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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 dicembre 2012 alle ore 20:55
    Preludio

    Dentro la vita
    inquieta anima sprofondi
    che il nulla t' avvolge prepotente.
    Il vuoto ti risucchia il corpo
    da pesanti sofferenze zavorrato.
    E' il vortice incontrollabile dell'avanzare
    che possiede e travolge
    il tuo essere;
    Ma al fine ecco
    ad accoglierti dolcemente
    la grande madre,
    le sue braccia forti, una culla
     per un sonno ristoratore
    preludio di vita.

  • 17 dicembre 2012 alle ore 18:21
    Giostra natale

    La nuova nascita è tornata
    da quel giorno che sei andata
    non ti ha perso il mio pensiero
    che si rinnova nel cielo nero.

    Dalla torre eri scesa
    tra le nuvole già sospesa
    a quel poco non ho pensato
    che di colpo sarebbe mancato.

    Sono salito in un momento
    alla speranza dal tormento
    nel sorriso del tuo cuore
    ho disperso il dolore.

    Ora so che sei importante
    anche se così distante
    ti ritrovo più vicino
    della vita nel cammino.

  • 17 dicembre 2012 alle ore 18:14
    Orfeo ed Euridice

    Tu sei l'Orfeo
    che nella fede
    non si volta
    ed io l'Euridice
    che segue
    ad occhi bassi
    fissi sul cammino

  • 17 dicembre 2012 alle ore 16:53

    Sei sempre sul punto di
    tra breve sarà diverso
    ancora un poco e vedrai
    e invece poi, all’ultimo
    c’è mancato giusto un pelo
    eri lì lì, un secondo prima che
    proprio sul più bello
    quando era a portata di mano
    e superato lo scoramento
    eccoti, torni sul punto di.

  • 17 dicembre 2012 alle ore 13:31
    Amica mia

    Ti parlo amica mia
    verso su verso
    parola su parola
    ricordando i tempi della scuola,
    quando mi accarezzavi i capelli
    tanto lunghi e così belli
    e mi sussurravi futili sciocchezze
    sedute al sole sui gradini in pietra,
    con le mie ciocche tra le mani
    nel cortile  rimbalzava il rumore della palla,
    ma l'ora  trascorreva guardando gli ulivi
    e la luce che s' imbrigliata nei rami
    a volte stavamo ferme in silenzio
    con la pace pigra di chi non lavora,
    la campanella segnava il saluto
    l'allegra uscita  diventava
    una folata di vento trascinante
    e noi di corsa fuori... mentre si perdeva
    nel vuoto , la voce dell'insegnante.

  • 17 dicembre 2012 alle ore 11:11
    Ombre cinesi

    E' valzer d'Oriente
    l'intreccio armonico
    delle tue mani
    con le mie
    intente
    a modellar
    tra le lenzuola
    le conturbanti
    forme dell'amore,
    ombra e fiore
    proiettati
    dalla bocca tua di geisha
    sul mio petto
    che lenta e di gioia
    mi dilania il cuore.

  • 16 dicembre 2012 alle ore 22:21
    Autobiografando(trilogia3*)

    Il sorgere del sole,
    il suo tramonto,
    la caduta delle foglie
    in autunno,
    un'àlito di vento,
    la sua forza
    nel mare in tempesta,
    un cielo stellato
    che mi parla di Lei,
    fanno vibrare nel cuore
    palpiti nascosti
    scompigliando nostalgie
    e ricordi;
    il premere di voci
    di bambini festanti,
    i trilli armoniosi
    delle cicale nel giardino
    dietro casa mia,
    abbagliano
    con una luce
    emozionale intensa 
    che mi libera
    dalle ombre dolorose
    del tempo,
    tra mille domande
    sempre senza risposta,
    nella costante esigenza
    di cercare l'Essere
    tra le miserie umane,
    nella povertà
    della comprensione 
    a sfociare in una poesia
    che voglia trasferire
    emozioni e sensazioni,
    sublimate
    dalle esperienze vissute,
    che sconvolge
    la vitalità di questi sentimenti
    e mi proiettano,rischiarandolo,
    nel buio della memoria
    e degli affetti.

