username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 16 febbraio 2013 alle ore 11:00
    Quattro Cento Cinquantatre

    Il mare non ti darà mie notizie mentre stai
    infilzato, faro dal collo torto, sulla riva con
    i rimasugli del mio ultimo odore.
    Nessuna divinazione dall'orzo orizzontale
    ingabbiato nella curvatura dei turgidi
    golfi, nulla arriva dal suo  buio bramito, dal
    liquido moto contropelo. I monti
    non ti diranno dove hanno dormito le mie
    spalle e quale ombra le arrossò prima
    della tua neve. Però sai che tutto di
    me è edificabile, che sul mio sangue
    si innalzano cantieri in tua memoria.
    Non so fare cose che durano un
    istante, la spirale dei tempi lunghi
    mi avvinghia la gola trascinandomi
    al gorgo delle attese. E  ti avrei
    abbracciato con la forma per cui
    avevi preparato l'incasso se
    questa piaga non ne avesse
    ammutinato l'ingranaggio.
    E adesso che dubiti della
    razza e della fedeltà di questo
    amore da canile, preferisco
    la morte alla direzione dei tuoi passi.

  • 16 febbraio 2013 alle ore 10:57
    Quattro Cento Cinquantadue

    Il feto stava uscendo, già con l'ombrello
    ed il nome del proprietario appuntato
    sulla marsina, irsuto al punto giusto
    e guarnito sul cuoio di una chioma
    possente. O forse glabro e con
    boccoli e bocca d'arancio, con la matrice
    del mondo proprio là sotto fra le tenere
    gambette rosate. Eppure tutti ne avevano
    già visto la voce, sentito la testa spingere,
    molle ariete già pavimentato, solleticato
    le piante dei piedi con gli occhi appuntiti
    d'attesa. Ma poi ecco che è rincasato,
    svestito di gran premura, rimesso al
    suo posto, ricacciato dentro, rinchiuso e
    rimandato. Non è stagione per il suo
    pianto, non c'è calpestio per il
    suo carponare. Verrà, verrà il tempo
    della divaricazione, del vagito dopo
    lo sforzo.Non oggi, non adesso:
    a volte un pigolio di voglia non
    basta ad impolpare di cielo le ali.

  • 16 febbraio 2013 alle ore 10:54
    Quattro Cento Cinquantuno

    Tutto questo silenzio dice soltanto una cosa:
    che dovevamo stare prima in silenzio,
    che io con le parole vado d'accordo
    solo quando sono mute ed orizzontali
    sul foglio e tu so che parli solo se
    stizzito dalle parole altrui fuori luogo.
    Ecco, forse se ci fossimo esercitati
    allora a trattenere, verbi e soggetti,
    aggettivi e bisogno, adesso ci
    adatteremmo con grande talento
    a questa landa in cui raccattiamo
    monconi e brandelli di lunghi
    discorsi. E come due bambini
    con porte e finestre di plastica
    rossa o verde, non riusciamo
    a mettere su un ingresso
    ed un ombelico nel muro
    da cui guardare la vita.

  • 16 febbraio 2013 alle ore 10:51
    Quattro Cento Cinquanta

    La mia pazzia è pazza, sono da legare,
    ma non da legame. Vorrei interrarmi per poi spuntare
    e pungerti i piedi così che al tuo " ahia",
    sogghignerei con il compiacimento di
    un'inguaribile peste. E vorrei invasarmi
    nei tuoi ricordi cosi che ad ogni pensiero
    io verrei prima, locomotrice di ogni vagone,
    sia biondo che bruno. E lasciarti a terra
    quando proprio più non ne posso del
    tuo cuore che, libero, solletica
    il mio alla libertà e quando lo slaccio
    ed è pronto, lui si diverte a tessere
    i vantaggi dell'ingabbio.

  • 15 febbraio 2013 alle ore 19:15

    MI MANCHI!

    Nel silenzio dell’anima mia
    come aliscafo che lascia la scia
    ascolto il pianto di figlia
    e l’angoscia nostalgica mi piglia.

    La tua assenza denuda il mio io
    la speranza vive nell’esistenza di Dio
    il gelido mi si consolida dentro
    perché il forte dolore ha fatto centro.

    Ricerco assetata il tuo sorridente viso
    e assaporo l’amore da noi condiviso
    annullando il ricordo di te in sofferenza
    ma lo stesso mi manchi, non c’è differenza.

    Crotone 7 febbraio 2005

    Scritta da:
    VIOLI ANNA MARIA

  • 15 febbraio 2013 alle ore 19:13

    IL MIO DOLCE BIMBETTO

    Il mio bimbo è il più bello del mondo
    ha sguardo infantile, gaio e giocondo
    le sue piccole mani sfiorandomi il viso
    contornano col dito il mio breve sorriso.

