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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 marzo alle ore 20:38
    GranMa

    Gira fra le cose importanti
    dello scrigno di polveri
    poggiata a un bastone
    che cederà –facile -
    al suo peso di nervi
     
    Lo sguardo al mosaico
    di pampini sul pavimento,
    cerca l’ago e la cruna
    il bandolo e fibre scucite
    dalla trama dei nomi
    In un sincopato balletto
    braccia al cielo e occhi nodosi
    fa il verso ai suoi anni lontani
    “Eh, questi uomini! il migliore
    non l’ha conosciuto nessuna…”
     
    Torna a riempir la poltrona
    con incognito riso
    e la memoria, fuggente

  • 07 marzo alle ore 19:43
    Scendo le sponde

    Non ha mentore la luna
    che assurge al velo della notte
    e transita supina
    la resa al carcere, si sfuma in rune
    di stelle, supplice
    d’aperto stormo.
    Non sono uccello d’ali mozze
    fermo sul ramo o pinna che risale
    la corrente, né scoria nel dirupo.
    Scendo le sponde
    come un fiume che tintinna
    di sole la sua culla.

  • 07 marzo alle ore 12:43

    La vita forgia la tua personalità per permetterti di diventare quell'uomo o quella donna che hai cercato a lungo facendoti spazio tra delusioni, fallimenti e gente sbagliata. Ho costruito la donna che sono sulle mie fatiche, facendo leva solo sulle mie spalle e a chi non va bene o pensa il contrario può tranquillamente pensarlo, gridarlo al mondo perché a me non fa più ne' caldo ne' freddo. Ho superato il momento del “Ma... Non è vero” piangendo e sono entrata in quello del “Ma pensa un po' che cavolo ti pare” e ti saluto!
    Tratto da: "Una strada verso casa" di Silvia Nelli

  • 07 marzo alle ore 12:21
    Pensando A Lei

     
     
     
     
    Corrono veloci
    Gli attimi nella sera
    E dentro il caldo letto,
     
    Al risveglio del mattino
    Dopo aver fatto le mie cose
    Avverto già, il richiamo della notte,
     
    È allora che:
    Pulsa intensamente il tuo petto
    Ed io sento vicino il tuo cuore.
     
    Al mattino tu esci di buon ora
    Dentro la vita che corre veloce
    Ed il ritmo dei tuoi passi ti porta via,
     
    Riconosco la loro cadenza
    Quando sparisci oltre il tempo,
    Allora intuisco il colore dei tuoi vestiti,
     
    Indossi sempre gli abiti delle stagioni,
    Che ti appartengono per natura
    Come le lenzuola della Primavera.

  • 07 marzo alle ore 12:21
    Viaggio In Due

     
     
    Tu coppia
    Io coppia
    Noi coppia
    Il fato ci ha uniti
    Il demonio pure.
     
    Cosa c’è da fare?
     
    Camminare
    Camminare
    Per goderci
    Il sapore della vita.
     
    Mai farsi domande
    Per vivere
    E non soffrire
    Per  non morire.
     
     

     

  • 07 marzo alle ore 12:20
    Giovane Bizzarra

     
     
    Il dì sorride e fugge
    I giorni fuggono in te
    Dai miei pensieri
    E verso il buio che muore
    Per rinascere nell’aurora.
     
    La sua luce
    Il suo buio
    M’avvicina
    Mi unisce
    E come una festa
    M’acquieta.
     
    Giovane madre!
     
    Bella e bizzarra
    Sei nata negli occhi
    Cresciuta nella mente
     
    Hai ingarbugliato
    Pensieri e sentimenti
    Poi sei scivolata nel mio cuore
     
    Ora lo abiti
    Ora lo nutri
    Lo alimenti di speranze.

  • Pian piano l'incedere del tempo

    va facendo bianca la mia età
    e ancor più scavate

    le rughe sul mio viso afflosciato

    dove lacrime di passato
    formano dolci ruscelletti

    che scorrono a ricordare la vita

    E si separa la mia mente
    ogni dì sempre più ostile

    dagli anni

    con diluvi interiori intensi

    a favorire l'inutilità dell'ira
    irritata nel suo umore

    dalle contrarietà del vivere
    e dalle sciocche speranze

    oramai rapite dal cielo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Quant'è incantevole
    la pace del primo mattino
    della quale mi ritrovo testimone
    nel piacere di esserlo
    E anche se il sonno
    ancora pesa sui miei occhi
    e il cielo ancora non s'è fatto chiaro
    mi sento avvolgere
    dal barrire dei gabbiani
    che felici volteggiano
    nel loro stesso volo
    Nei miei versi conservero'
    la memoria di questa tua bellezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:44
    Ho agguantato la mia luna

    Non ho paura
    né brutti presentimenti

    dentro al cuore

    ma solo la speranza

    nell'integrita' della mente

    che tutte le predilezioni
    della mia fanciullezza

    abbandonate alla mia fantasia

    angelo carceriere

    che un tempo acuiva
    i tormenti della sofferenza

    possano andare oggi

    verso tutto ciò che da pace
    e ritrovare là la loro freschezza

    Ho dalla mia la moderazione
    delle mie abitudini di vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:43
    Perché?

