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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 marzo 2013 alle ore 18:14
    Cuore

    Cuore,che prigioniero hai fatto il mio amore,anima mia prediletta.
    Tu, che hai spalancato le porte del tuo sorriso ai miei occhi stanchi.
    Tu, dolce suono confuso tra l'acqua di questa nebbia,che mi avvolge.
    Tu, che nelle notti di tempesta mi sei stata manto,fuoco ardente di un'anima ormai spenta.
    Tripudio di emozioni,signora incontrastata,dove il tuo scettro di rose si è fatto aria per i miei polmoni.
    Tu, padrona assoluta di una scacchiera di stelle.Regina!
    Tu, così vita mia trovi la tua resurrezione,che di un poeta disfatto si è fatta emozione.
    Stelle,pianeti,galassie infinite si affacciano tra le dita che di accecanti bagliori illuminano il cielo come fulmini sulla mia mente.
    Tu, che ti perdesti tra le nuvole del Messico,da Acapulco a Tuxpan.
    Tu, che vivesti tra cielo e mare.
    Tu, che nascondi tra il tuo sorriso l'innocenza di una goccia di rugiada,così mi rubasti l' amore,
    e tutti i miei sentimenti in esso contenuti.
    Batte la pioggia sulle nostre spalle come pietre,ma tu splendida visione sei rimasta pura,come un giglio che combatte il freddo dell' inverno.
    Ed io vento e tu tempesta. Cuore.

  • 05 marzo 2013 alle ore 17:42
    Sibilla

    Hai mai visto il blu della notte tingersi di rosso per poi spegnersi in mare?
    Hai visto mai una foglia confondersi tra le braccia di un bambino?
    E l'aria congelarsi in una lacrima per poi rinascere fiore in primavera?
    Non hai visto nemmeno una distesa di rovi perduti da tempo,addormentarsi spine e svegliarsi nuvola. Ne un soffitto illuminarsi di stelle.
    Allora tu dolce sibilla,dammi la tua ultima predizione,perchè il mondo è tuo e tutto ciò che ne contiene.

  • 05 marzo 2013 alle ore 16:17
    Naufrago

    La vita è come una barca
    in fondo al pelago
    abisso di miserie,
    senza un nocchiero
    che ne conosca la rotta.
    La vita è come una barca
    senza una guida,
    alla deriva,
    inerte alle bizze di Poseidone,
    signore degli oceani,
    che impedì Odisseo,
    per due tristi lustri,
    a sospirare accanto
    all’amata sposa.
    La vita è come una barca
    dalla scia arbitrata da Eolo,
    custode dell’otre
    che soffia
    i venti nefasti
    alla navigazione.
    La vita è come un barca
    all’orizzonte,
    effimero, illusorio,
    ingannevole miraggio
    per  il fiducioso naufrago.
    La vita è come la speranza
    che alla luce si dissolve
    vestendo di rammarico e delusione
    il sognatore.

  • 05 marzo 2013 alle ore 11:54
    Sorridere alla felicità

    Entrare in punta di piedi
    nell'anima spoglia
    delle ombre oscure
    che l'occultano,
    cercare tra quei meandri
    la purezza e,in questa,
    ritrovare la ricchezza
    per sopportare
    immagini riflesse
    di un passato mai scordato
    e lenire reminescenze dolorose
    con nostalgie esse stesse
    impregnate d'amore e dolcezza
    inventando nuovi totem
    da ossequiare appena
    la straziante malinconia
    t'afferra il cuore strappandoti
    lacrime ardenti di paure
    a scandire goccia dopo goccia
    lenti tramonti;sentire scivolare
    in quegli attimi,i respiri del tempo
    vivendo la libertà
    della propria debolezza
    e raggiungere il giusto equilibrio
    lanciandosi in risse di sensazioni
    e sbronze di sentimenti
    ad assecondare voglie
    in avanzato stato di decomposizione
    smarrite tra le strade del cuore
    e correre il rischio di ritrovare la felicità.
    .
    cesaremoceo

  • 04 marzo 2013 alle ore 22:56
    Rimbalzi

    Si fa gara ai rimbalzi
    di parole lanciate
    a letture improbabili.