    Dalla trilogia "Il mio destino" 3*
    cesaremoceo

  • 16 dicembre 2012 alle ore 22:09
    Crisalide

    Aggrovigliata
    in un intreccio stretto
    di pensieri …
    le membra fasciate
    dai miei ragionamenti

    non muovo che qualche
    inutile appennicolo
    guardo la vita
    svanire nella nebbia
    del mattino

    La testa invasa
    da uno sciamare d’api...
    crisalide in un bozzolo 
    tessuto da un baco
    con fili di seta

    così trascorro
    il mio tempo
    scandito tra giorni
    che passano uguali
    senza ricordi da conservare

  • 16 dicembre 2012 alle ore 10:08
    Bambini poveri

    Vestiti di stracci
    sporchi e cotti dal sole,
    il naso è una sorgente
    di aria pura e brividi,

    gli occhi vivaci parlano
    di piccole mani nere
    abituate al freddo
    in mezzo alla natura,

    collane colorate
    sui poveri tessuti
    le spalle dritte libere
    da zaini di scuola,

    non stringono penne
    per scrivere e imparare,
    la loro poesia è un sorriso
    non un gesto di memoria

    e dice quello che c'è da sapere
    non vi è lamento nel VIVERE
    quei dentini bianchi aperti sul mondo
    è il solo e unico piacere.

    Vittoria Carrassi

  • 15 dicembre 2012 alle ore 23:04
    Maya !

    Fermi
    ad aspettare quale mano
    decida il trapasso
    che santifichi la nostra unione.
    I visi appagati da anni
    di giornate scaldate
    dal calore della felicità
    e abituate
    al candido tepore dell'amore.
    I giorni passano
    disperdendosi nell'aria
    sperando in qualche gloria.
    Nudo è il mio pensiero
    e pronto al pubblico schernire;
    crolleranno i falsi miti
    nell'accelerante disumanità,
    rinasceranno gli arcobaleni
    nella Nuova Era,
    tornerà ad ardere
     il fuoco del passato,
    mentre io solitario
    raccolgo i nostri frammenti
    per portarli
    a Chi per amor li ricomponga.
    .
    cesaremoceo

  • 15 dicembre 2012 alle ore 22:54
    Pioggia

    E' di ferro
    questa pioggia
    che ti sta portando via,
    una volta ancora,
    via da me.

    Sferza il cuore
    come la strada.

    Sommerge i pensieri,
    riaccende fuochi
    rimescola ricordi.

    Ricordi,
    di sguardi schivi,
    di gote arrossite
    di baci gustosi di ambrosia.

    Ricordi,
    di un pulito amore
    di un tempo andato.

    Si fa tempesta ora
    questa pioggia,
    pure l'anima inonda
    ove s' annegano fanciulleschi sogni
    Acida e incurante,
    bagna il viso
    che se piango,
    non si vede.
    Bagna le mie mani gelide,
    che hanno cercato le tue,
    ora,
    e per tutti i giorni
    che non le ho avute.

  • 15 dicembre 2012 alle ore 17:31
    21/12/12

    Sarà la fine del Mondo
    prevista dai Maya
    un po' come il baratro
    in cui ci trascina
    con crescente debito
    la dissennata politica.

    Le chiacchiere si sprecano
    mentre c'è chi guadagna
    sui tanti che al solito
    con le paure cavalca.
     

  • 15 dicembre 2012 alle ore 15:35
    Scontava

    Tenace umanità di cui tanto se ne parlava
    metà dei suoi anni scontava, in solitudine
    dove solo si vedeva il posto dei suoi disumani sforzi
    ordinati da un razzismo che odiava chi proteggeva
    il colore della pelle diversa. Una caparbia
    gioventù, fra quattro mura, che davano
    su un mucchio di terra impastata
    con il sudore per diverso tempo, al servizio
    della cattiveria, per sempre si liberava