    È provo d'improvviso un senso
    di spossatezza e di tormento
    anche se non posso differir
    da questo momento
    nella pienezza straziata
    d'una voglia di verità
    in fronte all'inevitabile destino
    convinto come sono
    che tutto è conseguenza
    della condizione di un passato
    che non si riconosce più nel presente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:41
    È l'alba di un nuovo giorno

    Al risveglio oggi
    ho provato un sentimento strano
    dolce e insieme pungente
    come quando il pensiero si realizza
    e s'avvolge d'angoscia
    E quel pensiero
    mi dice che
    mi ha sempre amato
    che continuerà ad amarmi
    e che per niente al mondo
    mi farebbe del male
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:39
    Due cuori... un amore

    Inganni e violenze
    accendono i dolori

    e gli amori puri

    costanti e imbrattati d'amore

    che rimangono senza età
    nel desiderio d'eternita'

    restano a guardare il mondo
    con occhi meditabondi

    E scrivo il nostro sogno
    per sconfiggere il Nulla

    con affreschi caustici
    a mettere in crisi la morte

    e disorientare la paura
    del tempo che passa

    senza divenirne complice

    e svelarla e accettarla
    come fosse un divertimento

    E vorrei che il nostro romanzo
    non finisse mai

    nonostante gli inciampi
    ...e la malinconia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti

  • 06 marzo alle ore 20:36
    Vago tra le oscurità del mio viaggio

    Tenebra

    quante volte dovrò invocarti Io
    nel mio piacere d'oblìo ?

    E tu luna
    abbandona per favore la tua luce

    addormenta i tuoi argentei raggi

    affinché io possa espiare
    i peccati commessi

    e nella mia stoltezza possa trastullarmi
    e confessare ciò che mi strugge

    Solo sono nato
    e solo ho vissuto la mia vita

    a sognare suadenti sussurri
    e tenere carezze

    Ma dove sei affetto cercato ?

    A chi hai donato il tuo amore ?

    Di tutto hai potuto accusarmi
    ma non d'inerzia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 0:12
    Eremita dal tenero cuore

    Parea solo di spirito impastato
    che d’esigenza poco in corpo aveva,
    e in fervor trasluminosi eccelleva,
    pertanto d’umiltà vantava stato
     
    Merito di bontà 'n alma ha stipato,
    ma a vista d’altri spesso mal poneva,
    Lui che di Dio cospicuo amor viveva,
    che a Egli da sempre e solo avea bramato. 
     
    Furono  tanti e monaci e medici,
    che con bassezza d’animo e di mente
    vollero angariare quel cuor fervente.
     
    I primi a causa di più gelosia,
    mentre gli altri per denar  frenesia.
    Lui non tocco, largiva benefici.

     
     
     
     

  • 05 marzo alle ore 23:05

    Lascia che ti spieghi una cosa:
    FIN QUANDO UNA DONNA LA VEDRAI SOLO COME UN “CORPO” FINE AI TUOI SCOPI E NON COME UNA CREATURA DA RISPETTARE E AMARE, LA OFFENDERAI OGNI VOLTA CHE LA GUARDI!
    Tratto da: "Una strada verso casa" di Silvia Nelli

  • 04 marzo alle ore 17:38
    Incantato ardore

    incantato ardore di alberi in attesa
    vengo a stupirmi d'occhi
    si migra anche da zolle calpestate 
    saldi e leggeri 
    a frotte

  • 03 marzo alle ore 21:18
    Ho patito e sofferto, Io

    Non ho ricevuto mai un bacio Io
    solo elemosine d'affetto
    nel mio sentirmi
    impantanato nell'indifferenza
    a credermi figlio di nessuno
    a pensarmi un peso per me stesso
    nelle discese nell'inferno
    della mia interiorità
    Adesso con le parole e con i gesti
    cerco di andare oltre
    per attraversare i miei dolori
    per andare contro la paura
    questo mostro misterioso
    che non riesco a riconoscere
    E cerco varchi agevoli
    per oltrepassare questo muro
    o quanto meno una mano amica
    che mi offra un calice d'ottimismo
    da bere tutto d'un fiato
    che mi aiuti a sostenermi
    affinché riprenda le forze
    per aprire tutte le porte
    delle mie nuove primavere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 03 marzo alle ore 21:01
    Bruciori e sofferenze

