore 16:01
    Grigio silente

    Nei fuochi di questo giorno
    silenziose le mura grigie
    stanno, circondato lo sguardo
    che si arrampica nelle solitudini
    di una strada, di una placida ora.

    E fugge libera certezza
    di catene ai coraggiosi intenti
    più alti dei monti di Vorrei
    abissale dove l’atto non si consuma.

    Attoniti cosi, dalla voce moderna
    cessata e stanca, che sottolinea
    argomenti d’inferno e pungenti
    ed esalta sopite sensazioni
    di essere una virgola
    tra una vita e l’altra.

  • 04 aprile 2013 alle ore 15:13
    Notti

    Vieni nei miei sogni col Tuo candore
    ad allietare i miei sonni

    a sussurrarmi dolci parole
    nenie soavi per l'anima in festa

    e trasportarmi mano nella mano
    in altre dimensioni

    Abbracciati d'allegria
    con le onde della nostalgia a bagnare lo spirito
     
    cavalchiamo il Paradiso ubriachi di gioia
    in quei momenti avari d'ansia e ricchi d'amore

    Hai l'allegria di un bocciuolo di rosa
    appena fiorito

    con la frenetica fragranza d'impregnare il mondo

    arrivare col Tuo profumo al di là della pelle

    e inebriare o assopire le irrequietezze del cuore

    andare oltre in quel sogno
    che ridà la speranza alla mia esistenza

    e continuare a sognare.
    .
    cesaremoceo

  • 04 aprile 2013 alle ore 13:40
    Lettera a Graziano di Elode

    Oh, Graziano, luce divina, tu vieni a me come il giorno fa con la notte.
    Porti il calice della virtù più ardente, che rammarico d'amore non ha pace se non toccato dalle labbra tue.
    Cammino con il vaso dell'anima mia tersa e dono a te l'immensa me stessa; con peccati, memorie, dolcezze motorie, tu rimembri il canto antico di chi ti ha amato?
    Gora, qual'è il mio nome, t'invoca e ti urla dritto al petto; tu che per il mondo mi hai lasciata e che ora subisco il castigo di tanto amore svanito.
    Porto al collo un ramo per dimostrarti che in qualsiasi momento tu voglia, io, me medesima, sono pronta, con un sol gesto sventurato, a togliermi il fiato.

  • 04 aprile 2013 alle ore 11:19
    Time

    E nel silenzio del giorno, il tuo pensiero mi accompagna.
    Dolce ricordo impresso nel petto,
    in ogni posto io ti sento.

  • 04 aprile 2013 alle ore 3:26
    Sfide della vita

    Nel silenzio rumoroso
    delle mie malinconie
    ho soffiato, col respiro
    rosso sangue del cuore,
    centinaia di parole
    lacrimose e piangenti
    all'orecchio dell'anima.

    Ho già pianto troppo
    ed ora ho gli occhi secchi.
    Ma insomma,
    le mie sofferenze
    non sono state vane,
    anzi m'han reso più forte...
    mi hanno portato
    a non arrendermi più
    davanti agli ostacoli
    che vengono a crearsi
    lungo il tragitto della vita.

    Da ora in poi, dunque,
    basta con le lacrime
    e con le notti insonni!

  • 03 aprile 2013 alle ore 23:33
    Tumultuose convivenze

    Lente e anonime passano le ore

    nel miraggio di una riconciliazione

    che l'ottusità degli uomini
    rende impossibile al cuore e invisibile agli occhi