    Come sassi saltellano
    su diverse distanze
    poi ne restano cerchi.

    Echi pieni d'amore
    voglie di sbalordire
    sempre cercan metafore
    fulminanti attenzione.

    Sono tracce dell'io
    rimasugli d'autore
    che nei salti s'inebria
    d'una breve emozione.

  • 04 marzo 2013 alle ore 18:46
    Il mio desiderio

    Una crociera
    sulla nave del cuore
    in compagnia del silenzio
    e della solitudine
    e navigare
    nel mare dell'anima,
    senza briglie
    a imprigionarmi e,
    nell'emozione
    dei piu' profondi sentimenti
    andare in cerca di
    una Speranza
    che ti fa ridere dei guai
    e in Lei,
    nelle notti di pianto,
    fantasticare tra le lacrime
    per capire
    quanto amore c'è
    in quelle gocce
    di mondo interiore
    e sentirmi
    veramente libero.
    Ecco cosa vorrei... 
    .
    cesaremoceo

  • 04 marzo 2013 alle ore 8:35
    Sei tu l'anima mia...

    Sei tu l'anima mia
    maestro di vita
    dei nostri tanti discorsi
    e dei tuoi tanti consigli.
    Hai il dono
    di una bellezza speciale
    visibile non solo
    agli occhi.
    Sei il mio rifugio,
    le mie parole 
    perse per la via
    e con te ritrovate,
    di cose dimenticate
    e riacquistate.
    Sei la certezza
    in assoluto,
    l'abbandono
    dei sensi.
    Con te
    mi perdo
    in molteplici
    spasmi d'amore,
    il connubio
    perfetto
    dell'amore.
    Uno scoglio
    su cui afferrarmi
    per non scivolare via,
    un'ancora di salvezza
    per non affondare,
    la strada della felicità.
    Sei tu l'anima mia...

  • 04 marzo 2013 alle ore 8:35
    Amore

    Porterò nel mio cuore
    le tue parole sempre
    te ricordare
    te ripensare
    la vita con te affrontare
    con te passare

    liete ore
    dolce pallore
    rosse gote
    sonore risate
    note risonate

    belle attese
    magnifiche serate
    con te passate
    con te ripetute
    con te fatte
    con te trascorse

    solo il ricordo di te
    non cancella di te
    ogni mia memoria
    i luoghi ancora intriso di te
    gli attimi in presenza di te
    tutto mi sovviene di te

  • 04 marzo 2013 alle ore 7:59
    Rancori malcelati

    Reporter del nulla
    in mezzo alla luce
    marchio del sole cupo
    in un giorno di temporale,
    affronto il mio viaggio
    intorno al cuore,
    tra fruscii di labbra imploranti
    e adrenaliniche infusioni, 
    per arrivare a me stesso;
    avanti e indietro nel tempo
    entrando e uscendo
    dall'oblìo in un
    andirivieni continuo,
    mentre faville di pioggia
    accendono il futuro
    e bisbigli lontani
    ammorbano l'aria
    di vecchi rancori;
    e in quelli manifestare
    la miglior virtù:
    ripagare nell'odio
    sempre presente
    con la mente
    a ruotare nel vortice
    di questo addestramento,
    salvare l'IO dall'orda
    di quel clone senz'anima
    e portarlo felice
    nella terra promessa
    a goder la vita
    immerso nei sogni
    .
    cesaremoceo

  • 03 marzo 2013 alle ore 22:31
    finestate

    ebbra di vino
    cede il passo svogliatamente
    fra le foglie del declivio
    all'autunno incombente

    a terra posa la corona di erica verde
    abbandonandosi a Morfeo languidamente

  • 03 marzo 2013 alle ore 22:30
    Sulla punteggiatura

    Tosto e' il "!" nel ribadire un concetto
    quanto almeno gentile e' la "," nel far prender fiato allo stanco lettore al suo cospetto
    e furba fa pesar la sua assenza con un cambio di senso talvolta di tutto rispetto
    sempre a dubitare e a chiedere il servile "?" poco si cura poi del resto
    e che dire dei ":" o ";" gli uni sempre a spiegare come agli allievi il maestro e a far del bello in luogo di ostentare insicurezze gli altri
    non sono allora piu' raffinati loro? "..." (I puntini di sospensione) che nulla dicono e tutto lasciano intendere umilmente rimettendosi alla discrezione di chi li legge... lettore
    certamente li preferirai al rigoroso solo "." che categorico dietro di se' il periodo conclude e presuntuoso tutti mette a tacere a fine discorso