    Osserva felice e con gioia, poi grida
    lui vuole giocare e lancia una sfida
    e accarezzandomi con la sua manina
    sussurra giulivo: “Mamma, mammina”

    A me si attacca e con niente lo scollo
    mi serra poi, le sue braccine al collo
    e accostando al mio, il suo roseo visetto
    lo bacio, lo stringo è il mio dolce bimbetto.

    Crotone, 14 febbraio 1983

    Scritta dalla mamma
    Anna Maria Violi

  • 15 febbraio 2013 alle ore 18:00
    Le mie donne

    Vedervi sedute
    a tavola,
    parlare del più e del meno,
    a raccontarvi
    delle ore di sole
    che riscalda
    le vostre giornate
    e coltivare
    con sentimenti d'amore
    ettari inariditi
    di deserto del cuore,
    mi riempie di letizia.
    Sapere di questa unità
    m'infonde
    una felicità immensa 
    e mi trasporta
    nella tranquillità
    della mia futura assenza.
    Una musica piacevole,
    soffusamente appagante
    pervade l'anima mia
    di padre e marito 
    a farcirla
    di vera semplicità
    in un godere sublime
    scandito dalle note
    di questa melodia 
    e allontanare dolori
    complicati e oscuri.
    .
    cesaremoceo

  • 15 febbraio 2013 alle ore 16:51
    La Vita

    Spasimare certezze
    Ai bordi dell’oasi
    Dell’isola deserta

    In mezzo al mare
    Con onde furiose
    Che graffiano la riva.

  • 15 febbraio 2013 alle ore 0:14
    Io e te...

    Noi due
    che siamo nati
    per l'amore,
    noi due flash
    che scattano
    colori caldi
    dell'amore
    appena siamo vicini
    e ci sfiora
    con la sua delicata
    essenza.
    Noi due
    in testa alle luci
    di riflessi
    che ci portano
    sempre a ritrovarci
    a riscoprirci.
    L'amore
    per noi
    è come un fulmine
    che ci prende
    ci coglie
    sempre
    nella sua
    magnificenza.
    L'amore è vita
    respiro
    attesa
    abbandono
    dei sensi totali,
    non c'è niente
    che può
    plasmare
    questo nostro
    amore.
    Siamo unici
    siamo noi
    siamo io e te...

  • 14 febbraio 2013 alle ore 23:46
    Un po, stanotte.

    Lacrime, un po di lacrime lungo gl'angoli delle labbra;
    affondare il viso sul tuo petto per un po.
    Parlare, parlare e poi l'immenso.
    Un po di tristezza, ogni tanto, un po stanotte.
    I pensieri scorrono lungo la pelle, ti bacio e ti vesto di desiderio.
    Amare.

  • 14 febbraio 2013 alle ore 20:19
    San valentino

    Quanti cuori oggi
    stampati in ogni dove
    innamorati in coppia
    mano nella mano
    con baci firmati
    cuori segnati palpitanti
    senza fiori e senza onori
    cuori abituati fino alla fine
    insieme per il per sempre
    cuori abbandonati e piangenti
    affacciati ai balconi, pensierosi
    con la mente altrove
    ed il pensiero è una nuvola...
    una nuvola a forma di cuore
    che il vento spazza via
    liberando il cielo
    cuori seduti ad aspettare
    immaginando l'arrivo
    cuori indaffarati e accaldati
    nel preparare la novità
    cuori appesi ad un filo
    come acchiappa sogni
    in una realtà che ride
    il tintinnio è un assolo e forse per alcuni
    vale più di una scatola di cioccolatini
    un Cuore è pur sempre un Cuore
    è la vita e quando batte
    per tutti è luce d'amore.

  • 14 febbraio 2013 alle ore 19:21
    Ci mettiamo il cuore

    Ci prende l'amore con tutto il cuore
    davvero non gli basta una parte
    come in ogni altra occasione
    ma esige intera l'attenzione
    ardendo di forte passione.

    E lasciarlo è difficile
    spegnerlo quasi impossibile:
    non c'è acqua al bruciare
    del fuoco ch'è dell'amare.
     

  • 14 febbraio 2013 alle ore 15:44
    Il sognatore contemporaneo

    Caccia le stelle
    nelle notti boia

    (Le stesse stelle,
    le stesse notti tue
    perse nel tempo
    e nello spazio).

    I verbi son tagliole
    dai denti mobidi,
    stondati,
    trappole buone
    a catturar
    le lagrime e le risa,
    le emozioni.

