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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 gennaio 2013 alle ore 15:46
    Le verità degli angeli

    Parole silenziose
    come guastafeste
    al compleanno
    degli stolti
    arrivan come
    pacchi da scartare
    ornati di coccarde.
    Son dolci
    le dissonanze
    che giungono
    a distrugger
    le pareti trasparenti
    dell'orgoglio.
    Discretamente
    non astratte
    sussurrano
    all'orecchio
    di riciclar paure
    e paraocchi
    dei vecchi compleanni.

  • 12 gennaio 2013 alle ore 13:19
    Dei baci

    Dei baci s'è scritto e si scrive
    la lode del grande piacere
    legandoli a amicizia ed amore.

    Crude dà fitte scoprire
    che vengono da un traditore.

    A Giuda ricorre la mente
    che ad inchiodarlo ne diede
    al Cristo per metterlo in Croce.

  • 12 gennaio 2013 alle ore 12:55
    Da nuvole e monti

    E improvviso,
    arriva,
    da nuvole e monti
    questo vento,
    rude e vigoroso.
    E' amica e poi nemica 
    la sua voce incantatrice,
    che arriva fino a qui,
    fino a me.
    Vento
    che ha inquietato il mare
    raggrinzito il fiume
    scapigliato il pesco
    e sfacciato,ora
    si insinua
    tra sentieri boscosi
    della montagna più nera
    di questa notte.

    Ed è qui,
    e urla, e schiamazza
    e forte batte contro i muri di questa stanza.
    Udirlo mi fa male,
    straniero è il suo linguaggio,
    che sà di risa,
    di pianto
    di affanni
    di tradite speranze
    di ostinati fati.

    Non voglio udirlo
    eppure è qui,
    e,compiaciuto
    travolge il cuore.

  • 12 gennaio 2013 alle ore 11:40
    Tempo-sospensione

    tempo elastico
    passato < presente > futuro
    gli orologi molli di dalì
    tempo-sospensione l'aprirsi del fiore
    tempo di blake
    sospeso nel balzo
    lucente della tigre
    tempo diluito non-tempo onirico
    tempo dilatato che
    scandisce deliri di luce
    in una tela di van gogh
    tempo sospeso
    immobile indolore
    felicità animale

  • 12 gennaio 2013 alle ore 8:37
    Armonie di fantasia

    Guardare dentro i ricordi
    che mi porto appresso
    sparsi nel peso degli anni
    Respirarne i sottili rivoli
    d'aromi dolciastri
    intorno al corpo martoriato
    da imposte immobilità.
    Esporre stupende
    nudità di pensiero
    per dar voce alle emozioni
    in questo Cielo
    gravido di speranze.
    Evocare e invocare
    maschere senza volto
    che nascondono
    visi senza anima.
    E scrivere parole vissute
    incasellate a coprire distanze
    prossime e lontane
    con la mente inebriata
    dal profumo di abbracci desiderati;
    immagini irreali
    che la vita muove dentro
    e ti lasciano un sapore voluttuoso
    a sdrammatizzare
    voglie insoddisfatte
    stormi di sentimenti migranti
    nelle nebbie dell'ansia
    prima monotone lamentele
    e infine armonie di fantasia.
    .
    cesaremoceo(c)

  • 11 gennaio 2013 alle ore 21:37
    Rivolta

    Vidi
    paese
    screziato

    Le folle
    mute
    dei popoli
    Smagriti
    di giustizia

    E frotte
    di idioti
    assoldati
    al potere

    Delle mani
    disgiunte
    dei contadini
    Il carbone
    sul viso

    Nessuna
    parola fu posta
    Dai tribunali
    virtuali
    di ere
    d'afasia

    D'occhi
    di uomini
    errabondi
    che sanno
    d'anima
    pulsante
    Di compassione
    e lavoro duro

    Dimentichi
    erano gli dei
    delle macchine blu

    Uomini o bestie
    ti chiedi?

