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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 marzo 2013 alle ore 13:10
    Un consiglio

    Non raccontiamoci le miserie
    parlano fin troppo da sole
    così come morde il dolore.

    Scambiamoci gioiose parole
    carezze radiose di sole
    e non ci stanchiamo d'amore.
     

  • 23 marzo 2013 alle ore 12:39
    Quattro Cento Ottantuno

    Le gambe dei bambini issate a mezzogiorno,
    lancette e femorini ticchettano l'asfalto.
    Stia lontano l'uomo grigio! Dal ruvido
    invito le mamme scostano i menti
    ancora molli: come antidoto all'inciampo
    le loro braccia tirano via l'occasione alle escoriazioni.
    Quante marionette stamattina indossano i nomi
    dei nonni  e quelli venuti in mezzo al sonno,
    imberbi pulcini ancora tinti di culla
    provano eccitati la  prima  verticale.
    Anche io ho spazio. Ho foggia da nido
    qui, più giù del cuore: provami, sono
    larga abbastanza e mi chiudo ai venti.
    Ma nessuno deporrebbe in un fosso,
    nessuno guarderebbe giù spedendo
    la voce a misurarmi il fondo.
    E' tutto vero: nel mare non si semina.

  • 23 marzo 2013 alle ore 10:35
    Adesso sono un sasso

    Nel tempo del silenzio
    mi sono cresciuti i capelli
    ho parlato solo per necessità altrui
    avuto una buona idea o quasi
    preso appunti
    fissato molte volte il telefono
    cancellato la memoria.

    Spesso ho saltato il pasto della sera
    per una sorta di protesta muta
    che nessuno ha saputo fosse in atto
    almeno fino ad ora.

    Non posso fare altro che starmene poggiata
    come un sasso che nessuno calcerà
    umiliato dal tempo dell'ignoranza
    crudità.

    Ferma. Devo incagliare
    il tentativo di riprendere un discorso
    che mai concluderò. Se il mai è il nostro
    se non chiami amore
    se l'emozione non arriva.

    Io che sono una parola schiva
    o una valanga
    volevo sapessi il motivo del mio silenzio.
    Adesso sono un sasso
    e sono ferma
    assisto al niente che ritorna.

  • 23 marzo 2013 alle ore 8:48
    L'unica via d'uscita...

    Fra i tanti
    e i mille
    problemi
    che la vita
    quotidiana
    possa
    attanagliarsi
    contro di noi
    l'unica via 
    d'uscita
    ed in assoluto
    è di sapere
    che la persona
    che amiamo
    e che ci ama,
    ci veda
    in una luce 
    differente
    di apprezzarci
    valorizzarci
    anche se
    non siamo
    niente
    e forse
    mai lo saremo.
    L'unica via
    d'uscita
    in questo
    frangente
    è di avere 
    una spalla
    per potersi
    appoggiare
    sfogarsi
    confidarsi
    piangere,
    nei momenti
    bui
    tristi
    vuoti.
    L'unica via
    d'uscita
    e sperare
    di essere
    qualcosa 
    d'importante
    per la persona 
    che amiamo
    e che ci ama.
    Questa è 
    l'unica via
    d'uscita
    per poter
    sopravvivere
    in questo
    cosmo
    di caos
    assoluto...

  • 22 marzo 2013 alle ore 23:24
    Riflessi di luce

    Nelle tenebre di coraggiosi silenzi

    essere forte all'occorrenza
    col cuore che palpita quieto

    la mente in un doppio ritorto d'emozioni
    nei giorni che corrono veloci

    Sei la mia alba piena di sole

    la mia notte serena
    quando il vento dell'afflizione spira forte

    accostando i nostri corpi penetrati
    da brezze d'amore

    nel lasciarsi andare che allontana le ansie

    palpiti frementi

    stuzzicanti lingue di fuoco ardente
    a pizzicare angoli di paradiso

    sparsi in noi

    e lacrime di gioia che accarezzano il viso
    nel tripudio dei sensi ... riflessi di luce...
    .
    cesaremoceo

  • 22 marzo 2013 alle ore 19:13
    "Sigaretta"

    "Sigaretta"

    Arde e brucia...
    ennesima sigaretta,
    come ansia che assale
    fragil tormento,
    ricerca spasmodica
    di vita serena che
    in petto duole
    ascoltando lamento,
    flebile tormento
    in pensieroso cammino.
    Brucia sigaretta!
    Come vita che lascia
    sua bellezza fiorita e
    s'inoltra in cambiamento
    d'inevitabil tramonto.
    Rossa sei tu,
    mentre infuochi la mente
    in questa notte di luna accesa,
    di brama repressa,
    voglia sublime d'amor focoso.
    Cos'è uomo in sua sventura
    se amor divaga lì intorno,
    come dolce zuccheroso
    annebbia la vista al viandante
    affamato e
    indebolito dal tempo?
    Desiderio d'amore brucia,
    ardente passione bussa
    alle porte...
    aperte e solitarie.
    Brucia questa mia sigaretta,
    per poi spegnersi nell'oscurità.