  • 03 marzo 2013 alle ore 22:29
    Fumo

    Il fumo
    in alto
    in lungo
    delicata scia
    segue meco
    le mani
    i passi
    poi svanisce
    con tracce
    nei capelli
    nella bocca
    nelle vesti
    ivi rimane

  • 03 marzo 2013 alle ore 22:28
    No name

    In acque ferme giace
    Quasi in posa
    Fra le altre o sola
    Delicatamente fra il bianco el rosa
    Silenziosa sposa
    Echeggiante senza parola

    Ninfa / LaurAnaise

  • 03 marzo 2013 alle ore 22:27
    No name

    You left me without care
    With vague illusions in the air
    Could have this been rare?
    Lies for wild thoughts' hair

  • 03 marzo 2013 alle ore 22:25
    L'Attesa

    sospesa
    pur tesa
    un poco pesa
    siffatta attesa

    qualche ora
    ancora
    allora
    all'ora

  • 03 marzo 2013 alle ore 22:24
    Murder

    with these my own hands
    i committed a murder Sirs
    I killed myself

    with my stretched arms in the hell
    i'm not guilty nevertheless
    i gave birth to my-new-self

    i followed my naked soul
    fled from this world
    with no return
    to wear new clothes

    no crimes to blame me on
    oh pls.. come on
    much better now than before
    as you all may well know

  • 03 marzo 2013 alle ore 21:18
    Dalla camelia

    Al suolo coronano petali rossi
    l'antica camelia sul lago
    che il sole carezza fra l'erbe.

    Più in alto corolle si aprono
    cuori sbocciati nel verde
    fitti a far pendere i rami.

    Sta nel giardino coi crochi
    guardata dai bucaneve
    compagni a viole ed ellebori.

    Primavera già sente l'aria
    del giorno dal grato tepore
    del marzo uso al suo nascere.

    Riempie lo sguardo l'incanto
    cancella l'istante i pensieri
    gravi e sospinge nei lievi.

  • 03 marzo 2013 alle ore 20:17
    Ciò che non sai

    E’ un’altalena la mia felicità
    quando ero bimba mi rendeva
    viva ciò che agli altri annoiava.

    Oggi odio tutto ciò
    e sono esclusa
    dalla felicità del semplice.

  • 03 marzo 2013 alle ore 18:14
    Tormento

    All’improvviso
    m’invase un indolenzimento
    che, mutato in formicolio,
    irrigidendo le membra,
    effuse nel corpo
    come aria in un pallone.
    Una senso strano sentii,
    sul canapè cascai
    come un peso morto
    per resistergli un po’.
    L’amarezza m'avvinse lo spirito.
    L’ angoscia m’avvoltolò il cuore.
    L’inquietudine m'invase l’animo.
    Il travaglio mi tolse ogni sospiro.
    Quel turpe affanno
    stravolse i miei grati pensieri
    mi disorientò
    e la ragione confuse.
    Orrendi giorni vissi
    nell’abbandono
    e nel patimento.

  • 03 marzo 2013 alle ore 12:03
    Se Io Fossi Dio...

    Se IO fossi DIO.....sarei diverso,
    dal Bianco...dal Nero...dal Giallo...dal Rosso
    Riunirei in Me stesso il Bene e il Male.....
    darei una mano a chi Non sa camminare.
    Lo sbaglio di un Uomo non sarebbe un Peccato,
    Ma soltanto il frutto di un Frutto Sbagliato....
    Che Nasce...Che Cresce...Che Vive....Che....Muore
    Cercando in un Libro il Suo Salvatore.
    E poi...nella notte quando tace un po' tutto,
    cercherei di capire come e' Nato quel Frutto....
    e in quanto Io Dio tutto posso cambiare....
    il Male in Bene saprei trasformare....
    Un giorno son certo tornerebbe il Peccato,
    ....nascerebbe da un Frutto un altro Frutto sbagliato....
    Ma ancora una volta Io saprei intervenire...
    ....e il Male alla fine dovrebbe Svanire......
    ....Ma Io sono un Uomo...non sono il Creatore,
    il Male in Bene non so trasformare......
    un solo consiglio al Mondo che Muore....
    ....AMATE VOI STESSI come AMATE il SIGNORE...