    La nenia
    della domanda
    trova
    In questo cielo fisso
    radicato
    agli astri

    L'orizzontale
    vero
    Che il mondo è uno
    Che le grida
    sorda s'uniscano
    al fervente
    Cantico di rivolta

  • Di Te,
    angelo tra gli angeli, 
    che hai sopportato
    le scuri severe
    tenute salde
    da "solerti boscaioli"
    pronti a modellare
    quella "croce senza giustizia"
    che è stato il Tuo frenocomio,
    immagino di scorgere
    il volo sublime,
    delicato e soave
    agli occhi del cielo,
    affinchè io possa seguirlo
    e sottrarmi all'oblio.
    Mi hai dato i sogni per volare,
    la Tua anima per dissetarmi
    e la Tua mano per accompagnarmi
    tra i meandri dei pensieri
    facendo di me la più bella poesia.
    Ora che il mio corpo
    logoro dalla senilità
    ha più rughe nello spirito
    che nella faccia,
    catturo ogni angolo del Tuo pensiero,
    cibandomi dei Tuoi versi
    ancora una volta per non morire.
    Ti sognerò
    e all'alba di ogni giorno
    Ti rivivrò
    sol così Avrò Luci Da Accendere
    per l'eternità.
    .
    cesaremoceo

  • 11 gennaio 2013 alle ore 18:48
    Negli occhi della vita. (a mio padre)

    Ho visto sofferenze
    negli occhi della vita.
    Ho visto lacrime di dolore.
    Ho visto…, e ho pianto anch’io.
    Ho pianto,
    perché non se ne può fare a meno.

    Ho pianto la vita.
    Ho pianto,
    col dolore che mi uccide;
    col dolore che da tempo conosco,
    ho pianto.
    Ho pianto, lasciando ferite
    aperte nel cuore.

    Ho pianto,
    anche se son forte,
    … io, ho pianto!
    E nel momento in cui piango.
    Tutte le volte che piango,
    il pianto, porta via
    una parte della mia vita,
    e resto orfano di me stesso.

    E come un fantasma,
    nel buio vago.
    Come un fantasma,
    in cerca di un qualcuno
    che m’assomigli.

    Ora so con certezza,
    che dopo il pianto vi è la morte.

    Inedita, 08/01/2013

  • 11 gennaio 2013 alle ore 12:24
    Seguirei

    Seguirei il tuo leggero passo
    la tua orma coprendo
    sulla sabbia o sul suolo
    terra globo

    seguirei da vicino
    fianco a fianco
    poco lontano
    tuo piede lento

    seguirei subito
    senza restare dietro
    affiancando
    tuo piede affaticato

    seguirei senza indugio
    senza stare fermo
    non perdendo
    il procedere tuo

    seguirei facendo sforzo
    senza rimanere indietro
    non me frenando
    andando diritto

    seguirei passo svelto
    senza piede fermato
    me dirigendo
    con te avanzando

    raccontarti potrò
    ogni mio segreto
    al tuo passo andando
    per la via sorridendo

  • 11 gennaio 2013 alle ore 10:06
    Al mercato della vita

    Un vento catartico
    vorrebbe inondare il mondo;
    soffia impetuoso sui visi
    a scalfire i contorni di sensazioni
    che le persone celano
    con irriverente dignità
    relegando il tutto
    a una sorta di "ce l'ho-mi manca".
    La dispensa dell'Essere è svuotata
    e ha bisogno d'essere rimpinguata.
    Al mercato della vita
    è finita la comprensione,
    inutile cercarla
    e qualcuno che ancora ne ha,
    la tiene stretta
    elemosinandola qualche volta.
    E' finita la gentilezza,
    barattata con l'inciviltà,
    esauriti sono pure 
    l'amore e la pace
    e al loro posto si vendono
    i conflitti e la discordia.
    Non c'è più l'amicizia e la solidarietà
    sostituiti dal disaccordo e dall'ostilità.
    E' finito fin'anche il sorriso 
    con le mensole piene
    di scatole di broncio
    prendi tre e paghi zero.
    E' rimasta in abbondanza
    soltanto la solitudine
    e si fa a gara e
    si sgomita per la paura
    che anche questa
    riaverla è cosa dura.
    .
    cesaremoceo