    Dedicata a Nelson Mandela

  • 15 dicembre 2012 alle ore 14:12
    Quattro Cento diciannove

    HO un foro da qualche parte nella testa da cui, a giorni alterni, vanno via le parole, sgocciolano dalla carnosa tubatura, perdita per cui non avrò rappezzo. Salvadanaio a cui e' fallace la creta: una dopo l'altra, sfruttando l'ora d'aria, sbirciato l'oblò fasullo da cui cavarle in tempo di magra, evadono. Tanto agili e gatte che il miglior cecchino non verserà una sola goccia del loro sangue grumoso e nero. Una volta andate, saranno di tutti gli altri, non avrò più diritto sul loro corpo di vendicative formiche in processione d'addio. Ecco, adesso monto d'ispezione, inizio l'appello: quelle per dirti sono già fuggite, ho trovato smessi i significati di cui le avevo vestite. Nudi lombrichi senza più divisa, adesso vanno a dirti in giro, ti venderanno bene , ti venderanno subito: chiunque crederà alla loro bocca di sirene, di astute, impareggiabili mercanti. 

  • 15 dicembre 2012 alle ore 12:44
    Quattro Cento diciotto

    QUando una mano va sul tondo, tronfio , carnoso giaciglio a sentirne pulsare la semenza, quando una mano dice proprio il nodo annodato la' dentro con poche ore di pratica, tenendo un capo, poi l'altro, infila, poi sfila, qualcosa mi rende affamata di simili cure. Allora provo ad imitarne la tenera ansa, la duratura zavorra, dorso primordiale, naso gibboso spuntato su un cratere arato con la lava migliore. Che dolce, morbosa invidia per quella falce , luna opaca a cui sono buia, fredda come un'eclissi. 

  • 15 dicembre 2012 alle ore 12:40
    Quattro Cento diciassette

    Portano a spalla la carie, legnosa estrazione a sorte in una pila di gemelle ancora vuote. La prescelta, pur vergine, ha ottimi interni: vellutata, calda ed accogliente come un orco. Cuccia per vermi, cabinato senza mare per le ossa, spanne di cavalloni appena spalati, accolgono ed inamidano di terra lo scafo. Il lucido mattone e' compostamente incassato nel forno già freddo ed assegnato, il marmo riservato, la porzione ordinata e pagata senza averne ancora l'appetito. La'dentro nulla brucia o s'arroventa eppure e' consumato da una cena buia, per commensali tuberi e talpe. Ogni cosa e' ridotta e sminuzzata fino a che del banchetto non restano che un nome ed una foto: sul menù della lugubre signora, costui e' la portata già assaggiata.

  • 15 dicembre 2012 alle ore 11:45
    L'energia s'addensa

    l’energia s’addensa in un tempo
    rallentato

    -noi qui nel divenire

    -palpiti d’anima e cielo

    (un
    trascendersi)

  • 15 dicembre 2012 alle ore 10:11
    Immaginazione

    Mimos, mimo, mimago, imago
    vocis imago,
    desiderata eco che mi conduce a te,
    o caro amor mio,
    alla tua immagine tanto graziosa,
    tanto vogliosa,
    stimolante l’ipofisi
    fonte di immaginazione,
    seme transitorio di vitalità,
    di eccelsa eccitazione,
    di tristezza,
    anche di felicità.
    Immaginazione,
    umbra et imago,
    o caro amor mio,
    ombra e assieme simulacro di te,
    ombra mentale sensoriale,
    simulacro, fonte di astrattezza,
    germe dell’idealità.
    Immaginazione,
    confusione di ruoli,
    divina miscela infusa,
    grato incesto mentale
    del reale col virtuale.
    Immaginazione,
    pretesto soggettivo
    di tremuli sussulti
    e di forti emozioni.
    Immaginazione,
    linfa fertile sentimentale
    che mi trascina a te,
    che mi fa odorare
    ogni cosa di te,
    che mi fa baciare
    ogni tua cosa.