  • 22 marzo 2013 alle ore 19:04
    Nel silenzio della notte

    Lo sento ticchettar, nel silenzio della notte.
    Lo sento: è come una voce che mi chiama,
    quel mio vecchio orologio.
    Quanto tempo è passato dal giorno che ti ho avuto,
    fedele amico mio.
    Quante avventure abbiam passato assieme,
    noi: una coppia affiatata.
    E quel tuo ticchettio,
    ormai stanco e affannosamente mio,
    m’accompagna in quel silenzio che si chiama notte
    e che nasconde il tuo volto,
    il mio volto e il volto del mondo.
    M’accompagni, come un fedele amico
    e non smetto mai d’ascoltarti,
    amico mio!

  • 22 marzo 2013 alle ore 18:56
    piatti

    piatti nel dire,
    alfabeti poveri,
    lettere indifferenti,
    inciviltà delle parole,
    viltà di bocche.

    piatti senza sugo,
    scarsi di ingredienti,
    così puliti,
    così bianchi,
    mai consumati.

  • 22 marzo 2013 alle ore 18:10
    Stagioni

    Primavera ed Autunno
    siedono a fronte stagioni
    con tutti i loro colori.

    La giovane bella di fiori
    coronata di verde
    danza lieta d'amore.

    Maturo ancora in vigore
    di mille luci brillante
    l'altro avanti l'inverno.

    Sboccia al tepore la donna
    l'uomo provato ha i frutti
    buoni sentendoli il cuore.

    Del tempo fuggendo gli estremi
    Inverno ed Estate non sono
    per loro gli amici migliori.

    La vampa del grande calore
    brucia ogni candore
    seccando il più tenero fiore.

    Porta infine rigore
    spiacente di morte
    la nevosa uniforme.
     

  • 22 marzo 2013 alle ore 18:01
    saracinesca

    presto avremo lo
    sguardo della sera
    ( abbassa quella saracinesca )
    da cui una luce fioca
    cercherà spiagge di vita
    ( è mattino, ri-alzala )
    che scemano tra
    demenze presunte
    e improvvisi abbandoni
    ( chiudila per sempre, non c’è più lavoro )
    nell’attesa del gran finale

  • 22 marzo 2013 alle ore 17:18
    Ricordare

    Mi rammento
    ci conoscemmo
    sotto il colonnato
    dell’ateneo

    notai subito
    il tuo volto
    il tuo portamento
    al primo appuntamento

    vidi subito
    il tuo profilo
    il tuo bianco abito
    da te indossato

    apprezzai subito
    il tuo labbro
    il tuo innocente bacio
    a me elargito

    ammirai subito
    il tuo pensiero
    sul mondo
    sì aperto

    ci separa ora un oceano
    un libro rimane solo
    a memoria del ricordo
    di poesia resto.

  • 22 marzo 2013 alle ore 16:22
    Fireproof heart - Cuore ignifugo

    At times my heart feels like a stone,
    heavy and cold;
    and then sometimes it feels like a shell,
    empty and lost.
    I wish I could bring it back to life,
    but you cannot set a stone on fire
    nor a shell.

    Trad.

    A volte il mio cuore è come una pietra,
    pesante e freddo;
    e poi ancora è come una conchiglia,
    vuoto e perso.
    Vorrei riportarlo in vita,
    ma non puoi incendiare una pietra
    e nemmeno una conchiglia.

  • 22 marzo 2013 alle ore 11:59
    Camelie

    Amano il lago le camelie
    dipingono fiorite le rive
    con vesti meravigliose.

    E ce ne sono di profumate
    che le api fanno impazzire
    attratte al primo sbocciare.

    Stanno sciolta la neve
    con le carezze del sole
    a contentezza del cuore.
     