  • 03 marzo 2013 alle ore 10:02
    Alle soglie del tremila

    Arrendersi alla superficialità
    riannodare le fila della memoria
    per riprendere il viaggio
    e scoprire qualcosa di nuovo
    con l'esperienza depurata
    dagli impulsi giovanili
    a traslocare nel presagio
    di essere prigionieri
    senza catene
     e non perdere il senso della vita;
    ridere o piangere
    senza allegria o dolore,
    guardare le gioie della vita
    con emozione
    e generare sensazioni dissolute;
    evocare ricordi
    per sconfiggere la noia
    e sentirsi liberi
    nell'anomala solitudine
    di essere servitori contenti.
    .
    cesaremoceo

  • 03 marzo 2013 alle ore 9:56
    Casetta mia

    De notte tante stelle
    brilleno  su Roma
    ma a me me manca
    quella che illuminnava 
    la casetta mia,
    'na cammera e cucina.

    Quann’ero regazzina,
    corevo pe’ le strade
    tra l'orti verdi 
    e li  regazzi in fiore
    rientravo a casa solo...
    pe' magna' e dormi'

    er resto lo vivevo ner giardino 
    co ‘na fontana grande
    a du vasche, de cemento,
    dove le mamme
    sbattevano li panni...

    casetta mia sparita
    inghiottita da ‘n palazzone
    de periferia...

  • 02 marzo 2013 alle ore 22:01
    Vediamo un po'

    Vediamo un po'
    che ci ammannisce l'oggi
    la cronaca dei quattro disperati
    il bla bla ansioso dei politici
    le richieste industriali
    e i sindacati
    gli appelli solidali ai bisognosi
    le pulizie da fare dei corrotti
    niente di nuovo in fondo
    sotto il sole che dona raggi
    poi va alle nubi
    già stanco di guardare.

  • 02 marzo 2013 alle ore 21:28
    Adulterazioni

    C'è stato un tempo
    di giorni, mesi ed anni
    con l'immancabile vino
    spillato dagli ideali.

    E sapeva di buono
    tanto da convincerti
    ch'era questione di poco
    per uno splendido domani.

    Il mondo poi è cambiato
    illusione svelandoti
    quel che avevi creduto
    coi liquori corrotti
    d'un globale mercato
    governato dai soldi.

  • 02 marzo 2013 alle ore 20:00
    Aleya

    Era la più bella tra le belle e i suoi occhi parlavano, suonavano melodie supreme.
    C'era poesia nel corpo nudo sfiorato da leggiadri capelli affusolati, mossi dal tiepido respiro umano, incantevole quanto maledettamente infernale.
    Ed io ero compiaciuto dall'inferno, il solo che avessi conosciuto negl'anni già trascorsi, e vedevo in lei quel paradiso mascherato che mi avrebbe dato solo tormento e desiderio, mi avrebbe reciso l'arteria; il mio sangue si sarebbe fermato e il mio spirito sarebbe morto col corpo senza indugio, senza speranza ne volontà.
    Aleya era il peccato di quella terra, accolta e distrutta da chi prima le ha giurato amore e poi, dopo, morte e dolore.
    Ma al suo confronto qualsiasi terra, denaro, bene comune o spirituale, non valevano per averla.
    Sono stato un uomo malato d'amore, che ha perso tutto per un semplice mortale e se non avessi avuto Aleya, la vita stessa non avrebbe appagato la mia misera esistenza.
    I suoi occhi parlavano, suonavano melodie supreme, dove anche l'Iddio avrebbe ammazzato per averla stretta nel suo creato.