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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Albeggiava lontano

    sui campi sperduti e incolti

    mentre si muovevano stanche

    alcune donne di Bosnia.

     

    Ogni passo seguiva il cammino

    di lunghi silenzi

    e segnava il ritorno

    come un filo lungo un’intera vita.

     

    Spigolosi profili in ombra

    rannicchiati nel velo

    come un rifugio alla paura dei giorni.

     

    Ma dietro quelle labbra sottili e bianche

    s’agitavano infinite parole

    spezzate violate frantumate

    in un groviglio umido e caldo

    sotto la lingua.

     

    Stanche donne di Bosnia

    sperdute e incolte come la loro terra.

     

    Chissà se un germoglio nuovo

    scioglierà un giorno

    quel groviglio di coraggio

    sepolto proprio lì

     

    sotto la lingua.

     

    Dal libro “Nel migrar dei giorni” 2000

     

  • 11 marzo 2013 alle ore 10:22
    Nera figura tutta nera

    Nera figura tutta nera nero scialle
    nera lunga fino ai piedi palandrana
    nere pantofole di grezza pezza ancor
    di lei il ricordo in Milano via Celoria
    negli anni miei oggi lontani mendicava
    lì solo studenti di passaggio o quasi
    a quelle ore assai preste del mattino
    politecnico scienze come medicina
    qual buona sorte e sperato auspicio
    per un esame da dare e poi da superare
    più di uno spicciolo risuonando forte
    nel piattino di metallo nero lì cadeva
    con cura posto lì a lei vicino vecchia
    tremolante vecchia su un instabile sgabello
    seduta lì quale destin ultimo triste giunta
    sfatta sfinita quasi consunta cinquant’anni
    di meretricio forse di più passati in bordelli
    di piacere case e angoli di strade il marciapiede
    forzati amplessi falsi sorrisi baci a lei rubati
    di guadagno fonte dello stato per tenutarie prima
    di un giovane pappone dopo che anziano
    poi inabile lei a quel triste mestiere diventata
    ancora misera alla questua allor portava
    povera vecchia sola senza affetti donna
    vigliaccamente che vigliacco ancor sfruttava.

  • 10 marzo 2013 alle ore 22:36
    Sogni infranti

    Sofferenza

    che ti apparti
    a godere dei frastuoni interiori

    ritmo fluente di orrori incalzanti

    pianto silente
    dentro l'intrepido ghigno della paura

    a cercare nella follia del non senso

    emozioni e affetti

    e accendere il Desiderio

    tra angosce profonde e smanie di libertà

    Tu

    a chiedere aiuto alla fantasia

    a prendere in prestito il vuoto che strugge

    e scoprire

    in lacrime sempre presenti

    illusorie speranze vestite d'arcobaleno

    nel gioco infame di cacciatore e preda
    che si inseguono

    si cercano

    si trovano

    nel banchetto di rinnovate crudeltà.
    .
    cesaremoceo

  • 10 marzo 2013 alle ore 22:16
    L'amarezza di una sera

    Il cuore 
    che si dilania
    dal dolore
    di queste
    spine amare,
    aculei appuntiti
    che affondano
    trafiggono
    squarciano
    tagliano
    scorticano l'anima.
    Paura 
    di brancolare
    nel buio,
    disperdermi
    e di non
    ritrovarmi più.
    Come è fredda
    questa sera
    e di scoprirne
    la via maldestra.
    Sguardo perso
    la mente in confusione
    in un viaggio
    di discorsi
    e nascosto
    all'amore
    che ti fu affidato
    e che vive 
    per te.
    L'amarezza di una sera...

  • 10 marzo 2013 alle ore 11:15
    Parlar d'amore

    E parli d'amore
    t'illudi di sapere,
    ma la verità qual è
    ti arrampichi sui sogni
    fatichi per capire
    quasi a percepire
    quello che non è...
    Parlar d'amore e in un attimo
    tuffarsi nelle nubi
    cavalcando un raggio di sole
    Parlar d'amore e si trasforma il Mondo
    una cascata di risate cristalline
    ed il nulla intorno sotto un ombrello
    una mano sulla tua un respiro in due
    un bacio è una promessa
    di un parlar d'amore domani 
    se si ha voglia 
    se c'è tempo 
    se c'è amore 
    ancora.

  • 10 marzo 2013 alle ore 10:16
    Volo

    Volo

    ad affrancare
    giorni di fuoco
    alla giustizia dell'amore

    con le ali stanche

    affaticate da venti in contrasto
    che spirano da ogni direzione

    nel rincorrersi delle mie stagioni.