  • 15 dicembre 2012 alle ore 9:08
    Tramonto di fede

    Un'altra notte,
    fredda e buia,
    è passata,sorge
    una nuova alba di speranza 
    nel desiderio
    che il prossimo sole
    non bruci le attese,
    ma riscaldi
    a custodire
    intensi sentimenti
    e non far piangere
    lacrime
    avvolte da nuvole
    di anime vaganti
    in questa essenza
    sconosciuta
    e mitigar le fitte
    di spine pungenti al cuore
    inebriato 
    degli odori del passato
    e ubriaco
    dagli errori del presente.
    Non resisto
    a uno sguardo nel cielo
    a implorarTi
    dalla mia finestra
    brumosa e gelida d'inverno,
    tra notizie funeste
    di bimbi ammazzati
    e lucidità offuscata;
    i passi dell'uomo
    sicuro e fermo
    sono scomparsi
    e nei pochi attimi
    di luce sempre più fioca, 
    s'innalza lenta
    la mia preghiera
    in quell'alba
    e...nel nulla tramonta.
    .
    cesaremoceo

  • 15 dicembre 2012 alle ore 9:03
    La civiltà

    Se è questa la civiltà
    non la voglio
    con l'idea che la libertà
    sia dell'assassinio
    da una disturbata personalità
    con pistole in pugno
    che bimbi ucciderà.

  • 15 dicembre 2012 alle ore 2:07
    Non si vive...

    Si vive nell'ombra
    per non apparire
    per esitare
    per evitare
    quel groviglio
    di occasioni,
    che palesando
    arrivano al cuore.
    Cerchi quelle parole
    come forma
    d'aiuto
    ma l'ignoranza
    fa sempre testa
    alle riserve
    dell'intelligenza.
    Si vive
    ma alla fine 
    "non si vive".

  • 14 dicembre 2012 alle ore 18:22
    Lo sciroppo per l'anima

    Affannoso rincorrere
    di una porta che non si apre mai
    preferisco il divertimento
    a una faticosa strada sterrata
    la paura di chiudere tutti fuori
    e ripartire
    perchè là fuori
    nessuno sa farmi ricordare
    me stesso
    me lo fa solo rimpiangere
    c'è solo candida neve bianca
    vorrei immergermi 
    fondermi nel suo candore
    porgimi quel fardello
    non voglio voltarmi più
    a trovare mille scuse
    senza pensare senza lamento
    solo con gli occhi ben spalancati
    dentro quella salita
    dall'aspetto redento.

  • 14 dicembre 2012 alle ore 17:24
    Natale 2012

    Oh! Stella stellina che brilli lassù.
    ravviva il tuo lume che nasce Gesù.

    I buoni sapori, i cari vecchi,
    le belle ragazze, festosa vita serena.
    Il paradiso è il Nulla profumato.
    Con pochi soldi si compra il Natale,
    senza soldi sei un problema!
    Babbo Natale ha la divisa come i carabinieri,
    se fa il comunista va sulla croce, come Gesù,
    Viva la croce, Viva la croce!
    L’inferno è il Nulla puzzolente.
    Milioni di buste paga, milioni di panettoni
    milioni di esistenze a norma,
    se rimani indietro sei un problema,
    Buon Natale problema.
    I nostri libri, i buoni odori
    gli amici migliori, serena vita festosa.
    Babbo Natale il tuo cuore esagerato
    ci assiste a tua insaputa come la luna:
    tu a chi vuoi più bene:
    a Gesù o all’Onorevole Barabba?
    Buon Natale al disagio mentale ed ai barboni,
    disabili a cui comprensibilmente nessuno vuole bene.
    Le brutalità e le brutture
    sono scomode e noiose, tipo le macerie.
    Buon Natale Quirinale che ci proteggi
    con i benevoli brutali
    salutari campi di concentramento
    nelle sacrosante carceri.
    Buon Natale al Signore delle Mosche.

    Angelo santo stammi vicino
    dammi la mano che sono piccino.

    (enrico dignani)

  • 14 dicembre 2012 alle ore 17:08
    Nevica

    Nevica
    ha iniziato di notte
    ancora è danza di fiocchi
    bianche le strade e le piante
    in un silenzio sospeso
    fino alle prime luci
    col clangore della cala
    per liberare la via
    al traffico cauto del giorno.

     

  • 14 dicembre 2012 alle ore 17:05
    Scacciatristezza

    Una rosellina graziosa
    t'invita al sorriso
    nell'ora malinconica.

    Senti?
    Il tuo cuore ha gioito.