  • 22 marzo 2013 alle ore 11:34
    Ricordami

    Ricordami...
    quando hai tempo
    ricordami quando puoi
    ricordami...
    quando ti passavo il dito sui tratti da bambino
    disegnando cuoricini sul naso piccolino
    e tu mi ripetevi  ad occhi chiusi “Ancora “
    sulle guance rosse avevi  l’aurora
    quelle carezze  sui piedini scalzi con i capelli sciolti a solleticarti
    il pigiamino giallo canarino e ti guardavo e mi sembravi un pulcino
    mentre di sera  ti accoccolavi sulle mie gambe
    e mi chiedevi  fiabe che sanno inventare solo le mamme
    e le inventavo per te
    Ricordami…
    quando hai tempo
    ricordami quando puoi
    rivedo uno sbadiglio prima di  andare a dormire e…
    Raccontami…
    accarezzami  ancora così come quando ero bambino
    in silenzio ascolto i tuoi pensieri
    disegni smorfie con  le parole  di ieri
    “raccontami…”
    ed ora che sei grande son io che ti chiedo
    raccontati…
    dimmi di te e perché  ti devo inseguire
    perché sei grande e hai smesso di fare il bambino
    e ti vergogni se ti chiamo e ti vergogni se ti scrivo
    e ti vergogni di me
    i primi amori e gli amici di gioco
    le compagnie che ti portano via
    mentre vorrei ritrovare il profumo
    che sa di favole appena nate
    e di carezze ancora cercate
    ricordami …
    quando hai tempo
    ricordami quando puoi.

  • 22 marzo 2013 alle ore 5:57
    Un girotondo...

    Un viaggio
    senza ritorno
    dove il mondo
    è tutto un girotondo.
    Giro
    mi rigiro
    e mi trovo
    qui a riflettere
    a pensare
    al futuro
    al mio domani,
    di cosa sarà
    di me
    e di te.
    Giro
    mi rigiro
    dove 
    un viaggio
    è senza ritorno,
    dove il mondo
    è tutto
    un girotondo...

  • 22 marzo 2013 alle ore 0:30
    Discordanza

    Torpore inspiegabile direi a detta di questa sensazione.
    Non ho cercato tale stato ne tanto meno immaginato e tocca, mi ha toccato.
    Immaginare lo sguardo dannato che mi assale.
    Oh, pensieri. Venite da lontano eppure, in un tempo così piccolo siete morte.
    Una sensazione che in un attimo muore, dà vita ad un altra
    e non so se sia stato più spiacevole che sia morto l'istante del torpore o che improvvisamente lame aguzze sono penetrate nel petto.
    A quale sensazione dare ascolto?
    Non so, non io, forse.

  • 21 marzo 2013 alle ore 22:30
    "La donna dei miei sogni"

    "La donna dei miei sogni"

    Difficile, arduo compito...
    descriver la donna dei miei sogni!
    Potrei desiderare donna bionda,
    mora, alta, bassa, magra, grassa...
    Principio della vita,
    dono particolare,
    è il poter osservare,
    amare, apprezzare
    la donna che abbia un gran petto,
    per accogliere cotanto cuore!
    Nessun orgoglio,
    nessuna superbia
    deve offuscare
    preziosa fiamma nel mio cammino.
    L'orgoglio distrugge
    l'amore più grande,
    ferisce l'animo nel profondo.
    Donna fatta di poesia, vorrei!
    Donna piena di magia,
    d'amor devoto...
    abbondante in sincerità e...
    tanto generosa in sua schiettezza umana.
    Difficile, arduo compito...
    in questa complicata poesia d'amor.

  • 21 marzo 2013 alle ore 22:28
    "Buio"

    "Buio"

    Cosa sono,
    umile essere umano,
    pieno di timore,
    paura d'affrontare
    dura vita complicata.
    Cosa sono in questo
    tempestoso tempo di
    mortale debolezza,
    di speranze, illusioni,
    titubanze, mortificazioni,
    tentazioni che portano
    il vil corpo a totale materialità,
    offuscando,dunque,
    spiritualità mia impura
    in tanta incuria.
    Buio dell'anima
    fa ch'io possa "risorgere"
    a vita nuova,
    allontanando per sempre
    il tuo oscuro cammino.
    Come può umano essere imperfetto,
    sorger a vita nuova,
    in perenne difficoltà?
    Speranza mia sola,
    barlume di salvezza...,
    sei tu...Amore.
    Solo in te
    umano essere,
    potrà ritrovare ragione
    fondamentale di pura essenza vitale.
    Amore... entra in me,
    fa ch'io possa risorgere
    in canto di amabil poesia,
    specchio di Luce
    mia divina.