    E' sempre stato il tempo
    mai passato
    ma fuggito in fretta
    che ci dato,
    che ci dà,
    che ci darà ragione
    nelle sfaccettature varie
    del futuro.

    Intanto noi tremiamo
    all'ombra di una lagrima
    scesa per beltà
    sui nostri cuori
    aperti su sogni
    dolcemente amari,
    devotamente traditori.

  • 14 febbraio 2013 alle ore 12:42
    In sogno

    Un battito di palpebre
    appaiono sempre
    remote orme
    mai passate
    or tornate
    or desiderate

    mi trovo nella tua piccola casa
    guardo una tua fotografia
    seduto al tavolo inizia
    racconto tua giornata
    trascorre serata
    di andare ora

    vorrei rimanere ancora
    non abbandonarti ora
    una volta ancora
    forse l’ultima
    non volare via speranza
    di vederti ancora

    quasi mezzanotte
    passata notte
    altre volte
    dovrò rinviare
    tristemente rinunciare
    tua via non fare

    pensiero insiste
    ricordo persiste
    parola incide
    memoria invade
    tempo sparisce
    tormento solo me ferisce.

  • 13 febbraio 2013 alle ore 11:47
    SAN VALENTINO

    Che la luce dell'amore brilli per tutti gli innamorati, senza mai spegnersi

    SAN VALENTINO

    il buio è luce:
    l'aria del mattino
    porta l'atteso invito
    alla festa dell'amore
    il suo calore
    penetra ogni membra
    la sua voce
    colma il cuore di melodie
    e le sue parole
    prendono ali di sole
    guardano la chiarezza e
    lasciano nel nulla
    i falsi e vuoti  desideri

  • 13 febbraio 2013 alle ore 10:48
    E' finito il tempo delle parole

    E' finito il tempo delle parole.
    Questo tempo
    consunto,
    sancito da un'unione di labbra
    brevi.
    Il mio mondo è diverso
    fatto di cose
    inacquistabili.
    Così le piccole cose 
    diventano immense.
    Le grandi cose
    rimpicciolite
    a colpi di ritornelli
    i quali girano a vuoto
    quanto un vinile, 
    lasciato 
    all'inerzia di un giradischi,
    soltanto acceso,
    i cui graffi
    solleticano.
    Ferite si sostituiscono a segni.
    E' finito il tempo delle parole
    a riempire i solchi,
    la puntina di dolcezza
    salta 
    gracchia
    brusica.
    Amaro refrain.

  • 13 febbraio 2013 alle ore 10:30
    Conferme

    Mordere la vita
    amando riamato,
    nel mio grande amore
    non manca nulla,
    immerso tra soavi sorrisi
    e seducenti nostalgie
    osteggiate da quotidiani dolori
    e struggenti rimembranze;
    divorare costanti istanti
    correndo incontro alla vita
    senza mai fermarsi
    per non restare spettatore
    in angosciosa attesa;
    e non essere schiavo
    ne padrone del sorriso 
    o del pianto
    di questo assurdo presente
    che fa sbocciare lacrime
    dall'odore asprodolce
    tra i fiori profumati
    dei giardini dell'esistenza.
    .
    cesaremoceo

  • 13 febbraio 2013 alle ore 8:56
    Mercoledì delle Ceneri

    Vapora la nebbia
    dalla neve disciolta
    e il cielo s'incelesta.

    Un altro giorno inizia.

    Passata la carnevalata
    viene la cenere imposta
    d'essenza nostra memoria.

    E' silenzio alla mattina.

    Fuori attende la via
    richiamando all'uscita
    distraendo la vita.
     

  • 13 febbraio 2013 alle ore 3:02
    Goccia

    Onde d'incanto e spuma
    viandanti del mio oceano
    feline sulla piuma
    desio di sale creano.
    E immerso nel sapore
    ma ebbro con l'olfatto
    non vedo che rumore,
    dilapido il mio tatto.
    Biancore d'oltremare
    dipinto di zaffiro
    non ti saprò domare
    più a lungo di un respiro.

  • 12 febbraio 2013 alle ore 22:13
    Gratta e vinci

    Sono esposto in bella mostra
    lì sul banco del barista
    son ricchezza concentrata
    son fortuna garantita
    se lo voglio io ti cambio
    tutto quello che non va.
    Al momento che mi acquisti
    ti pregusti la vittoria
    gratti assorto, lentamente
    son secondi di paura.
    Poi mi butti
    e senza averne l'intenzione
    fai canestro nel cestino 
    sotto quel televisore.

    Gratta e vinci, gratta e spera
    ai Parioli o a Centocelle
    in un cinema da solo
    o con lei sotto le stelle.