    Rischiarato dal Cielo acceso
    del suo celestiale splendore

    percorro itinerari di caparbia lealtà 

    a respirare nell'aria mille essenze
    verso mete sconosciute

    ignorando se andare sia letizia
    a nidificare su fogli bianchi

    dove cortesi frasi in maiuscolo,
    garbate e sofferenti
    urlano silenziose,
    quelle mille difficoltà

    e non morire tra artefatti

    cardini arruginiti

    e effimere chimere.
    .
    cesaremoceo

  • 10 marzo 2013 alle ore 0:45
    Un Bambino...

    Un bambino
    ama le tradizioni
    popolari
    della propria terra,
    tramandata
    da generazioni
    in generazioni.
    crediamo
    che un bimbo
    non osservi
    non percepisca
    tali valori,
    ma sono 
    proprio loro
    che le cercano
    ed a ricordarne,
    scrutano
    guardano
    osservano
    imparano.
    Cari nonni
    insegnateli tutto,
    non siate restii.
    I vostri nipoti
    sono i pezzi mancanti
    del puzzle
    della vostra
    vita.
    Oggi voi siete
    il loro presente,
    un domani 
    loro saranno 
    il vostro futuro.
    Come è straordinaria
    la magica essenza
    della vita...

  • 09 marzo 2013 alle ore 23:28
    Pioggia nervosa

    Pioggia nervosa,
    tamburelli come dita infinite,
    ansiosa di scaricarti,
    ed io protetto dal tetto
    nel caldo del letto,
    aspetto.

  • 09 marzo 2013 alle ore 22:46
    Rubami il cuore

    Rubami il cuore
    prima che venga sera
    e che l'imbrunire
    col suo nero mantello
    inghiotta il nodo che sento in gola
    nel guardarti rapito
    aggrappato
    ad una corda di lacrime
    sull'orlo del precipizio
    dei miei pensieri.

    Rubami il cuore
    ma fallo in fretta
    perché non c'è tempo.
    Fallo prima che le foglie
    cadano nell'affacciarsi
    dell'autunno della nostra esistenza
    e che la curva del tempo
    con la sua sfera
    disegni una ruga più profonda
    e incancellabile sui nostri volti.

    Rubami il cuore
    senza far rumore
    dolcemente
    Senza scassinare...
    ...hai le chiavi.

  • 09 marzo 2013 alle ore 22:43
    Il merlo

    Tutte le mattine
    puntuale
    un merlo cerca
    il cibo fra erbe e foglie
    vicino all'edicola.

    Pare osservare
    il passaggio
    dei bipedi
    per il quotidiano.

    Di tanto in tanto
    fischia
    poi vola
    incontro alla merla
    ai merlotti del nido.

    Quegli altri
    si chiudono in auto
    o nella calca del bus
    e vedono nero
    il domani
    preoccupati
    dalla colazione tossica
    coi giornali.

     

  • 09 marzo 2013 alle ore 18:03
    Le ali della volontà

    Seduto sulla riva ad ascoltare
    i gemiti del mare
    con la sabbia a ricevere
    le coccole delle onde,
    gesti affettuosi a trasmettere
    vibranti suoni,voci sgomente
    e senza futuro
    sparse in echi di pensieri,
    battiti del cuore in sussulto,
    apprezzo la vita
    a viverla con passione
    consegnando carezze soavi
    alla mente ubriaca di fantasia,
    sostenendo lo stato naturale
    della mia coscienza
    con un bisogno virile d'armonia
    ed esprimere i più semplici sentimenti
    nell'assoluta tranquillità dell'ansia,
    camminare sotto braccio
    con l'eterno turbamento dell'interiorità
    e fondere tutto in un dialogo perenne,
    nell'esaltazione della volontà
    senza il timore dell'umiliazione
    di diventare un'anfora vuota
    piena di bieco cinismo.
    .
    cesaremoceo

  • 09 marzo 2013 alle ore 13:47
    I narcisi

    Oro di primavera narcisi
    in corsa fiorite sui prati
    sugli abiti nuovi ai giardini.

    Letizia donate alla vista
    campane che zefiro culla
    sopra la viola odorosa.

    Vicino vi piace un laghetto
    a farvi nitido specchio
    per ammirarvi al raddoppio.

    Se poi nel sogno venite
    una fanciulla trovate
    e in girotondo l'amate.