    Presente nei momenti in cui passa la storia

    nel torpore freddo a smorzare il pathos
    che pervade l'anima

    sposo la neutralità

    in cambio di una favorevole autonomia

    in una cornice di tumultuose convivenze
    tra sentimenti

    che brillano nella palesata povertà intrinseca
    per la loro assenza

    e trovare nei ricordi

    l'incanto di chi sogna ad occhi aperti

    con la mente ibernata nella giovinezza perduta

    e in quello scrigno celestiale

    essere annientato

    dal raggiungimento dell'apice del piacere.
    .
    cesaremoceo

  • 03 aprile 2013 alle ore 18:41
    Sofferta Passione

    Sacrificio,
    bussi alla porta d'ignari individui e
    spargi sofferte passioni che turbano e
    stringono l'animo stupito,
    avvilito da improvviso sussulto;
    paura inattesa,
    timore inconsapevole
    a invader le membra tutte,
    in un brivido senza fine.
    Cos'è infinito tremore a
    riempire il tuo cuore,
    respiro ansimante in pensieri che
    bussano dentro,
    battendo con forza impetuosa
    la nostra fragile vita?
    Parole inutili invadono
    le bocche di chi consola.
    Parole leggere,
    per quanto profonde,
    volano via nel vento impetuoso
    di questa bella vita,
    troppo arida in tortuoso e
    incerto vagare.
    Male!
    Bussi alla porta
    di ignari individui
    creando scompiglio,
    penoso ondeggiare tra
    voglia d'emergere e silente mirare!
    Mirar lassù,
    oltre monotono orizzonte terreno
    in urgente bisogno di capire...
    perchè siamo quì e dov'è diretta nostra forte,
    debole esistenza.

  • 03 aprile 2013 alle ore 18:25
    RIMORSO

    lungo la strada dei ricordi
    il vento sillaba
    tra foglie gialle
    disegnando
    mulinelli di rimorsi
    mi abbandono sulla poltrona
    e
    chiudo gli occhi

  • 03 aprile 2013 alle ore 15:57
    Battiti del cuore

    Sgomento taccio nello scorrer di ore
    luccicanti d'eterno

    che inesorabili si susseguono 
    sul viale alberato del tramonto

    a scrollarmi di dosso giorni
    che sembrano sempre più lunghi

    M'inerpico riflesso
    a scavalcare mura nitide e terse

    che specchiano i mille visi

    poche volte distesi molte altre corrucciati

    della mia realtà vissuta.

    In quei lineamenti marcati

    disseminati di momenti d'emozioni allegre
    e di sadiche disperazioni

    crescono miti pensieri a inseguire utopici sogni

    che svaniscono come nebbie
    dissolte dal sole mattutino

    lasciando gocce di rugiada

    soffici lacrime

    ad abbeverare in quei solchi

    battiti del cuore
    radici di nuovi germogli sempreverdi

    speranzosi di divenire forti alberi fruttuosi 

    a dare il meglio di se

    per nutrire la coscienza scaldata da solari sentimenti
    e scossa da nuove brezze

    soffi leggeri dell'anima colma d'amore.
    .
    cesaremoceo

  • 03 aprile 2013 alle ore 0:59
    Acrostico: PRIMAVERA

    Puntini multicolori tra il marrone e il verde
    Rompono il grigio e l'incolore e li disperdono
    In un caleidoscopio di emozioni e visioni,
    Mentre la natura si trasforma d'incanto
    Attraverso gli occhi di un aspirante poeta
    Viaggiatore e disegnatore a mano libera
    E sulla punta delle sue matite colorate,
    Rivelando dettagli altrimenti impercettibili
    Anche per l'occhio più sensibile e pignolo.

  • 02 aprile 2013 alle ore 23:13
    Overdose d'amore

    Sopravvissuto a molteplici calamità naturali
    vago come un naufrago scampato a mille tsunami,
    turbamenti con effetti collaterali sconvolgenti,
    nel cuore che batte ancora 
    senza rinnegare le sue aritmìe.
    Come un mendicante che,con espressione stralunata,
    indaga la sua povertà
    nel groviglio armonioso delle sue borse,
    cerco la mia ricchezza nella sacca di mille abbracci 
    immergendomi nella realtà che mi circonda
    per assaporarne la piena intensità,
    nello sfavillìo dell'anima in overdose d'amore
    e addormentarmi nei sogni cullato
    da questa musica a stimolare nuove emozioni. 
    .
    cesaremoceo 

  • 02 aprile 2013 alle ore 18:04
    T'aspetto battendomi il petto

    Con le lacrime per amiche

    accompagno il mio corpo stanco

    implorando a Lui

    gesti divini

    per appagare la sete di giustizia

    del cuore che arde in sintomi d'insofferenza

    nel miraggio di qualche oasi dove vivere felici

    si da lasciare testamento di certezze e di sogni

    tempestati di pensieri corroboranti

    note ammalianti nel desiderio di una melodia

    soffusamente diffusa

    nel vuoto dell'abisso dentro cui navighiamo

    Pregare che il Cielo illumini le menti

    e far che dall'occaso delle gelide notti

    rinascano aurore di fulgidi sorrisi

    per ribaltare il tragico destino già tracciato.
    .
    cesaremoceo