  • 11 gennaio 2013 alle ore 9:21
    FOLGORI

    Ci sono macchie scure, zone d’ombra che anziché scacciare ho alimentato,
    Che non riesco ad estirpare mai dal mio io: frutti cattivi d’un albero buono,
    Enigmi interiori della mia mente, sempre invasa da concupiscenti tentazioni demoniache,
    Carnali follie indecifrabili radicate in me sin dalla nascita:
    Perdonami mamma!
    Se non son riuscito ad essere ciò che volevi,
    Per non aver saputo vivere una vita normale: una falsa libertà mi rendeva schiavo.
    Ora che tu non sei più capisco che l’unica ragione della tua vita ero io
    Le tue parole scuotono la mia anima
    Come folgori nella notte, ho sfigurato la bellezza dell’anima scandalizzando i miei occhi;
    Rimane il rimpianto di non averti ascoltata e il doloroso esame d’un passato ingolfato di sbagli.
    Ma vi è un’unica grande consolazione dopo la tua morte, segno di vittoria:
    L’imbattibile tempio di Satana fatto di lussuriose immagini oscene,
    Eretto in segreto a casa mia, ora brucia nel fuoco, umiliato ed impotente,
    Ridotto in cenere, trasformato in sporcizia e spazzatura.

  • 11 gennaio 2013 alle ore 4:14
    Se corpo,avessi la ragione...

    Se corpo, avessi la ragione
    la costanza, o la decisiva svolta
    che fa da paciere tra mente e cuore
    questa paura che l’amata si riveli
    tra due sogni,svanirebbe così,
    con un schiocco di dita.
    Ma tu questo non fai,
    tornare a vivere
    ma tu questo non sai.

  • 11 gennaio 2013 alle ore 4:10
    Mia regina...

    Oh, mia regina
    madre di tutte le bellezze

    padrona di questo mio cuor
    diviso da quest’avvento

    di nuova natura,
    sconosciuta fin’ora

    da questo mio corpo.
    Non c’è luce che t’eguaglia

    le parole sembrano infinite,
    ma dalle vostre mani

    e dai meravigliosi occhi,
    belli come la notte,

    io mi sento mangiar l’anima
    ed è lei a prender posto

    a quel vuoto,
    com’io seggo nel suo.

  • 11 gennaio 2013 alle ore 3:59
    Debutto della signora viola

    Prima madre, poi moglie ,ed ancora figlia.
    Come madre si presta con eleganza;
    come moglie nell’amore si spoglia,
    come figlia nell’amore si veste.
    Madre dal petto zuppo di lacrime,
    dalle mani dolci e consumate
    sia dal tempo sia da domesticante.
    Moglie dal cuore infinito
    e nelle vesti, che di notte non ha.
    Figlia,nello sconforto e nei segreti
    nelle paure, nelle scoperte e nei giochi.
    Presta nome, quel color:
    vivace,intenso, misterioso;
    come Viola: figlia madre ed amante.

  • 10 gennaio 2013 alle ore 22:14
    Benedetta pioggia

    In odor di vecchiaia
    i miei versi,
    pane quotidiano,
    sembrano ricordarmi
    d'esser vissuto invano.
    Vorrei sussurrare
    il mio dolore
    alle orecchie dei viandanti,
    raccontare di cose vissute
    e cose immaginate,
    senza rancore 
    d'esser giudicato
    mezzo scemo,
    forse perchè di me
    si conosce solo la metà,
    oppure perchè
    mi asciugo gli occhi
    con le mani sporche
    del fango d'attorno
    e cammino a piedi scalzi
    sotto la pioggia...
    per scrollarmi il sudiciume,
    e cancellarne ogni orma.
    .
    cesaremoceo

  • 10 gennaio 2013 alle ore 18:32
    Aspettative

    Il nuovo
    l'abbiamo infine capito
    non è che sempre vien bello
    a volte lo supera il vecchio
    come ci insegna il vissuto
    del cammino percorso
    da tanti accidenti segnato.

    Può far paura il futuro
    se comodo fu il passato
    ed a un presente stentato
    domani il ciel pare scuro.

  • 10 gennaio 2013 alle ore 17:15
    Assenza

    Mi manca
    il tuo delizioso sorriso.
    Non ho  fortezze
    senza le tue affettuose parole.
    Smarrisco la ragione
    non udendo
    la tua penetrante voce.
    I miei pensieri cupi ritornano
    nel ricordo
    del tuo rasserenante conforto
    delle tue morbide carezze
    dei tuoi delicati sorrisi
    delle tue leggiadre gioie
    delle tue cortesi tenerezze
    della tua equilibrata armonia.
    Il cuore sussulta
    il dolore m’apprende
    la malinconia mi assale
    e Morfeo mi abbandona.