  • 09 marzo 2013 alle ore 13:30
    Anima parla

    Avevo sul corpo
    tatuati
    il volto
    di trasformati
    dolori
    Una febbre
    che m'accompagnava
    sparpagliata
    in cammino
    Allora
    lo spirito
    imbevuto
    di fuoco
    Diffondeva
    la forza
    d'un cuore
    mai domo
    Attirando
    a me
    il magnete
    leggero
    di forme
    sottili
    Energie
    d'oro
    E ogni
    parte
    di questo
    mondo
    raccoglievo
    Scrutando
    assoporando
    i segreti
    di
    vite
    nascoste

  • 09 marzo 2013 alle ore 10:54
    Fuoco sacro

    Diverso dal mondo,
    il tempo mi riporta
    su strade opportune
    immagini e tracce
    di sverginati sentieri
    e arcani pensieri
    senza furti d'amore.
    Sono vita in equilibrio
    tra le mille avventure
    che feriscono l'anima
    e il godere nell'incantesimo
    del sorger dell'alba,
    il sorriso del tramonto,
    il lasciarsi cullare
    negli attimi di mezzo
    dai raggi decisi
    e accalorati del sole.
    Tutto quello
    che mi è rimasto
    è questa biro, 
    scelta volontaria
    per sventolare vessilli
    di certezze e d'ironie
    e ostentare tenerezze
    tra le lame affilate
    dell'inchiostro;
    essere amato,
    mantenere acceso
    il fuoco sacro della vita
    e non nascondermi
    sotto un manto 
    di finte ambiguità.
    .
    cesaremoceo

  • 08 marzo 2013 alle ore 21:46
    Donna alla catena

    Con la mente cinta
    dalla dorata invisibile catena
    col corpo disteso
    alla nuova alba
    coi desideri
    nell’attesa del domani
    con lo sguardo
    a volte pilotato
    con la leggerezza
    abbandonata nel tempo
    con la luce fra le imposte
    rinchiusa
    col sentimento
    coatto all’evidente
    col sogno
    che mai in realtà
    si è tramutato
    col timore
    che tu sempre piccola eri sei e sarai
    con la costante che tu donna folle sei nata.
    Così tanto tempo
    alla tua vita hai regalato
    forse perché prigioniera anche di te.

  • 08 marzo 2013 alle ore 21:40
    Piccola guerriera indios

    Fermati a guardarla solo se provi un profondo rispetto,se non è cosi',allora sei cieco,torna nella tua strada quella che è senza direzione certa .quella che conduce a un prigione.
    guardala solo se dai tuoi occhi e bocca usciranno per lei corone di fiori altrimenti non fermarti neanche,prosegui la tua strada senza senso
    Guardala solo se conosci la carezza di un sorriso ,altrimenti non fermarti neanche o se insisti sara' lei a guardarti facendoti sentire improvvisamente tutte le stagioni e io non sono sicura se sarai pronto,se quella terra amica esplodera' dopo che tu non l'hai rispettata
    Lei,voleva donarti un fiore,l'hai preso con prepotenza e l'hai buttato per terra,perchè tu volevi lei,ma non hai mai preso la sua anima-
    Ohhhh ma hai le mani malate ora,bruciano,tremano,prudono......non conosci la natura vedi?
    quel fiore nascondeva un veleno complice con lei che gia' sentiva come eri..fiore amico di quegli occhi cosi' puri che tu volevi rubare e non ci sei mai riuscito.A
    desso hai capito che la terra non ti appartiene?
    luna che nasce

  • 08 marzo 2013 alle ore 19:33
    Un fiore nel mondo (8 marzo)

    In questo mondo
    dimenticato dall’uomo;
    dimenticato dal tempo,
    c’è ancora un fiore
    che nasce spontaneamente.
    Un fiore che porta amore
    nel cuore della gente.
    Che porta pace, serenità e armonia.
    E quel fiore di cui parlo,
    sei tu, oh donna.

    Che tanto ricordi la pace
    in terre che l’han vissuta.

    Che tanto ricordi il sorriso
    sui volti che l’han vissuto.

    Che tanto ricordi il cielo
    dove volare vuol dir amare.

    Che tanto ricordi la gloria nel mondo,
    mutando la vita da noia a gioia.

    Che tanto ricordi quell’infinito,
    che amor si chiama.

  • 08 marzo 2013 alle ore 18:45
    CVII

    Tra le quante  necessitate in loco
    e  tristi  notizie  volate in cielo
    che l’alma hanno avvolto in nero velo,
    fermo riacchiappa lo sfuggito gioco.

    E ricomincia  a  riattizzar lo foco
    al  senno  ch’è  calato al  freddo gelo
    mentr’altro pensier severo n’ha involo
    e  preparazione  è posta in alloco.

    Per quant’importanti ed  altre  ragioni
    non  puote  né  vuole più oltre fuorviarsi
    ch’ogn’altra  cosa  è minore  tenzone.