    Figlio dell'antichità
    e della sua crudeltà al mio esser diverso
    vivo disperso nel mio buio
    e nei silenzi che sparlano tra loro
    di tutto il mio Essere
    Da sempre inzuppato d'amore
    nel canto melodioso d'un uccello di rovo
    che intona la sua nenia
    avanzo tra fiamme conosciute
    cercando rimedi alle mie passioni infelici
    E nei dilemmi che m'impone il destino
    rimango a guardarmi negli occhi
    a meditare sulla mia solitudine
    e accennando sorrisi aspersi di malinconia
    nella sofferenza che m'avvolge il cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:59
    Il concerto dei sogni

    Abbandonato al mio vuoto
    e usurato dagli anni già scorsi
    mi sento un violino
    consumato dal tempo
    sorpreso a soffrire
    la sua voglia di continuar a suonare
    E rimango sospeso in quel vuoto
    ad ascoltare la mia anima
    appesa al filo che la unisce al cuore
    e ferma nel suo voler donare amore
    che m'invita ancora
    a pizzicar le mie corde
    a continuare il mio modo di vivere
    di parlare alle coscienze
    e risvegliarne l'impeto
    E rimango qui a sentire ancora
    la musica di quel desiderio
    battere il suo tempo nel concerto dei sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Gioco all'ombra degli alberi della vita
    a provare sensazioni d'euforia
    godendo della sua magnificenza
    e in ogni nuovo giorno che nasce
    nella neve che soffice e allegra cade
    nel freddo che attanaglia i cuori
    tra gli scrosci della pioggia che mi bagna
    cerco rifugio nei miei sogni
    E voi intanto rimanete in ciò che siete
    in altra neve in altro gelo in altra pioggia
    in altre cattiverie e altre nefandezze
    ma ricordatevi nell'albagìa in cui vi mostrate
    che ciascun vento spira
    per ammantare il mondo
    con i suoi sentimenti castrati
    e avvolgere anche gli uomini come me
    che nell'orgoglio dei versi
    delle emozioni e delle immense passioni
    amiamo raccontare il vivere
    nei colori della nostra umanità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:55
    Il pregio dei miei difetti

    "Le mie notti han le ore più lunghe che non passano mai" (Albano Carrisi)

    Fin da bambino
    ho imparato a convivere
    con i miei difetti
    senza apprezzarne il pregio
    E non smettono di crescere
    nella loro sacralità
    che ne esalta la socialità
    nel loro divenire
    messaggeri di pace
    con la speranza manifesta
    d'indicare all'anima
    il giusto cammino
    verso la salvezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:53
    Tu padre, uomo perfido...

    Deserto e inquieto
    è il mio cuore
    a esprimere dolore
    per l'anime tenerelle
    volate in cielo
    Come faccio Io
    a serbar la mia fede a Te
    e subir questo disdegno?
    Ero detto in Te
    amante appagato
    e ora nel tuo amore
    mi scopro disperato
    Smuovo la brace
    che arde nel mio odio
    e andrei io stesso
    a prender ancor carbone
    ma dovrei andare
    invece di scherzare
    ...e scrivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
    (per i fatti di Latina)

  • 03 marzo alle ore 20:51
    Scirocco

    Solo tu
    infrangi il vigore
    che ho in me
    insensibile ai miei dolori
    varchi le soglie
    dei miei lamenti
    E ripeto ancora
    parole di disprezzo
    alla tua audacia
    di non dolerti
    di ciò che soffro
    Fino a ieri
    hai aperto le porte
    al tuo nemico
    quel maestrale
    che hai vinto e avvinto
    e ora soffi
    più turpe che mai
    Io che ai tuoi trionfi estivi
    rimango fedele
    e alle tue carezze
    ti prego
    sopisci il tuo impeto
    che fa lacrimare
    I miei occhi
    Chi ti costringe a questa viltà?
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 03 marzo alle ore 19:12
    In un abbraccio

    Ti cerco in un abbraccio,
    nel sole che sorge,
    nell'alba di un mattino,
    negli occhi di un bambino,
    nelle onde del mare,
    nel silenzio della notte.
    Ti cerco ovunque.
    E ti trovo nel mio cuore.

  • 03 marzo alle ore 19:06
    Lei

    Lei era il profumo dei fiori, le onde del mare, i prati dei versanti montani.
    Lei era il sogno ad occhi aperti, lo stupore di una bimba, la determinazione di una leonessa, la passione di un'amante.
    Lei era il capriccio di ogni ricciolo biondo, il sorriso che illumina il Mondo.
    Lei era Tutto. E anche di più.