  • 10 gennaio 2013 alle ore 15:42
    Orizzonte

    Sento freddo
    mi stringo un poco a te
    nei tuoi baci calor troverò,
    poi osservando un'alba 
    insieme sulla spiaggia,
    il respiro tuo assieme al mio
    rende banale questa meraviglia,
    una linea luminosa
    s'alza il sole con la sua tranquillità,
    un giorno nuovo ci sarà,
    non dimentico la notte
    appena passata
    proveremo a saltare oltre
    e veder cosa accadrà,
    l'orizzonte ormai ci chiama già.

  • 10 gennaio 2013 alle ore 14:50
    tiramisù

    questo cocktail
    di parole,
    sempre le stesse,
    come gli ingredienti
    di un tiramisù,
    caffè/gabbiani,
    savoiardi/mare,
    uova/infinito,
    zucchero/amore,
    mascarpone/orme,
    sale/cipressi,
    cacao/tempo,
    cioccolata/siepe,
    marsala/morte.
    per Dio, poeti,
    tiratemi su!

  • 10 gennaio 2013 alle ore 12:55
    IL seme dell'amore

    Custodito
    gelosamente nel cuore
    germoglio
    sempre pronto a rinascere
    a tuo piacimento
    i tuoi petali sono i sentimenti
    aurore d'inconscio
    sinfonie di vita
    orecchie che ascoltano
    le voci dell'anima
    m'ama non m'ama
    dell'emotività
    a rivelare l'Infinito
    raggi di sole
    che irradiano e scaldano
    l'esistenza
    .
    cesaremoceo

  • 10 gennaio 2013 alle ore 11:57
    Senza fermarsi

    C’è una lunga discesa
    uno scivolo
    lì ho svuotato
    i miei cassetti
    con tutti i sogni
    che custodivo dentro
    e loro hanno inziato a scivolare
    raccogliendo altri sogni
    che stavano rotolando
    a braccetto li ho visti proseguire
    non riuscirono più a fermarsi
    ed il gioco continuò

  • 10 gennaio 2013 alle ore 8:13
    Lettera d'amore

    Sarò mai il tuo solo pensiero
    come tu mi dici sempre,
    conosceresti la mia voce
    fra mille voci
    e non vorresti mai
    lasciarla e andare via.
    Conosceresti il mio profumo
    fra la fusione frastaglaita
    tra nettari di fiori...
    Sono come una foglia nel vento
    che si tiene ben salda
    per non staccarsi
    dal tuo ramo
    che la tiene
    e la cinge.
    Le tue parole
    piene d'amore
    quando mi sei vicino,
    ma lontane e sconosciute
    quando non ti sono accanto.
    Credevo di essere speciale per te
    un fiore da raccogliere
    un prato da non calpestare.
    Sono gelosa
    delle cose che possono arrivare
    a sfiorarti
    dove io non potrei mai arrivare
    a fare o condividere
    con te.
    Ti amo
    amore mio
    ed è questo e non altro
    solo amore
    e non altro...

  • 09 gennaio 2013 alle ore 22:38
    Se un vento gelido soffierà...

    Se un vento gelido
    soffierà in fondo
    alle nostre anime
    noi saremo là a scaldarci
    col calore della passione,
    infiammeremo i nostri cuori
    con l'amore dei versi
    e assieme vivremo
    un mondo senza lacrime
    privo di nostalgie struggenti
    e ricordi distruttivi
    di gemiti strazianti
    dove il tempo
    dissolva il superfluo
    e conservi l'essenziale,
    dove l'amore
    non conosce limiti
    dove nessuno ci potrà più dividere.
    .
    cesaremoceo

  • 09 gennaio 2013 alle ore 21:23
    Haiku - "La nuova politica"!

    Sirene in scena
    Ingorde meretrici
    senza pudore!

  • 09 gennaio 2013 alle ore 20:28
    La pittura

    Per secoli si chiedeva ai pittori
    di fermare il sentimento del tempo
    con i tratti più fini e i colori
    e la Natura era la mira d'ingegno.

    Poi a copiarla venne la fotografia
    in mille sfumature di grigio
    tingendola di color seppia
    coprendola di variopinto vestito.

    Più non l'imitò la Pittura
    poi smesso il piangersi addosso
    la rallegrò nuova vita
    con fantasia per modello
    non sempre cara alla critica
    incline a volgersi indietro
    che spesso il nuovo spaventa
    ma l'Arte va avanti contenta.