  • 21 marzo 2013 alle ore 22:27
    Arrampicarsi sugli specchi

    Nello strepitìo delle ormai estinte passioni

    languide cantilene vellutate

    col cuore che sprofonda nell'angoscia

    voglie sospinte dal turbinio dei turbamenti
    germogliano nei prati ameni della senilità

    dentro quel clamore cupe nuvole adombrate
    cercano calore in raggi di sole al tramonto

    rughe marcate raccontano anni d'estati voraci

    mentre la canizie copre ferite profonde
    all'ombra dell'immensa bontà dell'anima

    con lo sguardo duro e brezze d'avversione

    ritrovarsi in quegli spazi sconfinati

    nella soddisfazione di sapersi innocente
    e nella collera di scoprirsi colpevole

    al di la del domani vive la mia speranza

    oltre i riflessi sbiaditi del tempo

    frammenti di freddo che scalfiscono il cuore
    lacrime asciutte d'occhi bramosi

    sfuggenti inquietudini
    che scivolano invisibili nel viso provato

    mentre la storia mescola sapientemente le carte
    .
    cesaremoceo

  • 21 marzo 2013 alle ore 22:25
    "Mi Perderò"

    "Mi Perderò"

    Mi perderò nell'immensa tua bontà,
    nel tuo sguardo profondo,
    nel cuore tuo prezioso e puro.
    Mi perderò fra le braccia tue perfette,
    come candide ali d' Angelo,
    in un dolce abbraccio fraterno,
    in tenera melodia d'amor divino.
    Mi perderò nella tua bellezza
    stupefacente,
    che attira l'anima mia
    proteggendo amorevole
    nostro affetto.
    Mi perderò fra i tuoi capelli che...
    si posano dolcemente
    sul volto delizioso.
    Mi perderò in tua sublime presenza,
    al cospetto di un caldo tramonto,
    che fa da sfondo
    al nostro amore.

  • 21 marzo 2013 alle ore 21:47
    "A te, dolce, vera amica..."

    "A te, dolce, vera amica..."

    Ispirazione improvvisa,
    il cuor mio assale.
    Amata amicizia,
    tanto cercata,
    tanto voluta...
    ho potuto ritrovare
    nel tuo amor solidale
    e puro.
    Improvviso sussulto
    offusca l'animo incandescente,
    sei dentro me
    amica mia carissima,
    amabil fiore gioioso,
    a colorare questo buio
    di affranta e
    misera amarezza.
    Generosa tua bontà,
    illumina gli occhi
    rammaricati e soli,
    mostrando luce di gloria
    per azione gentile
    al mio cospetto.
    Sei dentro me,
    in profonda unione d'animi...
    riscaldati da stima profusa,
    da tepore che oltrepassa
    ogni distanza terrena,
    facendo dei nostri cuori,
    un unico grido d'amore.

  • 21 marzo 2013 alle ore 20:17
    Ho-oo o Karura

    Il segreto
    riposa nel volo
    di chi implacabile
    sta nel cielo a saettare
    e comincia a bruciare,
    in un guizzo svanisce
    e da un pugno di cenere
    ritorna a danzare
    leggiadra
    come un funambolo
    che non ha mai perso
    l'equilibrio.

  • 21 marzo 2013 alle ore 19:54
    Marzo

    Oggi la primavera
    è un vino effervescente.
    Spumeggia il primo verde
    sui grandi olmi fioriti a ciuffi
    dove il germe gia cade
    come diffusa pioggia.
    Fra i rami onusti e prodighi
    un cardellino becca.
    Verdi persiane squillano
    su rosse facciate
    che il chiaro allegro vento
    di marzo pulisce.
    Tutto è color di prato.
    Anche l'edera è illusa,
    la borraccina è più verde
    sui vecchi tronchi immemori
    che non hanno stagione.
    Scossa da un fiato immenso
    la città vive un giorno
    d'umori campestri.
    Ebbra la primavera
    corre nel sangue.

  • 21 marzo 2013 alle ore 19:25
    Primavera nera

    Giunta è primavera
    venuta a poggiarmi sulla testa
    questo diadema
    di appassiti fiori.

    E’ un’incoronazione
    che suona però a requiem
    che lentamente
    muta il mio sorriso
    in smorfia di dolore.

    La senti?
    è l’anima che grida
    tra le lacrime
    alle stelle fatte a pezzi
    dal tuo orgoglio.
    La senti?

  • 21 marzo 2013 alle ore 19:09
    Il gioiello

    Il silenzio della notte
    nasconde tra le sue pieghe
    un arcobaleno rosso
    con stelle rubino
    incastonate nella sua curva
    Nella magia della sua tenue luce
    mi arriva la tua voce
    morbida, suadente
    viva e scalciante
    in un canto che celebra
    l'anima e il suo fremere
    di emozione e di amore
    caldo come lava vulcanica
    ... e mi arrivi forte
    vicina anche se lontana
    presente anche se assente.
    Chiudo i miei occhi e vedo i tuoi
    Mi arriva tutto di te
    il tuo contatto,
    il tuo profumo,
    la tua lingua e il suo gioiello.
    E la mia anima torna limpida
    lavandosi con la tua acqua
    che scroscia su di me come
    una cascata selvaggia
    e incontaminata
    ... e abbandonandomi a questa gioia
    che mi gonfia il cuore
    da te mi lascio
    attraversare.