  • 12 febbraio 2013 alle ore 17:34
    Il ritorno a casa

    Nella stanza buia, remoto rifugio di pensieri smarriti,
    un fascio di luce, calda lama, penetra silenzioso.
    Un granello di polvere vortica sospinto dal respiro,
    piccola navicella vagante nell'oscuro spazio.
    Gocciola l'acqua nel lavello, cerchi concentrici,
    il ritmico suono riverbera nell'oscurità.
    Odore di muffa dalle pareti, macchie di solitudine,
    si insinua nelle narici pungendo amaramente.
    L'occhio scorge, ora avvezzo alla penombra,
    gli abitanti del tetro luogo, oggetti rimasti senza scopo.
    Su una mensola giace, svolto alla rinfusa,
    del filo interdentale chiazzato di rosso.
    Poi un bicchiere scheggiato, vaso di ripiego,
    ospita una rosa gialla ormai appassita.
    Vicino una candela consumata mostra,
    ricordo della fiamma che fu, il nero stoppino.
    Su una sedia malridotta giace, alfiere del dolore,
    un malinconico pupazzo con fattezze di giullare.
    Dopo lungo vagare il vecchio ritrova così la sua casa,
    quindi le stanche membra si accasciano al suolo.
    Il bastone appoggiato alla parete, lucido compagno,
    il pensiero vola alla vita trascorsa in luoghi lontani.
    Lo sguardo rivolto alla fievole luce, ultima amica,
    ricordo di calde giovani estati, vigore perduto.
    Quindi il sonno avvolge il vecchio, coperta finale,
    mentre il cuore spende i suoi ultimi battiti.
    Il canto di un uccello sconosciuto, dolce melodia,
    accompagna l'affievolirsi della calda luce.
    Giunge la notte e con lei il silenzio,
    giunge la morte e con lei il riposo.

  • 12 febbraio 2013 alle ore 9:14
    Voglio crederci

    Momenti felici
    pieni di promesse
    recitando
    la propria parte
    nella commedia
    delle sensazioni innate,
    in fantasie stimolanti
    intrise di passioni;
    penetrare
    negli abissi profondi
    dell'anima
    avvolta nel dramma
    di raggiungere l'Estasi
    e svelare
    giustificati sentimenti 
    soffiando forte sul velo
    di fitte nebbie adolescenziali,
    con i sogni
    che accendono il buio,
    in una mescolanza
    di turbamenti,
    allegria e tristezza
    della pace interiore,
    nella memoria nostalgica
     prigioniera dell'alternarsi
    del giorno e della notte,
    del sole più scaldante
    e del gelido buio
    più profondo,
    a cui vorresti sfuggire 
    nell'oblìo
    di dolori lontani nel tempo,
    in una girandola di emozioni
    e sfociare nel più radioso futuro.
    .
    cesaremoceo
    p.s. tutte le volte
    che penso di
    avvicinarmi alla tranquillità,
    succede sempre qualcosa
    che me ne fa allontanare.

  • 12 febbraio 2013 alle ore 7:49
    Il mandorlo

    Il mandorlo

    Stamane il vento spazia tra le nuvole,
    un’aria dolce e fine è tra i mandorli,
    un’erba fresca e nuova canta un cantico,
    ed io respiro i mesi che mi aspettano. 

    Ieri era inverno di neve incantevole,
    natura gelava, gemevano rondini,
    farfalle nel gesso del loro bozzolo,
    bambini sognavano voli di lucciole.

    Ma la maschera d’inverno è caduta,
    d’improvviso una rosa si è svegliata,
    due gatti al sole si fanno le coccole
    io sola ascolto il tempo senza fronzoli.

  • 12 febbraio 2013 alle ore 7:48
    Perdono

    Perdono

    Sebbene io sia un uomo,
    di fronte agli altri uomini,
    sebbene non sia  Dio,
    e non meriti perdono,
    neppure comprensione,
    io chiedo perdono.

    Sebbene abbia percorso,
    mille strade di fede,
    mille ragioni di pace,
    scalando le Verità,
    spezzando le bugie,
    io  sono solo un uomo.

    Allora, chiedo,
    che qualcuno mi aiuti,
    che prenda il mio posto,
    che varchi l’Oceano,
    qualcuno che trovi,
    le strade del Vero,
    le strade del Nuovo.
    che sia un uomo,
    più uomo di come io sono.

  • 11 febbraio 2013 alle ore 20:43
    11 febbraio 2013

    Una giornata speciale questa
    da consegnare agli storici
    col fulmine della notizia
    delle dimissioni papali.

    Una giornata particolare questa
    con la neve a cadere
    pianto gelido sulla penisola
    ai credenti dolore
    con l'inaudito del Papa
    che decide di lasciare.