    Al Cielo spesso rivolge orazioni
    chè sugl’amori  cui vuol rincontrarsi
    cali  pia , divina benedizione.

  • 08 marzo 2013 alle ore 18:42
    CIV

    Il dì di poi, nel primo pomeriggio,
    anti lo spiazzo del casato antico
    la conosciuta voce d’uomo amico
    lenta strascica il solito messaggio:

    Mi tocca visitare altro villaggio:
    stanco son’io che pria alba già fatico
    lascio, indi, la busta sotto il portico
    e corro ad affrontare l’altro viaggio.

    Son gli zii che danno palesemente
    l’intenzione d’essere per ottobre
    a vivere con noi costantemente.

    Trema la mamma come fosse in febbre,
    invece il cuor trabocca d’allegrezza
    e l’ansia si dissolve nell’ebbrezza.

  • 08 marzo 2013 alle ore 18:37
    CV

    Cinque le lettere ch’abbiamo inviato
    e nessuna  risposta ricevuta,
    peggio, manco una loro è pervenuta;
    un non so che greve è certo capitato.

    Episodio luttuoso è trapelato:
    Un generale da favella  muta
    avverso l’Assemblea ch’era in seduta
    coll’ armi, del Paese s’è impossessato.

    L’esercito, in toto, è ammutinato
    e nel  Paese tutto c’è  coprifuoco
    e ogni discorso inverso è censurato.

    Pare, pure, che il nostro Consolato
    abbia edòtto le Autorità del peso
    ch’ ancora su Argentina s’è calato.

  • 08 marzo 2013 alle ore 16:19
    A volte...

    A volte
    noi donne
    siamo in lotta
    con noi stesse.
    Libere
    di voler
    pensare
    amare.
    Sopraffare
    questo mondo
    a volte
    crudele.
    Esser contro
    religioni
    che violentano
    la donna
    nell'animo
    e nel corpo.
    A volte
    sembriamo
    forti
    decise
    caparbie,
    ma è solo
    una maschera
    per sopravvivere
    di chi ha subito
    e nel silenzio
    più assoluto
    tace
    solo le lacrime
    le sfiorano 
    il viso.
    Quelle lacrime
    per dirle
    che è ancora viva,
    viva
    contro
    tanta malvagità...

    (Un piccolo omaggio per 8 marzo 2013 festa della donna )

  • 08 marzo 2013 alle ore 14:46
    Polline al vento

    No, non voglio alcun ramo di mimosa.
    Non staccarlo d'albero.

    Ricordi

    il rumore
    secco asciutto sofferto 
    che fa

    se la recidi?

    Lasciala lì,
    integra
    e fiera.

    Preferisco
    vedere oscillare così
    quei grappoli di polline odoroso,
    sullo sfondo di un cielo
                                               plumbeo.
     

  • 08 marzo 2013 alle ore 12:17
    Enigma dell'ora

    Cos'è ora la vita
    se prima
    non era?

  • 08 marzo 2013 alle ore 10:31
    Tu donna(a mia moglie)

    Vigile compagna
    costante della vita,
    col Tuo passo leggero,
    armonium sincero
    fatto di slanci e certezze 
    a percorrer maestre
    autostrade consolatorie
    tra i sentieri tortuosi dell'anima
    e le pieghe sgualcite della mente,
    illumini le mie vie d'uscita
    in accordo col destino
    e incarni la realtà nella carente 
    trasparenza dell'Essere.
    Gioia perenne
    e tormento tenace
    fai d'ogni carezza
    una ragion d'amore,
    elisir fragrante a stagliare
    i raggi profumati
    della tua primavera.
    .
    cesaremoceo

  • 08 marzo 2013 alle ore 10:19
    Donna

    Donna,
    matrice del mondo,
    vena d’umana grazia,
    nocchiera alacre
    nel pelago dell’amore,
    generi in seno al tuo grembo
    il soffio vitale
    memore
    di grata e ricercata sofferenza.
    Donna,
    desiderio naturale dell’umana gente
    armonica come le note
    di una corda vibrata,
    serbi chiralità,
    similitudine,
    sorgente di diversità.
    Donna,
    esprimi per la tua cara stirpe
    agape,
    nutri per il tuo amato sposo
    eros,
    senza di te non ci sarebbe vita
    senza di te non ci sarebbe asimmetria
    senza di te non ci sarebbe il mondo
    senza di te cosa sarebbero i sentimenti?
    Donna,
    sei culla
    d’amore e di fedeltà
    di sofferenza e
    di martirio,
    segretamente!